Volete perdere peso? Allora spogliatevi!

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO OBESITA GRASSO SOVRAPPESO DIETA DIMAGRIRE METRO ADDOME PANCIA GRASSOAvete sperimentato diete ferree e massacranti esercizi fisici senza successo? Provate a stare al freddo. La regolare esposizione a temperature più basse di quanto siamo abituati potrebbe rivelarsi un modo salutare ed efficace per dimagrire. Lo affermano scienziati dell’University Medical Center di Maastricht su Trends in Endocrinology & Metabolism del 22 gennaio.

Bruciare più calorie

La spiegazione fornita dai ricercatori è semplice: quando ci si trova in un ambiente freddo, il nostro organismo deve bruciare molte più calorie per mantenere l’omeotermia (dal greco: omòs = uguale; termos = calore) cioè la condizione caratteristica di quegli animali in grado di mantenere costante la propria temperatura corporea. Il processo è regolato dal tessuto adiposo bruno, che si attiva quando diminuisce la temperatura esterna, sfruttando i lipidi per produrre il calore sufficiente a proteggerci dal freddo. Il team olandese ha scoperto che, diversamente da quanto si riteneva finora, questo tessuto è presente non solo nei neonati, ma anche nelle persone adulte. E che quando interviene per generare calore, sottrae fino al trenta per cento di calorie nel bilancio energetico dell’organismo.
Sempre secondo lo studio dei ricercatori olandesi, rimanere sei ore al giorno a temperature più basse per un lungo periodo di tempo, non solo favorisce l’aumento del tessuto adiposo bruno (quello che fa dimagrire), ma avrebbe anche altri effetti benefici. Primo tra tutti, abituare il corpo al freddo e agli sbalzi termici così da non beccarsi un raffreddore ogni volta che si esce all’aperto d’inverno.

La ricerca giapponese

Una conferma sperimentale è arrivata dal Giappone: alcuni scienziati hanno verificato che individui esposti almeno due ore al giorno a una temperatura di diciassette gradi hanno ottenuto una notevole diminuzione del grasso corporeo. Per la maggior parte delle persone che, tra casa e ufficio, passano quasi il novanta per cento del tempo al chiuso, variare la temperatura dell’ambiente più volte durante la giornata potrebbe dunque aiutare a perdere peso. E se ci si trova in un luogo, come appunto il posto di lavoro, dove non è possibile regolarla a piacimento senza suscitare le ire dei colleghi, allora l’alternativa è spogliarsi. Ovviamente non fino al punto da farsi venire i brividi: non c’è bisogno di sperimentare un clima polare, basta una leggera sensazione di freddo!

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Le bibite light fanno dimagrire o ingrassare?

Le bibite light (o diet, o dietetiche) sono alimenti che hanno un sapore dolce pur non avendo le stesse calorie di una bibita dallo stesso sapore ma non light. In teoria sembrerebbero essere l’uovo di Colombo per chi vuole dimagrire, ma non è tutto oro ciò che luccica: le bibite light fanno davvero dimagrire o fanno addirittura ingrassare?

Brutte notizie per gli appassionati di bevande diet

Dalla Bloomberg School of Public Health della Johns Hopkins University arriva un monito: non crediate che le bevande light, con poche o nessuna caloria, siano un viatico per dimagrire, semmai è vero il contrario. Basandosi sui dati del National Health and Nutrition Examination survey, i ricercatori hanno esaminato i modelli nazionali di consumo di bevande, l’introito calorico e il peso corporeo riferiti a un significativo campione della popolazione adulta, composto da quasi 24.000 individui, appurando che le persone obese o in sovrappeso che bevono regolarmente bevande dietetiche assumono più calorie dal cibo rispetto a coloro che scelgono le bibite normali o altri tipi di bevande zuccherate.

Il dolcificante aumenta il desiderio di calorie

La promessa di abbattere l’introito calorico senza rinunciare al piacere delle bollicine, quindi, resterebbe soltanto una chimera. Eppure a livello commerciale pare funzionare egregiamente, se è vero che il consumo di bibite “diet” è passato dal rappresentare il 3% del mercato nel 1965 al 20% di oggi. Ma qual è la ragione del paradosso? Dal momento che chi si rivolge a questi prodotti ha in genere un indice di massa corporea superiore alla media e consuma più snack rispetto a chi beve bibite zuccherate, deve esserci qualcosa nei dolcificanti utilizzati che aumenta il desiderio di cibi più calorici.

