L’abuso verbale ed emozionale nella coppia

MEDICINA ONLINE GELOSIA UOMO VIOLENTO VIOLENT RAGE HUNGRY SAD COUPLE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA JEALOUS LOVE COUPLE FRINEDS LOIl partner abusatore, che sia maschio o femmina, ha un obiettivo fondamentale: vuole controllare e dominare il proprio compagno o la propria compagna. L’abuso verbale è il mezzo attraverso il quale raggiunge questo scopo. È egocentrico, impaziente, distaccato, poco empatico, estremamente geloso e sospettoso. Per mantenere il controllo sul partner e sulla situazione, l’abusatore cerca di isolare il partner dagli amici e dalla famiglia. Il suo umore tipicamente slitta dal romanticismo alla rabbia. La paura della rabbia (verbale) ti costringe alla sottomissione.

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Sei vittima di un abuso verbale?

L’abuso verbale e emozionale comincia in modo innocuo, ma cresce via via che l’abusatore comprende che non lo lascerete nonostante i suoi comportamenti. A volte gli eventi scatenanti sono il matrimonio o la maternità. Tuttavia, guardandoti indietro puoi riconoscere dei segnali dell’incubo che vivi ora: gelosia, sospetto, tentativi di controllo. Spesso sono gli amici e la famiglia ad avvertirti, ma ancora più spesso non vengono ascoltati. Le persone più a rischio sono quelle remissive. Se ti ritieni una di esse allora dovresti chiederti se qualche volta hai accettato il comportamento del tuo partner per evitare il confronto. Ti è familiare la sensazione di reprimere la tua rabbia per non scatenare la sua? Dopo aver risposto a tono agli attacchi del tuo partner ti senti in colpa? Vorresti dirgli un sacco di cose ma quando cominci poi ti rendi conto che sono tutte cose che non puoi dire? Se ti riconosci in questi comportamenti e pensieri probabilmente sei stato abusato verbalmente e emotivamente.

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Cosa sono l’abuso verbale ed emotivo nella coppia?

Sono comportamenti atti a denigrare, controllare, manipolare e punire il proprio partner. Se non ti senti libero di essere in un luogo senza che il tuo partner lo sappia significa che lui ha il potere di controllare i tuoi spostamenti. Se non ti senti libero di parlare con una persona perché sai che non farebbe piacere al tuo partner significa che lui può controllare le tue amicizie. Se non ti senti libero di contraddire il tuo partner perché temi di farlo arrabbiare significa che può controllare la tua vita.

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Tecniche di abuso verbale

Le principali tecniche di abuso verbale, sono:

  1. Opposizione: questa tecnica usati dall’abusatore consiste nell’attaccare tutto quello che dici, sfidare le tue percezioni, le tue supposizioni, i tuoi pensieri e le tue credenze. Ti tratta sempre come un avversario da combattere.
  2. Bloccaggio: in questo caso l’abusatore risponde alle tue parole chiudendo il discorso con delle frasi come adesso non ho voglia di parlare, che sciocchezze dici, ma figurati, non so di cosa parli, che tradotte significano tutte “stai zitto”!
  3. Sminuire le emozioni: minimizza o scredita i tuoi pensieri, le tue emozioni e i tuoi sentimenti. In questo modo sottolinea che non conta quello che provi o peggio che è sbagliato.
  4. Negazione: nega sia esistita discussione o litigio con te. Tu provi a sostenere la verità di quei ricordi ma alla fine ottieni solo di dubitare della tua memoria o della tua visione del mondo.

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Come contrastare l’abuso nella coppia?

Per prima cosa ricorda che l’obiettivo dell’abusatore non è vare ragione nella discussione, è avere il controllo su di te. Se ti focalizzi sui contenuti cadrai nella sua trappola e proverai a rispondere razionalmente, negando le accuse e cercando di difendere te stesso. Quando questo avviene hai perso, nel momento in cui senti il bisogno di giustificare le tue azioni (corrette e oneste) al tuo partner, significa che lui ti ha soggiogato. Quello che devi fare è metterti sempre sul suo stesso piano e devi farlo cercando di mantenere la calma, altrimenti se ti arrabbi rischi che lui faccia la vittima per scatenare il tuo senso di colpa. Nel concreto si tratta di rispondere a quello di cui ti accusa con lo stesso tono con il quale vieni accusato.

Se credi di essere intrappolata o intrappolato in una relazione tossica o che il tuo partner usi l’abuso verbale nei tuoi confronti, prenota subito la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a gestire ed a superare questa situazione.

