Differenza tra presentazione cefalica, podalica e trasversale nel parto

MEDICINA ONLINE PARTO GRAVIDANZA NATURALE CESAREO DIFFERENZE CHIRURGIA FOTO WALLPAPER PICTURE UTERO CHIRURGO OPERAZIONE RISCHI VANTAGGI VANTAGGI ALLATTAMENTO MADRE FIGLIO NEONATO MORTAìDi solito il bambino nasce presentando per prima la testa, in questo caso la presentazione è “cefalica”. In alcuni casi però il bambino si presenta ‘di podice, nel senso che presenta prima le natiche o i piedi. I bambini in posizione podalica possono essere partoriti dalla vagina con l’aiuto di una ostetrica, anche se attualmente la maggior parte dei bambini in posizione podalica sono candidati per un cesareo elettivo.

Ci sono molti tipi di presentazione podalica, ma il più comune è quello in cui le natiche del bambino vengono espulse per prime e le gambe sono piegate sotto il corpo del bambino, con le ginocchia piegate e i piedi vicino alle natiche (full or breech). Simile al caso sopra citato è quello in cui le gambe del bambino sono stese e vicine alle sue orecchie, mentre in altri casi una o entrambe le gambe stese si presentano per prime.

Un raro caso di presentazione è quella trasversale. Qui il bambino giace di fianco all’interno dell’utero e una mano o un gomito sono entrati per primi nel canale del parto. Anche se spesso i bambini che si presentano trasversalmente possono cambiare posizione, ciò non si verifica sempre, e in tal caso un parto cesareo diventa necessario.

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Ci si abbronza con il trucco?

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Prendere il sole è davvero rilassante per molte di noi, tuttavia come fare quando vogliamo prendere il sole senza fare a meno del nostro trucco? In teoria con il makeup addosso ci si abbronza di meno ed in maniera non omogenea. Come fare allora?

Per prima cosa il beauty case delle vacanze dovrebbe contenere solo l’essenziale: un buon mascara waterproof, un paio di ombretti o matite colorate e un rossetto luminoso.
La pelle infatti merita finalmente di respirare, senza dimenticare che con l’uso di creme solari per proteggere l’epidermide, fondotinta, correttore e quant’altro potrebbero creare un orrendo effetto “maschera” che con il passare delle ore tenderà a lucidarsi o colare.

In passato make up e creme solari erano considerate quasi completamente incompatibili, ma per fortuna oggi le nuove formulazioni più leggere ci vengono incontro! Truccarsi in spiaggia non è più un tabù: bisogna però scegliere i prodotti giusti. Lasciate nell’armadietto di casa i prodotti che utilizzate normalmente in città e armatevi di trucchi ad hoc.

Partiamo dalla base. Sul mercato esistono oggi ottimi fondotinta solari: si tratta di un fondotinta compatto ideato appositamente per la belle stagione, quando il rialzo delle temperature fa durare pochissimo gli altri prodotti. Unendo gli evidenti effetti cosmetici ad un’effettiva ed efficace protezione solare dai raggi UV (definibile in base al tipo di pelle: protezione bassa, media o alta) e grazie alla sua composizione di sostanze come vitamine e sali minerali, questo tipo di fondotinta minimizza le imperfezionidonando uno splendido effetto bronzato. La formulazione a lunga tenuta, garantisce la resistenza al sudore e al sebo in eccesso e gli esperti assicurano anche all’acqua.

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Come per tutti i fondotinta è essenziale scegliere la gradazione perfetta per il nostro colore di pelle per evitare orrendi distacchi cromatici tra mento e collo! In questo caso però c’è una difficoltà in più: nel momento dell’acquisto la vostra pelle sarà cadaverica dopo mesi rintanate in scuole e uffici e non saprete esattamente quale gradazione d’abbronzatura raggiungerete a fine vacanza. Come orientarsi? L’ideale è scegliere una o massimo due tonalità più scure di quella di partenza, tenendo conto dei giorni a disposizione per abbronzarsi. Attenzione però a non esagerare!

In alternativa potete scegliere una crema colorata: leggere e luminose, idratano e regalano un’aria estremamente naturale con quel tocco di colore che soprattutto nei primi giorni di mare ci può veramente salvare!

