Mettersi nei panni di qualcuno: cosa significa… davvero?

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Mettersi nei panni dell’altro ci permette di scegliere il regalo giusto per lui

Spesso sento dire che “mettersi nei panni di un altro” significa fare un ragionamento del tipo “cosa farei io se fossi al suo posto”, il che è una considerazione del tutto sbagliata, in quanto il vero significato della frase è Continua a leggere

Differenza tra direttamente proporzionale e inversamente proporzionale

La proporzionalità diretta è una relazione tra due grandezze che assumono valori il cui rapporto è costante. In simboli diciamo che y è direttamente proporzionale a Continua a leggere

Come accorgersi se e quando un uomo eiacula dentro la vagina o l’ano

MEDICINA ONLINE SESSO SEX 10 COSE NON DOVETE MAI DIRE SESSUALITA COPPIA AMORE UOMO DONNA AMPLESSO COITOUna nostra lettrice ci ha scritto facendoci questa richiesta: “Alcune volte quando faccio l’amore, il mio ragazzo dice di aver avuto un orgasmo e di aver eiaculato all’interno della vagina o dell’ano ma a me sembra che finga. Come faccio a capire con certezza se il mio ragazzo è venuto o no dentro di me? Ci sono dei sistemi per accorgersene?”.

Uomo che finge l’orgasmo: a qualcuno può sembrare strano, ma è un evento più frequente di quanto si Continua a leggere

HP significato nel body building, esempi e come si calcola

MEDICINA ONLINE FITNESS WOMAN PESI PALESTRA GIRL HP PESO ALTEZZA SPORT GINNASTICA STRETCHING GYM WORKOUT PROTEINE INTEGRATORI AMINOACIDI BCAA GLUTAMINA ALFA LIPOICO CARNITINA TERMOGENICO MUSCOLI MASSA GRASSA CARDIO.jpgSpesso si sente parlare di “HP” o “H/P” nel body building o comunque in ambito sportivo: cosa significa questa sigla?

HP o H/P rappresenta semplicemente il rapporto fra peso (P) ed altezza (H) di un individuo. Il segno + o – seguito da un numero, indica quanto è rispettivamente vantaggioso o svantaggioso questo rapporto, fatto che può far rapidamente intuire quali potrebbero essere le condizioni dell’individuo.

Come si calcola l’HP (esempio con peso “più grande” dell’altezza)

  1. prendi le ultime due cifre della tua altezza espressa in centimetri (ad esempio 83 se sei alto 183 cm);
  2. prendi il tuo peso (ad esempio 90 kg);
  3. sottrai il numero più piccolo tra i due a quello più grande (nel nostro caso 90 – 83 = 7);
  4. poiché il tuo peso è più grande delle ultime due cifre della tua altezza, inserisci il segno +. Nel nostro caso siamo HP+7.

Questo sistema è valido se sei alto fino a 199 cm. Se sei alto da 200 cm in su, devi prendere il valore in cm della tua altezza e togliere 100. Ad esempio se sei alto 214 cm, il valore da rapportare con il peso NON sarà 14, bensì 214 meno 100, quindi 114.

Come si calcola l’HP (esempio con altezza “più grande” del peso)

  1. prendi le ultime due cifre della tua altezza espressa in centimetri (ad esempio 83 se sei alto 183 cm);
  2. prendi il tuo peso (ad esempio 75 kg);
  3. sottrai il numero più piccolo tra i due a quello più grande (nel nostro caso 83 – 75 = 8);
  4. poiché il tuo peso è più piccolo delle ultime due cifre della tua altezza, inserisci il segno -. Nel nostro caso siamo HP-8.

Anche in questo caso, questo sistema è valido se sei alto fino a 199 cm. Se sei alto da 200 cm in su, devi prendere il valore in cm della tua altezza e togliere 100.

