Eiaculazione precoce: sintomi, cura, rimedi naturali e farmaci

MEDICINA ONLINE PENE EREZIONE SPERMA LIQUIDO SEMINALE ANATOMIA EIACULAZIONE PENETRAZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE SESSO UOMO RAPPORTO SESSUALE SEX Male Genital and Rectal AnatomyL’eiaculazione precoce è una patologia caratterizzata da difficoltà o incapacità da parte dell’uomo nell’esercitare il controllo volontario sull’eiaculazione, col risultato che l’espulsione dello sperma arriva in tempi troppo brevi per godere di un rapporto sessuale soddisfacente. Tra i vari sintomi dell’eiaculazione precoce, che consentono di qualificare un uomo come eiaculatore precoce, vi è ovviamente innanzitutto la durata del rapporto sessuale, poiché se più volte capita che l’atto sessuale si concluda prima che entrambi i partner lo desiderino allora è probabile che l’uomo presenti effettivamente la condizione di eiaculazione veloce. La breve durata dell’amplesso non può però essere sempre annoverata tra i sintomi dell’eiaculazione precoce in quanto può accadere che in particolari situazioni si possano verificare episodi di eiaculazione veloce, come ad esempio dopo un’astinenza prolungata: in questi casi è del tutto normale non riuscire ad avere un controllo del riflesso eiaculatorio. Altri casi in cui è normale avere una eiaculazione precoce è ad esempio quando il soggetto è alle sue prime esperienze sessuali e/o è di fronte ad un nuovo partner: in questi casi l’ansia da prestazione sessuale può influire negativamente sul controllo dell’eiaculazione. Finché l’eiaculazione precoce è “acuta”, cioè capita di tanto in tanto con episodi sporadici legati allo stress o all’ansia, il problema potrebbe non essere grave; se invece l’eiaculazione precoce è “cronica” cioè si presenta ad ogni esperienza sessuale, allora potrebbe essere la manifestazione di una patologia. Dopo avervi descritto classificazione, cause e sintomi, in fondo all’articolo vi forniremo anche una lista di alcuni prodotti come integratori e spray desensibilizzanti che sono estremamente utili per ritardare l’eiaculazione.

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Classificazione

In base all’inizio dei sintomi, l’eiaculazione precoce viene distinta in:

  • eiaculazione precoce primaria: si è manifestata fin dall’inizio dell’attività sessuale del soggetto (in pratica il soggetto ha sempre sofferto di eiaculazione precoce, fin dalle sue prime esperienze;
  • eiaculazione precoce secondaria: è intervenuta più o meno all’improvviso, dopo un periodo di attività sessuale normale e soddisfacente.

In base alla costante o meno presenza dei sintomi, si parla di:

  • disturbo generalizzato: i sintomi sono sempre presenti, sia con la masturbazione che con il sesso con il partner e con tutti i partner, in qualsiasi situazione;
  • disturbo situazionale: i sintomi NON sono sempre presenti, bensì si verificano solo in determinate situazioni o partner, ad esempio può verificarsi solo durante il sesso con un partner e non durante la masturbazione, oppure può verificarsi solo con un determinato partner (magari conosciuto da poco) e non con un altro partner.

In base al momento in cui si verificano i sintomi, si parla di:

  • eiaculazione ante portam: l’eiaculazione precoce si verifica prima ancora della penetrazione, a causa dei preliminari o anche semplicemente all’idea di avere un rapporto sessuale;
  • eiaculazione intra portam: il soggetto riesce a non eiaculare durante i preliminari, ma eiacula poco tempo (pochi minuti o – nei casi più gravi – pochi secondi) dopo aver iniziato la penetrazione.

Classificazione in base alle cause

Le cause dell’eiaculazione precoce possono essere di tipo organico o di tipo psicologico/emotivo, riguardando la storia e le caratteristiche individuali e in alcuni casi le dinamiche relazionali della coppia.

  • Cause organiche: possono essere riferite ad ipersensibilità del glande, eventualmente accentuata da anomalie anatomiche esterne come la fimosi oppure dal frenulo corto (o breve) del pene, oppure a processi infiammatori come prostatite e vescicolite.
  • Cause psicologiche: in questo caso il problema riguarda spesso un’errata abitudine psicofisiologica acquisita attraverso un’attività autoerotica condotta con fretta e frenesia nell’epoca adolescenziale, spesso per via di sensi di colpa latenti o della necessità di celare tale pratica agli adulti. Alla difficoltà nel controllo dell’eiaculazione può inoltre contribuire il fenomeno dell’ansia da prestazione e una difficoltà più generale a gestire ed esprimere le emozioni.

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Le diverse definizioni diagnostiche

Secondo una prima definizione proposta da Masters & Johnson un uomo soffre di eiaculazione precoce se eiacula prima che il partner raggiunga l’orgasmo in più della metà dei rapporti sessuali. Nei successivi sviluppi scientifici della sessuologia, a questa definizione si sono susseguite altre interpretazioni del fenomeno che correlano la precocità dell’eiaculazione alla durata del rapporto sessuale, al numero di spinte coitali, alla percezione di controllo sull’eiaculazione, alla soddisfazione del partner e della coppia. Una definizione diagnostica che utilizzi quale parametro di riferimento il raggiungimento dell’orgasmo del partner deve valutare l’eventuale presenza di una parallela disfunzione femminile dell’orgasmo che ne ritarda o ne rende impossibile il raggiungimento e che potrebbe rappresentare la reale difficoltà della coppia.
Recentemente, secondo i principi dell’evidence-based medicine, è stato proposto un modello interpretativo focalizzato sul tempo di latenza eiaculatoria intravaginale (IELT); si ritiene così di poter definire come affetto da eiaculazione precoce colui il quale eiacula, mediamente, in un tempo inferiore al minuto rispetto all’inizio della penetrazione. Appare tuttavia evidente come tale modello non sia sufficiente a contenere i numerosi casi di insoddisfazione di coppia associati ad una tempistica superiore al minuto ma ritenuta inadeguata dall’uomo e dalla partner.
Attualmente la definizione diagnostica maggiormente sostenuta dalla sessuologia scientifica si centra sulla carente percezione e possibilità di controllo dell’individuo con eiaculazione precoce sui tempi del processo di eccitazione sessuale e quindi sul raggiungimento della soglia psicofisiologica di attivazione del riflesso eiaculatorio. A tale condizione deve associarsi l’insoddisfazione e il disagio soggettivo dell’uomo e/o della partner per potersi correttamente configurare una diagnosi di eiaculazione precoce.

