Fumi le sigarette “light” perché fanno meno male? Grande errore

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO FUMA SIGARETTA NICOTINA TABAGISMO TOSSICODIPENDENZA UOMOLe sigarette “light” (che ora hanno preso i nomi più vari per evitare fuorvianti interpretazioni di minore pericolosità, ad esempio le Camel hanno preso la denominazione di “Blu” al posto di “light”) non solo non fanno meno male delle sigarette “standard”, anzi sono ancora più dannose delle normali. La conferma arriva dall’autorevole Asco (Società americana di oncologia clinica di Chicago): la pericolosità delle bionde “leggere” è nettamente superiore a quella delle sigarette normali. Le sigarette light danno l’illusione, soprattutto ai giovani, di poter farne utilizzo rischiando meno il cancro ai polmoni, un miraggio però costantemente svelato dagli studi che da anni pongono l’accento sul fatto che in realtà le light siano ancora più deleterie delle sigarette senza filtri.

Meno chimica, ma aspirata più a fondo

L’equivoco purtroppo sta nel contenuto di nicotina, catrame e vari agenti chimici realmente inferiore nelle sigarette “light” rispetto alle “normali”. Il problema risiede nel fatto che essi, pur essendo di livello inferiore delle sigarette “standard”, vengono assimilati in modo più invasivo proprio perché per ottenere gradimento dalla sigarette, è necessario aspirare più profondamente. Il “gradimento” è tanto maggiore quanto è alto il contenuto di nicotina e visto che il corpo ha memoria della quantità di nicotina assunta mediamente, i fumatori che passano dalle sigarette standard alle light sono inconsciamente necessitati a consumare più sigarette e a fare tiri più profondi per raggiungere il quantitativo medio di nicotina a cui sono abituati. Avete presente quando da sempre fumate sigarette standard e di colpo passate a quelle leggerissime? Le sigarette “non sanno di niente”. Quel “non sanno di niente” non significa che il fumo prodotto dalla combustione è meno saporito, significa invece che dentro c’è poca nicotina e il fumatore (che è né più né meno che un tossico-dipendente, cioè dipende da una sostanza tossica) ha bisogno di ottenerne di più per calmare la voglia di fumare (cioè i sintomi di astinenza) e fuma più sigarette e più profondamente.

Leggi anche: Qual è il momento migliore per smettere di fumare?

Nella profondità dei bronchi

Riporto le parole di Cesare Gridelli, direttore del Dipartimento di onco-ematologia dell’ospedale Moscati di Avellino : ”Il maggiore utilizzo di sigarette con filtro e di tipo light ha portato il fumatore ad aspirare più profondamente per ottenere un maggiore livello di soddisfazione, facendo si che il fumo e i suoi agenti cancerogeni arrivino nella parte più in profondità dell’albero bronchiale dove insorge tipicamente l’adenocarcinoma.
Secondo le ultime statistiche, la forma più comune di tumore del polmone (definita ‘non a piccole cellule non squamoso’) è in netto aumento rispetto agli altri istotipi. L’incremento degli adenocarcinomi, che sono la gran parte dei tumori non squamosi, è proprio legato a due fattori principali: l’aumento dell’incidenza della malattia in donne non fumatrici, a causa di fattori genetici e ormonali, e il cambiamento delle abitudini al fumo che vede, appunto, un utilizzo sempre maggiore di sigarette light.

I migliori prodotti per smettere di fumare

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche, pensati per il fumatore che vuole smettere di fumare o che ha smesso da poco:

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Morire per una puntura di vespa: capire cos’è uno shock anafilattico può salvarti la vita

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO VESPA INSETTISuccede molto spesso purtroppo, specialmente durante i mesi caldi dell’anno: da Nord a Sud, sono numerosi in Italia i casi in cui basta la puntura di una vespa o di un calabrone per provocare in chi è stato punto uno shock anafilattico, cioè una reazione allergica di intensità tale da poter causare la morte.
L’ultimo episodio in provincia di Torino, a Coazze, dove un uomo di 53 anni è morto all’ospedale San Luigi di Orbassano dove era ricoverato dopo essere stato punto da una vespa. L’uomo si stava recando al lavoro in bicicletta quando l’insetto lo ha punto. Ricoverato in ospedale, è morto due giorni dopo.
Nonostante l’intervento dei medici, lo shock anafilattico provocatogli da quella puntura gli è stato fatale.

In cosa consiste lo shock anafilattico?

