Yoni: il massaggio vaginale per raggiungere il benessere psicofisico

MEDICINA ONLINE TANTRA TANTRIC MASSAGE MASSAGGIO TANTRICO YONI KUNDALINI LINGAM CHEATING AUMENTARE  SPERMA EIACULAZIONE FORZA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA AMORE  PAURA FOB.jpgIl massaggio Yoni è una antichissima tecnica tantrica che, attraverso la stimolazione delle parti intime femminili, intende portare ad un maggiore sviluppo dei sensi e della propria femminilità. La parola “Yoni” deriva dal sanscrito, significa “luogo sacro” ed è sempre stato utilizzato per fare riferimento alle parti intime femminili. Lo Yoni massage è un’esperienza che risveglia mente, corpo e spirito, un vero e proprio massaggio vaginale terapeutico, il cui obiettivo non è il raggiungimento del semplice ma un’esperienza spirituale che consente di risvegliare il piacere e di raggiungere il benessere sia fisico che psichico, liberandosi da ogni forma di tensione.

Come si fa un massaggio vaginale

Per fare un massaggio vaginale bisogna innanzitutto capire che si tratta di una stimolazione che ha lo scopo di donare piacere senza chiedere nulla in cambio. Il segreto per praticarne uno in modo perfetto è creare un vero e proprio spazio sacro, cacciando ogni forma di preoccupazione, così da liberare la mente e da godere a pieno della propria sessualità. Una volta fatto, bisogna far stendere la donna accanto a sé, farla rilassare, magari accendendo delle candele, accarezzandole i capelli, spalmandole dell’olio sul corpo, per poi arrivare solo alla fine alla stimolazione della vagina. Bisogna partire dalle labbra esterne e poi passare alle pareti interne molto lentamente, aiutandosi anche con un lubrificante. Nel caso in cui si incontrassero ancora delle zone “tese”, bisogna continuare con il massaggio, accarezzando l’area dolcemente. Una delle posizioni più comode per sperimentare un massaggio Yoni è stendersi sulla schiena con le gambe aperte, le ginocchia e dei cuscini che sostengono la parte superiore del corpo, cosa che dà alla donna la possibilità di guardare ciò che fa il partner. La persona che pratica il massaggio deve invece sedersi a gambe incrociate tra le gambe della donna. E’ importante inoltre respirare profondamente e restare con i corpi sincronizzati e in contatto, così che l’esperienza diventi ancora più intensa.

Cosa occorre per il massaggio Yoni?

L’unica cosa necessaria per praticare il massaggio Yoni in modo perfetto è liberare la mente, servendosi di un ambiente rilassante. Candele profumate, cuscini, oli essenziali, lubrificanti sono gli unici prodotti necessari per rendere l’esperienza eccitante e terapeutica. Naturalmente, dovranno essere utilizzati solo all’occorrenza, non è detto infatti che tutti ne abbiano bisogno per rilassarsi. E’ inoltre fondamentale ridurre al minimo ogni forma di conversazione e guardarsi negli occhi, così da creare maggiore intimità ed entrare in contatto con il partner ad un livello più profondo, senza servirsi delle parole.

I benefici dello Yoni massage

L’obiettivo del massaggio vaginale non è l’orgasmo, che diventa solo una conseguenza del trattamento, ma piuttosto dare alla donna la possibilità di esplorare nuove dimensioni della sessualità, permettendole di propagare la sua energia sessuale in tutto il corpo e di liberarsi dai blocchi fisici e mentali che le impediscono di trovare la serenità. Durante un massaggio Yoni, le tossine vengono espulse, così come pure le emozioni negative, come la frustrazione, la vergogna o le delusioni. In questo modo, è come se il corpo e la mente si ripulissero, permettendo di raggiungere uno stato di beatitudine, di guarigione. Come se non bastasse, gli organi sessuali cominciano a funzionare meglio, il corpo diventa più ricettivo alle stimolazioni erogene e il rapporto di coppia più soddisfacente. Non è un caso che venga consigliato a coloro che vogliono ritrovare la libido nella relazione. Secondo il Tantra, il corpo e il cuore sono collegati e solo quando riescono ad entrare in contatto ci si apre alla vita, godendo a pieno del piacere e vedendo le cose con maggiore chiarezza. Oltre ad avere effetti positivi sulla vita di coppia e sul benessere mentale, il massaggio Yoni ha anche dei benefici sul corpo. Se praticato regolarmente, riduce le tensioni emozionali, i dolori mestruali o quelli provati durante un rapporto sessuale, aumenta la sensibilità delle parti intime e la naturale lubrificazione, apre a nuovi livelli di estasi del piacere, favorendo orgasmi più intensi ed eliminando i blocchi psichici che impediscono di vivere con serenità l’attività intima. Insomma, il massaggio vaginale sembra essere un vero e proprio toccasana per la salute di corpo e mente.