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Impara a non preoccuparti del giudizio degli altri in quattro passi

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Imparare a non preoccuparti del giudizio degli altri: ecco come farlo in quattro passi.

Primo passo: ci sono persone che ti stanno giudicando adesso

Stanne sicuro, sta succedendo. Ci sono persone a cui non piaci, e indovina un po’? Ti stanno giudicando proprio in questo momento. Non c’è niente che tu possa fare per evitarlo. Migliorarsi, spesso non cambia le cose: ti giudicheranno comunque e forse anche di più, per invidia. Nessuno sforzo fisico o mentale può evitare che gli altri ti giudichino. Anzi, spesso è vero il contrario: più ignoriamo questi atteggiamenti, più gli altri ci rispetteranno.
I denigratori sono persone a cui non piacciamo comunque, a prescindere dal nostro comportamento, quindi, perché mai dovremmo provare a piacere a costoro a cui innanzitutto non importa niente di noi?
Bene. Stesso discorso va fatto per i Troll su Internet.
Nel mondo reale, quando qualcuno parla male di te alle tue spalle, non te ne accorgi. Ma su Internet si, e questo cambia tutto. Credono di colpire nel segno perché sanno che ne verremo a conoscenza. Tutto questo diventa un problema quando facciamo il loro gioco, lasciando che le loro parole cambino il nostro umore.
Tutto questo non ha senso, perché nel 99% dei casi, scrivono parole non per sostenere una tesi, ma unicamente per (tentare di) farci saltare i nervi.
La verità è che alla maggior parte delle persone nemmeno importa se sei vivo. Fai tua questa considerazione, perché è libertà allo stato puro. Il mondo è enorme e tu sei piccolo, dunque puoi agire come vuoi mettendo tranquillamente da parte quelli a cui non piace quello che fai.

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Secondo passo. Non hai nessun bisogno di piacere a tutti

La brutta notizia è che non piaci a tutti. La buona è che – per vivere una vita felice e ricca di soddisfazione – non ha alcun bisogno di piacere a tutti. Abituarsi a questo punto di vista, è una grande conquista. Devi capovolgere la considerazione che a molti non importa che esisti. Non è facile, ma è molto liberatorio. Se non piaci a qualcuno, non succede niente. La vita continua. Più ignori chi non ti gradisce, meglio starai.
La miglior vendetta è una vita al massimo. Giusto, questo è vero, ma non del tutto: non avrai mai una vita davvero al massimo se – nonostante tutto – pensi continuamente a chi sono i tuoi detrattori e cosa pensano. Semplicemente accettalo, e vai avanti.
Non curarsi dei detrattori è insomma un presupposto fondamentale per godersi la vita, ecco perché bisogna cominciare subito.

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Terzo passo. Focalizzati sui tuoi cari

Ok, hai interiorizzato il fatto che molte persone si accorgono appena della tua esistenza, e che quelle a cui non piaci sono una sparuta minoranza e non contano affatto. Splendido. Ora devi realizzare che devi focalizzarti con tutte le tue energie solo sui tuoi cari, e su nessun altro.
I rapporti umani sono strani. Una volta che ci uniamo ad un’ altra persona (matrimonio, convivenza, eccetera) improvvisamente cominciamo a darla per scontata e a cercare di fare colpo su estranei, ad esempio un collega. Una volta data questa seconda persona per scontata, ricominceremo, e questo è un inutile ciclo infinito. É come se preferissimo sempre affascinare chi non conosciamo, piuttosto che lavorare su chi conosciamo.
É sbagliato, perché non c’è niente di meglio che coltivare i rapporti con le persone che sono DAVVERO importanti nella nostra vita, che ci fanno ridere, rilassarci, stare bene. Focalizzati su di esse.

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Quarto passo. Sei in un periodo difficile, ma ne uscirai

