Cosa si prova a morire annegati, dissanguati, decapitati…

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William Kemmler fu la prima persona al mondo ad essere giustiziata sulla sedia elettrica

Tutti noi ce lo siamo chiesti almeno una volta nella vita: cosa proveremo nell’attimo della nostra morte. Nell’attesa di scoprirlo, il più tardi possibile, oggi ci focalizziamo sul fatto che non tutte le morti sono uguali: alcune sono più dolorose, altre più “dolci”. Vediamo cosa si prova a morire nei vari modi.

Cosa si prova a morire di freddo?

L’assideramento porta alla morte perché, a temperature molto basse (in particolare inferiori a 30°C), le nostre cellule sono incapaci di funzionare in modo normale, specie quelle del nostro cervello e del nostro cuore, il che porta ad alterazioni dell’attività cardiaca ed a perdita di coscienza, oltre ad alterazioni respiratorie causate da danni al centro cerebrale del respiro. Quando la temperatura del corpo passa dai 36 ai 35/32 gradi, la persona sente solo brividi e sensazione di freddo, ha difficoltà motoria, la sua pelle è fredda e secca. Tra i 32 ed i 28 gradi cessano i brividi e si entra in uno stato soporoso, la frequenza cardiaca si riduce come anche la frequenza respiratoria e la capacità di capire quello che succede attorno a sé. Qualora la temperatura continui a scendere, al di sotto dei 28 gradi si perde coscienza e, sotto i 24°C, i segni vitali sono assenti.

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Cosa si prova a morire dissanguati?

La velocità con si muore per dissanguamento dipendente molto dal tipo di taglio: una grave ferita all’aorta (l’arteria con diametro più grande del corpo) porta a decesso in pochi minuti, mentre invece danni ad arterie più periferiche o piccole vene possono richiedere anche alcune ore prima di condurre a morte per shock emorragico. Mediamente la quantità di sangue in circolo in un adulto sano si aggira tra i 4,5 ed i 5,5 litri: perdite fino a 700 ml  di sangue comportano sintomi di lieve entità (una donazione di sangue corrisponde a 450 ml di sangue), mentre perdite pari ad 1.5 litri causano senso di malessere, astenia, sete, vertigini tachicardia e tachipnea. Quando la quantità persa arriva a circa 2 litri si verifica perdita di coscienza. Con perdite superiori ai 2 litri si può verificare il decesso per dissanguamento. Chi ha rischiato di morire per dissanguamento ha ricordi diversi rispetto all’evento e ciò dipende molto dalla situazione in cui è avvenuto l’incidente e dal tipo di ferita: un taglio netto e profondo all’arteria femorale avvenuta per un infortunio domestico è certamente meno dolorosa e traumatica rispetto alle ferite e fratture multiple riportate in un grave incidente stradale.

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Cosa si prova a morire annegati?

La morte per annegamento è considerata una morte dolorosa e l’evento che conduce a decesso può avere una durata estremamente variabile: la capacità di saper nuotare e ancor di più la temperatura dell’acqua possono influire pesantemente sui tempi in cui l’azione trova compimento. Il panico che pervade chi sta annegando determina tachicardia e tachipnea; i movimenti per rimanere in superficie inizialmente sono rapidi e confusi ma dopo poco diventano sempre più deboli vista la carenza di ossigeno.
Quando il soggetto non ha più la forza per tenere la testa fuori dall’acqua, inizia ad ingoiare acqua e tossire, cosa che lo porta ad ingoiare ancora più acqua che raggiunge i polmoni ed impedisce il normale scambio di gas ossigeno-anidride carbonica.
La sensazione di bruciore e peso al petto lascia presto spazio ad una paradossale sensazione di tranquillità, segno che la mancanza di ossigeno sta determinando gradatamente perdita di coscienza, a cui segue l’arresto delle funzioni cardiocircolatorie e – successivamente – cerebrali ed infine la morte. Per approfondire: In quanto tempo si muore per annegamento? E’ doloroso?

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Cosa si prova a morire di sete?