Massaggio vaginale: anche Gwyneth Paltrow lo consiglia

Anche Gwyneth Paltrow sul suo blog “Goop” ha sottolineato l’efficacia di una pratica simile. Dopo il bagno di vapore vaginale per purificare le parti intime, ha spigato dove è possibile provare lo Yoni massage. L’unico inconveniente? Ogni seduta costerebbe ben 300 dollari e ci si ritrova alle prese con uno sconosciuto che massaggia la propria vagina. A questo punto, ci si potrebbe chiedere per quale motivo non si punta sulla masturbazione, che è ugualmente piacevole ma gratuita, oppure sui sex toys pensati appositamente per la stimolazione intima, la verità è che il massaggio Yoni sarebbe capace di “ripulire” la vagina dalle emozioni negative che ci rimangono bloccate, portando ad un incredibile benessere mentale e ad un orgasmo più intenso del normale.

Vibratori e sex toys

Esistono una serie di vibratori, sex toys ed indumenti, che possono essere usati per ottenere più piacere e rendere più appagante il rapporto per entrambi i partner, noi vi consigliamo questi:

Quale olio usare per i massaggi?

Per tutti i tipi di massaggi sensuali, l’uso di un olio specifico può migliorare decisamente l’esperienza di entrambi i partner, rendendo più semplice l’esecuzione da parte di chi lo effettua e creando un’atmosfera più stimolante grazie alla fragranza che sprigiona nell’ambiente. A tale scopo l’olio per massaggi assolutamente consigliato ed usato dal nostro Staff è questo: http://amzn.to/2yeMNIE, ottimo grazie alla miscela di olio essenziale di rosmarino, limone, ginepro e bergamotto su base di semi d’uva. Provatelo per una esperienza di massaggio sensuale, coinvolgente ed appagante.

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Colesterolo e uova: si o no? Tutta la verità scientifica

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma COLESTEROLO UOVA SI O NO VERITA SCIENZA Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgAncora sono molti gli italiani che – a causa dei media che per decenni le hanno estremamente demonizzate – credono nel fatto che le uova facciano aumentare il colesterolo, ma è davvero così? Falso. Le uova, consumate in modo corretto, non solo non aumentano i livelli di colesterolo, ma sono ricche di nutrienti importanti per la salute.

Tutta la verità sulle uova
Da tempo ormai si sa che 100 grammi di uova contengono solo 5 grammi di grassi e di questi solo 1,5 grammi sono grassi saturi, oltre ad essere un’ottima fonte di proteine ad altissimo valore biologico contenendo tutti gli aminoacidi essenziali per il nostro organismo in solo 64 calorie. Un uovo, per esempio, contiene 6 grammi di proteine e pochi grassi che non hanno alcun impatto negativo sul colesterolo. Come dimostrato da numerose ricerche scientifiche  le uova sono una buona fonte di vitamina D utile per l’assorbimento del calcio, aiutano a prevenire la degenerazione maculare grazie all’alto contenuto di carotenoidi, rientrano tra gli alimenti che prevengono il cancro della mammella ma soprattutto è stato dimostrato che, il consumo moderato di uova, che non superi le 4 uova a settimana suddivise anche nei vari preparati, non ha nessun impatto negativo sul colesterolo e quindi non vi è alcuna correlazione tra il consumo di uova e le malattie cardiovascolari.

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Come mai le uova pur ricche di colesterolo sono inserite nelle diete?
Le uova sono un alimento poco costoso, ricco di proteine, a elevato valore biologico ma è anche uno degli alimenti che contiene più colesterolo: il tuorlo, il rosso, ne contiene 200 mg. Nonostante questo anche nelle diete per chi soffre di ipercolesterolemia, cioè ha i valori del colesterolo oltre i livelli raccomandati, vengono lasciate le classiche due uova la settimana: questo accade perché quello su cui oggi si concentra l’attenzione è il tipo e la quantità di grasso che una persona assume (grassi saturi rispetto agli insaturi) più che alla quantità totale di colesterolo. Le uova contengono circa il 9% di grassi (poco più di 5 g per uovo, cioè quanto 1 cucchiaino di olio o di burro), concentrati nel tuorlo, di cui più del 50% sono formati da grassi mono e polinsaturi. Detto questo, è ovvio che un consumo elevato di uova da parte di persone affette da ipercolesterolemia è comunque sconsigliato.

