La pressione sanguigna rappresenta appunto la pressione, cioè la forza, esercitata dal sangue sulle pareti dei vasi sanguigni arteriosi e venosi. La “spinta” iniziale è Continua a leggere
Perché la pressione arteriosa alta (ipertensione) è pericolosa?
Quando un individuo soffre di ipertensione arteriosa (comunemente “pressione alta”) le pareti dei suoi vasi sanguigni sono costrette a sopportare forti sollecitazioni che, quando diventano particolarmente elevate, possono provocarne la rottura, con conseguente emorragia, come ad esempio avviene in alcuni tipi di ictus cerebrale. Durante una crisi ipertensiva (un picco di pressione alta), la pressione esercitata dal sangue, unita ad un flusso alterato, può inoltre determinare la rottura di una placca aterosclerotica con conseguente embolo e trombosi, capaci di determinare patologie gravi come ad esempio l’infarto del miocardio. Infine il cuore si trova costretto a contrarsi cronicamente contro una resistenza troppo elevata, e ciò causa alterazioni anatomiche che possono portare all’insufficienza cardiaca.
I pericoli di una ipertensione arteriosa cronica sono quindi principalmente tre:
- danno alle pareti dei vasi sanguigni con possibile emorragia;
- sovraccarico cardiaco;
- aumentato rischio di embolia e trombosi.
L’ipertensione arteriosa è tra i più importanti fattori di rischio vascolare ed aumenta il rischio di patologie cardiovascolari potenzialmente mortali. Per questo motivo è importante misurare la pressione periodicamente, specialmente superati i 40 anni ed anche prima se:
- siete in sovrappeso o obesi;
- siete fumatori;
- avete livelli di colesterolo e trigliceridi elevati;
- soffrite di diabete;
- avete casi in famiglia di ipertensione arteriosa e/o di ictus e/o di infarto.
Molte persone tuttavia, non hanno a casa uno sfigmomanometro ed uno stetoscopio, cioè gli strumenti necessari per misurare la pressione arteriosa, e sono costrette ad andare dal medico per controllarsi periodicamente la pressione, il che si traduce nel fatto che spesso passa troppo tempo tra una misurazione e l’altra ed aumentano i rischi per la salute del paziente.
Sfigmomanometri manuali
La scelta dello strumento adatto a volte può risultare difficile, vista l’enorme quantità di strumenti attualmente sul mercato: a tale scopo il nostro Staff sanitario ha selezionato per voi i migliori sfigmomanometri manuali professionali, elencati in ordine di prezzo decrescente:
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Sfigmomanometri automatici digitali
Se non sapete come utilizzare uno sfigmomanometro manuale potete leggere la nostra guida, oppure acquistare uno strumento digitale che misura in modo automatico la pressione: è necessario solo indossare l’apposito bracciale e dare avvio alla procedura senza neanche avere lo stetoscopio, che è invece necessario con gli strumenti manuali. La scelta dell’apparecchio adatto a volte può risultare difficile, vista l’enorme quantità di prodotti attualmente sul mercato: a tale scopo il nostro Staff sanitario ha selezionato per voi i migliori sfigmomanometri automatici sul mercato:
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Leggi anche:
- Com’è fatto il cuore, a che serve e come funziona?
- Differenza tra pressione arteriosa e venosa
- Differenza tra pressione massima (sistolica), minima (diastolica) e differenziale
- Pressione arteriosa: valori normali e patologici
- Pressione alta (ipertensione arteriosa): sintomi, cause, valori e cure
- Ipertensione: cibi consigliati e da evitare per abbassare la pressione sanguigna
- Fattori di rischio cardiovascolare modificabili e non modificabili
- Pressione arteriosa: i momenti della giornata in cui è più alta
- A che ora del giorno misurare la pressione arteriosa?
- Come si misura la pressione arteriosa? Guida facile
- Insufficienza della valvola mitralica lieve, moderata, severa: sintomi, diagnosi e terapia
- Elettrocardiogramma (ECG) a riposo e sotto sforzo: cos’è ed a che serve?
- Sistole e diastole nel ciclo cardiaco: fasi durata e spiegazione
- Che differenza c’è tra sistole e diastole?
- Ipertensione: quali farmaci usare per abbassare la pressione arteriosa?
- Sarò iperteso per tutta la vita? Dovrò continuare ad assumere il farmaco per sempre?