L’acqua rappresenta circa dal 55 al 70% del peso del corpo a seconda dell’età e del rapporto tra massa magra, e massa grassa e contribuisce in maniera importante al volume di sangue circolante (chiamato “volemia”) e quindi alla pressione arteriosa. Più è alto il volume sanguigno (la volemia), più la pressione tende ad aumentare, mentre se la volemia si abbassa, la pressione diminuisce. Quando si è disidratati, la volemia diminuisce e quando il volume sanguigno circolante diminuisce da un livello normale di circa 5 litri, a un livello inferiore ai 3,5 litri, si assiste a shock ipovolemico ed alla progressiva perdita di coscienza e successivamente alla morte, in modo simile a quanto descritto per la morte da dissanguamento. Quanto può resistere una persona senza bere acqua prima di morire di sete? Un individuo di corporatura media, ben idratato, privato di acqua, può resistere dai tre ai sette giorni prima di morire, tuttavia questo dato è molto variabile in base alle condizioni climatiche esistenti ed all’età e stato di salute del soggetto. Gli anziani hanno idratazione minore dei giovani ed è per questo che spesso in estate si verificano dei decessi per disidratazione in questa fascia di popolazione a rischio; inoltre i bambini molto piccoli ed in particolare i neonati, senza idratazione, sopravvivono pochissimo tempo.
Durante la privazione dall’acqua, la pelle e le mucose appaiono sempre più asciutte, la sensazione di sete aumenta, giorno dopo giorno.
L’ipotensione (pressione arteriosa bassa causata dal diminuito volume di sangue) determina affaticamento, sonnolenza, torpore. Il battito cardiaco aumenta (tachicardia) nel tentativo – infruttuoso – di compensare il calo di pressione arteriosa. Si ha un aumento della concentrazione degli elettroliti con urine a colorazione più scura ed a maggior densità. La fiacchezza rende giorno dopo giorno più difficile eseguire anche i movimenti ed i ragionamenti più semplici. Si avvertono vertigini e sopraggiunge ansia. Appaiono deficit cognitivi di apprendimento e memoria; il soggetto è incapace di capire quello che succede attorno a lui. Seguono perdita di coscienza e morte.

Qui finisce la prima parte dell’articolo; volete sapere cosa si prova a morire di fame, colpiti da un fulmine o da una scarica elettrica, bruciati vivi o decapitati? Leggete la seconda parte dell’articolo, seguendo questo link: Cosa si prova a morire annegati, dissanguati, decapitati… seconda parte

Importante precisazione che sembrerebbe banale ma non è così scontata in questo pazzo mondo: questo articolo NON VUOLE ovviamente istigare in nessun modo i lettori al suicidio o all’omicidio.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Le 21 cose che non devi MAI dire ad una donna incinta, soprattutto se sei una donna

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO GRAVIDANZA MATERNITA FIGLIO MAMMA MADRE GENITORI CONCEPIMENTO PARTO FETO EMBRIONE (8)Sono un uomo e, ovviamente, non potrò mai capire a fondo come funziona il cervello di una donna, tuttavia negli ultimi mesi una cosa credo di averla imparata con certezza: durante la gravidanza – ma anche subito dopo il parto – qualsiasi donna viene sottoposta ad uno stress incredibile sia fisico che mentale ed  è estremamente fragile, molto più fragile di quanto sia disposta ad ammettere con se stessa e con gli altri.

Chiunque deve dire la propria

Oltre ai vari cambiamenti fisici-estetici-ormonali, alle privazioni che invece non colpiscono il partner, alla paura del parto, al timore che il proprio corpo non sia un buon “incubatore” per il bimbo, ai dolori del parto, alla depressione che molto spesso penetra nella sua mente, alla paura di non essere una brava madre ed alla privazione del sonno caratteristica dei primi mesi dopo la nascita del proprio figlio, la donna deve sopportare una esagerata quantità di consigli da chiunque la veda (specie dalle donne): a partire dal trio madre–suocera-cognata, passando per le “amiche” e colleghe di lavoro, fino ad arrivare a perfette sconosciute incontrate alla fermata dell’autobus che pensano di sapere tutto sulla gravidanza perché “il mese scorso sono diventata zia“. Chiunque deve dire la propria, anche chi non ti conosce, chi non ha mai avuto un figlio e chi ha partorito quarant’anni fa quando era tutto diverso. E non importa se il consiglio viene dato in buona fede o per sottolineare malignamente qualche – presunto – errore della futura madre (in questo caso le donne riescono ad essere davvero molto cattive tra di loro, ancora più del solito!). Quasi qualsiasi consiglio o osservazione sarà visto come fastidioso o, comunque, tenderà a minare le fragili certezze di una donna incinta, specie se si tratta del primo figlio.

