Se vuoi raggiungere l’equilibrio, non smettere mai di muoverti

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica Roma VUOI RAGGIUNGERE EQUILIBRIO NON SMETTERE MAI DI MUOVERTI Radiofrequenza Rughe Cavitazione Grasso Pressoterapia Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Pancia Sesso

Riuscite a rimanere in equilibrio su una bici, stando fermi?

Un bambino vuole a tutti i costi un giocattolo nuovo, ma poi, dopo che i genitori glielo hanno comprato, lui perde interesse per quel giocattolo. Tutti noi abbiamo sperimentato almeno una volta anche da adulti questa sensazione: è spesso più divertente desiderare qualcosa, piuttosto che averla; è l’attesa prima di un evento ad eccitarci, spesso più dell’evento stesso. Vi siete chiesti perché ciò accade? Per almeno due ragioni. La prima è che finché noi non possediamo realmente un oggetto o viviamo un evento, possiamo idealizzarlo, immaginando quell’oggetto o quell’evento (o quella persona!), spesso molto più bello di come poi sarà in realtà. La seconda ragione è che tendere a quell’oggetto/evento comporta una dinamica esponenziale, un frizzante movimento che per di più si fa sempre più veloce – ed eccitante – a mano che ci avviciniamo all’obiettivo; invece raggiungere l’oggetto/evento, seppur apparentemente più appagante, determina quasi sempre un vero e proprio stop alla dinamica.

La festa di compleanno

Organizzare per tre settimane la festa del proprio compleanno ci regala una eccitazione abbastanza elevata per un periodo prolungato, invece vivere per un giorno la propria festa di compleanno ci regala una emozione si fortissima, ma limitata nel tempo. Inoltre siamo tutti consci del fatto che il giorno dopo la festa, tutto tornerà alla normalità, alla routine, dimenticando il fermento che aveva caratterizzato le tre settimane di organizzazione, quando nella nostra mente “tutto era ancora possibile e più bello di come è poi realmente stato”. E’ meglio il sabato che la domenica, non è vero? Tutto questo per dirvi che finché tendiamo ad un obiettivo (che può essere anche una persona, pensiamo a quanto sia eccitante la fase di innamoramento che precede il fidanzamento vero e proprio), il nostro corpo è vivo; appena raggiungiamo l’obiettivo il nostro corpo si ferma e ciò non ci piace, tanto che raggiunto un traguardo, ce ne poniamo subito un altro per dare un senso di compiutezza alla nostra vita. In una parola sola, noi esseri viventi tendiamo al movimento.

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Siamo chimica e fisica

L’essere vivente è vivo solamente perché al suo interno nulla rimane mai fermo. Da quando avete iniziato a leggere questo articolo, avete idea dei miliardi di eventi che sono avvenuti dentro di voi? Un numero impressionante di impulsi elettrici si sono mossi lungo le autostrade del vostro sistema nervoso; numerosissimi globuli rossi sono transitati lungo i due miliardi di capillari che possedete al vostro interno (capillari che nel loro insieme coprono una lunghezza di circa 80.000 km ed una superficie di scambio di circa 6300 metri quadrati, cioè l’equivalente di due campi da calcio). Decine di miliardi di reazioni chimiche sono esplose dentro i confini del vostro corpo, catalizzate da un esercito smisurato di enzimi. Come tutti gli studenti di medicina scoprono al secondo anno studiando l’affascinante Fisiologia del nostro corpo, miliardi di elettroni si sono mossi lungo la membrana dei vostri mitocondri, ad una velocità che difficilmente riuscireste ad immaginare!

Un continuo fluire

Il nostro comportamento rispecchia esattamente quello che avviene dentro di noi. Il nostro corpo continua a vivere muovendosi continuamente, alla ricerca di un equilibrio che – quando arriva – viene rimesso subito in discussione, come se la nostra vita non fosse mai un traguardo tagliato ma solo un insieme infinito di tappe da raggiungere per poi inseguire altri obiettivi. L’equilibrio non è mai stasi, ma un continuo fluire, come un equilibrista sulla corda: non sta mai fermo ma si muove continuamente, altrimenti cadrebbe nel vuoto, la stessa cosa accade quando andiamo in bicicletta! La natura, di cui il nostro corpo è tra le manifestazioni più ammalianti, è pura filosofia e difficilmente sbagliamo nel seguirne ed imitarne i comportamenti.

