Mangiare pesce azzurro dimezza il rischio di ammalarsi di artrite reumatoide

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO PESCE MARE ABISSO PROFONDITA NUOTARE PESCA PESCARE CUCINA DIETA CIBO CARNE PROTEINE GRASSI OMEGA 3Mangiare regolarmente pesce azzurro dimezza il rischio di sviluppare l’artride reumatoide: lo suggerisce un recente studio condotto dai ricercatori dell’Institute of Environmental Medicine, Karolinska Institutet e pubblicato sulla rivista Annals of the Rheumatic Diseases. Mangiare una sola porzione di pesce azzurro a settimana può rivelarsi fondamentale a livello di prevenzione di questo tipo di malattia. Il pesce azzurro (alici, sardine, aringhe, sgombri tanto per citarne qualche qualità) è considerato un tipo di pesce poco prelibato, ma in realtà è ricchissimo per le sue qualità nutrizionali: è molto digeribile, ricco di calcio e soprattutto è ricco di grassi insaturi e soprattutto dei famosi omega 3. Insomma un vero toccasana per la salute e sarebbero proprio gli omega 3 a svolgere un importante ruolo antinfiammatorio protettivo nei confronti della malattia.

Continua la lettura su https://www.stetoscopio.net/scienze-dellalimentazione/pesce-azzurro-dimezza-il-rischio-di-artride-reumatoide/

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Nuovo studio italiano assolve l’aspartame: non è cancerogeno

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SALE ZUCCHERO BIANCO CUCCHIAIO CUCINA CUCINARE DIETA DIETOLOGIA DIMAGRIRE CALORIEChi è a dieta spesso e volentieri cerca di evitare lo zucchero e sceglie prodotti light ricchi di dolcificanti naturali e a basso contenuto calorico. Il più diffuso? Senza dubbio l’aspartame, che vanta un alto potere edulcorante (addirittura 200 volte superiore rispetto allo zucchero), ma che però nel corso degli anni è stato al centro di dibattito sui suoi presunti effetti cancerogeni. Adesso un nuovo studio revisionale tutto italiano riabilita l’aspartame: si tratta di un dolcificante sicuro che non ha alcun tipo di effetto cancerogeno.

Lo studio

Lo studio italiano, pubblicato sulla rivista Food and Chemical Toxicology e condotto da Marina Marinovich, tossicologa, e Carlo La Vecchia, epidemiologo, ha preso in considerazione tutti gli studi sull’aspartame che sono stati effettuati nel corso degli ultimi 22 anni. I dati della ricerca revisionale non hanno messo in evidenza alcun tipo di correlazione fra lo sviluppo di forme di cancro, malattie cardiovascolari o parti prematuri riconducibili al consumo dell’aspartame.

Pareri da sempre contrastanti

Nel corso degli ultimi tempi era stato uno dei servizi di Report a riportare l’attenzione sulla pericolosità dell’aspartame e dei suoi effetti mettendo in evidenza una serie di studi condotti Fondazione Ramazzini, un istituto di ricerca sui tumori di Bologna, che dimostravano la pericolosità di questo edulcorante anche assunto in piccole dosi. Contrario il giudizio dell’Efsa (Autorità per la sicurezza alimentare europea) che confermava la non pericolosità dell’aspartame, ribadendo la dose giornaliera massima tollerata dall’uomo (40 mg/kg di peso corporeo). Adesso il nuovo studio revisionale italiano dovrebbe fare ulteriore chiarezza e mettere forse fine all’annosa e discussa questione anche se altri studi precedenti avevano spesso e volentieri messo in evidenza la pericolosità dell’assunzione, anche minima, di dosi di aspartame potesse essere pericolosa. Nel dubbio, legittimo nonostante lo studio revisionale, è anche possibile tentare di ridurre il consumo di prodotti light: meglio prediligere un’alimentazione equilibrata e sana ricca di frutta e verdura.

