Qual è lo sport che allunga di più la vita?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma qual e sport allunga piu la vita      Legge 104 Avvocato Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Pene.jpgLo sport fa bene alla salute ed allunga la nostra vita, ma vi siete mai chiesti quali sono gli sport che l’allungano di più? La risposta a questa domanda è… il tennis. Racchetta e pallina staccano infatti, nella classifica degli sport più salutari, anche i quotati nuoto e ginnastica. Il rischio di morte, per i tennisti, diminuisce del 47 per cento rispetto a chi non fa attività fisica e scende ancora di più (56%) se relazionato ai decessi provocati da malattie cardiovascolari e ictus. E’ almeno quanto sostiene una ricerca dell’Università di Oxford, della Sydney Medical School, pubblicata sul British Journal of Sports Medicine.

Lo studio

I ricercatori hanno incrociato i dati provenienti da undici studi effettuati tra il 1994 e il 2008 in Inghilterra e Scozia. Sotto osservazione sono finiti 80.306 adulti con un’età media di 52 anni. Ogni quattro settimane, per nove anni, è stato chiesto a ognuno di indicare il tipo di attività fisica svolta: sono stati considerati anche lavori pesanti, giardinaggio, fai-da-te e passeggiate. Soltanto il 44 per cento del campione, però, ha dichiarato di aver fatto sport con regolarità. Durante il periodo di monitoraggio sono morte 8.790 persone per varie cause e 1.909 per problemi cardiaci o ictus.

Gli altri sport

Se per chi gioca a tennis, sostiene la ricerca, la prospettiva di vita migliora, con una riduzione del rischio di morte del 47 per cento rispetto a chi non pratica sport, anche chi si applica in altre discipline guadagna in salute. Per chi nuota il rischio si riduce del 28 per cento, va al 27 per gli amanti della ginnastica aerobica, scende al 15 per cento per i ciclisti. Se ci si concentra sugli ictus e sulle malattie cardiovascolari che possono risultare fatali, la diminuzione del rischio di morte per i tennisti, rispetto ai sedentari, si attesta al 56 per cento, per i nuotatori al 41 e per i ginnasti al 36 per cento. Calciatori, podisti, rugbisti e ciclisti non hanno fatto registrare cali di rischio significativi.

I limiti dello studio

Un risultato però quello di questa ricerca internazionale che va preso con cautela. Gli sport con la racchetta richiedono più di altri preparazione, allenamento costante e una vita regolare. Si può ricondurre a questi fattori un risultato che va preso con le molle, perché generato da un’analisi statistica che presenta molti limiti. Gli stessi autori dello studio, ricordano che servono altri test per confermare il dato. “Non si tratta di una sentenza – avvertono -, dato che alcuni fattori possono aver alterato il risultato”. Tra questi, l’impossibilità di registrare nel dettaglio le variazioni di attività, il tempo limitato di osservazione e la ‘stagionalità’ di alcune attività come la corsa, praticate dai più soltanto con il bel tempo. Non soltanto, però. Nella categoria degli ‘sport con la racchetta’, messa al primo posto come la più salutare, sono contenuti il badminton e lo squash. Si tratta di tre discipline che richiedono un tipo di sforzo motorio diverso, è un difetto metodologico da tenere in considerazione. Dallo studio non si ricava una plausibilità biologica ma si possono fare riflessioni sociali e psicologiche che portano a individuare i tennisti come più concentrati sulla propria attività rispetto a calciatori o rugbisti.

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Risarcimento danni medici ed errori malasanità: contattaci e il nostro team di esperti ti aiuterà

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma RISARCIMENTO DANNI MEDICI ERRORI MALASANITA Legge 104 Avvocato Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Pene.jpgSe sei stato vittima di malasanità, hai diritto a ricevere un risarcimento per i danni subiti a causa dell’errore medico. Per avere buone probabilità di ottenere un giusto risarcimento danni, le pratiche devono necessariamente essere seguite da professionisti specializzati nel risarcimento da malasanità, ambito particolarmente complesso che richiede un’ottima conoscenza degli aspetti medico legali (in continua evoluzione), legali e di medicina specialistica. Per questo motivo, rivolgiti con tranquillità al nostro team composto da esperti medici ed avvocati che si occupano da anni con successo di responsabilità medica. Il team è diretto dal dott. Roberto Pirrone, neurochirurgo, neurologo, medico legale ed oncologo.