- Non riesco a controllare la pressione arteriosa alta
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- Differenza tra coronarografia ed angiografia
- Differenza tra coronarografia ed angioplastica
- Differenza tra coronarografia e scintigrafia
- Differenza tra cateterismo cardiaco e coronarografia
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- I dubbi su pacemaker e ICD: carica, impulsi, cellulare, banca ed aereo
- Differenza tra pressione del sangue e pressione arteriosa
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- Come funziona uno sfigmomanometro (apparecchio per la pressione)
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- Cos’è la pressione venosa centrale e perché si misura?
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Pressione arteriosa: valori normali e patologici
La pressione arteriosa corrisponde a quanto “viene spinto” il sangue all’interno delle arterie ed è riassunta da due misure, la pressione sistolica (anche detta “pressione massima” o semplicemente “massima”) e quella diastolica (anche detta “pressione minima” o “minima”), che dipendono dal fatto che il muscolo cardiaco periodicamente prima si contrae (fase di sistole) e poi si rilassa (fase di diastole), quindi durante la contrazione cardiaca la pressione sarà più elevata (massima) e quando il cuore si rilassa sarà più bassa (minima). La pressione si misura in mmHg (millimetri di mercurio).
La pressione sanguigna normale a riposo è compresa tra i 100 e i 130 mmHg di sistolica e tra i 60 e gli 85 mmHg di diastolica.
La diagnosi di ipertensione arteriosa viene considerata quando vi è una pressione frequentemente pari o superiore ai 140 mmHg di pressione sistolica e 90 mmHg di pressione diastolica.
L’ipertensione arteriosa è un pericoloso fattore di rischio cardiovascolare e dovrebbe essere sempre evitata.
| Valori di pressione arteriosa | Sistolica/diastolica |
| PRESSIONE ECCESSIVAMENTE BASSA (GRAVE IPOTENSIONE ARTERIOSA) | < 50/33 mmHg |
| PRESSIONE TROPPO BASSA | < 60/40 mmHg |
| PRESSIONE BASSA | < 90/60 mmHg |
| PRESSIONE ARTERIOSA OTTIMALE | <115/75 mmHg |
| PRESSIONE ARTERIOSA ACCETTABILE | < 130/85 |
| PRE-IPERTENSIONE | 130-139 / 85-89 mmHg |
| IPERTENSIONE DI STADIO 1 | 140-159 / 90-99 mmHg |
| IPERTENSIONE DI STADIO 2 | >160 / >100 mmHg |
|
IPERTENSIONE DI STADIO 3 >180/110 mmHg
|
|
Range di normalità dei valori pressori nelle varie fasce di età
I valori indicativi della pressione arteriosa variano di poco con l’aumento dell’età del soggetto.
- Per i soggetti con età compresa tra i 15 e i 19 anni l’intervallo ideale è compreso tra i 105/73 e i 120/81 mmHg.
- La fascia delle persone tra 20 e 24 anni dovrebbe indicativamente avere dei valori compresi tra 108/75 e 132/83 mmHg.
- I riferimenti per chi ha tra i 25 e i 29 anni sono 110/77 mmHg come minimo e 133/84 mmHg come massimo.
- Superiamo la soglia dei 30 anni e consideriamo coloro che arrivano fino a 34 anni. Qui l’intervallo corretto entro cui rientrare è tra 111/78 e 134/85 mmHg.
- Per chi ha un’età compresa tra i 35 e i 39 anni i livelli di pressione dovrebbero essere tra i 112/79 e i 135/86 mmHg.
- Arriviamo ai soggetti che vanno dai 40 ai 44 anni. Per non avere problemi di salute i loro valori dovrebbero essere compresi tra i 113/80 e i 136/87 mmHg.
- Per coloro che hanno tra i 45 e i 49 anni l’intervallo ideale è tra 115/80 e 139 /88 mmHg.
- Superiamo i 50 anni e arriviamo fino ai 54 anni. Per chi si trova in questa fascia la pressione arteriosa non dovrebbe scendere al di sotto di 116/81 mmHg e non superare i 142/89.
- Per chi ha un’età compresa tra i 55 e i 59 i livelli sono 118/82 e 144/90 mmHg.
- La fascia di chi ha tra i 60 e i 64 anni ha valori di riferimento che vanno da un minimo di 120/83 ad un massimo di 147/91 mmHg.
Dai 30 anni in poi è sempre bene monitorare periodicamente la pressione arteriosa e aggiornare il proprio medico curante su improvvisi aumenti: ciò è particolarmente valido per quelle persone che hanno famigliarità con l’ipertensione arteriosa, cioè hanno in famiglia dei casi di ipertensione (ad esempio genitori con pressione alta).