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Sintomi dell’eiaculazione precoce e conseguenze psicologiche

Quando si presentano i primi sintomi dell’eiaculazione precoce è inevitabile che vi siano anche delle conseguenze psicologiche che possono ledere la salute mentale dell’uomo in maniera anche accentuata. L’eiaculazione veloce causa spesso ansia da prestazione a cui susseguono disagio e preoccupazione durante i rapporti sessuali, stati d’animo negativi che non fanno altro che peggiorare la condizione di eiaculatore precoce.
In molti casi può accadere che l’uomo, per ridurre gli episodi di eiaculazione veloce, cerchi di avere più rapporti consecutivi nel tentativo di ottenere orgasmi ritardati nei rapporti successivi. Talvolta l’eiaculatore precoce cerca anche di formulare pensieri distrattivi durante l’amplesso, tenta di limitare le stimolazioni genitali al minimo oppure riduce i tempi dedicati alle attività preliminari col risultato di costruire un rapporto deprivato di ogni aspetto piacevole.
Quando l’eiaculatore precoce si rende conto che pur avendo attuato numerose strategie per ridurre al minimo i sintomi dell’eiaculazione precoce senza però aver ottenuto risultati apprezzabili, tende, solitamente, ad evitare di avere rapporti sessuali, complicando così la condizione di eiaculazione veloce e alterando profondamente gli aspetti psichici e sociali di se stesso ma anche della coppia.

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Ritardare l’eiaculazione

Riuscire a ritardare l’ eiaculazione è un desiderio che accomuna molti uomini, infatti, non sono pochi coloro che dichiarano di non riuscire ad avere un rapporto sessuale “normale” a causa di un mancato controllo del riflesso eiaculatorio. L’eiaculazione precoce è un disturbo che non consente di avere un’attività sessuale appagante e soddisfacente, generando conseguentemente anche stati d’animo negativi come ansia, stress e depressione. Proprio per tale ragione numerosi uomini hanno cercato dei validi metodi che permettessero loro di riuscire a ritardare l’ eiaculazione ed avere una vita sessuale migliore. Attualmente vi sono varie terapie alternative che consentono di ritardare l’ eiaculazione ed avere un maggiore controllo del riflesso eiaculatorio. Vi è poi, anche il trattamento farmacologico da prescrizione che può essere utile a ritardare l’ eiaculazione, soprattutto quando il disturbo sessuale si manifesta in maniera accentuata.

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Ritardare l’eiaculazione con le terapie alternative

Fra le terapie alternative per ritardare l’ eiaculazione vengono incluse tutte quelle pratiche per le quali non esiste alcuna prova scientifica che ne dimostri l’efficacia. Proprio per tale ragione le terapie alternative non possono essere comprese nella medicina scientifica.

Ritardare l’eiaculazione con l’agopuntura

Svariate ricerche scientifiche hanno valutato i risultati ottenuti con l’agopuntura per ritardare l’ eiaculazione e consentire di avere maggior controllo del riflesso eiaculatorio. In particolare, è stato condotto uno studio su 90 uomini, di età compresa tra i 28 ed i 50 anni, in cui è stato dimostrato che gli uomini trattati con l’agopuntura, rispetto a coloro che invece erano stati sottoposti ad altre tecniche alternative riuscivano, successivamente, ad avere un controllo del riflesso eiaculatorio più saldo e continuativo.
È stato appurato, però, che gli effetti di questa antica tecnica orientale per ritardare l’eiaculazione sono buoni ma, inferiori alla terapia farmacologica. La maggior parte dei pazienti riferisce un miglioramento dopo i primi 3-4 trattamenti, però, l’agopuntura per poter essere inclusa fra le terapie a lungo termine deve essere effettuata ogni 6 mesi.

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Ritardare l’eiaculazione con la terapia del calore

Uno studio condotto solamente in via sperimentale, dalla University Hospitals Case Medical Center di Cleveland, ha progettato, qualche tempo fa, la terapia del calore per cercare di ritardare l’ eiaculazione . Questa terapia alternativa si avvale di uno strumento neuro-termico che emana onde radio in grado, teoricamente, di diminuire le sensazioni provocate dalle sedi nervose che causano difficoltà nel riuscire a tenere il controllo del riflesso eiaculatorio. Questa terapia, però, può essere indicata quando la disfunzione sessuale deriva da problemi di tipo psicologico.

Ritardare l’eiaculazione con la luce-terapia

Per ritardare l’eiaculazione la luce-terapia prevede che ogni mattina il paziente si sottoponga all’esposizione di un fascio di luce bianca di intensità pari ai raggi solari per circa 30 minuti per un periodo di due settimane. I pazienti dopo la luce terapia hanno dichiarato di riuscire ad avere un controllo più intenso sul riflesso eiaculatorio. Allo stato attuale, però, bisogna ancora accertare se la luce-terapia sia una soluzione a lungo termine oppure no.

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Rimedi per l’eiaculazione precoce: la terapia naturale

La terapia naturale può essere compresa fra i rimedi per l’ eiaculazione precoce quando questo disturbo si presenta episodicamente e quindi quando non può considerarsi grave. I rimedi per l’ eiaculazione precoce di tipo naturale includono le piante che possono ritardare, seppur di poco, il processo eiaculatorio, oli essenziali e preservativi ritardanti.

Piante

Fra le piante che più comunemente vengono utilizzate come soluzione all’eiaculazione precoce vi è innanzitutto l’impatiens. Questa pianta favorisce il rilassamento mentale e corporeo e permette quindi di avere un maggiore autocontrollo consentendo di gestire con più facilità il proprio riflesso eiaculatorio.
Anche valeriana, passiflora e tiglio risultano essere indicate per il trattamento dell’eiaculazione precoce lieve. Queste piante, infatti, hanno proprietà rilassanti e possono essere d’aiuto per vivere la relazione sentimentale con maggiore serenità diminuendo così l’ansia da prestazione che è fra le cause più comuni di eiaculazione precoce.

Oli essenziali

Gli oli essenziali possono essere ritenuti una possibile soluzione all’eiaculazione precoce per la loro azione sulla psiche. L’olio essenziale chiamato Ylang ylang, ad esempio, svolge un’azione rilassante sul sistema nervoso, attenuandone i disturbi, come ansia, depressione, irritabilità e nervosismo che spesso causano l’eiaculazione precoce.
L’olio essenziale agli estratti di sandalo, invece, agisce equilibrando la sessualità con lo spirito e trasformando le energie sessuali in energie spirituali. Non è dunque una diretta soluzione all’eiaculazione precoce, in quanto la sua azione è prevalentemente di tipo meditativo e rivolta verso l’interiorità. Ma, il suo pregio particolare, consiste nel fatto che riesce a calmare la mente agevolando il rilassamento e aiutando a lasciarsi andare, avendo così maggior controllo del riflesso eiaculatorio.

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Preservativi ritardanti

I preservativi ritardanti possono rappresentare una soluzione all’eiaculazione quando questa condizione si presenta raramente. I preservativi ritardanti contengono un composto chimico chiamato benzocaina che consente all’uomo di ritardare l’eiaculazione e prolungare così il rapporto sessuale.