La vita esiste solo finché c’è movimento: non smettere mai di muoverti

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Robin Williams è morto

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica Roma E MORTO ROBIN WILLIAMS Attore Film Radiofrequenza Rughe Cavitazione Grasso Pressoterapia Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Pancia Sessuologia Filler BotulinoEra uno dei miei attori preferiti da quando vidi “L’attimo fuggente” la prima volta, da quel momento in poi il dott. John Keating divenne il mio prototipo di professore. Era il 1989. Mi ispirò quando un anno dopo lo vidi nei panni del medico nel film “Risvegli” dove recitava affianco a Robert De Niro. Purtroppo poco fa la notizia: Robin Williams è morto all’età di 63 anni. Forse si tratta di suicidio. A comunicarlo la polizia di Marin County in California.

Robin Williams si è suicidato a causa della depressione?

Secondo le prime informazioni alle 11.55 del mattino (ora della California, tardo pomeriggio in Italia) il servizio di emergenza 911 ha ricevuto una chiamata che chiedeva aiuto per un uomo incosciente e con difficoltà respiratorie. Quando sono arrivati i soccorsi, Williams era già morto. Non si conoscono ancora le cause del decesso su cui sta indagando la polizia, ma si sospetta che l’attore premio Oscar si sia suicidato: sembrerebbe infatti che il corpo dell’attore sia stato trovato dalla sua assistente impiccato con una cintura e con dei leggeri tagli sui polsi. Secondo lo sceriffo Williams è morto per asfissia, ma soltanto l’autopsia sarà in grado di dare una risposta certa. «Negli ultimi tempi combatteva con una grave depressione» ha spiegato la sua addetta stampa Mara Buxbaum. Sembrerebbe inoltre che ultimamente il grande attore avesse anche problemi economici che lo costringevano a interpretare ruoli che non avrebbe voluto fare, solo per recuperare soldi. “Ci sono le bollette da pagare, la mia vita si è ridimensionata”, aveva lui stesso raccontato poco tempo fa al Parade Magazine, “sto vendendo il mio ranch a Napa”, una proprietà da 35 milioni di dollari, “non me lo posso più permettere“. L’ultima volta che Williams è stato visto era la mattina del 10 agosto e si trovava nella sua residenza di Marin County con la moglie.

Il dolore della moglie

La famiglia ha diffuso una nota chiedendo di rispettare la privacy. «Ho perso mio marito e il mio miglior amico. Il mondo ha perso uno degli artisti e delle persone più amate», ha scritto nella nota la moglie Susan Schneider, «Ho il cuore spezzato e speriamo che Robin venga ricordato non per la sua morte ma per gli innumerevoli momenti di gioia e riso che ha dato a milioni di persone». Due settimane fa Williams aveva scritto su Instagram per il compleanno della figlia: «Tanti auguri a Ms. Zelda Rae Williams! Hai un quarto di secolo ma per me sei sempre la mia bambina». Protagonista di numerosi film, da «Good Morning Vietnam» a «Hook – Capitan Uncino» e «Mrs. Doubtfire»; Robin Williams ha vinto un Oscar nel 1997 come miglior attore non protagonista per «Will Hunting – Genio ribelle» diretto da Gus Van Sant e con la sceneggiatura di Matt Damon e Ben Affleck, film da cui è tratta la scena che vedete in questo bellissimo video:

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Tai Chi: arte marziale cinese per ritrovare salute e benessere psico-fisico

Le lezioni di Zumba vi annoiano? Fare lo step in palestra vi sembra ormai banale? Vi sentite troppo anticonformisti per le solite lezioni di spinning?  Siete già in buona forma fisica e avete intenzione di ritrovare l’equilibrio mentale perso nello stress del lavoro e nelle preoccupazioni di tutti i giorni? Siete i perfetti candidati per un corso di Tai Chi!

Cos’è il Tai Chi?