Il “finto dolce” inganna il cervello

Già altre ricerche precedenti avevano evidenziato che i dolcificanti artificiali, presenti in dosi massicce nelle bibite dietetiche, sono associati con una maggiore attivazione di centri di ricompensa del cervello, alterando così la soddisfazione che una persona trae dal gusto dolce. In altre parole, tra le persone che bevono bibite con edulcoranti, i sensori del cervello preposti a riconoscere il gusto dolce non riescono a fornire un indicatore affidabile del consumo di energia: il dolcificante artificiale interferisce con il controllo dell’appetito. Il “finto dolce” non dà lo stesso senso di appagamento e di sazietà del dolce vero, perciò spinge a cercare più calorie dal cibo solido. 

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Una pillola che in pancia diventa un palloncino: nuova cura contro l’obesità

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DIMAGRIRE GRASSO DIETA DIETOLOGIA CALORIE IPOCALORICA OBESO OBESITA SOVRAPPESO KGUna pillola con un palloncino dentro in aiuto dei bambini in sovrappeso. E’ la metodica utilizzata per la prima volta in campo pediatrico al Bambino Gesù di Palidoro (Roma) con cui si potrà posizionare un palloncino anti-obesità nello stomaco, semplicemente ingoiando una pillola. In Italia il 25% dei bambini è in sovrappeso, mentre il 13% è addirittura obeso. Non sempre, purtroppo, le strategie dietetiche e comportamentali riescono a risolvere il problema, per cui si rendono necessari trattamenti non convenzionali. Tra questi, il metodo meno invasivo prevede l’inserimento di un palloncino che viene gonfiato all’interno dello stomaco per indurre il senso di sazietà e aiutare così il paziente a seguire una dieta più corretta e dimagrire in maniera significativa. Fino a poco tempo fa – spiega una nota del nosocomio pediatrico – questi palloncini venivano inseriti per via endoscopica, ma oggi è disponibile una procedura alternativa che permette al paziente di inghiottire semplicemente una pillola.

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Dieta DASH per dimagrire e abbassare la pressione: come funziona, pro e contro ed esempio di menù

La dieta DASH (dove la sigla DASH sta per Dietary Approaches to Stop Hypertension = approcci dietetici per bloccare l’ipertensione) è un programma alimentare ideato e promosso da un dipartimento medico statunitense soprattutto per arginare e prevenire il diffuso problema dell’ipertensione arteriosa. L’idea è che una dieta ricca di alimenti quali frutta, verdura e cereali integrali e povera di cibi grassi e ricchi di sale e zuccheri, possa far perdere peso in modo sano e al tempo stesso contribuire a prevenire e curare numerose patologie, come i problemi cardiovascolari, l’ipertensione, l’ipercolesterolemia, il diabete, il cancro. E’ dunque un programma nutrizionale consigliato non solo a chi deve dimagrire, ma anche a chi desidera mangiare bene per rimanere in salute.

Una dieta ipolipidica
La Dieta DASH può rientrare nel gruppo delle diete ipolipidiche, poiché prevede un apporto di lipidi leggermente ridotto rispetto alle quantità in genere previste: un eccessivo consumo di grassi infatti, oltre ad apportare spesso troppe calorie nel menù, è anche responsabile dell’accrescimento dei fattori di rischio nei confronti dei disturbi citati nel precedente paragrafo. La Dieta DASH può anche essere definita iposodica, dal momento che prevede un’assunzione limitata di cloruro di sodio, e questo la rende perfetta per chi soffre di pressione arteriosa alta o desidera prevenirla. Dal momento che limita anche l’assunzione di zuccheri, è utile anche nella prevenzione del diabete di tipo 2.

Come funziona la dieta DASH?
La dieta DASH prevede una ripartizione giornaliera di macronutrienti che rispecchia molto quella raccomandata dalle attuali linee guida nutrizionali, e cioè:

  • 55% di carboidrati complessi;
  • 18% di proteine;
  • 27% di grassi.

