Quando e come misurare la pressione arteriosa?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma differenza pressione arteriosa venosa Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano PeneQuando misurare la pressione arteriosa durante il giorno?
Salvo diverse indicazioni del medico curante, consiglio di rilevare la pressione due volte al giorno:

  • la mattina, prima di colazione e prima di assumere le vostre medicine;
  • la sera, prima di andare a letto.

Modalità
Sia la mattina che la sera ripetete il procedimento tre volte di seguito, ad intervalli di uno o due minuti, per evitare misurazioni errate. Può essere utile scrivere il risultato su un taccuino in una tabella e portare i risultati al proprio medico curante.

Precauzioni per una corretta rilevazione
Per una corretta rilevazione dei valori sistolici e diastolici (massima e minima), è opportuno seguire queste indicazioni:

  • attendere 1 ora dalla fine dei pasti, della pausa caffè o tè o dopo uno sforzo fisico più o meno intenso;
  • evitare di fumare sigarette nella mezz’ora precedente la misurazione: la nicotina può aumentare per vari minuti sia la vostra frequenza cardiaca che la pressione sanguigna;
  • possibilmente sedersi e rilassarsi nei 5 minuti precedenti la misurazione;
  • evitare di indossare indumenti stretti intorno al braccio su cui è effettuata la misurazione;
  • appoggiare comodamente il braccio su un ripiano e infilare, all’altezza del cuore, tra l’ascella e la piega del gomito, il bracciale di gomma;
  • per persone molto magre o molto robuste utilizzare bracciali di proporzioni minori o maggiori di quelle standard;
  • evitare di parlare durante la misurazione;
  • cercare di ripetere la misurazione sempre alla stessa ora;
  • in caso di valori fuori norma, ripetere la rilevazione varie volte, ad intervalli di uno/due minuti;
  • non importa quale braccio si usa per la rilevazione, tuttavia è importante sapere che in alcuni soggetti è possibile riscontrare differenze anche sensibili tra le due braccia nei valori rilevati. In tali casi, è consigliabile effettuare la misurazione sul braccio con la pressione più elevata.

I migliori strumenti per rilevare la pressione arteriosa a casa, li potete trovare in questi articoli:

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La morte di Ayrton Senna, campione di Formula 1 mai dimenticato

MEDICINA ONLINE AYRTON SENNA FORMULA 1 F1 GP GRAN PREMIO IMOLA MORTE DEAD DEATH AUTO INCIDENTE AUTOMOBILISTICO VIDEO SAD BRASILE ITALIA RETTILINEO CASCO ROTTURA SOSPENSIONE WALLPAPER  PICS PHOTO PICTUREE’ la domenica primo maggio del 1994 e sono le ore 14.17: il mondo dell’automobilismo e dello sport sta per cambiare per sempre. La Williams di Ayrton Senna colpisce il muro di cemento all’esterno della curva del Tamburello con un angolo di impatto di circa 22 gradi e una velocità compresa tra i 213 (stima dei periti dell’accusa al processo) ed i 186 km/h (ipotizzati dalla Sagis, ente che gestisce l’autodromo di Imola). Nel violento urto il lato destro della vettura è devastato, le due ruote, i triangoli delle sospensioni e le ali volano in aria mentre la vettura rimbalza verso la pista, esaurisce la sua energia strisciando e impuntandosi nella fascia d’erba fino a fermarsi, a pochi metri dall’asfalto. L’elicottero riprende impietoso, sotto il sole battente il casco giallo è reclinato a destra, immobile. Poi, per due volte, si muove, come per raddrizzarsi. E’ un lampo di speranza per tutti, ma dura pochissimo per i primi uomini del servizio di soccorso che raggiungono di corsa la monoposto. Il pilota non è cosciente, anzi, il casco è letteralmente pieno di sangue. Senna viene estratto dall’auto e disteso sul cemento a fianco, il suo cuore batte ancora e i medici operano velocemente una tracheotomia per liberare le vie respiratorie, sotto di lui si espande una macchia rossa inequivocabile. L’elicottero del servizio medico di emergenza atterra in pista sul rettilineo dopo il tamburello, per accelerare il trasferimento all’ospedale di Bologna. Il mondo spera. Ayrton va ripetutamente in arresto cardiaco, i medici riescono a mantenere in attività il cuore fino al ricovero,  ma è tutto completamente inutile. Il primo bollettino diramato dall’ospedale è inappellabile, l’encefalogramma del pilota è completamente piatto, solo le macchine tengono il suo cuore in attività. Alle ore 18:40 Ayrton Senna viene ufficialmente dichiarato morto.

La sospensione anteriore destra

L’autopsia chiarisce la dinamica dei fatti. A causare la morte sono state le gravissime ferite riportate alla testa, non originate dalla semplice decelerazione, come nel caso di Ratzenberger, ma da una circostanza incredibilmente sfortunata: nell’urto un oggetto acuminato, probabilmente un pezzo della sospensione anteriore destra rimasto attaccato alla ruota, è stato scaraventato violentemente verso l’abitacolo perforando la parte superiore della visiera del casco e il cranio del pilota, come una lunga e letale lama. Il contraccolpo ha inoltre causato estese fratture alla base cranica. Il danno è stato tale da arrestare sul colpo ogni funzione cerebrale provocando inoltre una estesissima emorragia; l’ora della morte cerebrale è stata ufficialmente fissata alle 14.17 cioè il momento dell’impatto.
Il telaio in carbonio ha protetto molto bene il corpo del pilota, che non ha riportato lesioni degne di nota, quindi pochi centimetri di diversità nella direzione di rimbalzo di una ruota avrebbero potuto cambiare il destino di Ayrton e farlo uscire sostanzialmente incolume dal pauroso incidente. Ma così non è stato. Quella giornata già non era iniziata bene, per via del dramma di Ratzenberger.