Rimedi per l’eiaculazione precoce: la terapia psicologica

La terapia psicologica individuale o di coppia può essere compresa fra i rimedi per l’ eiaculazione precoce solo quando il disturbo è causato da problemi psicologici come ansia, depressione stress. Queste condizioni, influiscono sul normale processo di eiaculazione andando e ledere il riflesso eiaculatorio e causando così la comparsa della disfunzione sessuale dell’eiaculazione precoce.

Rimedi per l’eiaculazione precoce: la terapia farmacologica

La molecola usata è la “dapoxetina” (il nome commerciale è Priligy®) che viene assunto un paio d’ore prima del rapporto e permette di allungare i tempi eiaculatori.
Molto spesso per ridurre questo tipo di problematica, possiamo mettere sul frenulo una piccolissima quantità di crema anestetica; desensibilizzando la zona si possono benissimo allungare i tempi eiaculatori, in maniera molto semplice e tranquilla.

Esercizi per ritardare l’eiaculazione

A tal proposito vi consiglio di leggere: Esercizi di Kegel: allena il muscolo pubococcigeo per aumentare potenza sessuale ed eiaculazione

Psicoterapia individuale

La psicoterapia individuale pone al centro del suo interesse l’individuo e le problematiche che lo affliggono. Solitamente l’approccio individuale viene considerato con maggiore assiduità, fra i vari rimedi per l’ eiaculazione, rispetto all’approccio di coppia, poiché in molti casi l’uomo, che presenta il disturbo sessuale dell’eiaculazione precoce, prova difficoltà ed imbarazzo a parlarne con la propria partner e preferisce quindi recarsi da solo dallo specialista per cercare insieme la soluzione all’eiaculazione precoce.

Psicoterapia di coppia

La terapia di coppia, seppur presa meno in considerazione rispetto a quella individuale, risulta essere più efficace. La qualità della terapia di coppia è più consistente rispetto a quella individuale perché quando una coppia decide di recarsi insieme da uno psicoterapeuta vuol dire che si è compreso che il problema dell’eiaculazione precoce oltre ad affliggere il diretto interessato crea insoddisfazione e malumore anche nella propria partner. Aver compreso questo aspetto permette alla psicoterapia di coppia di includersi fra i migliori rimedi per l’ eiaculazione precoce, nel caso in cui questa dovesse essere dovuta a cause psicologiche.

Ritardanti

Questi prodotti, selezionati dal nostro Staff di esperti, possono ritardare l’eiaculazione nel paziente che soffre di eiaculazione precoce, permettendo di far durare più a lungo il vostro rapporto sessuale:

Se credi di soffrire di eiaculazione precoce da cause psicologiche, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a risolvere definitivamente il tuo problema.

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Torsione del testicolo: sintomi, cure, conseguenze, neonati. E’ doloroso? Cosa fare dopo l’intervento?

MEDICINA ONLINE TORSIONE TESTICOLO FUNICOLO SINTOMI CURE Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene VagiLa torsione testicolare, o torsione del funicolo spermatico, è una patologia caratterizzata dalla rotazione del testicolo attorno al proprio asse. E’ una urgenza chirurgica a tutti gli effetti. Se trascurata, può portare ad atrofia del testicolo.

Leggi anche: Testicoli e scroto: dimensioni, anatomia e funzioni in sintesi

Fattori di rischio

Le probabilità di una torsione aumentano se il cordone è troppo lungo e se il didimo non è ben ancorato alla parte terminale dello scroto.

Frequenza

La torsione del testicolo si manifesta in un caso ogni 15 mila maschi al di sotto dei 25 anni.

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Cause

Le cause sono genetiche: alcuni pazienti sembrano essere più predisposti di altri al problema per motivi anatomici. In età neonatale le cause sono l’anomala mobilità testicolare all’interno dello scroto. Altre possibili cause sono traumi ripetuti, criptorchidismo, testicolo posto orizzontalmente, incremento volumetrico testicolare, neoplasie del didimo e disuria.

Sintomi e segni

In caso di torsione completa, non ricevendo più sangue, il testicolo tende ad atrofizzarsi e andare in necrosi nel giro di poche ore. Il dolore è fortissimo e può essere spesso confuso con coliche molto fastidiose, dato che i nervi che partono dal testicolo ramificano fino in zona inguinale. Il testicolo tende ad aumentare di volume e ad assumere una posizione anomala nello scroto. Lo scroto si arrossa. Il paziente può inoltre avere malessere, nausea, febbre e dolore durante la minzione.

Leggi anche: Cancro del testicolo: prevenzione, diagnosi, stadiazione, cure

Rischi

Se non trattata in tempo, la torsione del testicolo può determinare lesioni irreversibili del testicolo, necrosi del testicolo, infertilità o sterilità.

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Diagnosi

La torsione testicolare viene diagnosticata principalmente con anamnesi, esame obiettivo ed ecografia.

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Terapie

Se non viene diagnosticata e di conseguenza curata (con un intervento chirurgico), può arrecare danni irreversibili al testicolo con l’inevitabile asportazione chirurgica. Pertanto a qualsiasi età sussista il sospetto clinico di torsione del testicolo l’intervento chirurgico assume i caratteri dell’urgenza indifferibile. Se il testicolo non può essere salvato, il chirurgo lo rimuove e può essere applicato un testicolo artificiale; ed a tal proposito leggi: Impianto di protesi testicolare: quando, come e perché si effettua

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Mangia questi cibi e farai il sesso più appagante della tua vita

MEDICINA ONLINE SPERMA LIQUIDO SEMINALE PENIS VARICOCELE HYDROCELE IDROCELE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA LOVE COUPLE FRINEDS LOVIl titolo può sembrare esagerato ma in realtà non lo è: tenete sempre a mente che noi siamo letteralmente fatti di ciò che mangiamo ed anche il funzionamento del nostro corpo è molto condizionato dagli alimenti che assumiamo in maniera cronica nella nostra vita.

Che alcuni cibi potessero permettere del sesso più appagante era già noto ai nostri antenati millenni fa! Fin dalla notte dei tempi, gli uomini sono andati a caccia di un afrodisiaco naturale che, una volta ingerito, li trasformasse in macchine per il sesso. La maggior parte di quel che hanno provato si è rivelata innocua ed anche immangiabile. In Cina potresti vederti prescrivere un piatto di cetrioli di mare, la cui reputazione di potenziatori della libido deriva dalla tendenza che hanno a inturgidirsi se toccati. In altre culture, un uomo deve mangiare una pernice maschio decapitata, fare merenda con muso di ippopotamo o intingere un oggetto di forma fallica in olio, peperoncino e semi di ortica e inserirlo dove meno vorresti, tutto per migliorare le prodezze sessuali.
Secondo medici e sessuologi qualsiasi alimento (non importa quanto esotico o in quale orifizio venga introdotto) può avere un effetto placebo, cioè può aumentare la tua energia se sei convinto che lo farà. Tu però sperimenta la mia strategia (più adatta alle tue papille gustative): sviluppa il gusto per vitamine, minerali ed erbe che lubrificano i tessuti giusti.

