Endometriosi: cause, sintomi e menopausa

MEDICINA ONLINE VAGINA VULVA APPARATO GENITALE FEMMINILE SCHEMA ANATOMIA UTERO TUBE FALLOPPIO OVAIOL’endometriosi è una condizione che si verifica quando l’endometrio si espande in zona pelvica. L’endometrio è la mucosa che riveste la cavità uterina: questo provoca dei dolori alle ovaie e vengono coinvolti anche vescica, retto e vagina.

Sintomi e cause

Le cause di questa malattia non sono ancora chiare. Alcuni fattori di rischio sarebbero da ricondursi alla giovane età e alla familiarità con la malattia.
L’endometriosi si sviluppa, nella maggior parte dei casi, perché l’endometrio raggiunge la zona pelvica durante il ciclo mestruale nei casi in cui le condizioni uterine favoriscano il passaggio delle cellule.
I sintomi più evidenti dell’endometriosi sono i forti dolori addominali o pelvici, ovvero il dolore mestruale; forti dolori durante i rapporti sessuali con la penetrazione; dolore durante la defecazione. Ci sono donne che hanno fastidi pelvici continui, anche non in presenza del ciclo.

Endometriosi e menopausa

Il tessuto endometriale ha bisogno dell’ormone estrogeno per crescere, per questo motivo alcune donne trovano sollievo nella menopausa. Quindi, nei fatti, nonostante le vampate di calore e gli sbalzi d’umore, così come tutti gli altri disturbi, la menopausa nelle donne con endometriosi si traduce in sollievo.

Cure possibili

La cosa migliore da fare, se pensiamo che i nostri disturbi siano troppo invalidanti è andare dal medico specialista. In generale le terapie mediche non guariscono completamente la malattia ma ne attenuano il dolore. Insieme sarà possibile fare visite accurate e approfondite. Se scopriamo di avere davvero l’endometriosi verremo aiutate nell’individuare l’approccio migliore, a seconda della gravità dei sintomi.

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Differenze tra irsutismo e ipertricosi

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Irsutismo

Anche se molti – sbagliando – non operano tale distinzione, ipertricosi ed irsutismo sono termini con diverso significato eziologico e Continua a leggere

Le uova fanno ingrassare o dimagrire? Quante calorie hanno?

MEDICINA ONLINE MANGIARE YOGURT UOVA LEGUMI MAGRA DIABETE CALORIE SEMI GLICEMIA GASSATA OLIGOMINARALE RICETTA INGRASSARE DIMAGRIRE INSULINA GLICATA COCA COLA ARANCIATA THE BERE ALCOL DIEPer anni le uova sono state ritenute erroneamente un cibo non adatto a chi è a dieta, se non nella versione soda e comunque consumate molto di rado. Sembrava essere uno dei capi saldi sui quali venivano organizzate le diete: le uova sono ricche di colesterolo e sono comunque caloriche, quindi meglio accantonarle. Ma è proprio vero quello che dicono? È vero che le uova fanno ingrassare? Oppure si possono consumare senza problemi?

Le calorie

Non si capisce come le uova siano state considerate per anni un cibo grasso e calorico. In un uovo di medie dimensioni troviamo circa 90 calorie, con il grosso di queste che proviene dalle proteine. Si tratta in aggiunta di proteine di ottima qualità e decisamente importanti per chi sta seguendo un regime alimentare restrittivo.

Attenzione a come si preparano

Ovviamente dipende da come si preparano: l’uovo sodo non ha calorie aggiunte, ma nel caso in cui optassimo per una frittata o comunque per delle uova fritte, dovremo per forza di cose andare ad aggiungere grassi di cottura e dunque andare ad aumentare la quantità di calorie contenute in questo alimento. Un uovo però semplicemente lessato, oppure cotto alla coque, è sicuramente un alimento dietetico che non fa ingrassare.

Non esagerare

C’è una buona quantità di grassi e colesterolo nel tuorlo delle uova ed è per questo motivo che la loro assunzione andrebbe comunque tenuta sotto controllo. Forse meglio non superare le 4 uova a settimana, optando per altri prodotti di tipo proteico durante la settimana, come pesce e tagli di carne magra. Questo non perché siano nocive, ma piuttosto perché la varietà, quando si parla di diete, è sicuramente un valore che deve interessarci ed è dunque sempre meglio cercare di ruotare gli alimenti, soprattutto quelli di base per l’apporto proteico. Le uova rimangono comunque, alla luce dei fatti, un prodotto di qualità assoluta, che può e anzi deve essere aggiunto alla nostra dieta, per i suoi straordinari valori nutrizionali e per il suo straordinario potere saziante. Se amate le uova, non dovete preoccuparvi: non è vero che fanno ingrassare, a patto che le consumiate con criterio.