Strumenti necessari per misurare la pressione
Per misurare la pressione arteriosa, sono necessari uno sfigmomanometro ed uno stetoscopio.
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
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Sistole e diastole nel ciclo cardiaco: fasi durata e spiegazione
Cos’è il ciclo cardiaco? Da quali fasi è composto? A che serve? Vediamolo insieme.
Per tutta la nostra vita il cuore sano, per svolgere la sua funzione di pompa del sangue, alterna in modo altamente preciso due fasi:
- Fase di diastole: è la fase dove avviene il rilasciamento del miocardio (il muscolo cardiaco);
- Fase di sistole: è la fase dove avviene la contrazione del miocardio (il muscolo cardiaco).
Durante la diastole, le cavità cardiache – cioè gli atri (cavità superiori) ed i ventricoli (cavità inferiori) – si allargano e si riempiono di sangue.
Durante la sistole, invece, le stesse cavità si contraggono e si svuotano di sangue.
L’alternanza tra diastole e sistole prende il nome appunto di ciclo cardiaco.
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La sistole può dividersi in due momenti: la sistole atriale, che corrisponde alla contrazione dei soli atri e serve a travasare il sangue nei ventricoli, e la sistole ventricolare, che corrisponde alla contrazione dei soli ventricoli e serve a pompare il sangue nei vasi sanguigni.
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Come la sistole, anche la diastole consta di due momenti: la diastole atriale, che è la riespansione degli atri prima di una nuova sistole atriale, e la diastole ventricolare, che è la riespansione dei ventricoli prima di una nuova sistole ventricolare. Pertanto sistole e diastole si accavallano nel tempo, iniziando quando una ha già avuto parziale svolgimento.
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Che differenza c’è tra sistole e diastole?
La parola “sistole” indica la contrazione di un organo. Nel ciclo cardiaco si alternano sistole e diastole. La parola sistole, pur usata quasi sempre in ambito cardiaco tanto che è diventata sinonimo di contrazione del miocardio, è usata anche in riferimento ad altri organi: per esempio la “sistole caliciale” identifica la fase di contrazione dei calici renali per spremere le piramidi e aiutare il deflusso di urina.
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La sistole nel ciclo cardiaco
- Nella sistole atriale si ha la contrazione del miocardio (il muscolo cardiaco) degli atri (le camere superiori del cuore) ed il sangue in essi contenuti – grazie a tale contrazione – passa nei ventricoli, in seguito agli impulsi generati dal nodo senoatriale. Nell’elettrocardiogramma, la sistole atriale inizia poco dopo la rilevazione dell’onda P.
- Nella sistole ventricolare, la contrazione dei ventricoli (le camere inferiori del cuore) genera una pressione che fa fluire il sangue verso i polmoni e verso l’aorta (complesso QRS dell’elettrocardiogramma). Il volume di sangue che rimane nel ventricolo dopo la contrazione è detto Volume Telesistolico. L’incisura dicrotica corrisponde a un piccolo aumento della pressione aortica che si ha subito dopo il termine della sistole cardiaca, in corrispondenza della chiusura della valvola semilunare aortica.
La parola “diastole” indica invece il rilassamento del muscolo cardiaco, che avviene subito dopo la contrazione (sistole).
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La diastole nel ciclo cardiaco
- Nella diastole atriale, gli atri si rilasciano e la pressione al loro interno decresce.
- Nella diastole ventricolare, la pressione nei ventricoli decresce dai valori del picco raggiunti durante la sistole e nel momento in cui la pressione del ventricolo sinistro va al di sotto della pressione dell’atrio sinistro, la valvola mitrale si apre e il sangue fluisce dall’atrio accumulandosi nel ventricolo (volume telediastolico).
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
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Lingua gialla con alito cattivo o mal gola: cause e rimedi
Normalmente gli individui che accusano la lingua gialla hanno anche le papille gustative affette da gonfiore, e queste papille gonfie generano una ruvidità superficiale nella quale trovano un ottimo habitat i batteri che sintetizzano il pigmento. Può capitare che la lingua gialla e patinata non riprenda più consistenza e colorito fisiologici neanche dopo una cura.