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Roland Ratzenberger

Senna appariva sorridente in quasi tutte le foto. Ma in quel primo maggio 1994, in tutte le immagini dell’epoca, era sempre ritratto con un’espressione particolarmente triste. Era per via del dramma vissuto poche ore prima, a causa della morte di Roland Ratzenberger, deceduto in un incidente alla curva Villenueve durante le qualifiche di quello stesso GP di San Marino. Senna era stato l’unico pilota a recarsi sul punto dell’incidente. Voleva capire. Forse voleva anche pregare lui, che era intimamente religioso, tanto da tenere sempre una bibbia sul comodino dell’hotel. Sappiamo che Senna era rimasto talmente scosso dalla tragedia di Ratzenberger da aver collocato nell’abitacolo della sua Williams il giorno della gara una bandiera austriaca: l’avrebbe sventolata nel giro d’onore, in omaggio al pilota austriaco, qualora avesse vinto il GP. Perché Ayrton era sicuro di vincerlo. Aveva fatto modificare durante la notte dai suoi meccanici il piantone dello sterzo della sua Williams, così che gli risultasse più facile guidare senza tenere i polsi troppo piegati come era stato costretto a subire nelle prime tre gare dell’anno per via di un abitacolo scomodo. Purtroppo Ayrton non avrebbe sventolato mai quella bandiera austriaca. Di quell’incidente, nel corso di tanti anni, abbiamo saputo tutto, o quasi. Dal piantone dello sterzo che si è rotto, all’impatto devastante contro il muro di cemento del Tamburello calcolato dalla telemetria di bordo a 211 km orari, fino alla incredibile e drammatica causa reale della morte di Ayrton.

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Tributo a Senna

Fu il braccetto della sospensione anteriore destra che, spezzandosi, si ripiegò su se stesso colpendo il casco, a provocare la ferita mortale. Fu un’incredibile e irripetibile dinamica. Di quelle che capitano una volta su un milione di casi. Purtroppo capitò quel giorno al Migliore di tutti. L’impatto contro il muro ha divelto l’anello dell’uniball di fissaggio al telaio del braccetto della sospensione. L’energia ha slabbrato l’anello trasformando il braccetto da un innocuo pezzo di metallo in una specie di lancia con una punta metallica acuminata; come già accennato all’inizio dell’articolo, questa è penetrata nel casco proprio dove era più vulnerabile, ferendo mortalmente Senna alla testa. Fosse passato un paio di centimetri più in alto, la curvatura della calotta avrebbe deviato il braccetto dall’obiettivo. Sfortuna ha voluto che il braccetto, trasformato in lama, sia entrato appena più sotto, dove c’erano la visiera e la guarnizione di gomma e non c’è la fibra del casco ad opporre resistenza. La lama ha penetrato la testa di Ayrton all’altezza della tempia provocando le mortali lesioni al cervello che l’hanno ucciso praticamente sul colpo. Con i caschi F1 di oggi  non sarebbe finita in quel tragico modo: dopo l’incidente di Massa del 2009 sono obbligatoriamente dotati di una striscia protettiva in carbonio più rigido proprio per sigilliare e proteggere lo spazio fra calotta e visiera. Purtroppo le corse sono piene di episodi in cui il senno di poi e le tecnologie più moderne avrebbero fatto cambiare la storia. Si può solo pensare che all’inequivocabilità del destino.

Il pilota che nessuno dimenticherà mai

Di quell’incidente e dei drammatici istanti trasmessi in diretta TV ci ricorderemo per sempre l’immagine di quell’ultimo sussulto di Senna ferito nella monoposto ferma e distrutta in pista. Quel sussulto che molti, frettolosamente, hanno scambiato per un segno positivo: l’impressione che Senna stesse riscuotendosi dall’intontimento dopo la violenta botta. E che invece il dottor Sid Watkins, il medico della Fia responsabile del soccorso medico, definì con azzeccate parole più tardi come “il momento in cui lo spirito di Ayrton ha lasciato il suo corpo terreno”. Il corpo del miglior pilota di F1 di tutti i tempi, che nessuno di noi potrà mai dimenticare.

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Capelli luminosi in modo naturale: provate l’aceto e il limone

MEDICINA ONLINE CAPELLI DEBOLI BIANCHI WHITE HAIR STYLE STYLIST STILER GRAY COLOR CABELLO CANOSO COLORE TINTA COPRIRE COLOR BROWN COLORARE ACCONCIATURA TESTA DONNA RADICE PELO CAPELLO WALLPAPER SFONDO PICTURE PHOTO PICS.jpgUn po’ di aceto e limone e il gioco è fatto, senza costose lozioni o aggressivi prodotti chimici: eccoci con un nuovo consiglio di bellezza fai da te, per aiutarvi a farvi una cosmesi naturale e low cost. Anche in questo caso ci servono prodotti poveri e facilmente a disposizione nelle nostre credenze, poche mosse e la tecnica giusta.

CAPELLI LUCIDI IN MODO NATURALE

Oggi parliamo dell’aceto: umile e prezioso, è estremamente versatile nell’utilizzo casalingo, per fare le pulizie, da aggiungere al detersivo per il bucato in lavatrice, per lucidare le posate e addirittura è eccellente per fare i gagarismi contro le infiammazioni delle tonsille.

Cosa vi serve:

  • Un litro di acqua distillata
  • Il succo di un limone
  • Mezzo bicchiere di aceto

CAPELLI LUCENTI CON IL LIMONE

Risciacquate i capelli, immergendoli più volte in questa lozione:  grazie al limone, resteranno morbidi e lucenti senza trattenere l’odore di aceto.

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Qual è il momento della giornata in cui la febbre è più alta e perché?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma DIFFERENZA FEBBRE IPERTERMIA COLPO DI CALORE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie CapillariTutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo avuto la febbre e tutti ci siamo accorti che la temperatura del nostro corpo non rimane stabile ma tende a variare durante le ore del giorno. In caso di febbre la temperatura corporea tende infatti a:

  • essere più elevata dopo i pasti a causa della digestione in atto e specie se i pasti e le bevande sono caldi;
  • essere più bassa al mattino ed intorno a mezzogiorno;
  • aumentare progressivamente nel tardo pomeriggio, la sera e la notte.