Invia una mail al dott. Roberto Pirrone, a questo indirizzo:

pirronedott@libero.it

inserendo nella mail queste informazioni:

  • Nome:
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  • Tipo di danni subiti:
  • Numero di telefono:
  • Mail:
  • Breve descrizione della tua vicenda di malasanità:
  • Paziente inviato da Medicina OnLine.

Oppure contatta il dott. Roberto Pirrone a questo numero:

349.6404610

Contattaci senza impegno, ti aiuteremo ad ottenere il giusto risarcimento.

Come sterilizzare accuratamente i vasetti sottovuoto per le conserve

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma STERILIZZARE VASETTI CONSERVE VUOTO  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgIl segreto di una conserva buona e sicura per la salute è racchiuso nel suo contenitore, per questo è importante che prima di essere riempito, sia adeguatamente sterilizzato. Per la verità il termine “sterilizzazione” si riferisce ad un trattamento in grado di distruggere tutte le forme microbiche, comprese le spore. Le spore sono molto resistenti al calore e alla temperatura di 100 °C potrebbero essere necessari anche tempi di trattamento lunghi più di 5-6 ore. Quindi la corretta definizione del trattamento a cui possono essere sottoposti vasetti, contenitori, tappi e coperchi in ambito domestico non è pertanto definibile come sterilizzazione ma piuttosto come sanificazione. Il trattamento a cui devono essere sottoposti i contenitori dipende anche dalle modalità con cui verranno poi riempiti. Se il riempimento sarà fatto con prodotti freddi, non è necessario sanicare in acqua i contenitori, ma piuttosto è consigliabile utilizzare contenitori perfettamente puliti ed asciutti (si possono far asciugare su un panno da cucina perfettamente pulito). Se il riempimento viene fatto a caldo, la sanificazione è necessaria.

Come sanificare i vasetti ed i tappi
Sanificare i vasetti è un’operazione semplice che richiede solo poco tempo. Potete acquistare i vasetti in vetro adatti alle conserve con i coperchi abbinati oppure riutilizzare i vasetti di precedenti conserve. In tutti i casi, andranno sanificati insieme ai coperchi anche se appena acquistati. Si raccomanda di sanificare nel momento stesso in cui si decide di riempirli, per non vanificare il processo di sanificazione lasciandoli troppo tempo all’aria aperta.

  1. Lavare con cura i vasetti sotto acqua corrente e verificate che non abbiano crepe o scheggiature, perché queste costituiscono un terreno fertile per la crescita dei batteri e perché potrebbero rompersi durante la fase di sanificazione. Per i vasetti con chiusura ermetica, lavate bene anche la guarnizione e mettetela da parte ad asciugare (2-3).
  2. Foderate una pentola larga dai bordi alti con un canovaccio pulito e sistemate i vasetti all’interno della pentola con l’apertura rivolta verso l’alto.
  3. Passate attorno ai vasetti uno o più strofinacci perché questi non si rompano urtandosi fra loro durante la bollitura.
  4. Riempite la pentola di acqua fino a ricoprire i vasetti.
  5. Portate ad ebollizione, poi abbassate il fuoco e lasciate i vasetti nella pentola ancora 30 minuti.
  6. Dieci minuti prima di scolare i vasetti, immergete anche i coperchi da sanificare.
  7. Per non rendere vana la sanicazione, dopo il trattamento i contenitori devono essere lasciati immersi nell’acqua fino al momento del loro riempimento.

