Il mese scorso a Bethesda nel Maryland (USA) si è tenuta la 25a conferenza American Institute for Cancer Research (AICR). Un forum che ha riunito ricercatori e clinici proveniente da tutte le parti. Uno degli argomenti su cui si è dibattuto quest’anno è stato la #prevenzione in oncologia: in base alle più recenti conoscenze, esiste una relazione diretta tra l’insorgenza dei #tumori e alimentazione, attività fisica e controllo del peso corporeo. Molti dei risultati presentati sono temi emergenti su cui si articolerà la prevenzione dei prossimi anni. Qui di seguito 5 punti rilevanti, soprattutto per i tumori più diffusi.
I lamponi neri e il cancro orale
I lamponi neri, grazie alla presenza di fibre, vitamine e sostanze fitochimiche tipiche di questa specie, sono in grado di prevenire l’insorgenza dei tumori nel cavo orale. Infatti, nei ratti alimentati con una dieta dove erano presenti i lamponi neri, la formazione dei tumori era inibita o sfavorita rispetto al gruppo alimentato con una dieta standard. Questo grazie ad un meccanismo biologico ben preciso. Questi risultati verranno a breve pubblicati.
Dieta antinfiammatoria e rischi cardiaci
Spesso alcuni tumori, come quelli del tratto gastro-intestinale, insorgono in seguito ad una condizione infiammatoria cronica. Qualunque cosa vada a ridurre uno stato infiammatorio, può quindi prevenire i tumori. In questo caso i ricercatori hanno osservato che le donne, in età post-menopausa, con diagnosi di tumore alla mammella, con una dieta ricca di alimenti anti-infiammatori, come cereali integrali, spezie, grassi insaturi e verdure – rispetto a coloro che avevano una dieta tipica occidentale, con cibi raffinati pro-infiammatori – avevano un rischio inferiore di mortalità per problemi cardiovascolari.
L’esercizio fisico è molto utile
Già nel 2010, le linee guida dei sopravvissuti da cancro prevedevano l’attività fisica come pratica importante per superare la malattie e per affrontare le terapie nel migliore dei modi. Si diceva, almeno 150 minuti a settimana. Le ricerche sono andate avanti e i risultati appena presentati indicano che nei pazienti che hanno avuto una diagnosi di cancro al mammella o alla prostata, l’attività fisica non solo è sicura ma addirittura altamente consigliata sia durante che dopo la terapia. Un’attività fisica aerobica è un supporto importantissimo per il mantenimento o il ripristino di un equilibrio delle capacità mentali nonché di una maggiore efficienza cardiovascolare.
Il licopene protegge dal cancro alla prostata
Il licopene è un carotenoide antiossidante. Si trova in numerosi alimenti ed è responsabile del loro colore rosso, come nei pomodori o nell’anguria, o del colore giallo-rosso, come papaya e pompelmo, e in diverse verdure. Il licopene previene alcuni tipi di tumori, l’invecchiamento cellulare e alcune malattie cardiovascolari. Precedenti studi avevano portato a conclusioni non sempre concordanti sulle proprietà antitumorali del licopene. I dati presentati ora dimostrano che un’#alimentazione a base di cibi ricchi di licopene, può ridurre significativamente il rischio di insorgenza del tumore alla prostata (11% in meno). Anzi, i ricercatori sono riusciti a stimare in una riduzione dell’1% di rischio tumore per ogni milligrammo/giorno di licopene mangiato. Per intenderci, un pomodoro contiene 3 mg di licopene.
Grassi, microbioma intestinale e rischio obesità
Le migliaia di miliardi di batteri che albergano nel nostro intestino condizionano il nostro benessere e possono predisporre all’obesità. Ma quello che i ricercatori hanno ora scoperto è che il microbioma intestinale segue un andamento circadiano, ovvero varia la sua attività e la sua espressione nelle varie ore del giorno e della notte. E questo si ripercuote sul senso di fame (appetito) e sul metabolismo. Una dieta ricca di grassi e povera di fibre, almeno negli animali da laboratorio, determina un’alterazione dei cicli circadiani del microbioma, influenzando negativamente il metabolismo e favorendo le condizioni per l’obesità.
