Golden hour: “Un’ora, una sola ora, può cambiare tutto, per sempre”

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Che cosa si può fare in realtà in un’ora? Una commissione forse, stare nel traffico, il cambio d’olio. Se ci si pensa, un’ora non è molto. Sessanta minuti, tremilaseicento secondi. Tutto qui. In medicina però, un’ora spesso è tutto. Noi la chiamiamo l’ora d’oro. Quella magica finestra temporale che può determinare se un paziente vivrà o morirà.

Un’ora, una sola ora, può cambiare tutto, per sempre. Un’ora può salvarti la vita. Un’ora può farti cambiare idea. A volte un’ora è solo un regalo che ci facciamo. Per alcuni, un’ora può non avere alcun valore. Per altri, un’ora fa tutta la differenza del mondo. Ma alla fine, è comunque solo un’ora. Una delle tante. Tantissime a venire. Sessanta minuti. Tremilaseicento secondi. Tutto qui. Poi ricomincia tutto da capo. E chissà così ci riserverà la prossima ora.

Grey’s Anatomy, settima stagione, episodio 15 (L’ora d’oro)

Cos’è l’ora d’oro in medicina?

In medicina, in particolare nella chirurgia d’urgenza, la “golden hour” (letteralmente l’ora d’oro) si riferisce al periodo di tempo – non necessariamente di un’ora: va da pochi minuti a diverse ore – dopo una lesione traumatica o l’insorgenza di una patologia. Durante questo periodo vi è la più alta probabilità che un pronto trattamento medico possa evitare la morte: è infatti ben noto che le possibilità di sopravvivenza di un paziente siano tanto maggiori quanto velocemente si ricevono cure adeguate, come per esempio in caso di infarto del miocardio o di rottura dell’aorta. Al contrario di quello che avviene nella puntata di Grey’s Anatomy citata, generalmente l’ora d’oro viene ad indicare il concetto dell’importanza di un rapido intervento nei casi di trauma piuttosto che un periodo critico specifico di un’ora entro cui intervenire.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Erezione debole o assente da ansia e cause psicologiche: cura e rimedi

MEDICINA ONLINE GELOSIA UOMO COME FUNZIONA ONE HUNGRY SAD COUPLE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA LOVE COUPLE FRINEDS LOVER SEX GIRLL’impossibilità di raggiungere una erezione potente e duratura che permetta un rapporto sessuale soddisfacente per entrambi i partner, sia se si tratti di un problema lieve e temporaneo, sia che si tratti di disfunzione erettile conclamata (impotenza), può avere fondamentalmente due tipologie di cause, a volte anche contemporaneamente presenti:

  • cause di tipo organico (fisiche);
  • cause di origine mentale (psicologiche).

In questo articolo analizzeremo solo i problemi di erezione psicologici per meglio capire cosa siano esattamente, perché si verificano e come comportarsi per superarli. Vi anticipo inoltre che in fondo a questo articolo troverete anche una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto, aumentando la quantità di sperma disponibile, facilitando e potenziando l’erezione, procurando un aumento di libido sia nell’uomo che nella donna. Sono elencati anche alcuni ausili che permettono l’allungamento della lunghezza del pene senza chirurgia, utili per fornire al paziente maggior fiducia in sé stesso e nelle proprie prestazioni sessuali, il che spesso è sufficiente per superare l’ansia da prestazione.

Le tre fasi dell’erezione maschile

Quando non esiste alcuna patologia organica che possa impedire una erezione potente e duratura, il problema è da ricercare nella psiche: il meccanismo psico-fisiologico per ottenere una sana erezione ha infatti origine in essa, nella nostra mente. Se la mente si trova in uno stato di serena eccitazione mentale allora quest’ultima, che è un fattore puramente psicologico, si trasforma in seguito in un insieme di segnali biochimici e ormonali che attivano un forte afflusso di sangue all’interno dei corpi cavernosi del pene, gonfiandolo di sangue come se fosse un comune palloncino e portandolo all’erezione completa. In parole semplici l’erezione è composta da tre fasi:

  1. fase dello stimolo, legata ad eccitazione mentale;
  2. fase di trasmissione del segnale chimico/nervoso;
  3. fase organica, legata ad un afflusso di sangue ai corpi cavernosi del pene provocato dall’eccitazione mentale stessa.

Venendo a mancare l’eccitazione mentale, o essendo discontinua o poco coinvolgente a livello emotivo, oppure venendo contrastata da paure o ansie da prestazione, viene inevitabilmente a mancare anche il fattore finale: l’afflusso di sangue al pene. La conseguenza è la mancanza totale o parziale di erezione, o la perdita di erezione durante la penetrazione o il rapporto sessuale.