L’anafilassi è definita come «una grave reazione allergica a rapida comparsa e che può causare la morte». Nelle forme più gravi di anafilassi, si parla di «shock anafilattico». L’anafilassi è causata da una particolare forma di ipersensibilità, comunemente detta “allergia”, verso una sostanza antigenica (detta allergene). Le cause più comuni comprendono punture di insetti, alimenti e farmaci. In genere si presenta con una serie di manifestazioni cliniche tra cui prurito, angioedema (gonfiore) della faccia e della gola, rapido calo della pressione arteriosa sistemica. A livello fisiopatologico, l’anafilassi è una reazione di ipersensibilità del I tipo, dovuta al rilascio di mediatori da parte di alcuni tipi di globuli bianchi attivati da meccanismi immunitari e no. Viene diagnosticata sulla base dei sintomi e dei segni che si presentano. L’esposizione alla sostanza può avvenire per inalazione, ingestione, contatto o inoculazione dell’allergene. La reazione di anafilassi propriamente detta avviene nei confronti di un antigene con cui il soggetto è già entrato in contatto precedentemente. Attualmente, l’anafilassi provoca ogni anno 500-1 000 decessi (2,4 casi per milione di persone) negli Stati Uniti, 20 nel Regno Unito (0,33 per milione) e 15 in Australia (0,64 per milione). I tassi di mortalità sono diminuiti tra il 1970 e il 2000. In Australia la morte indotta dall’anafilassi dovuta a sostanze alimentari si verifica soprattutto nelle donne, mentre i decessi causati da punture di insetti si verificano soprattutto nei maschi. Comunemente i casi a prognosi infausta sono però provocati da assunzione di farmaci. Aneddoticamente è anche un metodo di suicidio, per esempio con penicillina o pesce. Il meccanismo e la sintomatologia dello shock anafilattico sono causati dalle immunoglobuline E (IgE) e da altre anafilatossine che inducono la liberazione di grandi quantità di istamina e di altre sostanze.

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Cause

L’anafilassi può verificarsi come risposta a quasi tutte le sostanze estranee che entrano in contatto con l’organismo. Tra le cause più comuni vi sono le punture di insetti (come le api), l’assunzione di alcuni alimenti o di farmaci. Gli alimenti sono la causa di anafilassi più comune per bambini e adulti, mentre le punture di insetti e i farmaci risultano esserlo per la popolazione anziana. Cause meno frequenti includono anche fattori fisici, agenti biologici come sperma, lattice, variazioni ormonali, additivi alimentari come il glutammato monosodico, coloranti alimentari e farmaci topici. Fattori fisici, come l’attività fisica (nella cosiddetta “anafilassi indotta dall’esercizio”) o variazioni di temperatura (sia verso il caldo sia verso il freddo) possono inoltre agire come innesco attraverso i loro effetti diretti sui mastociti. Gli eventi scatenati dall’attività fisica sono però frequentemente associati all’ingestione di alcuni alimenti. Anestesia, somministrazione di farmaci miorilassanti o antibiotici e utilizzo di presidi in lattice sembrano essere le cause più comuni di reazione anafilattica. Nel 32%-50% dei casi, la causa scatenante rimane sconosciuta e la condizione viene denominata «anafilassi idiopatica».

Leggi anche: Cos’è l’adrenalina ed a cosa serve?

Fattori di rischio

Persone affette da malattie atopiche come l’asma, l’eczema o la rinite allergica sono ad alto rischio di reazioni anafilattiche da alimenti, dal lattice, dai farmaci e dalle punture d’insetto. In uno studio svolto su un campione di bambini, il 60% aveva una storia di precedenti malattie atopiche e tra i decessi di ogni età, oltre il 90% presentava una storia di asma. Pazienti con mastocitosi o con uno status socio-economico più elevato sono maggiormente a rischio. Maggiore è il tempo trascorso dall’ultima esposizione all’allergene, minore è il rischio.

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Tempo di insorgenza dei sintomi

La comparsa dei sintomi tipici dello shock anafilattico è estremamente variabile, a tal proposito leggi: Puntura di vespa: dopo quanto tempo si verifica lo shock anafilattico?

Sintomi e segni

L’anafilassi si presenta tipicamente con molti sintomi diversi che emergono in pochi minuti o nelle ore successive al contatto, con un esordio medio da 5 a 30 minuti se l’esposizione è per via endovenosa e 2 ore per i prodotti alimentari. Le aree più comunemente colpite sono: pelle (80-90%), vie respiratorie (70%), apparato gastrointestinale (30-45%), cuore e vasi (10-45%), sistema nervoso centrale (10-15%). Possono essere coinvolti anche più apparati contemporaneamente.

Pelle
Tra i segni e i sintomi tipici si annoverano: orticaria generalizzata, prurito, rossore o gonfiore delle labbra. I pazienti che sperimentano gonfiore o angioedema descrivono una sensazione di bruciore della pelle, o di prurito. Il gonfiore della lingua o della gola si verifica in un massimo di circa il 20% dei casi. Altre possibili manifestazioni sono la rinorrea e il gonfiore della congiuntiva. Se l’edema coinvolge le alte o basse vie respiratorie, la pelle può anche assumere colore bluastro (cianosi) a causa della mancanza di ossigeno (ipossiemia).

