Sindrome da spogliatoio o dismorfofobia peniena: il pene sembra deforme o più piccolo o più grande di quanto sia

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO UOMO DOCCIA TRISTE PENE PICCOLO ACQUA LAVA SAPONE DEPRESSIONE STANCO SESSO BARBA CAPELLI FACCIA PELLE CORPOUna delle paure più grandi di ogni uomo è quella di avere un pene diverso da quello degli altri uomini, paura – spesso totalmente immotivata – che porta ansia da prestazione e difficoltà ad approcciarsi con l’altro sesso per paura di mostrare al partner un pene che si ritiene essere deforme o troppo piccolo. Quando questa paura diventa un chiodo fisso, diventa la base su cui si instaura la dismorfofobia peniena, anche chiamata “sindrome da spogliatoio” in quanto chi ne soffre tende a evitare di fare la doccia insieme ad altri uomini in palestra o dopo l’attività sportiva nel timore di essere sottoposti a giudizio per via delle dimensioni o della forma dei propri genitali. A volte queste preoccupazioni non sono motivate dalla presenza di reali anomalie, ma ciò non impedisce ad alcuni uomini di diventare preda di idee ossessive e di comportamenti compulsivi, come il guardarsi continuamente allo specchio nel tentativo di confermare le proprie valutazioni o ricorrere a frequenti controlli medici per potere correggere il (presunto) problema.

Leggi anche: Mappa mondiale della lunghezza del pene: gli italiani quale posizione occupano?

Pene troppo grande per il rapporto

Uno dei lati più scientificamente interessanti della dismorfofobia peniena, in costante aumento tra gli uomini, è che questa patologia non porta necessariamente a vedere il proprio pene come deforme o più piccolo di come realmente sia: chi ne soffre può vedere il proprio pene più grande della realtà e può arrivare a pensare che queste sue dimensioni “esageratamente generose” potrebbero far male alla partner durante il rapporto.

Leggi anche: Differenza tra pene circonciso e normale: vantaggi e svantaggi

Le dimensioni di un pene normale ed il confronto con gli attori pornografici

E’ impressionante sapere che circa l’80% dei pazienti che si sottopongono a interventi di allungamento del pene non ne avrebbero alcun bisogno, avendo un organo genitale di dimensioni normali. Ciò rimanda ad una dismorfofobia peniena, che difficilmente si sarebbe risolta con l’ausilio di tecniche di allungamento chirurgiche e/o fisioterapiche: nessuna misura appare abbastanza normale a chi soffre di questa patologia. Ma quali sono queste dimensioni normali? I diversi studi effettuati sulla misurazione del pene, considerando la difficoltà a procedere in un’indagine valutata come invasiva e le varie tecniche di misurazione utilizzate, hanno evidenziato alcune dimensioni standard, ovvero relative alla media della popolazione (normalità statistica). La concordanza dei dati evidenzia una dimensione a riposo pari a 8-10 cm in lunghezza (dalla radice dorsale del pene alla punta). Allo stato di erezione, invece, la lunghezza media varia tra i 12-16 cm con una circonferenza pari a 11- 12 mm.
Lo stato di flaccidità del pene ha una dimensione del tutto variabile e questo dipende essenzialmente da alcuni fattori:

  • la struttura anatomica costituzionale dell’individuo;
  • agenti ambientali come temperature troppo elevate (il pene si distende); oppure troppo fredde (il pene si restringe);
  • condizioni di “salute” dello stesso individuo.

Inoltre, è importante sottolineare quanto la percezione che un uomo può avere del proprio organo genitale sia visivamente distorta rispetto al possibile confronto con un altro simile posizionato di fronte. Probabilmente l’uomo che rimane legato al concetto di potenza-virilità non verrà comunque rassicurato dai dati numerici prima accennati, bensì continuerà a confrontarli con le dimensioni degli organi genitali di uomini più dotati, iniziando un confronto anche con gli attori pornografici superdotati che lo vedrà, per ovvi motivi, quasi sempre sconfitto: tutto questo può rimandare costantemente ad una visione distorta della realtà dei fatti.

Il micropene e la capacità di adattamento della vagina

Gli specialisti concordano nel ritenere che è opportuno parlare di micropene quando la sua lunghezza, in stato di erezione, è inferiore ai 7 centimetri. Condizione davvero molto rara. Questo è stato definito in base all’impossibilità di un pene al di sotto di tale dimensione in erezione, di riuscire a penetrare la cavità vaginale. Infatti, le dimensioni del canale vaginale a riposo sono di circa 7,5 cm. E’ importante però ricordare che la vagina ha una particolarità essendo una cavità a dimensioni variabili: a riposo le sue pareti sono normalmente unite, durante il coito si allargano per accogliere il pene adattandosi alle sue dimensioni. La vagina possiede una grande elasticità e si conforma a dimensioni diverse, non perdendo mai il contatto con il pene che la penetra dal momento che la natura ha previsto che una perdita di opposizione non determinerebbe la stimolazione ritmica della prostata dell’uomo e quindi eiaculazione e concepimento.

Leggi anche: “Dottore, il mio pene si sta accorciando”: la sindrome della retrazione genitale

Troppa lubrificazione vaginale e poca sensazione di penetrazione

Alla luce di quanto appena detto si può quindi dire che la maggior parte dei peni, siano perfetti per la maggior parte delle vagine, tuttavia alcuni uomini durante la penetrazione hanno la convinzione che il loro pene non sia adatto per quella vagina. Questo viene riportato essenzialmente in alcune sensazioni dove è presente un’abbondante lubrificazione vaginale e dove la donna, non essendo più giovanissima, ha perso “tono vaginale”. Sarebbe necessario ricordarsi che, se la vagina è particolarmente lubrificata, è perché la donna sta vivendo un costante e piacevole stato di eccitazione e dovreste godere di ciò, invece, di farvi problemi sull’abbondanza del liquido vaginale e sulle dimensioni del pene. Anzi, dovreste preoccuparvi se la vostra partner fosse poco o per niente lubrificata! Sembra incredibile ma la lubrificazione vaginale rimane una delle prime causa di sindrome da spogliatoio. Il mio consiglio può essere quello di interrompere temporaneamente il rapporto ed asciugare il pene dall’eccesso di liquido lubrificante femminile, per tornare ad avvertire una sensazione di maggiore penetrazione.

Leggi anche: Il pene si accorcia o no con l’età? Come le misure cambiano negli anni

Diagnosi e cure

La diagnosi è relativamente facile, il soggetto – nonostante le sue dimensioni siano normali – tende generalmente a:

  • rivolgersi insistentemente al medico per avere rassicurazioni (di cui mai si sentirà realmente soddisfatto);
  • evitare i rapporti con l’altro sesso;
  • avere pensieri ricorrenti ed ossessivi riguardo alle dimensioni del pene;
  • avere ansia da prestazione;
  • guardarsi ripetutamente allo specchio i genitali alla ricerca di un difetto che non esiste;
  • guardare di nascosto gli altri peni (nei bagni, sotto le docce della palestra…) per confrontarsi con gli altri, sentendosi sempre il “perdente” del confronto (in ogni caso, anche quando in realtà il pene degli altri è più piccolo del proprio).

Se vi ritrovate in questo quadro, potreste aver bisogno dell’aiuto di un medico (terapia farmacologica) ed un psicoterapeuta che miri a lavorare sul disturbo d’ansia e sul vissuto problematico del soggetto, consentendogli di riappropriarsi della propria autostima e di imparare ad accettare il proprio corpo perché possa essere accettato anche dagli altri. Il problema va affrontato alla radice: la scarsa autostimaGli uomini che si convincono del fatto che i propri organi genitali siano differenti rispetto agli standard medi provano infatti scarsa stima per se stessi. Le loro ansie diventano di frequente motivo di disagio non soltanto nelle relazioni sessuali ma pure nei rapporti sociali e professionali, nei casi più gravi spingendo i soggetti con dismorfofobia all’isolamento.

Ed anche: Come misurare correttamente la lunghezza del pene

Intervento chirurgico o no?

L’intervento chirurgico è generalmente sconsigliato e va considerato solo se esiste realmente una qualche anomalia nella forma o nelle dimensioni del proprio pene che solo il medico può valutare: la chirurgia può rappresentare una soluzione capace di sollevare il paziente dalle sue preoccupazioni, restituendogli una normale vita di relazione, in tutti gli altri casi (pene normale) l’intervento chirurgico è da evitare essendo quasi sicuramente non risolutivo.

Se pensi di soffrire della sindrome da spogliatoio, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a risolvere il tuo problema.

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PRENOTA UNA VISITA CONTATTI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano Pene

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, segui la nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Mastodon, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Come funziona una eiaculazione? Due eiaculazioni consecutive sono possibili?

