Come ammorbidire le feci dure in modo naturale e con i farmaci

MEDICINA ONLINE ENTEROCLISMA PERETTA CLISTERE EVACUATIVO PULIZIA COLON MICROCLISMA INTESTINO STIPSI COSTIPAZIONE FECALOMA FECI DURISSIME TAPPO DIGIUNO DEFECAZIONE DIARREA ODORE CIBO TEMPO ESPULSO DIGESTIONE COPROFAGIAEspellere feci dure e disidratate è alquanto doloroso, così come averle bloccate nell’intestino, il che provoca una costipazione. Apportare dei cambiamenti alla tua alimentazione e al tuo stile di vita può aiutarti a risolvere il problema. Se così non fosse, la cosa migliore da fare è rivolgerti a un medico per intervenire in modo più risoluto.

Bevi più acqua. Quando è disidratato, il corpo cerca di estrarre il maggior quantitativo di liquidi possibile dal cibo presente nel sistema digestivo, inaridendo e indurendo di conseguenza le feci. Bere più acqua ti consente di espellere feci più morbide, favorendone inoltre l’avanzamento nell’intestino.

  • Alcuni medici consigliano di bere circa 2 litri, o 8 bicchieri, di acqua al giorno. Tuttavia, per alcune persone potrebbe non essere sufficiente, in base al loro livello di attività fisica e al clima in cui vivono.
  • Se soffri di frequenti episodi di mal di testa, spossatezza, vertigini, nausea, o se tendi a sudare poco, a urinare raramente o ad avere urine torbide, molto probabilmente non bevi abbastanza acqua.

Mangia i cibi ricchi di fibre dal leggero potere lassativo. Alcuni di loro, come le prugne, contengono sorbitolo. Il sorbitolo attrae l’acqua nelle feci, rendendole più morbide e facili da espellere. Ecco un elenco dettagliato:

  • Prugne.
  • Pesche.
  • Pere.
  • Susine.
  • Mele.
  • Albicocche.
  • Lamponi.
  • Fragole.
  • Fagioli.
  • Piselli.
  • Spinaci.

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Assumi un maggior numero di fibre. Le fibre sono la parte non digeribile dei vegetali, passano quindi nel corpo senza venire assorbite. Ciò che ne risulta sono feci morbide, voluminose, che attraversano facilmente l’intestino.

  • La maggior parte delle persone non assume un quantitativo di fibre sufficiente a far fronte al proprio fabbisogno giornaliero (20-40 mg). Il tuo corpo necessita sia di fibre idrosolubili, che a contatto con l’acqua si trasformano in un materiale simile a gel, sia di fibre insolubili, che non si dissolvono.
  • Le fibre solubili sono contenute in: avena, piselli, fagioli, mele, agrumi, carote e orzo.
  • Puoi assumere le fibre insolubili attraverso: farina di grano integrale, crusca di frumento, frutta secca, fagioli, verdure come cavolfiore e fagiolini.
  • Molte piante contengono entrambe le varietà di fibre, quindi puoi far fronte al tuo fabbisogno quotidiano mangiando un’ampia quantità di cereali e verdure diverse.
  • Assumere più fibre si rivelerà particolarmente efficace se berrai più acqua per favorire il dissolvimento di quelle solubili.

Mantieni in salute la flora batterica con lo yogurt. Per processare efficacemente il cibo, l’apparato digestivo ha bisogno del giusto equilibrio di microbi. Squilibri nelle comunità microbiche intestinali possono provocare costipazione, interferendo inoltre con l’assorbimento dei nutrienti. Yogurt, kefir e altri latticini con fermenti lattici vivi possono contribuire a risanare e riequilibrare la flora intestinale, aiutandoti così a contrastare la durezza delle feci causata da:

  • Sindrome dell’intestino irritabile.
  • Dissenteria o costipazione inspiegate.
  • Dissenteria o costipazione dovute all’assunzione di antibiotici che hanno ucciso parte della naturale flora batterica intestinale.

Promuovi una digestione sana con gli integratori. Consulta sempre prima il medico però, perché alcuni di loro potrebbero interferire con il modo in cui il corpo processa i farmaci.