In spiaggia poi puntate tutto su sopracciglia e ciglia: un arco sopraccigliare perfettamente depilato intensificherà immediatamente il vostro sguardo. Aggiungete solo un tocco di mascara waterproof, che resiste alle alte temperature e all’acqua senza il fastidioso “effetto panda” e sarete perfette! Vietati in questi casi gli ombretti: in polvere o in crema, anche le formule più moderne faticano a resistere ad acqua, sudore e afa, finendo irrimediabilmente per colare e irritare gli occhi!

E per le labbra? Con il sole il rischio disidratazione è alle porte: nutrire, proteggere e colorare sono quindi le parole d’ordine. Per fortuna oggi esistono degli ottimi lipgloss che uniscono al filtro solare quel tocco glam a cui proprio non potete rinunciare: albicocca, arancio, rosa corallo e fucsia sono i colori più indicati e da Kiko a Mac le proposte non mancano.

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Le paure del parto cesareo e di quello naturale

MEDICINA ONLINE DONNA GRAVIDANZA INCINTA PANCIA ANATOMIA IMMAGINI FETO BAMBINO BIMBO POSIZIONE PODALICO ESERCIZI MANIPOLAZIONE GINECOLOGO OSTETRICOSpesso il parto naturale spaventa la donna: si ha paura di soffrire, di incorrere in problematiche che investano la salute del bambino, spesso ancora ci lasciamo spaventare dai racconti delle nostre amiche o parenti. Molte volte, senza neanche conoscere le differenze che vi sono, si preferirebbe partorire con il taglio cesareo (impropriamente chiamato parto cesareo), perché si pensa di soffrire di meno rispetto al parto naturale… Ed è in queste situazioni che le nostre nonne ci ripetono come tutte le donne nei secoli scorsi abbiamo partorito spontaneamente, poiché prima la scienza medica non prevedeva scelta.

Quando però particolari condizioni lo richiedono, il parto deve avvenire tramite taglio cesareo. Questo può essere:

  • programmato in precedenza,
  • oppure essere praticato d’urgenza.

Il ricorso al taglio cesareo non deve atterrire la donna che invece preferirebbe il parto naturale, in quanto oggi questo intervento è da considerarsi relativamente sicuro  sia per la mamma che per il bambino.

La parola intervento denota la differenza tra il taglio cesareo ed il parto naturaleÈ importante infatti spiegare come il parto cesareo è infatti un intervento, mentre il secondo non lo è, e impropriamente usiamo la parola parto cesareo, mentre il termine corretto è taglio cesareo.

La degenza post-partum prevista per l’intervento di taglio cesareo è di quattro giorni, mentre quella del parto naturale è di due o tre ed il decorso del puerperio è simile a quello del parto spontaneo.

Care future mamme, non speriamo in un parto piuttosto che in un altro, lasciamo che siano gli eventi a determinare la modalità del parto e guardiamo al risultato, al nostro piccolo cucciolo che sta per nascere, non lasciamoci spaventare, e cerchiamo di vivere con serenità un’esperienza unica al mondo.

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Differenza tra parto eutocico (fisiologico) e distocico

MEDICINA ONLINE PARTO GRAVIDANZA NATURALE CESAREO DIFFERENZE CHIRURGIA FOTO WALLPAPER PICTURE UTERO CHIRURGO OPERAZIONE RISCHI VANTAGGI VANTAGGI ALLATTAMENTO MADRE FIGLIO NEONATO MORTAìE MORTA LIQUIDOSi definisce parto l’espulsione spontanea o l’estrazione strumentale del feto e degli annessi fetali dall’utero materno. Il parto può distinguersi in due tipi:

  • eutocico o “fisiologico” se avviene spontaneamente, non richiede alcun intervento ostetrico ed inizia in modo del tutto naturale, senza dover ricorrere a farmaci.
  • distocico o “non fisiologico” se, in seguito a complicazioni, è necessario l’intervento medico che utilizza forcipe e ventosa oppure effettua il cesareo. Le cause possono essere diverse: difficoltà dell’utero a contrarsi (distocia dinamica) o disturbi dovuti alla dilatazione del canale cervicale (distocia meccanica), una conformazione del bacino che rende difficile la fuoriuscita del bimbo oppure anomalie nella presentazione o posizione del piccolo, o, ancora, un suo peso eccessivo.