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Mi sento così sola, perché non riesco a trovare l’amore?

MEDICINA ONLINE DOG SAD ALONE IN THE RAIN STREET DEPRESSIONE XANAX VOGLIO MORIRE MORTE PADRE DOLORE SOTTO LA PIOGGIA DEPRESSIONE SOLITUDINE SINDROME DA ABBANDONO COME SI CURA CONSIGLI AA volte, nonostante pensiamo di volere l’amore, facciamo di tutto per impedirci di trovarlo. Come invertire la rotta? Ragazze, buttate via tutta quella carrellata di stupidaggini entro cui vi siete rinchiuse: non siete brutte (“la bellezza sta negli occhi di chi guarda”), non siete inutili, non siete destinate a un triste fato solitario e senza speranze.

Se quello che volete è trovare un amore, da vivere e da assaporare, da gustare e da godere fino in fondo, allora liberate la vostra mente: perché spesso, a non volere l’amore, siamo proprio noi stesse, anche se la parte conscia del nostro cervello ci direbbe il contrario. Il fatto curioso è che sempre la coscienza poi, ci mette i bastoni fra le ruote, creando un circolo vizioso di barriere che non ci permettono di aprirci all’amore e anche alla vita. Un bel paradosso, non trovate?

Due desideri opposti, stesso cervello: eppure noi esseri umani siamo così, contraddizioni in continuo divenire. In ogni caso, un modo per far ragionare il cervello su un unico binario, potrebbe esserci e i consigli da seguire sono così semplici da sembrare banali e inefficaci: ma spesso la mente, altro paradosso, pur essendo così complicata, necessita di “esercizi” facilissimi per cambiare rotta ai suoi meccanismi. Se quindi siete in cerca dell’amore, ma non riuscite a trovarlo, dando colpa al destino crudele, ecco cinque consigli per aprirvi al mondo e riuscire quindi a scorgere dove si nasconde il principe azzurro.

1. Sognate. E non abbiate paura di farlo. Sedetevi alla vostra scrivania, prendete un foglio bianco e fate una lista, una lista dei desideri che avete nei riguardi dell’amore: come dovrebbe essere il vostro partner ideale? Come dovrebbe essere il vostro rapporto? Ma non usate il condizionale: il tempo presente, semplicemente, aiuta a concretizzare il vostro sogno e a renderlo quanto meno plausibile e non pura utopia;

2 Rileggete la lista dei desideri e soffermatevi sulle cose negative che avete scritto, ad esempio: “il mio ragazzo non mi tradisce”, “Non dubitiamo l’uno dell’altra”. Perché sono comparse queste frasi, provengono da esperienze passate o da paure? Ripulite dunque la lista di partenza, perché state cercando la strada per una relazione nuova e positiva. Mettete in un foglio a parte le frasi negative trovate. Adesso scrivete a parte perché secondo voi non potrete mai avere il ragazzo e il rapporto appena descritti, senza risparmiarvi in scuse e verità: perché dunque secondo voi non potreste avere diritto all’amore, a QUELL’AMORE?

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3. Indagate e riflettete: quali delle cose negative che avete scritto corrispondono a delusioni per storie passate e finite? Come sono state queste relazioni? Come eravate voi in queste relazioni?

4. A questo punto il quadro della situazione dovrebbe essere chiaro: quante volte, nelle vostre esperienze passate, avete cercato di raggiungere e realizzare il vostro sogno, quello scritto all’inizio? Quante volte invece avete cercato, anche inconsciamente, di avvalorare le vostre teorie negative, quelle scritte subito dopo?

Leggi anche: La paura di restare single ti fa scegliere il partner sbagliato

5. Dovremmo essere alla fine del percorso: abbiamo capito che cosa vorremmo veramente e che cosa invece è frutto delle nostre barriere inconsce. Scriviamo qualcosa di nuovo, qualcosa che non ha niente a che fare con il passato. Rimarremo sicuramente stupite delle persone nuove che guarderemo con altri occhi, rispetto a quando rimanevamo incollate soltanto a un presunto ideale immutabile. A volte, le nostre convinzioni sono solo dei limiti e non fanno altro che riportarci sempre al punto di partenza: scrolliamoci di dosso i presunti ideali, cerchiamo laddove non avremmo mai guardato prima; potrebbero attenderci delle bellissime sorprese, che ci faranno guardare la vita e anche l’amore da un altro punto di vista. Ogni persona è diversa, ogni storia è differente e ogni volta le emozioni cambiano: non pretendiamo di provare sempre le stesse sensazioni, è impossibile e controproducente. La vita si evolve intorno a noi, non rimaniamo ferme!

