Terremoto avvertito ad Ischia e Napoli: numerose le segnalazioni

MEDICINA ONLINE ISCHIA NAPOLI TERREMOTO 2017 AGOSTO 21Una scossa di terremoto è stata avvertita intorno alle ore 21.00 in maniera marcata sull’Isola di Ischia, in provincia di Napoli.

La scossa è stata avvertita anche a Procida e sul litorale napoletano, in particolare nella zona di Pozzuoli, stando alle segnalazioni che stiamo ricevendo in questi minuti. Dovrebbe trattarsi comunque di una scossa di terremoto non di forte entità, ma un evento anche lieve in prossimità dei centri abitati può essere avvertito distintamente.

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Un atomo si può dividere? Cosa succede se si divide?

MEDICINA ONLINE ATOMO ELETTRONE ORBITA ORBITALE LIVELLO ENERGETICO ELETTRONE NUCLEO PROTONE NEUTRONE FOTONE RAGGIO RADIAZIONE LUCE VELOCITA CHIMICA DIFFERENZA STRUTTURA BOHR RELATIVITA GENERALE RISTRETTA WALLPAPER SFONDOL’atomo può essere diviso?

Il termine “atomo” viene dal greco ἄτομος – àtomos – e significa “indivisibile”. Era così chiamato perché inizialmente era considerato l’unità più piccola ed indivisibile della materia, tuttavia, intorno alla fine dell’Ottocento – con la scoperta dell’elettrone – fu dimostrato che l’atomo era in realtà divisibile, essendo a sua volta composto da particelle più piccole, alle quali ci si riferisce con il termine di particelle subatomiche.

Come si scinde un atomo e cosa succede se si divide?

Si può scindere l’atomo attraverso un principio usato anche per la bomba atomica, ovvero scagliare neutroni contro il nucleo, che viene così spaccato. Come risultato si ha la creazione di due atomi più piccoli e contemporaneamente l’emissione di una grande quantità di energia, formatasi dalla trasformazione in energia di una parte della massa del nucleo.

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“Se tu non mi ami è colpa mia”: i pensieri di una donna che ama un uomo anaffettivo (seconda parte)

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Flebologo Ecografia Vascolare Articolare Medicina Estetica Mappatura Nei Posturale Dietologo Roma  Radiofrequenza Rughe Cavitazione Cellulite Pressoterapia DIECI MOTIVI LITIGARE IN VACANZA COPPIAQuesta è la seconda parte dell’articolo: “Se tu non mi ami è colpa mia”: i pensieri di una donna che ama un uomo anaffettivo

Se sono abbastanza brava, lui mi amerà

La maggior parte di queste storie parte da un presupposto fallace che è la speranza di tantissime donne: quello di poter far innamorare l’altro grazie al proprio amore incondizionato. La donna che vive un amore non corrisposto è convinta che se sarà abbastanza brava, lui supererà la sua fobia dell’impegno e le proporrà  un rapporto duraturo.
Per ottenere questo intento lei giocherà la carta della seduzione presentandosi come la fidanzata ideale (sarà sexy, dolce al punto giusto, materna ma non troppo, allegra e di buon umore poi forte e indipendente per non spaventarlo con le sue richieste).
Per tenerselo ad ogni costo, lei subordinerà i suoi bisogni e desideri a quelli di lui: se per esempio, è arrabbiata per un ottimo motivo (lui non si fa sentire da due settimane) cercherà di mostrarsi tranquilla per  non sembrare possessiva, non correre il rischio di  irritarlo con le sue domande e di farlo scappare. Molto difficilmente un atteggiamento cosi compiacente farà innamorare un uomo, senza contare che ciò non è la base per un rapporto sano, dal momento che la donna sarà costretta a comportamenti che non le appartengono realmente e che porteranno l’uomo a comportarsi sempre peggio: portando la storia in un circolo vizioso che può generare solo distruzione. La donna si terrà dentro tutto il disagio senza parlarne al partner, cioè l’opposto di quello che avviene in una relazione sana: l’amore si basa  sull’autenticità, sul mostrarsi per quello che si è, con i propri pregi e le proprie  debolezze. Invece nei rapporti basati sulla seduzione, lei indossa la maschera della donna perfetta e non può sperimentare la gioia di essere amata nella totalità del suo essere  e di essere apprezzata anche con le sue piccole fragilità ed imperfezioni. Se anche un giorno la donna dovesse iniziare ad essere “onesta”, l’uomo potrebbe comunque “scappare via” dal momento che lei “non è più quella di un tempo”: in questo caso la donna potrebbe addirittura sentirsi colpevole!