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Con la “presa a canguro” Alex Karev salva un neonato

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PRESA A CANGURO Kangaroo Hold Grey's Anatomy  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari.jpgUno dei momenti più belli del telefilm a sfondo medico “Grey’s Anatomy” è quello che succede nell’ottava puntata della sesta stagione. Al Seattle Grace Mercy West Hospital un neonato è nato prematuro e rischia di morire, il giovane chirurgo Alexander “Alex” Karev per salvarlo usa la “presa a canguro” (Kangaroo Hold cioè mettersi a torso nudo così che il bambino senta il calore del corpo, una pratica descritta anche nella letteratura scientifica):

Se siete appassionati di Grey’s Anatomy come il sottoscritto, non potete perdervi questi articoli:

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Un intervento chirurgico radicale al volto per salvare la vita di questa ragazza

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma INTERVENTO CHIRURGICO VOLTO SALVARE VITA Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgNella vita alcune persone sono o sono state costrette ad affrontare tremende situazioni, proprio come Jennifer Funk Hiles, una donna affetta da una malformazione arterio-venosa che causa la formazione di noduli vascolari direttamente sotto la pelle.

Come potete immaginare, la situazione in cui ha vissuto Jennifer non era affatto facile, anzi giorno dopo giorno diventava tutto sempre più difficile, impedendo alla donna di vivere una vita normale e di poter creare nuove amicizie. Tutti le stavano alla larga, escludendola e trattandola con disprezzo, tranne un uomo che è riuscito a vedere in lei una donna meravigliosa, meritevole di attenzioni e tanto amore.

Jennifer ha trovato l’amore, è diventata mamma di due bambine, ma la sua situazione, ovviamente, non sarebbe mai potuta evolvere miracolosamente. La donna infatti, ha dovuto subire un delicatissimo intervento chirurgico per poter dare inizio alla sua nuova vita. Ora fortunatamente Jennifer sta bene e si sta ristabilendo.

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Obesi e fumatori finiscono in fondo alla lista per le operazioni chirurgiche

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma  OBESI FUMATORI FONDO LISTA CHIRURGIA  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgDal gennaio di quest’anno essere obesi o fumatori significherà anche dover aspettare di più per sottoporsi a un intervento chirurgico non urgente, dalla protesi all’anca o al ginocchio, fino ad altre operazioni non salvavita. Succede in Gran Bretagna, a stabilirlo è una direttiva emanata dall’azienda sanitaria locale di Vale of York, regione nel nord dell’Inghilterra, che lavora su questo progetto da un paio di mesi. A settembre, il primo annuncio di voler allungare la lista d’attesa per i pazienti con problemi di salute era stato accolto da un coro di proteste e quindi sospeso dal Servizio sanitario nazionale. Una pausa di riflessione per i funzionari del Ministero, che però dopo due mesi, e probabilmente qualche conteggio in più, nelle scorse ore hanno dato il via libera all’iniziativa.

Obesi e fumatori costano di più ai contribuenti
La nuova regolamentazione sarà adottata solo a livello locale, con il coinvolgimento di circa 350mila pazienti, ma suona ai più come una sorta di progetto pilota in vista di sviluppi futuri. Benché venga presentato come una formula per spingere i pazienti a prendersi cura della propria salute, infatti, il progetto appare come uno stratagemma per risparmiare sul bilancio traballante del Servizio sanitario nazionale, rimandando il più possibile gli interventi su candidati meno in forma, che date le loro condizioni potrebbero richiedere maggiori spese per il recupero e l’assistenza, spese che però – bisogna ricordarlo – sono pagate con le tasse di tutti i cittadini, anche quelli che con volontà e fatica si prendono maggiormente cura della propria salute.

Invito a dimagrire e smettere di fumare
Indipendentemente dalla sua vera finalità, comunque, da gennaio la direttiva sarà operativa. Le persone con un indice di massa corporea (BMI) di almeno 30 saranno invitate a dimagrire del 10 per cento oppure verranno penalizzate con un ritardo di dodici mesi nelle liste d’attesa per gli interventi chirurgici di tipo facoltativo. Analoga la misura definita per i fumatori accaniti, che dovranno abbandonare le sigarette per due mesi per aver accesso ai reparti di chirurgia e se non saranno in grado di farlo vedranno il loro nome messo in fondo alla lista, con sei mesi minimo di ritardo rispetto ai tempi usuali.