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Quindi il mio consiglio è quello se possibile di evitare alcune osservazioni che, a mio parere, sono decisamente fuori luogo quando si ha di fronte una donna incinta. Mi rivolgo umilmente soprattutto alle donne, perché la medesima osservazione detta da un uomo, seppure indelicata, manca della sfumatura tipicamente “competitiva” che permea invece la stessa frase detta da una donna.

Ho compilato questa lista con tipiche affermazioni che sento in giro molto spesso e che immagino siano fastidiose per una donna incinta:

1) Una mia amica ha partorito in… E’ inutile dire che una tua amica ha avuto un travaglio di mezz’ora (scatenando aspettative inverosimili e, nel peggiore dei casi, invidia) o di due giorni (scatenando timori che ad una donna incinta non servono proprio).
COSA DIRE INVECE: “il travaglio ha una lunghezza variabile e, con pazienza, riuscirai ad affrontarlo pensando in ogni momento che lo stai facendo per la persona più importante della tua vita: tuo figlio”.

2) Ma vai in maternità cosi presto? Ma vai in maternità così tardi? Ognuno di noi ha un lavoro diverso, un fisico diverso, un temperamento diverso e necessità economiche diverse. Davvero credete che se voi avete smesso di lavorare al sesto mese di gravidanza, potete convincere una donna che invece vuole smettere al quinto o al settimo? E se invece volesse smettere al quarto? Conoscete la storia clinica di chi avete davanti, storia che condiziona molto l’inizio del periodo di maternità? Io credo di no…
COSA DIRE INVECE: “continua a lavorare fin quando ti sentirai in grado di lavorare: se ascolti il tuo corpo sarà lui a indicarti il periodo giusto per stare a casa e riposare in vista del grande giorno”.

3) Che bei capelli che hai ora! Goditeli perché dopo il parto ti diventeranno secchi ed opachi! Frase da evitare, che probabilmente nasconde molta invidia da parte vostra nei confronti di una vostra amica incinta. Evitatela! Si avvicina, per certi versi, ad un’altra frase tipica: “fai sesso ora che sei solo al terzo mese perché dopo il parto il sesso te lo scordi per anni“.

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4) Prima di partorire devi assolutamente fare il corso acquagym per gestanti che ho fatto io. Prima di partorire devi assolutamente leggere il libro che ho letto io. Non è detto che la vostra amica voglia fare il vostro stesso corso di acquagym o leggere il vostro stesso libro. Ognuno si prepara al parto nella maniera che giudica migliore. Conosco donne che non hanno fatto il corso preparto e se la sono cavata benissimo lo stesso il grande giorno.
COSA DIRE INVECE: “io mi sono trovata bene con un libro molto interessante sul parto, se hai voglia di leggerlo te lo presto”

5) Mi raccomando non sparire dopo il parto. Io verrò a trovarti tutti i i giorni. E se invece la tua amica volesse stare per i fatti suoi subito dopo il parto? O con suo marito e basta? O con sua madre e basta?
COSA DIRE INVECE: “dopo il parto sappi che per qualsiasi cosa basta uno squillo: io ci sono!”

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6) Sei sicura che sia solo uno? Forse sono due gemelli: hai una pancia enorme! Sicura che sei solo al sesto mese? Sembri almeno all’ottavo! Anche se dette in buona fede, queste frasi potrebbero generare fastidio in una donna incinta. In gravidanza le trasformazioni del corpo non sono sempre facili da accettare per la donna, che vede cambiata la sua immagine: tienine conto quando commenti la sua fisicità.
COSA DIRE INVECE: “che bel pancione! A parte la pancia non sei cambiata per niente!”

