Sono più intelligenti gli uomini o le donne? Quante volte, anche per gioco, ci siamo fatti questa domanda? Quante litigate coi propri amici maschi e femmine ci siamo fatti? Forse oggi abbiamo una risposta e ve lo dico subito: cari colleghi maschi, purtroppo pare che abbiamo perso! Vari studi pubblicati recentemente su autorevoli riviste scientifiche internazionali sembrano indicare che sono le donne ad essere più intelligenti, o meglio ad avere un più alto quoziente intellettivo (QI). Noi possiamo almeno consolarci pensando che alcuni recenti studi hanno invece messo in discussione il quoziente d’intelligenza come reale valore per giudicare l’intelligenza di una persona.
Cervello femminile più efficiente
Ma veniamo al risultato degli studi che condannano noi uomini al secondo posto di questa “gara a due”, cominciamo parlando di efficienza: il cervello femminile è più efficiente di quello maschile. Le donne, avendo il cervello più piccolo in media dell’8% rispetto ai maschietti, ne hanno uno più performante del loro. Lo affermano un gruppo di ricercatori dell’Università di Los Angeles e dell’Università di Madrid, in uno studio pubblicato sulla rivista Intelligence. Secondo quanto emerso dai loro esperimenti inoltre, le donne sarebbero più abili nel ragionamento induttivo e nella matematica e il loro cervello “consumerebbe” invecchiando anche meno neuroni.
Il quoziente intellettivo femminile cresce più velocemente
In tema di più alto QI un altro studio sembra confermare che le donne sono più intelligenti degli uomini. A sostenere la superiorità dell’intelligenza femminile è infatti lo psicologo James Flynn, il più grande esperto mondiale in fatto di studio del quoziente intellettivo. Dopo diversi anni di ricerca, Flynn è giunto alla conclusione che negli ultimi decenni i punteggi medi del Quoziente Intellettivo dell’uomo hanno continuato a salire, sia per gli uomini che per le donne, di almeno tre punti ogni 10 anni. Il motivo è semplice: «È una conseguenza della modernità », ha spiegato lo psicologo. «La complessità del mondo moderno ha spinto i nostri cervelli ad adattarsi e ha fatto crescere il QI». Quello delle donne, però, negli ultimi anni si sviluppa più velocemente di quello degli uomini. Tanto che in molti Paesi (come Nuova Zelanda, Argentina ed Estonia) le donne hanno superato gli uomini nei test per il calcolo del QI.
Perché le donne sono più intelligenti?
I motivi possono essere principalmente due: la prima ipotesi è che le donne abbiano sviluppato una maggiore intelligenza perché costrette a una vita multitasking in cui devono conciliare famiglia e lavoro (cosa che prima accadeva raramente o comunque non con i ritmi degli ultimi anni); la seconda ipotesi è che le donne abbiano da sempre avuto un’intelligenza potenzialmente superiore, ma che sia stata bloccata da una società incentrata sull’uomo (leggi “maschilista”) e che solo ora possano esprimerla liberamente in un contesto di parità tra i sessi. Nessuno sa quale sia la risposta giusta. Quel che è certo è che «l’effetto della vita moderna sul cervello delle donne sta appena cominciando a emergere».
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
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Davvero le persone del nord sono più intelligenti delle persone del sud? Ovviamente non necessariamente, per un semplice motivo: le dimensioni del cervello non sono correlate all’intelligenza (altrimenti si potrebbe dire che oggettivamente le donne sono meno intelligenti dei maschi visto che quest’ultimi hanno un cervello più grande!). Tuttavia è vero che più lontana una persona vive dall’equatore, più grande sarà il suo cervello, secondo un nuovo studio effettuato presso l’Università di Oxford. Ripeto che tale affermazione non vuol dire che queste persone siano più intelligenti, ma soltanto che hanno bisogno di aree di visione più grandi nel cervello per far fronte alle condizioni di luce scarsa come capita alle alte latitudini.
Le sigarette elettroniche continuano a farci porre tanti interrogativi sui possibili danni derivati dal loro utilizzo e, soprattutto, dalla legalità delle sostanze contenute nel liquido che le compone. Come chi mi segue da qualche tempo ha già intuito, il sottoscritto è contrario alle sigarette elettroniche anche se ammette candidamente che, se proprio non volete smettere, è meglio svapare che fumare una sigaretta tradizionale (esattamente come è meglio tagliarsi un dito piuttosto che un braccio!).
Tutti sanno ormai da molto tempo che la dieta mediterranea ci permette di mantenere una buona salute, ma un’ulteriore conferma arriva da una ricerca spagnola svolta all’Hospital Clinic di Barcellona su 7.500 persone di età compresa tra i 55 e gli 80 anni, e pubblicata sul New England Journal of Medicine. La dieta mediterranea, con olio extravergine d’oliva e frutta secca, fa diminuire del 30% il rischio di malattie cardiovascolari e, in particolare, di ictus.
Il DNA umano non può essere brevettato. E’ questa la posizione definitiva della Corte Suprema degli Stati Uniti il relazione al caso Myriad Genetics, azienda che detiene i diritti degli esami genetici ai quali si è sottoposta recentemente Angelina Jolie per individuare eventuali mutazioni dei due geni Brca1 e Brca2 che fanno aumentare di decine di volte il rischio di ammalarsi di cancro del seno e delle ovaie.
Alcuni studiosi sostengono che persone attualmente considerate perfettamente sane verranno in futuro definite mentalmente malate. Il “Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali” (DSM) è infatti uscito nella sua quinta edizione, ma già esplode la polemica circa un eccessivo allargamento dei criteri che classificano la malattia mentale. E se alla fine tutti fossimo definiti un po’ matti cosa accadrebbe?
Sta scoppiando la viagra-mania per le donne. Dopo l’entrata in commercio negli Stati Uniti di “Osphena”, farmaco per il trattamento della dispareunia, il dolore durante la penetrazione, di cui soffrono alcune donne in menopausa, è arrivato l’annuncio della società Emotional brain che nel 2016 metterà in commercio un farmaco chiamato “Lybrido”, per il trattamento del disturbo da desiderio sessuale ipoattivo (Hsdd), caratterizzato da una forte calo della voglia e delle fantasie sessuali. E nei mesi scorsi è stato annunciato l’arrivo anche di “Tefina” (
Il termine drunkoressia è stato inventato dai giornalisti del “New York Times” anche se non è ancora riconosciuto dalla medicina ufficiale. Devo essere sincero, sui libri dove ho studiato la psichiatria non si parla mai di tale malattia proprio perchè non è riconosciuta, ma per fortuna la rete in questo mi è venuta in aiuto e mi sono documentato anche se ammetto di non aver mai avuto di fronte un reale caso di drunkoressia. Il termine indica un nuovo anomalo e pericoloso comportamento alimentare che, almeno così pare, si stia diffondendo fra le adolescenti: mangiare poco fino ad arrivare anche a digiunare per poter assumere forti quantità di alcolici.