La quantità di grassi prevista dalla dieta DASH è leggermente inferiore a quella generalmente raccomandata, che si aggira sul 30/35%; ma soprattutto, va detto che i grassi saturi rappresentano solo una minima parte di questa percentuale, (circa il 6%), mentre invece viene dato più spazio ai grassi benefici e utili al cuore, quali quelli contenuti ad esempio nella frutta secca o nell’olio extravergine d’oliva.

Leggi anche: Differenza tra dietologia, alimentazione e nutrizione

Limitare il sale
La dieta DASH prevede un limite massimo giornaliero di sodio rapportato alle esigenze fisiche di chi la segue: per chi già soffre di ipertensione arteriosa, viene suggerita una quantità giornaliera di sale pari o inferiore a 1500 mg, mentre per chi non ne soffre viene consigliato un massimo di 2300 mg. E’ da tenere presente che la maggior parte delle persone in genere supera ampiamente questi limiti, arrivando tranquillamente ad un consumo giornaliero di sodio che si aggira sui 3000-4000 mg. Nel corso di questa dieta bisogna non solo evitare di utilizzare troppo sale nei condimenti, ma anche prestare attenzione al sodio nascosto negli alimenti preconfezionati.

I principi su cui si fonda la dieta DASH 

  1. incrementare gradualmente il consumo di cibi quali frutta e verdura, e consumare cereali integrali anziché raffinati;
  2. preferire pesce e carne bianca magra (senza eccedere nel consumo) ed evitare/limitare al massimo la carne rossa;
  3. limitare al massimo il consumo di sale, anche di quello contenuto nei cibi preconfezionati;
  4. limitare il consumo di cibi ricchi di grassi, specialmente quelli saturi e trans: optare ad esempio per formaggi magri e latte scremato, ed evitare alimenti come il burro;
  5. assumere una sufficiente quantità di legumi e frutta secca;
  6. evitare/limitare al massimo i cibi ricchi di zuccheri, quali le bibite gasate, i dolciumi, lo zucchero per dolcificare;
  7. consumare cibi ricchi in magnesio, calcio e potassio;
  8. praticare una discreta dose di attività fisica, per almeno 3 volte a settimana;
  9. ridurre o gestire meglio lo stress;
  10. evitare vizi come quello del fumo e dell’alcol.

Quante calorie nella dieta DASH?
Le calorie previste dalla dieta DASH variano ovviamente in base alle esigenze fisiche di ciascuno: se è vero che il programma base ne prevede 2000 suddivise in più pasti, ci sono a disposizione delle varianti ipocaloriche per chi deve anche perdere peso (1400, 1600 calorie).

Evidenze scientifiche
La dieta DASH, pur riproponendo delle regole nutrizionali già conosciute, è il risultato di uno studio medico del National Heart, Lung, and Blood Institute (NHLBI), che è durato anni e che ne ha sperimentato gli effetti su un nutrito gruppo di volontari. Gli studi chiave all’interno di questa ricerca sono stati due, e diverse le varianti della dieta testate. I risultati ottenuti hanno mostrato che un programma alimentare di questo genere è in grado di ridurre i  valori della pressione arteriosa in presenza di uno stato di ipertensione moderata (massima

Pro e contro della dieta DASH

  • Pro: la dieta DASH non è una dieta che elimina completamente una o più categorie di cibi, ma un programma alimentare che suggerisce di incrementare il consumo di alcuni (frutta, verdura, cereali integrali) limitando al contempo quello di altri: i due punti sono strettamente connessi tra loro, perché aumentando la quantità assunta di cibi ricchi di fibre e nutrienti si diminuisce automaticamente lo spazio a disposizione per quelli meno sani. Propone delle modifiche allo stile di vita senza dubbio fattibili.
  • Contro: la dieta DASH non presenta particolari controindicazioni. E’ chiaro che, come per tutte le cose, bisogna abituarsi gradualmente ai cambiamenti che propone, imparando a dosare sale e zuccheri e a limitare il consumo dei cibi grassi che tanto ci piacciono. Purtroppo non esiste la bacchetta magica, e se si desidera dimagrire e rimanere in salute qualche sacrificio bisogna per forza metterlo in conto!