7) Posso toccare il pancione? Questa frase è spesso puramente retorica, perché solitamente viene pronunciata già con la mano appoggiata sulla pancia della donna incinta. La donna può viverla con un senso di invasione e profondo fastidio. La donna incinta potrebbe voler permettere solo a pochissimi intimi di poterle toccare la pancia e, farlo con superficialità dando per scontato di essere in quella cerchia ristretta di persone potrebbe essere un grosso errore.
COSA FARE INVECE: nulla, proprio nulla, state tranquille che – se vuole – sarà la stessa donna incinta a prendere la vostra mano e poggiarla delicatamente sulla sua pancia.

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8) Non ti stancare, riposati, non fare sforzi! Sono suggerimenti ansiogeni e che fanno sentire la donna “malata”. Chi è incinta sa perfettamente di avere limitazioni e già questo è fonte di frustrazione. Quindi non ha bisogno di sentirselo ribadire.
COSA DIRE INVECE: “coccolati e fatti un po’ viziare dal tuo uomo”.

9) Hai paura del parto? Ma che domanda è? Ogni donna che lo ammetta o no sotto sotto ha paura di partorire, quindi questa frase non fa altro che ingigantire questi pensieri, aumentando i suoi timori e le sue apprensioni.

10) Dormi adesso, che poi non dormirai più! Lo ammetto: questa frase la dico spesso anche io perché – diciamo la verità – è vero e lo sanno tutti. Lo si dice per scherzare, però perché mettere alla donna ulteriori preoccupazioni sul futuro, specie se è una cosa di dominio pubblico?
COSA DIRE INVECE: “i primi mesi sono un po’ difficili ma passano presto e l’amore per tuo figlio li farà volare”

11) Quanto stai bene coi vestiti premaman. Diciamo la verità: è quasi impossibile che una donna stia bene con i vestiti premaman e tutte le donne lo sanno, quindi una frase come questo potrebbe dare fastidio perché appare falsa e di circostanza. Meglio evitarla. Altra frase dello stesso campo è “Ma da quando sei incinta vai sempre in giro con gli stessi vestiti?“. Alcune donne non tengono troppo alla moda e durante la gravidanza alcuni indumenti molto usati possono fare sentire più a suo agio la donna incinta: non criticatela per questa scelta, anche perché i soldi risparmiati magari li vuole usare per comprare dei vestiti più carini per il figlio in arrivo.

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12) Era programmato?  Questa è una domanda troppo intima, poiché riguarda i due membri della coppia e le loro scelte. Non è detto che la donna voglia svelare i retroscena della sua gravidanza. Evita di porle questo quesito, per non essere inopportuna e soddisfare una curiosità che non ti riguarda, come evita di uscirtene con un “Siete davvero sicuri di essere pronti a diventare genitori?“.

13) Ma come non vuoi fare i test per le malattie genetiche?  Ogni donna, per motivi religiosi, culturali o – comunque – personali, può decidere legittimamente di non fare alcun test opzionale (al di fuori di quelli di routine). Non giudicare mai questo tipo di scelta.

14) Tesoro calmati, è tutta colpa degli ormoni! Tipica frase che dice l’uomo alla propria donna incinta. Sicuramente è vero che le variazioni ormonali in gravidanza possono rendere la donna un po’ “pazzerella” ma spesso, se la donna incinta è arrabbiata con noi uomini, non è colpa degli ormoni ma nostra. In tale caso, dire la frase in questione farà solo arrabbiare ancora di più la nostra donna! Dello stesso tenore una frase che a volte l’uomo si lascia scappare: “Tesoro ma non starai mangiando un po’ troppo?”. Mai e poi mai dire una cosa simile, come mai lasciarsi scappare – di fronte all’evidente lentezza di una donna incinta – un “Tesoro ti muovi?” oppure un “Tesoro sei solo al quarto mese, che senso ha passare tutto questo tempo a fare shopping per il bambino?” o un “Tesoro ma devo venire per forza ad ogni ecografia che fai?“.

15) Che pancia gigantesca, vedrai che smagliature! Anziché dire una frase così fastidiosa, consigliate alla futura mamma di leggere questo mio articolo: Prevenire le smagliature, rigenerare i capelli, combattere rughe e cellulite: i dieci usi dell’olio di mandorla che ancora non conosci; oppure questo:  Tutti i metodi per attenuare e cancellare le tue smagliature

16) Sicura di volerlo chiamare così? Non importa se il nome che la vostra amica ha scelto per suo figlio a voi non piaccia. Evitate semplicemente di esporre il vostro disappunto.