Apparato respiratorio
Nell’anafilassi possono presentarsi alcuni segni e sintomi respiratori, tra cui la mancanza di fiato, attacchi d’asma, la presenza all’auscultazione di sibili o stridore. I sibili sono di solito dovuti a spasmi della muscolatura bronchiale mentre lo stridore è legato a ostruzione delle vie aeree superiori dovuto a un importante stato infiammatorio o, nei casi più gravi, ad angioedema. Possono inoltre verificarsi raucedine e dolore in seguito a deglutizione o a colpi di tosse.

Cuore e apparato circolatorio
Nei pazienti colpiti può verificarsi uno spasmo coronarico con conseguenti possibili infarto del miocardio, aritmie o arresto cardiaco. I pazienti che hanno precedenti di malattia coronarica hanno un maggior rischio che l’episodio anafilattico possa colpire il cuore. Lo spasmo coronarico è legato alla presenza di istamina rilasciata dalle cellule nel cuore. L’instaurarsi di una tachicardia è frequente per via dell’abbassamento della pressione del sangue (ipotensione); un riflesso di Bezold-Jarisch è stato descritto nel 10% dei casi: questo comporta un rallentamento del battito cardiaco (bradicardia) con bassa pressione sanguigna. Il calo della pressione arteriosa o shock (sia distributivo sia cardiogeno) può provocare la sensazione di stordimento o portare alla perdita di coscienza. Raramente l’abbassamento della pressione arteriosa può essere l’unico segno di anafilassi.

Altri effetti
Le manifestazioni gastrointestinali possono includere crampi addominali, diarrea e vomito. Sono inoltre possibili confusione, perdita di controllo della vescica o dolore pelvico simile a crampi. La dilatazione dei vasi sanguigni del cervello può provocare mal di testa. Alcuni soggetti colpiti da anafilassi hanno inoltre descritto una sensazione di ansia variabile fino al senso di “morte imminente” probabilmente dovuti alle difficoltà respiratorie.

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Prognosi

La prognosi è tanto più grave quanto più breve è il tempo che passa tra l’esposizione all’allergene e la comparsa dello shock anafilattico. Se non si interviene rapidamente, il paziente può morire.

Terapie

L’anafilassi è un’emergenza medica che può richiedere misure rianimatorie, quali la gestione delle vie aeree, la somministrazione di ossigeno e di grandi volumi di fluidi per via endovenosa e uno stretto monitoraggio delle condizioni del paziente. La somministrazione di adrenalina, con l’aggiunta di antistaminici e steroidi come adiuvanti, è il trattamento di scelta in caso di condizioni critiche. Un periodo di osservazione in ospedale, che può variare dalle 2 alle 24 ore, è raccomandato per le persone che hanno superato la crisi, per la possibilità che i sintomi si ripresentino anche senza esposizione all’allergene (anafilassi bifasica).

Cosa fare e cosa NON fare se si sospetta uno shock anafilattico?

A tale riguardo, leggi:

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I consigli degli ultracentenari per vivere per sempre (o quasi!)

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO MANI ANZIANI AMORE COPPIA VECCHI NONNIEcco alcuni trucchi semplici e spesso sorprendenti che dimostrano come si può vivere più a lungo. Tra meno fumo, risate e sesso, oltre venti consigli rivelano la ricetta del centenario. Che si ciba di noci e prende il sole un quarto d’ora al giorno.

TE’ – Lasciare il latte per una tazza di tè. Il tè è ricco di antiossidanti chiamati polifenoli, che possono aiutare il vostro organismo a combattere le malattie cardiache, il cancro e l’invecchiamento precoce. Uno studio israeliano ha scoperto che i bevitori moderati di tè vivono molto più. Ma ricordatevi di dare una buona rimescolata prima di rimuovere la bustina di tè.

IN EQUILIBRIO SU UNA GAMBA – Scendere dal letto su una gamba sola ogni mattina. Può sembrare strano, ma stare in piedi su una gamba sola mentre ti vesti la mattina costringe il corpo all’equilibrio, rafforzando schiena, bacino e lo stomaco. Muscoli che sostengono la colonna vertebrale compresi. Secondo il fisioterapista Tom Salzman: “Questo semplice atto quotidiano offrirà notevoli benefici a lungo termine quando si tratta di rimanere attivi più a lungo e la protezione contro le cadute e le ossa rotte cala quando si invecchia”.

SESSO – Fare sesso regolarmente, almeno due volte alla settimana. Un ampio studio sulla longevità gallese ha scoperto che coloro che avevano rapporti sessuali meno di una volta al mese hanno subito il doppio rischio di morire prematuramente rispetto a quelli che ha fatto sesso due volte alla settimana. A parte i benefici per la salute, una coppia con una vita sessuale sana può rallentare l’invecchiamento fino a 7 anni, secondo uno studio del Royal Hospital di Edimburgo – forse perché il sesso riduce lo stress, portando ad una maggiore soddisfazione e un sonno migliore.