Cortisolo

La variazione tra la mattina e la sera – che può superare anche un grado di differenza –  si verifica perché nel corso della giornata diminuisce da parte del nostro organismo la produzione di cortisolo. Il cortisolo è un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali, più precisamente dalla zona fascicolata della loro porzione corticale. È un ormone di tipo steroideo, derivante cioè dal colesterolo, ed in particolare appartiene alla categoria dei glucocorticoidi, di cui fa parte anche il corticosterone (meno attivo). Alti livelli di cortisolo sono associati ad una dieta iperproteica (ovvero in cui la quantità di proteine introdotta con l’alimentazione è superiore a quella di carboidrati e grassi), ma anche al digiuno, all’attività fisica intensa ed a periodi stressanti della nostra vita, non a caso il cortisolo viene anche chiamato “ormone dello stress”, anche se sarebbe più giusto chiamarlo “ormone antistress”. Il cortisolo è un potente antinfiammatorio perché blocca la produzione di prostaglandine, che sono responsabili dell’insorgenza della febbre; tale ormone viene prodotto maggiormente nelle prime ore del mattino con un picco tra le ore 9 e mezzogiorno e diminuisce nel pomeriggio ed in particolare verso le ore serali toccando il punto minimo intorno a mezzanotte, ecco il motivo per cui la sera e la notte sono i momenti della giornata in cui la febbre tende ad essere più elevata. Alla luce di ciò, quando si misura la temperatura corporea? A tale proposito leggi: Come e quando si misura la febbre?

I migliori prodotti per il benessere in caso di febbre, influenza e raffreddore

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche, utilissimi in caso di febbre, influenza e raffreddore. Noi NON sponsorizziamo né siamo legati ad alcuna azienda produttrice: per ogni tipologia di prodotto, il nostro Staff seleziona solo il prodotto migliore, a prescindere dalla marca. Ogni prodotto viene inoltre periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

Per approfondire, leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Differenza tra creatina e creatinina

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma COME SONO FATTI I MUSCOLI Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina PettoraliLa creatinina è una sostanza che deriva dalla degradazione della creatina (1-Methylhydantoin-2-Imide). La creatina è una proteina che si trova nei muscoli scheletrici ed è fondamentale per i processi che portano al movimento e alla contrazione muscolare dal momento che ha la funzione principale di immagazzinare energia nel muscolo (ad uno dei suoi gruppi azoto gli si può attaccare l’ATP, trasformandola in fosfocreatina o creatin-fosfato). Nel corso delle reazioni energetiche che avvengono durante la contrazione muscolare, una parte della creatina stessa viene trasformata in creatinina che passa nel sangue e viene poi eliminata tramite i reni.

Nell’organismo la creatina svolge anche alcune funzioni biologiche correlate con la crescita e lo sviluppo cellulare. La creatina è frequentemente utilizzata come integratore alimentare per sportivi, sotto forma di polvere bianca cristallina, solubile in acqua, utile specialmente nella sua versione micronizzata, più facilmente assorbita dall’organismo. La creatina è in grado di inibire l’attività dell’enzima tirosinasi nei melanociti, bloccando il processo di melanogenesi e contribuendo in tal modo a contrastare i disturbi da iperpigmentazione.

Ricapitolando: la creatina è una proteina essenziale per immagazzinare energia nel muscolo e la creatinina è il prodotto del suo metabolismo.

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Il diabetico può mangiare le nespole? Quante calorie hanno?

MEDICINA ONLINE BERE GELATO NESPOLE FRUTTA DIABETE BEVANDA CALORIE SODIO GLICEMIA GASSATA OLIGOMINARALE DISTILLATA INGRASSARE DIMAGRIRE INSULINA GLICATA COCA COLA ARANCIATA THE BERE ALCOL DIETA CIBO PASTO LONTANO DAI PASTILe nespole contengono soltanto 47 calorie per 100 grammi, circa 12 grammi di carboidrati ed 1,7 grammi di fibra alimentare. Inoltre contengono tanta acqua, fibre, sali minerali (come potassio, fosforo, magnesio e calcio) e vitamine (vitamina C, vitamina B). Possono essere assunti dal diabetico, in dosi moderate e possibilmente lontano dai pasti principali.

Importante: in caso di dubbio, il paziente diabetico può – sotto controllo medico – monitorare la propria risposta glicemica all’assunzione di certi alimenti, annotando i valori su un taccuino e raffrontando le relative glicemie.

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Ventolin (salbutamolo) 100mcg aerosol, foglietto illustrativo

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACIA PHARMACIST PHOTO PIC IMAGE PHOTO PICTURE HI RES COMPRESSE INIEZIONE SUPPOSTA PER OS SANGUE INTRAMUSCOLO CUORE PRESSIONE DIABETE CURA TERAPIA FARMACOLOGICA EFFETTI COLLATERALI CONTRODenominazione

VENTOLIN 100 MCG SOSPENSIONE PRESSURIZZATA PER INALAZIONE

Categoria Farmacoterapeutica

Adrenergici per aerosol.

Principi Attivi

Salbutamolo solfato.

Eccipienti

Propellente HFA 134a.

Indicazioni

Trattamento dell’asma bronchiale, broncopatia ostruttiva con componente asmatica; indicato negli adulti, negli adolescenti e nei bambini dieta’ compresa fra 4 e 11 anni; il salbutamolo e’ un agonista selettivobeta2 adrenergico indicato per il trattamento del broncospasmo; fornisce broncodilatazione di breve durata (quattro ore) nell’ostruzione reversibile delle vie respiratorie a causa di asma, bronchite cronica edenfisema.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Posologia