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Ho scoperto di avere il prediabete: cosa posso fare per evitare il diabete conclamato?

MEDICINA ONLINE CIBO DIETA ALIMENTAZIONE PASTA RISO SUGO DIABETE CIBI GLICEMIA CARBOIDRATI PRANZO CUCINA CENA RICETTAIl riscontro di alterata glicemia a digiuno (valori di glicemia tra 100-125 mg/dl) e/o di ridotta intolleranza al glucosio (glicemia a 120 minuti compresa tra 140-199 mg/dl) e/o di emoglobina glicata (Hb glicata) compresa tra 42-48 mmol/mol, configura il quadro di “prediabete”. Cosa fare se si scopre di essere “prediabetici”? Occorre in tal caso agire sulla causa che determina il rialzo dei valori glicemici (e che è la stessa che porta al diabete di tipo 2) e che è rappresentata nella maggior parte dei casi dall’eccesso di peso.

La terapia del prediabete consiste per prima cosa nel modificare lo stile di vita tramite un’alimentazione corretta e bilanciata, sempre associata a un’attività fisica regolare, volte alla diminuzione della glicemia, della percentuale di massa grassa corporea e del  calo ponderale. Utile in tal senso consultare un medico nutrizionista qualificato, per una dieta ipocalorica ipoglucidica adatta al vostro metabolismo.

In caso di scoperta di prediabete è anche importante controllare regolarmente (ed appuntarsi su un diario):

  • il peso corporeo;
  • i valori della pressione arteriosa;
  • i valori della glicemia.

Sono consigli che valgono per tutti, per garantirsi una buona qualità di vita, ma – se siete prediabetici – valgono ancora di più.

Il vostro medico vi fornirà tutte le raccomandazioni adeguate e personalizzate alle vostre specifiche necessità. Perché siano efficaci, è importante seguirle in modo scrupoloso. È in gioco la salute futura di ciascuno.

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Panettone e pandoro: quale dei due contiene più burro?

MEDICINA ONLINE NATALE DOLCI NATALIZI PANDORO PANETTONE SFOGLIATA LIEVITAZIONE INGREDIENTI ZUCCHERO A VELO CALORIE RICETTE DIFFERENZE DIETA CIBO DOLCE COLOMBA PASQUA BUONE FESTE CAPODANNO.pngTra i due tipici dolci natalizi, quello a maggior contenuto di burro è il pandoro, ciò si riflette anche sul apporto calorico: il panettone generalmente ha fino a 360 calorie per 100 grammi, mentre il pandoro arriva fino a 410 calorie.

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Marmellata di pesche fatta in casa: ricetta facile, veloce e gustosa

MEDICINA ONLINE MARMELLATA DI PESCHE FATTA IN CASA VASETTO DISINFETTATO BATULINO CONSERVE VASO VETRO JAM MARMELADE MARMELDE FRUTTA LIGHT LEGGERA ZUCCHERO RICETTA FACILE VELOCE GUSTOSA DIABETE DIETA CALORIECosa c’è di meglio da fare di una buona e gustosa marmellata di pesca fatta in casa? Armatevi di pazienza e di tante pesche biologiche e non trattate, specie se utilizzate anche la buccia.

Gli ingredienti:

  • 1 kg di pesche;
  • 350 g di zucchero;
  • succo di mezzo limone.

Preparazione:

  1. cominciate a tagliare le pesche a piccoli pezzetti con le bucce privandole del nocciolo;
  2. versate le pesche e lo zucchero in una pentola insieme al succo di mezzo limone
  3. cuocere fuoco lento fino ad ebollizione;
  4. continuare la cottura per trenta minuti mescolando con un cucchiaio di legno;
  5. trascorso il tempo necessario per la cottura, potete mixare con un minipimer per ottenere una consistenza molto cremosa;
  6. ancora calda versare nei barattoli di vetro sterilizzati e lasciare raffreddare capovolti per ottenere l’effetto sottovuoto.

