Dieta ipoglucidica: cos’è e cosa mangiare?

MEDICINA ONLINE RISO RISOTTO CIBO DIABETICO INDICE GLICEMICO PASTA CARBOIDRATI GLICEMIA DIETA GRASSO PRANZOPer capire meglio quale può essere il menu adatto per questo tipo di alimentazione, dobbiamo provare a comprendere meglio che cosa sono i glucidi. Forse non tutti lo sanno, ma si tratta semplicemente degli zuccheri, che in genere sono contenuti nei carboidrati. Questo tipo di dieta, quindi, si basa sulla riduzione dell’apporto degli zuccheri e delle calorie da essi determinate. Proprio per questo motivo il regime alimentare in questione può essere utile per i diabetici, perché si configura anche come una dieta ipoglicemica oltre ad essere generalmente anche ipolipidica ed ipocalorica.

Che cos’è

La dieta ipoglucidica è un tipo di alimentazione che prevede l’apporto ridotto degli alimenti che contengono zuccheri. Questi ultimi sicuramente svolgono un ruolo fondamentale nel nostro organismo, perché sono in grado di fornire delle riserve di energia da spendere in maniera immediata per tutte le funzioni corporee e mentali che attuiamo nel corso della giornata. Allo stesso tempo, comunque, non si deve esagerare con l’apporto delle sostanze zuccherine, perché esse forniscono un numero elevato di calorie e quindi, insieme ai grassi, sono le principali responsabili del sovrappeso e dell’obesità, condizioni che sono collegate a varie malattie, tutte da prevenire con un’alimentazione equilibrata. In questo senso una dieta ipoglucidica può essere veramente utile.

Cosa mangiare

Nell’ambito di questo tipo di dieta, si deve avere cura non di eliminare completamente i carboidrati, ma di ridurli. Soprattutto sarebbe importante scegliere quei cibi che contengono carboidrati a basso indice glicemico. Se poi al tutto si abbina un buon apporto di fibre, possiamo agire veramente in modo salutare. Può essere utile scegliere la pasta e il pane integrali, mentre, invece, sarebbero da evitare i dolci ricchi di zucchero e le bevande gassate. Sono consentiti, invece, altri cibi specifici. Fra questi la carne, soprattutto quella bianca, di pollo, di tacchino e di coniglio, e il pesce. Nello specifico quello magro può andare benissimo. In questo modo possiamo stare attenti agli errori da evitare nella dieta.

Menù ipoglucidico

Per quanto riguarda i formaggi, possono essere mangiati magari anche una o due volte la settimana, però si deve avere cura di scegliere quelli magri; da evitare, invece, gli insaccati e i latticini interi. Il tipico menu per una dieta ipoglucidica potrebbe essere costituito da latte scremato, tè senza zucchero e una fetta biscottata integrale a colazione, pollo grigliato e verdure crude come contorno per il pranzo e dentice al forno con verdure cotte al vapore per la cena. Per lo spuntino di metà mattina e del pomeriggio va bene uno yogurt magro. E’ stato dimostrato, proprio in termini di dieta, che lo yogurt e le nocciole aiutano a dimagrire.

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Per dimagrire meglio pesi o cardio: qual è il metodo migliore?

MEDICINA ONLINE TREADMILL RUNNER CARDIO CORRERE CORRIDORE CORSA APERTO TAPIS ROULANT MAGNETICO ELETTRICO MECCANICO DIFFERENZE DIETA DIMAGRIRE AEROBICA GRASSO CALORIE SALITA PESI CITTA SMOG.jpgL’eterna domanda, che fanno soprattutto le donne in palestra: pesi o cardio per dire addio ai rotolini di grasso? Ve lo dico subito: la risposta giusta è nel mezzo: per dimagrire (perdere massa grassa) bisogna fare entrambi, perché cardio da solo non basta. L’attività cardiovascolare è sicuramente una discreta soluzione per bruciare un buon numero di calorie, ma da sola non è sufficiente, questo tipo di allenamento, infatti, impegna poco la muscolatura ed il consumo di calorie termina con l’attività stessa, invece con i pesi, oltre a perdere calorie durante l’allenamento, si aumenta nel tempo la massa muscolare e ciò tende ad aumentare il metabolismo basale che permette di consumare di più anche a riposo.