Leggi anche:

Articoli sul prediabete:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Il pacchetto di sigarette di colore blu chiaro contiene sigarette meno nocive del pacchetto blu scuro?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO FUMA SIGARETTA NICOTINA TABAGISMO TOSSICODIPENDENZA OCCHIALI DA SOLE UOMOIn molti paesi, tra cui l’Italia, sui pacchetti di sigarette è vietato scrivere “light” o “leggero” oppure “a basso tenore di catrame”, perchè è stato appurato che tali messaggi inducono nel consumatore l’idea che le sigarette contenute in questi pacchetti siano meno dannose per la salute, cosa assolutamente non vera, anzi vari elementi ci portano a dire che le sigarette “light” facciano addirittura più male di quelle “standard”.
Ma uno studio non molto recente (è del 2009 e tuttavia è assolutamente attuale) ha dimostrato che oltre alla denominazione “light”, ci sono altri aspetti del “packaging” delle sigarette che indurrebbero i consumatori nello stesso errore di considerare alcune “bionde” meno dannose di altre.
Un equipe di ricercatori canadesi dell’Università di Waterloo in Ontario ha infatti evidenziato come anche il colore della confezione, o altre parole utilizzate sul pacchetto, “silver”, “smooth” influenzano l’acquirente.

L’esperimento

Lo studio, pubblicato su Journal of Public Health, si è basato sulle risposte di un cospicuo numero di volontari, 312 fumatori e 291 non-fumatori che sono stati sottoposti all’osservazione di una serie di pacchetti di sigarette, realizzati apposta per l’esperimento. I partecipanti osservavano coppie di pacchetti, che differivano per alcuni aspetti grafici, nel testo e nel colore ed esprimevano le proprie opinioni riguardo al grado di nocività delle sigarette contenute. Nel complesso, lo studio ha rilevato che l’80% dei partecipanti riteneva che la parola “smooth” indicasse un prodotto meno dannoso i quelli evidenziati con la parola “regular”. Allo stesso modo, tra la parola “silver” o “full taste” il 73% degli intervistati pensavano che le sigarette contenute nei pacchetti “silver” fossero meno dannose. Persino i numeri inclusi come parte della marca influenzano la percezione: l’ottanta per cento dei partecipanti riteneva che il prodotto con nel marchio il numero “6” fosse meno nocivo del prodotto presentato con il marchio “10”.

L’importanza del colore

Naturalmente i colori avevano un ruolo importante: più dei tre quarti degli uomini e delle donne che partecipavano allo studio, ritenevano che nel pacchetto di colore blu chiaro ci fossero contenute sigarette meno pericolose per la salute rispetto a quelle contenute nel pacchetto color blu scuro. Un rimedio, già preso in considerazione in moltissimi stati, potrebbe essere quello di introdurre il cosiddetto “plain pakaging”, ovvero la confezione delle sigarette in un pacchetto anonimo e standard, che conterrebbe solo il nome della marca, privo di logo grafico, con colori semplici, bianco o marrone, con sopra riportate le indicazioni degli ingredienti e le raccomandazioni sui rischi per la salute provocati dal fumo. Ciò secondo i ricercatori avrebbe un enorme potere dissuasivo soprattutto nei giovani che sono particolarmente sensibili alla comunicazione attualmente veicolata dalle grafiche e dai colori dei pacchetti.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Crusca e pane integrale sono ideali per rafforzare il sistema immunitario

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO PANE INTEGRALE FARINA GRANO CEREALI FIBRE ALIMENTARI DIETA CIBO CARBOIDRATI PANINOUn recente studio sottolinea come un’alimentazione ricca di fibre sia in grado di fortificare le difese immunitarie. Un’ottima notizia soprattutto adesso l’estate sta volgendo al termine ed abbiamo ancora un po’ di tempo per preparaci ai primi freddi autunnali giocando di anticipo! I risultati sono emersi da uno studio australiano condotto dai ricercatori del Garvan Institute of Medical Research e del Cooperative Research Centre for Asthma e Airways guidati da Charles Mackay e Kendle Maslowski ed è stato pubblicato su Nature: il segreto risiederebbe in un recettore antinfiammatorio, il GPR43, che si lega agli acidi grassi a catena corta riuscendo così a rafforzare le difese dell’organismo.