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Sivastin (simvastatina) 10mg compresse rivestite, foglietto illustrativo

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACI EFFETTI COLLATERALI INDICAZIONI CONTROINDICAZIONI EFFETTO DOSE DOSAGGIO PILLOLE CREMA PASTIGLIE SUPPOSTE SIRINGA INIEZIONE EMIVITA FARMACOCINETICADenominazione

SIVASTIN COMPRESSE RIVESTITE CON FILM

Categoria Farmacoterapeutica

Inibitori della HMG-CoA reduttasi.

Principi Attivi

Simvastatina.

Eccipienti

Interno della compressa: butilidrossianisolo, acido ascorbico, acido citrico monoidrato, cellulosa microcristallina, amido pregelatinizzato,magnesio stearato, lattosio monoidrato. Rivestimento della compressa:ipromellosa, idrossipropilcellulosa, titanio diossido, talco, ferro ossido giallo (compresse da 10 e 20 mg), ferro ossido rosso.

Indicazioni

Ipercolesterolemia: trattamento della ipercolesterolemia primaria o della dislipidemia mista, come integratore della dieta, quando la risposta alla dieta e ad altri trattamenti non farmacologici (es. eserciziofisico, riduzione del peso corporeo) e’ inadeguata. Trattamento dellaipercolesterolemia familiare omozigote come integratore della dieta edi altri trattamenti ipolipemizzanti (es. LDL aferesi) o se tali trattamenti non sono appropriati. Prevenzione cardiovascolare: riduzione della mortalita’ e della morbilita’ cardiovascolare in pazienti con malattia aterosclerotica cardiovascolare manifesta o diabete mellito, conlivelli di colesterolo normali o aumentati, come coadiuvante per la correzione di altri fattori di rischio e di altre terapie cardioprotettive.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita’ alla simvastatina o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Epatopatia in fase attiva o innalzamenti persistenti delle transaminasi sieriche senza causa evidente. Gravidanza e allattamento. Somministrazione concomitante di potenti inibitori del CYP3A4.

Posologia

L’intervallo posologico e’ di 5-80 mg/die somministrati per via oralein dose singola alla sera. Aggiustamenti della dose, se richiesti, debbono essere fatti a intervalli di non meno di 4 settimane sino ad un massimo di 80 mg/die somministrati in una singola dose alla sera. Il dosaggio di 80 mg e’ raccomandato solo nei pazienti con ipercolesterolemia grave e ad alto rischio di complicazioni cardiovascolari che con dosi piu’ basse non hanno raggiunto gli obiettivi terapeutici e quando ci si aspetta che i benefici siano superiori ai potenziali rischi. Ipercolesterolemia: il paziente deve essere posto in regime di dieta standard ipocolesterolemica e deve continuare questa dieta durante il trattamento con il farmaco. La dose iniziale e’ abitualmente 10-20 mg/die somministrato in dose singola alla sera. I pazienti per i quali e’ necessaria una ampia riduzione del C-LDL (superiore al 45 %) possono iniziare con 20-40 mg/die somministrati in dose singola alla sera. Gli aggiustamenti della dose, se necessari, devono essere eseguiti come specificato sopra. Ipercolesterolemia familiare omozigote Sulla base dei risultati di uno studio clinico controllato, la dose raccomandata e’ 40 mg/die alla sera o 80 mg/die in tre dosi divise di 20 mg, 20 mg, e unadose alla sera di 40 mg. In questi pazienti il prodotto deve essere utilizzato in aggiunta ad altri trattamenti ipolipemizzanti (per es. LDLaferesi) o se questi trattamenti non sono disponibili. Prevenzione cardiovascolare La dose abituale va da 20 a 40 mg/die somministrati in dose singola alla sera in pazienti ad alto rischio di cardiopatia coronarica (CHD, con o senza iperlipidemia). La terapia farmacologia puo’ essere iniziata simultaneamente alla dieta e all’esercizio fisico. Gliaggiustamenti della dose, se necessari, devono essere eseguiti come specificato. Terapia concomitante: il medicinale e’ efficace da solo o in associazione ai sequestranti degli acidi biliari. La somministrazione deve avvenire o > 2 ore prima o > 4 ore dopo la somministrazione diun sequestrante degli acidi biliari. Per i pazienti che assumono ciclosporina, danazolo, gemfibrozil, o altri fibrati (eccetto il fenofibrato) in concomitanza al farmaco, la dose del prodotto non deve superarei 10 mg/die. In pazienti che assumono amiodarone o verapamil in concomitanza al medicinale, la dose del farmaco non deve superare i 20 mg/die. In pazienti che assumono diltiazem o amlodipina in concomitanza alprodotto, la dose del medicinale non deve superare i 40 mg/die. Dosi nell’insufficienza renale: non sono necessarie modificazioni della dosein pazienti con insufficienza renale moderata. In pazienti con insufficienza renale grave, dosi superiori a 10 mg/die devono essere attentamente valutate e, se ritenute necessarie, somministrate con cautela. Uso negli anziani: non sono necessari aggiustamenti della dose. Uso neibambini e negli adolescenti (eta’ 10-17 anni): per i bambini e gli adolescenti (ragazzi in stadio di Tanner II e superiore e ragazze in post-menarca da almeno un anno, dai 10 ai 17 anni di eta’) con ipercolesterolemia familiare eterozigote la dose iniziale usuale raccomandata e’10 mg/die somministrata in dose singola alla sera. I bambini e gli adolescenti devono essere posti in regime di dieta standard ipocolesterolemica prima di iniziare il trattamento con simvastatina; occorre continuare questa dieta durante il trattamento con simvastatina. L’intervallo posologico raccomandato e’ 10-40 mg/die; la dose massima raccomandata e’ 40 mg/die. Le dosi devono essere individualizzate in base all’obiettivo terapeutico raccomandato secondo le raccomandazioni per il trattamento pediatrico. Gli aggiustamenti della dose devono essere effettuati a intervalli di 4 o piu’ settimane. L’esperienza con il farmaconei bambini in eta’ prepuberale e’ limitata.