Una forma di discriminazione?
Alcuni parlano di una forma di “discriminazione” applicata a categorie di pazienti che, peraltro, sono molto diffuse in Gran Bretagna, tanto che quando la proposta è stata annunciata, all’inizio di settembre, le critiche sono state massicce. Anche Clare Marx, presidente del Royal College of Surgeons (Rcs), ha alzato la sua voce contro il progetto e dichiarato pubblicamente che i pazienti «devono essere trattati in base ai sintomi» e non secondo forme di discriminazione. Dal mio punto di vista invece questo potrebbe essere un sistema sicuramente drastico, ma funzionale, per spingere le persone a curarsi maggiormente della propria salute.

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

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Beve 10 lattine di Coca Cola al giorno per tre mesi: il risultato è impressionante

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo RomaBEVE 10 LATTINE COCA COLA RISULTATO IMPRES Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari An Pene.jpgUn uomo cinquantenne chiamato George Prior ha voluto fare un esperimento sul proprio corpo per dimostrare quanto le bevande come la Coca Cola facciano male al fisico: per un mese ha bevuto ogni giorno dieci lattine della bevanda (ogni lattina contiene 33cl). Una quantità elevata ma sicuramente raggiungibile dai tantissimi super-affezionati bevitori della bibita: metà degli americani ne beve almeno tre al giorno. Solo che considerato che una lattina di Coca Cola contiene 35 grammi di zucchero, dieci lattine equivalgono a ben 350 grammi (70 zollette di zucchero): una quantità decisamente elevata.

Gli effetti dell’esperimento
Gli effetti sul fisico si sono rapidamente fatti sentire (basta guardare la foto in alto!): senza che cambiasse nient’altro del suo stile di vita, ha iniziato a mettere su peso, perdendo massa muscolare, e il suo peso è rapidamente aumentato da 76 a 87 kg. La pressione sanguigna è aumentata da 129/77 (vicino all’ideale) a 145/96. Un quadro clinico a rischio, che aumenta notevolmente la probabilità di malattie cardiocircolatorie. George ha anche iniziato ad avere un  intenso desiderio di Coca-Cola, tanto che temeva di stare sviluppando una dipendenza dalla bibita. George, dopo la sua esperienza, incoraggia le persone a stare molto attente alla quantità di zuccheri che assumono: “La gente deve essere consapevole dei rischi reali e massicci di un eccesso di zucchero nella loro dieta. Ho fatto l’esperimento per fare pensare la gente, e dimostrare quanto poco salutare sia”, spiega l’uomo, particolarmente preoccupato per l’effetto che bevande come la Coca Cola possano avere sui più piccoli.

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HIV e AIDS, arriva il test fai da te: si compra in farmacia

MEDICINA ONLINE PRELIEVO VALORI ANEMIA DONAZIONE SANGUE ANALISI BLOOD LABORATORI VES FORMULA LEUCOCITARIA PLASMA FERESI SIERO FIBRINA FIBRINOGENO COAGULAZIONE GLOBULI ROSSI BIANCHI PIASTRINE WALLPAPER HI RES PIC PICTURE PHONelle farmacie italiane arriva oggi, Giornata mondiale contro l’Aids, il primo test per l’autodiagnosi dell’infezione da Hiv. Il dispositivo, che in Europa è venduto al momento solo in Francia, costerà venti euro e potrà essere acquistato senza ricetta dai maggiorenni. A distribuirlo, al momento, 2800 farmacisti formati ad hoc per la consulenza agli utenti, mentre l’associazione di pazienti Bridge monitorerà i dati che potrebbero aiutare ad avere una fotografia più chiara delle richieste, in modo da promuovere una maggiore consapevolezza. Un obiettivo condiviso anche dall’Oms che, proprio in vista della giornata contro l’Aids, ha deciso di raccomandare l’auto test come strumento per raggiungere più persone con Hiv e contribuire a realizzare l’obiettivo mondiale, lanciato nel 2014, di rendere consapevole del loro stato il 90% di tutte le persone con Hiv entro il 2020.

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