17) Parto naturale o cesareo? Interessarsi troppo a questo argomento, a meno di non essere amico intimo della donna incinta, può risultare fastidioso. Se, nel dubbio, la donna esprime la volontà di preferire il parto cesareo, nessuno al mondo la dovrà far sentire “meno donna” di chi ha partorito in maniera naturale.

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18) Ahh, che buona questa birra! Quando la sera andate ad un pub con gli amici e tra essi c’è una donna incinta (che dovrebbe evitare gli alcolici), è preferibile non “godersi” troppo una birra di fronte a lei, facendoglielo notare mentre lei è costretta a bere un succo di frutta!

19) Scusa tesoro, il cioccolato era finito al supermercato, però ti ho preso uno yogurt al cioccolato! Mai sottovalutare le voglie in gravidanza, quindi se lei ti ha chiesto un dato cibo, cerca di trovare quello e non qualcosa che gli somiglia.

20) Vuoi un maschio o una femmina? È una domanda che rischia di banalizzare la gravidanza e non tiene conto degli aspetti emotivi di chi sta aspettando un bimbo. Questo perché una donna difficilmente comunicherà la propria preferenza, che intimamente c’è sempre, perché è focalizzata soprattutto sugli aspetti che riguardano più lo stato di salute del bambino che il sesso.
COSA DIRE INVECE: “chissà se sarà maschietto o femminuccia? Comunque, maschio o femmina, i bimbi sono tutti belli”.

21) Wow, Beyonce ha avuto un figlio e guarda già che fisico! Se sei un uomo e dici una frase del genere alla tua donna incinta, non stai facendo certo una bella mossa!

Continua la lettura con: “Le cose che non devi MAI dire ad una donna che ha appena partorito, soprattutto se sei una donna”

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Le donne con il sedere grosso sono più intelligenti: lo dice la scienza

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO SESSO SEDERE GLUTEI BELLEZZA BELLA DONNA CORPO SEXYSecondo gli scienziati di Oxford, se avete dei glutei pronunciati, allora siete più intelligenti: uno studio condotto su 16 mila donne dagli scienziati della University of Oxford e del Churchill Hospital, ha messo in relazione glutei pronunciati ed intelligenza femminile, trovando una correlazione.

I glutei grandi sarebbero infatti indice di alta concentrazione di grassi omega 3, i quali favoriscono lo sviluppo del cervello, inoltre sembra che siano anche correlati a livelli di colesterolo più bassi e ciò aiuta il corpo a produrre ormoni come l’adiponectina che metabolizzano lo zucchero, andando a diminuire il rischio di diabete diabete.

Konstantinos Manolopoulous, che ha condotto lo studio, ha affermato: “L’idea che una data distribuzione del grasso corporeo sia importante per la salute è un fatto noto da tempo, tuttavia, è solo di recente che il grasso della coscia ed una grande circonferenza fianchi sono iniziati ad essere considerati dei fattori protettivi per alcune patologie”.

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Ragazza muore a 24 anni per un aneurisma cerebrale durante un orgasmo da masturbazione

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SESSO DONNA ORGASMO PIACERE SESSUALEUna ragazza è morta a 24 anni per la rottura di un aneurisma cerebrale, provocata da un orgasmo durante un atto di autoerotismo. Il caso, accaduto nel 2012, rarissimo ed eccezionale, viene riportato in uno studio sul legame tra attività sessuale ed aneurismi realizzato da un gruppo di medici legali tedeschi, in un articolo pubblicato sull”American Journal of Forensic Medicine & Pathology’. La ragazza, di cui viene descritto il decesso, è stata ritrovata in bagno priva di vita. Accanto a lei un vibratore e abbondante vomito. Secondo l’autopsia, l’orgasmo ha provocato un aumento troppo rapido della pressione arteriosa, determinando la rottura dell’aneurisma. L’arrivo massiccio del sangue nelle meningi e nelle cavità cerebrali ha provocato inoltre nausea, vomito ed edema polmonare alla ragazza.