MEDICINA ONLINE SPERMA LIQUIDO SEMINALE PLASMA UOMO COME FUNZIONA AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA LOVE COUPLE FRINEDS LOVER SEX GIRSalvo particolari patologie, ogni uomo l’ha provata, almeno dalla pubertà in poi, eppure ben pochi sanno cosa succede nel nostro corpo durante una eiaculazione. Cominciamo dalla domanda più scontata:

Cos’è l’eiaculazione?

Il termine “eiaculazione” (dal latino ejaculatio) designa l’espulsione dello sperma (anche chiamato “liquido seminale“) da parte dell’uomo, tramite l’orifizio dell’uretra, posto – salve malformazioni come l’ipospadia – sull’apice del glande del pene. È il frutto della stimolazione ripetuta del pene – e quindi indirettamente della prostata – durante la masturbazione o il rapporto sessuale o altri tipi di stimolazioni (ad esempio massaggio prostatico). L’eiaculazione dura, generalmente, alcuni secondi ed è influenzata da fattori fisici (durata delle contrazioni, numero e forza), quantitativi (produttività della ghiandola prostatica e delle vesciche spermatiche) nonché psicologici.

Come funziona l’eiaculazione ed in quali fasi è divisa?

L’espulsione dello sperma avviene in varie fasi:

  1. gli spermatozoi prodotti ed accumulati nei testicoli, tramite i condotti deferenti si spostano in direzione della prostata, in seguito all’eccitazione sessuale;
  2. salvo malattie, il collo della vescica si chiude automaticamente per impedire che l’urina si mescoli allo sperma;
  3. gli spermatozoi, nel loro viaggio al di fuori dei testicoli, si mescolano al plasma seminale (la parte liquida dello sperma), prodotto dalla prostata e delle vescicole seminali;
  4. gli spermatozoi, mescolati al plasma seminale, formano lo sperma vero e proprio;
  5. lo sperma va verso la base dell’uretra e – continuando la stimolazione – ad un certo punto l’uomo prova una tensione che gli segnala che sta per arrivare all’orgasmo. Ha raggiunto il punto di non ritorno;
  6. lo sperma è espulso con una potenza variabile. L’eiaculazione è accompagnata da contrazioni ritmiche molto potenti, causate principalmente dal muscolo pubococcigeo. Il numero di contrazioni è variabile, solitamente l’uomo prova dalle 4 alle 8 contrazioni muscolari. Se l’orgasmo è presente (come vedremo in seguito ciò non avviene necessariamente ad ogni eiaculazione) viene provato dall’uomo durante queste contrazioni.

Leggi anche: Processo eiaculatorio: come avviene l’emissione dello sperma dal pene

Eiaculazione ed orgasmo corrispondono?

Non è corretto dire che l’eiaculazione corrisponde all’orgasmo: l’eiaculazione è un processo separato dall’erezione, essendo quest’ultima controllata dall’ipofisi. Si possono verificare orgasmi senza eiaculazione visibile (come avviene ad esempio nell’eiaculazione retrograda) ed eiaculazioni senza orgasmo (anorgasmia) come avviene ad esempio nelle eiaculazioni notturne. Le eiaculazioni notturne sono più frequenti nei giovani, il che potrebbe essere legato all’alto tasso di testosterone; tuttavia, non si è ancora trovata la causa reale di questo fenomeno. In ogni caso durante i periodi d’astinenza dai rapporti sessuali, gli episodi di eiaculazione notturna sono più frequenti. Per approfondire leggi:

Due eiaculazioni consecutive sono possibili?

Il tempo medio d’attesa dopo il quale è possibile una nuova eiaculazione è variabile da uomo a uomo, solitamente ad un giovane bastano anche 15 minuti, più avanti con l’età possono essere necessari anche 60 minuti. Dopo l’eiaculazione, il pene perde gradualmente la sua rigidità ed è raro che due eiaculazioni si producano di seguito, magari a distanza di pochi secondi, anche se è tecnicamente possibile. Durante l’orgasmo, l’ipofisi, una ghiandola cerebrale, secerne delle endorfine che inducono il sonno e tendono a rendere più difficile una nuova eiaculazione ravvicinata. Se volete aumentare le possibilità di avere più orgasmi di seguito, leggete la mia guida: Orgasmi multipli maschili: come avere due o più eiaculazioni di seguito

Integratori alimentari

Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la quantità/qualità dello sperma e la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dai rapporti sessuali:

I disturbi dell’eiaculazione

I disturbi dell’eiaculazione più diffusi, sono:

  1. L’eiaculazione precoce. È un problema frequente ma non grave. Riguarda circa 1 uomo su 3. L’uomo (generalmente abbastanza giovane) eiacula all’inizio della penetrazione e a volte anche prima. L’eiaculazione precoce è soprattutto causata da un problema d’autocontrollo. L’eiaculazione diventa un riflesso incontrollabile che l’uomo non riesce a ritardare per fare durare il suo piacere.
  2. L’aneiaculazione: durante l’eiaculazione non fuoriesce sperma. In particolare, si tratta dell’effetto di alcuni trattamenti utilizzati contro il cancro.
  3. L’eiaculazione retrograda o secca: lo sperma rifluisce verso la vescica anziché essere espulso. Questa anomalia spesso è causata da certi interventi chirurgici. E causa la sterilità.
  4. L’eiaculazione sanguinante (ematospermia): lo sperma contiene tracce di sangue. Spesso questo disturbo è benigno ma a volte può indicare la presenza di un tumore alla prostata o di alcune infezioni.
  5. L’eiaculazione dolorosa: l’uomo prova dolore a livello dell’uretra, del bacino o dell’ano, causati da un’infezione alla prostata.

Si può controllare la propria eiaculazione?

In generale, controllare l’eiaculazione diventa più facile con l’età e quindi l’esperienza. Esistono dei metodi per imparare a controllare il piacere, utili per gli uomini che soffrono d’eiaculazione precoce, ma anche per gli altri:

  1. l’effetto ” doccia fredda”: pensare a qualcosa di poco erotico per ritardare l’arrivo dell’orgasmo;
  2. ci si può anche masturbare prima del rapporto per ridurre l’eccitazione al momento fatidico;
  3. i preservativi ritardanti: sono utili per tutti, e non soltanto per rimediare alle eiaculazioni precoci;
  4. il metodo dello ” start and stop”. Questa tecnica americana consiste nel richiedere alla partner di effettuare una pressione sul frenulo del pene quando l’uomo sente che raggiungerà il punto di non ritorno;
  5. Esercizi di Kegel. Sono potenti strumenti per controllare la tua eiaculazione, aumentare la potenza del getto eiaculatorio e provare orgasmi più intensi. Se vuoi capire come farli leggi questo mio articolo: Esercizi di Kegel: allena il tuo muscolo pubococcigeo per aumentare la potenza sessuale e contrastare l’eiaculazione precoce

Aumentare la lunghezza del pene con ausili meccanici

Esistono due tipi di strumenti per l’allungamento del pene: le pompe a vuoto e gli estensori. Le pompe a vuoto per l’allungamento penieno sono costituite da un cilindro in cui infilare il pene e di un meccanismo di pompaggio che fa espandere il pene oltre le sue normali capacità. Le pompe a vuoto, pur non fornendo guadagni macroscopici delle dimensioni, in alcuni soggetti potrebbero aumentare circonferenza e lunghezza del pene. Esempi di pompe a vuoto tecnicamente ben costruite, sono:

Le pompe Bathmate non sono tuttavia sempre disponibili su Amazon. Un prodotto più economico, ma comunque caratterizzato da buona costruzione, è questo: https://amzn.to/3qn4ILB
Un altra pompa peniena, ancora più economica ma comunque ben funzionante, è questa: https://amzn.to/3K7H6Ti

Un estensore penieno è una struttura composta da due anelli (uno da fissare alla base del pene, l’altro appena sotto il glande) uniti da aste metalliche ai lati, che vengono regolate in modo da tenere in trazione il pene, “stirandolo”, per ottenere un suo allungamento non chirurgico. Esempi di estensori tecnicamente ben costruiti, sono:

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Mastodon, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Perché ho un ritardo del ciclo? Quanti giorni devono passare prima di preoccuparmi? A chi chiedere aiuto?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO DONNA TRISTE PREOCCUPATA OROLOGIO RITARDOQuando si verifica un ritardo nel ciclo mestruale, alcune donne sono felicissime perché erano in cerca di una gravidanza, mentre altre si preoccupano perché l’ultima cosa che vorrebbero in quel momento della loro vita era rimanere incinte. Il ritardo del ciclo non è ovviamente sinonimo di bimbo in arrivo: ci sono tanti altri motivi che giustificano il non presentarsi delle mestruazioni alla data prevista o anche di sua mancanza temporanea (salto di una mestruazione), eccovene una lista:

  1. Lo stress: influenza molti aspetti della nostra salute, tra cui sicuramente anche il ciclo mestruale. Alti tassi di stress fanno aumentare la concentrazione dell’ormone cortisolo e diminuire la quantità di gonadotropine circolanti che possono causare la non ovulazione e quindi il non arrivo delle mestruazioni alla data prevista.
  2. Un’influenza o una febbre alta ed altre comuni patologie temporanee, possono causare ritardo del ciclo mestruale.
  3. Ovaio policistico. Le cause riscontrabili in un ritardo del ciclo mestruale, possono essere collegate, tra le altre cose, alla sindrome dell’ovaio policistico, un’affezione dovuta ad una iper-produzione di estrogeni, che causano il verificarsi di numerosi follicoli all’interno delle ovaie.
  4. Orari di lavoro particolari e cambio di abitudini lavorative: chi ha orari di lavoro particolari o irregolari, come ad esempio chi lavora anche di notte, e chi ha da poco cambiato abitudini lavorative, può avere dei cicli alterati.
  5. Assunzione di nuovi farmaci: se stai assumendo dei farmaci che non hai mai preso prima e noti irregolarità del ciclo, parlane con il medico: potrebbero essere loro la causa del ritardo. La somministrazione esogena di androgeni o progestinici può causare salto della mestruazione. Attenzione inoltre ai farmaci che assumete se prendete anche la pillola anticoncezionale perché alcuni non sono compatibili e potrebbero inibire l’effetto della pillola.
  6. Patologie endocrinologiche. Una moltitudine di patologie che riguardano alterazione della funzione surrenalica, ipotalamica, ipofisica e tiroidea (sia ipertiroidismo che ipotiroidismo), possono alterare il ritmo delle mestruazioni.
  7. Aumenti di peso repentini ed obesità: un aumento repentino della massa grassa ed un peso eccessivo potrebbero avere influenza sull’equilibrio ormonale e quindi comportare irregolarità o addirittura assenza del ciclo mestruale. Molte donne riacquistano la regolarità del ciclo mestruale dopo perso i chili in eccesso (anche solo una parte).
  8. Diminuzioni rapide di peso ed essere sottopeso: quando si è sottopeso e quando si è subito un brusco calo di peso, spesso il corpo si ritrova senza il “materiale” per creare una giusta quantità di ormoni: manca quella dose di massa grassa indispensabile per la sintesi ormonale necessaria al corretto ciclo mestruale.
  9. Anoressia. In caso di anoressia si può verificare amenorrea secondaria cioè l’interruzione delle mestruazioni per almeno 3 cicli o 6 mesi consecutivi in una donna con cicli regolari. Di solito basta semplicemente aumentare di peso per far tornare il ciclo mestruale.
  10. Sindrome di Cushing: l’ipercortisolismo esogeno o endogeno, sia causato da un adenoma ipofisario (malattia di Cushing) che da un adenoma surrenalico (sindrome di Cushing), spesso si associa all’amenorrea prima citata.
  11. Troppo sport. Fare sport in maniera eccessiva può determinare ritardo del ciclo. Questo problema diventa comune quando la donna è una atleta professionista.
  12. Calcoli sbagliati: succede più spesso di quello che si pensi in questa vita così caotica e colma di impegni! Segnare erroneamente la data delle ultime mestruazioni è causa di un falso ritardo del ciclo. L’unica cosa da fare in questi casi per capire quando dovrebbe tornare la mestruazione, è monitorare l’ovulazione sapendo che le mestruazioni in genere tornano dopo un paio di settimane da essa.
  13. Adenomi ipofisari: gli adenomi ipofisari, soprattutto i macroadenomi, possono causare frequentemente amenorrea ipogonadotropa (caratterizza da valori bassi di gonadotropine LH e FSH), sia per danno diretto delle cellule gonadotrope sia indirettamente mediante l’iperprolattinemia da deconnessione. Oltre agli adenomi non secernenti anche gli adenomi producenti ACTH (malattia di Cushing) o GH (acromegalia), possono causare amenorrea.
  14. Ritardo dell’ovulazione: può succedere di ovulare più tardi del previsto e così anche le mestruazioni di conseguenza arrivano dopo.
  15. Radioterapia. La radioterapia può indurre amenorrea.
  16. Fibromi uterini. I fibromi sono tumori benigni che sono abbastanza frequenti nelle donne in età fertile e possono determinare alterazioni del ciclo. La maggior parte delle donne che vengono colpite da fibromi non ha problemi di fertilità e può rimanere tranquillamente incinta, sebbene alcune donne potrebbero non essere in grado di sostenere una gravidanza in maniera naturale. Alcune pazienti affette da fibroma hanno mestruazioni abbondanti mentre altre potrebbero avere perdite anche tra una mestruazione e l’altra (fenomeno chiamato comunemente “spotting”, ma che da solo non è sintomo di fibroma).
  17. Intervento chirurgico. Un intervento chirurgico recente può determinare ritardo del ciclo e amenorrea.
  18. Pre-menopausa: è il periodo, intorno alla seconda metà dei quarant’anni, che intercorre tra la fase riproduttiva e la fase non più fertile. Questo periodo può essere più o meno lungo durante il quale i cicli possono essere più o meno frequenti, più o meno abbondanti o comunque non più come prima. Un caso tipico è il salto di un sempre maggiore numero di mestruazioni. La fertilità non è assente ma è ridotta pertanto è ancora necessario utilizzare dei metodi anticoncezionali.
  19. Menopausa precoce. La menopausa precoce è l’interruzione del normale funzionamento delle ovaie nelle donne che non hanno ancora superato i 40 anni: le loro ovaie, se affetta da questa condizione, esauriscono la propria scorta di follicoli e pertanto smettono di produrre l’ormone estrogeno. Le donne in menopausa precoce potrebbero non avere mestruazioni o avere un ciclo molto irregolare, quindi nel loro caso rimanere incinte è molto difficile, tuttavia non del tutto impossibile.
  20. Menopausa fisiologica: quando si verifica la menopausa, intorno ai cinquant’anni di età ma con estrema variabilità tra donna e donna, il corpo smette di ovulare e quindi di essere fertile. E’ un evento naturale ma che può anche essere causato chirurgicamente attraverso l’isterectomia oppure  attraverso sostanza chimiche come diverse forme di chemioterapia.

Leggi anche: Restare incinta vergine senza penetrazione è possibile?

Ho usato sempre il profilattico, mi devo preoccupare lo stesso?

L’uso del preservativo, anche se usato in maniera perfettamente corretta, non esclude al 100% la possibilità di gravidanza. L’Organizzazione Mondiale della Sanità indica il 2% di gravidanze indesiderate in caso di uso perfetto (continuativo e corretto) e il 15% di gravidanze indesiderate in caso di uso tipico.

Leggi anche: E’ possibile rimanere incinta con il coito interrotto?

Uso la pillola, posso essere incinta?

L’uso della pillola contraccettiva, come avviene per il profilattico, non esclude al 100% la gravidanza. Anche con un uso perfetto del farmaco, è possibile un 1% di gravidanze.

Leggi anche: Il liquido pre-eiaculatorio può indurre gravidanza e trasmettere l’HIV?

Non volevo una gravidanza, quanti giorni devono passare prima di preoccuparmi?

Questa è una domanda a cui nessun medico può rispondere con certezza. Dipende da fattori assolutamente soggettivi, visto che per una donna con mestruazioni regolari anche un ritardo di pochi giorni può significare gravidanza mentre una con mestruazioni molto irregolari anche ritardi di dieci giorni non indicano necessariamente gravidanza. Inoltre il concetto stesso di “preoccupazione” è totalmente soggettivo, essendo alcune donne più emotive di altre. E’ importante sapere che in genere si considera regolare un ciclo che abbia una durata compresa fra i 24 e i 36 giorni (a meno che non si verifichi oligomenorrea: mestruazioni distanziate con cicli di durata > 35 giorni oppure polimenorrea: mestruazioni ravvicinate con cicli di durata < 21 giorni). Il mio parere personale è di non preoccuparsi con un ritardo di circa una settimana in una donna con mestruazioni mediamente regolari, ma, ripeto, è un dato assolutamente variabile.

Leggi anche: Che possibilità ho di rimanere incinta?

Cosa fare se ho ritardo del ciclo e sospetto una gravidanza?

Ovviamente una delle cause di ritardo del ciclo è la gravidanza. Se sospettate di essere incinte, perché avete avuto rapporti non protetti, o li avete avuti durante le ultime mestruazioni (fatto che non esclude gravidanza) o perché avete assunto in maniera errata la pillola anticoncezionale,  l’unico modo per capire se effettivamente il vostro ritardo è dovuto al concepimento di un bambino, è un semplice test di gravidanza fatto con l’urina del mattino, che rileva l’ormone beta HCG.

Quando va fatto il test di gravidanza?

Il test va fatto ad almeno 3 settimane circa dal rapporto a rischio, altrimenti si rischia un falso negativo, cioè il test può dirvi che non siete incinte mentre in realtà lo siete.

Leggi anche: In quale giorno e settimana del ciclo è più probabile rimanere incinta?

