James Bond? Nella realtà sarebbe un alcolista cirrotico ed impotente

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Roma Medicina Chirurgia Estetica Rughe Filler Cavitazione Peso Dimagrire Pancia Grasso Dietologo Cellulite Senologo Pene Studio Grasso Pancia Sessuologo e Sesso Sport JAMES BOND ALCOLISTA E IMPOTENTE 01

Altro che affascinante e tenebroso: James Bond nella realtà sarebbe un alcolista cirrotico impotente ed anche un po’ stupido!

Tutti conoscono queste tre parole: “Bond, James Bond”. E’ la famosa presentazione con charme della spia più famosa dei romanzi e del cinema: l’agente 007. Ma se invece che un personaggio inventato fosse una persona in carne ed ossa, le parole gli uscirebbero di bocca un po’ distorte: qualcosa come “Booond, Jaaames Booond”, strascicando le vocali come capita a chi ha bevuto troppo ed è ubriaco. «Probabilmente malato di cirrosi epatica, destinato a morire intorno ai 50 anni e certamente incapace di compiere le imprese che gli vengono attribuite, dal punto di vista fisico, mentale e in effetti anche sessuale»: questa è l’amara diagnosi fornita da un gruppo di specialisti sull’ultimo numero del British Medical Journal: lo studio – ironico fin dal titolo – lo potete trovare a questo link: Were James Bond’s drinks shaken because of alcohol induced tremor? (cioè ” i drinks di James Bond erano agitati a causa dei tremori indotti dall’alcol?”).

Playboy? No, impotente

Nessun vero agente segreto, diciamo pure nessun uomo, potrebbe disinnescare una bomba atomica, seminare il nemico a bordo di un’Aston Martin, centrare ogni bersaglio con la pistola, dopo avere ingurgitato una quantità d’alcol simile alla sua, affermano gli studiosi. Quanto alle “Bond girls”, le meravigliose ragazze con cui il nostro Bond trascorre puntualmente focose notti, concludono i colleghi, è probabile che al massimo gli sarebbero servite per farsi rimboccare le coperte, perché nel suo stupore etilico sarebbe incapace di combinare alcunché sotto le lenzuola, tranne dormire. Senza contare che l’abuso di alcol e sigarette determina un alto rischio di sviluppare la disfunzione erettile.

Agente 007 o ubriacone?

I medici delle Midlands autori del rapporto si sono letti per filo e per segno tutti e 14 i romanzi di Ian Fleming, segnandosi ogni drink buttato giù dal protagonista. Alla fine è uscito un calcolo impressionante: Bond beve una media di 92 unità alcoliche alla settimana, quattro volte la dose raccomandata dal National Health Service, ed è possibile che quando ce la mette tutta arrivi a 130 unità. Per avere un termine di paragone, è come ingollare mezza bottiglia di vodka al giorno, tutti i giorni, o trenta bicchieri di vino alla settimana. «Un alcolizzato cronico», lo definiscono i dottori.

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Mira precisa con la pistola? Impossibile con la mano tremante

Il nostro James è un pistolero sopraffino ma nella realtà non farebbe centro neanche ad un metro di distanza, a causa dei tremori indotti dall’alcolismo cronico. Non c’è da meravigliarsi che, secondo una frase diventata celebre, preferisca sempre il suo Martini “shaken, not stirred”, agitato, non mescolato: nella vita reale la mano gli tremerebbe così tanto che di certo gli verrebbe molto agevole agitare i propri drink. «I comportamenti che gli vengono attribuiti non sono consistenti con le sue reali condizioni», conclude il rapporto. Taglia corto il Sun, tabloid popolare e impertinente: “James Bond, un ubriacone impotente”.