Il minerale fondamentale per il sesso
Anche gli altri minerali e le vitamine aiutano, ma è lo zinco a fare il lavoro pesante. È connesso a fertilità, potenza, desiderio e salute sessuale a lungo termine. Ha un ruolo essenziale per la produzione di spermatozoi. E scarse riserve di zinco sono responsabili della diminuzione del volume di sperma e del livello di testosterone. In ogni eiaculazione si possono consumare fino a 5 mg di zinco, cioè 1/3 dell’apporto giornaliero. Per fortuna lo zinco è facile da assumere: 110 g di carne di manzo magra forniscono metà del fabbisogno giornaliero e una sola ostrica ti procura tutto lo zinco che ti serve. Ne sono ricchi anche tacchino, cereali e fagioli.

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La tentazione del sedano
Lascia perdere quegli spray ai feromoni che dovrebbero attrarre le donne. Gli studiosi, cercando un tonico davvero efficace, si sono concentrati su un potente ormone maschile, l’androsterone, presente anche nel sedano. Pare che l’androsterone si liberi con la traspirazione dopo mangiato. Anche se la tua partner non ne sente consciamente l’odore su di te, non sorprenderti se ti viene molto vicina essendone attratta. Se anche non sarai così fortunato, ricorda che stai mangiando un cibo poco calorico, ricco di fibre, che ti aiuta a pulire i denti e ti rinfresca l’alito. In entrambi i casi è un ottimo affare!

Cibi che nutrono la prostata
Una prostata sofferente può ridurre le possibilità di avere erezioni, ponendo un grosso ostacolo alla tua vita sessuale. La prostatite, la seria infiammazione della prostata, talvolta dolorosa e debilitante, può essere tenuta sotto controllo da cibi come noci, semi e frumento integrale, specie i derivati della segale. Questi apportano ormoni vegetali, oli e altre sostanze che diminuiscono gonfiore, congestione e infiammazione della prostata. I semi di zucca, in particolare, hanno oli che alleviano senso di disagio e pressione alla pelvi associata all’ingrossamento della prostata (ipertrofia prostatica benigna). Può aiutare anche la dieta orientale: i derivati della soia, il riso e il cavolo cinese, possono ridurre gli effetti del diidrotestosterone, un sottoprodotto del testosterone connesso a ipertrofia prostatica.

Una scossa dal caffè
Il caffè della mattina potrebbe fare qualcosa di più che tirarti su: potrebbe “accenderti”. Secondo uno studio, uomini e donne che bevono almeno una tazza di caffè al giorno sono quasi due volte più degli altri propensi a descriversi come sessualmente attivi. Il caffè è un ottimo ricostituente, ma con moderazione: oltre tre tazze al giorno, la caffeina ti può lasciare agitato e nervoso, senza considerare che un suo eccesso può aumentare la produzione del cortisolo che a sua volta determina una paradossale diminuzione della produzione di testosterone.

Una dose di serotonina
Se hai scarso desiderio, eiaculazioni mediocri e misera conta di spermatozoi, il problema potrebbe essere il basso livello di serotonina. Il tuo cervello produce questa sostanza essenziale per l’attività sessuale quando mangi carboidrati insieme a cibi contenenti l’aminoacido triptofano, come molti tipi di carne e latticini. Lo stress esaurisce le riserve di serotonina, e forse questa è la causa per cui il triptofano, che ha effetto sedativo, fa parte dell’equazione: quando mangi triptofano e carboidrati assieme, l’effetto calmante sul tuo corpo è tale da permettergli di ripristinare le riserve di serotonina e risvegliare il desiderio. Prova 100 g di pesce, pollame o manzo magro con pane o pasta.

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Un’esotica alternativa
Il ginkgo biloba impasta facilmente la lingua. Ma i ricercatori continuano a elogiare le proprietà di questa pianta nel migliorare il flusso sanguigno e produrre erezioni migliori. In uno studio svolto in Germania, 20 uomini con gravi problemi di impotenza hanno preso capsule da 80 mg tre volte al giorno per nove mesi. Tutti hanno riferito erezioni spontanee e un notevole aumento del turgore. Gli effetti del ginkgo non sono ancora stati sperimentati in modo sistematico in Italia. Se le tue difficoltà d’erezione non dipendono da inefficienza del flusso sanguigno, ma da danni ai nervi o d’altro tipo, il ginkgo non ti sarà d’aiuto. Chiedi al medico prima di prendere il ginkgo biloba.

L’apice del calcio
I tuoi muscoli, inclusi quelli che controllano l’orgasmo, hanno bisogno di calcio per muoversi e contrarsi. Regalano molto calcio i latticini, il pesce (specie le sardine in scatola), pane e verdura verde.
Inoltre la vitamina C mantiene la pelle liscia, carezzevole e attraente per l’altro sesso ed è utile per la fertilità. Essa è un antiossidante e protegge gli spermatozoi dai radicali liberi che li fanno raggrumare in una massa immobile. Si sa che la vitamina C è contenuta nel succo d’arancia, ma se ne trova in grande abbondanza anche in fragole, kiwi, pomodori, peperoni e verdure verdi.

Germogli d’efficacia
Se il tuo organismo manca di tiamina, riboflavina e niacina, le vitamine del gruppo B che danno energia, non aspettarti di essere al meglio sotto le lenzuola! Tiamina e riboflavina aiutano le cellule del corpo a rilasciare energia e sono importanti per il vigore dell’organismo. La niacina (carne magra, piselli e fagioli ne sono ricchi) dilata i vasi sanguigni e aumenta il flusso di sangue, importante quando stai correndo verso il traguardo e il cuore ha bisogno di una spinta per lo sforzo; inoltre, la niacina è necessaria per la produzione di testosterone. Molti assumono una quantità sufficiente di vitamine del gruppo B, ma alcune cattive abitudini (come assumere alcolici) possono azzerare tutto il rifornimento. La tiamina si trova in carne, farina integrale, asparagi e noci. Per la riboflavina, mangia banane, broccoli e carne magra.

