Non sei tanto alto? Oggi potresti aver un motivo per sorridere: la tua vita potrebbe essere più lunga delle persone più alte di te! A dirlo è una ricerca dell’Università di Hawaii secondo cui l’aspettativa di vita sarebbe inversamente proporzionale all’altezza di un individuo. Pertanto, chi è più basso della media beneficerebbe di qualche anno in più di vita rispetto a chi è più slanciato.
L’analisi epidemiologica, pubblicata su Plos One, è stata effettuata sulla base dei dati del “Kuakini Honolulu Heart Program” (HHP) e del “Kuakini Honolulu-Asia Aging Study” (HAAS). Grazie ai dati emersi dai due studi, il prof. Bradley Willcox e i suoi colleghi hanno scovato un nesso fra la statura e la maggiore durata della vita.
Il prof. Willcox spiega: «Abbiamo suddiviso le persone in due gruppi: quelli che erano alti 158 centimetri o più bassi e 164 e più alti. Le persone che erano alte 158 centimetri o più bassi hanno vissuto più a lungo. Il range è stato osservato in tutte le circostanze a partire da 1,52 metri fino a oltre 1,82 metri di statura. Più si tendeva a essere alti, più breve era la durata della vita».
A offrire ai più bassi un benefit in fatto di aspettativa di vita sarebbe il gene FOXO3, il cui ruolo nel genoma sarebbe quello di contenere le dimensioni del corpo in fase di sviluppo per evitare casi di gigantismo. In molte persone, tuttavia, la sua azione sarebbe più forte del dovuto.
Ma ci sarebbero anche altri fattori che garantirebbero maggiore longevità alle persone più basse, in particolare livelli inferiori alla media di insulina nel sangue e un’incidenza minore di tumori.
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I miei pazienti fumatori me lo ripetono smesso: “non smetto di fumare perché tanto l’inquinamento fa più male della sigaretta”. Una ricerca ora sembra smontare questa affermazione che già il buon senso aveva reso assurda e ipocrita. Le sigarette inquinano fino a sei volte più di un tir e quindi fa meno male “respirare” i gas di scarico di un autoarticolato che il fumo da tabacco. È questo il risultato di un esperimento condotto dagli scienziati dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano. È stato stabilito infatti che il tabacco produce più smog di un camion di 13mila cc di cilindrata: fumare per otto minuti sprigiona nell’aria una quantità di polveri fini e ultrafini (Pm1, Pm2,5 e Pm10) da 4 a 6 volte superiore rispetto a un tir rimasto acceso per lo stesso tempo al minimo dei giri, con punte record di 700 microgrammi al metro cubo.
In tempi di crisi economica, molte cose che ci circondano hanno una qualità più bassa. Può capitare di avere una macchina meno bella o un cellulare meno potente: ma chi se ne importa? Sono semplici oggetti! Il vero problema è quando la mancanza di soldi si riflette sul cibo che mangiamo e quindi, inevitabilmente, sulla nostra salute. La crisi economica pesa infatti molto anche sulla qualità dei cibi e per risparmiare si diffonde l’utilizzo di ingredienti ‘low cost’ che spesso nascondono frodi e adulterazioni”. E’ la denuncia della Coldiretti, secondo cui dall’inizio della crisi a oggi è aumentato del 248% il valore di cibi e bevande sequestrati dai Nas perché “adulterati, contraffatti o falsificati”. Nel 2013 in Italia sono stati sequestrati beni e prodotti per un valore di 441 milioni di euro, soprattutto prodotti base come la carne (25%), pane e pasta (15%), latte e derivati (9%), vino ed alcolici (7%); elevata la percentuale di sequestri riferiti alla ristorazione (18%).
Vi presento oggi una lista con tutti i miei articoli che riguardano l’uso/abuso di cellulari, smartphone e tablet: scoprirete come (e quanto) l’utilizzo delle nuove tecnologie influenzano la nostra salute. Purtroppo quasi sempre in negativo…