Quante uova può consumare chi soffre di colesterolo alto?
Il mio consiglio è quello di non superare le 2-3 uova a settimana facendo attenzione non solo al consumo delle uova in sé ma anche a tutti quegli alimenti che possono contenerle, come dolci, paste fresche, alcune salse a base di uova, e come componenti di alcune ricette, visto che spesso sono usate perché fanno da legante tra i vari ingredienti.

Come mangiare le uova?
Meglio le uova alla coque piuttosto che sode: sono sufficienti 3 minuti di bollitura, rispetto ai circa 7 che servono per farle sode, per godere dei benefici delle uova e digerirle più facilmente e rapidamente.

I migliori prodotti per abbassare il colesterolo e dimagrire
Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche, che sono estremamente utili per abbassare il colesterolo e dimagrire, fattori che diminuiscono il rischio di ipertensione, ictus cerebrale ed infarto del miocardio. Noi NON sponsorizziamo né siamo legati ad alcuna azienda produttrice: per ogni tipologia di prodotto, il nostro Staff seleziona solo il prodotto migliore, a prescindere dalla marca. Ogni prodotto viene inoltre periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

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Troppo sole in gravidanza “surriscalda” il liquido amniotico?

MEDICINA ONLINE GRAVIDANZA ATTESA MATERNITA ESTATE SOLE CALDO MARE PISCINA ABBRONZATURA PELLE MAMMA FIGLIO INCINTA FETO BIMBO BAMBINO SOLE AMNIOTICO MALE DOLORE UMIDITA FASTIDIO GINECOLOGIALa temperatura del liquido amniotico, che tra le varie funzioni riveste anche quella di mantenere il feto a una temperatura costante, non dipende da fattori esterni. Il caldo eccessivo e i raggi solari diretti sulla pancia, però, andrebbero comunque evitati per evitare un surriscaldamento eccessivo della zona, in particolare nei primi tre mesi quando l’embrione è in fase di formazione. La pancia andrebbe sempre protetta con una crema ad alto fattore protettivo e tenuta fresca con un telo umido o lunghe nuotate in acqua.

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Giornata mondiale contro il cancro: un tumore su tre si può prevenire

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma GIORNATA MONDIALE CANCRO TUMORE PREVENZI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgNella lotta ai tumori sono stati fatti notevoli passi avanti sul fronte della diagnosi e della cura, ma è nell’ambito della prevenzione che è necessario uno slancio maggiore: oltre un tumore su tre si può infatti prevenire proprio attraverso i corretti stili di vita, a partire dall’alimentazione e dal “no” al fumo. E’ il messaggio lanciato in occasione dalla Giornata mondiale contro il cancro, che si celebra il 4 febbraio. Lo slogan dell’edizione 2017 è emblematico: “We can. I can” (“Noi possiamo. Io posso”).

Lotta contro il cancro – Tema del World Cancer Day 2017, promosso dall’Unione internazionale contro il cancro (Uicc), è proprio “combattere il tumore con la prevenzione”, sottolinea la Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt). “Tutti devono prendere parte alla battaglia contro il cancro. Anche una singola persona può infatti fare la differenza, perché è solo attraverso una compatta mobilitazione civile che si può vincere quello che un tempo era chiamato male incurabile”. Oggi infatti, ribadiscono gli oncologi, il cancro è sempre di più una malattia “cronica” con cui si convive e dalla quale si può guarire, tanto che il tasso di guaribilità è passato dal 40% del 2000 al 61% attuale (con punte del 90% per tumore al seno e alla prostata).

Tasso di sopravvivenza – Secondo le ultime stime, l’Italia è ai primi posti, con il 32%, per tassi di sopravvivenza in Europa. Seguono Francia (27%), Germania (31%), Spagna (27%) e Gran Bretagna (18%). L’esercito degli italiani “sopravvissuti” al cancro, inoltre, è ogni giorno più numeroso: erano 2 milioni e 244mila nel 2006, sono oltre tre milioni nel 2016.