Cosa fare se il test di gravidanza è positivo?

Se il test di gravidanza è positivo – e non siete sicure che sia una bella notizia – la prima cosa da fare IN OGNI CASO è mantenere la calma, evitando di prendere qualsiasi decisione in modo affrettato ed irrazionale. Se potete parlatene col partner, coi vostri genitori o con una persona di fiducia. Ovviamente poi recatevi subito dal vostro medico di famiglia e avvisate il vostro ginecologo per sapere quali passi seguire. Se non avete un ginecologo di fiducia, chiedete al vostro medico di famiglia di indicarvene uno. La prima cosa da fare, se volete continuare la gravidanza, è assumere acido folico, che – se cercavate di rimanere incinte – avreste già dovuto iniziare ad assumere PRIMA concepimento. La prima cosa da fare, se NON volete continuare la gravidanza, è fermarvi un secondo, fare un bel respiro e decidere a mente lucida quale sia la cosa che vogliate davvero fare. IMPORTANTE: non ti isolare, cerca aiuto e pareri in parenti o persone di estrema fiducia.

Leggi anche:

Sono minorenne ed ho paura di dirlo ai miei genitori: a chi chiedere aiuto?

Se non puoi o non te la senti di affrontare il discorso con i tuoi genitori o il tuo medico di famiglia, non perdere tempo commentando qui in basso o sui forum del web: il mio consiglio è quello di recarti al più presto nel consultorio familiare della tua zona. I consultori familiari sono delle strutture socio – sanitarie, pubbliche o private convenzionate dell’Azienda Sanitaria Locale, nate per rispondere ai vari bisogni della famiglia, della donna, della coppia, dell’infanzia e dell’adolescenza. Cerca il consultorio familiare più vicino a te tramite Google (cerca “consultorio familiare” + il nome della tua città) e recati lì anche da sola, anche se sei minorenne. Gli operatori ti accoglieranno, ti diranno cosa fare, con quali professionisti parlare e – in seguito al risultato degli accertamenti – ti saranno vicino nel valutare le decisioni più giuste da prendere. In bocca al lupo di cuore da parte mia!

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Le donne rivelano le 16 piccole cose che rendono un uomo irresistibile

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO AMORE COPPIA SESSO FIDANZATI FIORILo sai anche tu: ci sono alcune piccole cose che rendono un uomo ancora più sexy. A tutte è capitato di essere attratte da un ragazzo a causa di dettagli apparentemente poco importanti (e a volte pure strani). Magari delle mani enormi, ciglia foltissime oppure un paio di jeans davvero skinny. Particolari irresistibili, per alcune e meno per altre. E adesso su Whisper, il social network anonimo per rivelare segreti, alcune ragazze vere hanno condiviso le loro confidenze più intime, rivelando quali sono le piccole cose che, ai loro occhi, rendono un uomo incredibilmente attraente all’istante, anche se – secondo l’opinione di chi scrive e dell’intero Staff – la maggioranza di tali affermazioni sono ben poco realistiche e decisamente “blue pill”, cioè politicamente corrette: ad esempio un bel ragazzo che ammette di piangere e che è “imprevedibile” può essere visto da una donna come sensibile ed originale, mentre un brutto ragazzo che ammette le stesse cose, può essere semplicemente visto dalla stessa donna come debole e “strano”. Ciò accade spessissimo, più di quanto siamo disposti ad ammettere, e ci fa capire quanto conta l’estetica nel determinare la “piacevolezza” di un tratto caratteriale. Una volta che è chiaro al lettore come io vedo le cose, vediamo ora insieme la lista di cose che rendono un uomo irresistibile secondo Wisper:

1. La condivisione è fondamentale «Ragazzi, vi amiamo davvero quando condividete con noi i vostri sentimenti. Non vi sminuite certo ai nostri occhi, anzi, vi rendete ancora più sexy».

2. Piangere è sexy. «Se un ragazzo ammette che gli capita di piangere, per me diventa subito irresistibile».

3. Non dimenticate i fornelli. «Il mio cuore si scioglie all’istante, e vedo cuoricini e arcobaleni dappertutto se un uomo cucina per me».

4. La normalità annoia. «Più sono strani e imprevedibili, più li trovo attraenti».

5. Prendeteci in braccio. «Una vola, in un bar, flirtavo con un ragazzo che, di punto in bianco, mi ha presa in braccio. E io non sono esattamente magra. Non mi sono mai sentita così sexy in tutta la mia vita». (Prima, però, assicuratevi sempre che la donna in questione acconsenta, per evitare denunce…).

6. Avere il controllo della situazione è cool. «Non c’è niente di più affascinante di un uomo che sa prendersi le sue responsabilità».

7. Sintonizzatevi con umorismo. «Quando un ragazzo capisce le mie battute, lo trovo subito irresistibile».

8. Lavarsi e profumarsi è un plus che premia. «Se un ragazzo ha un buon odore lo trovo immediatamente molto, molto più attraente».

9. Date una mano in casa. «Quando mio marito è impegnato nelle faccende domestiche, gli dico sempre che lo trovo davvero sexy e poi facciamo l’amore».

10. I piatti, raga! «Se dopo aver cenato un uomo si mette a lavare i piatti, ai miei occhi guadagna subito 100 punti in più».

11. Siate creativi. “Per me, un ragazzo che sa suonare uno strumento è subito interessantissimo».

12. L’educazione è afrodisiaca. «Non c’è niente di più fascinoso di un ragazzo educato e rispettoso».

13. Non toglietevi la maglietta. «Un uomo vestito come si deve per me è 100 volte più seducente di uno che gira a torso nudo, anche se ha la tartaruga in vista».

14. I papà sono irresistibili. «Trovo che mio marito quando si concentra per fare qualcosa di manuale sia supersexy. Ma lo è ancor di più mentre legge le favole a nostro figlio».

15. Intelligenza + amore: il mix perfetto. «È impossibile resistere a un ragazzo superintelligente e con un cuore d’oro».

16. La spontaneità è eccitante. «Adoro quando un ragazzo, così dal nulla, mi manda un messaggio stra-tenero».

Per approfondire:

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Perché la donna tradisce l’uomo? Nove donne raccontano senza censure il loro tradimento

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO AMORE COPPIA SESSO FIDANZATI (2)Perché le donne un bel giorno decidono di tradire il proprio uomo (o la propria donna)? E’ una scelta sofferta, cresciuta nel tempo, oppure è una scelta fatta di impulso, magari per rabbia o per vendetta? E di chi è la colpa? Di lei che è un po’ troppo superficiale nei rapporti, di entrambi o di lui che magari non le regala le giuste attenzioni da anni? Ecco nove vere donne che raccontano vite di ordinaria infedeltà e spiegano il motivo per cui hanno tradito il loro uomo (motivi che possono valere anche per gli uomini che tradiscono la propria donna o il proprio uomo).

1) Niente più attenzioni dopo la nascita del figlio

“Ho sposato l’uomo sbagliato, facendo la scelta per me allora più semplice, vivere con lui. Ma la verità è venuta subito a galla quando è nato nostro figlio. Per molti anni ho voltato le spalle a quello che era l’uomo giusto per me per una questione di comodità, e perché volevo che la mia famiglia restasse unita sotto lo stesso tetto. La ragione principale che mi ha spinta a tradire mio marito è stato il fatto che lui non mi rivolgesse più attenzioni. Non c’erano più né regali di compleanno né biglietti d’auguri a Natale. Aveva smesso di dirmi ‘ti amo’. Eravamo passati dal fare l’amore una volta la settimana prima della gravidanza, a una volta ogni due mesi dopo la nascita del bambino, fino a farlo una sola volta l’anno. È davvero semplice tradire quando con il proprio coniuge ci si sente come se fosse un coinquilino o solo il padre di tuo figlio”.

Leggi anche: In aumento le donne che guardano video porno su internet, ecco le parole chiave che più cercano

2) Ho tradito lui perché lui ha tradito me

“Ho tradito mio marito perché lui mi ha tradito. È questa la triste e semplice verità. Dopo aver trascorso sei anni con un uomo che non riusciva a smettere di barare con me, ero emotivamente scossa ed esausta. Provavo un desiderio travolgente di avere qualcuno che mi desse di nuovo quell’amore e quelle attenzioni che avevo dato a mio marito senza ricevere nulla in cambio. Ho tradito perché ero disperata e volevo qualcuno che mi amasse con la stessa feroce intensità del primo amore che avevo riservato a lui. L’ho tradito con il mio fidanzato del liceo perché ero arrabbiata, ferita e volevo che lui provasse lo stesso dolore che mi aveva inflitto sei anni prima e che non avevo mai provato a elaborare, pur sapendo che mi logorava dentro. Ho tradito mio marito perché non mi piacevo più e speravo che qualcuno potesse darmi un po’ di autostima, un po’ d’ amore e aiutarmi a ricominciare di nuovo”.

Leggi anche: Tradiscono di più gli uomini o le donne?