Ubriaca la penna, ubriaco il protagonista

Conoscendo le “abitudini” della penna che lo ha creato, non c’è da sorprendersi che 007 sia così dipendente dall’alcol, insinua il British Medical Journal: «Ian Fleming morì a 56 anni di disturbi cardiaci dopo una vita di notori eccessi di alcolici e tabacco. Si potrebbe prevedere un’analoga aspettativa di vita per Bond». I tempi in cui Fleming concepì la fortunata serie di 007, naturalmente, erano diversi dai nostri: non che negli anni ’50-’60 si bevesse necessariamente di più di oggi, ma certo con meno consapevolezza dei danni che l’alcol può causare alla salute. L’idea di studiare il grado di alcolismo di un personaggio della fantasia non è una stravaganza: ha appunto lo scopo di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sui pericoli per chi beve troppo. Se vedete James Bond al cinema che fa polpette dei cattivi di turno, compie acrobazie in auto ed è un seduttore implacabile a letto, pur avendo sempre  un Martini in mano, provate a immaginarlo come un fallimento su tutta la linea e magari starete più attenti quando andate al pub il sabato sera. Chissà se nei prossimi film su 007, tenendo conto di un simile monito, il regista gli metterà in mano una Coca Cola Zero ed una sigaretta elettronica!

DI ENRICO FRANCESCHINI FONTE LA REPUBBLICA

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Mangiare cibi grassi diminuisce la fertilità maschile

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO AMORE COPPIA SESSO SESSUALITA ABBRACCIO MATRIMONIO MASTURBAZIONE ORGASMO (10)Mangiare cibi troppo grassi non fa solo male alla forma fisica e alla salute in generale, ma alla fertilità maschile in particolare. Negli ultimi 17 anni la densità degli spermatozoi nel liquido seminale è calata ad un ritmo molto elevato, pari all’1,9%. Colpa anche di quel che si mangia e dello stile di vita complessivo, diventato troppo sedentario. A giungere a questa conclusione è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Human Reproduction e amplificato dalla BBC, che viene ritenuto il più ampio mai condotto sullo stato di salute dello sperma maschile in un Paese ad alto tasso di sviluppo.

A realizzarlo è stato un team di ricercatori inglesi, che ha prelevato campioni del liquido seminale su 26 mila uomini dell’età media di 35 anni in Francia. Si tratta di cittadini senza problemi di sterilità, il cui sperma era stato raccolto in un database, il Fivnat , che custodisce campioni provenienti da 126 cliniche di tutto il Paese. Il risultato delle analisi è stato definito “estremamente impressionante”: dal 1989 al 2005 il numero di spermatozoi contenuti in un millimetro di seme è passato da 73,6 a 49,9 milioni,dunque al di sotto della fatidica soglia dei 55 milioni, sotto la quale si inizia a parlare di lentenzza di concepimento e possibili difficoltà a concepire. Il calo, pari al 33,4%, è dunque il segno di un trend che anche senza conferme scientifiche era stato più che intuito da addetti ai lavori e non.

Colpa dello stile di vita, degli elevati livelli di inquinamento della società, ma anche dell’alimentazione. “Non ci sono dubbi: il trend è reale e occorre intervenire. Qualcosa nel nostro stile di vita, nella dieta o nell’ambiente è causa del fenomeno e la tendenza è destinata a peggiorare” ha spiegato Richard Shape, docente di Salute riproduttiva all’Università scozzese di Edimburgo. Secondo i dati pubblicati, il problema è così concreto che un uomo su cinque corre il rischio di non poter avere figli.

Le cose non vanno meglio negli Stati Uniti, dove nel 2011 si è toccato il record negativo in quanto a numero di nascite: 63 nuovi nati ogni 1.000 donne fertili, rispetto ai 71 di 21 anni fa. D’altro canto lo studio non è il primo a mettere in relazione l’alimentazione con il calo di fertilità. Una ricerca della Harvard Medical School a Boston aveva infatti mostrato come, su un campione di 99 uomini presso una clinica della fertilità americana, il fatto di mangiare cibi con un elevato livello di grassi avesse come effetto una ridotta quantità di numero e densità di spermatozoi.

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Andrew Wardle: “Sono nato senza pene ma sono stato con oltre cento donne”

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Roma Medicina Chirurgia Estetica Rughe Filler Cavitazione Peso Dimagrire Pancia Grasso Dietologo Cellulite Senologo  Studio Grasso Pancia Sessuologo Sesso Viagra HD Dimagrire ANDREW WARDLE NATO SENZA PENE”Sono nato senza pene ma sono stato con oltre 100 donne.” Queste le parole di Andrew Wardle, 39 anni, di  Stalybridge della contea di Greater Manchester in Inghilterra, nell’intervista rilasciata a The Sun.