Ed ecco quindi, che entrambi i tipi di training sono fondamentali e complementari, anzi, c’è da dire che i pesi, per dimagrire, sono la strategia migliore sul lungo periodo. Una massa muscolare ben sviluppata ha un consumo calorico elevato anche a riposo. Ciò non vuol dire trasformarsi in bodybuilder per raggiungere lo scopo (l’ingenua ed errata paura di tutte le donne… diventare “come un uomo”) ma tenere presente che l’attività di tonificazione o di potenziamento muscolare è egualmente importante per migliorare la propria linea. Per una donna soprattutto basta anche un lieve aumento della massa muscolare per avere un buon innalzamento del metabolismo e quindi delle chance di dimagrire, lieve aumento che – ripeto – non trasformerà certo la donna “in un uomo”, bensì darà al suo corpo una tonicità che si sposa perfettamente con la femminilità.

Ecco perché affidarsi solo all’allenamento cardiovascolare due volte a settimana non è sufficiente per raggiungere l’obiettivo in modo efficace. Quando si vuole dimagrire, non sono solo le calorie ad essere importanti, ma anche il metabolismo basale e le variazioni ormonali.

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Fa dimagrire di più il tapis roulant magnetico o quello elettrico?

MEDICINA ONLINE TREADMILL RUNNER CARDIO CORRERE CORRIDORE CORSA APERTO TAPIS ROULANT MAGNETICO ELETTRICO MECCANICO DIFFERENZE DIETA DIMAGRIRE AEROBICA GRASSO CALORIE SALITA PESI CITTA SMOGNon esiste un tipo di tapis roulant necessariamente migliore di un altro per perdere peso: la vera differenza è nel tipo di allenamento che si compie. Entrambi permettono di bruciare molte calorie, specie se si predilige una camminata veloce in salita per tempi più lunghi, piuttosto che una corsa veloce per pochi minuti. A parità di tempo, pendenza e velocità, è comunque il tapis roulant magnetico che permette un maggiore sforzo, una maggiore perdita di calorie ed una maggiore tonificazione di gambe e glutei.

Quante calorie si bruciano con il tapis roulant magnetico?

Dipende dall’intensità e da come avete regolato l’inclinazione della pendenza.
Più la camminata è veloce e intensa, più la pendenza è al massimo dell’inclinazione, più si suda e si dimagrisce lavorando su glutei e pancia.
Sono sufficienti dai 30 ai 50 minuti di allenamento, a seconda delle esigenze, per mantenersi in forma e dimagrire.
Non stupitevi se vi diciamo che la camminata può bruciare massa grassa più della corsa se si inclina la pedana del tapis roulant magnetico per simulare al meglio la salita (secondo la vostra resistenza) tonificando i glutei e bruciando in media 100 kcal ogni 10 minuti (praticamente, 600 l’ora come lo spinning o il walking).

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Il fieno greco fa ingrassare o dimagrire?

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Da quando il dottor Oz ha parlato del fieno greco (trigonella) per ridurre i morsi della fameabbassare i livelli di colesterolo nel sangue e abbassare la glicemia, si è riaffermato il mito del fieno greco come segreto per dimagrire. Se si danno le notizie così, capisco bene perché molta gente critica il dottor Oz!
In realtà, se pure è vero che il fieno greco abbassi i livelli di lipidi e glucidi nel sangue, una pianta nata come pastone per gli animali e data come ricostituente per le persone di costituzione gracile o per i malati non può certo far dimagrire. Eppure ci sono ancora gli scettici e i dubbiosi che puntualmente si chiedono se faccia dimagrire.