Avere aneurismi senza saperlo

L’emorragia subaracnoidea da rottura di aneurisma cerebrale, spiegano i ricercatori nello studio, ha una grande rilevanza clinica e spesso porta alla morte. In generale, nel mondo, tra il 2% e il 5% della popolazione ha aneurismi delle arterie cerebrali senza saperlo, ma in molti casi queste formazioni rimangono clinicamente silenti per decenni. Tuttavia ci sono numerosi fattori di rischio per la rottura di un aneurisma, compresi aumenti temporanei della pressione sanguigna, che possono essere indotti anche da attività sessuale. Rispetto a questo tipo di rischio i ricercatori tedeschi, analizzando il periodo che va dal 1985 al 2012 in un vasto repertorio di casi sottoposti ad autopsia, hanno individuato solo due episodi di emorragia subaracnoidea. Uno di un uomo deceduto durante un rapporto sessuale, l’altro della ventiquattrenne morta nel suo bagno.

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Ora legale: quali sono gli effetti sul nostro corpo? Aumentano ictus e infarti, ma calano incidenti stradali

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Studio Roma Ecografia Mammella Tumore Seno Muscoli Spalla Ginocchio Traumatologia Sport Esperto Referto Articolare Medicina Estetica Radiofrequenza Cellulite Cavitazione ORA LEGALE EFFETTI CORPO SALUTERecentemente tutti noi siamo stati costretti a spostare le lancette dei nostri orologi in avanti di 60 minuti dalle ore 2 alle ore 3 mattutine, con Continua a leggere →

Motorini beige, sellini beige, cervelli beige

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO MOTO MOTORINO VESPA STRADA MOTOREQuando andavo al liceo, il Giulio Cesare di Roma (si proprio quello cantato da Venditti), tutti i ragazzi e le ragazze alla moda, avevano lo Continua a leggere →

I 21 segni che indicano che sei intelligente

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Studio Roma 21 SEGNI INDICANO INTELLIGENTE  Viso Mani Ecografia Mammella Tumore Seno Articolare Spalla Vascolare Traumatologo  Spalla Medicina Estetica Cellulite Cavitazione Grasso Radiofrequenza Pene THSAlcune ricerche scientifiche fatte in varie università del mondo, sembrano confermare che ci sono alcuni comportamenti, segni e caratteristiche fisiche che sembrano essere associati all’intelligenza. Alcuni, come l’aver imparato a leggere presto, sono piuttosto scontati, ma altri – vi assicuro – vi sconvolgeranno! Se volete sapere se voi, il vostro partner, i vostri figli o i vostri amici rientrano nella categoria delle persone con più alto quoziente intellettivo, leggete i prossimi 21 punti e controllate quali appartengono alla persona interessata.

1) Leggere prima degli altri. Le persone intelligenti sono quelle che in media hanno imparato a leggere prima dell’età scolare o comunque velocemente e facilmente. Nel 2012, a supporto di questa analisi, un gruppo di ricercatori ha esaminato quasi 2.000 coppie di gemelli identici nel Regno Unito e ha scoperto che il fratello che aveva imparato a leggere prima tendeva ad un punteggio più alto nei test sulle abilità cognitive.

2) Prendere lezioni di musica. Una gran quantità di ricerche scientifiche, confermano che saper suonare uno strumento musicale, specie fin da giovani, sia legato ad una maggiore intelligenza. Chi suona uno strumento musicale in tenera età, ha un cervello che si svilupperà meglio e più precocemente.

3) Essere fratelli maggiori. Secondo la scienza, sembrerebbe che i fratelli maggiori siano effettivamente in genere anche quelli più intelligenti.

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4) Essere magri. Uno studio del 2016 ha affermato che più grande è la circonferenza addominale, minore sarà la capacità cognitiva.

5) Avere un gatto. Una ricerca del 2014 afferma che le persone che possiedono un gatto sono più intelligenti della media, inoltre le persone “da gatto” sarebbero più sveglie delle persone “da cane”.

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6) Essere stati allattati al seno. L’allattamento al seno sembra essere determinante per l’intelligenza futura. Almeno secondo quanto affermato da due studi condotti in Gran Bretagna a Nuova Zelanda.

7) Fare uso di droghe leggere. La scienza afferma che un alto quoziente intellettivo è mediamente legato all’adozione di comportamenti potenzialmente dannosi per la salute, tra cui l’uso di droghe leggere.