Cause di lingua gialla
Tra le più frequenti cause di lingua gialla troviamo:
- respirare con la bocca aperta;
- ingestione di alimenti di colore giallo;
- fumo di sigaretta, pipa o sigaro;
- gravidanza: non sempre, ma la donna in stato interessante sovente soffre di disturbi epatici che possono colorare gli occhi, la lingua e la pelle di giallo;
- problemi epatici, ed in questo caso sovente si associa la bocca amara e alito cattivo;
- ittero, frequente in caso di disturbi (ad esempio la cirrosi epatica) o il carcinoma al polmone;
- carenze alimentari (soprattutto di vitamine del gruppo B e ferro);
- problemi digestivi (dieta squilibrata, alterazioni della flora batterica intestinale, coliti…);
- leucoplachia;
- gastrite, soprattutto al mattino prima del pasto;
- disidratazione;
- infezioni, spesso con mal di gola associato;
- febbre;
- alcuni farmaci;
- igiene orale scarsa.
Altre cause possono essere:
- alcolismo;
- allergia da contatto;
- anemia;
- mughetto (candidosi orale): questa condizione può essere favorita dall’indebolimento del sistema immunitario per affaticamento, stress o cure debilitanti (uso prolungato di cortisone, radioterapia e chemioterapici);
- apnee notturne;
- calcoli cistifellea;
- candida;
- cirrosi biliare primitiva;
- diabete;
- lichen planus;
- pellagra;
- sifilide.
Oltre al colorito giallastro la lingua può presentarsi irregolare e villosa, oppure può semplicemente dare la sensazione di esserlo.
Leggi anche: Il mio alito odora di feci: cause, quando è pericoloso e rimedi
Placche
La lingua potrebbe anche presentare delle “placche”, sempre giallastre o anche biancastre, a causa di leucoplachia (o leucoplasia), una patologia abbastanza diffusa che fa comparire una placca giallastra o biancastra (NON dolente) in bocca e che, talune volte, può apparire anche sulla lingua. Questa placca può comparire come risposta a:
- una’eccessiva produzione di cellule da parte della mucosa della bocca;
- eccessivi accumuli di cheratina;
- infiammazione della lingua;
- fumo ed abuso di alcoolici.
Alla placca la leucoplasia associa come sintomo anche l’alitosi. In genere non presenta alcun pericolo ma, anche se in rari casi, può evolvere in una forma cancerosa di leucoplasia, anche molti anni, se non decenni, dopo la comparsa per la prima volta.
Stante quanto sopra si capisce l’importanza di farsi controllare periodicamente il cavo orale da un medico o, meglio da un dentista per controllare le eventuali modifiche alla leucoplasia che potrebbero far sospettare una sua evoluzione negativa. E’ chiaro che nessuno più di un medico o di uno specialista può capire le differenze tra una leucoplasia ed una semplice lingua patinata.
Leggi anche: In quali casi la lingua viene amputata?
Fattori coinvolti nello sviluppo della lingua gialla
In genere un’alterazione del colore della lingua associata ad alito cattivo è causato da una igiene orale scarsa – che protratta può portare ad infezioni e mal di gola – ma vediamo nel dettaglio qualche altro fattore che può essere coinvolto nello sviluppo della lingua gialla:
- Scarsa igiene orale. Gli individui che hanno una corretta igiene orale hanno minori possibilità di sviluppare la lingua gialla. I denti sani si mantengono con lo spazzolino e il filo interdentale. L’utilizzo dell’apposito strumento per pulire la lingua aiuta a prevenire accumuli batterici sulla lingua che si verificano quando residui del cibo restano incastrati tra i denti. Questo strumento è efficiente per prevenire accumuli di batteri, ma occorre non raschiare troppo forte la lingua.
- Papille infiammate. La mucosa che riveste la lingua potrebbe essere irritata a causa dell’assunzione di bevande troppo calde o di alimenti con una superficie ruvida.
- Troppa caffeina e poca acqua possono rendere la bocca secca.
- Eventuali piercing possono determinare infezioni e colorito giallastro della lingua.
- Una buona presenza di saliva aiuta a bloccare la crescita dei batteri. Patologie delle ghiandole salivari possono portare a riduzione del circolo di saliva e alla bocca secca, la quale favorisce accumuli batterici, con la conseguente produzione di pigmenti che rendono la lingua gialla.
- L’abuso di bevande alcoliche, il fumo delle sigarette, masticare il tabacco, l’utilizzo prolungato di taluni farmaci, ecc., possono generare delle sensazioni di amaro in bocca e la bocca secca (quindi anche la lingua gialla, come visto sopra).