Andrew avrà un pene

Andrew, di professione bodyguard, è nato senza pene. Tra pochi giorni però con una operazione complicata un lembo di pelle del suo braccio sarà trapiantata e innestata nell’area pubica. Dopo l’operazione così Andrew sarà in grado di avere rapporti sessuali completi. Intervistato dal tabloid britannico The Sun Andrew ha raccontato la sua vita complicata tra operazioni e bullismo. “Ancora non ci posso credere. Finalmente avrò un pene perfettamente funzionante. Potrò iniziare a vivere come una persona normale. Potrò fare molte cose che le persone danno per scontato – continua Andrew – come il sesso o mettere su famiglia.”

Leggi anche: L’uomo con il pene più grande del mondo:”Facevo sesso orale da solo e da morto donerò il mio pene ad un museo”

Una vita difficile

Andrew, dopo esser stato abbandonato dalla madre diciassettenne è stato adottato da una famiglia di Stalybridge passando un’infanzia infelice tra ospedali e operazioni. Ben 15 solo per ricostruire la vescica. “Quando andavo a scuola sono stato anche vittima di bullismo. Prima ragazza? A 17 anni – racconta Andrew – Ho fatto uso di ecstasy e Lsd e ho anche tentato il suicidio. Ho veramente toccato il fondo. Poi finalmente la svolta.” “Presto scriverò un libro sulla mia vita” conclude Andrew.

Molto successo con le donne

La cosa molto interessante è che, nonostante la mancanza di un vero pene, Andrew confessa di aver molto successo con le donne: “Sono stato con oltre 100 donne. Ho avuto molto successo perché riuscivo ad impostare le relazioni non solo sul sesso.” Questo dovrebbe far riflettere molti uomini che si lamentano di essere “belli e simpatici” ma di non trovare una ragazza: forse l’errore è pensare sempre al sesso dimenticandosi che le donne vogliono qualcosa di diverso rispetto ad un rapporto basato esclusivamente sulla fisicità.

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Pillola contraccettiva per uomo: ora è davvero possibile

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO FARMACISTA FARMACIA FARMACO PILLOLA COMPRESSA PASTICCA MEDICAMENTO INTEGRATORE ALIMENTARE PRINCIPIO ATTIVO VITAMINE (2)E’ davvero una svolta epocale per la ricerca sulla contraccezione. Un gruppo di ricercatori dell’Istituto di scienze farmaceutiche dell’Università Monash di Melbourne, in Australia, ha studiato una nuova pillola anticoncezionale per l’uomo che potrebbe essere disponibile entro 10 anni. Il nuovo farmaco è basato su una tecnica non ormonale, facilmente reversibile e senza effetti futuri sulla prole. La prova è stata testata su alcuni topi di laboratorio, geneticamente modificati. Gli scienziati hanno disattivato loro due proteine essenziali per il trasporto dello sperma e stanno sperimentando medicinali per bloccarle. Lo studio ha mostrato che i topi maschi risultavano infecondi al 100% dopo la disattivazione delle proteine che convogliano il liquido seminale dall’epididimo all’uretra, senza effetti sul comportamento o sulle funzioni sessuali degli animali. La ricerca è stata guidata dal professor Sabatino Ventura ed è stata pubblicata sulla rivista scientifica americana Proceedings of the National Academy of Sciences.