Integratori alimentari efficaci nel migliorare quantità di sperma, erezione e libido maschile e femminile
Qui di seguito trovate una lista completa di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto. Ogni prodotto viene periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

Il “menù afrodisiaco”?
Come un atleta ben allenato, anche tu hai bisogno di mangiare bene per affrontare una performance. Ecco la dieta per una giornata, confezionata con cibi che aiutano a mantenerti tonico!
COLAZIONE
Caffè, nero (apporto di caffeina) Succo d’arancia 180 ml (vitamina C) Toast di farina integrale, due fette (tiamina) Banana (riboflavina) Cereali con 140 ml di latte (zinco, calcio)
PRANZO
Panino caldo con roast beef magro (zinco, tiamina, carboidrati) Latte, un bicchiere (calcio) Patate e peperoni al forno (carboidrati, vitamina C) Piselli (niacina)
CENA
Petto di pollo (niacina) Riso, una porzione (per proteggere la prostata) Asparagi (tiamina)
SPUNTINI
Yogurt magro, un vasetto (calcio) Pistacchi, una manciata (tiamina) Gambi di sedano (androsterone)
Calorie: 2.200; proteine: 152 g (27% delle calorie); carboidrati: 246g (44% delle calorie); grassi: 74g (30% delle calorie); fibre: 25g; colesterolo: 282 m.; sodio: 1.589 mg.

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Ho paura di fare l’amore: tutte le fobie del sesso

MEDICINA ONLINE COME RICONQUISTARE EX RAGAZZA RAGAZZO FIDANZATA FIDANZATO MARITO MOGLIE MATRIMONIO COPPIA DIVORZIO SEPARATI SEPARAZIONE AMORE CUORE FIDUCIA UOMO DONNA ABBRACCIO LOVE COUPLE WALLPAPER PHOTO HDQuesto articolo potrebbe anche chiamarsi “Tutte le paure del sesso” ispirandsi ad un film del 2007 con Winona Ryder chiamato “Tutti i numeri del sesso”. Qui invece parliamo di tutte le fobie del sesso: anche se per alcuni di voi può sembrare strano, vi assicuro che è cosa non rara che un paziente mi confidi di avere ansia nei confronti di alcuni aspetti della propria vita sessuale. Ma per capire bene che significa avere una fobia, bisogna farsi questa domanda: voi lo sapete in cosa consiste una fobia? E’ una paura? Non esattamente.

Qual’ è la differenza tra paura e fobia?
Spesso nel linguaggio di tutti i giorni usiamo le parole ‘paura’ e ‘fobia’ come sinonimi: in realtà qualsiasi medico che abbia preso anche un misero 18 all’esame di psichiatria, può spiegarvi che i due concetti sono distinti.
La paura infatti è una sensazione naturale che, in una certa misura, può anche fare bene al nostro equilibrio psichico ma anche alla salvaguardia fisica perché ci spinge ad essere più prudenti in situazioni realmente pericolose.
La fobia invece si crea quando la paura è determinata da una situazione non realmente pericolosa (o comunque meno pericolosa di quanto il soggetto avverta) e degenera provocando ansia ingiustificata. Semplificando il concetto: è la stessa differenza che c’è tra l’esser terrorizzati da una tigre (paura giustificata e naturale) e l’esser terrorizzati da un chiwawa (paura ingiustificata, quindi fobia).

Le fobie sessuali
Esistono diverse forme di fobie che possono riguardare anche oggetti normalissimi o situazioni estremamente innocue e perfino aspetti piacevoli della vita come ad esempio il sesso. Le fobie sessuali sono molto diffuse e possono riguardare diversi aspetti della vita sessuale. Ovviamente esistono forme più o meno gravi: si va dal semplice imbarazzo o fastidio fino ad attacchi di panico, svenimenti, sudore e crisi respiratorie.

• La Coitofobia, come si intuisce dal nome stesso, è la paura profonda che blocca una persona dall’avere rapporti sessuali completi. Non riguarda solo gli uomini e la penetrazione attiva, ma anche quella passiva.

• Ma ancora prima di arrivare al rapporto si può essere affetti da Erotofobia: questa patologia porta a respingere tutto ciò che riguarda il sesso, anche il semplice parlarne. Gli erotofobi proverebbero fastidio già anche solo leggendo queste righe.

• Esiste poi l’Eurotofobia di cui soffre chi ha una forte repulsione per gli organi genitali femminili. Spesso ci si riferisce a questa patologia usando il termine “colpofobia” (dal greco kólpos, che significa appunto vagina), anche per evitare confusione semantica con un termine simile, ma dal significato completamente diverso ossia la “ereutofobia”, ovvero la paura di diventare rossi che nulla ha a che vedere con il sesso.

• La Partenofobia è la fobia di cui soffrono gli uomini che hanno paura ad avere rapporti con ragazze vergini.

• Tipicamente maschile è anche la Ginefobia, che letteralmente indica proprio la paura per il sesso femminile. Spesso è riconducibile alla misoginia che è l’odio per le donne.

• La Gimnofobia è invece il ribrezzo di fronte al nudo. Il termine rievoca l’antica Grecia in cui gli atleti, i ginnasti appunto, si esibivano senza vestiti. Le persone che soffrono di questa fobia hanno difficoltà a spogliarsi di fronte ad un’altra persona. Nelle forme più lievi si risolve spegnendo la luce ma, in casi più gravi, può compromettere seriamente la vita sessuale.

• Più rara è l’Oneirogmofobia, ossia paura di eiaculare dopo aver fatto un sogno eccitante.

• Le donne possono invece soffrire di Tocofobia e quindi non vivere bene il rapporto per l’ansia esagerata di rimanere incinta oppure affrontare male la gravidanza per il timore del parto.

È chiaro quindi che le fobie possono riguardare il sesso a 360 gradi: ma da dove si originano queste paure incontrollate? Spesso la causa va ricercata in un’educazione troppo severa che vede la sfera sessuale come un tabù. Il primo passo per superare queste fobie è quello di riconoscerle ed essere consapevoli dei propri problemi. Molte persone non riescono ad ammettere a se stessi di essere vittime di fobie sessuali e ne provano vergogna. È fondamentale un dialogo aperto nella coppia ed eventualmente l’aiuto di uno specialista. Non abbiate paura di recarvi da uno psicologo, da uno psichiatra o dal vostro medico di fiducia purché sia preparato sull’argomento.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Punto G femminile: trovarlo e stimolarlo e le posizioni sessuali che più lo eccitano

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO PUNTO G DOVE SI TROVA VAGINA CLITORIDE VESCICA UTERO APPARATO SESSUALE FEMMINILE DONNA SESSO SESSUALITA MASTURBAZIONE DITA RAPPORTO GRAFENBERGVa detto subito che il punto G, contrariamente a quanto avrete certamente sentito dire, non è un “pulsante magico” che basta toccare per far avere un orgasmo ad una donna, ma piuttosto un’area piacevole da stimolare per alcune donne, quindi cominciamo col non mitizzarlo.
Sebbene quasi tutte, ma non tutte, le donne lo abbiano (anche se tale cosa è messa in discussione da alcune ricerche), non tutte le donne sono sensibili e/o provano piacere in quel punto. Molte donne dicono che essere stimolate in quella zona procura loro degli orgasmi più intensi rispetto alla penetrazione del pene. Quando viene fatta pressione nel punto G alcune donne hanno lo stimolo di urinare – a causa della pressione sulla vescica – tuttavia questa sensazione, se si continua a stimolare la parete, diminuisce gradatamente provocando – in poco tempo – un piacere intenso che porta molto spesso a orgasmi multipli. Cerchiamo oggi di capire qualcosa di più su questa misteriosa zona femminile.