In pratica il numero dopo il + indica i kg in più rispetto alle ultime due cifre dell’altezza espressa in cm (o alla tua altezza sottratta di 100 se sei alto oltre i 200 cm), invece il segno – indica i kg in meno rispetto alle ultime due cifre dell’altezza espressa in cm (o alla tua altezza sottratta di 100 se sei alto oltre i 200 cm).

Esempi

Alcuni esempi pratici:

  • se un individuo è alto 160 cm e pesa 55 kg sarà HP-5
  • se un individuo è alto 170 cm e pesa 80 kg sarà HP+10
  • se un individuo è alto 170 cm e pesa 75 kg sarà HP+5
  • se un individuo è alto 170 cm e pesa 64 kg sarà HP-6
  • se un individuo è alto 175 cm e pesa 85 kg sarà HP+10
  • se un individuo è alto 175 cm e pesa 82 kg sarà HP+7
  • se un individuo è alto 175 cm e pesa 70 kg sarà HP-5
  • se un individuo è alto 175 cm e pesa 65 kg sarà HP-10
  • se un individuo è alto 175 cm e pesa 75 kg sarà HP 0 (“HP zero” oppure semplicemente “HP”)
  • se un individuo è alto 172 cm e pesa 63 kg sarà HP-9
  • se un individuo è alto 180 cm e pesa 90 kg sarà HP+10
  • se un individuo è alto 185 cm e pesa 90 kg sarà HP+5
  • se un individuo è alto 185 cm e pesa 79 kg sarà HP-6
  • se un individuo è alto 190 cm e pesa 95 kg sarà HP+5
  • se un individuo è alto 190 cm e pesa 102 kg sarà HP+12
  • se un individuo è alto 200 cm e pesa 97 kg sarà HP-3
  • se un individuo è alto 200 cm e pesa 104 kg sarà HP+4
  • se un individuo è alto 210 cm e pesa 106 kg sarà HP-4
  • se un individuo è alto 210 cm e pesa 113 kg sarà HP+3

In una gara la sigla HP fino a 170 cm +3 kg sta ad esempio ad indicare che sono ammessi soggetti con altezza massima di 170 cm e un peso massimo di 73 kg (ovvero 70+3 kg).

La sigla HP fino a 180 cm +5 kg sta invece ad indicare che a quella gara sono ammessi soggetti con altezza massima di 180 cm e un peso massimo di 85 kg (ovvero 80+5 kg).

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Medico Chirurgo
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Crisi di mezza età nelle donne: sintomi e come superarla

MEDICINA ONLINE UOMO IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE SESSO ANDROPAUSA CRISI DI MEZZA ETA QUANTO DURA SINTOMI DEPRESSIONE COPPIA AMORE MATRIMONIO PENE SESSUALITALa crisi di mezza età non è solo maschile, ma colpisce anche le donne, specie durante il periodo della menopausa, sicuramente un momento molto delicato e non sempre facile da gestire per la donna, sia fisicamente che psicologicamente, e ciò può riflettersi negativamente sul rapporto. Sia gli uomini che le donne hanno le medesime probabilità di sperimentare la crisi, o più correttamente la “transizione“, di mezza età. L’unica differenza consiste nel modo in cui viene affrontata. Le donne tendono a basare il proprio valore sulle relazioni interpersonali, anche se alle spalle hanno avuto una carriera lavorativa di successo. Quindi, sono più inclini a valutare con maggior criticità la loro performance come mogli, madri o entrambe le figure. A tal proposito leggi: Differenza tra la crisi di mezza età maschile e femminile

La crisi di mezza età femminile

Tutto è in subbuglio dal punto di vista fisico, psicologico, spirituale. Per alcune può essere illuminante, per altre difficile. Il modo con cui viene affrontata questa fase della vita dipende da una serie di fattori, tra cui il sostegno del partner e delle persone care e la propria forza di carattere. Il senso della crisi di mezza età sembra quindi legato a un momento in cui la maggiore consapevolezza della finitezza del nostro essere ci costringe a fare i conti con domande profonde ed esistenziali, legate al tema del chi siamo e del chi vogliamo essere. Per poter rispondere a tali interrogativi è richiesto il coraggio di guardarsi dentro, affrontando un viaggio interiore spesso tortuoso e per nulla scontato. È una viaggio, però, che al di là delle sue difficoltà, potrà aiutarci a rivelare parti di noi finora sopite, escluse, non riconosciute, permettendoci da una parte di riconciliarci con i nostri desideri, pensieri, sentimenti e dall’altra aprendoci a prospettive ancora inedite del nostro vivere, attraverso cui riappropriarci della responsabilità e libertà di realizzare i nostri valori e significati di vita.