Conservazione

Conservare a temperatura inferiore a 30 gradi C.

Avvertenze

La simvastatina puo’ occasionalmente causare miopatia. La miopatia simanifesta a volte come rabdomiolisi e si sono molto raramente verificati effetti fatali. Non misurare i livelli di CK dopo esercizio intensoo in presenza di qualsiasi causa alternativa di aumento di CK. Se i livelli di CK sono significativamente elevati al basale questi vanno rimisurati dopo 5-7 giorni per conferma dei risultati. Prescrivere le statine con cautela in pazienti con fattori predisponenti per la rabdomiolisi. Misurare il livello di CK prima di iniziare il trattamento neicasi seguenti: anziani (eta’ >= 65 anni), sesso femminile, compromissione renale, ipotiroidismo non controllato, anamnesi personale o familiare di disturbi muscolari ereditarie, presenza di episodi pregressi ditossicita’ muscolare con una statina o un fibrato, abuso di alcool. Se il paziente ha avuto una precedente esperienza di disturbi muscolaridurante il trattamento con un fibrato o una statina, iniziare il trattamento con un membro differente della classe solo con cautela. Se i livelli di CK sono significativamente elevati al basale, il trattamentonon deve essere iniziato. Se durante il trattamento con statine il paziente riferisce la comparsa di dolore, debolezza o crampi muscolari,occorre misurare i livelli di CK. In caso di livelli significativamente elevati di CK, in assenza di esercizio fisico intenso, occorre interrompere la terapia. Occorre considerare l’interruzione del trattamento, inoltre, se i sintomi muscolari sono gravi e causano fastidio quotidiano, anche se i valori di CK risultano < 5 volte il limite superiorealla norma. Occorre interrompere il trattamento in caso di sospetto dimiopatia per qualsiasi altro motivo. Solo se la sintomatologia regredisce e i livelli di CK tornano alla normalita’, si puo’ prendere in considerazione la reintroduzione della statina o l’introduzione di una statina alternativa alla dose piu’ bassa e sotto stretto monitoraggio.Si raccomanda che i livelli di CK siano misurati periodicamente poiche’ essi potrebbero essere utili per identificare casi subclinici di miopatia. Tuttavia, non vi e’ alcuna certezza che tale monitoraggio possaprevenire la miopatia. La terapia con simvastatina deve essere temporaneamente interrotta qualche giorno prima di interventi chirurgici dielezione importanti e in caso di comparsa di qualsiasi condizione medica o chirurgica importante. L’uso concomitante di simvastatina con potenti inibitori del CYP3A4 e’ controindicato. Se il trattamento con itraconazolo, ketoconazolo, eritromicina, claritromicina o telitromicinanon puo’ essere evitato, la terapia con simvastatina deve essere interrotta durante il corso del trattamento. Inoltre, si deve agire con cautela quando si associa la simvastatina con alcuni altri inibitori menopotenti del CYP3A4: ciclosporina, verapamil, diltiazem. Deve essere evitata l’assunzione concomitante di succo di pompelmo e simvastatina.La dose di simvastatina non deve superare i 10 mg/die in pazienti in terapia concomitante con ciclosporina, danazolo, o gemfibrozil. L’uso in associazione di simvastatina con gemfibrozil deve essere evitato a meno che i benefici non siano superiori agli aumentati rischi. I benefici dell’uso di simvastatina 10 mg/die in associazione con altri fibrati (eccetto il fenofibrato), ciclosporina o danazolo devono essere valutati. Si deve agire con cautela quando viene prescritto