Il Tai Chi (anche conosciuto come Taiji, o Taijiquan) è un’arte marziale cinese nata come tecnica di combattimento, ed oggi conosciuta in occidente soprattutto come ginnastica e come tecnica di medicina preventiva. Esistono diversi stili di Tai Chi, il più diffuso al mondo è sicuramente lo “Yang”. Premetto di non conoscere troppo a fondo la materia – sicuramente qualcuno più esperto di me può aggiungere commenti interessanti all’articolo – trovo comunque che la pratica giornaliera del Tai Chi sia molto utile, non tanto per il combattimento in se, bensì per raggiungere elasticità, armonia, coordinazione, equilibrio, perfezione nei movimenti (e nei pensieri!). Io ho iniziato a praticarlo da poco e devo dire che è veramente rilassante ed appagante, aiuta la concentrazione, combatte lo stress, aumenta la fiducia in se stessi! Ma dalla mia esigua esperienza posso dire una cosa con certezza: Tai Chi non è solo “movimenti esteticamente perfetti”, Tai Chi è una filosofia, è un approccio, un modo di affrontare un combattimento in modo efficiente e “pulito”. Guardate questo video:

Tai Chi e salute

Una delle caratteristiche che ha dato estrema notorietà al Taijiquan è la sua utilità per la salute: sono molti gli studi al proposito. Una ricerca effettuata nell’ospedale Jiang Jianxin Jinjishan del Fujian riporta che tra i pazienti che avevano praticato Taijiquan si era evidenziato un calo dei livelli di colesterolo nel sangue. A Jinan per ventiquattro mesi un gruppo di studenti dell’Università di Educazione Fisica ha praticato lo Stile Yang per verificarne gli effetti salutari su cuore e polmoni con risultati positivi. Sun Fu e altri hanno studiato 83 persone di età avanzata rilevando che le onde alfa aumentavano significativamente quando praticavano Taijiquan più di trenta minuti. Dopo un lungo periodo di pratica si promuoveva una coordinazione ed un bilanciamento delle funzioni fisiologiche tra il lobo frontale sinistro e quello destro. I ricercatori hanno rilevato effetti positivi nella promozione dell’equilibrio, della flessibilità e del funzionamento cardiovascolare ed hanno dimostrato che riduce il rischio di ricadute sia nelle persone anziane, sia in coloro che soffrono di disturbi cronici: pressione sanguigna alta, attacchi di cuore, sclerosi multipla, Parkinson, Alzheimer, e fibromialgia.

Perché non fare un corso di Tai Chi?

Se questo articolo vi ha fatto venire voglia di approfondire l’argomento, cercate nella vostra città una palestra dove poterlo iniziare ad imparare, magari iscrivendovi a qualche corso che cominci proprio da questo settembre! Nel frattempo su You Tube troverete una grandissima quantità di video e di dimostrazioni molto interessanti, a cominciare da questo che è perfetto per i principianti:

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La sirena ritrovata a Lampedusa

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Su Facebook girano da alcuni giorni le foto di una sirena che sarebbe stata rinvenuta a Lampedusa. Ovviamente i link che riguardano questa scoperta incredibile sono diventati virali in poche ore. La sirena (vedi foto in alto) sarebbe deceduta da tempo e il suo corpo sarebbe stato trovato in decomposizione ma con fattezze ancora ben riconoscibili. Ovviamente è una bufala: la “sirena” appartiene al set del film “Pirati dei caraibi“, alcuni giorni fa era stata perduta in mare ma poi è stata ritrovata sulle coste del Messico nei dintorni della zona delle riprese del film.

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Marito e moglie da dieci anni e con una figlia, scoprono di essere fratello e sorella

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica Roma MARITO MOGLIE DIECI FIGLIA FRATELLO E SORELLA Radiofrequenza Rughe Cavitazione Grasso Pressoterapia Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Pancia Filler BotulinoStanno insieme da dieci anni, oggi scoprono di essere fratello e sorella. La sconvolgente storia viene dal Brasile e l’ha svelata una trasmissione di Radio Globo, «The Time Is Now». Leandro ed Adriana, rispettivamente 39 e 37 anni, entrambi brasiliani ed entrambi orfani, si conoscono anni fa, si innamorano e quindi coronano il sogno di andare a vivere insieme come marito e moglie. Hanno anche una figlia di sei anni. Una vita felice la loro con un unico grande buco nero: non sapere chi è la madre che ha abbandonato sia uno sia l’altro più o meno dalla nascita. E’ soprattutto Adriana, la moglie, che insegue ostinatamente il suo passato e vuole arrivare alla verità. Sa soltanto che sua madre si chiama Maria, come quella di suo marito Leandro: sembra solo una casualità. Le ricerche negli anni vanno tutte a vuoto, così Maria decide di tentare l’ultima carta, quella dell’appello sull’emittente Radio Globo che va in onda con una trasmissione dal titolo «The Time Is Now», che è un po’ come il nostro «Chi l’ha visto?», fatto apposta per trovare le persone scomparse.