8) Bere alcolici regolarmente. Per il consumo degli alcolici vale lo stesso discorso fatto per le droghe leggere.

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9) Essere mancini. Il mancinismo è generalmente associato con istinti potenzialmente criminali, ma può anche indicare un pensiero fuori dalla norma e dai soliti schemi. Ecco perché è segno di intelligenza.

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10) Essere alti. E’ il risultato di un’indagine condotta nel 2008 a Princeton: le persone più alte sono anche quelle mediamente più intelligenti.

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11) Essere politicamente liberali. Anche essere politicamente liberali è segno di intelligenza, mentre invece essere “di destra” sembra essere collegato ad un minore quoziente intellettivo, almeno secondo la scienza.

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12) Essere ansiosi. Un numero crescente di ricerche suggerisce che gli individui più ansiosi possono essere anche i più intelligenti.

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13) Essere simpatici. Le persone divertenti e con senso dell’umorismo sono anche più intelligenti della media.

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14) Essere donna. Mi dispiace per i colleghi maschi, ma la scienza sembra confermare che le donne siano mediamente più intelligenti di noi.

Leggi anche: Sono più intelligenti gli uomini o le donne? Nuovi studi hanno decretato il vincitore

15) Essere atei. Uno studio del dipartimento di analisi dell’Università di Rochester di New York pubblicato sul sito del noto quotidiano The Independent e dedicato alla relazione tra il cervello umano e l’esistenza di Dio. I risultati dello studio infatti dicono che gli atei sono più intelligenti di chi ha una qualche fede religiosa.

Leggi anche: Più il nostro quoziente intellettivo è alto e meno crediamo in Dio: gli atei sono più intelligenti dei credenti

16) Essere del nord Italia. Uno studio del prof. Richard Lynn, docente emerito di psicologia all’università dell’Ulster a Coleraine, in Irlanda del Nord, afferma che le persone del nord dell’Italia sono più intelligenti delle persone del sud Italia.

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17) Giocare ai videogiochi. Una ricerca, pubblicata su Nature dal Max Planck Institute for Human Development, afferma che tanto più si gioca con i videogiochi tanto più il cervello diventa “forte”. Lo studio ha dimostrato che la materia grigia migliora grazie all’attività continua con i videogiochi.

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18) Mangiare bene. Una smisurata lista di studi scientifici conferma che mangiare bene, tiene in forma il nostro cervello e ci rende più reattivi intellettivamente.

Leggi anche: I trenta cibi che ringiovaniscono il tuo cervello ed anche: Mangiare al McDonald’s ti rende più stupido

19) Usare poco lo smartphone. Varie ricerche confermano che usare troppo il cellulare, può peggiorare la nostra intelligenza.

Leggi anche: Se usi troppo lo smartphone rischi la demenza digitale e anche: Videogiochi e applicazioni per smartphone possono causare ritardo mentale

20) Fare attività fisica. Uno studio, pubblicato sulla rivista Stem Cells, conferma che la corsa è in grado di rallentare moltissimo il processo di invecchiamento cerebrale e di stimolare la produzione di nuove cellule staminali, che migliorano le capacità mnemoniche.

21) Dormire in modo adeguato. I risultati di una ricerca condotta da un team di ricercatori della School of Medicine dell’Università della Pennsylvania, che ha condotto uno studio sugli effetti della deprivazione del sonno sui topi, parlano chiaro: dormire troppo poco provoca la morte delle cellule cerebrali.

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Non avete nessun segno distintivo di alto quoziente intellettivo? Non vi preoccupate, perché la scienza rimette – come al solito – tutto in discussione! Leggete questo articolo: Il quoziente intellettivo? Un mito da sfatare

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Truman Show esiste davvero e si chiama Hogewey: la città per i malati di Alzheimer

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Studio Roma HOGEWEY TRUMAN SHOW ALZHEIMER DEMENZA Senili Lentigo Solare Viso Man Ecografia Mammella Tumore Seno Articolare Spalla Traumatologo  Spalla Medicina Estetica Cellulite Cavitazione RadiofrequenzaVicino ad Amsterdam, nei Paesi Bassi, esiste una piccola città con 23 case, alcuni ristoranti, vari caffè, negozi, un salone di bellezza, un teatro e un cinema. Questa città si chiama Hogewey ed al suo interno ci vivono attualmente 152 persone, tutte anziane, e tutte affette da una grave demenza o da uno stadio avanzato di Alzheimer. Hogewey è letteralmente una casa di cura organizzata come un piccolo paese, così da permettere ai pazienti di condurre una vita quasi normale e di sentirsi a casa, e di ricevere nello stesso tempo le cure necessarie. Hogewey è stata fondata nel 2009 e da allora è diventata, specie per la sua particolare natura, un punto di riferimento importante a livello mondiale anche tra gli studiosi della demenza.