il fenofibratocon la simvastatina, in quanto entrambi i farmaci possono causare miopatia se somministrati da soli. L’uso concomitante di simvastatina a dosi superiori a 20 mg/die con amiodarone o verapamil deve essere evitato a meno che i benefici clinici non siano superiori all’aumento del rischio di miopatia. L’uso concomitante di simvastatina a dosaggi superiori a 40 mg/die con diltiazem o amlodipina deve essere evitato a menoche i benefici clinici non siano verosimilmente superiori all’aumentodel rischio di miopatia. Rari casi di miopatia/rabdomiolisi sono stati associati con la somministrazione concomitante di inibitori della HMG-CoA reduttasi e di dosi di niacina (acido nicotinico) in grado di modificare il profilo lipidico (>= 1 g/die), entrambi possono causare miopatia quando somministrati da soli. Monitorare attentamente i pazienti per qualsiasi segno o sintomo di dolore muscolare, sensibilita’, o debolezza, in particolare durante i mesi iniziali della terapia e quando la dose di uno o dell’altro medicinale viene aumentata. Se l’associazione si dimostra necessaria, i pazienti trattati con acido fusidico esimvastatina devono essere posti sotto stretto monitoraggio. Puo’ essere considerata l’interruzione temporanea del trattamento con simvastatina. Eseguire esami di funzionalita’ epatica prima di iniziare il trattamento e, in seguito, quando indicato dal punto di vista clinico. Ipazienti per i quali e’ stata stabilita una dose di 80 mg devono essere sottoposti a un ulteriore test prima della somministrazione, 3 mesidopo l’inizio della somministrazione della dose di 80 mg, e in seguitocon cadenza periodica per il primo anno di trattamento. Attenzione particolare deve essere posta a quei pazienti che sviluppano elevati livelli di transaminasi sieriche, e in questi pazienti, le rilevazioni debbono essere ripetute prontamente e quindi eseguite piu’ frequentemente. Se i livelli delle transaminasi evidenziano un aumento, la simvastatina deve essere sospesa. Il prodotto deve essere usato con cautela inpazienti che consumano quantita’ sostenute di alcool. Aumenti moderati delle transaminasi sieriche sono stati segnalati a seguito di trattamento con simvastatina; non e’ stata richiesta l’interruzione della terapia. Se si sospetta che un paziente abbia sviluppato una malattia interstiziale polmonare, la terapia con la statina deve essere interrotta. La sicurezza e l’efficacia della simvastatina in pazienti dai 10 ai17 anni di eta’ con ipercolesterolemia familiare eterozigote sono state valutate in uno studio clinico controllato in ragazzi adolescenti in stadio di Tanner II e superiore e in ragazze in post- menarca da almeno un anno. In questa popolazione non sono state studiate dosi superiori ai 40 mg. In questo studio non c’e’ stato alcun effetto rilevabilesulla crescita o sulla maturazione sessuale nei ragazzi o ragazze adolescenti, o alcun effetto sulla durata del ciclo mestruale nelle ragazze. Alle adolescenti si devono dare consigli su metodi contraccettiviappropriati durante la terapia In pazienti di eta’ inferiore ai 18 anni, non sono state studiate l’efficacia e la sicurezza di un trattamento di durata superiore alle 48 settimane e non sono noti gli effetti alungo termine sulla maturazione fisica, intellettuale, e sessuale. Lasimvastatina non e’ stata studiata in pazienti di eta’ inferiore ai 10anni, e neppure nei bambini in eta’ prepuberale e nelle ragazze in pre-menarca. Questo prodotto contiene lattosio.