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Lo amo per quello che potrebbe essere

La motivazione che spinge una donna a tollerare il disamore del proprio compagno è la fantasia segreta che lui possa cambiare grazie a lei ed alle sue grandi capacità (e qui torna il discorso sulla poca autostima che deve colmata grazie alla “vittoria” di essere riuscite a cambiare il partner). “Non lo amo per come è veramente ma per quello che potrebbe essere”. La caratteristica  principale di molti rapporti  di questo tipo è  che si vivono più nella fantasia che nella realtà. Lei dà molto e in cambio riceve pochissimo ma lo accetta perché considera la relazione come un investimento per il futuro perfetto che l’attende: non valuta il rapporto in base a quello che effettivamente è (cioè inappagante) ma in base a come potrebbe essere se lui si innamorasse.
Sono le fantasie sulla futura disponibilità del partner a tenere le donne legate per anni ad un rapporto umiliante ed insoddisfacente. In genere queste donne si innamorano più del potenziale di un uomo che dell’uomo vero che hanno davanti, ed il rapporto continua anche se questo potenziale non si sviluppa mai.
Il partner viene idealizzato: di lui si vedono solo gli aspetti migliori (ci si concentra sui rari momenti in cui lui è disponibile e affettuoso) e si ignorano i momenti – più frequenti – in cui lui è freddo, insensibile, egoista. Una donna coinvolta in una relazione unilaterale rimane nel rapporto perché spera che lui cambi, si innamori e diventi  un compagno fedele, presente e premuroso. Inutile dire che questo desiderio di cambiare il proprio uomo  chiedendo al partner quello che non può e/o non vuole dare non è amore.
L’amore implica un enorme rispetto per la natura delle persone, invece se io  inizio una storia con l’intento di cambiare l’altro, di farlo diventare più simile a come io lo desiderio significa che non mi va bene cosi come è e di fatto non lo sto amando: in questo tipo di rapporti spesso la donna NON ama.

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Se lui non mi ama, è colpa mia

Una caratteristica comune di questi rapporti è che le donne che ne sono coinvolte tendono ad ignorare a minimizzare a a giustificare i maltrattamenti del partner. Sono incapaci di arrabbiarsi seriamente con il loro uomo: basta che lui sia un po’ gentile con loro che torti plateali vengano subito dimenticati e perdonati. Basta una carezza per annullare decine di schiaffi. Le fughe, i tradimenti, le bugie e gli egoismi dell’amato  vengono  facilmente giustificati perché “lui non è innamorato di quella, è innamorato solo di me, con lei è stata solo l’errore di una notte”.
Dietro a questo amore apparentemente cosi oblativo, si nasconde – ancora una volta – una scarsa stima di sé: le donne con queste  problematiche si colpevolizzano inconsciamente per il cattivo comportamento del partner. Tendono a pensare che se lui le trascura o le tradisce sia perché loro non sono abbastanza attraenti, interessanti e  intriganti per  farlo innamorare.
Non riescono a capire che non sono loro il problema (o comunque non lo sono del tutto): se lui si comporta cosi non è poiché non è innamorato ma perché non è capace di amare e che avrebbe questa difficoltà con qualsiasi donna e in qualsiasi relazione.
Lei legge l’impossibilità  di lui ad amare pienamente come una difficoltà momentanea e superabile, come una temporanea difesa dalla paura di soffrire magari a seguito di altre esperienze sentimentali che non sono andate bene, quando invece  si tratta di una seria difficoltà caratteriale.
Gli uomini che non riescono ad impegnarsi in una relazione hanno spesso marcati tratti narcisistici o problematiche affettive di una certa entità che rendono loro difficile un coinvolgimento amoroso duraturo. Per uscire dal labirinto di questi amori sbagliati, è di fondamentale importanza imparare a spezzare l’equazione:

lui non mi ama perché io non sono amabile

e considerare invece la situazione da una prospettiva più obiettiva:

lui non mi ama perché non può amare a causa delle sue problematiche psicologiche

Ovviamente ciò non deve significare che qualsiasi problema di un rapporto dipendano dall’uomo: in alcuni casi è importante capire se sia stata realmente la donna a portare l’uomo ad allontanarsi, con alcuni comportamenti sbagliati.