Conclusioni
La dieta DASH costituisce un modello alimentare equilibrato e da seguire per la vita. Suggerisce dei cambiamenti graduali e duraturi, che magari non consentono una perdita di peso rapida quanto quella indotta dalle diete iperproteiche, ma senza dubbio si tratta di un calo ponderale sano e potenzialmente definitivo; a patto di non ricadere nelle vecchie abitudini una volta raggiunti gli obiettivi di peso prefissi. La dieta DASH educa a mangiare bene e a imparare a prestare maggiore attenzione alle etichette nutrizionali degli alimenti che si acquistano, cercando di prediligere i cibi naturali, poveri di grassi, senza sodio e zuccheri aggiunti. Si tratta, perciò, di un regime che permette non solo di dimagrire, ma anche di donare al proprio corpo uno stato di benessere psico-fisico ottimale, aiutandolo nella prevenzione delle patologie più comuni e del cancro. Dal mio punto di vista: se eseguita sotto controllo medico è da consigliare!

Esempio di menù

Colazione: cereali integrali,  1 banana, 1 tazza di latte scremato, 1 fetta di pane integrale, 1 bicchiere di succo d’arancia.

Pranzo: pollo, 1 fetta di pane integrale, un’insalata mista condita con un cucchiaio di olio extravergine o di semi di girasole Merenda: qualche frutto secco e uno yoghurt magro senza aggiunta di zucchero; in sostituzione, un frutto.

Cena: riso integrale, spinaci, 1 pezzetto di formaggio, 1 frutto.

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Obesità: l’eccesso di grasso aumenta il rischio di osteoporosi

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO OBESITA GRASSO SOVRAPPESO DIETA DIMAGRIRE METRO ADDOME PANCIA GRASSOL’eccesso di grasso intorno alla pancia è stato recentemente identificato come un fattore di rischio per la perdita di massa ossea; adesso un nuovo studio pubblicato sulla rivista Radiology ha dimostrato che anche l’eccesso di grasso al fegato e nei muscoli è pericoloso e dannoso per la salute delle ossa. La ricerca rivela che le persone obese con livelli più elevati di grassi nel fegato, nei tessuti muscolari e nel sangue hanno anche una maggior quantità di grasso nel midollo osseo. Caratteristica che incrementa le probabilità di soffrire di osteoporosi. “Un tempo si riteneva che l’obesità avesse un effetto protettivo contro la perdita di massa ossea – ha detto l’autrice principale dell’indagine Miriam A. Bredella del Massachusetts General Hospital – abbiamo scoperto che non è affatto così”. Dai risultati della ricerca che ha coinvolto 106 uomini e donne obesi tra 19 e 45 anni è emerso che chi possiede livelli di grasso maggiori nel fegato e nei muscoli ha anche livelli più alti di grasso nel midollo osseo con conseguente rischio in più di fratture, indipendentemente dall’indice di massa corporea, dall’attività fisica e dall’età.

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I-Lipo: il laser non invasivo per sciogliere il tuo grasso

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA NUDA BELLA CORPO ESTETICA BELLEZZA FISICO MAGRAI-Lipo è il più innovativo laser per la lipolisi che ti offre la possibilità di perdere centimetri e rimodellare il corpo senza dolore e Continua a leggere

La Cavitazione Medica: straordinaria tecnica per combattere efficacemente cellulite, adiposità localizzate e rilassamento cutaneo

MEDICINA ONLINE MEDICINA ESTETICA BELLEZZA DONNA BELLA MAGRA PELLE NUDA SEXY CORPOCellulite, adiposità localizzate e rilassamento cutaneo: quante di voi non hanno almeno uno di questi problemi? I ritmi stressanti, l’alimentazione non corretta, i problemi di circolazione, la poca attività fisica e la componente genetica. Tutto ciò influisce sulla nostra pelle, sulla sua compattezza ed elasticità. Il risultato? Perdita di tono, cuscinetti indesiderati, smagliature e fastidiosa buccia d’arancia. La soluzione più efficace potrebbe sembrare la liposuzione, in realtà c’è un’altra tecnica, decisamente molto meno invasiva e non chirurgica, che dà ottimi e duraturi risultati: la cavitazione medica. Ne avevo già parlato qui nel blog, ma visto l’importanza di questa tecnica nell’ambito della medicina estetica, mi sembra opportuno riparlarne!