Certo, se pensiamo che questi semi (di aspetto simile a una granella di nocciole), che possiamo bere in decotto (normalmente vengono utilizzati nei curry, quindi li possiamo trovare in quei mercati in cui c’è il bancone di spezie orientali, o presso uno speziale, oltre che in qualche erboristeria), possono abbassare la glicemia per via dell’alto contenuto di fibre (quindi dovremmo mangiare proprio i semi!), significa che ci evitano di ingrassare per colpa dell’insulina. Il loro potere dimagrante finisce qua, ed è modesto se invece si pensa al suo potenziale ricostituente: il fieno greco infatti stimola l’appetito, perciò fa venire naturalmente molta fame; ha le stesse calorie di un legume; è ottimo per chi vuole mettere su massa muscolare per via del suo effetto anabolizzante, e nelle donne, avendo proprietà galattogene, stimola la produzione delle ghiandole mammarie e il loro volume, perciò molte persone sono convinte che sia un volumizzante naturale del seno. Sconsigliatissimo in gravidanza, il fieno greco è adatto a quelle persone che devono mettere su peso: fa mangiare di più, tende a far mettere su massa, cioè a irrobustire, viene consigliato al posto della pappa reale.

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Dormire poco fa ingrassare o dimagrire?

MEDICINA ONLINE SONNO DORMIRE RIPOSARE RIPOSINO PISOLINO RUSSARE CUSCINO LETTO NOTTE POMERIGGIOLa risposta è facile: dormire poco e/o male, fa ingrassare. Questo perché:

1) Lo sbilanciamento ormonale dato dallo squilibrio veglia/sonno provoca un aumento (pericoloso) dall’appetito e una diminuzione del senso di sazietà.

2) Perdere la parte finale del ciclo del sonno implica perdere la parte in cui si sogna in modo più approfondito, che è anche quella in cui si bruciano più calorie. Dormire poco, se non fa in ingrassare, di sicuro non fa dimagrire.

3) La carenza di sonno provoca un desiderio molto forte di cibi ad alto livello di carboidrati e grassi.

Quindi cosa bisogna fare per dormire “bene”? Nei seguenti articoli troverete alcuni utilissimi consigli:

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Differenza tra zucchero di canna e zucchero bianco: qual è il migliore in una dieta?

MEDICINA ONLINE MANGIARE TIPI DI ZUCCHERO INTEGRALE CANNA FRUTTA MAGRA DIABETE CALORIE GLICEMIA RICETTA INGRASSARE DIMAGRIRE INSULINA GLICATA COCA COLA ARANCIATA THE BERE ALCOL DIETA CIBDal punto di vista chimico sia lo zucchero di canna che quello bianco contengono esattamente la stessa molecola, quella del saccarosio. La differenza principale è che mentre lo zucchero bianco contiene solo saccarosio, quello bruno contiene anche qualche residuo di melassa (tra l’1% e il 5% a seconda dei tipi di zucchero grezzo in commercio), che gli regala un aroma un po’ diverso.  Nella melassa sono presenti, in quantità molto bassa, alcuni minerali (soprattutto potassio) e vitamine. Ma poiché di zucchero se ne assumono giornalmente piccole quantità, queste sostanze “in più” presenti nello zucchero bruno, non apportano particolari benefici all’organismo.

Come si ottiene lo zucchero?

Il processo industriale al quale viene sottoposto lo zucchero ricavato dalla barbabietola o dalla canna, spesso accusato di “danneggiare” in qualche modo il prodotto, in realtà non fa che estrarre il saccarosio dalle impurità presenti nella melassa. Il saccarosio puro, infatti, è bianco. Rispetto allo zucchero bruno presente in commercio, quello bianco proveniente dalla canna viene ulteriormente purificato impiegando idrossido di calcio e carbone attivo (che si usa anche per potabilizzare l’acqua), sostanze delle quali nel prodotto finito non resta traccia. Il saccarosio ricavato invece dalla barbabietola viene purificato aggiungendo anche diossido di zolfo. Questa lavorazione fa sì che nello zucchero bianco rimangano tracce di anidride solforosa, che però è presente in quantità davvero basse (basta pensare che nel vino la quantità è oltre dieci volte maggiore).