  • Prova gli integratori di fibre, renderanno le feci più morbide, voluminose e facili da espellere. Scegli un prodotto che contenga ingredienti attivi come: metilcellulosa, psillio, calcio polycarbophil e gomma di guar (per esempio BeneFiber, FiberCon, Metamucil).
  • Prova gli integratori di probiotici. I probiotici sono lieviti e batteri paragonabili a quelli della flora batterica intestinale. Possono rivelarsi utili in caso di frequenti episodi di diarrea, costipazione o sindrome dell’intestino irritabile.

Avvaliti delle proprietà mediamente lassative del caffè per stimolare un movimento intestinale naturale.

  • Nota che per ottenere l’effetto desiderato, potresti doverne bere un po’ di più del solito dato che il tuo corpo potrebbe essere ormai assuefatto alle dosi ordinarie.

Riduci l’assunzione di cibi che causano costipazione. Molti di questi alimenti sono poveri di fibre, ma ricchi di grassi e zuccheri. Mangiandoli ti sentirai sazio prima di aver assunto una sufficiente quantità di fibre. Ecco una lista di alimenti che dovresti evitare:

  • Latte e formaggio.
  • Zucca.
  • Cibi dolci, come torte, biscotti, caramelle, budini.
  • Cibi confezionati, processati, che di norma contengono zucchero, sale e grassi aggiunti.

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Anziché fare pochi pasti abbondanti, fanne tanti piccoli. Mangiare frequentemente mantiene attivo il tratto digestivo senza sovraccaricarlo, promuovendo una digestione sana e contrazioni regolari.

  • Mangia lentamente perché il corpo abbia il tempo di processare il cibo. Fare pasti troppo rapidi ti spinge a esagerare con le quantità, sovraccaricando l’apparato digestivo.
  • Modera le porzioni e mastica attentamente ogni boccone per promuovere una buona digestione.

Fai ogni giorno almeno 30 minuti di attività fisica. L’esercizio fisico stimola le contrazioni intestinali, muovendo il cibo attraverso l’apparato digestivo.

  • L’allenamento dovrà essere sufficientemente intenso per innalzare il battito cardiaco, prova per esempio il nuoto, la corsa, la bicicletta o cammina a passo rapido.
  • A volte gli effetti saranno quasi immediati. Assicurati che ci sia un bagno a poca distanza!
  • Se soffri di una qualche patologia che ti rende inadatto a fare attività fisica, parlane con il tuo medico.

Riduci i livelli di stress. È stato dimostrato che lo stress possa causare costipazione e dissenteria, condizioni che possono determinare feci disidratate e dure. Sperimenta alcune tecniche di rilassamento, tra cui per esempio:

  • Respirazione profonda.
  • Yoga.
  • Meditazione.
  • Tai chi.
  • Massaggi.
  • Ascolto di brani musicali rilassanti.
  • Visualizzazione di immagini e luoghi rilassanti.
  • Rilassamento muscolare progressivo (in cui ogni gruppo muscolare viene prima posto volontariamente in tensione e poi rilassato).

Dopo ogni pasto, concediti il tempo per andare in bagno. Puoi usare alcune tecniche rilassanti per promuovere un movimento intestinale naturale.

  • Attendi che trascorra mezzora dalla fine del pasto, quindi rimani seduto sul gabinetto per almeno 10 minuti.
  • Appoggia i piedi su un piccolo sgabello, in modo che le ginocchia siano più in alto rispetto ai fianchi; questa pozione dovrebbe facilitare l’espulsione delle feci.

Usa la tecnica del “biofeedback” (tecnica riabilitativa del pavimento pelvico) per imparare a rilassare i muscoli del pavimento pelvico. Potresti riuscire a espellere le feci più facilmente.

  • Il terapista misurerà la tensione del retto con una macchina, dopodiché ti aiuterà a tendere e rilassare i muscoli del pavimento pelvico.
  • Rivolgiti a un terapista che esercita in collaborazione con un medico oppure chiedi consiglio al tuo medico di base per essere certo di rivolgerti a un professionista affidabile.