Perché il punto G si chiama così?

Non ci sono motivi particolarmente tecnici: il punto G si chiama così semplicemente dall’iniziale del suo scopritore, che si chiamava Grafenberg.

Cos’è il punto G?

Si tratta di un piccolo fascio di terminazioni nervose che, se correttamente stimolato, produce un grado di soddisfazione inaspettato. Neanche a farlo apposta, il punto G in effetti è la parte meno agevole da rintracciare nell’anatomia femminile. Comunque, la sua stimolazione meccanica si ha in tutte le posizioni in cui la donna sta sopra. Il punto G allora si gonfia e assume la forma di una piccola massa che sporge, come un bottoncino.

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Ha qualcosa a che fare con la “eiaculazione” femminile?

Se la stimolazione del punto G si protrae a lungo, l’utero comincia a contrarsi fino a produrre un orgasmo molto particolare, che talora si accompagna alla produzione di un liquido chiaro. Le analisi di laboratorio hanno rivelato che questo fluido è simile alla composizione del liquido prodotto dalla prostata, che ha il compito di proteggere gli spermatozoi. Proprio per questa ragione i ricercatori hanno ipotizzato che il punto G sia un abbozzo di prostata.

A che serve il punto G?

Il punto G resta uno degli aspetti più misteriosi dell’anatomia femminile. Si è pensato anche che possa avere un ruolo nella maternità: l’orgasmo profondo prodotto dalla stimolazione del punto G è infatti spesso accompagnato da una sensazione di spinta verso l’esterno. Poiché il punto può essere stimolato anche dalla discesa del feto durante il parto, sembra possibile che il punto G abbia una funzione di aiuto alla nascita. Per strano che possa sembrare, ci sono donne, che malgrado i dolori del travaglio, raggiungono un orgasmo proprio durante l’espulsione del bambino.

Dove si trova e come si può stimolare il punto G?

Per la maggior parte delle donne il punto G è collocato nella parete anteriore della vagina ad una profondità di circa 4-5 cm proprio dietro la localizzazione esterna del clitoride. Il motivo per cui dico “la maggior parte delle donne” è che per alcune può essere differente. Il punto G è grande più o meno quanto una piccola monetina e quando stimolato propriamente si dilata un po’ e cambia leggermente struttura. Alla maggior parte delle donne sono necessari lunghi preliminari e stimolazione sessuale prima che il punto G possa loro procurare piacere. In tal senso una corretta stimolazione del punto G passa da preliminari prolungati e da una lunga stimolazione manuale e/o orale dei genitali femminili. Se proprio non riuscite ad individuare questa zona, leggete anche: Non riesco a trovare il punto G: come fare?

Individuare il Punto G

Mentre la donna giace sul dorso, inserite uno o due dita nella vagina in modo da tenere il palmo della mano rivolto verso l’alto. Successivamente piegate leggermente le dita. Come detto in precedenza la parete sulla quale si trova il punto G è una superficie rugosa, proseguite tra la vescica e la pelvi, li si trova un’area molto sensibile. E’ molto probabile che non si riconosca al tatto (comunque è caratterizzata da una forma a cupoletta tondeggiante), fate in modo che sia lei (la diretta interessata) a guidarvi. E’ importante non eccedere nella ricerca perché è possibile che alla vostra partner la pressione esercitata dia fastidio, quindi cambiare stimolazione e rimandare alla prossima volta la ricerca del punto G.

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Il punto G è indicato in giallo

Stimolare il punto G con le dita

Individuato il punto, l’uomo dovrebbe inizialmente avere un tocco delicato, successivamente, quando il punto G si inturgidisce, può gradualmente aumentare la pressione per circa 5 minuti. Poi allentala di nuovo, anche se non del tutto, per far riposare un po’ il dito. Volendo, può inserirne un altro senza ritirare il primo (per esempio aggiungere l’indice al medio) e prepararsi a una pressione ancora più decisa. Il punto G non è delicato come il clitoride, richiede molta più pressione.

Movimenti con le dita per stimolare il punto G

  • stantuffo: avanti e indietro come un pistone;
  • fluttuazione: come lo stantuffo, con movimenti più dolci e più lenti;
  • vibrazione: movimenti ancora più dolci, ma più veloci, come quando tremi dal freddo;
  • invito: piegando il dito in su verso di te come nel gesto che significa “vieni qua”.

Le migliori posizioni sessuali per stimolare il punto G

Per i sessuologi la posizione che procura le sensazioni più piacevoli alle donne non è certamente quella cosiddetta del missionario. Infatti l’organo sessuale maschile in tal modo eccita la parete posteriore della vagina, ma non quella anteriore, dove si trova il punto G. Le migliori posizioni per stimolare il punto G sono quelle da dietro, la cosiddetta “pecorina” (con lui leggermente sopra di lei) e quella con l’uomo steso e lei sopra (lasciare che faccia lei); il pene deve entrare con una certa angolazione specifica per stimolare efficacemente il punto G.

Il punto G ed il clitoride, quali sono le differenze?

Alcuni autori descrivono il punto G come la parte interiore del clitoride. Tralasciando l’aspetto anatomico possiamo dire che i vissuti di queste due zone sensibili non riflettono affatto questa tesi.
Il clitoride ha una reazione lineare: il primo tocco è piacevolmente eccitante, e i successivi sono via via sempre più eccitanti fino a raggiungere l’orgasmo.
Il punto G è tutto il contrario, la sua reazione è ondeggiante, oscilla dal dolore al piacere, dal pianto al riso, dal non star più nella pelle fino alla pace più profonda; insomma, da un estremo all’altro. Attraverso la stimolazione di un unico punto la donna può sperimentare l’intero universo di sentimenti che il suo corpo le può offrire. Oltretutto, le sensazioni non rimangono limitate all’area pubica o al bacino, ma tendono a coinvolgere la totalità del corpo.

Ultime raccomandazioni. A lui/lei: non siate precipitosi! Masturbatela sempre con molta delicatezza e pazienza, a lei piace di più! A lei: non vi scoraggiate se il punto G a voi non fa effetto.