Quale fa più male?

Lo zucchero, bianco o di canna, è costituito per il la quasi totalità da saccarosio, un disaccaride (ovvero un composto costituito da due molecole zuccherine) che la digestione scinde nei suoi elementi costitutivi, il glucosio e il fruttosio. Il consumo di saccarosio determina nell’organismo un innalzamento della glicemia al quale corrisponde la produzione di insulina. Entrambi i tipi di zucchero fanno “male” se consumati in eccesso, senza distinzione, anche perché lo zucchero bianco contiene 392 calorie per 100 grammi; lo zucchero di canna contiene invece 360 calorie per 100 grammi .

La diatriba fra i sostenitori dello zucchero di canna e dello zucchero bianco è sempre più viva ed accesa. Ma quanto c’è di vero in tutte le affermazioni che provengono dai mezzi di comunicazione e quanto, invece, è legato a credenze, falsi miti ed errata interpretazione delle informazioni? Purtroppo, sono più le false voci che i dati scientifici a prevalere: per questo, è importante fare chiarezza una volta per tutte sul dibattito che riguarda lo zucchero bianco e quello di canna.

Dal punto di vista chimico consumare zucchero bianco o bruno è esattamente la stessa cosa, con una leggera propensione per lo zucchero di canna che è lievemente meno calorico.

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Zucchine per dimagrire: proprietà, calorie, e controindicazioni

MEDICINA ONLINE ZUCCHINA ZUCCHINO LIGURE CALORIE DIMAGRIRE PANCIA CALORIE PROPRIETà BRUCIA GRASSO DONNA CIBO VERDURA VEGETALE VITAMINE SALI MINERALI DIETA.jpgLa zucchina o zucchino liguro (Cucurbita pepo L.) è una specie della famiglia delle Cucurbitaceae i cui frutti sono utilizzati immatur. Ha origini americane sebbene, oggi, venga coltivata in diverse parti del mondo, nelle sue numerose varietà. Quali sono le proprietà benefiche e terapeutiche di questo straordinario ortaggio? Scopriamole.
Appartengono a questa specie differenti varietà:

  • le zucchine lunghe, le più diffuse nei mercati europei. Il frutto è generalmente cilindrico, più raramente piriforme. Il colore più comune è il verde scuro, anche se esistono varietà verdi chiare (comunemente chiamate “romanesche”), striate, e persino dalla buccia completamente bianca o gialla. Tra le cultivar ascrivibili a questa tipologia si possono segnalare lo Zucchino Nero di Milano, a buccia verde assai scura, lo Zucchino Fiorentino, a buccia striata e assai scanalata, lo Zucchino Siciliano, leggermente piriforme e a buccia verde molto pallida.
  • le zucchine tonde, dal frutto sferico. Queste cultivar sono tutte di colore verde eccetto alcuni ibridi F1. Da citare: Tondo di Piacenza, di colore scuro; Tondo di Nizza, più chiaro e appiattito ai poli; Tondo di Firenze. Questa tipologia è molto apprezzata in cucina per ricette che richiedano un ripieno, dal momento che la forma si presta in modo ottimale.
  • le zucchine patisson (dette in inglese patty pan o ufo squash), dalla forma lobata e un gusto più deciso di quello delle zucchine comuni, che ricorda vagamente il cuore di carciofo. Le cultivar disponibili sono numerose, ma simili tra loro. Buona parte di esse è di origine francese. Generalmente si distinguono in base ai colori: ci sono cultivar gialle, arancioni, verdi chiare, verdi scure, bianche e variegate (in francese panaché).
  • le zucchine eccentriche, che hanno una forma non riconducibile alle altre tipologie. Da segnalare la varietà Crookneck, dal frutto a collo d’oca e buccia gialla, affine alla cultivar detta “rugoso friulano”.