Consulta il medico se i cambiamenti apportati alla dieta e allo stile di vita non danno i risultati sperati. Potrebbe prescriverti l’assunzione di alcuni farmaci specifici. Rivolgiti immediatamente a un medico anche in caso di:

  • Sanguinamento rettale.
  • Perdita di peso cospicua.
  • Debolezza.
  • Intensi dolori addominali.

Lubrifica l’intestino con una piccola quantità di olio minerale. Chiedi consiglio al tuo medico per determinare qual è la dose adatta alle tue esigenze.

  • Attendi che trascorrano almeno due ore dopo il pasto per garantire un completo assorbimento dei nutrienti contenuti negli alimenti.
  • L’olio minerale farà effetto entro 6-8 ore dall’assunzione.
  • Non assumerlo mentre sei sdraiato a letto perché, se dovessi inalarlo accidentalmente, potresti sviluppare una polmonite. Per questa ragione l’olio minerale non deve essere somministrato ai bambini di età inferiore ai sette anni.
  • Non usare l’olio minerale se sei incinta: se assunto per lungo tempo, potrebbe ostacolare l’assorbimento dei nutrienti e causare sanguinamento fetale.

Prova i farmaci emollienti delle feci. Agiscono estraendo umidità dall’intestino per rendere le feci più umide.

  • Chiedi consiglio al tuo farmacista.
  • Quando fai uso di questi medicinali, assicurati di bere più acqua del solito.

Aumenta il contenuto di acqua nelle feci con i lassativi osmotici. Agiscono generando una maggiore quantità di liquidi nell’intestino. Inoltre, stimolano le contrazioni intestinali, favorendo l’avanzamento delle feci. Perché gli effetti siano visibili, potrebbero volerci alcuni giorni. I prodotti di uso comune includono:

  • Idrossido di magnesia (noto anche come magnesia o latte di magnesia).
  • Citrato di magnesio.
  • Lattulosio.
  • Polietilenglicolole (MiraLax).

Valuta di usare dei lassativi stimolanti (noti anche come irritanti). Sono utili quando le feci sono sufficientemente morbide per essere espulse, ma l’intestino non si contrae a sufficienza. Questi medicinali agiscono stimolando le contrazioni intestinali, di norma entro 12 ore dall’assunzione. I più noti sono:

  • Senna.
  • Bisacodile.
  • Sodio picosolfato.

Rimuovi il fecaloma. Se il retto è ostruito da un ammasso di feci dure e disidratate, puoi ottenere sollievo dall’uso di una supposta o di un clistere.

  • Una supposta è un medicinale in forma di capsula, che deve essere inserita nell’ano per poi dissolversi ed essere assorbita.
  • Un clistere è un medicinale in forma liquida, che deve essere introdotto nell’intestino crasso attraverso l’ano. Dovrebbe essere somministrato da un medico.
  • Una disinclusione manuale richiede che il medico o l’infermiere indossi dei guanti e inserisca due dita lubrificate nel retto per rompere e rimuovere le feci bloccate.

Avvertenze

  • Se sei incinta, non assumere alcun farmaco, inclusi quelli da banco, senza prima consultare il tuo medico.
  • Consulta sempre un medico prima di somministrare un qualsiasi medicinale a un bambino.
  • Leggi sempre il foglietto illustrativo dei medicinali con attenzione, inoltre segui le raccomandazioni del tuo medico.
  • Se assumi già dei medicinali, degli integratori o dei rimedi naturali, consulta il tuo medico per prevenire eventuali interazioni dannose.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Differenza tra panettone e colomba: forma, ingredienti e calorie

MEDICINA ONLINE NATALE DOLCI NATALIZI PANDORO PANETTONE TORRONE NOCCIOLE CIOCCOLATO BIANCO SFOGLIATA LIEVITAZIONE INGREDIENTI ZUCCHERO A VELO CALORIE RICETTE DIFFERENZE DIETA CIBO DOLCEVoi preferite il panettone o la colomba? Entrambi questi famosi dolci tradizionali, uno natalizio l’altro pasquale, condividono gli ingredienti di base e la modalità di lievitazione: composti di farina, uova, zucchero e burro, entrambi vengono fatti lievitare due o più volte. Ma quali sono le differenze – a parte ovviamente la forma caratteristica – tra colomba e panettone?