Un problema in costante aumento

I problemi di erezione di origine psicologica sono oggi estremamente diffusi, difficile dire con esattezza se più o meno rispetto a quelli determinati da cause organiche poiché le statistiche, in tal senso, sono molto contraddittorie fra loro e spesso commissionate dalle stesse multinazionali farmaceutiche che produco i famosi farmaci per la disfunzione erettile, quindi è ipotizzabile che siano poco imparziali. Quello che pare certo al giorno d’oggi è l’aumento delle cause di tipo psicologico rispetto al passato, questo per via degli enormi cambiamenti nello stile di vita della società e per via dell’aumento di un’informazione errata e fuorviante nel settore della sessualità. All’uomo di oggi sono richieste prestazioni sessuali che siano di alto livello, tuttavia lo stress legato alla crisi economica e agli orari di lavoro sempre più duri, rendono meno serena la sua vita. Non ultima è l’ansia generata nell’uomo dal raffrontarsi con il materiale pornografico sempre più diffuso in rete, che raffigura attori con erezioni straordinarie che lui non riesce a raggiungere.
L’incapacità di ottenere erezioni sane e durature, si è ultimamente diffusa anche tra i giovanissimi, a causa della masturbazione compulsiva. A tal proposito leggi anche: Masturbazione compulsiva e dipendenza da pornografia causano impotenza anche nei giovani: colpa dell’effetto Coolidge.

Cause psicologiche

Vediamo ora una lista con le possibili cause psicologiche di erezione debole o assente:

  • eccesso di stress;
  • ansia generica;
  • ansia da prestazione sessuale;
  • conflitti ed incomprensioni all’interno della coppia;
  • bassa autostima sessuale;
  • timore di deludere sessualmente;
  • timore del giudizio sociale (paura che il proprio partner parli ad altri delle proprie prestazioni scarse);
  • visione compulsiva di video pornografici (la visione continua di attori pornografici può da un lato far apparire la propria partner meno attraente e “sempre la stessa”; dall’altro può sviluppare una competizione con le dimensioni del pene degli attori maschili, competizione che vedrà il paziente quasi sempre perdente e perciò ancora più in ansia);
  • concezioni totalmente errate sulla sfera sessuale femminile;
  • paure legate alle dimensioni del proprio pene;
  • paure di essere “preso in giro” dal partner;
  • repressioni di tipo morale o religioso (il sesso visto come peccato);
  • depressione;
  • conflitto di valori (ad esempio mancanza di erezione durante un tradimento);
  • auto-sabotaggi inconsci (programmazione inconscia al fallimento sessuale);
  • auto-monitorizzazione continua del pene durante il rapporto sessuale.

Le paure dell’uomo

Il termine “problema psicologico” spaventa moltissimi uomini e viene facilmente frainteso e confuso con qualcosa di grave o irreparabile. Quasi sempre la situazione è un paziente che mi dice di aver problemi di erezione ma che le analisi non hanno dimostrato nulla di rilevante. Quando dico che il problema potrebbe risiedere nella mente, il paziente tipo mi dice di non avere problemi psicologici, è solo che…

quando sono a letto con lei ho paura di deluderla perché mi è già successo in passato con un’altra, mi prende una forte ansia, sono convinto di non piacerle abbastanza e di non essere abbastanza prestante per lei, poi ho paura che il mio pene sia troppo piccolo per lei, perché la mia ex diceva che era stato con un altro che lo aveva più grande del mio… però non ho problemi psicologici!

La grande confusione e il grave errore stanno nel fatto che la maggior parte degli uomini (e delle donne) pensano che avere un problema di erezione psicologico sia sinonimo di malattia mentale, di perversione mentale o disordini mentali gravi e irreparabili. Ma non è così, o almeno non lo è quasi mai! Non devi farti trarre in inganno da questo termine! Avere problemi di erezione psicologici può significare anche semplicemente che sei sotto stress da lavoro da troppo tempo, o che hai mille preoccupazioni quotidiane, e quando sei a letto con il partner non riesci a rilassarti e distaccarti dai pensieri stressanti o dall’idea del lavoro, non riesci a lasciarti andare… Questo è un esempio tra tanti di cosa possa essere un problema di erezione psicologico.