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Non è solo lui ad avere paura di amare

Le donne che si legano ad uomini sfuggenti tendono ad avere loro stesse un profondo conflitto verso l’intimità di cui non sono consapevoli. Malgrado desiderino ardentemente un rapporto di coppia stabile e duraturo, si innamorano solo di uomini anaffettivi o che non vogliono impegnarsi e con cui di fatto è impossibile costruire qualcosa mentre scartano partner più disponibili e potenzialmente più adeguati.
Infatti sebbene siano convinte di volere stabilità, una parte di loro teme l’amore.
La maggior parte delle donne  con queste problematiche desidera e teme al tempo stesso una relazione profonda con un uomo perché l’intimità genera in loro aspettative di rifiuto. Inoltre hanno molte paure verso il rapporto di coppia come per esempio la convinzione inconscia che per avere una relazione stabile occorra sacrificare le proprie ambizioni e la propria individualità come ha fatto la propria madre. Queste donne, nei meandri della loro mente, hanno una immagine negativa degli uomini percepiti inconsciamente come egoisti, inaffidabili, interessati solo al sesso e quindi scelgono uomini che indirettamente confermino le loro testarde idee..
In genere una donna che si innamora solo di uomini non disponibili non è consapevole della propria ansia verso i rapporti che proietta sul partner che viene percepito come quello che non si vuole impegnare mentre lei è quella che desidera a tutti i costi un unione stabile. Invece se  lei riesce a diventare consapevole e a contenere le sue ansie relative alla coppia e all’amore, non avrà più bisogno di agirle scegliendo un uomo inafferrabile e /o non disponibile e sarà attratta da una tipologia diversa di uomo.

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Amori infelici : come comportarsi e come superarli?

A tale proposito ti consiglio di leggere questo mio articolo: Uomo anaffettivo: cosa fare e come comportarsi con lui?

Se credi che il tuo partner sia un uomo anaffettivo ed hai bisogno di supporto, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a superare questa situazione difficile.

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Grintuss sciroppo e compresse, posologia e foglietto illustrativo

MEDICINA ONLINE GRINTUSS SCIROPPO COMPRESSE  FARMACO FARMACIA PHARMACIST PHOTO IMAGE PHOTO PICTURE HI RES INIEZIONE  PER OS SANGUE INTRAMUSCOLO CUORE PRESSIONE DIABETE CURA TERAPIA FARMACOLOGICA EFFETTI COLLATERALI CONTRO.jpgGrintuss è un prodotto a base di miele e complessi molecolari che svolge un’azione protettiva e di conseguenza lenitiva delle prime vie aeree. Agisce sulla tosse secca contrastando l’irritazione della mucosa e sulla tosse grassa favorendo l’idratazione e l’eliminazione del muco. Grintuss è un prodotto con ingredienti da Agricoltura Biologica​, senza glutine e dal sapore gradevole.

INDICAZIONI
Grintuss pediatric sciroppo è indicato per il trattamento della tosse, sia secca che grassa, di bambini a partire da 1 anno di età.

COME AGISCE
Grintuss protegge la mucosa, calmando l’irritazione, idrata e favorisce l’eliminazione del muco mediante i seguenti meccanismi d’azione:

  • Effetto Barriera: forma un film protettivo che aderisce alla mucosa e la protegge dal contatto con gli agenti irritanti
  • Azione Mucoregolatrice: promuove l’idratazione del muco e ne favorisce l’eliminazione
  • Azione Lubrificante: riduce lo sfregamento a livello della faringe che è causa di tosse

Grintuss modula la tosse senza sopprimerla, rispettandone così l’importante ruolo di difesa delle prime vie aeree.

MODO D’USO

Sciroppo: si consiglia l’assunzione di 5ml (un cucchiaino) per i bambini da 1 a 6 anni e di 10 ml (due cucchiaini) dai 6 anni in poi, da due a quattro volte al giorno, effettuando l’ultima somministrazione prima di coricarsi.
Agitare prima dell’uso. Contiene cucchiaino dosatore. Dopo l’uso chiudere bene il flacone e lavare accuratamente il cucchiaino dosatore.

Compresse: si consiglia di assumere 1 compressa da 2 a 4 volte al giorno lasciandola sciogliere lentamente in bocca.