Dal punto di vista calorico il panettone generalmente possiede tra le 330 e le 360 calorie per 100 grammi, mentre la colomba ha tra le 400 e le 450 calorie.

Nonostante la tradizione racconti che le origini della colomba ricadrebbero addirittura nella Lombardia del VI secolo, in realtà nella sua forma odierna il dolce pasquale risalirebbe solo al secolo scorso. Diversamente invece dal panettone, che comincia a diffondersi fin dal Medioevo.

Forme a parte, mandorle e granella di zucchero glassate coprono tutte le colombe, mentre esse si trovano solo nei panettoni non tradizionali; l’uvetta, ingrediente forte dei panettoni classici, è sostituita nelle colombe generalmente dalle scorzette di arancia candite. Una differenza sostanziale sta certamente nella distribuzione delle dosi tra i due dolci, conoscenza che rimane un segreto tra i pasticceri.

Secondo questo documento pubblicato dal Ministero delle Attività Produttive con lo scopo di tutelare alcune specialità dolciarie italiane, i passi fondamentali per la realizzazione di entrambi i dolci sono la lievitazione naturale e la presenza di burro e uova fresche. Per il resto i produttori sono liberi di creare la propria colomba e il panettone esclusivo della pasticceria. Unico limite da rispettare è la presenza di almeno il 50% dell’impasto base. Sempre aperte, dunque, le variazioni sul tema, ed è probabilmente così che nasce la differenza tra due dolci così simili tra loro.
Pochi ma fondamentali passaggi di pasticceria, provenienti da una tradizione consolidata, e ingredienti selezionati sono alla base della lavorazione sia del dolce natalizio che della colomba pasquale.

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Quante calorie hanno pandoro, panettone e torrone?

MEDICINA ONLINE NATALE DOLCI NATALIZI PANDORO PANETTONE TORRONE NOCCIOLE CIOCCOLATO BIANCO SFOGLIATA LIEVITAZIONE INGREDIENTI ZUCCHERO A VELO CALORIE RICETTE DIFFERENZE DIETA CIBO DOLCE COLOMBA PASQUA BUONE FESTE CAPODANNOIl panettone generalmente possiede tra le 330 e le 360 calorie per 100 grammi, mentre il pandoro arriva fino a 410 calorie. Entrambi sono superati da un altro tipico dolce natalizio, il torrone, che mediamente contiene circa 460 calorie per 100 grammi.

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Peristalsi intestinale ed antiperistalsi: caratteristiche, funzioni, patologie

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La peristalsi intestinale

La distensione dei visceri (dovuta al bolo alimentare) scatena un riflesso nervoso che induce la contrazione della muscolatura liscia circolare. Il riflesso peristaltico è dovuto a una contrazione involontaria legata all’attività del sistema nervoso autonomo che invia i suoi impulsi alla rete nervosa periferica distribuita in plessi quale quello mioenterico di Auerbach presente nell’intestino. Tale contrazione determina la cosiddetta onda peristaltica, caratterizzata dalla breve durata sia spaziale che temporale: essa infatti investe segmenti limitati dell’intestino e si esaurisce dopo pochi secondi, per poi riprendere subito dopo. Il movimento:

  • consente alle sostanze di procedere in una determinata direzione (dalla parte superiore dell’intestino alla parte terminale del colon);
  • favorisce anche il rimescolamento del chimo con i succhi gastro-enterici;
  • spinge il materiale a contatto con le pareti dell’intestino favorendo l’assorbimento dei liquidi e delle sostanze in esso disciolte.

Nei casi in cui l’intestino debba liberarsi del suo contenuto, come in alcune diarree  tossiche, o nel tentativo di forzare un ostacolo, come in presenza di un ileo meccanico, la peristalsi può aumentare al punto tale da diventare dolorosa. In certi casi, anche non patologici, si manifesta con borborigmi avvertiti non solo soggettivamente, ma anche percepibili anche a distanza.