SCOIATTOLO – Mangiare tre noci al giorno. Le noci contengono la maggior parte delle qualità contro le malattie tra cui sostanze anti-invecchiamento e antiossidanti. Secondo l’Università di Scranton, negli Stati Uniti, mangiare solo tre noci al giorno è sufficiente per trarre i massimi benefici.

NO CREMA – Usare meno la protezione solare, ma non bruciarsi. Le cifre mostrano che il 50% delle persone nel Regno Unito sono carenti di vitamina D, il nutriente che ci protegge dall’azione della luce solare. Il calo aumenta il rischio di una serie di condizioni potenzialmente mortali tra cui le malattie cardiache, l’osteoporosi e il cancro. Per aumentare i livelli di vitamina D senza aumentare il rischio di cancro della pelle, Cancer Research UK raccomanda di abbronzarsi qualche minuto (in pratica circa dai 15 ai 20) sotto il sole intorno a metà giornata senza protezione solare.

AMICIZIA – Trovare sei buoni amici su cui puoi sempre contare. Lo sviluppo di amicizie e legami familiari è il segreto per vivere a lungo, secondo un recente studio australiano. Gli amici forniscono un sostegno emotivo, che ci aiuta a gestire lo stress, e la sensazione di esser amati aumenta la produzione di dopamina e l’ossitocina, che favoriscono la crescita del cervello. Altre ricerche hanno individuato il sei come numero ottimale di amici.

NON INGOZZARSI – Fermarsi quando ci si sente pieni all’80%. Gli abitanti di Okinawa, nelle remote isole giapponesi, hanno il più basso livello mondiale di obesità, e i centenari pullulano. Il loro segreto? Ad ogni pasto, smettono di mangiare quando si sentono sazi all’80%, felici di lasciare qualsiasi eccesso di cibo nel loro piatto. I ricercatori americani hanno trovato anche gli animali possono vivere fino a due volte più a lungo quando la loro assunzione di cibo si riduce fino a un terzo. Oltre ad aiutare a mantenere un peso sano, il metabolismo ha meno lavoro da fare, stressando meno il corpo.

DORMI – Vai a letto un’ora prima. La mancanza di sonno può mettere a rischio maggiore le condizioni di salute, creando depressione e malattie cardiache. Eppure una piccola modifica fa una grande differenza. Uno studio della Harvard Business School negli Stati Uniti ha rilevato che per le persone che di solito dormono per sette ore o meno a notte, rischiano più attacchi di cuore e ictus.

FILO – Usare il filo interdentale ogni sera. “La malattia gengivale è la condizione più diffusa del pianeta” racconta il dentista Dr James Russell. Negli ultimi 10 anni, gli studi hanno messo in relazione l’aspetto ad un aumentato rischio di altre condizioni, tra cui le malattie cardiache, diabete e alcuni tipi di cancro.

PRECISIONE – Una ricerca dello psicologo statunitense Dr. Howard Friedman ha trovato che il miglior fattore della longevità è avere coscienza. Le persone che sono attente con i soldi, pensierose, e ordinate tendono a vivere più a lungo. Questo per il rilascio della serotonina nel cervello che migliora sonno e appetito.

QUATTRO ZAMPE – Comprati un animale domestico, e preferibilmente un cane. Le persone che possiedono un animale domestico sono meno stressate. L’effetto calmante di possedere un animale fa calare la pressione sanguigna e riduce il rischio di un attacco di cuore, secondo i ricercatori dell’Università del Minnesota negli Stati Uniti. Un altro studio ha trovato che i proprietari che camminano i loro cani vivono una media di sette anni in più rispetto a chi non ha l’amico a quattro zampe.

NO ALLA MELA IN FRIGO – La frutta non va al gelo. I nutrienti durano di più se mantenuti a temperature ambiente. Per esempio, pomodori e peperoni conservati in una ciotola piuttosto che nel frigorifero possono contenere il doppio betacarotene e fino a 20 volte di più il licopene.

AIUTA – Sii gentile e dai una mano agli altri. Uno studio statunitense ha scoperto che le persone generose regolarmente vivono molto più a lungo rispetto agli indifferenti. Meno depressione, meno dolori e una migliore salute generale.

CANTA – Sotto la doccia. Anche se stonati, la canzone con bagnoschiuma aiuta meglio di una polizza di assicurazione sanitaria. I risultati in una ricerca combinata tra Harvard e Yale. Chi sfrutta l’ugola ha maggiore speranza di vita, e la buona vecchia cantilena riduce lo stress, promuove un cuore sano e scongiura la depressione.