Un nuovo partner

Un altro esempio tipico è quando ci si innamora follemente di un nuovo partner – femminile o maschile – e si ha un “normalissimo” timore di avere un pene troppo piccolo per i suoi gusti o paura di deluderlo con una prestazione sessuale inadeguata e di perderla per questi motivi. Questo vero e proprio terrore di deludere sessualmente, chiamato anche col termine di ansia da prestazione sessuale, è più che sufficiente a creare una tensione mentale durante il rapporto sessuale che “spegne”, o impedisce del tutto, il sorgere dell’eccitazione mentale. Anche qui l’ovvia conseguenza è la mancanza di erezione, o un’erezione di breve durata. Ma questo non significa avere gravi disturbi mentali o strane deviazioni psicologiche! Insomma: avere problemi di erezione psicologici è molto comune (molto più di quanto tu possa immaginare) e tutto sommato normale, vista anche la grande disinformazione in tema di educazione sessuale.

Quanto l’ansia da prestazione diventa un vero problema?

Come spesso accade in campo psicologico e psichiatrico, avere ansia da prestazione sessuale, specie con una donna (o un uomo) nuova, è assolutamente normale e capita a tutti, ogni tanto. Questa ansia diventa però un vero problema quando rende molto poco appagante o addirittura impedisce completamente il rapporto sessuale per lunghi periodi.

Cosa fare per i problemi di erezione psicologici?

Blocchi mentali di vario genere, come quelli prima descritti, possono concorrere singolarmente, o in gruppo, nel creare un problema di erezione di natura psicologica. Cosa fare per risolvere questo problema? A tale proposito leggi: Erezione debole da ansia da prestazione: quali sono i rimedi e le cure?

Inoltre, come anticipato, vi elenchiamo una serie di ausili ed integratori che con molti nostri pazienti sono risultati essere una vera e propria “arma segreta” per aumentare l’autostima e contrastare l’ansia da prestazione, senza psicoterapia, farmaci né chirurgia.

Aumentare la lunghezza del pene con ausili meccanici

Esistono due tipi di strumenti per l’allungamento del pene: le pompe a vuoto e gli estensori. Le pompe a vuoto per l’allungamento penieno sono costituite da un cilindro in cui infilare il pene e di un meccanismo di pompaggio che fa espandere il pene oltre le sue normali capacità. Le pompe a vuoto, pur non fornendo guadagni macroscopici delle dimensioni, in alcuni soggetti potrebbero aumentare, anche se di poco, circonferenza e lunghezza del pene. Esempi di pompe a vuoto tecnicamente ben costruite, sono:

Le pompe Bathmate non sono tuttavia sempre disponibili su Amazon. Un prodotto più economico, ma comunque caratterizzato da buona costruzione, è questo: https://amzn.to/3qn4ILB
Un altra pompa peniena, ancora più economica ma comunque ben funzionante, è questa: https://amzn.to/3K7H6Ti

Un estensore penieno è una struttura composta da due anelli (uno da fissare alla base del pene, l’altro appena sotto il glande) uniti da aste metalliche ai lati, che vengono regolate in modo da tenere in trazione il pene, “stirandolo”, per ottenere un suo allungamento non chirurgico. Esempi di estensori tecnicamente ben costruiti, sono:

Integratori alimentari

Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto, aumentando la quantità di sperma disponibile, potenziando l’erezione e procurando un aumento di libido sia nell’uomo che nella donna:

Se credi di avere un problema di disfunzione erettile da cause psicologiche o da masturbazione compulsiva, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a risolvere definitivamente il tuo problema.

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Malata di cancro corre la maratona di New York e batte il tumore

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma MALATA DI CANCRO MARATONA NEW YORK MELANIA  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Pene.jpgLa distanza da correre in una maratona è ben 42 e 195 ma non è nulla se paragonata al percorso per guarire da un cancro. Questa è un’esperienza che va nettamente oltre lo sport e che rappresenta al tempo stesso, i massimi valori espressi dalla storica disciplina. Melania Stocco, 50 anni di Onara di Tombolo (Padova), sposata con Giovanni e mamma di due figli, ha avuto due anni una diagnosi di un tumore osseo ad una tibia. Lo scorso febbraio Melania ha iniziato le cure chemioterapiche ed il 6 novembre scorso, pettorale numero 53832, ha tagliato il traguardo della Maratona di New York! Ma non è finita qui: ora Melania ha intenzione di correre la maratona di Stoccolma! Auguri di cuore Melania!

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Ti piace scrocchiare le dita? Ecco cosa succede alle tue ossa e i danni che rischi

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma SCROCCHIARE DITA COSA SUCCEDE OSSA  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgUna squadra di ricercatori dell’Università dell’Alberta (Canada) ha svelato il segreto delle dita che “scrocchiano”, un mistero che durava da 77 anni. All’origine del tipico”croc” ci sono delle bolle che si formano all’interno delle nocche. C’è infatti una cavità tra la giuntura della nocca e l’articolazione formata da muscoli e tendini, nella quale ristagna il liquido sinoviale che ricopre e lubrifica l’articolazione e dove si vengono a formare delle bolle di idrogeno e ossigeno. Quando ci scrocchiamo le dita attiviamo la formazione delle bolle e si produce il caratteristico rumore.