La cavitazione medica: cos’è?
La cavitazione medica è un trattamento non chirurgico e non invasivo, finalizzato a ridurre lo spessore delle adiposità localizzate presenti in qualsiasi parte del corpo attraverso l’utilizzo di ultrasuoni a bassa frequenza. Mediante tale tecnica il rimodellamento del corpo è ottenuto grazie ad un sistema a ultrasuoni progettato per fare “implodere”, e successivamente eliminare, le cellule adipose.

Una tecnica relativamente recente
Conosciuta in passato con il termine ILCUS (idro-lipo-clasia-ultrasonica), la cavitazione medica è una metodica relativamente recente: nel 1986 iniziò a essere utilizzata per facilitare la penetrazione di sostanze cosmetologiche attraverso la cute. Successivamente nel 1988 il prof. Ceccarelli ipotizzò l’effetto classico degli ultrasuoni e nel 1989 per la prima volta tale tecnica venne impiegata per la riduzione di lipomi soprafasciali dal prof. Chimenti presso l’Università dell’Aquila. Nel 1993 la cavitazione medica fu poi introdotta ufficialmente come metodo classico in medicina estetica nel trattamento dell’adiposità localizzata in eccesso.

La cavitazione medica: come avviene?
La cavitazione medica avviene mediante un macchinario brevettato, dotato di uno speciale manipolo, attraverso cui vengono convogliati all’interno della massa grassa sottocutanea ultrasuoni a bassa frequenza, che inducono fenomeni termici, meccanici e di “cavitazione”.
In particolare l’effetto termico aumenta la microcircolazione e il volume delle cellule adipose mentre gli effetti meccanico e di cavitazione provocano la formazione di microbolle all’interno degli adipociti che, implodendo, lasciano fuoriuscire gli acidi grassi che contengono. Tali grassi, grazie alla pressoterapia o al massaggio linfodrenante che si effettua dopo la cavitazione, vengono convogliati verso il circolo linfatico e venoso, per poi venire espulsi tramite le urine. Dopo il trattamento, la zona può apparire “svuotata” (visto che i grassi sono stati rimessi in circolo), quindi io effettuo spesso una seduta di radiofrequenza monopolare che permette alla pelle di tornare subito in tensione.

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Durata del trattamento e risultati
Ciascun trattamento dura circa 20 minuti (ma il tempo varia in funzione della zona da trattare) ed è importante, una volta finita la seduta, bere molta acqua e – se il caso specifico lo richiede – utilizzare una guaina compressiva, a eventuale rilascio di sostanze drenanti, per favorire la circolazione linfatica. I primi risultati sono già visibili dalla prima seduta, ma diventano macroscopici generalmente dalla terza seduta – normalmente un ciclo di cavitazione varia da 8 a 12 – anche se ciò è molto soggettivo e dipende ovviamente dalla situazione di partenza del paziente. Correggere, contemporaneamente, eventuali errori di alimentazione e aumentare leggermente l’attività fisica, aiuta poi a rendere tali risultati più rapidi e duraturi. Le sedute sono intervallate generalmente una settimana una dall’altra.

La cavitazione medica: per tutti?
La cavitazione medica, la cui sicurezza è garantita da medici professionali e da apparecchiature di ultima generazione, è indicata per persone adulte e in buono stato di salute che presentano adiposità localizzate in varie zone del corpo: braccia, addome, fianchi, glutei, gambe. Non è invece consigliata a chi soffre di particolari patologie del sistema immunitario, nei casi di dislipidemie croniche, malattie del fegato, del cuore, dei reni e dell’apparato urinario, della tiroide, disordini della coagulazione, tromboflebiti, connettivopatie, né a pazienti che assumono farmaci liposolubili, antinfiammatori e antitumorali, ai portatori di pacemaker o protesi di qualsiasi genere, incluse le protesi acustiche, ai pazienti trapiantati, alle donne in gravidanza, o che utilizzano la spirale (se deve essere trattata la zona addominale). Non va inoltre effettuata sulla cute lesa.