FRUTTA E VERDURA – Un rapporto recente sull’European Heart Journal ha scoperto che le persone che mangiano otto o più porzioni di frutta e verdura al giorno hanno probabilità quasi un quarto in meno di morire di malattie cardiache rispetto a chi mangia solo tre porzioni, che in Inghilterra sono la media nazionale. Questo perché ogni singola porzione è ricca di vitamine essenziali e antiossidanti, che stimolano il sistema immunitario e combattere i danni dell’invecchiamento precoce.

NO PIAGNISTEI – Gli ottimisti vivono 12 anni più a lungo dei pessimisti, secondo i ricercatori americani della clinica statunitense Mayo. I pessimisti sono anche più inclini a malattie virali.

CIDRO – Il succo di mela aiuta a mantenere giovane il cervello, secondo uno studio recente del Journal of Alzheimer. I ricercatori hanno trovato che solo due bicchieri al giorno riducono la formazione delle placche nel cervello dei pazienti affetti dalla sindrome.

RADICI – Disegna il tuo albero genealogico. Trovare il tuo anamnesi familiare potrebbe aiutare a prevedere il proprio futuro salutare. “Alcune malattie cardiache o il cancro, hanno fattori genetici” dice il Dott. Anand Saggar, specialista di genetica. Con l’identificazione delle condizioni familiari si può essere in grado di percepire i primi sintomi.

MENO TV – Guarda la TV un’ora in meno la notte. Ogni ora del piccolo schermo potrebbe rubarvi 20 minuti della vostra vita, affermano gli scienziati del US National Cancer Institute. Più guardiamo, più stiamo immobili, senza muovere i muscoli e bruciare calorie.

FAI I CONTROLLI – Assicurarsi di non saltare uno screening. “Si possono salvare vite umane ai primi problemi, quando il male è ancora curabile” sostiene il dottor Dawn Harper.

CREDI – Provare per… credere. Più di 1.000 studi hanno trovato un legame tra la fede e una vita più longeva. Si ritiene che avere forti convinzioni aiuta le persone a gestire lo stress e problemi emotivi, migliorando problemi di cuore, respiratori e digestivi.

MISURA LA TUA VITA – Gli scienziati hanno scoperto che la misura del giro vita è il migliore indicatore per le malattie cardiache. meglio del IMB (indice di massa corporea), perché può indicare la presenza di grasso viscerale, attorno agli organi vitali. La tua vita deve essere sotto i 94 centimetri un uomo e sotto gli 80 per una donna.

SPOSATI – Gli uomini sposati hanno tre volte meno probabilità di morire di malattie cardiache rispetto agli uomini che non hanno la fede al dito. Il matrimonio dimezza il rischio di morte cardiaca per le donne, secondo uno studio del 2009.

RIDI – Ridere almeno 20 volte al giorno. Rinforza il sistema immunitario, gli ormoni dello stress e stimola le barre cellule T killer, che lottano contro il cancro.Gli adulti ridono con una media di cinque/quindici volte al giorno, mentre i bambini possono facilmente farlo fino oltre un centinaio di attacchi quotidiani risatina.

NON FUMARE – E se lo fai smetti. Secondo uno studio finlandese, fumare non solo accorcia la vita di circa 10 anni, ma abbassa anche la qualità della vita in età avanzata, perché i fumatori hanno più probabilità di soffrire di malattie debilitanti.

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Bere più di quattro tazze di caffè al giorno aumenta il rischio di decesso precoce

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CAFFE CAFFEINA TAZZINA COLAZIONEBrutte, bruttissime notizie per i “caffeinomani” incalliti, almeno a giudicare dai risultati di una ricerca statunitense. I ricercatori hanno scoperto che le persone sotto i 55 anni che bevono più di 4 tazze di caffè al giorno hanno maggiore probabilità di morire precocemente, con un incremento del 50% della mortalità, secondo quanto riportato dalla rivista Mayo Clinic Proceedings.

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PicoSure, il nuovo laser per eliminare i tatuaggi in maniera indolore

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO TATUAGGIO BRACCIO INCHIOSTROLa clinica universitaria tedesca di Bochum, in Nortrhein Westfalen, è il primo ospedale europeo ad avere in dotazione un nuovo laser che permetterà di rimuovere i tatuaggi in maniera quasi del tutto indolore e senza lasciare alcun residuo. La nuova tecnologia si chiama “PicoSure” e sembra sia molto più rapida e meno dolorosa rispetto alla precedenti tecniche laser, tuttavia è anche più costosa (per un tatuaggio di medie dimensioni si paga circa 2.000 euro).

