Nell’ipertensione arteriosa di tipo lieve può essere sufficiente assumere un solo farmaco, negli altri casi occorre assumere 2 o più farmaci anche in combinazione, non di rado servono più farmaci distribuiti nell’arco della giornata. L’obiettivo in ogni caso è quello di raggiungere i valori ottimali di pressione arteriosa a prescindere dal tipo di medicinale che il medico decide di utilizzare. Non sempre la prima terapia che il cardiologo assegna al paziente iperteso è sufficiente a mantenere valori pressori adeguati, spesso quindi nei primi tempi si va “per tentativi”, finché non si raggiunge la terapia più adatta al soggetto. Nel corso della vita poi, può capitare di dover cambiare nuovamente terapia, perché il vecchio schema non si rivela adeguato a mantenere la pressione arteriosa nella norma.
Quali farmaci vengono usati per abbassare la pressione arteriosa?
I tipi di farmaci che più si usano per controllare l’ipertensione appartengono fondamentalmente a 5 famiglie:
- i diuretici,
- i beta bloccanti,
- i calcio antagonisti,
- gli ACE inibitori,
- i sartani.
La scelta dell’uno o dell’altro e la loro associazione sarà frutto di considerazioni cliniche personalizzate sul singolo individuo iperteso. Oltre al normale schema terapico, in caso di picco ipertensivo, si può ricorrere ad un diuretico, avvisando il proprio medico. Negli anziani si tende a consigliare i diuretici, i calcio antagonisti, gli ACE inibitori come farmaci di prima scelta.
Ci sono farmaci migliori di altri per curare l’ipertensione arteriosa?
Non esiste un farmaco migliore di un altro in senso assoluto, per mantenere i livelli pressori entro range accettabili. Attualmente disponiamo di una grande quantità di farmaci che ci consente di trattare pressoché tutti i pazienti ipertesi, il medico ha il compito di individuare la classe di antipertensivi più adatta al singolo soggetto in base ai fattori di rischio, ai livelli di pressione arteriosa di partenza, alle patologie concomitanti, ai possibili effetti collaterali. Ricordiamoci che – come già prima accennato – quando si inizia la cura non si può prevedere con certezza il grado di efficacia: questa andrà verificata nei giorni e mesi successivi e, se serve, apportare le modifiche necessarie. In conclusione non esistono farmaci migliori di altri, lo sforzo del medico è quello di ritagliare sulla singola persona la miglior terapia possibile.
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
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E’ possibile che, nonostante sia seguito da un buon cardiologo, un soggetto non riesca a mantenere la propria pressione arteriosa entro limiti accettabili? Certamente si. In circa il 15-20% dei casi, nonostante l’impiego di almeno 3 farmaci, i valori pressori rimangono lievemente o molto elevati. Tra le principali cause di resistenza c’è
Il più delle volte l’ipertensione arteriosa è una patologia che l’iperteso avrà per tutta la vita. La terapia farmacologica che controlla la pressione va quindi assunta per tutto il resto della vita, in rari casi la cura è temporanea, ma questo non è prevedibile nel momento in cui si inizia. La terapia va verificata nel tempo, spesso necessita di variazioni, a volte aumento, a volte riduzione dei dosaggi, a volte cambiamenti della molecola o degli orari di assunzione.
L’edema polmonare è una condizione caratterizzata da un aumento dei liquidi nello spazio extravascolare (interstizio e alveoli) a livello del parenchima dei polmoni. L’edema polmonare acuto può essere secondario ad un aumento della pressione idrostatica nei capillari polmonari (insufficienza cardiaca o scompenso cardiaco acuto in lingua inglese acute heart failure, AHF), stenosi mitralica o ad un’alterazione delle membrane alveolocapillari (inalazione di sostanze irritanti, processi infettivi). Accumulandosi all’interno degli alveoli, le strutture in cui avvengono gli scambi di ossigeno tra l’aria e il sangue, i fluidi causano problemi respiratori.
Mangiare senza sale fa dimagrire o ingrassare? La risposta esiste: sì, aiuta a perdere peso, ma non è l’unico a dover essere limitato nella nostra dieta, considerato che c’è anche lo zucchero – molto pericoloso per la linea -, cibi spazzatura e quelli in scatola, grassi. Chi ha iniziato già a seguire seriamente una dieta ipocalorica sa bene che deve evitare di usare condimenti super-calorici per i propri piatti, evitando soprattutto di aggiungere tonnellate di sale e olio. Oltre a fare attenzione a quello che si mette in tavola, bisogna auto-convincersi che, per raggiungere il proprio peso forma e un fisico per niente flaccido, lo sport non deve mancare almeno tre giorni a settimana.
Per tutti i runner che si allenano quotidianamente, che seguano tabelle o si orientino a intuito su come e quando variare il proprio ritmo di corsa, può essere di grande aiuto conoscere le frequenze cardiache allenanti per il proprio sistema aerobico. Questo può risultare determinante non solo per il miglioramento della prestazione ma anche e soprattutto per una consapevole gestione delle proprie forze e del sistema cardiovascolare.
Uno “sfigmomanometro aneroide” serve a determinate la pressione sanguigna e verificare la sistolica e la diastolica, comunemente dette massima e minima, nei pazienti. E’ bene ricordare sin da subito che lo sfigmomanometro aneroide ha delle controindicazione e delle attenzioni da tenere bene a mente. Infatti il loro utilizzo è sconsigliato sui neonati. Inoltre non bisogna lasciare ad una pressione di 10 mmHg quando è gonfiato sul braccio di un paziente per più di 10 minuti, infatti questo potrebbe provocare disturbi alla circolazione sanguigna, e lesionare i nervi periferici. Ricordati di non utilizzare mai il bracciale se il paziente presenta una pelle delicata o danneggiata. Ricordati che il paziente deve restare fermo durante la misurazione, per non alterare la stessa, anche altitudini estreme ne possono alterare la lettura. Bene e dopo aver parlato delle controindicazioni, passiamo alla parte pratica del prodotto. Lo sfigmomanometro aneroide è costituito da tre parti principali:
Troppo sale fa male, si sa bene. Eppure, forse, sono in pochi coloro che sanno perché una dieta ipersodica è dannosa per il nostro corpo, al di là di qualche vaga nozione sull’ipertensione e sulla ritenzione idrica.