Proprietà
Il potassio è indicato per combattere stanchezza, spossatezza e affaticamento, ma anche per regolare la quantità di acqua nell’organismo: le zucchine sono, infatti, un ottimo rimedio naturale che porta benessere alla mente per merito delle proprietà calmanti e rilassanti, che favoriscono il sonno. Le zucchine sono un alimento povero di calorie: per questa ragione sono, infatti, indicate nelle diete di chi desidera dimagrire – anche bere una tisana allo zenzero aiuta – e perdere peso. La presenza di vitamina E – insieme ad altre sostanze benefiche contenute nelle zucchine – aiuta a contrastare i radicali liberi e l’invecchiamento precoce. L’acido folico, invece, favorisce la digestione. Le zucchine possono, inoltre, essere utilizzate nello svezzamento dei neonati. Diverse sono le proprietà salutari che possono essere associate alle zucchine. Certamente, una caratteristica importante di questo tipo di verdura è la capacità di combattere i problemi di ipertensione e le infiammazioni delle vie urinarie – grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e diuretiche – nonché i problemi legati alla sfera intestinale, come diarrea e stitichezza: in quest’ultimo caso, aiuta anche bere molta acqua.

Proprietà nutrizionali
Le zucchine sono composte principalmente da acqua, carboidrati, proteine, fibre, sali minerali – come potassio, zinco, fosforo, rame, sodio, manganese, magnesio, calcio e ferro – vitamine – quali la A, quelle del gruppo B, la C e la E – e diversi preziosi aminoacidi. Questo ortaggio contiene, poi, pochissime calorie: si tratta di circa 12 calorie ogni 100 grammi di prodotto.

100 g di zucchine contengono:

  • Calorie: 11 kcal / 47 kj
  • Acqua 94,23 g
  • Carboidrati 1,4 g
  • Zuccheri 1,3 g
  • Proteine 1,3 g
  • Grassi 0,1 g
  • Colesterolo 0 g
  • Fibra totale 1,2 g
  • Magnesio 17 mg
  • Zinco 1,14 mg
  • Rame 0,14 mg

Le zucchine in cucina
Le zucchine entrano da sole o con altre verdure in varie preparazioni alimentari. Tra i primi compaiono a volte come condimento della pasta o come uno dei principali ingredienti del minestrone. I loro fiori vengono utilizzati per fritture, a volte ripieni. Le zucchine finemente affettate possono anche venire cucinate in carpione e servite come antipasto. I modi di utilizzo sono diversi a seconda delle forme e dimensioni: si possono utilizzare lessati, o, nel caso delle zucchine, fritti dopo averli tagliati a fettine e impanati, altri ancora al forno. Il fiore di zucca o fiore di zucchino (chiamato anche fiorillo), dal colore giallo-arancione, è molto utilizzato in campo culinario; per questo vengono utilizzati prevalentemente i fiori maschili quelli che hanno il gambo, chiamato peduncolo, sottile e che sono destinati, dopo l’impollinazione a seccare. Vengono pertanto colti quando sono ancora turgidi e usati generalmente fritti. Volendo usare i fiori femminili, ma già di maschili ve ne sono a sufficienza, si devono recidere con delicatezza, senza danneggiare l’ovario cui sono portati ove non danneggiarlo e così perderlo. Pertanto, come già detto il fiore si usa solitamente fritto, per ricavarne piatti come gli sciurilli napoletani o i fiori di zucca in pastella “alla romana”.

Una ricetta con le zucchine

Le zucchine, quando sono molto fresche, vengono vendute solitamente con il fiore. Il fiore di zucchina può essere fritto in pastella, ma è molto buono anche ripieno e cotto al forno. Dopo aver lavato e asciugato i fiori di zucchina, togliere i pistilli e riempire con un quadratino di scamorza o di mozzarella e un’acciuga. Passare nel pan grattato, sistemare in una pirofila con olio extravergine di oliva, spolverare con formaggio grana. Cuocere in forno a 180 gradi per cinque minuti circa.