Il medicinale va somministrato esclusivamente per via inalatoria. Un aumento della necessita’ di ricorrere all’impiego dei beta2-agonisti puo’ indicare un deterioramento delle condizioni dell’asma. Qualora cio’si presenti puo’ essere necessaria una verifica del piano terapeuticodel paziente e dovrebbe essere presa in considerazione la necessita’di una terapia corticosteroidea concomitante. Nei pazienti con scarsacapacita’ di coordinamento dei movimenti possono essere impiegati opportuni apparecchi distanziatori. Dato che, a dosaggi elevati, possono comparire effetti indesiderati, il dosaggio e la frequenza delle somministrazioni devono essere variati solo su indicazione medica. La duratad’azione del salbutamolo nella maggior parte dei pazienti e’ di 4-6 ore. >>Adulti. Trattamento del broncospasmo in fase acuta e controllo dell’asma episodica: 1-2 inalazioni (100-200 mcg). Terapia cronica: fino a 2 inalazioni (200 mcg ) 4 volte al giorno. L’uso al bisogno del medicinale non deve superare le 4 somministrazioni al giorno. Effettuareal massimo 2 somministrazioni spray per volta e non ripetere il trattamento prima di 4 ore. L’aumento della frequenza delle somministrazioni e del dosaggio delle stesse e’ sintomo di un aggravamento improvvisodelle condizioni dell’asma. Popolazione pediatrica: i bambini che usano il farmaco possono trovare beneficio dall’utilizzo di un apposito distanziatore con maschera facciale. >>Attenuazione del brocospasmo infase acuta. Dosaggio abituale per bambini al di sotto dei 12 anni: 1 inalazione (100 mcg). La dose puo’ essere aumentata fino a 2 inalazioni(200 mcg), se necessario. Bambini di 12 anni di eta’ in poi: dose come per la popolazione adulta. L’uso al bisogno del farmaco non deve superare le 4 somministrazioni al giorno. La necessita’ di assumere dosisupplementari o di aumentare improvvisamente il dosaggio indicano un deterioramento delle condizioni dell’asma. >>Terapia cronica. Dosaggioabituale per bambini al di sotto dei 12 anni: fino a 2 inalazioni (200mcg) 4 volte al giorno. Bambini di 12 anni di eta’ in poi: dose comeper la popolazione adulta.

Conservazione

Immediatamente dopo l’uso, riposizionare fermamente il coperchio del boccaglio fino a sentire il click. La bomboletta del prodotto e’ pressurizzata. Si raccomanda di non forarla, di non avvicinarla, anche se vuota, a fonti di calore, di non congelarla e di non esporla alla luce solare diretta. L’efficacia del farmaco puo’ risultare ridotta quando la bomboletta e’ fredda.

Avvertenze

I pazienti con asma grave presentano una sintomatologia costante e frequenti riacutizzazioni; la loro funzionalita’ polmonare e’ ridotta, presentano valori di PEF (picco di flusso espiratorio) inferiori al 60%del normale con variabilita’ anche superiori al 30%. Normalmente talivalori non si normalizzano completamente dopo l’assunzione di un broncodilatatore. I broncodilatatori non devono essere l’unico o il principale trattamento nei pazienti con asma persistente. Nei pazienti con asma persistente che non risponde al salbutamolo, il trattamento con corticosteroidi per via inalatoria e’ consigliato per raggiungere e mantenere il controllo. Tali pazienti richiedono quindi una terapia steroidea inalatoria ad alte dosi (es. > 1 mg al giorno di Beclometasone dipropionato) oppure orale. Una volta che sia stata instaurata una terapiasteroidea di base, il salbutamolo rappresenta un intervento terapeutico essenziale nel trattamento delle riacutizzazioni dell’asma grave. In caso si osservi una risposta non pienamente o rapidamente soddisfacente e’ necessario ricorrere prontamente al medico curante o a trattamenti urgenti. Il salbutamolo presenta una rapida insorgenza d’azione (entro 5 minuti) ed una broncodilatazione di breve durata (4 ore). Il medicinale e’ particolarmente indicato nel trattamento dell’attacco acuto nell’asma lieve, moderato o grave; il suo impiego non deve comunqueritardare l’introduzione o l’uso regolare della terapia corticosteroidea inalatoria. Il trattamento dell’asma deve essere normalmente eseguito nell’ambito di un piano terapeutico adattato alla gravita’ della patologia; la risposta del paziente alla terapia deve essere verificatasia clinicamente che mediante esami di funzionalita’ polmonare. La necessita’ di ricorrere piu’ frequentemente ai broncodilatatori inalatoria breve durata d’azione ed in particolare ai beta2-agonisti per il controllo della sintomatologia, indica un peggioramento del controllo dell’asma; in tale circostanza il piano terapeutico del paziente deve essere modificato. L’aggravamento improvviso e progressivo dell’asma e’potenzialmente pericoloso per la vita e si deve prendere in considerazione la possibilita’ di instaurare una terapia con corticosteroidi o aumentarne il dosaggio. In pazienti considerati a rischio puo’ essere raccomandato da parte del medico il controllo giornaliero del picco diflusso. Ci sono evidenze da dati post marketing e dalla letteratura pubblicata di rari casi di ischemia miocardica associata all’uso di salbutamolo. I pazienti con preesistenti patologie cardiache gravi (ad es.cardiopatia ischemica, tachiaritmia o insufficienza cardiaca grave) che ricevono salbutamolo per patologie respiratorie, devono avvertire qualora si verifichi dolore toracico o sintomi di peggioramento della patologia cardiaca. Nei pazienti con malattie quali coronaropatie, aritmie, ipertensione arteriosa e nei pazienti affetti da glaucoma, ipertiroidismo, tireotossicosi, feocromocitoma e diabete il prodotto va utilizzato solo in caso di assoluta necessita’. Ipokaliemia anche grave puo’ conseguire alla terapia con beta2-agonisti, soprattutto in caso disomministrazione parenterale e per nebulizzazione. E’ necessaria particolare cautela nell’asma grave acuto poiche’ questo effetto puo’ essere potenziato dal trattamento concomitante con derivati xantinici, steroidi, diuretici e dall’ipossia. Si raccomanda, in tali situazioni, dicontrollare regolarmente i livelli sierici di potassio. Qualora l’effetto di una dose abitualmente efficace durasse meno di 3 ore e’ opportuno adottare le misure terapeutiche necessarie. La correttezza della tecnica di inalazione adottata dai pazienti deve essere verificata per assicurarsi che l’erogazione sia sincronizzata con l’inspirazione in modo da garantire l’assunzione ottimale del farmaco nei polmoni. Gli agenti simpaticomimetici devono essere usati con molta cautela in pazienti che possono essere particolarmente suscettibili ai loro effetti. Neipazienti affetti da asma grave o instabile, i broncodilatatori non debbono essere l’unico o il principale trattamento terapeutico. L’asma grave richiede una verifica medica regolare, inclusi test di funzionalita’ polmonare, dal momento che tali pazienti sono a rischio di attacchi gravi ed anche di morte. Prendere in considerazione la necessita’ diadottare le massime dosi raccomandate di steroidi inalatori e/o orali. Cosi’ come avviene per altri farmaci somministrati per via inalatoria, puo’ manifestarsi broncospasmo paradosso, con un aumento del respiro affannoso subito dopo l’inalazione. Nell’eventualita’ che cio’ si presenti, assumere immediatamente una preparazione diversa del medicinale o un diverso broncodilatatore a rapida insorgenza d’azione, se disponibile; interrompere subito la terapia con il prodotto e, se necessario, istituire una terapia alternativa per l’uso continuativo.

