Ictus cerebrale: significato, sinonimi, diffusione, fattori di rischio

MEDICINA ONLINE UOMO OBESO SOVRAPPESO CHE BEVE ALCOLICI E CHE FUMA FUMO SIGARETTE NICOTINA SUPERALCOLICI GRASSO.L’ictus cerebrale è una grave condizione medica in cui una improvvisa chiusura o rottura di un vaso sanguigno cerebrale determina il mancato afflusso di sangue – e quindi di ossigeno e nutrimento – ai tessuti cerebrali (ischemia cerebrale) e, se il flusso sanguigno non viene rapidamente ripristinato, determina un danno alle cellule cerebrali che possono andare incontro a necrosi, cioè a morte, smettendo di funzionare e compromettendo il funzionamento di una parte del sistema nervoso centrale, il che può determinare la comparsa di sintomi gravi o di coma e, nei casi più gravi, morte.

Sinonimi

Il termine “ictus” deriva dal latino e significa “colpo”. L’ictus cerebrale viene anche chiamato con diversi sinonimi:

  • ictus;
  • apoplessia
  • ischemia cerebrale
  • colpo apoplettico
  • accidente cerebrovascolare;
  • insulto cerebrovascolare
  • infarto cerebrale;
  • attacco cerebrale.

Epidemiologia

L’ictus cerebrale rappresenta attualmente in Italia la terza causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie, e la prima causa di disabilità. Ogni anno in Italia quasi 200 mila persone vengono colpite da ictus cerebrale e di questi oltre 30 mila sono i casi di recidiva, cioè soggetti che hanno un secondo ictus cerebrale. L’incidenza è proporzionale all’età della popolazione: è mediamente bassa fino a 40 anni, per poi aumentare gradualmente ed avere un rapido innalzamento superati i 70 anni. Circa 7 pazienti su 10 hanno oltre 65 anni. Purtroppo anche il paziente pediatrico può essere soggetto ad un accidente cerebrovascolare: i bambini possono avere un ictus cerebrale, anche se è una evenienza rara. L’ictus cerebrale trombotico è la seconda causa di morte nelle persone di età inferiore ai 20 anni con anemia falciforme. L’ictus cerebrale rappresenta un costo molto elevato per la sanità italiana, sia per il ricovero iniziale, che per i costi di gestione a lungo termine in strutture assistenziali, senza considerare che l’invalidità spesso anche molto grave del paziente determina in molti casi perdita dell’autonomia, perdita del lavoro e gravi difficoltà famigliari.

Fattori di rischio

Diversi sono i fattori di rischio che aumentano le possibilità di soffrire di un ictus cerebrale. Tra questi uno dei più importanti è senza dubbio l’ipertensione arteriosa, responsabile in modo diretto o indiretto di quasi il 70% dei casi di emorragia di tipo emorragico. Elevati valori pressori cronici sono responsabili di importanti modificazioni strutturali a carico delle pareti delle arteriole cerebrali che possono predisporle alla rottura, specie se le arterie sono dilatate a causa della presenza di un aneurisma cerebrale. Altri fattori di rischio per l’ictus cerebrale sono:

  • età (> 65 anni);
  • sovrappeso e obesità;
  • elevate concentrazioni ematiche di colesterolo e trigliceridi;
  • fumo di sigaretta;
  • alcol;
  • traumi cerebrali (ad esempio da incidenti stradali o sportivi);
  • malformazioni vascolari (come gli aneurismi e le malformazioni artero-venose);
  • coagulopatie (ad esempio trombofilia);
  • vasculopatie;
  • valvulopatie (prolasso mitralico, insufficienza aortica…);
  • anemia falciforme;
  • neoplasie;
  • alcuni farmaci (come gli anticoagulanti e gli anticoncezionali);
  • patologie delle pareti dei vasi sanguigni;
  • dieta sbilanciata ricca di grassi e sale;
  • dieta sbilanciata ricca di “cibi spazzatura” (dolci industriali, cibo da fast food, cibi fritti, bevande ipercaloriche…);
  • disidratazione;
  • diabete mellito;
  • iperomocisteinemia;
  • ipertrofia ventricolare sinistra (spesso associata ad ipertensione arteriosa cronica);
  • stenosi carotidea bilaterale > 70%;
  • precedenti eventi ischemici;
  • uso cronico di sostanze stupefacenti;
  • vita sedentaria;
  • precedenti episodi di tromboembolia, ad esempio embolia polmonare;
  • aritmiche cardiache, ad esempio fibrillazione atriale non controllata;
  • stress psicofisici prolungati;
  • famigliarità (parenti con ictus cerebrale);
  • deposizione di sostanza amiloide all’interno delle pareti vasali (angiopatia amiloide);
  • dislipidemia;
  • forame ovale pervio;
  • aneurisma settale;
  • terapia ormonale sostitutiva;
  • sindrome metabolica;
  • emicrania cronica;
  • anticorpi antifosfolipidi;
  • inquinamento atmosferico.

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Sospetto un ictus, cosa faccio?

Nel caso abbiate legittimi sospetti che voi o un vostro caro siate stati colpiti da TIA o ictus cerebrale, chiamate immediatamente il Numero Unico per le Emergenze 112 e, nell’attesa dei soccorsi, leggete questo articolo per sapere cosa fare: Ictus, emorragia cerebrale cerebrale e TIA: cosa fare e cosa assolutamente NON fare

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