Continua la lettura su https://www.pourfemme.it/articolo/crusca-e-pane-integrale-rafforzano-il-sistema-immunitario/215780/

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Una dieta povera di fibre causa disturbi intestinali e indebolisce la flora batterica

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO VERDURA FRUTTA DIETA VITAMINE DIMAGRIRE CALORIE POMODORI CETRIOLI ERBETTAUna dieta povera di fibre, come sottolinea un recente studio italiano, potrebbe causare disturbi e indebolire la flora batterica, fondamentale per combattere agenti esterni, virus e batteri che potrebbero danneggiare il fegato e l’intestino. Paolo Lionetti, ricercatore dell’Università di Firenze, nella sua ricerca ha evidenziato come, chi segue una dieta troppo povera di fibre, può avere ripercussioni serie sull’intestino impedendo alla flora batterica di rigenerarsi e di proteggere dagli agenti esterni.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Pnas, Proceedings of the National Academy of Science: gli studiosi hanno infatti analizzato in modo approfondito la composizione e le caratteristiche della flora batterica intestinale di alcuni bambini occidentali che seguono una dieta tipica confrontandola con quella di bambini del Burkina Faso, che seguono un’alimentazione a base di vegetali e cereali.

Ne è risultato che la flora batterica dei bambini africani è più in salute rispetto ai quella dei bambini italiani e un maggiore numero di acidi grassi. Fondamentale quindi per i bambini, ma ovviamente non solo, seguire una dieta il più varia possibile ma soprattutto ricca di fibre, che si trovano prevalentemente in vegetali e cereali. Questi acidi sono fondamentali per contrastare le azioni degli agenti patogeni che possono portare alla formazione di rischi seri come la salmonella.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

La dieta per chi soffre di pressione alta

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CUORE PRESSIONE SANGUE IPERTENSIONE ARTERIOSA SFIGMOMANOMETRO FONENDOSCOPIOLa dieta per chi soffre di pressione alta (ipertensione) dovrà essere studiata appositamente per cercare di combattere questo disturbo. L’ipertensione arteriosa infatti può essere migliorata con una dieta sana, ipocalorica e assolutamente iposodica. Non sottovalutate mai la pressione alta, che può avere una predisposizione genetico-familiare ma che nella maggior parte dei casi viene aggravata da uno stile di vita inappropriato. Da evitare il sovrappeso e l’obesità, la sedentarietà e una dieta sbilanciata, ricca di sodio e con poco potassio, magnesio e acidi grassi omega3.

Esempio di dieta per chi soffre di pressione alta

E’ ovvio che una dieta deve essere sempre realizzata visitando prima il paziente e facendo delle attente misurazioni e considerazioni. Io non do mai ai miei pazienti una dieta generica, tuttavia in questa sede voglio fare una eccezione fornendovi una dieta “guida” che può fornirvi una idea generale su quello che vi taaende. A colazione potrete consumare mezzo bicchiere di succo d’arancia, una tazza di fiocchi d’avena, una tazza di latte scremato, due fette biscottate integrali, un cucchiaino di margarina, un cucchiaino di zucchero e una banana. Per pranzo 90 g di spaghetti integrali con salsa marinara, 200 g di insalata verde accompagnata da 2 cucchiai di condimento a basso contenuto di sodio, una mela, un bicchiere di succo d’uva e per cena 75 g di pollo alla griglia con 100 g di zucchine grigliate, 80 g di insalata di pasta con del condimento leggero, un panino di grano integrale, un cucchiaino di margarina a basso contenuto di sodio, 80 g di torta alle pesche, mezza tazza di latte scremato e mezzo bicchiere di succo di mirtillo. Si tratta di un menu equilibrato che fornisce 1914 calorie con 1027 mg di sodio e 3755 mg di potassio.