I meriti della ricerca – Se la sopravvivenza e la qualità della vita delle persone colpite da forme tumorali sono migliorare così tanto, il merito è della ricerca scientifica. Oggi le diagnosi sono sempre più precoci e con metodiche d’avanguardia come, ad esempio, la biopsia liquida, che consente di rilevare vari tumori da una semplice analisi del sangue. Tra le nuove frontiere terapeutiche un enorme contributo è legato all’immunoterapia, che punta a “risvegliare” il sistema immunitario per combattere il cancro e che ha già dimostrato importanti risultati di efficacia contro varie forme tumorali.

Serve impegno nella prevenzione – Sulla prevenzione, avvertono gli esperti, è invece necessario fare di più. “Il 40% dei casi di tumore può essere evitato grazie alla prevenzione, adottando cioè stili di vita sani”, ha ricordato Carmine Pinto, presidente nazionale dell’Associazione italiana di Oncologia medica (Aiom), sottolineando come “movimento costante, corretta alimentazione e stop al fumo rappresentano proprio i pilastri di un corretto stile di vita”. Ogni anno a più di 12 milioni di persone viene diagnosticato un tumore e 7.6 milioni non riescono a sconfiggere la malattia. Se non si adotteranno iniziative concrete, avverte l’Uicc, si arriverà a 26 milioni di nuovi casi e a 17 milioni di morti entro il 2030, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

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Differenza tra sperma, liquido seminale, plasma seminale e spermatozoi

MEDICINA ONLINE SPERMA LIQUIDO SEMINALE PENIS VARICOCELE HYDROCELE IDROCELE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA LOVE COUPLE FRINEDS LOVCos’è il liquido seminale?
Il liquido seminale è un composto organico di consistenza liquido-albuminosa, generalmente di colore bianco oppure bianco-perlato, con aspetto opalescente o lattescente, che fisiologicamente contiene cellule germinali dette spermatozoi (tranne nei casi patologici di azoospermia) e da altre sostanze di natura organica. Il compito dello sperma è la fecondazione dell’ovulo femminile (gamete femminile) e il processo di espulsione dalle vie genitali è detto eiaculazione. Nel seme sono presenti alcuni ormoni, la cui funzione precisa non è stata ancora determinata.

Composizione del liquido seminale
Il liquido seminale è composto da una parte solida e una parte liquida. La parte cellulare, rappresentata è dagli spermatozoi, mentre la parte liquida è il plasma seminale. La sintesi degli spermatozoi avviene all’interno dei tubuli seminiferi dei testicoli (contributo del 2-5% al volume complessivo dello sperma), mentre il plasma viene prodotto dalle vescicole seminali (contributo del 60-70% al volume spermatico), dalla prostata (20/30%) e in misura inferiore dalle ghiandole bulbo-uretrali (< 1%).

Differenza tra liquido seminale e sperma
Non c’è alcuna differenza tra liquido seminale e sperma: sono sinonimi.

Differenza tra liquido seminale e plasma seminale
La differenza risiede nel fatto che il liquido seminale (cioè lo sperma) è formata dagli spermatozoi e dal plasma seminale. Quest’ultimo è un liquido essenziale per la maturazione, il metabolismo e la vita degli spermatozoi, nonché per la sopravvivenza degli stessi dopo l’eiaculazione (emissione, al culmine dell’atto sessuale (orgasmo), del liquido seminale attraverso l’uretra). Gli spermatozoi sono immersi nel liquido seminale.

Cosa sono gli spermatozoi?
Gli spermatozoi rappresentano le cellule riproduttrici maschili, prodotte nei testicoli ed immerse nel plasma seminale. Una volta rilasciate in vagina tramite l’eiaculazione, insieme alle altre componenti dello sperma, risalgono l’apparato riproduttivo femminile per fecondare la cellula uovo e dare l’avvio ad una gravidanza.

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Candida: 8 donne su 10 rinunciano al sesso a causa di questo fungo

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di solito non crea disturbi, ma talvolta prende il sopravvento quando l’organismo è debilitato (adesempio dopo una cura antibiotica). Secondo recenti statistiche, costituisce tra le maggiori cause che fanno rinunciare le donne al rapporto sessuale. Molto spesso, infatti, il fungo oltre ad essere estremamente fastidioso, fa diminuire il desiderio e influisce negativamente non solo sulla vita di coppia ma anche sulla qualità della vita nel suo complesso. E non è tutto: molte donne affermano che anche il partner ha avuto problemi con l’infezione da candida. Infatti il fungo crea facilmente il cosiddetto effetto ping-pong nella coppia, rimbalzando continuamente da lei a lui e viceversa.