Controindicazioni
Non esistono particolari controindicazioni ed effetti collaterali legati al consumo di zucchine. L’unico accorgimento da seguire riguarda la provenienza di questo cibo: è, infatti, opportuno mangiare zucchine possibilmente biologiche e che non contengano, dunque, pesticidi e fertilizzanti e che non siano OGM.

Curiosità sulle zucchine
L’Italia, importante produttrice di zucchine, è entrata nel Guiness dei primati per la zucchina più grossa del mondo: era lunga 2 metri. La zucchina che ha vinto il primato è stata raccolta in provincia di Ferrara.

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Dieta zero grano senza pane né pasta: cosa mangiare?

MEDICINA ONLINE CIBO DIETA ALIMENTAZIONE PASTA RISO SUGO DIABETE CIBI GLICEMIA CARBOIDRATI PRANZO CUCINA CENA RICETTADieta zero grano: cos’è?

Questo regime alimentare è stato diffuso in seguito ad una pubblicazione di William Davis, cardiologo statunitense. Quest’ultimo è convinto che bisognerebbe bandire dalla tavola sia il pane che la pasta. Soltanto in questo modo si può dimagrire in maniera veloce e naturale. Secondo Davis, le cause del sovrappeso vanno rintracciate nei processi di lavorazione del grano, che ne alterano la composizione originale: tutto ciò determinerebbe vari problemi all’organismo, comprese le patologie cardiovascolari legate strettamente all’aumento del peso corporeo.

Come funziona

Secondo il cardiologo Davis, nella nostra epoca abbiamo sviluppato una sorta di dipendenza dal grano. Tutto sarebbe imputabile alla gladina, una proteina del frumento che si comporterebbe come un oppiaceo. L’unico modo per dimagrire e per aggirare l’effetto di questa proteina è rinunciare ai farinacei, a tutti quei prodotti preparati con la farina di grano. In questo modo, secondo l’esperto, si possono perdere fino a 20 chili in pochi mesi, regolando anche i problemi di pressione alta e di ipercolesterolemia.

Cosa mangiare

L’alimentazione senza grano, secondo l’ideatore di questa dieta, permetterebbe di non andare incontro a nessuna carenza nutrizionale. In particolare dovremmo strutturare i nostri pasti in questo modo:

  • alimenti consentiti – verdura, frutta fresca, frutta secca, carne, uova, pesce, formaggi;
  • alimenti non consentiti – tutti i prodotti realizzati a base di grano, farro, orzo e segale e tutti i cibi pieni di zuccheri;
  • alimenti parzialmente ammessi – latticini, legumi, succhi di frutta.

Perché il grano farebbe male

Secondo il cardiologo William Davis, ci sarebbero alcuni motivi in base ai quali il grano si rivelerebbe dannoso nei confronti dell’organismo. L’esperto ritiene che il grano di oggi non sia più quello di una volta, per questo sarebbe da evitare:

  • livello degli zuccheri nel sangue – dopo aver mangiato un piatto di pasta, il livello degli zuccheri nel sangue rimane alto per più di 4 ore;
  • livello dell’insulina – anche il livello dell’insulina rimane alto e contribuisce alla formazione del grasso soprattutto addominale;
  • grasso addominale – il grasso addominale, che determina la formazione della tipica pancetta, deve essere considerato il frutto di un’infiammazione;
  • effetto sul cervello – l’effetto del grano sul cervello corrisponderebbe in maniera del tutto simile a quello provocato dagli oppiacei;
  • effetto sulla pelle – Davis ritiene che il grano contribuisca in maniera determinante a far invecchiare la pelle.

IMPORTANTE: prima di seguire una dieta di questo tipo, chiedete prima consiglio al vostro medico.

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