Leggi anche: Cavitazione medica: gravidanza ed altre controindicazioni

Quali sono le differenze tra cavitazione medica e la cavitazione fatta dall’estetista?
Questo è un punto critico che fa la differenza tra una cavitazione efficace ed una che serve veramente a poco. A tale proposito vi consiglio vivamente di leggere questo articolo: Quali sono le differenze tra la cavitazione fatta dal medico e quella fatta dall’estetista?

Dopo quanto si vedono i risultati?
I primi risultati sono visibili già il giorno dopo la prima seduta e diventano sempre più visibili continuando il ciclo completo di trattamenti.

Quale strumento uso?
Uso MEDICELL della AMI, uno strumento made in Italy usato in tutto il mondo. Grazie all’innovativa tecnologia della Cavitazione Stabile, Medicell è la soluzione ideale per il trattamento dei pannicoli adiposi e come coadiuvante nel trattamento della cellulite, senza interventi in sala operatoria. Costituisce l’unica valida alternativa alla liposuzione chirurgica tradizionale ed ai vecchi sistemi in uso: senza incisione, senza cannule, senza bendaggi, senza anestesia, senza ricovero e quindi senza convalescenza post operatoria. Medicell permette di trattare aree localizzate con grande velocità ed efficacia, in assoluta sicurezza, garantendo risultati efficaci, comprovati da studi e ricerche di prestigiose Università Italiane. Medicell è indicato per:

  • Rassodamento.
  • Cellulite.
  • Body contouring.
  • Accumuli adiposi.
  • Massaggio connettivale.

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Le dieci diete più strane (e pericolose) al mondo

medicina-online-dott-emilio-alessio-loiacono-medico-chirurgo-roma-dieci-diete-piu-strane-pericolose-riabilitazione-nutrizionista-medicina-estetica-cavitazione-radiofrequenza-ecografia-pulsata-macchieEcco a voi una classifica semi-seria di alcune diete che girano per il mondo e sono diffuse nel web. Statene alla larga perché – se seguite alla lettera – possono rappresentare una seria minaccia per la vostra salute!

1) Dieta di Horace Fletcher: la dieta inventata da Horace Fletcher – soprannominato “il grande masticatore – prevede che una persona debba masticare ogni boccone 32 volte (con un ritmo di
circa 100 atti masticatori al minuto) tenendo la testa inclinata in avanti. Quando la masticazione è completa, la testa viene inclinata all’indietro, consentendo al contenuto nella bocca di scivolare verso il basso in gola. In fondo questa dieta ridicola non è pericolosa per la salute, anzi sicuramente masticare bene è importantissimo per una buona digestione, ma i vostri pasti durerebbero ore e non perdereste peso.

2) Dieta del cavolo: la dieta del cavolo è veramente da pazzi: per 7 giorni dovrete mangiare solo zuppa di cavolo; perderete liquidi e non grassi ma in compenso soffrirete parecchio di aerofagia, contenti voi!

3) Dieta paleolitica: il principio contenuto in questa dieta consiste nel ritornare alla preistoria alimentare, mangiando alimenti semplici e non trattati; questa alimentazione infatti manterrebbe l’uomo sano dalle varie malattie dell’epoca moderna; i paleolitici moderni si cibano di carne magra, pesce, verdure, frutti, radici e noci, ed esclude grano, legumi, prodotti lattiero-caseari, sale, zucchero raffinato, oli e trasformati. Detta tra noi questa dieta non è proprio del tutto da deridere: ha anche spunti interessanti.

4) La dieta del fruttarianesimo:  si basa nel mangiare solo ed esclusivamente frutta in virtù di un ritorno biblico alle nostre origini in cui Adamo ed Eva mangiavano solo frutta! Oltre a creare diverse carenze organiche crea anche un vero e proprio allontanamento e disagio sociale. Pensate che questa dieta non sia ancora sufficientemente strana e troppo poco “cattolica”? Leggete la prossima.