La rivelazione choc

Radio Globo riesce a rintracciare la donna che aveva lasciato più di trenta anni fa la piccola Adriana e suo padre da soli. Il colpo di scena arriva però quando le due donne si parlano telefonicamente in diretta, durante il programma. La signora Maria svela alla figlia ritrovata che ha un altro figlio il cui nome è Leandro e che ha abbandonato quando era molto piccolo. In pochi minuti si capisce che quel Leandro è lo stesso uomo con il quale Adriana convive. «Non posso credere a quello che mi stai dicendo. Leandro è mio marito – esclama Adriana tra le lacrime – ho paura che ora non mi vorrà più». In studio è gelo per la verità appena svelata. Il seguito si svolge in casa della coppia. All’inizio, entrambi sotto choc per aver saputo di essere fratello e sorella, vivono giorni difficili ma poi decidono che l’amore è grande e continueranno a stare insieme. Dicono a Radio Globo: «Sarebbe stato diverso se avessimo saputo tutto questo prima, ma non lo sapevamo e ci siamo innamorati. Ora solo la morte può separarci». Un’unione che anzi si rafforzerà perché Adriana e Leandro hanno annunciato che diventeranno legalmente marito e moglie.

FONTE

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Difficoltà a dimagrire? Attenti allo stress: rallenta il metabolismo

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO OBESITA GRASSO SOVRAPPESO DIETA DIMAGRIRE METRO ADDOME PANCIA GRASSOAvete presente quando non riuscite a smettere di mangiare, in genere porcherie ipercaloriche, perché siete stressate? Ecco, la fame nervosa potrebbe non essere l’unico legame che unisce stress e sovrappeso. Uno studio dell’americana Ohio State University, appena pubblicato su Biological Psychiatry, rivela che lo stress è un fattore che rallenta il metabolismo, quindi quando si mangia un pasto ipercalorico si fa più fatica a bruciarlo se si è stressati. Gli autori avvertono che i risultati sono validi solo per le donne, sulle quali sono stati compiuti esperimenti e misurazioni. Mentre per gli uomini, che hanno una maggiore massa muscolare, potrebbero non entrare in gioco gli stessi meccanismi.

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A 58 donne con un’età media di 53 anni i ricercatori hanno chiesto di mangiare solo i pasti standardizzati forniti dal laboratorio per 24 ore e poi di digiunare per 12 ore prima di presentarsi per una visita che ne avrebbe verificato lo stato di salute mentale, i livelli di attività fisica e, tramite un’intervista, eventuali precedenti di depressione e presenza di fattori di stress nelle 24 ore precedenti allo studio vero e proprio. Nel corso di due incontri 31 donne hanno dichiarato di aver avuto almeno un episodio stressante prima della visita, e 21 prima di entrambe le visite. Nella maggior parte dei casi si era trattato di problemi interpersonali come litigi con colleghi o mariti, problemi con i bambini o problemi sul lavoro.

A questo punto a tutte è stato servito un pasto composto da uova, salsiccia, salsa e biscotti con un contenuto energetico approssimativo di 930 calorie e ben 60 grammi di grasso. I ricercatori hanno chiesto alle partecipanti di consumare il pasto in 20 minuti e per le successive 7 ore hanno misurato il tasso metabolico di ciascuna per 20 minuti ogni ora, grazie all’analisi del flusso di ossigeno e anidride carbonica inspirati ed espirati. “Misurando lo scambio di gas possiamo determinare il loro tasso metabolico: di quanta energia il loro corpo ha bisogno durante il periodo di misurazione”, spiega Martha Belury, professore di Nutrizione umana alla Ohio State e co-autrice dello studio.

“Le partecipanti bruciavano meno calorie nel corso delle 7 ore successive al pasto quando avevano avuto un fattore di stress nella propria vita il giorno precedente”, racconta Belury. Quanto meno? Per l’esattezza 104 calorie meno rispetto a quelle bruciate dalle donne non stressate, una differenza che può tradursi in un aumento di peso di quasi 5 kg in un solo anno.