- Il colore della lingua potrebbe mutare anche dal rosa al giallo, oppure anche al verde, marrone, ecc., a seconda dei pigmenti che i cibi o le bevande contengono.
- Una quantità non sufficiente di fibra nelle diete e il fumo di tabacco possono contribuire alla formazione della patina giallognola al centro della lingua.
- Il fumo di pipa, sigaro e sigaretta potrebbe anche macchiare la lingua in superficie, facendole assumere il caratteristico aspetto della lingua gialla.
- Le fibre dietetiche possono raschiare l’eccesso di batteri sulla lingua, prevenendo, di conseguenza, l’insorgere della lingua gialla.
Leggi anche: Lingua bianca e afte nei neonati: cause e cure
Lingua nera villosa
In taluni casi, la lingua gialla potrebbe rappresentare un sintomo precoce della lingua nera villosa. La mutazione cromatica e della consistenza è causato dalla proliferazione di batteri in bocca. La consistenza della lingua muta quando le papille si sviluppano in gruppi con morfologia simile a quella dei capelli. La colorazione della lingua muta a causa degli accumuli di funghi o batteri sulle papille. Alcuni elementi che sono coinvolti nello sviluppo di questa patologia sono: la bocca secca, la respirazione con la bocca, l’utilizzo di farmaci che contengono bismuto, il fumo, una igiene orale scarsa, l’utilizzo di collutori e di tabacco che contengono agenti ossidanti. Per approfondire: Lingua nera villosa: cause, diagnosi e terapie
Cure della lingua gialla
La cura della lingua gialla dipende ovviamente dalla causa specifica a monte che l’ha determinata. Sicuramente tra i consigli per evitare che si presenti, ci sono i seguenti:
- evitare l’abuso di fumo ed alcol;
- evitare piercing;
- evitare collutori aggressivi;
- bere molta acqua;
- evitare cibi con pigmenti giallastri;
- mangiare frutta e verdura;
- farsi controllare periodicamente dal dentista di fiducia;
- eseguire giornalmente una adeguata igiene orale.
Leggi anche: La lingua dice molto sulla tua salute: ecco come “leggerla”
Quando recarsi dal medico?
E’ sempre consigliabile recarsi da un medico nel caso in cui:
- La lingua gialla e patinata resta così per più di due settimane;
- La lingua è anche dolente;
- Si avvertono sensibili modifiche all’aspetto della lingua.
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Anguria: tre usi in cosmetica che ancora non conosci
L’anguria è sicuramente uno dei frutti che più rappresentano l’estate. La sua altissima percentuale di acqua, unita alle vitamine A, B6 e C la rendono perfetta per dissetarsi, nutrire l’organismo, ma anche per realizzare delle maschere e ricette cosmetiche fai da te per la bellezza della pelle. Ecco 3 utilizzi cosmetici dell’anguria che (forse) non conosci!
Maschera idrantante con anguria: per una pelle morbida e bellissima
Prendi una fetta di anguria, elimina tutti i semini, frullala unitamente ad un cucchiaino di yogurt e, se ne sei provvista, una fettina di avocado. Tieni in posa sulla pelle per circa 15 minuti: in questo lasso di tempo le proprietà idratanti, rinfrescanti, lenitive e antiage degli ingredienti utilizzati aiuteranno la tua pelle a dissetarsi e rigenerarsi. Al termine risciacqua con cura con acqua tiepida e goditi i risultati! Il trattamento va effettuato da un minimo di una volta a settimana sino ad un massimo di 3 applicazioni.
L’anguria contro la pelle grassa, con acne e brufoli
Cerchi un rimedio efficace per combattere brufoli, acne o eccesso di sebo tipico delle pelli grasse o miste? L’anguria ti è amica! Per realizzare una maschera regolarizzante e idratante frulla un po’ di polpa del succoso frutto con mezza banana, ricca di principi attivi che riducono l’infiammazione cutanea. Il tocco magico? Una fettina di cetriolo o qualche goccia di tea tree oil da aggiungere all’impasto che dovrai tenere in posa per una decina di minuti su tutto il viso. Al termine elimina la polpa con acqua tiepida.
Rimedio naturale contro le scottature solari
L’anguria rappresenta anche un ottimo rimedio naturale contro le scottature solari. In caso di necessità, imbevi una garza sterile con il succo e tampona le zone più colpite lasciando agire per qualche minuto prima di risciacquare.
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