Anziani controllati da personale specializzato

In tutte le strade di Hogewey sono dislocate telecamere per monitorare i cittadini/pazienti, mentre i giardinieri, i cassieri, gli impiegati alla posta sono in realtà infermieri, assistenti e medici che controllano la loro salute senza che se ne rendano conto. Hogewey è collegato al mondo esterno da un’unica entrata, ma è facilmente accessibile a parenti e amici degli ospiti che possono visitarli liberamente anche ogni giorno. Per la sua particolare natura, questa piccolo centro città è stato subito associato alla città di The Truman Show, il film il cui protagonista, interpretato da Jim Carey, scopre che la sua vita è un reality show e che tutto quello che credeva reale è una finzione messa in piedi per divertire il pubblico. Ovviamente nel caso di Hogewey, lo scopo non è “usare” gli ignari pazienti, bensì farli vivere in un ambiente famigliare e non isolato come nelle “normali” strutture sanitarie. Gli anziani “vivono” le strade del paese senza essere costretti nei piccoli corridoi e stanze di una casa di riposo standard ed in questa situazione è la loro salute ad avere grandi vantaggi: i cittadini/pazienti hanno bisogno di meno medicine, mangiano meglio, vivono più a lungo e sembrano più felici di quelli ospitati nelle case di cura tradizionali.

Sentirsi a casa propria

Il centro è stato finanziato dal governo olandese, che ha speso per la sua costruzione 20 milioni di euro. Il costo delle cure ricevute da ogni paziente è di quasi 10.000 euro al mese, ma il governo fornisce dei sussidi alle famiglie: pagano la retta in base al reddito e comunque mai più di 4.500 euro al mese. A Hogewey tutti i posti sono occupati sin dall’apertura ed è raro che se ne liberi uno (di fatto solo con la morte di un ospite). I pazienti vivono in gruppi di sei o sette per casa, ognuna arredata con i mobili e lo stile dell’epoca in cui la memoria a breve termine dei pazienti ha smesso di funzionare: ci sono così abitazioni ambientate negli anni Cinquanta, Settanta o negli anni Duemila. Il centro – privo di reparti, lunghi e tristi corridoi e il tipico odore di disinfettante delle case di cura tradizionali – è suddiviso in sei aree, ognuna dedicata a una specifica funzione: c’è quella artistica dove si può dipingere o ascoltare musica, quella religiosa per pregare, quella dove si possono lavorare oggetti d’artigianato. Si può comprare al mercato e nei negozi ma all’interno del centro non avviene alcuno scambio di denaro – che confonderebbe facilmente i pazienti – ma tutto è compreso nella retta. Infine i pazienti passano molto tempo all’aperto, contrariamente a quelli ospitati nelle strutture tradizionali olandesi che escono una media di 96 secondi al giorno.

Altri progetti simili ad Hogewey

Altre strutture sanitarie stanno cercando di prendere esempio da Hogewey: a Farton, in Inghilterra, è stata costruita una città ambientata negli anni Cinquanta per permettere ai pazienti di sentirsi a casa, e un progetto simile è in costruzione a Wiedlisbach, in Svizzera. I costi di simili operazioni però sono molto elevati e purtroppo attualmente solo le famiglie economicamente benestanti possono permettersi di affidare il loro caro ad una struttura così straordinaria. La mia speranza è che, col tempo, i costi possano abbassarsi così da permettere a tutti di affrontare questa malattia nella maniera più naturale possibile. Malattia che, complice l’invecchiamento della popolazione, è in aumento: entro il 2030 le persone colpite dalla malattia saranno quasi 80 milioni in tutto il mondo.

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