Grazie a diversi prelievi del sangue effettuati nel corso della giornata è stato anche possibile seguire “cosa accadeva a livello metabolico dopo aver ingerito un pasto ad alto contenuto di grassi”, aggiunge Janice Kiecolt-Glaser, che insegna Psichiatria e Psicologia ed è autrice principale dello studio. Nelle donne stressate l’insulina raggiungeva un picco subito dopo il pasto e poi scendeva fino a raggiungere i livelli osservati nelle donne non stressate dopo circa un’ora e mezza. Più alti livelli di insulina contribuiscono allo stoccaggio del grasso e alla sua minore ossidazione. In pratica ostacola la trasformazione delle grandi molecole di grasso in molecole più piccole che possono essere utilizzate come carburante dall’organismo. Tutto il grasso che non è bruciato viene immagazzinato e contribuisce all’aumento di peso.

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Gli autori hanno valutato anche il ruolo di una passata depressione sul funzionamento del metabolismo delle donne analizzate e hanno appurato che questa da sola non influisce sul tasso metabolico, ma combinata allo stress comporta un maggiore innalzamento dei trigliceridi dopo il pasto. Alti livelli di questi grassi nel sangue rappresentano un rischio cardiovascolare. L’abbinata di una passata depressione con recenti episodi stressanti sembra quindi essere la combinazione peggiore.

“Sappiamo che non sempre possiamo evitare i fattori di stress nella nostra vita”, chiosa Belury, “ma una cosa che possiamo fare per prepararci a questa eventualità è avere cibi sani a portata di mano nel frigo e nell’armadietto dell’ufficio. Così quando quei fattori di stress entrano in gioco, possiamo mangiare qualcosa di sano invece di rivolgerci a più comode ma molto più caloriche alternative”.

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L’età? E’ solo un numero

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO MANI ANZIANI AMORE COPPIA VECCHI NONNIAnalizzando 23 specie di vertebrati, tra cui 11 mammiferi, compreso l’uomo, 10 specie di invertebrati, 12 piante e un’alga, un team internazionale di ricercatori ha fatto una scoperta insolita: non è detto che con l’avanzare dell’età la mortalità aumenti e la fertilità cali superata l’età matura. Tra le tante specie che compongono l’albero della vita c’è una grande diversità, sia tra quelle che hanno una vita lunga sia tra le specie con vita più breve. Tra tutte le specie analizzate è l’homo sapiens nell’era post-industriale a presentare il più rapido cambiamento nella curva della mortalità. Nello studio si prende l’esempio delle donne giapponesi per dimostrare che in pochi decenni è aumentato vertiginosamente il numero di quelle che muoiono in età molto avanzata, ma lo stesso non è avvenuto per una popolazione di cacciatori e raccoglitori contemporanei, gli Aché del Paraguay, la cui curva di mortalità ricalca quella che è stata tipica dell’uomo per gran parte della sua esistenza. Le donne giapponesi che muoiono oggi vicino alla propria età terminale, stabilita per ogni specie scegliendo l’età alla quale sopravvive solo il 5% degli individui (per l’uomo è 102 anni), sono 20 volte più della media degli individui adulti delle altre specie considerate (in tutto 46), il che testimonia una notevole variabilità tra le diverse specie viventi. Sono stati i cambiamenti del comportamento e dell’ambiente, compreso per esempio l’accesso alle cure mediche, e non le mutazioni genetiche, a rendere possibile un simile allungamento della vita, che non si sarebbe altrimenti potuto ottenere in tempi tanto rapidi, ovvero nel corso di un solo secolo.

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Scoperta l’equazione della felicità

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica Roma SCOPERTA EQUAZIONE FELICITà Formula Radiofrequenza Ruga Cavitazione Grasso Pressoterapia Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Pancia Sessuologia Filler Botulino2Anche la felicità obbedisce a regole matematiche. E può essere calcolata con una formula neanche tanto complessa. A incasellare in rigide e inflessibili regole algebriche il sentimento che ci rende contenti e sereni ci avevano già provato in tanti: scienziati, psicologi e fisici, ma un gruppo di ricercatori dell’University College di Londra ha elaborato un algoritmo, tradotto in un’equazione, che riesce a prevedere accuratamente il grado di felicità che un individuo può sperimentare in base alle circostanze e alle sue vicissitudini.

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