3) Tradire è come bere vino: non parti per ubriacarti, ma poi…

“Sono convinta che la maggior parte delle persone che hanno relazioni extraconiugali o rapporti occasionali lo facciano perché sono alla ricerca di qualcosa che fondamentalmente manca nel loro rapporto. Quanto a me, tradire il mio coniuge non è stato un atto consapevole, considerato, deliberato. Non mi sono svegliata una mattina pensando: ‘Hey, forse mi piacerebbe avere una relazione’. È successo – e probabilmente è molto difficile da comprendere se non ci si è mai trovati nella stessa situazione. Un rapporto tra colleghi è diventato un’amicizia, poi un flirt, poi un’ infatuazione, una relazione, poi è finito. È un po’ come bere una bottiglia di vino durante una cena. Non parti con l’idea di ubriacarti, ma il cibo, la situazione, ti invitano a bere un sorso, poi un altro, poi un altro ancora. Continui a versarne ancora fino a quando non ti guardi intorno e ti rendi conto che hai la vista annebbiata. Eppure i sensi sono così piacevolmente svegli che continui a sorseggiare, anche se sai che dovresti smettere perché ti stai ubriacando e il giorno dopo avrai i postumi della sbronza”.

Leggi anche: Perché un uomo sposato tradisce la moglie con un’altra donna o una prostituta?

4) Una semplice amicizia si è trasformata in tradimento

“Può darsi pure che una relazione extraconiugale sia l’ultima cosa che vi passa per la mente, ma quando si è infelici è facile che amicizie innocue si trasformino in qualcosa di più. Io ero sposata con mio marito da quasi 11 anni. Per sette ero stata la sola a sostenere finanziariamente e portare avanti emotivamente il nostro matrimonio. Un giorno incontrai un uomo durante un corso di aggiornamento professionale. Seguirono otto mesi di sentimenti contrastanti, consulenze matrimoniali, ultimatum e qualsiasi altro mezzo che speravo potesse salvare il nostro matrimonio dopo il mio tradimento. Tre mesi dopo, ero così esausta che lasciai mio marito, anche se mi aveva perdonato. Circa un mese dopo, cominciai a frequentare l’altro uomo e mio marito mi chiese il divorzio. Sto ancora malissimo per tutto quello che è successo. La mia relazione extra coniugale non è stata l’unico motivo per cui l’ho lasciato, ma mi chiedo se avrei avuto la forza di rendermi conto di quanto fossi infelice senza quest’episodio. Amo ancora mio marito, ma sapevo che non sarebbe mai cambiato. Così son dovuta andare via”.

Leggi anche: Perché l’uomo tradisce la donna? Dieci uomini raccontano senza censure il loro tradimento

5) La mia frustrazione non dipendeva da lui, ma da me

“Tradire il mio ex marito non è qualcosa di cui vado fiera. Non lo rifarei. Molti mi chiedono perché l’hai fatto? Perché ho tradito? Un tempo avrei elencato una serie di motivi: c’era un problema di comunicazione, aveva molti vizi, non si prendeva cura di se stesso. Ma col senno di poi, so che l’unica vera ragione è stata la mia visione confusa della vita e delle relazioni. Pensavo che se mio marito fosse cambiato, tutto si sarebbe sistemato. Non riuscivo a rendermi conto che la mia frustrazione non era dovuta ai suoi comportamenti, ma dipendeva da me stessa: avevo creato io quello stato di cose con i miei pensieri negativi. Mi sono anche permessa di infatuarmi di un altro uomo. Le cose sarebbe andate in modo molto diverso se avessi “raddrizzato” il mio modo di vedere le cose”.

Leggi anche: Gli uomini sono per natura poligami e sono attratti da donne giovani: le verità che nessuno ha il coraggio di ammettere

6) E’ stato mio marito a spingermi dal mio amante

“Il mio tradimento è stato fuori dal comune. Non c’erano bugie e verità nascoste tra me e mio marito. In realtà, si è svolto tutto alla luce del sole, dall’inizio alla fine. Il mio migliore amico da 17 anni era la persona con cui mi confidavo quando ero triste o a cui raccontavo tutto ciò che mi succedeva di bello. L’assurdità è che è stato proprio mio marito a spingermi tra le sue braccia. Quando gli parlavo di qualche seria preoccupazione che mi turbava, era lui stesso a suggerirmi di andare pranzo con il mio amico e confrontarmi con lui. E per molto tempo così ho fatto, pensando di agire per il bene di mio marito, per non appesantirlo con i miei problemi, lui che era sempre impegnato con il lavoro. Ma dopo un po’, ho iniziato a pretendere di più da lui. In occasione del nostro quinto anniversario gli dissi che aveva un anno di tempo per decidere se voleva diventare o meno il padre dei nostri figli. Dieci mesi dopo, ero da un consulente matrimoniale con lui, che sarebbe presto diventato il mio ex marito, a chiedere il divorzio, mentre andavo a letto con il mio migliore amico e il mio mondo si sgretolava sotto ai miei occhi”.

Leggi anche: Metodi infallibili per capire se una persona ti sta mentendo

7) Volevo il divorzio e il tradimento è stato una conseguenza

“Dopo aver detto a mio marito che mi sentivo sola e infelice da anni, ho continuato a viaggiare per mesi fino a quando non ho finalmente trovato qualcun altro. Avere una scappatella mi ha costretta ad ammettere a me stessa che volevo il divorzio e a dirgli senza mezzi termini che era finita”.

8) Io e lui volevamo cose diverse

“Dopo otto anni, il nostro rapporto aveva perso ogni traccia d’ amore romantico. Io volevo viaggiare, lui voleva restare a casa. Io volevo dei bambini, lui no. Io volevo qualcuno che volesse stare a letto con me, lui era completamente indifferente. Io volevo cogliere tutte le opportunità e le sfide che mi si presentavano, lui preferiva la comodità. Andai a lavorare in Cisgiordania per tre mesi, lui restò a casa. Sapevo che non ero felice di questa relazione, ma pensavo che ciò fosse dovuto solo a come stava andando. Una sera andai in un bar con degli amici e incontrai l’uomo più bello che avessi mai visto. Ballammo insieme, parlammo, ci scambiammo i numeri di telefono. Fu l’inizio del rapporto più intenso, selvaggio e romantico che avessi mai avuto. Quando tornai a casa, dissi al mio ex marito che volevo la separazione, ma non gli raccontai mai dell’altro uomo, che continuai a vedere ancora per un anno prima di chiudere definitivamente. Oggi sto con un uomo che vuole viaggiare, pronto a mettersi in discussione, che vuole dei figli da me e ama stare a letto con me. Aver tradito mio marito mi farà sempre molto male, ma quel tradimento mi ha rivelato quello che veramente volevo e ciò di cui avevo bisogno, e mi ha costretto a liberarmi di un rapporto che non era tagliato per me”.

9) Ero accusata di tradimento pur non avendo fatto nulla

“Il mio matrimonio è durato più di 10 anni. Io non sono stata in grado di rendere felice lui e lui non ha reso felice me. Fare sesso era come sostenere le prove fisiche per entrare nelle forze armate. Alla fine gli dicevo sempre che era stato fantastico. Ho sbagliato a non parlargli dei miei desideri? Si, lo riconosco, ma per farlo bisogna anche fidarsi del proprio partner. Questo è stato uno dei problemi fondamentali della nostra relazione. Lui provava una sfiducia quasi patologica nei miei confronti e delle donne in generale. Se passavo troppo tempo fuori casa per delle commissioni, ero costretta a sorbirmi un interrogatorio al mio rientro. Mi sentivo continuamente accusata di tradimento pur non avendo mai fatto nulla. Alla fine, quel che volevo era solo qualcosa in più: una comunicazione più positiva, modi gentili, sentirmi più desiderata. Così sono arrivata a tradirlo. Ho cercato un uomo che rispondesse perfettamente a quello che volevo. L’ho trovato e il sesso con lui è stato spettacolare. Erano anni che non desideravo qualcuno in quel modo. È stata una sensazione nuova e strana. Ho capito che non ero morta dentro così come temevo. In quel momento ho anche realizzato che volevo il divorzio, ma quando presi il coraggio a due mani e lo chiesi a mio marito, la risposta fu no. Non ci sono mai giustificazioni al tradimento, ma ho imparato a non giudicare le persone per le loro decisioni perché, in fondo, ognuno di noi è responsabile solo della propria vita, non di quella degli altri”.

Se sei stato tradito o tradita dalla tua partner o dal tuo partner ed hai bisogno di supporto, prenota subito la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a gestire e superare questa situazione spiacevole.