I sintomi della crisi di mezza età femminile

Non ci sono sintomi comuni a tutte le donne e necessariamente sempre presenti che identificano la crisi di mezza età. I più comuni sono:

  • maggiore insicurezza sul futuro;
  • sentirsi in un “vicolo cieco”;
  • conflitti con il partner più frequenti;
  • volersi sentire giovani;
  • minore attrazione per il partner;
  • minor voglia di far funzionare il rapporto;
  • ripensare continuamente agli errori commessi in passato;
  • noia;
  • mancanza di obiettivi ;
  • mancanza di stimoli.

Uno dei segni certamente più evidenti di tale crisi si manifesta con la necessità di tornare a essere giovani. E’ evidente perché questa volontà porta spesso la donna a cercare nuove esperienze, a fare cose prima non fatte per varie ragioni, a vestirsi come adolescenti, a frequentare locali o discoteche, mettere insomma in atto una serie di comportamenti improvvisamente inusuali, che gli amici della donna vedono come “diversi” rispetto al solito. Questo nuovo atteggiamento nei confronti della vita può trasformarsi in un meraviglioso risveglio, in una forte motivazione che ci allontana dalla routine, ma può anche provocare una grande nostalgia che ci blocca e ci spinge a vivere una sorta di letargo mentale ed emotivo, facendoci dimenticare che, in realtà, ci sono ancora moltissime cose da poter fare.

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Durata della crisi di mezza età femminile

Per quanto riguarda la durata della transizione di mezza età, non c’è un lasso di tempo predefinito. Per qualcuno questo periodo può durare alcuni mesi, per altri anche anni. Tutto dipende non solo dal carattere di ciascuno, ma anche del suo passato, dallo status sociale, dall’atmosfera familiare e dal supporto che riceve. La scienza, comunque, ci consola provando che toccato il fondo non si può che risalire. Una volta imparato ad accettare la propria vita per quella che è, sommato al non dannarsi più ripensando al passato, si ritrova la serenità che si pensava per sempre perduta. Se ti trovi, quindi, nel punto più basso della parabola del benessere, cerca di considerare la situazione con filosofia e realismo: le cose non possono che andare meglio di così.

Consigli per superare la crisi di mezza età femminile

Di seguito riporto una serie di consigli pratici utili per contrastare la crisi di mezza età nelle donne.

Mantieni un atteggiamento positivo

L’età porta esperienza, saggezza e conoscenza. Hai ancora molti anni davanti e non vale certo la pena viverli soffrendo: usa invece l’esperienza accumulata per trarre più appagamento dalle piccole grandi gioie e per non soffrire con fatti apparentemente gravi, ma in realtà facilmente superabili.

Goditi la vita

L’esperienza di essere cresciuta e aver attraversato molte difficoltà ti rende ancora più interessante, oltre che più forte. Hai un maggiore autocontrollo e difficilmente ti troverai a non sapere le conseguenze delle tue azioni. Ricordati sempre che il miglior momento da vivere è il “qui e ora”. Non associare la gioventù alla felicità: in ogni tappa della vita si può essere felici.

Rifletti

A metà (od oltre!) della tua vita è un buon momento per pensare a ciò che hai fatto e a ciò che puoi ancora fare. Non è troppo tardi per portare a termine un progetto, per realizzare un sogno e per mettere in cantiere nuovi traguardi da raggiungere.