Interazioni

Di norma il medicinale ed i farmaci beta-bloccanti non selettivi, comeil propranololo, non devono essere prescritti contemporaneamente. Ilfarmaco non e’ controindicato nei pazienti in terapia con inibitori della monoaminossidasi (farmaci anti-MAO); pazienti in terapia con antidepressivi triciclici e digossina possono presentare il rischio di maggiori effetti cardiovascolari. Ipokaliemia anche grave puo’ conseguireal trattamento concomitante con derivati xantinici, steroidi, diuretici con beta2-agonisti.

Effetti Indesiderati

Di seguito sono riportati gli eventi avversi elencati per organo, apparato/sistema e per frequenza. Le frequenze sono definite come: molto comune (>=1/10), comune (>=1/100 e <1/10), non comune (>=1/1000e <1/100), raro (>=1/10.000 e <1/1000) e molto raro (<1/10.000), incluse segnalazioni isolate. Gli eventi molto comuni e comuni sono stati determinati in genere dai dati degli studi clinici. Gli eventi rari e molto rari sono stati determinati in genere dai dati provenienti dalla segnalazione spontanea. Disturbi del sistema immunitario. Molto raro: reazionidi ipersensibilita’; incluse angioedema, orticaria, broncospasmo, ipotensione e collasso. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Raro: ipokaliemia. Ipokaliemia potenzialmente grave puo’ essere associataalla terapia con beta2-agonisti. Patologie del sistema nervoso. Comune: tremore, cefalea; molto raro: iperattivita’. Patologie cardiache. Comune: tachicardia; non comune: palpitazioni; molto raro: aritmie cardiache incluse fibrillazione atriale, tachicardia sopraventricolare ed extrasistolia; molto raro: ischemia miocardica. Patologie vascolari. Raro: vasodilatazione periferica. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Molto raro: broncospasmo paradosso. Patologie gastrointestinali. Non comune: irritazione della bocca e della gola. Patologie del sistema muscolo scheletrico e del tessuto connettivo. Non comune: crampi muscolari. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che siverificano dopo l’autorizzazione del medicinale e’ importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.

Gravidanza E Allattamento

Non ci sono informazioni sugli effetti di salbutamolo sulla fertilita’umana. Non ci sono stati effetti indesiderati sulla fertilita’ neglianimali. Anche se tra le pazienti che hanno assunto il salbutamolo ingravidanza e’ stata segnalata una percentuale di anomalie congenite sovrapponibile a quella riportata nella popolazione non esposta al farmaco se ne sconsiglia l’uso in gravidanza tranne che nei casi in cui ilbeneficio per la madre sia superiore al possibile rischio per il feto.Poiche’ il salbutamolo viene probabilmente secreto nel latte maternonon se ne raccomanda l’uso nelle madri che allattano, a meno che i benefici prevedibili superino i rischi potenziali. Non e’ noto se il salbutamolo presente nel latte materno possa determinare effetti dannosi sul neonato.

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Le 20 curiosità che ancora non conosci su 1997: Fuga da New York

Escape from MEDICINA ONLINE New York is a 1981 American dystopian science-fiction action film co-written, co-scored and directed by John Carpenter Kurt Russell WALLPAPER HD PHOTO PICTURE MOVIEQuanto conoscete il film 1997: Fuga da New York? Ecco le venti cose che forse non sapete su questo bellissimo film del 1981!

20 – John Carpenter scrisse una prima bozza della sceneggiatura di Escape from New York nel 1976, sotto l’influsso di tutta una serie di fattori: la sfiducia nei confronti delle istituzioni diffusasi in America dopo lo scandalo Watergate, la New York dipinta come una giungla metropolitana ne Il giustiziere della notte di Michael Winner (1974) e l’idea di un protagonista costretto a compiere un lavoro per qualcun altro de Il Pianeta dei Dannati, un romanzo di fantascienza di Harry Harrison del ’62. Un paio d’anni dopo, grazie al successo di Halloween, la notte delle streghe, Carpenter firmò un accordo con la Avco-Embassy Pictures per la realizzazione di due pellicole: la prima fu The Fog, la seconda sarebbe dovuta essere The Philadelphia Experiment, ma il progetto si arenò in fase di stesura dello script (nell’84 l’avrebbe poi diretto Stewart Raffill) e così il regista decise di ripescare dal cassetto quella storia sulla Manhattan del futuro trasformata in un gigantesco carcere. A quella storia, però, secondo Carpenter mancava ancora qualcosa. “Era un film d’azione e basta”, avrebbe ricordato anni dopo il regista, “gli mancava quel pizzico di umorismo cinico che soprattutto chi abitava a New York si sarebbe aspettato dal film”. Carpenter tirò così dentro Nick Castle, un suo vecchio amico ai tempi degli studi alla University of Southern California, già chiamato a interpretare il Michael Myers mascherato in Halloween. Ruolo per il quale Castle era stato pagato la bellezza di 25 dollari al giorno. Fu proprio Castle – in seguito regista di una dozzina di film, come Giochi stellari (1984) e Dennis la Minaccia (1993), a inventare la figura del Tassista (Ernest Borgnine) ed il finale della pellicola. La sceneggiatura modificata con l’aiuto di Nick Castle presentava comunque diversi elementi poi lasciati fuori: ad esempio la rapina per cui viene arrestato Jena/Snake Plissken (Kurt Russell). Tanto che nei titoli di coda si legge di un personaggio, Taylor (Joe Unger), che nel film non appare proprio perché coinvolto in quella scena, e che nella colonna sonora una delle tracce composte da Carpenter si intitola appunto The Bank Robbery. Non è tutto. Alla fine del film, Jena avrebbe dovuto scagliare la sigaretta addosso al presidente (ma Kurt Russell non se la sentì) e Lee Van Cleef avrebbe dovuto rivelargli che le microcapsule iniettategli erano in realtà finte, usate per costringerlo a scapicollarsi per aiutarli. Un’idea poi riciclata da Carpenter per il seguito, Fuga da Los Angeles.