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PRENOTA UNA VISITA CONTATTI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano Pene

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Mastodon, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Il cervello maschile pensa davvero solo al sesso?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO AMORE COPPIA SESSO SESSUALITA ABBRACCIO MATRIMONIO MASTURBAZIONE ORGASMO (5)Il cervello degli uomini, a quanto pare, non è focalizzato sempre e solo sul sesso, come immaginiamo da sempre. Infatti, secondo recenti studi scientifici sulla materia, sembra proprio che nella testa dei rappresentanti dell’universo maschile si aggirino anche altri due pensieri rilevanti: mangiare e dormire. In sostanza il sesso, il cibo e il riposo occupano i pensieri degli uomini molto più spesso di quanto non accada alle donne. La domanda iniziale che la psicologa Terri Fisher, colei che ha analizzato il fenomeno, era abbastanza semplice: “gli uomini pensano davvero solo al sesso?”.

La studiosa, a seguito di diversi test, ha potuto comprendere che la leggenda secondo la quale gli uomini pensano al sesso almeno ogni sette secondi, non è del tutto sbagliata. Le donne, invece, ci pensano molto meno, ma questo era già noto. Il lato sorprendente, ma nemmeno poi tanto, è che i pensieri maschili quotidiani rimangano legati per lo più a esigenze fisiologiche primordiali quali mangiare e dormire. Quelli femminili, invece, sembrano interessati molto di più a ciò che ruota attorno a questi bisogni. Ma c’era proprio bisogno di una psicologa che ce lo confermasse?

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Dipendenza dal porno online: è facile cadere nel vortice della masturbazione compulsiva

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO GIOVANE DISPERATO DI FRONTE A PC NOTEBOOK COMPUTER SMARTPHONE TELEFONINO CELLULARE PORNOGRAFIA VIDEO MASTURBAZIONE DIPENDENZA DOPAMINAI problemi di erezione dell’uomo sono sempre esistiti, fin dalla antichità. L’avanzare dell’età, il fumo di sigaretta, l’abuso di alcolici, la scarsa propensione all’attività fisica costante, ha portato i deficit erettivi tra i più diffusi in tutto il mondo. Negli ultimi anni ho però notato un incremento esponenziale rapidissimo tra i giovani di casi di disfunzione erettile, quasi sempre legato alla dipendenza comportamentale sessuale, in particolare alla visione di pornografia online ed alla masturbazione compulsiva. Questo incremento di disfunzione erettile da dipendenza dal sesso tra i più giovani è andato di pari passo con alcuni fattori che descrivo in questo articolo, che sono stati desunti dai racconti e dalle affermazioni dei miei pazienti maschi, sia di orientamento eterosessuale che omosessuale:

  1. la possibilità per chiunque di accedere a reti internet sempre più veloci;
  2. l’aumento dei siti con streaming di video pornografici con contenuti sempre più estremi e diversificati;
  3. l’aumento di piattaforme che permettono la condivisione e l’acquisto di materiale pornografico in modo diretto, senza intermediari, come OnlyFans;
  4. il fatto che i siti con video pornografici siano accessibili a tutti (di fatto anche ai non maggiorenni), in qualsiasi momento e luogo e lontano da occhi indiscreti;
  5. il commercio di sex toys sempre più realistici (che ricalcano fedelmente pene, ano e vagina) e tecnologici (che simulano il movimento massaggiante di una mano, di una vagina, di un ano o di una bocca). Ultimamente si sta diffondendo inoltre l’uso di costose “bambole gonfiabili robot” iper-realistiche, che in futuro diverranno sempre più economiche, tecnologiche (dotate di intelligenza artificiale) ed accessibili a chiunque (già ora ho riscontrato alcuni casi di quella che ho denominato “dipendenza da bambola gonfiabile” o “dipendenza da sex doll” o “dipendenza da ginodroide“);
  6. la possibilità di poter acquistare i sex toys online, eliminando l’intermediario umano, cosa che in passato non poteva essere fatta (alcuni decenni fa era necessario ad esempio rivolgersi ad un negoziante specializzato per acquistare i sex toys e ciò rappresentava spesso un blocco derivato dalla vergogna, specie nei piccoli paesi);
  7. il processo di secolarizzazione con relativa diminuzione dei tabù sociali e religiosi relativi alla masturbazione;
  8. il fatto che alcuni medici sottostimino ancora molto i problemi di una attività masturbatoria ripetuta più e più volte al giorno ed anzi “sdoganino” la masturbazione come atto salutare con frasi come ad esempio “masturbarsi protegge dal cancro alla prostata”, fatto assolutamente vero, ma che tralascia la non indifferente informazione che farlo troppo spesso può essere la spia di una dipendenza comportamentale sessuale;
  9. il continuo bombardamento sessuale che subiamo inconsciamente dall’ambiente che ci circonda, dai cartelloni pubblicitari per strada fino ai film, dai programmi televisivi alle pubblicità in tv o nei siti internet, fino ai “balletti” e similari presenti su TikTok ed altri social, che mostrano spesso nudità o riferimenti sessuali più o meno nascosti;
  10. la relativa facilità con cui, tramite internet, si può visionare anche immagini e video illegali, come la pedopornografia od il materiale derivato dal revenge porn;
  11. il fatto che – legalmente o illegalmente – sia possibile accedere a video pornografici di alta qualità gratuitamente ed in modo illimitato, tramite siti, canali Telegram, Emule, Torrent…
  12. il miglioramento della definizione e qualità dei video, sia dal punto di vista grafico che sonoro, il quale permette maggiore realismo e quindi aumenta il coinvolgimento da parte di chi lo osserva;
  13. la diffusione di video “POV” (point of view), cioè quei video in cui la ripresa avviene secondo il punto di vista diretto dell’attore maschile. Si tratta dunque di riprese che sono create come se si stesse guardando la scena con gli occhi del protagonista maschile, in prima persona, e ciò aumenta il coinvolgimento e l’immedesimazione di chi guarda il video;
  14. il fatto che un video POV possa essere fruito da uno smartphone, il che dà ancora più l’illusione di essere il protagonista reale della scena, come se fossimo noi stessi a registrare un video sullo smartphone: ad esempio più di un paziente mi ha riferito di masturbarsi vedendo un video di sesso orale POV e mettendo il telefonino davanti al pene, fantasticando che il pene nel video sia il proprio;
  15. la diffusione di video pornografici in lingua italiana, fatto che aumenta il coinvolgimento dello spettatore italiano;
  16. la diffusione di video pornografici amatoriali, che aumentano il realismo dell’atto sessuale visionato e di conseguenza il coinvolgimento dello spettatore;
  17. la diversificazione della tipologia di video: i siti ed i canali hanno varie sottosezioni che permettono facilmente di trovare quello che si cerca ed attingere in un attimo allo stile ed alla scena che più ci interessa;
  18. la diversificazione dei personaggi dei video: i video sono talmente tanti, che ogni utente può facilmente trovare i “protagonisti” che più lo eccitano e lo coinvolgono. Ad esempio, uno spettatore eterosessuale potrà scegliere il video con la donna con le caratteristiche (colore dei capelli, costituzione, forma dei seni e dei glutei, tipo di pelo pubico…) che più lo eccitano sessualmente, ma non solo: se vuole potrà scegliere l’attore maschio con cui può può più facilmente identificarsi (più giovane, più anziano, più grasso, più magro, più basso…). A tal proposito, più di un paziente mi ha riferito di scegliere i video anche in base al tipo di pene dell’attore maschio: un pene più simile al proprio (in fatto di caratteristiche come lunghezza, forma del glande, presenza o meno di circoncisione…), aumenta il coinvolgimento dello spettatore;
  19. la grande quantità di attrici pornografiche: l’uomo etero, grazie ai milioni di video esistenti, ha accesso a svariate partner virtuali che possono essere anche “cambiate” ogni giorno. A causa dell’effetto Coolidge e della tolleranza tipica di ogni dipendenza, ciò porta l’uomo a eccitarsi meno o a non eccitarsi più con la propria partner reale (magari la stessa da anni e magari meno attraenti di un tempo) ed a preferire la visione di video con donne ogni giorno nuove ed affascinanti, il che lo lega ancor di più alla dipendenza. Discorso simile può essere fatto ovviamente per i maschi con orientamento omosessuale;
  20. la possibilità di vedere e rivedere all’infinito un video che ci è particolarmente piaciuto, ad esempio mettendolo tra i “preferiti” o scaricandolo su smartphone o computer;
  21. la possibilità di individuare una attrice preferita e metterla tra i “preferiti”, in modo da poter vedere moltissimi video con lei come protagonista ed essere aggiornati in tempo reale su eventuali nuovi suoi video usciti;
  22. la possibilità di poter (o aver l’illusione di poter) interagire direttamente con la propria attrice pornografica preferita, ad esempio seguendola sui social e mandandole messaggi e like;
  23. la presenza, alla fine di ogni video, di link a video simili che ci portano a vedere sempre nuovi video in linea con i nostri gusti, in un circolo vizioso che favorisce comportamenti ossessivo-compulsivi che solo l’orgasmo può interrompere;
  24. la capacità dei siti pornografici di “ricordare” i video che si sono visti nei giorni precedenti, in modo da consigliarci nuovi video in linea con i nostri gusti;
  25. i costi sempre più ridotti degli abbonamenti ai siti pornografici;
  26. il costo praticamente nullo della visione di video e immagini pornografiche anche senza alcun abbonamento;
  27. l’abbassamento dei costi di connessione ed il loro miglioramento in termini di performance: le connessioni ad internet sono sempre più economiche e veloci, ciò permette a tutti di vedere moltissimi video, caricati rapidamente e con la possibilità di spostarsi tra una scena e l’altra dello stesso video con tempi di caricamento minimi;
  28. l’aumento delle performance dei siti pornografici: i siti specializzati in contenuti pornografici sono oggi più performanti del passato e permettono – ad esempio – sempre più facilmente la visione, senza interruzioni dovuta a tempi di caricamento, di video pornografici ad alta definizione, cosa impossibile fino a pochi anni fa;
  29. la possibilità di fruire in privato e in anonimato di immagini e video pornografici, senza che nessuno possa giudicare il proprio comportamento. L’attività sessuale diviene un “oscuro passeggero” che non conosce nessuno tranne la persona stessa che la pratica;
  30. il fatto che una dipendenza sessuale, nella maggioranza dei casi, non determini alcun sintomo o danno significativo visibile dall’esterno, con il risultato che la dipendenza possa perpetuarsi per anni (peggiorando) e spesso senza che nessuno (mogli, partner, fidanzate, amici, parenti…) possa anche solo immaginare che la vita della persona sia così immersa nella pornografia;
  31. la possibilità di ottenere materiale pornografico eliminando l’intermediario umano, cosa che in passato non poteva essere fatta. Alcuni decenni fa era necessario ad esempio rivolgersi ad un giornalaio o ad un negozio di videonoleggio per ottenere immagini e video pornografici e ciò rappresentava spesso un blocco derivato dalla vergogna e disincentivava la visione compulsiva di materiale pornografico;
  32. l’aumento dello stress, delle pressioni e dello stigma sociale a cui viene sempre più sottoposto il genere maschile negli ultimi anni da stampa, società e politica, che viene “curato” con la masturbazione, un vero e proprio antidepressivo naturale;
  33. la difficoltà dell’uomo medio ad accedere ad una relazione amorosa e/o sessuale, che è andata aumentando negli ultimi anni: ciò lo porta, più spesso che nel passato, a ripiegare in un surrogato del sesso reale;
  34. l’aumentata percezione di paura, per l’uomo, di subire false accuse di violenza sessuale, col risultato di essere portato a preferire la masturbazione ad un rapporto sessuale reale ed ai possibili rischi penali ad esso legato;
  35. la recente diffusione dello smart working, che ha permesso a milioni di persone nel mondo di lavorare da casa, tramite un pc, fatto che “aumenta le tentazioni”. Un mio paziente mi ha recentemente riferito che lui – dalla pandemia in poi – lavora abitualmente da casa con un computer e che, mentre lavora, tiene quasi sempre aperta sul lato dello schermo una finestra con avviato un video pornografico che ogni tanto “sbircia”: lui stesso riferisce che la stessa cosa non sarebbe stata possibile se avesse continuato a lavorare in ufficio, come faceva prima, e che questa cosa ha determinato in lui una riduzione delle performance lavorative;
  36. la presenza di app e programmi su smartphone e pc che facilitano la visione e lo scaricamento di un gran numero di filmati pornografici;
  37. la possibilità di avere supporti di memoria (hard disk, schede di memoria…) di capienza sempre più elevata ed a prezzi sempre più bassi che permettono di salvare sul proprio pc o smartphone, una quantità elevatissima di immagini e filmati pornografici e di poterli vedere anche quando si è offline;
  38. la possibilità di avere internet illimitato sia sul pc di casa che sullo smartphone, che permette di aver accesso ad una quantità di materiale pornografico illimitato;
  39. la diffusione di apparecchi facilmente trasportabili (come smartphone e tablet) che permettono di fruire di video pornografici in qualsiasi luogo e momento, anche in luoghi e momenti inappropriati, ad esempio mentre si guida un automobile o mentre si è a lavoro;
  40. la diffusione di smartphone con schermi sempre più grandi e più definiti che consentono maggiore realismo e coinvolgimento;
  41. il progressivo abbassamento del prezzo di strumenti tecnologici utili a visionare materiale pornografico, come smartphone, tablet, notebook e televisori collegati ad internet (smart tv);
  42. l’aumento delle capacità dell’intelligenza artificiale, sempre più capace di generare deepfake e pornografia sintetica realistica.