Vibratori e sex toys

Esistono una serie di vibratori, sex toys ed indumenti, che possono essere usati per ottenere più piacere e rendere più appagante il rapporto per entrambi i partner, noi vi consigliamo questi:

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I tedeschi accusano: il pene degli italiani si sta accorciando

MEDICINA ONLINE PENE LUNGHEZZA TEDESCHI ACCUSANO MISURA ACCORCIA DOTTORE AIUTO IL MIO PENE SI STA ACCORCIANDO SPERMA AUMENTO EIACULAZIONE ORGASMO SESSO UOMO DONNANon bastavano lo spread, i piani anticrisi e le misure di austerità ad accendere la rivalità tra Italia e Germania, senza contare la lunghissima e tradizionale contrapposizione calcistica (che ci ha visto quasi sempre vincitori, ricordiamolo!). Ora la battaglia si sposta sul fronte dei centimetri, più precisamente quelli del pene. Il tabloid tedesco Bild ha infatti pubblicato alcuni giorni fa un articolo in cui accusa i peni italici di essersi ridotti, mentre quelli germanici non avrebbero perso un millimetro. E ben poco può fare il testimonial della mascolinità italica Rocco Siffredi per contrastare la diminuzione della dimensione media degli organi sessuali maschili italiani.

UNA RICERCA PADOVANA 

Ad averlo verificato sarebbe stato nel febbraio scorso proprio uno studio condotto all’Università di Padova.
Dopo aver raccolto i dati su oltre 2 mila ragazzini tra 18 e 19 anni, l’andrologo Carlo Foresta ha notato che nell’ultimo mezzo secolo qualcosa nei pantaloni del maschio nostrano si è ristretto.

MENO UN CENTIMETRO 

Il professore ha riscontrato una diminuzione di quasi un centimetro: si è passati da una media di 9,7 a quella di 8,9.
La colpa della contrazione starebbe nello smog, nello stress e nelle abitudini di vita.
Altre parti del corpo, tra cui gambe, braccia e lobi delle orecchie, si sono invece allungate.
Ma la crescita non è certamente andata nella direzione più auspicabile per l’orgoglio degli uomini italiani.

SULLA DURATA PRIMATO ITALIANO 

Se quindi sulle dimensioni ai tedeschi va meglio, non altrettanto si può dire sul fronte della durata della performance sotto le lenzuola: Foresta ha dichiarato che i maschi italici resistono più a lungo. Inoltre tra i cittadini germanici, le disfunzioni erettili sono molto più diffuse. E la ricerca padovana ha spiegato che è tutta colpa del sovrappeso.
Nella nostra penisola, però, il problema dell’obesità tocca soprattutto i bambini e gli adolescenti: il futuro degli italiani non è certo dei più incoraggianti.

Prima di chiudere vorrei però ricordare, a tutti i tedeschi all’ascolto, che almeno sulla carta, tra noi e loro, sono gli italiani ad avere le migliori dimensioni!

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Disfunzione erettile (impotenza): cause, prevenzione e cure

MEDICINA ONLINE GELOSIA UOMO COME FUNZIONA ONE HUNGRY SAD COUPLE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA LOVE COUPLE FRINEDS LOVER SEX GIRLDopo aver parlato delle misure medie del pene, e delle sue misure massime e minime, mi è sembrato interessante trattare oggi di un problema della sfera sessuale che interessa e crea profondo disagio in moltissimi uomini, trasversalmente e senza differenze di età, ceto sociale o nazionalità. Sto parlando dell’impotenza. Problemaveramente diffuso, anche se ovviamente ben pochi sono disposti ad ammetterlo pubblicamente. Da un’indagine Doxa Pharma si apprende infatti che “circa il 30% degli uomini vive con ansia le prestazioni sessuali e il 22% si dice insicuro difronte a donne esigenti. La disfunzione erettile riguarda il 13% degli uomini tra i 40 e i 70, ma ben uno su due ha avuto difficoltà di erezione almeno una volta nella vita”.

Cos’è la disfunzione erettile?

La disfunzione erettile, quella che fino ad alcuni anni fa veniva denominata “impotenza“, è l’incapacità di ottenere o di mantenere un’erezione sufficiente per il rapporto sessuale. Viene distinta in disfunzione primaria o secondaria rispettivamente se è manifestata fin dall’inizio dell’attività sessuale del soggetto o se è intervenuta in un secondo momento, dopo un periodo di attività sessuale soddisfacente.
Si parla inoltre di disturbo generalizzato o situazionale a seconda se è sempre presente nell’attività sessuale dell’uomo o soltanto in determinate situazioni, attività o partner.
Può infine essere di natura psicologica o organica anche se molto spesso questi due aspetti coesistono e come vedremo creano dei circoli viziosi che si peggiorano a vicenda.
Avere saltuariamente un problema di erezione non deve necessariamente causare preoccupazioni, simili episodi accadono nella vita di qualsiasi uomo.
Tuttavia se la disfunzione erettile è un problema persistente, può causare stress e problemi relazionali e può pregiudicare la propria autostima e l’equilibrio stesso del rapporto.
Anche se può sembrare difficile parlare con il medico del problema, è fondamentale farlo per migliorare la propria qualità di vita e quella del partner; inoltre, bisogna sapere che la gran parte dei casi è trattabile.
Negli uomini anziani, la disfunzione erettile solitamente ha una causa fisica, come malattie o effetti collaterali dei farmaci.
Tuttavia, l’invecchiamento non è una causa diretta della disfunzione erettile, anche se chiaramente può influire.
La disfunzione erettile può essere trattata a qualsiasi età. Infatti, sempre più uomini tornano alla normale attività sessuale grazie ai trattamenti  che offre la medicina.

Da quale età si verifica la disfunzione erettile?

Non c’è una risposta netta a questa domanda. La maggior parte degli uomini è colpita da questa malattia a partire dai 40 anni e, generalmente, l’incidenza della malattia aumenta con l’età, tuttavia negli ultimi tempi si sta verificando un aumento di casi di impotenza tra i giovani, leggi anche: Masturbazione compulsiva e dipendenza dalla pornografia online causano impotenza anche nei giovani: colpa dell’effetto Coolidge

Come si verifica l’erezione?

L’erezione del pene comporta l’interazione di complessi processi fisiologici, che coinvolgono i sistemi nervoso, ormonale (endocrino) e vascolare, e di componenti psicologiche. Qualsiasi anomalia che interessa questi sistemi può avere un impatto significativo sulla capacità di sviluppare e mantenere l’erezione.
Le stimolazioni che raggiungono il pene determinano un significativo flusso sanguigno verso i corpi cavernosi, che riempiendosi di sangue, aumentano il loro volume e, per effetto della pressione, danno rigidità al pene. Il sangue che entra ad alta pressione non viene rilasciato per l’azione contenitiva della tunica albuginea, che avvolge i corpi cavernosi, fin quando non sia avvenuta l’eiaculazione o fin quando la stimolazione non si sia conclusa. In parole povere il sangue rimane letteralmente intrappolato nei corpi carvernosi, almeno finché serve!

Quali sono le cause di disfunzione erettile?