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Le regioni italiane dove si consuma più Viagra

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO FARMACISTA FARMACIA FARMACO PILLOLA COMPRESSA PASTICCA MEDICAMENTO INTEGRATORE ALIMENTARE PRINCIPIO ATTIVO VITAMINE (5)L’Italia si pone al secondo posto in Europa per consumo di Viagra, dopo l’Inghilterra, con oltre 86 milioni di compresse vendute in 15 anni. La Lombardia è la prima regione italiana per consumo di Viagra, con oltre un milione di compresse acquistate nel 2013. Tuttavia la prima regione per consumo pro-capite, nel 2013, è l’Emilia-Romagna, con 588 compresse ogni mille uomini over 40, seguita da Toscana (563 compresse ogni 1.000 over 40) e Liguria (546 ogni 1.000). La Regione dove si consuma meno Viagra è la Basilicata con solo 230 pillole blu ogni 1.000 over 40. Roma invece detiene il primato per il maggior numero di compresse vendute nel 2013, oltre 570 mila, mentre le città dove si registra il maggior consumo pro capite sono Piacenza, Rimini e Livorno. In coda alla classifica le città meridionali, dove i consumi si attestano su valori inferiori alla media. All’ultimo posto c’è Ogliastra in Sardegna.

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Viagra, arriva la nuova formula che agisce in pochi minuti

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO FARMACISTA FARMACIA FARMACO PILLOLA COMPRESSA PASTICCA MEDICAMENTO INTEGRATORE ALIMENTARE PRINCIPIO ATTIVO VITAMINE (2)Il sildenafil citrato – meglio noto come Viagra – compie 15 anni dal suo arrivo sul mercato e in questo periodo nel mondo sono state vendute ben tre miliardi di pillole blu. Dal 18 novembre nelle farmacia è disponibile un farmaco con una nuova formulazione, compresse che si sciolgono in bocca senza acqua in pochi secondi, e iniziano a fare effetto entro 12 minuti. “La nuova forma farmaceutica” ha spiegato nel corso di una conferenza stampa Francesco Scaglione, direttore della Scuola di Specializzazione di Farmacologia Clinica dell’Università di Milano “viene assorbita già nella mucosa orale, e quindi fa effetto prima, dai 10 ai 15 minuti nel 71 per cento dei pazienti, contro i 30 minuti della pasticca classica”. “In Italia, ha aggiunto Giorgio Franco, presidente della Società Italiana di Andrologia, “ci sono 3,2 milioni di persone che soffrono di disfunzione erettile, e l’introduzione del sildenafil sul mercato ha rappresentato un grande cambiamento culturale, al punto che il termine rivoluzione appare assolutamente appropriato. Oggi il paziente è più incline a parlarne con il medico e la disfunzione erettile non è più vista come un tabù”.

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Il mio pene si sta accorciando: la sindrome della retrazione genitale

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO PENE SESSO UOMO SCROTO TESTICOLI DISFUNSIONE ERETTILE IMPOTENZAEsiste una patologia che ti fa pensare che il tuo pene sia più piccolo di quello che realmente sia o che si stia accorciando nel tempo o addirittura stia rientrando nel tuo addome: si chiama Sindrome di Koro (Koro in malese significa “testa di tartaruga”) anche detta Sindrome di retrazione genitale (GRS). I pazienti affetti da tale malattia – che colpisce più gli uomini, ma non solo – vengono presi dal timore che i loro genitali (o il seno o i capezzoli, per le donne) siano più piccoli di come in realtà sono, e che si stiano riducendo e stiano rientrando all’interno del corpo fino a scomparire completamente. Tale timore genera una violenta reazione di ansia acuta. A livello fisiologico non c’è nessun danno reale, le “dimensioni” non sono davvero diminuite (né il pene sta rientrando nell’addome) e tutto funziona alla perfezione: rarissimi i casi al mondo di pazienti con Koro con contemporanea infertilità, il che fa pensare che non ci sia nessuna associazione tra le due patologie.

Leggi anche: Perché il freddo e l’ansia riducono le dimensioni del pene?

Una percezione errata

Alcuni studi hanno dimostrato, attraverso il test proiettivo DAPT (Draw-a-penis Test) che i pazienti che soffrono di questa sindrome hanno una percezione del pene (specie del loro glande) significativamente inferiore a quella mostrata da un gruppo di controllo. In realtà il pene di questi soggetti rientrava assolutamente nella media, sebbene i pazienti Koro percepissero il loro pene di diminuite misure, sia nello stato eretto, sia nello stato di riposo. Il test è stato ripetuto due anni dopo ed ha mostrato gli stessi risultati: i pazienti hanno dimostrato una notevole costanza nel mantenere immutate le loro percezioni dismorfofobiche.