Cibi consigliati e da evitare per chi soffre di pressione alta

Da mangiare in quantità troviamo le carni magre, il pollame, il pesce, i crostacei, la carne magra di maiale non salata, ovviamente la frutta e la verdura, da consumare fresche e di stagione, il tonno a basso contenuto di sale, il salmone in scatola senza sale aggiunto, noci e semi non salati, il burro di arachidi a basso contenuto di sodio, i piselli secchi, i fagioli, le lenticchie, il brodo a basso contenuto di sodio, il pepe, le spezie con basso contenuto di sale, l’aceto, il succo di limone, il ketchup a basso contenuto di sodio, i sottaceti a basso contenuto di sodio, le salse a basso contenuto di sodio e la salsa al peperoncino. Andrebbero invece evitati i cibi come i salumi, i formaggi stagionati, gli insaccati, le carni affumicate, gli hot dog, le salsicce, la pancetta, lo speck canadese, senape e ketchup, di burro e di margarina, gli snack salati, i cibi fritti e, da abolire quasi completamente, il sale da cucina. In generale, come potrete intuire dal nostro elenco, andrebbero evitati tutti i cibi troppo pesanti e con troppe calorie, ma anche ricchi di grassi saturi poco salutari.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

La pillola contro la malaria con effetti allucinogeni permanenti che rischia di farci impazzire

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Benessere Dietologia Sessuologia Ecografie Tabagismo Smettere di fumare La pillola contro la malaria con effetti allucinogeni permanenti che riscIl New York Times ci parla dell’esistenza di una pillola anti-malaria, il Lariam, in vendita anche in Italia, che tra i suoi effetti collaterali include anche effetti allucinogeni potenzialmente permanenti. La cura peggiore del male, quindi. ll farmaco a base di meflochina, studiato per proteggere coloro che si trovano in aree infestate dalla malattia trasportata dalla zanzara anofele. La pericolosità del farmaco è stata poi certificata dall’autore dell’articolo, David Stuart McLean, che dopo aver assunto una pillola la sera prima di dormire si è svegliato a quattro chilometri di distanza dal suo albergo di Hyderabad, in India.

Continua la lettura su https://www.giornalettismo.com/la-pillola-anti-malaria-che-puo-rovinarti-la-vita/

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

L’ictus cerebrale che ti condanna ad essere felice per sempre

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Benessere Dietologia Sessuologia Ecografie Tabagismo Smettere di fumare Lo strano caso dell’ictus cerebrale che ti condanna ad essere felice perIl signore che vedete qui sopra raffigurato si chiama  Malcolm Myatt, è nato in Inghilterra 68 anni fa ed è camionista in pensione. Perchè sia diventato un caso medico famoso è presto detto: è sempre contento. E non è un modo di dire. Da quando lo ha colpito un ictus nel 2004, che ha compromesso la sensibilità della parte sinistra del suo corpo, il signor Malcolm non è più grado di provare il sentimento della tristezza. E non perché sia ottimista o stupido: semplicemente nel suo cervello, e in particolare nel lobo frontale che controlla le emozioni, lo choc della malattia ha “cancellato” la possibilità fisiologica di provare tristezza. Nella sfortuna, il signor Myatt – ribattezzato dai giornali Mr. Happy – è stato fortunato: pensate se avesse perso per sempre la possibilità di essere felice…

Continua la lettura su https://www.corriere.it/salute/neuroscienze/13_agosto_13/gb-dopo-ictus-mai-triste_b3474f1e-03fa-11e3-b7de-a2b03b792de4.shtml

leggi anche:

Lo Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!