AVVERTENZE
Non utilizzare se presente ipersensibilità o allergia individuale verso uno o più componenti.
Nel caso in cui i sintomi non migliorano si consiglia di consultare il medico.
Conservare a temperatura ambiente, lontano da fonti di calore e al riparo dalla luce.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Visita il sito del produttore seguendo questo link.

Il Grintuss è composto da una serie di piante officinali:

La Grindelia

Anticamente utilizzata dagli indiani della California, da cui proviene la pianta, è stata importata di Gesuiti al principio come pianta ornamentale. Deve il proprio nome al botanico H. Grindel autore del Botanisches Taschenbuch (1803).Pianta perenne di origine americana, utilizzata per le proprietà sedative della tosse e per la cura delle affezioni cutanee, composta da vistosi fiori gialli che costituiscono l’ingrediente primario nella realizzazione di unguenti e composti. Utilizzata da tempo in omeopatia grazie al principio attivo che al contraddistingua, la Grindelia ha proprietà antibatteriche e principi attivi rappresentati dai flavonoidi, ad azione antispasmodica, azione espettorante, acidi diterpenici. La Grindelia viene utilizzata nella composizione di composti per la cura delle bronchiti catarrali e da coloro che soffrono di crisi di asma acute. La polvere di Grindelia viene utilizzata nella preparazione delle sigarette.

La piantaggine

La piantaggine, che compone insieme alla grindelia il Grinutss, è una pianta perenne con caratteristiche antinfiammatorie, antisettiche, lenitive, combatte gli arrossamenti. Considerata, come la grindelia, una droga sicura si può somministrare anche ai bambini in totale sicurezza. Utilizzata soprattutto in casi di mal di gola ed infiammazione delle vie respiratorie, in caso di bronchite e secrezioni catarrali. Conosciuta nell’antica Grecia alla piantaggine venivano attribuiti poteri curativi. Pianta considerata sacra dalle popolazioni Anglosassoni, veniva utilizzata come rimedio universale per febbre, dolori renali, morsi di animali velenosi, ferite e molti altri problemi. Infatti secondo la tradizione del nord Europa la piantaggine rappresentava uno spirito posto a guardia dell’ingresso del regno dei morti. Nella cultura popolare europea le foglie di piantaggine, in polvere o i succo, curavano ustioni, ferite, gonfiori. L’infuso era usato in caso di emorraggie asali, constro la gastrite, diarrea, asma, e molti altri disturbi.

Elicriso

Pianta caratteristica della macchia mediterranea possiede dei fiori gialli molto luminosi dal profumo intenso e aromatico, utilizzato moltissimo nella cosmetica. Il nome della pianta deriva dal greco, letteralmente significa “oro del sole”, ed ovviamente si riferisce alla forma e al colore dei fiori. COnosciuto anche con il nome di “sempre vivo” grazie alal conformazione e alla natura della pianta èresenta una lunga drata nel colore e nel profumo die fiori. La pianta era conosciuta, ed utilizzata tutt’ora, per le caratteristiche astringenti e sedative, antiasmatiche, stimolanti della circolazione del sangue e, in uso esterno, ha effetti lenitivi antinevralgici. Infatti favorisce l’aliminazione del catarro e attenua le crisi di asma e le infiammazioni allergiche. E’ un ottimo analgesico e decongestionante soprattutto se mescolato sapientemente ad altre piante. Inoltre le foglie di elicriso posseggono un aroma simile al curry e per questo possono essere usate nella preparazione di risotti, minestre, carni bianche o ripieni.

Cos’è Grintuss?
Prodotto per la tosse e la protezione del cavo che crea una pellicola protettiva che calma la tosse e protegge le vie aeree. A base di Piantaggine, Grindelia ed Elicriso, Grintuss possiede proprietà mucoadesive e protettive che rpoducono uno schermo contro gli agenti esterni sulle pareti della gola, Inoltre l’effetto di protezione è dato dalla commistione di sostanze vegetali che, sapientemente mescolate, danno alla formulazione un’azione protettiva ed emolliente ed un gusto piacevole grazie all’effetto rinfrescante degli olii essenziali.

Grintuss: tavolette e sciroppo, ma non solo
Il Grintuss non presenta particolari controindicazioni, ma è necessario seguire attentamente il foglietto illustrativo e non somministrare nei casi incui ci siano forme allergiche ai principi attivi delle erbe medicinali che compongono Grintuss. Oltre ai prodotti indicati esistono anche altre soluzioni Grinutss: come la Tisana e l’unguento balsamico.