19 – La Avco-Embassy Pictures, nella persona dei due produttori Larry Franco e Debra Hill, non voleva assolutamente Kurt Russell come Snake Plissken, preferiva puntare su attori con la faccia da duro come Charles Bronson o Tommy Lee Jones. Solo che secondo Carpenter, Bronson, con tutto il rispetto, aveva sessant’anni; quanto a Tommy Lee Jones, il regista temeva che un attore navigato come lui non gli avrebbe lasciato un controllo totale sulla pellicola. Per sua fortuna, Tommy Lee Jones declinò l’offerta e così Carpenter potè averla vinta sull’idea Kurt Russell, un attore con cui aveva già girato Elvis, il re del rock. Un sodalizio artistico, il loro, che sarebbe proseguito poi con La cosaGrosso guaio a Chinatown e Fuga da Los Angeles. Kurt Russell, che come vedremo più avanti ha avuto un ruolo importante nella caratterizzazione dell’antieroe Plissken, lo descrisse all’epoca delle riprese come un “mercenario a metà tra Bruce Lee, il protagonista di The Exterminator (film del 1980 su un reduce del Vietnam diventato vigilante) e Darth Vader, con la voce Clint Eastwood”.

18 – Per essere un film ambientato a New York, la pellicola di Carpenter include un numero limitatissimo di scene girate davvero a New York: una. La ripresa dell’elicottero che arriva all’inizio a Liberty Island, girando attorno alla Statua della Libertà: Fuga da New York è stato il primo film a ottenere un permesso per girare sull’isola. Per tutto il resto delle riprese, invece, a Carpenter serviva una New York semidistrutta e così spedì il location manager Barry Bernardi in giro per gli USA alla ricerca “della peggiore città d’America”. Alla fine Bernardi suggerì East St. Louis, nell’Illinois, sull’altra sponda del Mississippi rispetto alla più nota St. Louis del Missouri. Perché? Diversi isolati della cittadina erano bruciati durante un incendio nel 1976. Per girare alcune scene, Carpenter e la produzione convinsero inoltre il sindaco addirittura a spegnere l’illuminazione pubblica in dieci isolati. Le riprese si protrassero dall’agosto al novembre del 1980: si girava solo di notte, tormentati dalle zanzare e da un caldo asfissiante, fino alle sei del mattino, quando si andava a dormire. Cast e troupe non videro letteralmente la luce del giorno per due mesi e mezzo.

17 – Il personaggio di Maggie, la moglie di Mente, fu scritto da Carpenter espressamente per Adrienne Barbeau, perché lei (ex ballerina in un locale scusagno di Broadway della mafia) era all’epoca sua moglie. Il che significava che Carpenter la infilava nei suoi film (era già successo con The Fog), ma aveva anche i suoi vantaggi. Quando il regista si accorse, diverso tempo dopo la fine delle riprese, di non aver girato la scena della morte di Maggie, poté infatti risolvere il tutto in quattro e quattrocchi, riprendendo la moglie nel vialetto del garage di casa. Adrienne Barbeau e Carpenter hanno divorziato nell’84: l’attrice, protagonista anche de Il mostro della palude, il film tratto dal fumetto Swamp Thing, è apparsa nel 2012 in Argo di Ben Affleck.

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16 – L’idea di girare davanti casa la scena con Maggie morta, peraltro, venne in mente a Carpenter solo dopo che un adolescente, figlio di uno dei dipendenti della Avco-Embassy Pictures che aveva avuto modo di vedere una prima versione del montato finale, gli aveva fatto notare che il film non mostrava la sorte della donna. Quel ragazzino si chiamava J. J. Abrams, il famoso produttore e regista. Sempre in tema saranno famosi, gli effetti speciali del film, come uno dei due modellini in scala della città (ci arriviamo subito) oppure la skyline di Manhattan con il World Trade Center e i palazzi che si vedono nella scena in cui l’elicottero atterra a Central Park, vennero affidati alla New World Cinema di Roger Corman. A occuparsi in prima persona del tutto, un giovanotto aspirante regista che lavorava per Corman: l’ormai famosissimo James Cameron.

15 – La ragazza con cui Snake Plissken parla nel bar Chock Full O’Nuts, la tizia con i capelli alla Limahl che viene poi inghiottita dai selvaggi sbucati dal sottosuolo, è Season Hubley, all’epoca moglie di Kurt Russell. L’attrice aveva partorito solo pochi mesi prima il figlio della coppia, Boston.

14 – Durante il film, diversi personaggi che incontrano il protagonista gli dicono che lo credevano morto: si tratta di una gag che da un lato omaggia il western Il grande Jack con John Wayne, dall’altro… il vero Plissken. Ai tempi del liceo, infatti, Carpenter aveva conosciuto davvero un bullo chiamato Plissken e soprannominato Snake, a un certo punto creduto morto da tutti per una falsa voce.

13 – Se convincere i produttori ad affidare la parte di Snake all’ex protagonista de Il computer con le scarpe da tennis non era stato semplice, per Carpenter fu una vera e propria battaglia far digerire Lee Van Cleef come Bob Hauk. La Avco-Embassy voleva Burt Lancaster, Kirk Douglas o William Holden. Lo stesso Van Cleef non era del resto sicuro di accettare, ma si convinse a farlo quando Carpenter gli disse che avrebbe potuto tenersi l’orecchino durante le riprese. L’attore era però reduce da una brutta caduta da cavallo che gli aveva ridotto male il ginocchio, e in seguito dichiarò che camminare dritto nel corridoio all’inizio assieme a Snake, senza mostrare alcuna zoppia nonostante il dolore, era stata una delle prove più dure della sua carriera.