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Donne nate senza vagina: è la sindrome di Rokitansky-Kuster-Hauser

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO DONNA TRISTE STANCA STRESS SONNO TRISTEZZA DEPRESSIONELa  sindrome di Rokitansky-Kuster-Hauser (anche chiamta agenesia mülleriana o aplasia utero vaginale o semplicemente sindrome di Rokitansky; in inglese müllerian agenesis o müllerian aplasia o vaginal agenesis o Mayer-Rokitansky-Küster-Hauser syndrome o MRKH syndrome), è una condizione congenita (cioè presente già alla nascita) che è caratterizzata dall’assenza dell’utero e – in parte o totalmente – della vagina, mentre le ovaie sono presenti e anche i genitali esterni sono normali. E’ causata da un alterato sviluppo dei dotti di Müller, cui consegue l’agenesia dell’utero e variabili malformazioni della porzione prossimale della vagina. A ciò consegue amenorrea primaria, infertilità e l’impossibilità dei rapporti sessuali.

Cenni storici

Questa sindrome prende il nome dal suo più famoso scopritore il barone Karl Von Rokitansky (Cecoslovacchia, 1804-1878), medico e professore all’università di Vienna. Esistono evidenze di malformazioni vaginali sin dai tempi antichi. Già Ippocrate nel libro “Natura della donna” descrive la presenza di un’ostruzione membranosa del canale vaginale. Nel 1829 Mayer e nel 1838 Rokitansky descrivono una sindrome che include l’agenesia dell’utero e della vagina, mentre successivamente sarà Kuster ad osservare una correlazione con difetti urologici. Per questo motivo questa condizione viene anche chiamata sindrome di Mayer-Rokitansky-Kuster-Hauser.

Diffusione

Si stima che la prevalenza della sindrome sia di 1-5 neonate su 10.000.

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Cause

Normalmente durante l’embriogenesi umana, insieme ai vari apparati e sistemi, avviene lo sviluppo del apparato riproduttivo; nei pazienti affetti da questa malattia lo sviluppo inizia ma non riesce a concludersi. La  sindrome di Rokitansky è causata da un alterato sviluppo dei dotti di Müller, cui consegue l’agenesia dell’utero e malformazioni della porzione prossimale della vagina. La causa a monte che determina tale alterato sviluppo è attualmente ancora non del tutto compreso. Sono stati studiati numerosi geni al fine di identificare una causa genetica. Le forme tipiche e atipiche del disturbo sono presumibilmente causate da mutazioni in diversi geni. Il gene WNT4 (braccio  corto del cromosoma 1) è stato implicato nella versione atipica di questo disturbo. Una mutazione genetica causa la sostituzione di un residuo di leucina in prolina nella posizione dell’amminoacido 12. Questo evento riduce i livelli intranucleari di β catenina, inoltre rimuove l’inibizione degli enzimi steroidogenici come la 3β-idrossisteriod deidrogenasi e la 17α-idrossilasi. I pazienti hanno quindi un eccesso di androgeni. Inoltre, senza WNT4, il dotto mulleriano è deformato o assente. Gli organi riproduttivi femminili, come la cervice, le tube di Falloppio e gran parte della vagina, sono quindi colpiti. È stata segnalata un’associazione con la sindrome da microdelezione 17q12, una mutazione per delezione nel braccio lungo del cromosoma 17. Il gene LHX1 può essere la causa di un certo numero di casi.

Sintomi e segni

Dal punto di vista clinico la sindrome di Rokitansky si manifesta con l’assenza di utero e vagina, con ovaie e genitali esterni nella norma e normale cariotipo femminile. In alcuni casi possono essere associate anomalie a carico di altri organi e apparati come reni e vie urinarie, cuore e scheletro (vedi il prossimo paragrafo). La maggior parte delle pazienti con la sindrome di Rokitansky se ne accorge durante la pubertà, dato che, nonostante le modificazioni normali legate alla pubertà (sviluppo dei caratteri sessuali secondari con pubarca, cioè formazione di peli pubici, e telarca, sviluppo delle mammelle), si ha amenorrea (cioè le mestruazioni sono assenti): è opportuno ricordare che attualmente tale sindrome rappresenta la seconda causa di amenorrea primaria dopo la sindrome di Turner. Le ovaie – normalmente presenti – infatti inducono la caratterizzazione femminile tipica della pubertà, ma le mestruazioni non compaiono in virtù dell’assenza dell’utero. La conseguenza più importante – e più drammatica per la donna – di questa malattia è l’impossibilità totale di avere una gravidanza data la mancanza dell’utero. Inoltre, finchè non si interviene chirurgicamente a creare un’apertura ed uno spazio vaginale, per la donna sarà impossibile la normale penetrazione vaginale durante i rapporti.Esternamente i genitali appaiono normali.