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Perché i capelli si allungano ed i peli no?

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Medicina Estetica Roma CAPELLI SECCHI CAUSE EVITARLI CURE Cute Cuoio Capo Radiofrequenza Rughe Cavitazione Cellulite Luce Pulsata Peeling Pressoterapia Linfodrenante Mappatura Nei Dietologo DermatologiaVi siete mai chiesti per quale motivo i capelli crescono virtualmente all’infinito, mentre i peli hanno una lunghezza fissa? La differenza è nel tipo di follicolo. I follicoli piliferi sono su tutto il nostro corpo (eccezione delle regioni palmo-plantari) e sono distinti in due tipi:

  1.  Follicoli terminali grandi e in profondità nella cute, producono peli anche molto lunghi, spessi e pigmentati, detti appunto peli terminali. Ne sono un esempio i capelli, le ciglia e le sopracciglia;
  2.  Follicoli del vello piccoli e superficiali, producono peli corti, che raggiungono una data lunghezza per poi fermarsi. Sono peli sottili e tendenti al chiaro. Il vello è rappresentato dalla peluria quasi invisibile presente nelle zone del corpo che apparentemente sembrano prive di peli, come ad esempio la fronte.

Per approfondire: Differenza tra pelo e capello

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Ansia da prestazione sessuale: come sconfiggerla per sempre?

MEDICINA ONLINE SESSO ANALE ANO RETTO LUBRIFICANTE FECI PAURA CLISTERE COUPLE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA JEALOUS LOVE COUPLE FL’ansia da prestazione ha un forte collegamento con diverse problematiche di natura sessuale estremamente diffuse. Infatti, moltissimi uomini presentano un qualche genere di problema di erezione a causa del timore di fallire legato al proprio stato mentale di ansia da prestazione. Oltretutto, tali problematiche non risultano essere un disagio riscontrabile solo tra gli uomini della terza età (come superficialmente si può essere portati a credere), ma anche e soprattutto tra ragazzi molto più giovani e in ottima salute fisica.

Tuttavia, c’è anche da dire che sul rapporto tra i problemi di erezione e l’ansia da prestazione maschile vi è molta confusione e disinformazione tra gli uomini, soprattutto quando si imbattono in un’inaspettata disfunzione erettile proprio durante il rapporto sessuale con l’amata o con la partner occasionale.

Infatti, non a tutti gli uomini è chiaro cosa sia esattamente l’ansia da prestazione sessuale, né tantomeno perché quest’ultima provochi impotenza o problemi di erezione vari solo in determinate circostanze e non in altre. Fatte queste necessarie premesse, qui di seguito si cercherà di dare una chiara risposta alle seguenti domande:

  • Cosa è esattamente l’ansia da prestazione sessuale maschile?
  • Cosa non è?
  • Perché e in che modo moltissime problematiche erettive si verificano a causa dell’ansia da prestazione?
  • Cosa fare per non rischiare di peggiorare la situazione e i problemi erettivi?
  • Cosa è possibile fare per combattere l’ansia da prestazione e per migliorare l’erezione?

Leggi anche: Erezione del pene: come mantenerla più a lungo possibile

Cos’è l’ansia da prestazione?

L’ansia da prestazione sessuale è una condizione mentale e psicologica di tensione, agitazione e “blocco” che scaturisce a causa di incertezza, insicurezza e preoccupazione nei confronti del rapporto sessuale con la partner. Le sue cause possono essere varie e, se di alcune possiamo esserne pienamente consapevoli, di altre ne siamo spesso del tutto inconsapevoli. Tra esse possiamo avere:

  • timore di deludere sessualmente le donne (di non essere sessualmente abbastanza bravi o desiderabili)
  • timore di essere sessualmente inferiore nelle discussioni e nei confronti sociali fra coetanei, amici o colleghi (o prendendo la pornografia come sistema di paragone)
  • convinzioni errate sul sesso e sulle esigenze sessuali femminili
  • bassa autostima sessuale e mancanza di fiducia in sé stessi
  • paure legate alle dimensioni del pene (nel caso di chi si ritiene poco dotato)
  • auto-monitorizzazione del pene e dell’erezione durante il rapporto sessuale
  • uso o abuso di alcool e droghe (anche i cannabinoidi come la marijuana)
  • interazione con alcuni farmaci (per esempio: ansiolitici, antidepressivi, psicofarmaci)
  • convinzioni auto-limitanti (quasi sempre inconsce e molto sottovalutate)
  • auto-sabotaggi inconsci (programmazione inconscia e inconsapevole al proprio fallimento sessuale).