Antiperistalsi

L’occlusione intestinale meccanica rappresenta un quadro patologico molto grave caratterizzato, tra l’altro, da turbe della peristalsi. Persistendo l’ostruzione, la peristalsi può invertire il proprio movimento (antiperistalsi). In parole semplici, l’antiperistalsi è un’onda di contrazione del tubo digerente diretta in senso contrario al normale: il materiale procede in direzione della bocce e non dell’ano, con conseguente possibile vomito enterico o addirittura fecaloide. A tal proposito leggi anche: Feci dalla bocca: il vomito fecaloide

Assenza di peristalsi

L’assenza di peristalsi è caratteristica della occlusione intestinale paralitica, evento morboso legato a varie condizioni ma particolarmente agli interventi chirurgici.
Può accadere per esempio, per vari motivi nel decorso post operatorio, che subentri una paralisi della muscolatura liscia intestinale con assenza di canalizzazione. Questa evenienza, favorevole rispetto alla forma meccanica, tende a risolversi spontaneamente nell’arco di poche ore, al massimo 72, in relazione alla sede, alla durata, all’entità dell’intervento subito. La manovra di auscultazione dell’addome eseguita periodicamente dal chirurgo serve appunto a evidenziare la ripresa dell’attività peristaltica che si accompagnerà con l’emissione di aria dall’ano a testimonianza dell’avvenuta ricanalizzazione e quindi dell’esito favorevole dell’intervento.

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Differenza tra aminoacidi essenziali e ramificati

MEDICINA ONLINE DIFFERENZA PROTEINE AMINOACIDI BIOCHIMICANell’organismo esistono 20 tipi di aminoacidi che, unendosi in legami peptidici, formano le proteine e forniscono energia ai nostri muscoli. Di questi aminoacidi, 8 vengono classificati come essenziali:

  • isoleucina,
  • leucina,
  • lisina,
  • metionina,
  • fenilalanina,
  • treonina,
  • triptofano,
  • valina).

10 aminoacidi sono classificati come non essenziali:

  • alanina,
  • asparagina,
  • acido aspartico,
  • cisteina,
  • glutammina,
  • acido glutammico,
  • glicina,
  • prolina,
  • serina,
  • tirosina.

2 aminoacidi sono classificati come semi essenziali:

  • arginina,
  • istidina.

Infine, tra gli essenziali, 3 (valina, isoleucina e leucina) vengono definiti come aminoacidi ramificati (BCAA).

Nella dieta giornaliera, l’apporto di aminoacidi verso cui gli sportivi devono porre maggiore attenzione è quella relativa agli aminoacidi ramificati. Sebbene tutti concorrano alla sintesi proteica, fondamentale per il reintegro delle energie, in realtà sono i BCAA a fare la differenza nel potenziamento delle performance atletiche.

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La differenza tra aminoacidi essenziali e aminoacidi ramificati si rivela nella fase di metabolizzazione. Tutti gli aminoacidi cominciano ad essere sintetizzati al passaggio nell’intestino tenue. Tuttavia, mentre il percorso degli aminoacidi essenziali prosegue verso il fegato, quello degli aminoacidi a catena ramificata BCAA si muove direttamente verso la massa muscolare, andando a costituire il 35% degli aminoacidi presenti nel muscolo. Tutti i tipi di aminoacidi assolvono principalmente una funzione plastica: sono, cioè, coinvolti nella sintesi proteica necessaria al rinnovamento cellulare dell’organismo e, per questo, diventano fondamentali nella fase di reintegro negli sport di potenza e nel body building, dove diventano diretti protagonisti dell’incremento della massa muscolare. A questa capacità, gli aminoacidi ramificati aggiungono delle preziose potenzialità antifatica e anti-cataboliche poiché, rallentando la degradazione delle proteine, favoriscono gli adattamenti muscolari agli stimoli allenanti: l’ideale per il potenziamento delle performance nell’allenamento di endurance di lunga durata. Il valore degli aminoacidi con funzione anti-catabolica nella dieta di chi pratica sport più intensi è, inoltre, fondamentale perché questi preservano le difese immunitarie, contrastano la produzione di acido lattico e spostano la soglia di affaticamento mentale verso una maggiore resistenza.

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Differenza tra aminoacidi essenziali e non essenziali

MEDICINA ONLINE DIFFERENZA PROTEINE AMINOACIDI BIOCHIMICANell’organismo esistono 20 tipi di aminoacidi che, unendosi in legami peptidici, formano le proteine e forniscono energia ai nostri muscoli. Di questi aminoacidi, 8 vengono classificati come essenziali:

  • isoleucina,
  • leucina,
  • lisina,
  • metionina,
  • fenilalanina,
  • treonina,
  • triptofano,
  • valina).