Accetta i cambiamenti fisici

L’essere attraente passa sì attraverso il corpo, ma rimanda anche alla mente. Se per tutti noi è innegabile l’importanza del vedersi bene e del sentirsi a proprio agio con l’aspetto fisico, è altrettanto importante comprendere che tali aspetti sono strettamente intrecciati anche con la nostra serenità interiore fatta di motivazioni, emozioni, autostima, accettazione di sé.

Tieniti in forma

Quello che abbiamo detto al punto precedente ovviamente non significa che bisogna accettare passivamente i kg di troppo! Iscrivervi in palestra, ad esempio, può solo far bene alla vostra autostima, al vostro benessere e – soprattutto – alla vostra salute.

Usa l’arma dell’esperienza

Ricordatelo sempre: una donna matura, con esperienza e tanto carattere, è – per molti uomini – molto più attraente ed affascinante di una ragazza di 20 anni “senza cervello”.

Vai alla ricerca di te stessa

Finché nelle nostre scelte permetteremo di essere condizionati da bisogni indotti, da modelli da imitare ed ideali irrealistici, saremo spesso confusi e sviati da apparenze e comportamenti che potenzialmente non ci appartengono e che non ci permettono di esprimere in modo autentico chi siamo.

Se credi vivere una crisi di mezza età o una crisi di coppia, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, riuscirai a risolvere definitivamente il tuo problema.

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Come capire se a lui o a lei è piaciuto fare l’amore?

MEDICINA ONLINE ANSIA DA PRESTAZIONE SESSO TRISTE SESSUALE PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE PAURA TIMORE COPPIA MENTE PSICOLOGIA LETTO PENETRAZIONE MATRIMONIO FIDANZATI UOMO DONNA LIBIDO SPERMA PIACERE SEXUn nostro lettore ci ha chiesto: “Secondo voi è possibile capire se una donna ha provato o no realmente piacere durante un rapporto sessuale?” Essendo la medesima richiesta di una nostra lettrice che ci chiede parallelamente se è possibile capire se l’uomo ha provato o no piacere sessuale durante un rapporto, oggi pubblichiamo questa facile guida ai segnali che ognuno di noi – consciamente o inconsciamente – manda all’esterno quando prova un piacere di tipo sessuale.

I segni del piacere sessuale maschile

Identificare un orgasmo maschile è una cosa molto più semplice rispetto a quello femminile, dal momento che, nella maggior parte dei casi, le sensazioni fisiche sono associate all’espulsione di sperma; tuttavia l’eiaculazione può non essere presente come ad esempio nel caso dell’eiaculazione retrograda o nell’aneiaculazione, oppure lo sperma può essere emesso in quantità estremamente ridotte come nel caso dell’ipoposia; a tal proposito leggi anche:

A parte l’eiaculazione, esistono altri segni chiari del piacere maschile e dell’orgasmo (nella maggioranza dei casi questi segnali sono simili a quelli femminili):

  • Durante un orgasmo maschile, al pari di quello femminile, vi è un marcato aumento della frequenza cardiaca/respiratoria, delle palpitazioni e della sudorazione.
  • Quando il piacere sessuale diventa intenso, si può verificare midriasi, cioè dilatazione delle pupille degli occhi.
  • L’erezione del pene aumenta all’aumentare del piacere sessuale ed è solitamente massima durante l’eiaculazione.
  • L’ano dell’uomo può contrarsi ritmicamente ed involontariamente per alcuni secondi durante l’orgasmo, a causa della contrazione del muscolo pubo-coccigeo, a tal proposito leggi anche: Esercizi di Kegel: allena il tuo muscolo pubococcigeo per aumentare la potenza sessuale e contrastare l’eiaculazione precoce
  • Si può verificare che, durante l’apice del piacere, i globi oculari si spostino molto in alto, al punto che le pupille siano quasi completamente nascoste dalla palpebra, ciò accade anche nella donna.
  • Durante l’orgasmo maschile, gli arti tendono ad irrigidirsi, specie quelli inferiori, ed è anche possibile che le dita delle mani e – più spesso – dei piedi tendano a piegarsi su sé stesse.
  • Tutta la zona genitale diventa turgida ed arrossata.
  • L’eccitazione dell’uomo è visibile anche tramite i suoi capezzoli che si inturgidiscono, esattamente come avviene nella donna.
  • Altro segno di piacere sessuale maschile è la pelle d’oca.