La causa singola, o l’insieme di cause, provocano per l’appunto un senso di incertezza e insicurezza che, molto spesso, porta a vedere nel rapporto sessuale con la partner una sorta di test o banco di prova per dimostrare virilità e/o per ricevere approvazione e sentirsi sessualmente “normali”, eccezionali o desiderati e accettati. Questo, tuttavia, crea agitazione mentale e una tensione comunemente chiamata ansia da prestazione sessuale, la quale blocca il meccanismo psicologico e fisiologico dell’erezione (per il motivo che vedremo tra poco) provocando, durante il rapporto sessuale, problemi come:

  • la mancanza totale di erezione (spesso definita impropriamente impotenza maschile)
  • la perdita di erezione durante la penetrazione o durante altri momenti del rapporto sessuale
  • problematiche come l’erezione parziale o poco intensa.

Prima di spiegare in che modo queste problematiche possono essere causate dal timore di fallire a letto, è importante precisare e chiarire, a chi si trova a che fare con questo imbarazzante e spesso affliggente problema, che l’ansia da prestazione sessuale non è una malattia. Soprattutto, è importante comprendere che avere problemi di erezione, per via della propria insicurezza, non è una cosa di cui doversi vergognare e non rappresenta in alcun modo una mancanza di virilità o di mascolinità.

È importante fare queste precisazioni in quanto molti uomini pensano erroneamente che il sentirsi dire dal proprio medico che “fisicamente è tutto normale, si tratta solo di un problema mentale”, sia sinonimo di gravi e vergognosi disturbi psicologici e che ciò rappresenti una mancanza di virilità. Questo modo di pensare è del tutto irrazionale e illogico perché problemi di erezione e ansia da prestazione sono disagi diffusissimi a qualunque età e sono normalissimi disturbi che sorgono per cause precise e relazionate a problematiche della società moderna, problematiche umane e ordinarie e non problemi rari di cui doversi vergognare.

Molti uomini arrivano al punto di pensare cose come: “Io non soffro di ansia da prestazione, però ho paura di deludere la mia donna perché lei è bellissima e molto esperta, mentre io ne sono innamorato e ho poca esperienza/sono poco dotato/non sono bello/non sono sicuro di soddisfarla ecc.”. In sostanza, non vogliono ammettere a sé stessi di avere un’ansia prestazionale perché pensano, erroneamente, che si tratti di una malattia psicologica o qualcosa di cui vergognarsi. Inoltre, non riescono a comprendere per quale motivo si presenti una scarsa erezione soltanto a letto con lei, mentre invece ciò non accade da soli o con la partner precedente.

Leggi anche: Mancata erezione da ansia da prestazioni: 24 modi per combatterla

Come l’ansia da prestazione crea problemi?

L’erezione del pene, e il mantenimento della stessa durante il rapporto sessuale, nasce grazie a una serie di fenomeni a catena, in cui il primo provoca il successivo e così via. Il punto di partenza di tutto il meccanismo psico-fisico è l’eccitazione mentale e psicologica, in seguito a stimoli sensoriali di carattere erotico (vista, udito, tatto, olfatto, immaginazione).

L’eccitazione sessuale psicologica provoca il rilascio di ormoni, impulsi chimici, neurali e bioelettrici che, dirigendosi verso la zona genitale, determinano il rilascio della muscolatura liscia del pene e l’afflusso di sangue nei corpi cavernosi. In questo modo, quest’ultimi si possono gonfiarsi di sangue come se fossero una spugna o un palloncino e portare il pene dallo stato di riposo allo stato eretto. Questo è ciò che accade quando l’eccitazione mentale è “pura” e priva di blocchi. Ma ecco che qui può entrare in gioco l’ansia da prestazione a giocare brutti scherzi, creando grossi problemi o limiti alla normale capacità erettiva.