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Ecco perché non si dovrebbe mai stendere il bucato in casa

MEDICINA ONLINE STENDERE BUCATO IN CASA FUORI STIRARE VESTITI.jpgA chi non è mai capitato di stendere i panni in casa durante una giornata umida o di pioggia? Lasciarli all’aria aperta è praticamente inutile e, nella speranza che si asciughino il prima possibile, vengono poggiati ovunque, dalla cucina al corridoio, fino ad arrivare al bagno, alle sedie o ai caloriferi. Anche se potrebbe sembrare un gesto assolutamente normale e poco pericoloso, in verità si tratta di una cattivissima abitudine che potrebbe avere degli effetti dannosi sia sulla salute che sulla casa.

A rivelarlo è stata la dottoressa Christine Cowie, ricercatrice dell’Università New South Wales in Galles, che in uno studio pubblicato su KidSpot ha spiegato quali sono i pericoli in cui si incorre stendendo gli abiti appena usciti dalla lavatrice all’interno della casa. “Da un punto di vista salutare sono molti gli agenti biologici che si trovano al chiuso e prosperano nell’umidità e dove c’è ricircolo d’aria insufficiente”, ha spiegato la dottoressa.

L’umidità non farebbe altro che aumentare il rischio di asma e di problemi respiratori poiché respirare spore fungine peggiora la sensibilità allergica. Per fortuna esistono dei rimedi per evitare di andare incontro a problemi simili. Innanzitutto bisogna stendere tutto all’esterno quando c’è il sole, è necessario poi accendere la cappa quando si cucina, asciugare il cane quando si rientra in casa, appendere i cappotti umidi lontano dagli abiti e lasciarli fuori dall’armadio fin quando non sono totalmente asciutti. Eliminare l’umidità è dunque il metodo ideale per prendersi cura della propria casa e della propria salute

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Differenza tra organismi autotrofi ed eterotrofi

MEDICINA ONLINE LABORATORIO BLOOD TEST EXAM ESAME DEL SANGUE FECI URINE GLICEMIA ANALISI GLOBULI ROSSI BIANCHI PIATRINE VALORI ERITROCITI ANEMIA TUMORE CANCRO LEUCEMIA FERRO FALCIFORME MAutotrofi ed eterotrofi sono microrganismi che si differenziano per il modo in cui sintetizzano le molecole di cui hanno bisogno. Gli autotrofi (dal greco auto, che significa “da sè” e trophos che significa “nutrirsi”) sono microrganismi capaci di sintetizzare le molecole organiche di cui necessitano a partire da sostanze inorganiche semplici (CO2 ed H2O). Essi si distinguono dagli organismi eterotrofi (dal greco etero, che significa “altro” e trophos che significa “nutrirsi”) che invece ricavano le materie prime di cui necessitano da molecole assunte dall’ambiente esterno.

Microrganismi autotrofi fotosintetici e chemiosintetici

A seconda delle fonte di energia di cui usufruiscono per attuare le reazioni di sintesi, i microrganismi autotrofi possono essere classificati in fotosintetici e chemiosintetici. Microrganismi fotosintetici: se la loro fonte di energia è il Sole. Essi catturano l’energia solare per costruire le molecole organiche di cui necessitano. Questi microrganismi attuano il processo di fotosintesi nel quale molecole complesse sono sintetizzate partendo da anidride carbonica (CO2) ed acqua (H2O). La reazione netta della fotosintesi clorofilliana è la seguente:

6 CO2 + 6 H2O + Luce → C6H12O6 (Glucosio) + 6 O2

Microrganismi chemiosintetici: sono quegli organismi autotrofi che per attivare i loro processi vitali e per costruire le molecole organiche di cui necessitano usufruiscono dell’energia liberata da particolari reazioni inorganiche (chemiosintesi). In particolare essi si procurano l’energia ossidando molecole inorganiche, quali certi composti chimici dell’azoto, dello zolfo e del ferro. Alla categoria dei microrganismi autotrofi appartengono le alghe (sia eucariote sia procariote), le piante e certi batteri. Ricordiamo infine l’esistenza di una particolari categoria di autotrofi detti autotrofi facoltativi. Essi, in condizioni normali, attuano la fotosintesi clorofilliana ma, in condizioni particolari come la mancanza di sufficiente luce, possono diventare eterotrofi.