Quello che ci permette di superare qualsiasi cosa è il capire che gli ostacoli non contano, e che non possono essere rimossi. Questo è vero sia che tu stia correndo una maratona, sia che tu stia cercando di raggiungere Marte.
Se elimini le cose che non sono importanti e ti focalizzi esclusivamente su quello che devi fare; se capisci che il tuo tempo è limitato e decidi di agire subito; solo così riuscirai a realizzare i tuoi sogni, i tuoi obiettivi. Diversamente, vivrai una vita a cui non sei interessato, una vita che non è la tua.
Piccola nota: hai bisogno di migliorare il tuo rapporto con la sconfitta e con l’abbattimento. Potresti trovarti proprio adesso in un luogo ostile ed in cui ti senti solo o come un perdente. Non ti preoccupare, ci siamo stati tutti. Ma bisogna capire che queste situazioni sono piuttosto comuni, e che ci si sono trovate anche le persone più felici e di successo di questo mondo. Loro sono andate avanti, e lo farai anche tu.
In definitiva si può dire che il non considerare il tuo prossimo, non consiste affatto nel semplice inaridimento dei rapporti umani da parte tua: semmai il contrario.
É piuttosto il focalizzare le tue energie nel coltivare i rapporti che sono veramente importanti per te, con grandi benefici per la tua vita affettiva; ma è anche il guadagnare un mare di tempo e di energia, che fino ad oggi hai dedicato inutilmente a preoccuparti delle opinioni di persone che nel migliore dei casi non hanno nessun interesse rispetto alla tua vita. Si può dire quindi che hai solo da guadagnare nel liberarti di queste inutili zavorre psicologiche, perché non iniziare subito?

Se credi di avere bassa autostima o la paura del giudizio degli altri ti blocca, prenota subito la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò ad affrontare e superare i tuoi problemi.

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Le 9 brutte abitudini che danneggiano il tuo cervello

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma CERVELLETTO FUNZIONI CORREZIONE MOVIMENTI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari An PeneSecondo numerosi studi scientifici, il modo in cui conduciamo la nostra vita può danneggiare a breve o lungo termine le cellule cerebrali e, pertanto, anche le funzioni che svolgono, portando allo sviluppo di malattie degenerative e molti altri problemi.

  1. Fumare. La pessima abitudine di fumare diminuisce considerevolmente la massa encefalica così come la somministrazione di ossigeno al cervello; è provato, inoltre, che questo vizio favorisce la comparsa di malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.
  2. Dormire poco. Abbiamo bisogno di dormire 8 ore al giorno per far riposare il nostro cervello e assicurarci che i processi metabolici avvengano nel modo corretto, producendo energia e rinnovamento cellulare. Privarsi del sonno accelera la morte delle cellule cerebrali a breve termine e ci mantiene stanchi e di cattivo umore tutto il giorno.
  3. Alcol. Interferisce nelle reazioni chimiche che hanno luogo nel cervello.
  4. Non fare colazione
  5. Assumere troppi zuccheri
  6. Esposizione costante ad ambienti inquinati
  7. Mangiare troppo. Ingerire alimenti di cui il nostro corpo non ha bisogno provoca l’accumulo delle sostanze in eccesso sotto forma di grassi e l’indurimento delle arterie cerebrali, il che interferisce nel loro corretto funzionamento.
  8. Forzare il cervello durante la malattia. L’energia del nostro corpo sarà spostata sulla cura dell’organismo, perciò forzare il cervello durante questo periodo può portare a una diminuzione della sua efficacia.
  9. Mancanza di stimoli ed esercizi mentali. È importante pensare, avere conversazioni intelligenti, leggere un libro o fare un cruciverba per stimolare il nostro cervello.

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Non riesco a trovare il punto G: come fare?

MEDICINA ONLINE PUNTO G G POINT SEX SESSO VAGINA PARETE ANTERIORE ANO MASSAGGIO TANTRA VULVA CLITORIDE STIMOLAZIONE VIDEO TOCCARE PREMERE DONNA WALLPAPER HI RES PICTURE IMAGEI primi a parlare del “punto G” come zona erogena sono stati centinaia di anni fa gli orientali nei loro testi filosofici e religiosi, a cui si riferivano come “punto del sole”. Il punto G è stato poi individuato anatomicamente dal dottor Grafenbergh, a cui si deve il suo nome, e da allora in moltissimi hanno tentato di spiegare le tecniche giuste per far raggiungere il culmine del piacere ad una donna tramite la stimolazione di questa zona.

Dove si trova?
Il punto G non è una zona anatomica ben definita. Per la maggior parte delle donne tale punto, grande quanto una piccola moneta, è collocato nella parete anteriore della vagina ad una profondità di circa 5 cm proprio in corrispondenza della localizzazione esterna del clitoride, tuttavia in alcune donne tale punto può essere localizzato in una zona diversa.

Come stimolare il punto G?

  • la donna si posiziona sdraiata con la pancia in alto;
  • il partner inserisce dito indice e/o medio nella vagina in modo da tenere il palmo della mano rivolto verso l’alto, vedi immagine all’inizio dell’articolo;
  • successivamente il partner piega leggermente le dita;
  • il partner muove avanti ed indietro ripetutamente i polpastrelli sulla parete anteriore della vagina, piegando il dito come nel gesto che significa “vieni qua”;
  • contemporaneamente il partner può usare il pollice per massaggiare delicatamente il clitoride, vedi immagine in alto.