Epidemie in Cina

Questa sindrome è molto diffusa in Cina (specie nella Cina meridionale e nella bassa valle dello Yang-Tze), nel Sud-est asiatico, in particolare in Malesia e in Indonesia, India, Nepal e Thailandia, anche se colpisce prevalentemente uomini di etnia cinese (tanto è vero che viene citata anche nei manuali di medicina cinese tradizionale come “conglomerato freddo nel fegato” ed “esaurimento dello yang del rene”). In Cina vi sono state violente esplosioni epidemiche di questa sindrome: in particolare nel 1948, nel 1955, nel 1966 e nel 1974: ogni volta che c’è una tensione sociale o un disastro naturale si aveva il rischio di diffusione di questa paura. L’epidemia del 1984-1985 durò oltre un anno e colpì oltre 3.000 persone in 16 città e province. A seguito di una campagna per la salute mentale però, l’epidemia non si è più verificata in Cina, il che è sicuramente dovuto anche al miglioramento delle condizioni economiche delle persone e ad una migliore qualità della vita. Questa paura di progressiva retrazione e scomparsa del pene si è diffusa paradossalmente anche in alcune nazioni africane “generose” nelle dimensioni del pene (Sudan e Congo), generando talvolta una sorta di isteria di massa, che ha prodotto omicidi di persone che si pensava fossero possedute dagli spiriti, o fossero degli “untori”. Uno studio del 1992, basato su questionari autocompilati, ha mostrato che i pazienti di questa sindrome sono in genere giovani, single, poco istruiti, religiosi e timorosi delle forze soprannaturali.

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Sintomi della sindrome della retrazione genitale

Gli episodi della sindrome di Koro hanno un inizio improvviso, di intensa ansia, che può durare per diverse ore, fino a due giorni. Questi episodi possono essere cronici e ricorrenti. I sintomi riferiti sono:

  • percezione che la forma e il tono muscolare del pene stia cambiando (capezzoli e seno per le donne);
  • timore di sterilità e di perdere la potenza sessuale;
  • reazione d’ansia acuta caratterizzata da paura di impazzire, dalla certezza di essere posseduti da spiriti maligni;
  • sensazione di morte imminente;
  • paura del cambiamento di sesso o di diventare un eunuco;
  • paura dell’ostruzione delle vie urinarie;
  • paura che il pene scomparirà nell’addome (o il seno nel torace, o il capezzolo all’interno della mammella).

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Diagnosi della sindrome della retrazione genitale

Per diagnosticare questa sindrome, che non ricade in nessuna categoria diagnostica specifica, si potrebbero usare diverse categorie del DSM:  disturbo d’ansia, disturbo da attacchi di panico, depersonalizzazione, isteria, disturbo ossessivo-compulsivo o disturbo psicotico. Anche se il concetto è controverso, nella quarta versione nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (American Psychiatric Association, 1994) sono state introdotte le sindromi “legate alla cultura” (DSM -IV: Appendice I). Il manuale definisce il Koro come un termine, probabilmente di origine malese, che si riferisce a un episodio di improvvisa ed intensa ansia che il pene (o, nelle femmine, la vulva e i capezzoli) si ritirino dal corpo causando la morte.

Leggi anche: La Sindrome da spogliatoio o Dismorfofobia peniena: quando il pene sembra deforme o più piccolo o più grande di quanto realmente sia. Diagnosi e cure

Diagnosi differenziale

E’ importante fare diagnosi differenziale con patologie che influiscono realmente con le dimensioni del pene come nella Malattia di Peyronie , dove la tunica albuginea sviluppa tessuto cicatriziale che impedisce la piena espansione di un’erezione e provoca la retrazione del pene flaccido. E’ necessario fare anche differenza con la Dismorfobia peniena (distorta percezione dell’organo genitale che, pur avendo dimensioni e forme appropriate, è visto dalla persona come troppo piccolo o troppo grande o troppo curvo: manca la componente “retrazione all’interno del corpo” e quella di “rimpicciolimento”).

Leggi anche: Mappa mondiale della lunghezza del pene: gli italiani quale posizione occupano?