Tipologie

Esistono due tipologie di sindrome di Rokitansky:

  • sindrome di Rokitansky di primo tipo (MRKH di tipo I): si riscontra l’assenza solo di utero e vagina;
  • sindrome di Rokitansky di secondo tipo (MRKH di tipo II o MURCS -Müllerian aplasia, Renal aplasia and Cervico-thoracic Somite dysplasia):  si riscontra l’assenza di utero e vagina ma sono anche associate malformazioni di altri organi, tra cui reni, cuore e scheletro. In particolare il 40% delle donne malate presenta anomalie renali (il 15% nasce con un solo rene), il 10% presenta difficoltà uditive e il 10-12% anomalie scheletriche.

Il secondo tipo è generalmente considerato quello più grave e potenzialmente caratterizzato da sintomi e segni in quantità maggiore rispetto al primo tipo.

Un’altro tipo di classificazione, prevede tre gruppi:

  • Tipica agenesia mulleriana – Aplasia/ipoplasia uterovaginale isolata (prevalenza 64%);
  • Agenesia mulleriana atipica – Aplasia/ipoplasia uterovaginale con malformazione renale o aplasia/ipoplasia uterovaginale con disfunzione ovarica (prevalenza 24%);
  • Sindrome MURCS – Aplasia/ipoplasia uterovaginale con malformazione renale, malformazione scheletrica e malformazione cardiaca (prevalenza 12%).

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Diagnosi

La diagnosi di sindrome di Rokitansky è essenzialmente clinica. Tuttavia la normale visita medica va integrata con esami genetici per il controllo del cariotipo, un’ecografia pelvica e una risonanza magnetica per il controllo dell’anatomia interna. Importante anche una ecografia renale, visto che, come dicevo all’inizio dell’articolo, spesso tale patologia è associata e anomalie a carico di altri organi ed il rene è statisticamente quello più colpito.

Trattamento

Per quanto riguarda il trattamento è possibile ricostituire la vagina mediante intervento chirurgico di vaginoplastica: la costruzione di una neovagina è necessario per permettere alla paziente di avere una normale vita sessuale. Questo ovviamente non risolve il problema dell’assenza dell’utero (per cui permangono per tutta la vita l’infertilità e l’amenorrea), anche se in futuro si prevede che sarà possibile ricorrere al trapianto di utero. Già adesso presso la Clinica Ginecologica dell’ospedale Umberto I di Roma si stanno sperimentando nuove terapie a base di cellule staminali autogene, cioè prelevate dalla stessa paziente. Il trattamento con utero artificiale è ancora in fase di studio. Ritornando all’impossibilità di avere figli, una ulteriore brutta notizia è che l’assenza dell’utero rende impossibile anche il ricorso a tecniche di fecondazione in vitro. Rimane la possibilità della maternità surrogata (vietata in Italia) oppure ovviamente dell’adozione. I trattamenti effettuati sono finalizzati a migliorare il rapporto sessuale ed a migliorare la qualità della vita della paziente, soprattutto dal punto di vista psicologico. Per migliorare il rapporto sessuale sono utilizzati sia dilatatori vaginali, sia la chirurgia, che presenta numerosi approcci, tra i quali:

  1. il metodo McIndoe: prevede l’utilizzo di cute del paziente al fine di confezionare una vagina artificiale; dopo l’intervento l’uso di dilatatori vaginali può rendersi necessario in caso di stenosi.
  2. il metodo Vecchietti: consiste nell’inserimento, a livello del fondo cieco della vagina, di una dispositivo di forma ovalare che viene successivamente messo in trazione dall’interno dell’addome tramite un intervento laparoscopico; l’intervento dura in tutto 45 minuti. In tal modo la vagina può crescere in dimensione di 1 cm al giorno, creando una vagina normale in circa una settimana o più.

Il trapianto uterino è stato eseguito in un certo numero di persone con agenesia mulleriana, ma l’intervento è ancora in fase sperimentale. Poiché le ovaie sono presenti, le persone con questa condizione possono avere figli genetici attraverso la fecondazione in vitro con trasferimento dell’embrione a un portatore gestazionale. Nell’ottobre 2014, è stato riferito che un mese prima una donna svedese di 36 anni era diventata la prima donna con un utero trapiantato a dare alla luce un bambino sano. È nata senza utero, ma aveva ovaie funzionanti. Lei e il padre sono passati alla fecondazione in vitro per produrre 11 embrioni, che sono stati poi congelati. I medici dell’Università di Göteborg hanno quindi eseguito il trapianto di utero, essendo il donatore un amico di famiglia di 61 anni. Uno degli embrioni congelati è stato impiantato un anno dopo il trapianto e il bambino è nato prematuro a 31 settimane dopo che la madre aveva sviluppato la preeclampsia. La ricerca promettente include l’uso di strutture coltivate in laboratorio, che sono meno soggette alle complicazioni del tessuto non vaginale, e possono essere coltivate utilizzando le cellule della donna stessa come fonte di coltura. Il recente sviluppo di vagine ingegnerizzate utilizzando le cellule del paziente stesso ha portato a vagine perfettamente funzionanti capaci di mestruazioni e orgasmo in un certo numero di pazienti.