I sintomi della candida

I sintomi della candidosi sono riconoscibili da prurito molto intensoperdite vaginali biancastre di consistenzasemisolida , leggero arrossamento ed edema dei genitali esternifastidio durante i rapporti sessuali e secchezzavaginale.   

Le cause della candida

Le cause più frequenti alla base di questa patologia possono essere diverse:

  • spesso la candida è causata da un abbassamento delle difese immunitarie dovuto da più fattori (la somministrazione di vaccini, l’assunzione prolungata di farmaci e antibiotici, cicli di terapie a base cortisonica o il decorso di una malattia debilitante);
  • a volte la candida è causata da una cattiva alimentazione, che provoca un’alterazione della flora batterica: una dieta squilibrate e troppo ricca di zuccheri e lieviti , ad esempio, può indebolire l’organismo e renderlo più esposto al rischio di infezioni;
  • altre volte la candida è dovuta ad alcune abitudini personali che alterano l’ecosistema vaginale e quindi essere causa dell’infezione: indossare capi intimi sintetici o troppo stretti, usare prodotti per l’igiene sbagliati e persino il cloro delle piscine;
  • in alcuni casi la candida può essere causata da stress o dall’inquinamento;
  • altre volte la candida può essere anche la manifestazione di un diabete mellito non diagnosticato.

Ad essere soggette alla candida, infine, sono le ragazze in pubertà, a causa dei cambiamenti ormonali che possono rendere le ragazze maggiormente soggette alle infezioni e le donne in gravidanza.

Consigli per prevenire la candida

  • Per prima cosa gli esperti raccomandano di lavare bene la zona intima con detergenti a pH fisiologico il più possibile vicino a quello delle mucose (pH 4 o 5); evitare quanto più possibile saponi e prodotti troppo aggressivi o deodoranti che oltre ad alterare l’acidità potrebbero provocare ulteriori infiammazioni.
  • Indossare sempre una biancheria intima non sintetica.
  • Seguire una dieta equilibrata ricca di frutta e verdura che regolarizzi l’intestino e rafforzi il sistema immunitario.
  • Utilizzare sempre il profilattico durante i rapporti sessuali.
  • Consultare subito il medico di fiducia o al ginecologo quando si notano i sintomi tipici della candida Lo specialista saprà consigliare la terapia adeguata sotto forma di ovuli, creme o lavande.

Come si cura la candida

La cura è basata di solito su antimicotici da assumere per via orale o tramite l’applicazione di ovuli e creme antifungineIn generale è consigliato anche rafforzare le difese immunitarie e mantenere in buona salute la flora batterica intestinale con un’alimentazione ricca di vitamine, minerali, antiossidanti fibre e yogurt ricchi di fermenti.

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Alga bruna o fucus per dimagrire: proprietà e controindicazioni

MEDICINA ONLINE DIMAGRIRE ALGA INTEGRATORE ESTRATTO DIETA PANCIA BRUCIA GRASSI DONNA CONTROINDICAZIONI PROPRIETA A CHE SERVE MARE.jpgL’alga bruna (Fucus vesiculosus), detta anche quercia marina o alga fucus, è un’alga che cresce lungo le coste dei mari del Nord Europa. In fitoterapia, le proprietà dell’alga fucus per dimagrire sono note e sfruttate da molto tempo soprattutto dalla medicina orientale. Spesso il suo estratto viene utilizzato per la formulazione di integratori naturali coadiuvanti delle diete dimagranti. Tuttavia, la medicina occidentale non riconosce a questo rimedio tutte le potenzialità note in Oriente, dove questo prodotto è anche consigliato per trattare alcune problematiche gastrointestinali e per favorire l’eliminazione della cellulite.

Proprietà benefiche

Il fucus è un’alga dalle foglie appiattite e allungate, ricca di iodio. In fitoterapia, si usa il tallo, che corrisponde all’intero corpo vegetativo dell’alga, dopo l’avvenuta essiccazione. È utilizzata prevalentemente nella produzione di integratori naturali coadiuvanti delle diete dimagranti e di cosmetici naturali finalizzati a combattere la cellulite. Ma vediamo più nel dettaglio le proprietà dell’alga bruna.