Terapie folkloristiche, collari e corde

In Cina, il trattamento tradizionale è l’esorcismo, insieme a pozioni di medicina tradizionale, di solito ricavate da erbe, peni animali (di tigre e di cervo), code di cervo. Altri alimenti per la terapia sono la zuppa di pepe, la minestra di zenzero e l’alcol.
E negli “avanzatissimi” stati occidentali cosa accade? Pur se gli esami medici non hanno rivelato effettive riduzioni delle dimensioni del pene, i malati della Sindrome della retrazione genitale ricorrono spesso ad autoterapie come le trazioni meccaniche del pene. La spinta verso l’esterno che dovrebbe allungare il pene, prevede l’utilizzo di collari da mettere intorno al pene, legati a corde e ad altri sistemi di “bloccaggio”. Inutile dire che questi sistemi non solo sono assolutamente inutili: possono essere dannosi! La struttura del pene è molto complessa e delicata e può essere compromessa (anche in maniera permanente) da sistemi assolutamente “bislacchi”. Questi sistemi sono anche usati da soggetti che, pur apprezzando le dimensioni del loro pene, vogliono provare ad allungarlo lo stesso: vi dico solo che il risultato è che spesso questi soggetti ce li ritroviamo al pronto soccorso.

Trattamento della Sindrome della retrazione genitale

Per i casi sporadici occidentali il trattamento medico-narrativo è sicuramente indicato. Il trattamento farmacologico dei sintomi della Sindrome della retrazione genitale prevede l’uso di aloperidolo per 3 settimane.

Se credi di avere un problema di retrazione genitale, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a risolvere il tuo problema.

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Com’è fatto uno spermatozoo e quanto è piccolo rispetto al gamete femminile?

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Rughe Cavitazione Dieta Peso Dimagrire Grasso Dietologo Nutrizionista Cellulite Dimagrire Sessuologo  Roma Trucco COME FATTO SPERMATOZOOLo spermatozoo è una cellula particolarmente  specializzata che ha perso quasi tutto il  citoplasma per essere più veloce e assolvere il compito di portare lontano il suo prezioso carico genetico, come un missile che deve mandare in orbita un satellite. E’ anche chiamato gamete maschile per differenziarlo dal gamete femminile, che è l’ovocita.

Leggi anche: A che velocità viaggiano sperma e spermatozoi? Quanto è lungo il loro viaggio?

Misure dello spermatozoo
E’  lungo circa 60 µm e spesso circa 5  µm ed è piccolissimo rispetto all’ovocita, che misura in media 100 µm di diametro ed è invece la più grande cellula umana.

Leggi anche: Per quanto vivono gli spermatozoi dopo un’eiaculazione in vagina e nell’ambiente?

Struttura dello spermatozoo
Lo spermatozoo maturo è composto da tre zone: testa, collo e coda, come potete vedere nella foto in alto:

  • La testa ha forma normalmente ovale e comprende nella parte anteriore l’Acrosoma, una vescicola che contiene sostanze capaci  di legarsi alla membrana dell’ovocita e aprire un foro per penetrare al suo interno. Il resto della testa è tutta occupata dal nucleo , portatore dei caratteri ereditari paterni.
  • Il collo (segmento intermedio) contiene un piccolo organello, il centriolo, coinvolto nel processo della divisione iniziale dell’ovocita fecondato, inoltre in questo tratto si origina l’assonema che prosegue sino alla fine della coda. Questa struttura formata  da 9 coppie laterali e 2 centrali di microtubuli paralleli tra loro, è la vera responsabile del movimento dello spermatozoo ed è avvolto da organelli chiamati mitocondri, disposti compatti a spirale , capaci di produrre l’energia necessaria al movimento.
  • La coda (flagello) è l’organo di movimento ed è la parte più lunga dello spermatozoo. Si suddivide ulteriormente in tre zone : intermedia, principale e terminale. L’intermedia finisce con un restringimento – annulus – da cui inizia la parte principale con un diametro più sottile e prosegue con la parte terminale , costituita esclusivamente dall’assonema ricoperto solo dalla membrana plasmatica, che avvolge tutto lo spermatozoo.

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