 

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Differenza tra esame delle urine ed urinocoltura

MEDICINA ONLINE SISTEMA IMMUNITARIO IMMUNITA INNATA ASPECIFICA SPECIFICA ADATTATIVA PRIMARIA SECONDARIA DIFFERENZA LABORATORIO ANTICORPO AUTO ANTIGENE EPITOPO CARRIER APTENE LINFOCITI BL’esame delle urine è costituito da una serie di esami di laboratorio che permette di analizzare le proprietà chimiche e fisiche delle urine e del sedimento correlato. Consente, inoltre, di individuare eventuali patologie a carico dei reni e delle vie urinarie, la presenza di malattie sistemiche o sostanze tossiche. Viene eseguito, se necessario, attraverso l’osservazione al microscopio. Il prelievo è davvero molto semplice: va effettuato al mattino, raccogliendo il mitto intermedio in un contenitore sterile. Si scarta, quindi, la parte iniziale e finale della minzione. Quella iniziale serve per depurare l’uretra dal mitto precedente e da ipotetici batteri, quella finale potrebbe essere contaminata dal residuo sito in vescica.

L’urinocoltura è invece un esame diagnostico mediante coltura batteriologica che valuta la presenza di microrganismi nell’urina. Il procedimento di prelievo è esattamente identico a quello dell’esame delle urine, e solitamente sono essenziali i 5 ml di una provetta. I campioni devono essere messi in coltura all’istante, diversamente i microrganismi potrebbero moltiplicarsi. L’esame sarà ritenuto positivo se presenta un numero che supera i 10000 batteri/ml. L’analisi consta di una serie di diluizioni, della cosiddetta ‘metodologia del doppio’ e, infine, si portano i campioni sulla piastra per testare la presenza di Escherichia Coli, attraverso un terreno Mac Conkey (per Gram negativi), o di altri Enterobatteri, mediante l’uso del TSA (Trypticase Soy Agar).

Questa è la differenza che c’è tra esame delle urine e urinocoltura. Il primo analizza le varie proprietà delle urine, il secondo si occupa di diagnosticarle ed anche di saggiare la resistenza dei batteri agli antibiotici attraverso antibiogramma.

Per approfondire: Esame delle urine completo con urinocoltura: come fare e capire i risultati

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Charlotte, la bambina più piccola del mondo

MEDICINA ONLINE CHARLOTTE GARSIDE FAMILY TALL SHORT MAN GIRL WOMAN BOY ALTEZZA STATURA AUMENTARE NANISMO LITTLE PEOPLE ALTEZZA CENTIMETRI LUNGHEZZA MONDO MEDIA PER REGIONE OSSA ORMONI GH CRESCITA PUBERTA SALDATURA OSSEALa sua storia ha già fatto il giro del mondo, lei si chiama Charlotte Garside, ha soltanto due anni, le piace giocare con le bambole e con i suoi giocattoli, come tutte le sue coetanee. Ma questo batuffolino dai capelli rossi non è una bambina come tutte le altre: è la bambina più piccola del mondo, con i suoi 55 centimetri. La storia di Charlotte, che vive in una piccola città vicino Hull (Gran Bretagna), è stata raccontata qualche tempo fa dai quotidiani d’oltremanica: la bimba soffre di una rara forma di nanismo primordiale, una malattia genetica che risale al momento del concepimento e che è la causa del suo sottosviluppo fisico e motorio, e che affligge soltanto un centinaio di persone in tutto il mondo.

I suoi genitori, Scott e Emma, hanno detto alla tv che nemmeno i medici sanno esattamente quanto potrà sopravvivere la loro bambina, per via della particolarità del disturbo di cui soffre. “Nostra figlia ha una forma di nanismo che nemmeno i medici sono in grado di definire – ha detto Emma, 28 anni, la madre – per quanto ne sappiamo, Charlotte potrebbe anche essere l’unica bambina al mondo a soffrire di questo disturbo”. La bimba non è in grado di mangiare né di digerire cibo solido e viene nutrita tramite un tubo: alla sua nascita pesava meno di 500 grammi, mentre adesso, a due anni, pesa 3,4 kg, come un neonato.

La fondazione Walking with Giants, che assiste le famiglie dei bambini con questo tipo di disturbi, è stato davvero d’aiuto per la famiglia di Charlotte. “E’ stata una delle cose migliori per noi negli ultimi anni – dice Emma – ci hanno aiutato tantissimo, ed è stato positivo anche incontrare altre famiglie che si trovano nella nostra stessa situazione”.

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