12 – I problemi per Donald Pleasence, che nel film interpreta il presidente degli Stati Uniti, erano invece di altra natura. Pleasence, già diretto da Carpenter in Halloween, la notte delle streghe e in seguito apparso in altri suoi film, come Il signore del male (1987), era nato nel  Nottinghamshire e aveva un forte accento inglese. E che diavolo ci faceva un inglese al comando degli USA? Niente, e infatti Pleasence non voleva accettare la parte. Carpenter gli scrisse perciò una lettera, sottolineando gli elementi ironici della pellicola, e lo convinse a dirgli di sì. Il diligente attore britannico si inventò anche tutta una storia del personaggio che giustificasse la presenza di un inglese alla Casa Bianca, qualcosa che aveva a che fare con Margaret Thatcher che conquistava il pianeta, rendendo di nuovo gli Stati Uniti una colonia britannica. A Pleasance fare la parte del prigioniero veniva benissimo, perché durante la Seconda Guerra Mondiale il bombardiere della RAF su cui volava era stato abbattuto e lui era finito realmente in un campo di prigionia tedesco. Questo non era bastato comunque a soffocare la sua grande ironia: Adrienne Barbeau e Isaac Hayes (che in 1997 è il Duca) dichiararono al termine delle riprese di non aver mai conosciuto uomini più divertenti di lui, e quanto fosse difficile recitare in sua presenza senza scoppiare a ridere. Parlando di presidenti USA, il tizio biondino che cerca di entrare nella cabina dell’Air Force One dirottato all’inizio del film? È l’attore Steven Ford, figlio dell’ex presidente Gerald Ford.

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11 – Per il tono simile, molti continuano a credere che la voce del computer che si sente all’inizio, quando viene descritto come e perché nel 1988 Manhattan sia diventata una prigione, appartenga a Jamie Lee Curtis. Ma non è così: a parlare è infatti la produttrice del film, Debra Hill.

10 – Quando Snake arriva a Manhattan, prima di atterrare sul World Trade Center vede dall’interno del suo aliante, il Gullfire, una versione in wireframe della città sui tre schermi del velivolo. Ma all’epoca i computer necessari per generare immagini di quel tipo costavano parecchio, perciò i tecnici presero il modellino della città usato per le altre riprese, fatto di plexiglass bianco, ed un altro set in scala in legno, e li verniciarono di nero, lasciando scoperte delle parti di bianco lungo i bordi e la struttura per creare quell’effetto griglia: una botta di luce nera con la lampada di Wood e voilà, finto 3D in wireframe a basso costo: eccezionale!

9 – Il Duca ha un vistoso tic all’occhio destro. Fu Isaac Hayes – compianto musicista e attore che, tra le altre cose, avrebbe un giorno doppiato Chef in South Park prima di litigare con i suoi autori a causa della presa in giro di Scientology nella puntata “Intrappolato nello stanzino” – a suggerire la cosa a Carpenter, ipotizzando che uno dei tagli che gli avevano provocato le cicatrici piazzategli in faccia dal reparto trucco gli avesse danneggiato un nervo. Ah, con la sua auto stramba con i lampadari appesi fuori ed una palla da disco anni 70 all’interno, il Duca è il grande precursore della moda del pimpaggio veicoli.

8 – L’iconica benda di Plissken era stata invece un’idea di Kurt Russell. Idem per la giacca di pelle, comprata dall’attore qualche mese prima a Parigi. Nei poster del film e in altre foto promozionali, Snake viene mostrato con il tatuaggio di un cobra sul bicipite, un fucile e dei pantaloni verdi: nel film non ha nessuna delle tre cose, visto che il cobra fu spostato sulla panza, il fucile venne soppiantato da una mitraglietta Ingram MAC-10 e i pantaloni mimetici verdi divennero bianchi, grigi e azzurrini, perché Plissken era un reduce della guerra a Leningrado, e perché meglio adatti all’ambientazione urbana del film. Per prepararsi fisicamente per la parte, Russell seguì una dieta rigorosa e trascorse mesi e mesi agli attrezzi. Felice di potersi lasciare alle spalle tutti quei personaggi da film Disney per famiglie, si sforzò di creare un antieroe tosto e taciturno. Una notte, durante le riprese, Russell si trovò di fronte un tizio di East St. Louise che tornava a casa: il tipo restò pietrificato davanti all’attore con la benda, indietreggiando spaventato. Quella sera Russell disse a Carpenter che il loro Snake funzionava. Nel film furono impiegate due diverse bende. Una più scura per i primi piani, l’altra meno coprente, per lasciar intravedere qualcosa a Russell nelle scene d’azione. Russell aveva suggerito anche di dotare Snake di sigarette in grado di accendersi da sole. Ma dopo un paio di tentativi e altrettante scottature rimediate ai polpastrelli, l’idea venne definitivamente abbandonata. Snake Plissken è da sempre il personaggio preferito di Kurt Russell tra quelli che ha interpretato in carriera. Questo nonostante i soldi che gli era costato quella sera a New York, all’uscita del film, quando aveva portato tutta la famiglia a vederlo. Solo che i gestori della sala non volevano credere che lui avesse davvero recitato in quella pellicola, e lo costrinsero a pagare i biglietti.

7 – Slag, l’energumeno con cui Plissken scambia cortesie e colpi di mazza (semplice prima, dotata di veri chiodi dopo) nel ring è Ox Baker, famigerato wrestler americano la cui finisher, chiamata Heart Punch, si credeva avesse provocato la morte di due lottatori nei primi anni 70. Le cose non stavano proprio così, ma a Baker era rimasta appiccicata addosso una pessima fama. Fatto sta che quando si doveva girare la scena dell’incontro nella vecchia stazione di St. Louis, Baker, che nelle prove aveva rotto il naso di uno stuntman e generato un enorme bernoccolo sulla testa di un altro, colpì ripetutamente Kurt Russell al volto con il cestino dei rifiuti di metallo. Dopo un po’ l’attore ne ebbe abbastanza e come risposta piazzò una mano ad altezza attributi del wrestler, minacciando di strizzarglieli. I testicoli dovevano essere grossomodo l’unico punto debole di Ox Baker: quel giorno, nel salire sul ring, si era procurato un taglio su una gamba. Vedendolo sanguinare, Carpenter gli chiese se gli facesse male. “Che cosa?”, gli rispose Baker, che non se n’era neanche accorto.