Infatti, la paura di non essere all’altezza crea agitazione interiore, tensione mentale e quindi un blocco o un freno allo stato psicologico di eccitazione. Venendo meno l’eccitazione mentale, si vanno a interrompere o a limitare tutti i processi fisiologici successivi del meccanismo erettile e il pene riceve meno sangue dando così luogo ai problemi di erezione o limitando la sua potenzialità erettiva. Inoltre, lo stato ansiogeno induce la produzione di ormoni dello stress come l’adrenalina e la noradrenalina e un processo di vasocostrizione (restringimento dei vasi sanguigni), rendendo ancora più problematica e difficoltosa l’erezione del pene e il suo mantenimento in tale stato.

Leggi anche: Ansia da prestazione sessuale: vincila con un sano egoismo

Come evitare di alimentare l’ansia da prestazione?

Di fronte ai disagi generati dall’ansia da prestazione sessuale, molti uomini tendono a preoccuparsi eccessivamente e a temere di avere problemi organici alla sfera genitale, oppure a deprimersi facilmente pensando che sia una cosa grave, rara e poco virile. Ma in questo modo non fanno altro che alimentare la preoccupazione (in modo irrazionale) e quindi, senza rendersene pienamente conto, finiscono per aumentare ulteriormente anche il loro stato ansiogeno peggiorando così la loro situazione. Molti cercano nei rimedi farmacologici (o a volte in quelli naturali o in preparazioni erboristiche) una speranza di salvezza per sentirsi più sicuri, illudendosi che in questo modo avranno un’erezione certa al 100%. Tuttavia non è così per due motivi:

  1. I farmaci per la disfunzione erettile non provocano un’erezione automatica, perché per provocarla occorre, in ogni caso, una pura e sana eccitazione mentale senza blocchi psicologici. Pertanto, se vi è insicurezza verso l’esito del rapporto sessuale (o verso il soddisfacimento della partner), allora molto probabilmente si presenteranno problemi erettivi, anche se si assumono preparazioni farmacologiche poiché l’ansia da prestazione non è stata eliminata alla radice.
  2. Riponendo fiducia e speranza nei farmaci si instaura un meccanismo psicologico di dipendenza mentale dai farmaci stessi. Infatti, questi ultimi andrebbero assunti per sempre prima di ogni rapporto sessuale e, in questo modo e senza esserne consapevoli, si diventa psicologicamente dipendenti dal farmaco e si sminuisce ulteriormente la propria autostima sessuale, alimentando la credenza interiore di non poter fare a meno di un “aiuto” esterno…

Cosa fare per liberarsene?

Se hai compreso correttamente le dinamiche che portano ai problemi di erezione attraverso l’ansia da prestazione, dovresti anche aver compreso che la causa di quest’ultima va combattuta ed eliminata alla radice: ovvero nei processi mentali auto-limitanti più o meno inconsci. Elevare la propria autostima sessuale è la prima cosa da fare per vivere la sessualità con la propria partner in uno stato di serenità e fiducia interiore.

Diventare consapevoli dei propri meccanismi inconsci di auto-sabotaggio è altrettanto importante, così come lo è il ricevere una corretta informazione sul funzionamento di certe dinamiche sessuali di coppia che invece, troppo spesso, vengono storpiate a causa della dilagante disinformazione sessuale che circola sul web o su riviste e TV.

Evitare di auto-programmarsi all’insuccesso è fondamentale per evitare di ricadere nel circolo senza fine dell’ansia da prestazione e dei problemi di erezione. E tutto questo lo si può raggiungere soltanto lavorando su sé stessi con opportune tecniche mentali per elevare la propria autostima sessuale e migliorare l’eccitabilità mentale quando si è a letto con la partner.

Se a queste tecniche mentali vengono anche aggiunte tecniche fisiche ed esercizi per potenziare i fattori fisiologici del meccanismo erettile, in breve tempo si può migliorare anche la capacità erettile per ritrovare piena fiducia in sé e un’erezione sicura durante il rapporto sessuale. In questo modo, molto probabilmente, si potrà dire addio in modo definitivo all’ansia da prestazione, senza dipendere da nulla e vivendo finalmente i rapporti sessuali soddisfacendo sia sé stessi che la propria partner.

Se credi di avere un problema di disfunzione erettile da cause psicologiche, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a risolvere definitivamente il tuo problema.