Interazioni

Studi di interazione sono stati effettuati solo sugli adulti. >>Interazioni farmacodinamiche. Interazioni con farmaci ipolipemizzanti che possono causare miopatia quando somministrati da soli Il rischio di miopatia, inclusa la rabdomiolisi, risulta aumentato nel corso della somministrazione concomitante con fibrati. Inoltre, vi e’ un’interazione farmacocinetica con gemfibrozil che porta a un aumento dei livelli plasmatici di simvastatina. Quando simvastatina e fenofibrato vengono somministrati in concomitanza non vi e’ evidenza che il rischio di miopatiasia superiore alla somma dei rischi individuali connessi a ciascuno dei due farmaci. Per gli altri fibrati non sono disponibili dati adeguati di farmacovigilanza e farmacocinetica. Rari casi di miopatia/rabdomiolisi sono stati associati con la somministrazione concomitante di simvastatina e di dosi di niacina in grado di modificare il profilo lipidico (>= 1 g/die). >>Interazioni farmacocinetiche. Farmaci che interagiscono con simvastatina. I potenti inibitori del CYP3A4 (itraconazolo,ketoconazolo, eritromicina, claritromicina, telitromicina, inibitoridella proteasi dell’HIV, nefazodone) sono controindicati con simvastatina. Evitare l’associazioen con gemfibrozil, ma se necessario non superare 10 mg/die di simvastatina. Ciclosporina, danazolo, altri fibrati(eccetto fenofibrato): non osuperare 10 mg/die di simvastatina. Amiodarone, verapamil: non superare 20 mg/die di simvastatina. Diltiazem, amlodipina: non superare 40 mg/die di simvastatina. Acido fusidico: i pazienti devono essere tenuti sotto stretto monitoraggio. Puo’ essere considerata l’interruzione temporanea del trattamento con simvastatina.Succo di pompelmo: evitare di bere succo di pompelmo quando si assumesimvastatina. >>Effetti della simvastatina sulla farmacocinetica di altri medicinali: la simvastatina non ha un effetto inibitorio sul citocromo P450 3A4. Non e’ pertanto attesa una azione della simvastatina sulle concentrazioni plasmatiche delle sostanze metabolizzate attraversoil citocromo P450 3A4. Anticoagulanti orali: in due studi clinici, uno in volontari normali e l’altro in pazienti ipercolesterolemici, la simvastatina 20-40 mg/die ha avuto un modesto effetto di potenziamentodegli anticoagulanti cumarinici: il tempo di protrombina riportato come International Normalized Ratio (INR) e’ aumentato da un basale di 1,7 a 1,8 e da un basale di 2,6 a 3,4 nei volontari e nei pazienti in studio, rispettivamente. Sono stati segnalati casi molto rari di INR elevata. Nei pazienti trattati con anticoagulanti cumarinici, il tempo diprotrombina deve essere determinato prima di iniziare il trattamentocon simvastatina e abbastanza frequentemente nel corso delle prime fasi della terapia in modo da assicurare che non si verifichi alcuna alterazione significativa del tempo di protrombina. Una volta documentatoun tempo di protrombina stabile, i tempi di protrombina possono esseremonitorati agli intervalli raccomandati abitualmente per i pazienti in terapia con anticoagulanti cumarinici. Se la dose di simvastatina viene modificata o la somministrazione viene interrotta occorre ripeterela medesima procedura. La terapia con simvastatina non e’ stata associata a sanguinamento o ad alterazioni del tempo di protrombina in pazienti non in terapia con anticoagulanti.