10 aminoacidi sono classificati come non essenziali:

  • alanina,
  • asparagina,
  • acido aspartico,
  • cisteina,
  • glutammina,
  • acido glutammico,
  • glicina,
  • prolina,
  • serina,
  • tirosina.

2 aminoacidi sono classificati come semi essenziali:

  • arginina,
  • istidina.

Infine, tra gli essenziali, 3 (valina, isoleucina e leucina) vengono definiti come aminoacidi ramificati (BCAA).

La differenza tra aminoacidi essenziali e non essenziali consiste principalmente nel fatto che gli essenziali, al contrario dei non essenziali, non possono essere prodotti dal nostro organismo, quindi devono essere assunti con il cibo o con l’integrazione.

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Il pandoro fa bene o fa male al colesterolo? Fa ingrassare?

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In virtù del suo elevato contenuto calorico e di grassi, il pandoro è un alimento decisamente sconsigliato in un regime dietetico equilibrato, specie in caso di ipercolesterolemia, tuttavia può essere saltuariamente assunto anche dal paziente con colesterolo alto, in dosi moderate, preferibilmente lontano dai pasti principali e dopo parere positivo del medico. Sarebbe comunque preferibile sostituirlo con altri dolci meno calorici e con meno carboidrati.

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Il problema vero del pandoro è che spesso viene servito in tavola alla fine dei pasti natalizi che già da soli sono ipercalorici e ricchi di carboidrati e grassi e vanno così ad aggiungersi a un menu già fin troppo abbondante. Per evitare un eccessivo apporto calorico e di carboidrati, un trucco potrebbe essere quello di ridurre le calorie durante la cena, diminuendo le porzioni ad esempio di pasta. Altro trucco è – se prevedete una cena abbondante – quello di limitare le calorie a pranzo o, comunque, nei giorni precedenti e successivi al periodo natalizio. Altro trucco è, ovviamente, quello di limitare le porzioni e di aumentare l’attività fisica prima, durante e dopo le feste.

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Differenza tra occlusione e subocclusione intestinale

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Occlusione intestinale

Con occlusione intestinale (o “blocco intestinale” o “ileo meccanico“, in inglese “intestinal obstruction” o “intestinal blockage” o “intestinal occlusion” o “bowel obstruction“), in medicina si intende una condizione patologica potenzialmente molto grave caratterizzata dall’arresto parziale o totale della progressione del contenuto intestinale, sia esso liquido, solido o gassoso, causato da una ostruzione fisica del passaggio del materiale in transito, ad esempio un fecaloma, una massa di parassiti od un tumore. L’arresto totale della progressione intestinale può essere determinato anche dalla paralisi della muscolatura propria dell’intestino con conseguente blocco della peristalsi, cioè di quella contrazione coordinata della muscolatura liscia presente nelle vie digerenti che permette al cibo di procedere in direzione dell’ano: in questo caso si parla di “ileo paralitico“.

Occlusione intestinale o subocclusione intestinale

Una occlusione intestinale è definita “totale” quando l’ostruzione impedisce totalmente il passaggio del materiale che transita nell’intestino in direzione dell’ano. L’ostruzione intestinale, tuttavia, può anche essere “subtotale“: ciò si verifica quando l’ostruzione è parziale e permette un certo livello di transito. In questo caso si parla di “subocclusione intestinale” e si manifesta con episodi subacuti e/o ricorrenti. Entrambe sono condizioni potenzialmente gravi per la salute, tuttavia la subocclusione è una condizione generalmente meno grave dell’occlusione totale. E’ anche però importante ricordare che una occlusione incompleta, caratterizzata da episodi sfumati subocclusivi cronici, può comunque culminare in una fase di occlusione critica e completa.

In sintesi

In una “occlusione intestinale” vi è un blocco che impedisce totalmente il transito del materiale intestinale, mentre in una “subocclusione intestinale” l’ostruzione al transito intestinale è solo parziale e non totale.

Per approfondire:

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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