Supporto psicologico

Scoprire di essere affette dalla sindrome di Rokitansky è ovviamente uno shock molto forte per la donna, che avrà la certezza di non poter mai rimanere incinta oltre alla percezione di essere “meno donna” del normale. La diagnosi avviene spesso in giovane età, durante le prime fasi post-puberali e ciò rende ancora più traumatica la notizia: in questo senso è assai importante avere un supporto psicologico e psichiatrico, che aiuti la paziente ad accettare la malattia. Alcune pazienti potrebbero avere un forte contraccolpo psicologico e ricadere nella depressione, nell’isolamento sociale e perfino in idee suicidarie: in questi casi farmaci antidepressivi e psicoterapia possono essere di grande aiuto.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Impianto di protesi testicolare: quando, come e perché si effettua

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Quando e perché viene istallata una protesi testicolare?
Una protesi testicolare viene istallata nello scroto quando il testicolo originale non è più presente in sede per vari motivi:
1) orchiectomia: intervento chirurgico di asportazione di uno od entrambi i testicoli;
2) criptorchidismo: la mancata discesa di uno o di entrambi i testicoli nel sacco scrotale;
3) testicolo atrofico;
4) testicolo non presente alla nascita;
5) orchidopessi (il principale trattamento del criptorchidismo, ha come obiettivo di riportare il testicolo o testicoli nello scroto).

Come viene impiantata una protesi testicolare?
L’impianto, effettuato in regime di Day Surgery, tranne che nelle condizioni che impongono un ricovero ordinario  può essere o contestuale alla asportazione del testicolo o in un tempo successivo, attraverso una incisione inguinale.
La procedura richiede una anestesia locale o locogenerale ed una durata di solito non superiore ai 20-30 minuti, preceduta da una profilassi antibiotica un’ora prima e proseguita alla dimissione per almeno 4 giorni insieme ad una terapia antidolorifica da impiegare più che altro al bisogno. L’intervento può essere realizzato in regime di Day Surgery

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Come è fatta una protesi testicolare?
La dimensione della protesi è ovviamente correlata alle dimensioni del controlaterale. La protesi è costituita da un involucro ovoidale in silicone preriempito, e ne esistono di diverse misure: la scelta della dimensione della protesi è ovviamente correlata alle dimensioni del controlaterale (cioè viene fatta in base alla dimensione del testicolo superstite).

Perché le dimensioni sono correlate al testicolo superstite?
Come facilmente intuibile l’impianto di protesi testicolari viene effettuato per motivi estetici e psicologici.

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Complicanze dell’intervento
La complicanza più frequente, come accade per tutte le protesi, è  l’infezione. Questo evento può richiedere la sua rimozione, così come la possibile comparsa di una necrosi dei lembi cutanei al di sopra della protesi. È rara la comparsa di un ematoma (una raccolta di sangue) all’interno dello scroto.

Risultati dell’intervento
Il risultato estetico è subito visibile, alla vista il testicolo è naturale e soffice al tatto, della stessa consistenza dei testicoli naturali. La cicatrice è minima.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Pet therapy: una bimba guarisce grazie al suo cane

Porthos, un cucciolo di cane, ha aiutato la sua padroncina a guarire e tornare a casa sana e salva. Questo il lieto fine di un bellissimo caso di pet therapy nella terapia intensiva pediatrica del Policlinico Gemelli di Roma. Si tratta del primo caso di pet-therapy in terapia intensiva pediatrica nel Lazio e tra le prime esperienze di questo tipo conosciute in Italia.

Ricoverata nella Terapia Intensiva Pediatrica (TIP), una bambina di 10 anni era caduta in un profondo stato depressivo sviluppato in seguito alla sua condizione di salute durante la degenza in Tip. Un incontro al giorno con Porthos l’ha però aiutata a ritrovare il sorriso e le forze per reagire.
La bambina ora è guarita ed è tornata a casa.

L’idea è stata dell’equipe diretta da Giorgio Conti. “La bambina – racconta Conti – era tristissima, non riusciva a dormire. Abbiamo cercato di farla reagire facendo entrare in TIP Porthos, un cucciolo di Golden retriever. Abbiamo organizzato un incontro col cane tutti i giorni per due settimane, dopo la seduta di fisioterapia.

La bimba, che si era chiusa in un mutismo acinetico e non riusciva a essere molto collaborativa in fisioterapia, ha subito reagito, già al primo incontro: è stato possibile staccarla dal ventilatore meccanico e iniziare a fare sessioni di fisioterapia più intensa che l’hanno aiutata a guarire”.

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