Poiché l’erezione richiede una precisa sequenza di eventi che coinvolgono cervello, ormoni, emozioni, nervi, muscoli e vasi sanguigni, la disfunzione erettile può verificarsi quando uno di questi eventi si interrompe.
Allo stesso modo, lo stress e problemi di salute mentale possono causare o peggiorare la disfunzione erettile. Spesso una combinazione di problemi fisici e psicologici causa questa patologia e ciò crea i famosi circoli viziosi che menzionavo all’inizio dell’articolo: un piccolo problema fisico che rallenta la risposta sessuale può causare ansia da prestazione, la quale, a sua volta, può causare o peggiorare la disfunzione erettile.
Dato che sono spesso coinvolti sia i fattori fisici che quelli psicologici, può essere complicato porre una diagnosi esatta, anche se la presenza di erezioni durante il sonno può spesso aiutare a determinare se la causa è prevalentemente psicologica o fisica. Se l’erezione è possibile durante la masturbazione o cambiando partner è intuibile che si tratti di un problema più psicologico che organico.

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Cause fisiche

Nella maggior parte dei casi, la disfunzione erettile è causata o comunque favorita da cause fisiche, le più comuni delle quali sono:

  • malattie del cuore;
  • aterosclerosi;
  • ipertensione;
  • diabete;
  • obesità;
  • sindrome metabolica;
  • morbo di Parkinson;
  • sclerosi multipla;
  • malattia di Peyronie;
  • bassi livelli di testosterone;
  • effetti collaterali dei farmaci;
  • tabagismo;
  • alcolismo;
  • trattamenti per il cancro alla prostata o per l’ingrandimento della prostata;
  • interventi chirurgici o lesioni che interessano la zona pelvica o del midollo spinale.

Cause psicologiche

Il cervello ha un ruolo chiave nello scatenare la serie di eventi fisici che causano l’erezione, a partire dall’eccitazione sessuale.
Diversi fattori possono interferire con l’eccitazione e possono causare o peggiorare la disfunzione erettile, come:

  • depressione, ansia o altre condizioni di salute mentale;
  • stress;
  • mancanza di autostima;
  • eccessiva masturbazione;
  • dipendenza dal sesso;
  • problemi relazionali dovuti a stress, a scarsa comunicazione o ad altre preoccupazioni.

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Quali sono i trattamenti della disfunzione erettile?

Il trattamento di una disfunzione erettile dipoende dalla causa specifica a monte che l’ha determinata. In generale il trattamento prevede:

  • Trattamento delle cause fisiche (terapia per il diabete, per l’ipertensione o per problemi vascolari, ad esempio);
  • Trattamento farmacologico: farmaci per via orale; farmaci iniettabili nel pene;
  • Trattamento chirurgico: impianti di protesi; chirurgia dei vasi sanguigni;
  • Trattamento psichiatrico-psicoterapico.

Stile di vita e prevenzione

Per la gran parte degli uomini, la disfunzione erettile è causata o aggravata dagli effetti dello stile di vita. Il modo migliore per prevenire tale patologia consiste nel fare scelte di vita sane e nel gestire eventuali problemi di salute già esistenti.
Non fumare, perdere peso se in sovrappeso, non abusare di alcol, non assumere droghe e fare un regolare esercizio fisico possono aiutare a prevenire o a risolvere la disfunzione. A proposito dell’attività fisica consiglio di dare un’occhiata anche a questo articolo.

Integratori alimentari

Qui di seguito trovate una lista completa di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto:

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Le dimensioni medie del pene in base ad una ricerca dell’università di Belfast

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Plastica Cavitazione Dieta Peso Dietologo Roma Cellulite Sessuologia Smettere fumare Sesso  Rapporto Dimensioni Medie del pene Erezione in ItaliaA vedere le statistiche di Google, moltissimi utenti sembra che passino la giornata a cercare di rassicurarsi sulle dimensioni del proprio pene nel perenne dubbio di essere al di sotto della “normalità” (o nella mai vana speranza di risultare sopra la media della “virilità”). In un blog che si occupa non solo di medicina, ma anche di benessere psico-fisico e sessualità, ho trovato interessante pubblicare questo post, almeno per far trovare pace a tutti i “fissati” delle misure.

L’abitudine maschile di misurare e comparare le dimensioni del proprio pene trova un fondamento anche nel mondo della ricerca scientifica: l’Università di Belfast ha pubblicato una classifica delle misure del pene degli uomini di 113 Paesi del mondo.

Secondo la ricerca il record di lunghezza, in completa erezione, spetta ai congolesi, in testa alla classifica con 18 cm, seguiti dagli uomini dell’Ecuador e del Ghana. E noi? Il maschio italico si piazza al sesto posto della classifica generale, con 15,7 cm, secondi in Europa solo agli islandesi (16,5 cm).

La ricerca però si basa su statistiche raccolte dal web, motivo per cui è stata criticata subito dopo la sua pubblicazione.

Secondo i dati diffusi dall’università, a livello europeo al 3° posto per lunghezza del pene ci sono gli gli svedesi, con 15 cm, poi i greci con 14,7 cm, i tedeschi (14,5), spagnoli e inglesi sono pari merito con 14 cm, seguiti dai francesi con 13,5 cm. Quelli meno dotati sono i coreani, che si piazzano in coda alla classifica con 9,7 cm.

A quanto pare esiste quindi una correlazione tra Nazione e lunghezza degli attributi maschili. Secondo i dati della classifica, dove gli svedesi, i greci e i tedeschi variano da 14,5 a 15 centimetri, si evidenzia anche una correlazione tra la statura e la dimensione, motivo per cui gli orientali sono i meno dotati.

In Europa i nostri cugini francesi devono accontentarsi di una media scarsina, pari a 13,5 cm, e peggio ancora va per gli irlandesi e gli americani, seppure l’americano Jonah Falcon risulti il recordman assoluto (con 34 cm di lunghezza in erezione).

Dal punto di vista medico quello che posso dirvi è che solo con un pene al di sotto di 10 cm in erezione diventa difficile avere una penetrazione capace di un adeguato stimolo e può risultare più complesso (ma non impossibile in presenza di spermatozoi sani e vitali) il concepimento. Le dimensioni si possono incrementare, senza far miracoli, con gli specifici cicli di terapia meccanica e/o farmacologica integrati in modo opportuno, oppure con un apposito intervento di chirurgia.

Vorrei inoltre ricordare che la condizione di micropenia è relativa alla lunghezza media di riferimento (un po’ come dire che un micropene di un congolese potrà paradossalmente avere dimensioni maggiori di un pene “normale” coreano). Ad ogni modo io in Italia non parlerei di micropenia finchè le dimensioni del pene superino almeno i 7 cm di lunghezza in stato di erezione.

In definitiva: sopra i 10 cm di lunghezza in erezione un uomo: non ha un micropene; può tranquillamente soddisfare una donna; può avere dei figli.

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