Questi fattori – che presi da soli sono in alcuni casi del tutto innocui – in sinergia tra loro hanno permesso (direttamente e/o indirettamente) a chiunque, in barba ai controlli su chi è o non è realmente “maggiore di 18 anni”, di usufruire in qualsiasi momento e luogo di una quantità sterminata di video pornografici sempre più estremi, coinvolgenti e diversificati in base ai gusti. Chiunque può “cacciare” i propri attori, i propri video e le proprie scene preferiti e vedere per ore e ore (masturbandosi in modalità “edging” cioè senza mai raggiungere l’orgasmo e prolungando al massimo il piacere) sterminate quantità di filmati a luci rosse legali o illegali direttamente sul proprio smartphone in qualsiasi momento ed in qualsiasi luogo: sul lavoro, a scuola, mentre si è nella sala d’attesa del dentista, perfino mentre si guida l’automobile o la bicicletta, come riferito da un mio paziente, con grandi rischi sia sociali che penali. Questa cosa non era possibile fino a neanche dieci anni fa, quando, per fruire di un video pornografico, si doveva essere di fronte ad un pc collegato ad internet o, ancor prima nel tempo, di fronte ad un televisore collegato ad un videoregistratore VHS. La tecnologia è avanzata veloce, troppo veloce rispetto alle capacità del nostro cervello di “metabolizzarla” e ciò – legato alla naturale tendenza umana a percorrere le vie neurologiche della “ricompensa”, ha trasformato il masturbatore saltuario e “sano”, in una sorta di eroinomane che può avere una dose di droga sempre maggiore ed assolutamente gratis, dove vuole, quando vuole e con la percezione che quello che sta facendo è assolutamente naturale ed anzi salutare, ignaro dei pericoli. Mutatis mutandis, l’unica vera differenza è che per un masturbatore compulsivo la droga non è l’eroina, bensì la dopamina, che viene secreta in risposta all’eccitazione procurata dalla masturbazione. E badate bene che quando si parla di masturbazione “compulsiva”, non ci si riferisce alla normale masturbazione che avviene “ogni tanto” (che è fisiologica ed assolutamente normale), bensì a quelle situazioni in cui il soggetto è ossessionato dal vedere materiale pornografico e dal masturbarsi periodicamente una o più volte al giorno senza poterne fare a meno (pena l’avere sintomi di astinenza come il nervosismo e l’ansia) e con seri risvolti nella vita sociale, relazionale, professionale e – a volte – penale. La masturbazione compulsiva è una vera e propria dipendenza comportamentale sessuale che a sua volta è una tossicodipendenza dalla dopamina prodotta dal nostro cervello come ricompensa all’atto sessuale, a tal proposito leggi anche:

I bambini con lo smartphone

Il dato più allarmante è però quello che riguarda i bambini. La tecnologia viene usata da soggetti sempre più giovani, ormai è normale vedere un 11enne ad esempio che usa con facilità il suo smartphone con delle possibilità che noi adulti – alla sua età – ci sognavamo. Questo permette ad individui giovanissimi, perfino prepuberi, con una sfera sessuale ancora in fase di sviluppo, di poter accedere a dei siti colmi di video non adatti a loro e che sarebbero in alcuni casi considerati estremi perfino da un adulto, con tutte le implicazioni del caso (oltre al rischio di pubertà sempre più precoce, col rischio di alterazioni ormonali complesse): prevedo che il vero picco di pazienti con masturbazione compulsiva da porno online non corrisponde alla mia generazione (ultraquarantenni), bensì si verificherà con quelli nati dopo il 2000, che sono letteralmente cresciuti a contatto con video pornografici illimitati e la cultura del “la masturbazione fa sempre bene alla salute”. Dal momento che le dipendenze comportamentali sessuali sembrano modificare irreversibilmente alcune aree del cervello di un adulto, immaginate cosa possa fare una dipendenza dal sesso nel plastico cervello di un bambino o di in un adolescente. A tal proposito leggi anche: Pornografia e masturbazione compulsiva danneggiano il cervello: la Sindrome frontale

E non è tutto. Dal momento che i video porno online diventano ogni anno sempre più numerosi e più coinvolgenti, e che le tecnologie per fruire di questi video diventano sempre più “innestate” nella nostra vita (immaginate un futuro di porno-realtà virtuale tramite il metaverso o di porno-ologrammi o ancora di androidi sessuali già ora in commercio, che in futuro saranno sempre più realistici, economici e dotati di intelligenza artificiale), ogni generazione futura – specie maschile – sarà sempre più isolata, meno propensa a rapporti con persone reali (anche a causa di deterrenti come rischio di malattie, rischio di gravidanze, rischio di denunce per violenza sessuale, rischio di “fare cilecca”, eccessivi ed irrealistici standard richiesti per attrarre un partner…) e soffrirà sempre di più di dipendenza da pornografia e masturbazione compulsiva, a meno che questo circolo vizioso non venga spezzato, cosa molto difficile visto che l’industria del porno guadagna miliardi da questa dipendenza e non ha nessuna intenzione di interromperla, un po’ come avviene per l’industria del tabacco o dell’alcol o – illegalmente – per quella della cocaina o dell’eroina. Ciò mi da la certezza che le dipendenze sessuali da pornografia online e da masturbazione compulsiva diventeranno, in pochi anni, le prime malattie psichiatriche per diffusione tra gli uomini nel mondo occidentale.