6 – Lo sgherro del Duca con i capelli da Super Saiyan si chiama Romero. Nei titoli di coda si leggono inoltre i nomi di altri due personaggi chiamati Cronenberg e Taylor (vedi sopra). Si tratta ovviamente di un omaggio ai colleghi George A. Romero, David Cronenberg e Don Taylor (quello di Fuga dal pianeta delle scimmie). Il personaggio di Tom Atkins si chiama invece Rehme visto che Robert Rehme era all’epoca il direttore della AVCO Embassy che produceva il film. La scena della “fissazione nucleare”. I dati importanti portati in giro dal presidente USA nel 1997 su audiocassetta sono uno degli “anacronismi inevitabili” del film, assieme alla citazione dell’Unione Sovietica (scioltasi nel 1991) e della città di Leningrado (tornata a chiamarsi San Pietroburgo sempre nel ’91) Parlando di nomi, Snake Plissken diventa come tutti sapete Jena Plissken nella versione italiana (che aggiunge il 1997 nel titolo e nella quale a un certo punto – dopo 1 ora e 19 minuti dall’inizio – qualcuno ha tradotto brillantemente “nuclear fission” con “fissazione nucleare”), mentre nell’edizione coreana del film il suo nome è Cobra.
Il soprannome originale del personaggio è probabilmente dovuto al vistoso tatuaggio a forma di serpente (“snake” in inglese) sul ventre, analogia che si è persa nella versione italiana, costretta, per motivi di labiale, a ribattezzarlo “Jena” Plissken. In Germania il film è stato ribattezzato Die Klapperschlange, il serpente a sonagli, ma chi ha realizzato il poster ufficiale ha scritto male il cognome del protagonista.

5 – Il ponte minato sulla 69a non esiste. Cioè, nel senso che al di là delle mine, a New York City non c’è mai stato un ponte all’altezza della 69a strada. In una recente intervista, Carpenter ha dichiarato che la sua conoscenza di New York era molto approssimativa, e che in realtà si sarebbe dovuto trattare del ponte sulla 59a, l’Ed Kock Queensboro Bridge. Sia quel che sia, siccome per la scena dello slalom tra le mine occorreva del fumo, il supervisore degli effetti speciali Roy Arbogast si fece spedire dei contenitori di fumo artificiale allo stato liquido da Los Angeles, dimenticandosi di far dichiarare all’imbarco che si trattava di materiale infiammabile. Uno dei contenitori si ruppe e l’aereo fu invaso dal fumo in fase di atterraggio: tutti pensarono a un incendio a bordo, e fu attivata la procedura d’emergenza, con passeggeri fatti scendere dagli scivoli appena toccata terra e intervento dei pompieri. Quando si scoprì che a metter su quel casino era stata una troupe di Hollywood, il coordinatore della produzione venne interrogato dall’FBI.

4 – Al centro della locandina americana del film, e comunque presente nelle versioni per gli altri mercati, c’è la testa della Statua della Libertà. In una strada di New York. La cosa per Carpenter non aveva il benché minimo senso: era stato l’artista autore del poster a tirarla fuori, ma secondo la produzione funzionava, e allora si era deciso di lasciarla lì. Considerata la distanza tra Liberty Island e Manhattan, Carpenter era convinto ci volesse una qualche forza disumana per far arrivare la testa della statua fino a lì. Era, disse, “come lanciare qualcosa da Heathrow fino al London Bridge”. Quel poster, in ogni caso, colpì quel ragazzino di nome J. J. Abrams, che quasi trent’anni dopo produsse Cloverfield, sulla cui locandina del film la Statua della Libertà ha la testa mozzata.

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3 – Arrivato nelle sale USA il 10 luglio del 1981, ed in Italia il 15 ottobre dello stesso anno, 1997: Fuga da New York fu girato con un budget di 6 milioni di dollari e ne raccolse, solo in America, ben 25. Carpenter ne ha realizzato un seguito nel 1996, Fuga da Los Angeles (dopo una lavorazione durata più di dieci anni) ed ha parlato più volte di un possibile terzo film della serie. Intanto è ovviamente in cantiere anche per Fuga da New York un remake, una TRILOGIA che partirà da un prequel. Ultimamente sono circolati i nomi di Jason Statham e Tom Hardy per interpretare Plissken. Prima dell’uscita del film, Carpenter e la produttrice Debra Hill contattarono la Marvel, all’epoca attivissima negli adattamenti a fumetti di film e telefilm di grido, per realizzare una trasposizione su carta di Plissken, ma non c’era modo di uscire in tempo con un progetto del genere e non se ne fece niente. Peccato.

2 – 1997: Fuga da New York ha ispirato non solo Abrams, ma un’intera generazione di cineasti: Robert Rodriguez aveva dodici anni quando andò a vederlo e fu proprio il film di Carpenter a fargli decidere cosa volesse fare da grande. Va poi citata tutta quella serie di B-movie fantascientifici spuntati sulla scia di Escape from New York, come 1990: i guerrieri del Bronx di Castellari (figlio illegittimo di Snake Plissken e de I guerrieri della notte) e soprattutto 2019: Dopo la caduta di New York di Sergio Martino.

1 – L’influenza di 1997: Fuga da New York non si limita chiaramente al cinema. William Gibson dichiarò di esser stato influenzato nella scrittura di Neuromante da un dialogo del film (quello tra Jena e Hauk sul volo con il Gullfire a Leningrado), e in particolare dal gergo utilizzato da Jena. Hideo Kojima pensò il suo primo Metal Gear (MSX2, 1987) dopo aver visto il film di Carpenter. Non a caso il protagonista del gioco si chiama Snake. Da allora, la saga è stata tutto un omaggio al mondo di 1997: da Iroquois Pliskin alla benda sull’occhio in Metal Gear Solid 3: Snake Eater. Senza Escape from New York, in buona sostanza, non ci sarebbero stati il romanzo che ha dato inizio al cyberpunk ed il gioco che ha creato il genere stealth. Non ci sarebbero stati di conseguenza Nathan Never, Sam Fisher e chissà che altro.

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