Allevia i dolori articolari

Il fucus vesiculosus è un’alga bruna già conosciuta al tempo dei Romani per alleviare i comuni dolori articolari attraverso degli impacchi. Ancora oggi l’alga bruna si utilizza per il trattamento delle distorsioni e delle articolazioni infiammate. Inoltre, dona sollievo per i dolori reumatici dovuti all’artrite reumatoide.

Fa bene alla tiroide

Una tiroide che lavora poco rallenta il metabolismo del corpo, il drenaggio dei liquidi, il ricambio cellulare e anche le attività mentali. Numerosi studi hanno confermato lo stretto legame tra il consumo dell’alga bruna e il funzionamento della tiroide. Sembra infatti che il contenuto di vitamine e aminoacidi dell’alga siano in grado di stimolare la funzionalità di questa ghiandola.

Aiuta a dimagrire

Grazie alla struttura mucillaginosa dei talli del fucus, l’alga bruna è indicata nelle diete per dimagrire, nel contesto di un regime alimentare ipocalorico e bilanciato, abbinato a un regolare e costante esercizio fisico in soggetti in sovrappeso od obesi. Inoltre, l’alga bruna ha la capacità di gonfiare lo stomaco e placare in poco tempo il senso di fame.

Agisce da lassativo

L’alga bruna favorisce la digestione e il transito intestinale in genere. Grazie all’alto contenuto di mucillagini che facilitano la peristalsi, cioè il movimento delle pareti intestinali, e di conseguenza l’evacuazione, il fucus è un buon rimedio naturale lassativo.

Anticellulite

Aumentando l’attività del metabolismo è possibile non solo bruciare più in fretta i grassi in eccesso, ma anche eliminare i ristagni dei liquidi. L’alga bruna, infatti, viene spesso utilizzata per contrastare obesità, ritenzione idrica e cellulite. Questo perchè l’alga è ricchissima di iodio, un oligoelemento che stimola il metabolismo basale e combatte l’adipe localizzato.

Riduce il colesterolo

Secondo recenti studi, ancora non del tutto confermati, sembra che chi assume l’alga bruna nel tempo possa veder ridurre i livelli di colesterolo nel sangue. Quest’alga sarebbe infatti in grado di ridurre l’assorbimento di questo grasso aumentando la capacità di espellerlo da parte dell’organismo.

Valori nutrizionali

VALORI QUANTITÀ (in 100 gr di alga bruna)
Calorie 43 kcal
Acqua 81.58 g
Grassi 0.56 g
Carboidrati 9.57 g
Proteine 1.68 g
Fibre 1.3 g
Zuccheri 0.6 g
Calcio 168 mg
Sodio 233 mg
Fosforo 42 mg
Potassio 89 mg
Ferro 2.85 mg

Dosaggi ed uso

In commercio, l’alga bruna può essere trovata sotto forma di estratto secco, capsule, compresse, scaglie e tintura madre. Può essere utilizzata sia per un uso esterno, in particolare nei prodotti di bellezza adatti a contrastare la cellulite, oppure per uso interno. Vediamo i vari usi e dosaggi.

Uso interno

Se si sceglie di assumere l’alga bruna per via interna, sotto forma di capsule, generalmente la dose consigliata è di 1 compressa al giorno, preferibilmente da assumere a colazione per poter fruire della capacità della pianta di risvegliare ed accelerare il metabolismo.

Uso esterno

Per via esterna, l’alga bruna si può utilizzare per fare degli impacchi contro la cellulite, ma anche per lenire la pelle arrossata e infiammata aumentando la rigenerazione cellulare e la guarigione di piccole ferite. In questo caso, può essere utile preparare una tisana con le indicazioni riportate sotto.

Tisana

La tisana di alga bruna è il modo migliore per ottenere dei benefici dimagranti, per favorire il drenaggio dei liquidi ma anche per fruire delle sue virtù lassative. Per prepararla è necessario utilizzare circa 20 grammi di alga ogni 200 ml di acqua. Il composto dovrà bollire per 10 minuti e poi lasciato raffreddare per altri 10 minuti prima di filtrare e bere. Si può scegliere di associare al fucus anche altri rimedi naturali così da agevolare ulteriormente la perdita di peso e combattere la ritenzione idrica.