Le confessioni di un mio paziente masturbatore cronico

A tale proposito è molto interessante leggere alcune confessioni di un mio paziente – in cui forse vi ritroverete – che soffre da anni di masturbazione compulsiva e dipendenza dal porno online, le potete trovare a questo link: Le confessioni di un mio paziente masturbatore cronico

Se credi di avere un problema di dipendenza da porno online e masturbazione compulsiva, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a gestire e risolvere definitivamente il tuo problema.

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PRENOTA UNA VISITA CONTATTI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano Pene

Sullo stesso argomento:

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Perché sbadigliamo e ci stiracchiamo? Perché lo sbadiglio è contagioso?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SBADIGLIO NOIA DORMIRE LETTO SONNOTutti quanti lo abbiamo fatto almeno una volta “in faccia” a qualcuno che ci stava parlando di cose noiose. Oppure lo abbiamo fatto la mattina presto quando preferivamo rimanere ancora un po’ a letto piuttosto che andare a lavoro. Qualcuno lo fa in modo maleducato, senza mettersi la mano davanti alla bocca. Sto parlando di uno dei gesti più antichi dell’essere umano, compiuto mediamente ben 250 mila volte in una vita: lo sbadiglio.

Cos’è uno sbadiglio?

Uno sbadiglio è un atto spontaneo e involontario di profonda inalazione ed espirazione del respiro, fisiologico e compiuto da ogni essere umano a prescindere da razza, sesso e ceto sociale. E’ compiuto anche da molti animali, come pesci, cani, gatti, topi, serpenti, uccelli. È dimostrato che già a 11 settimane di gestazione i feti manifestano contrazioni della bocca accompagnate da un abbassamento della lingua. Spesso è accompagnato da vari gesti di “stiracchiamento” che in gergo medico sono definiti “pandiculazione”.

Come avviene uno sbadiglio?

Bastano circa sei secondi per fare uno sbadiglio. Un’azione ripetuta in media quasi 10 volte al giorno, per un totale di quasi 250mila volte nella vita. Lo sbadiglio si compone di due fasi:

  1. inspirazione: si apre la bocca, si alza la glottide, si contraggono i muscoli costali allo scopo di favorire il passaggio dell’aria;
  2. espirazione: l’aria viene espulsa lentamente e si assiste al progressivo ritorno alla posizione iniziale.

Leggi anche: Le dieci cose che sicuramente non sai sui sogni

Perché si sbadiglia?

Le cause degli sbadigli non sono ancora state del tutto chiarite, anche se ci sono varie ipotesi a riguardo, molte legate all’aumento della disponibilità di ossigeno legato allo sbadiglio.

1) Stress: quando siamo sottoposti a stress, il nostro corpo ha bisogno di più ossigeno e l’ottiene facilmente con uno o più sbadigli;

2) noia: non ancora del tutto chiarito il legame tra noia e sbadigli, tuttavia è un legame forte come l’esperienza di tutti noi può confermare;

3) fame e digestione: durante la digestione il corpo ha bisogno di più ossigeno, ottenuto con uno o più sbadigli. Non ancora del tutto chiarito invece il legame tra fame e sbadiglio;

4) sonnolenza (mattina presto e tarda sera). Anche in questo caso il corpo reclama più ossigeno: la mattina presto dopo la minore ossigenazione durante la notte; oppure al termine di una giornata stancante quando le energie cominciano a latitare;

5) empatia: a volte sbadigliamo senza alcun apparente motivo, solo perché una persona che ci sta accanto ha sbadigliato. Analizzerò meglio la questione nel prossimo paragrafo.

6) attrazione sessuale: sembra incredibile eppure sempre più tesi vanno verso un legame tra sbadiglio ed attrazione sessuale. La correlazione tra sesso e sbadiglio, messa in primo piano da un gruppo di studiosi nel 2012, è documentata già in antichi testi indiani, che paragonano lo sbadiglio a un piccolo orgasmo. Forse lo sbadiglio permette una maggiore ossigenazione dei tessuti in vista di un rapporto sessuale;

7) farmaci: alcuni farmaci, come quelli per curare Parkinson, ansia, depressione, possono provocare una media giornaliera di sbadigli più alta.

Da quanto detto appare chiaro il fatto che lo sbadiglio non sia un segno specifico, bensì un atto che il nostro corpo manifesta in una variegata quantità di situazioni diverse. Eppure le reali cause restano praticamente sconosciute. Come dice Wolter Seuntjens, un accademico olandese considerato il pioniere della chasmology – la scienza che studia gli sbadigli  – «Siamo in grado di mandare un uomo sulla luna, ma non riusciamo a spiegare il più banale degli atti: lo sbadiglio».

Leggi anche: Dormire senza struccarsi invecchia la pelle di dieci anni

Perché gli sbadigli sono contagiosi?

Tutti lo sanno: sbadigliare è contagioso. E’ più probabile che una persona sbadigli dopo aver visto – o anche solo udito! – lo sbadiglio emesso da un’altra persona; questo statisticamente avviene più la mattina presto e la sera. Un recente studio condotto da Ivan Norscia ed Elisabetta Palagi (Università di Pisa) ha fornito la prima evidenza comportamentale che il contagio dello sbadiglio è associato al legame empatico tra le persone. Lo studio ha dimostrato che il contagio segue lo stesso gradiente dell’empatia: è massimo e rapidissimo a manifestarsi nei parenti stretti (genitori/figli/nipoti, fratelli, coppie stabili), decresce negli amici, poi nei conoscenti e raggiunge il minimo negli sconosciuti. Vari studi di tipo clinico, psicologico e neurobiologico suggeriscono e supportano il legame tra contagio dello sbadiglio e empatia. Ad esempio, il contagio inizia a manifestarsi a 4-5 anni di età, quando i bambini sviluppano la capacità di identificare, in modo corretto, le emozioni altrui. Inoltre, il contagio è ridotto o assente in soggetti che presentano disturbi legati all’empatia, come gli autistici ed è positivamente legato ai punteggi soggettivi di empatia basati su test di tipo psicologico. Infine, le aree del cervello legate alla sfera emotiva si sovrappongono, in parte, con quelle coinvolte nella risposta allo sbadiglio, con un possibile coinvolgimento dei neuroni specchio. Curiosità: più si è anziani e meno si sbadiglia per empatia.

Leggi anche: Sognare topi, serpenti, gatti, sangue… Perché alcuni sogni sono ricorrenti e cosa significano?

Sbadigli contagiosi tra uomo e cani

Il contagio dello sbadiglio, con possibili implicazioni empatiche, è stato finora dimostrato negli scimpanzé e nei babbuini gelada. La presenza di contagio tra uomo e cane domestico, considerato capace di un legame empatico con gli umani, è stata ipotizzata, ma i risultati sono controversi.

Perché ci si stiracchia durante uno sbadiglio?

Come precedentemente accennato, l’atto di “stiracchiamento” viene chiamato più correttamente “pandiculazione” ed è un insieme di contrazioni muscolari sinergiche in parte volontarie ed in parte involontarie che di solito – ma non sempre – accompagnano lo sbadiglio, e che portano a “sgranchirsi”. La maggior parte delle volte la pandiculazione coinvolge la testa, la contrazione dei muscoli lombari e toracici (con un caratteristico movimento “petto in fuori”) e lo stiramento degli arti superiori, che nell’atto vengono portati verso l’alto, stirati e con le mani spesso raccolte su se stesse. Lo stiramento può anche localizzarsi agli arti inferiori, con allungamento dei piedi. Il significato della pandiculazione non è ancora stato chiarito, si pensa che il caratteristico movimento del busto permetta al torace di espandersi permettendo ai polmoni di accumulare più aria e determinando una maggiore dinamica nel sangue nelle estremità del corpo dopo che esse sono rimaste inattive, non a caso la pandiculazione accosta gli sbadigli mattutini dopo che per una notte le estremità sono rimaste non attive.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!