Se non riuscite proprio ad individuare il punto G, sappiate che:

  • Alla maggior parte delle donne sono necessari lunghi preliminari e stimolazione sessuale prima che il punto G possa loro procurare piacere.
  • In alcune donne, la pressione sul punto G non provoca piacere, bensì stimolo di urinare (dal momento che spingendolo si può indirettamente stimolare la vicina vescica) o addirittura fastidio, specie se stimolato con eccessiva irruenza.
  • Secondo alcuni studi, il clitoride sarebbe molto più sensibile del punto G.
  • Secondo alcuni studi, non tutte le donne hanno il punto G.

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Differenza tra ovaio policistico e multifollicolare

MEDICINA ONLINE OVAIO TUBE FALLOPPIO GENITALI FEMMINILI MICROCISTICO MICROPOLICISTICO POLICISTICO CISTI MULTIFOLLICOLAREL’ovaio “multifollicolare” va distinto dall’ovaio “policistico”(PCOS). Per ovaio multifollicolare si intende semplicemente un ovaio contenente molti follicoli e questo di per sé non è indice di patologia. Per ovaio policistico, invece, si intende una situazione più complessa, in cui la morfologia ecografica delle ovaie (che contengono tanti piccoli follicoli) non è che uno degli aspetti di un corteo anatomico-funzionale (che prende il nome di sindrome dell’ovaio policistico). Nell’ovaio policistico è anche aumentata la componente non follicolare dell’ovaio (stroma) ed il loro volume. Ciò comporta una alterata produzione ormonale da parte delle ovaie che si esprime in sintomi quali modificazioni del ciclo mestruale, assenza dell’ovulazione, crescita di peli in aree del corpo che normalmente ne sono prive (irsutismo). Pertanto, se si tratta di ovaia in atteggiamento multifollicolare, non ha problemi per una eventuale gravidanza.

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L’aspetto policistico delle ovaie riscontrato in ecografia, però, non è di per sé indice di PCOS: in molte donne l’ecografia mostra un aspetto policistico delle ovaie senza che a questo si associ alcun disturbo dell’ovulazione. In questi casi si parla non di PCOS ma di ovaio multifollicolare, una situazione molto diversa dalla PCOS e che nella maggior parte dei casi non crea seri problemi di infertilità.

L’ovaio multifollicolare non è quindi una situazione grave e spesso non inibisce l’ovulazione, invece l’ovaio policistico è una vera e propria patologia, che comporta squilibri ormonali e spesso inibizione dell’ovulazione e sviluppo di cisti.

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Come si trasmette il virus Ebola?

MEDICINA ONLINE VIRUS BATTERI INFLUENZA RAFFREDDORE TEMPERATURA STARNUTO EBOLA TRASMISSIONE MORTE SINTOMI STARNUTO CONTATTONel 2014 i casi di Ebola, e i conseguenti decessi registrati a seguito della contrazione della malattia, sono aumentati e il rischio di internazionalizzazione dell’epidemia esiste, sebbene in Italia sia ridotto al 5-10%, rispetto al 20% di Belgio, Francia e Inghilterra, stati che hanno collegamenti aerei diretti con i paesi dell’Africa, dove è presente la malattia.
In questi paesi l’Ebola è stata probabilmente trasmessa da alcune particolari specie di pipistrelli della frutta, noti anche col nome di volpi volanti, che vivono nelle foreste africane e sono portatori sani del virus.

A seguito della deforestazione di un’area della Nuova Guinea, i pipistrelli sono stati costretti a migrare ed entrare maggiormente in contatto con l’uomo che, toccandone il sangue o altri liquidi corporei, ma anche mangiando la frutta di cui l’animale si è nutrito, ha contratto la malattia. Il contagio può essere avvenuto anche con l’assunzione di carni di animali contagiati dai pipistrelli, quali la piccola antilope o dik dik, scimpanzé, gorilla e successivamente si è trasmesso da persona a persona.