Effetti Indesiderati

Esami diagnostici. Raro: aumenti delle transaminasi sieriche (alaninaaminotransferasi, aspartato aminotransferasi, gamma-glutamil transpeptidasi), aumenti della fosfatasi alcalina; aumenti dei livelli della CKsierica. Patologie del sistema emolinfopoietico. Raro: anemia. Patologie del sistema nervoso. Raro: cefalea, parestesia, capogiro, neuropatia periferica; molto raro: alterazione della memoria. Patologie gastrointestinali. Raro: stipsi, dolore addominale, meteorismo, dispepsia, diarrea, nausea, vomito, pancreatite. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Raro: eruzione cutanea, prurito, alopecia. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Raro: miopatia*, rabdomiolisi, mialgia, crampi muscolari. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Raro: astenia. E’ stata segnalata raramente una apparente sindrome da ipersensibilita’ che ha incluso alcune delle seguenti caratteristiche: angioedema, sindromelupus-simile, polimialgia reumatica, dermatomiosite, vasculite, trombocitopenia, eosinofilia, aumento della VES, artrite ed artralgia, orticaria, fotosensibilita’, febbre, vampate, dispnea e malessere. Patologie epatobiliari. Raro: epatite/ittero; molto raro: insufficienza epatica. Disturbi psichiatrici. Molto raro: insonnia. I seguenti effetti avversi sono stati riportati con alcune statine. Disturbi del sonno, compresi insonnia e incubi, perdita della memoria, disfunzione sessuale, depressione. Casi eccezionali di malattia interstiziale polmonare, soprattutto con la terapia a lungo termine. Bambini e adolescenti (eta’ 10-17 anni): in uno studio di 48 settimane effettuato su bambini e adolescenti (ragazzi in stadio di Tanner II e superiore e ragazze in post-menarca da almeno un anno) dai 10 ai 17 anni di eta’ con ipercolesterolemia familiare eterozigote (n = 175), il profilo di sicurezza e tollerabilita’ del gruppo trattato con il farmaco e’ stato generalmente simile a quello del gruppo trattato con placebo. Non sono noti gli effettia lungo termine sulla maturazione fisica, intellettuale, e sessuale.Al momento non sono disponibili dati sufficienti dopo un anno di trattamento.

Gravidanza E Allattamento

Il medicinale e’ controindicato durante la gravidanza. La sicurezza nelle donne in gravidanza non e’ stata stabilita. Non sono stati condotti studi clinici controllati con simvastatina nelle donne in gravidanza. Sono state ricevute segnalazioni rare di anomalie congenite a seguito di esposizione intrauterina agli inibitori della HMG-CoA reduttasi.Tuttavia, in un’analisi prospettiva di circa 200 gravidanze esposte durante il primo trimestre a SIVASTIN o ad un altro inibitore della HMG-CoA reduttasi strettamente correlato, l’incidenza di anomalie congenite e’ risultata paragonabile a quella osservata nella popolazione generale. Questo numero di gravidanze e’ stato statisticamente sufficientead escludere un aumento nelle anomalie congenite pari a 2,5 volte o superiore rispetto all’incidenza di base. Sebbene non vi sia alcuna evidenza che l’incidenza di anomalie congenite nella progenie dei pazientitrattati con SIVASTIN od altri inibitori della HMG-CoA reduttasi strettamente correlati differisca da quella osservata nella popolazione generale, il trattamento delle madri con il prodotto puo’ ridurre nel feto i livelli del mevalonato, un precursore della biosintesi del colesterolo. L’aterosclerosi e’ un processo cronico e abitualmente l’interruzione dei farmaci ipolipemizzanti durante la gravidanza dovrebbe avereun impatto limitato sul rischio a lungo termine associato con la ipercolesterolemia primaria. Per queste ragioni, SIVASTIN non deve essereusato in donne in gravidanza, che desiderano una gravidanza o sospettino uno stato di gravidanza. Il trattamento deve essere sospeso per ladurata della gravidanza o fino a che non sia stato determinato che ladonna non e’ in gravidanza. Non e’ noto se la simvastatina o i suoi metaboliti vengono escreti nel latte materno. Poiche’ molti farmaci vengono escreti nel latte materno e poiche’ potrebbero verificarsi gravi reazioni avverse, le donne che assumono il farmaco non devono allattare.

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