I segni del piacere sessuale femminile

Come appena visto, identificare un orgasmo è una cosa semplice per gli uomini, dal momento che, nella maggior parte dei casi, le sensazioni fisiche sono associate all’eiaculazione o all’espulsione di sperma. Ma per le donne non sempre il massimo del piacere è percepito così chiaramente. Teoricamente parlando, l’orgasmo è una scarica di eccitazione sessuale ed è caratterizzata da sensazioni molto piacevoli seguite da uno stato di rilassamento. Viene spesso descritto dalle donne come un momento esplosivo e drammatico ma nella pratica non sempre accade. Molte donne credono però di non avere la capacità di provare un orgasmo e sottovalutano le proprie manifestazioni fisiche e psichiche; altre fingono l’orgasmo, solo per non deludere l’uomo. Ma quali sono i segni dell’orgasmo femminile? Eccone alcuni tipici, tenendo presente che essi non sono ovviamente presenti in tutte le donne, quindi la loro assenza non indica necessariamente mancanza di orgasmo.

  • Uno dei segni più chiari riguarda la contrazione ritmica involontaria dei muscoli della vagina cioè le “contrazioni orgasmiche”. Questi spasmi incontrollabili, che di solito durano tra 5 e 15 secondi con intervalli molto brevi (circa un secondo), a volte sono percepiti anche dal partner, perché le pareti della vagina premono ritmicamente sul pene dell’uomo. Tali contrazioni sarebbero equivalenti a quelle che nell’uomo determinano il rilascio dello sperma tramite i ripetuti getti eiaculatori. A tale proposito leggi: Contrazioni vaginali durante l’orgasmo femminile [VIDEO] Attenzione: immagini sessualmente esplicite
  • Durante un orgasmo femminile, al pari di quello maschile, vi è anche un marcato aumento della frequenza cardiaca/respiratoria, delle palpitazioni e della sudorazione.
  • Il clitoride può contrarsi e ritirarsi temporaneamente durante l’orgasmo.
  • Spesso può avvenire anche che le donne durante l’orgasmo abbiano una sorta di eiaculazione di liquido denso, biancastro e filamentoso misto ad urina, questa evenienza è spesso percepita dalle donne come una cosa imbarazzante, tuttavia è un fatto assolutamente normale; a tal proposito leggi: Cos’è il liquido emesso da una donna durante l’orgasmo?.
  • L’ano della donna può contrarsi ritmicamente ed involontariamente per alcuni secondi durante l’orgasmo.
  • Si può verificare che, durante l’apice del piacere, i globi oculari si spostino molto in alto, al punto che le pupille siano quasi completamente nascoste dalla palpebra.
  • Durante l’orgasmo femminile, gli arti tendono ad irrigidirsi, specie quelli inferiori, ed è anche possibile che le dita delle mani e – più spesso – dei piedi tendano a piegarsi su sé stesse.
  • Tutta la zona vulvare diventa molto turgida, arrossata e gonfia.
  • Quando il piacere sessuale diventa intenso, si può verificare midriasi, cioè dilatazione delle pupille degli occhi.
  • L’eccitazione nella donna è visibile anche tramite i suoi capezzoli che si inturgidiscono proprio grazie agli stimoli sessuali.
  • Altro segno di orgasmo femminile è la pelle d’oca.