Il contagio avviene in modo rapido e ha un periodo di incubazione che può arrivare fino a 21 giorni; la trasmissione avviene con il contatto diretto dei fluidi corporei come saliva, muco, sangue, lacrime, vomito e feci di una persona infetta, che entrano in contatto con membrane mucose o ferite aperte di bocca, naso, occhi, mani e altre parti del corpo di una persona sana.
Il virus può essere preso toccando anche un oggetto o una superficie su cui immediatamente prima è caduto il fluido corporeo di una persona infetta e poi toccandosi subito dopo gli occhi o mettendosi le mani in bocca. L’Ebola riesce a sopravvivere fuori dal corpo per un arco di tempo che varia da pochi secondi a pochi minuti.

Anche toccare il cadavere di una persona infetta è pericoloso, ed è la principale causa di trasmissione del virus in Africa, dove si usa lavare il cadavere e ricoprirlo con bende prima del funerale. Non si devono avere rapporti sessuali con persone infette o persone guarite da Ebola, poiché il virus può essere in questo modo trasmesso anche a distanza di tre mesi dalla guarigione.

In ogni caso, come raccomanda l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), per contenere il rischio di contagio è sempre raccomandabile lavarsi spesso le mani, possibilmente con gel disinfettanti o soluzioni idro-alcoliche e sorvegliare eventuali sintomi della malattia, specialmente nei casi sospetti.

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Apparato urinario: anatomia e fisiologia [SCHEMA]

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma APPARATO URINARIO ANATOMIA FISIOLOGIA SCHEMA Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsat Macchie Capillari  Pene.jpgCom’è fatto e come funziona l’apparato unitario? Il funzionamento e le strutture principali macroscopiche e microscopiche dell’apparato urinario vi appariranno subito chiari, grazie a questo pratico schema stampabile ad alta risoluzione.

Consiglio di salvare l’immagine e, usando uno schermo di dimensioni adeguate, zoomare sulle singole parti per poter leggere il testo scritto.

Per approfondire:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Differenza tra ratto e topo

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Chirurgia Estetica Roma Cavitazione Pressoterapia  Massaggio Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Peso Dieta Sessuologia Sex PSA Pene Filler Rughe Botulino Topo Fobia  RICORDI NONNI SCRITTI TUO DNAC’è differenza tra ratto e topo? La risposta sembra scontata, infatti se la domanda venisse posta alla maggior parte delle persone, queste risponderebbero che non vi è alcuna differenza. In effetti, sono in tanti ad usare i due termini indifferentemente per indicare lo stesso animale. In realtà i ratti e i topi sono due animali diversi che condividono alcune caratteristiche. Secondo la classificazione zoologica, entrambi appartengono all’ordine dei Roditori (lo stesso di cui fa parte anche lo scoiattolo) ed entrambi fanno parte della famiglia dei Muridi, per questo presentano caratteristiche morfologiche molto simili.

La differenza che c’è tra ratto e topo è l’appartenenza a due generi diversi. Il mammifero che comunemente chiamiamo topo appartiene al genere Mus, originario dell’Asia. Di questa categoria le specie più diffuse alle nostre latitudini sono il topo comune (o domestico), che vive nei pressi delle abitazioni, ed il topo selvatico, che si ritrova nelle campagne. Dal punto di vista morfologico i topi sono piuttosto piccoli, il loro corpo misura tra i 6 e i 12 centimetri mentre la coda può misurare fino a 10 centimetri. Il loro peso si aggira intorno ai 30 grammi.

I topi hanno una pelliccia di colore variabile dal marrone chiaro fino al nero, mentre le loro zampe e il ventre possono essere più chiari. La loro alimentazione è varia, infatti si cibano di semi, di radici, di foglie, di insetti ma anche di carne. Il termine ratto, invece, identifica tutti i roditori appartenenti al genere Rattus. Anche i ratti sono originari dell’ Asia, ma sono oggi diffusi in tutto il mondo. Le specie più comuni in Europa sono la pantegana (topo di fogna) e il ratto nero. La prima differenza che c’è tra ratto e topo riguarda la dimensione: i ratti sono più grandi dei topi.

Il corpo dei ratti ha una lunghezza di circa 30 centimetri, ma può arrivare a misurarne 50 se si aggiunge la coda. Hanno generalmente un manto più scuro dei topi e pesano fino a 500 grammi. I ratti sono animali sinantropi, ovvero vivono vicino agli insediamenti umani. E’ molto facile avere incontri ravvicinati con questi animali nei pressi di sotterranei o vicino alle reti fognarie. Un’ altra differenza che c’è tra ratto e topo è il fatto che i ratti sono animali adattabili: mangiano qualsiasi cosa e possono resistere a condizioni ambientali estreme grazie alla loro tendenza ad essere molto collaborativi e solidali tra loro.

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