5) La dieta della Bibbia: con questa si raggiunge il top della “catto-alimentazione”; si fonda sul concetto che alcuni alimenti sono vietati in quanto incompatibili con i precetti religiosi cattolici. La dieta biblica si sviluppa in tre fasi: nella prima fase alimenti da rifiutare in maniera categorica sono carni di maiale, pancetta, struzzo, prosciutto, salsicce e tutti i derivati della carne. In seguito possono essere reintrodotti ma con moderazione; alimenti invece da abolire completamente sono i frutti di mare come la frittura di pesce, gli impanati di pesce, l’anguilla, lo squalo, il granchio, vongole, ostriche, cozze, aragoste, scampi. Prima di ogni pasto dovete pregare per cinque minuti e così ogni volta che viene fame! Anche in questo caso il concetto di stare alla larga da pancetta, salsicce e fritture di pesce non è del tutto errato.

Leggi anche: I venti cibi più disgustosi del mondo

6) Dieta shangri-la: in tale assurda dieta – che vorremmo fare tutti noi – non c’è nulla di vietato ed è possibile mangiare di tutto accompagnando la vostra giornata bevendo di tanto in tanto acqua zuccherata: questo dovrebbe farvi arrivare ai pasti più sazi e quindi portarvi a perdere peso avendo meno fame. Seguite questa dieta se il vostro obiettivo è AUMENTARE di 10 kg nella prossima settimana!

7) Cibo freddo e crudo: come indicato dai termini con cui questa dieta viene identificata, l’alimentazione è base solo di cibo freddo e crudo; un esempio che ultimamente sta facendo il giro del web è quello di Susan Raynolds che ha adottato questo stile di vita da ben 7 anni: i benefici tratti sono sia per il fisico ma anche per l’umore e il suo equilibrio psicologico. Io però vi ricordo che alcuni cibi, mangiati crudi, possono essere pericolosi per la nostra salute.

8) Breatharianesimo: si tratta di nutrirsi con il nulla ma di assorbire i principali nutrienti degli alimenti attraverso la forza vitale che essi ci trasmettono; ci vuole molto esercizio spirituale ma molti maestri yoga riescono a rimanere per molti giorni senza aver bisogno di mangiare e bere! Piccolo consiglio da parte mia: non mangiando nulla si perde sicuramente peso, ma si finisce anche all’ospedale!

9) Dieta del pezzo di sushi: questa dieta folle era stata adottata e consigliata dalla modella Rosie Huntington Whiteley, la quale era riuscita a perdere peso in fretta perché la sua alimentazione prevedeva un semplice pezzo di sushi al giorno. Dieta assurda ed incommentabile.

10) Dieta del sonno: tale dieta – attuabile solo da pazzi che probabilmente non devono lavorare – consiste nel prendere dei sonniferi per dormire la maggior parte delle ore della giornata così da non soffrire il senso di fame ed evitare di mangiare! Certo che si perde peso ma potreste anche… non risvegliarvi più come dice Vasco Rossi nella sua canzone “Valium”!

A tali assurde dietre se ne aggiungono altre che usano degli… ausili esterni!

Dieta del “Tongue Patch”: l’ultima invenzione folle americana è quella in cui si associa il mangiare al dolore; viene cucita sulla lingua un piccola “pezza” che provoca dolore se si mangiano cibi solidi. Questa “dieta” non provoca infezioni, solo una sicura perdita di peso molto dolorosa.

Leggi anche: Dieta shock: un cerotto cucito sulla lingua

Dieta del corsetto: questa “dieta” non vi obbliga a eliminare cibi dalla vostra alimentazione, solo impone di indossare un corsetto stretto  per circa 6-8 al giorno per 5 giorni alla settimana; la pressione di questo su pancia e fianchi riuscirebbe anche a far passare l’istinto della fame.

Dieta della tenia: consiste nel mangiare una tenia ancora in fase di bozzolo; la tenia cresce nel vostro stomaco, assorbe i vostri alimenti e voi dimagrite! Se qualcuno ci ha provato scriveteci e fateci sapere come ha fatto a togliere la tenia dal vostro intestino!

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