Tintura madre

Del Fucus vesiculosus tintura madre, invece, generalmente si consigliano dalle 30 alle 50 gocce una volta al giorno, sempre meglio al mattino vista l’attività positiva di questa alga nel risvegliare il metabolismo corporeo. In caso di trattamento prolungato nel tempo, è preferibile non superare i 120 mg di iodio al giorno.

Controindicazioni ed effetti collaterali

In genere, seguendo i dosaggi consigliati, il fucus è ben tollerato da tutti. Tuttavia, a causa dell’alto contenuto di iodio, l’alga bruna presenta delle controindicazioni nei casi di presunta alterata funzionalità della tiroide, soprattutto in coloro che soffrono di ipertiroidismo. È poi sconsigliata l’assunzione anche alle persone cardiopatiche, specie se affette da tachicardia, fibrillazione atriale o ipertensione arteriosa.

L’alga bruna è da evitare soprattutto in gravidanza e allattamento poiché potrebbe essere interessata dalla presenza di metalli pesanti. Inoltre, l’apporto giornaliero di iodio va limitato, si raccomanda quindi di non assumere più di 250 mg di polvere di fucus al giorno per periodi di lunga durata.

Tra gli effetti indesiderati legati al consumo prolungato dell’alga bruna può riconoscersi un’ipersensibilità o un ipertiroidismo con palpitazioni, stress e insonnia. Assumere troppo iodio può, a sua volta, provocare lesioni della pelle, sviluppo di acne, salivazione abbondante o irritazioni gastriche.

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Differenza tra strabismo ed occhio pigro (ambliopia)

MEDICINA ONLINE MUSCOLI NERVI OCULARI OCCHI RETTO LATERALE MEDIALE SUPERIORE INFERIORE OBLIQUO SUPERIORE INFERIORE OCCHIO VISTACon “strabismo” (in inglese “strabismus”) si intende un disturbo oculistico con deviazione degli assi visivi causata da un malfunzionamento dei muscoli oculari estrinseci che può non dare conseguenze evidenti ma che spesso porta alla perdita di un importante indizio di profondità e a diplopia (visione doppia). Infatti la differenza tra le due immagini dei due occhi permette al sistema nervoso di valutare la distanza degli oggetti, purché queste due immagini siano simili abbastanza da venire associate. Quando questa capacità di rilevare profondità è presente si dice che c’è stereopsi. Per approfondire: Strabismo convergente, divergente, paralitico: sintomi, cause, cure

Con “occhio pigro” (anche detto “ambliopia”) si intende una malattia degli occhi e dell’apparato visivo che interessa quasi sempre un solo occhio, estremamente frequente e che colpisce soggetti in età pediatrica.
L’effetto principale è un comune deficit dell’acutezza visiva, non riconoscibile dai genitori senza una visita medica oculistica, e si considera ambliope un occhio che abbia almeno una differenza di 3/10 rispetto all’altro, oppure un visus inferiore ai 3/10. Ne è affetto circa il 2% di tutta la popolazione e il 4-5% dei bambini; essa è considerata una delle prime cause di deficit visivo e cecità nei giovani sotto i 20 anni. Una diagnosi ed una terapia precoce (non oltre i 5-6 anni e possibilmente prima dei 4) possono, nella maggioranza dei casi, curare la patologia e prevenirne i disturbi permanenti in età adulta. In generale, l’ambliopia non peggiora in età adulta perché, semplificando, lo sviluppo alterato della vista che porta a deficit visivo si è ormai instaurato ed è progredito durante tutta l’infanzia. Perciò è da escludersi l’ipotesi di una ulteriore perdita di decimi in età adulta, mentre è vero che l’ambliopia si stabilizza in modo permanente al termine della cosiddetta “età plastica” (intorno agli 8-10 anni), in cui il bambino sviluppa tutte le sue funzioni organiche.  In età adulta, il cervello è ormai abituato a ricevere la visione da entrambi gli occhi e non può più ignorare l’immagine proveniente dall’occhio deviato, per cui lo strabismo provoca diplopia (visione doppia) e non più ambliopia. Per approfondire: Ambliopia (occhio pigro) in bambini e adulti: cause, sintomi test, cure

Ricapitolando: lo strabismo comporta deviazione degli assi visivi, mentre l’occhio pigro comporta deficit visivo in un occhio che abbia almeno una differenza di 3/10 rispetto all’altro, oppure un visus inferiore ai 3/10.

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