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Differenza tra sesso attivo, passivo e versatile

MEDICINA ONLINE GAY OMOSESSUALE AMICI MARE SPIAGGIA SOLE TRISTE INFEZIONE SESSO COPPIA AMORE TRISTE GAY OMOSESSUAANSIA DA PRESTAZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE FRIGIDA PAURA FOBIA TI termini attivo”, “passivo” e “versatile” in campo sessuale descrivono i ruoli durante il rapporto sessuale, specialmente (ma non esclusivamente) tra due partner omosessuali, ma non solo: questi termini possono essere elementi di auto-identità, che indicano di solito la preferenza sessuale di un individuo.

Partner sessualmente attivo

Attivo (anche chiamato “top”) è il partner che usa il proprio pene per penetrare il proprio partner, che sia donna (rapporto sessuale eterosessuale vaginale o anale) o uomo (rapporto sessuale omosessuale anale), assumendone il ruolo predominante. Nel sesso orale si definisce attivo colui che ha il ruolo di inserire il proprio pene nella bocca del partner, sia femminile che maschile, oppure colei o colui che usa la propria bocca per stimolare la vulva della partner femminile.

Leggi anche: Come si fa a capire se un ragazzo è vergine o no? E come si comporta?

Partner sessualmente passivo

Passivo (anche chiamato “bottom”) è il partner che riceve il pene del proprio partner. Un partner passivo può essere sia donna (rapporto sessuale eterosessuale vaginale o anale), ma anche uomo (rapporto sessuale omosessuale anale), assumendone il ruolo di “dominato”. Nel sesso orale si definisce passivo colui o colei che ha il ruolo di ricevere il pene del partner nella propria bocca, oppure colei che offre la propria vulva alla bocca del partner, sia maschile che femminile.

Leggi anche: Differenza tra omosessuale, eterosessuale, bisessuale, asessuale, polisessuale e pansessuale

Partner sessualmente versatile

Infine colui che si definisce versatile si può impegnare facilmente in entrambe le attività, non avendo una netta preferenza o non ponendosi limiti imposti da una preferenza specifica. Comunemente descrive il passaggio da attivo a passivo nel corso di un incontro sessuale tra uomini, in cui entrambi i partecipanti penetrano ma possono anche venire penetrati a loro volta.

Leggi anche: Ermafrodita, ermafroditismo, pseudoermafroditismo maschile e femminile, cosa significa?

BDSM

I termini descritti sono a volte utilizzati anche nel contesto sadomasochistico, di bondage e di dominazione/sottomissione (pratiche tipiche del cosiddetto “BDSM”) per descrivere il ruolo del partner nel rapporto: attivo viene così a indicare un partner che stimola l’altro e che può essere o meno dominante. Questi termini, originariamente legati ai rapporti sessuali tra uomini, vengono sempre più usati anche nelle coppie lesbiche ed eterosessuali.

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Differenza tra fare l’amore e fare sesso

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Nell’uso comune “fare l’amore” e “fare sesso” indicano la stessa cosa, cioè avere un rapporto sessuale completo, con penetrazione vaginale e/o anale. I due termini possono essere quindi usati come sinonimi anche, generalmente, si usa “fare sesso” indicando un rapporto sessuale dove il lato “romantico” viene messo da parte (anche se ciò non significa necessariamente che i due partner NON si amino), mentre “fare l’amore” indica implicitamente che le due persone che hanno un rapporto sessuale si amano ed hanno un trasporto emotivo che va oltre il “semplice” aspetto fisico.

Ad esempio una persona potrebbe avere un rapporto sessuale con una persona appena conosciuta, fatto che difficilmente implica un vero innamoramento: in questo caso comunemente si dice “fare sesso”. Diverso è il caso di una coppia stabile, in cui i partner hanno instaurato un rapporto di reciproca stima ed amore che supera il lato puramente fisico: in questo caso comunemente si può usare “fare l’amore”.

Quanto detto viene però superato nella lingua italiana usata comunemente: una persona potrebbe dire “fare l’amore” riferendosi ad un rapporto sessuale puramente fisico, oppure dire “fare sesso” riferito ad una coppia stabile che si ama. Inoltre i due termini non implicano né escludono un maggiore o minore grado di appagamento e soddisfazione determinato dal rapporto sessuale in sé.

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