Bere acqua è fondamentale per mantenersi in buona salute, tuttavia – come in tutte le cose – la giusta via è quella che sta nel mezzo, perfino bere troppa acqua può mettere a rischio la nostra salute. Anzi, la nostra vita.
Con “calcolosi renale” si descrive la presenza di formazioni solide nell’apparato urinario – i calcoli renali – derivate dalla precipitazione e successiva aggregazione di sostanze disciolte nelle urine. Spesso i calcoli renali sono asintomatici, di norma il primo segnale di un calcolo renale è un dolore molto intenso che inizia all’improvviso quando il corpo tenta di “forzare” l’ostacolo, il calcolo si muove nelle vie urinarie e ostruisce il flusso dell’urina portando alla cosiddetta colica renale.
Le nocciole sono un tipo di frutta secca tra le più amate al mondo, nonché uno dei prodotti tipici italiani, come dimostrano le note nocciole del Piemonte. Le nocciole hanno origini antiche: l’albero del nocciolo – il cui nome scientifico è Corylus Avellana e appartiene alla famiglia delle Betalaceae – veniva, infatti, coltivato da Romani e Greci, che ne apprezzavano già le proprietà benefiche, nutritive e terapeutiche. La frutta secca è davvero preziosa dal punto di vista nutrizionale per la salute dell’organismo e di questa fanno parte, per l’appunto, anche le nocciole. Quali sono, quindi, le loro caratteristiche? Scopriamo di più su questo buonissimo e nutriente alimento.
La situazione classica che mi si presenta avendo spesso a che fare con pazienti in sovrappeso o obesi, è che le loro analisi del sangue evidenziano livelli di colesterolo LDL (lipoproteine a bassa densità, Low Density Lipoprotein, il colesterolo “cattivo”) troppo alti. Oltre alle soluzioni farmacologiche, cosa si può fare per limitare i danni ed abbassare i livelli di LDL? Tanto per cominciare, si possono cambiare le abitudini alimentari. La scelta di certi alimenti favorisce infatti l’eliminazione del colesterolo LDL, detto anche “colesterolo cattivo”, e diventa un’arma per combattere l’ipercolesterolemia.
Capita spesso che alcuni prodotti alimentari vengano ritirati dai supermercati o da determinati punti vendita per evitare problemi al consumatore.
Il segreto di una conserva buona e sicura per la salute è racchiuso nel suo contenitore, per questo è importante che prima di essere riempito, sia adeguatamente sterilizzato. Per la verità il termine “sterilizzazione” si riferisce ad un trattamento in grado di distruggere tutte le forme microbiche, comprese le spore. Le spore sono molto resistenti al calore e alla temperatura di 100 °C potrebbero essere necessari anche tempi di trattamento lunghi più di 5-6 ore. Quindi la corretta definizione del trattamento a cui possono essere sottoposti vasetti, contenitori, tappi e coperchi in ambito domestico non è pertanto definibile come sterilizzazione ma piuttosto come sanificazione. Il trattamento a cui devono essere sottoposti i contenitori dipende anche dalle modalità con cui verranno poi riempiti. Se il riempimento sarà fatto con prodotti freddi, non è necessario sanicare in acqua i contenitori, ma piuttosto è consigliabile utilizzare contenitori perfettamente puliti ed asciutti (si possono far asciugare su un panno da cucina perfettamente pulito). Se il riempimento viene fatto a caldo, la sanificazione è necessaria.
La castagna è il frutto del castagno europeo (Castanea sativa), a differenza della castagna dell’ippocastano che invece è un seme. Le castagne essendo molto ricche di amido, dalla metà del secolo scorso hanno rappresentato per molte persone la principale fonte alimentare. Le castagne sono di stagione a ottobre, novembre e dicembre. Il castagno è originario dell’Europa meridionale, ma è anche facile trovarlo in Nord Africa e Asia occidentale e naturalmente in Italia, specialmente in Campania, Sicilia, Lazio, Piemonte e Toscana. Dall’inizio del terzo millennio la castanicoltura, che nei decenni precedenti aveva subito una preoccupante flessione, ha registrato un’importante ripresa. I “vecchi” castagni sono stati sottoposti ad un vero e proprio restyling, tramite potature e trattamenti e oggi i prodotti dell’albero (soprattutto i marroni), godono di un mercato molto remunerativo.