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Miliardario offre 180 milioni di dollari all’uomo che sposerà sua figlia

MEDICINA ONLINE MILIARDARIO OFFRE 180 MILIONI SPOSARE FIGLIAL’amore non si può comprare… o forse si? Cecil Chao Sze-tsung è uno dei miliardari più influenti di tutta la Cina, è il proprietario della Cheuk Nang Holdings Ltd ed è un signore che non ha certo problemi economici! Cecil però ha dovuto imparare a sue spese che non tutto si può controllare con il denaro… nonostante tutti i suoi sforzi la figlia Gigi è attratta dalle donne, ha una compagna da 9 anni e qualche tempo fa l’ha sposata in Francia, dove ha dichiarato a tutti la sua omosessualità.

Il padre non ha mai accettato che alla figlia non piacessero gli uomini e già qualche anno fa aveva offerto 65 milioni di dollari all’uomo che avrebbe sposato la figlia. La povera ragazza è stata importunata da qualcosa come 20,000 aspiranti mariti che volevano la sua mano… e i soldi del futuro suocero! Adesso il miliardario ha deciso di rincarare la dose e ha raddoppiato la posta in palio, offrendo 180 milioni di dollari all’uomo che sposerà sua figlia!

Nonostante Gigi abbia sposato la sua compagna a Parigi nel 2012 per il padre non era un vero matrimonio e quindi cerca ancora di accoppiarla con qualche uomo. Quello che il povero miliardario non ha ancora capito è che l’amore non si compra e non si vende e che sua figlia ha la testa dura almeno quanto la sua!

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Perché un uomo sposato tradisce la moglie con un’altra donna o una prostituta?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PERCHE UOMO TRADISCE DONNA Tradimento Riabilitazione Nutrizionista Dieta Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Seno Pulsata Macchie Capillari Linfodrenaggio Vagina HDSapere perché un uomo sposato tradisce, è utile alla donna, per non sentirsi minacciata da una probabile infedeltà del consorte. Che venga chiamato “tradimento” o “scappatella” poco importa, quello che conta è riconoscere le cause per rimediare al più presto nella maniera meno dolorosa per entrambi i coniugi. A volte si tratta di una follia di una notte o semplicemente di una sbandata. Perché un uomo sposato tradisce la propria moglie? Per molti la ragione va ricercata in famiglia e nella compagna. Una volta scoperto che il partner tradisce, bisogna poi capire le cause.

Leggi anche: Consigli per smascherare un tradimento

Rapporti insoddisfacenti

In genere alla base di un adulterio c’è la mancanza di rapporti intimi soddisfacenti. Gli uomini tradiscono perché sono disinteressati dal sesso che esercitano con la partner. Ci sono dei segnali che lasciano intendere che lui abbia un’altra, e il perché un uomo sposato tradisce, va ricercato nella necessità di creare contesti da brivido fuori dall’ordinario. Quando l’uomo non è particolarmente soddisfatto della sua vita di coppia sente la necessità di trovare nuovi stimoli verso qualcuno che lo desideri di più.
Sentirsi frustrati, emotivamente feriti e magari non adeguatamente desiderati dalla compagna, sono soltanto alcuni campanelli di allarme che potrebbero spingere un uomo tra le braccia di una sconosciuta. Iniziare una storia d’amore clandestina con un’altra donna, gli permette di acquistare fiducia in se stesso e di mantenere alto il suo alter-ego. Esistono delle tipologie di matrimonio destinate a naufragare. L’uomo purtroppo non sempre sa comunicare e invece di affrontare la situazione a viso aperto, preferisce cercare conforto altrove.

Leggi anche: Come affrontare e superare un tradimento

Perché con una prostituta?

L’uomo ricorre alle prostitute o escort perché con una sconosciuta è più facile esternare le proprie fantasie erotiche, senza provarne vergogna. A lei fa richieste sessuali che a volte nemmeno tenta di chiedere alla moglie, solo per un senso di pudore e di disagio, oppure a volte è lei stessa a rifiutare, perché non predilige le novità o non sente la necessità di provare nuovi cambiamenti nella coppia. L’atteggiamento puritano della moglie, porta il marito a ricercare differenti piaceri tra le braccia di chi tanti scrupoli e remore morali nemmeno se li pone. Poi c’è il caso eclatante di uomini sposati che tradiscono perché non riescono a dipendere da una sola persona, oppure semplicemente perché la propria moglie o compagna non è più bella come un tempo e l’amante è invece molto più giovane ed attraente. Continua la lettura con: Perché l’uomo tradisce la donna? Dieci uomini raccontano senza censure il loro tradimento

Se sei stata tradita dal tuo ragazzo, dal tuo compagno o da tuo marito e non riesci a gestire da sola questa situazione, prenota subito la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a superare questo momento difficile.

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