Salute delle articolazioni
Lo studio è stato pubblicato su Plos One e potete trovarlo a questo link. Per arrivare alla loro conclusione, i ricercatori hanno `fotografato´ con una risonanza magnetica l’intero fenomeno grazie a un tiraggio artificiale del dito posto all’interno della macchina. «La capacità di far scrocchiare le nocche potrebbe essere correlata alla salute delle articolazioni», sottolinea Greg Kawchuk, autore principale dello studio e docente della Facoltà di Medicina riabilitativa. Secondo lo scienziato, questa ricerca potrebbe avere implicazioni per altri studi sulle articolazioni del corpo tra cui la colonna vertebrale e aiutare a spiegare perché le articolazioni diventano, ad esempio, artritiche. «Può darsi – conclude Kawchuk – che potremo utilizzare questa nuova scoperta per analizzare quando iniziano i problemi articolari molto prima della comparsa dei sintomi. Questo darebbe ai pazienti e ai medici la possibilità di affrontare in anticipo problemi molto gravi».

Scrocchiare le dita fa male alle articolazioni?
L’abitudine di far crocchiare le dita può portare a dei problemi di artrite? Gli studi a riguardo non sono molti, per la verità. Nel 1990 su Annals of Rheumatic Diseases è comparso uno studio che spiegava come, più che l’osteoartrite, scrocchiare le dita può provocare cronicamente rigonfiamento delle mani e una lieve diminuzione generale della forza nella presa manuale. Ma a parte questi – non indifferenti – effetti collaterali, scrocchiare le dita non produrrebbe danni “gravissimi” alle articolazioni delle mani.

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Il sesso può curare cefalea, emicrania e mal di testa

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma SESSO CURARE CEFALEA EMICRANIA MAL DI TESTA  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano.jpgUna delle scuse più usate dalle donne – ma anche dagli uomini – per non dover fare l’amore è quella del mal di testa. Ma da oggi le cose potrebbero cambiare radicalmente e far diventare questa scusa non più valida, visto che è stato scoperto che proprio il sesso è in grado di far scomparire in modo parziale o anche addirittura completamente i sintomi dell’emicrania o la cefalea nelle persone che ne soffrono. E’ uno studio condotto dai ricercatori tedeschi del Dipartimento di Neurologia dell’Università di Münster ad aver promosso il sesso quale rimedio come – se non meglio – gli antidolorifici, quanto a efficacia.

La ricerca
I ricercatori hanno coinvolto, nella loro ricerca sugli effetti dell’attività sessuale nei confronti delle varie forme di mal di testa, 1.000 pazienti. Di questi, 800 soffrivano di emicrania; 200 di cefalea a grappolo. A tutti i partecipanti, gli scienziati tedeschi hanno inviato un questionario a cui dovevano rispondere al fine di valutare le problematiche connesse ai problemi di testa e l’attività sessuale. I dati raccolti hanno permesso di rilevare come in più della metà di coloro che soffrivano di emicrania, e che avevano avuto rapporti sessuali durante gli episodi di dolore, si era registrato un miglioramento dei sintomi. Nello specifico, un paziente su cinque ha registrato una remissione totale del dolore, mentre negli altri (due pazienti su tre) si è comunque registrato un significativo miglioramento – specialmente nelle persone di genere maschile. Un terzo dei pazienti ha tuttavia segnalato un peggioramento dei sintomi.

Il rilascio di endorfine
I risultati finali dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Cephalalgia, della International Headache Society, e riportano che anche chi soffriva di cefalea a grappolo ha beneficiato dall’attività sessuale. Di questi pazienti, quasi un terzo ha avuto esperienze di sesso durante gli attacchi, con il 37% di questi che ha segnalato un miglioramento della condizione. In più del 90% dei casi vi era stato un sollievo dai sintomi da moderato a totale. Per contro, il 50% ha riferito un peggioramento. I neurologi che hanno condotto lo studio, dottori A. Hambach, S. Evers, O. Summ, I.W. Husstedt e A . Frese, ritengono che i benefici sulle varie forme di mal di testa siano dovuto al rilascio di endorfine durante l’attività sessuale. Questi antidolorifici naturali del corpo, promossi attraverso il sistema nervoso centrale, possono ridurre, o addirittura eliminare, il mal di testa.

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Parto naturale: dopo quanto si possono avere rapporti sessuali?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO MAMMA GRAVIDANZA PARTO PORTA BAMBINO FIGLIO BIMBO NEONATO IN PASSEGGINO (8)Una delle domande tipiche delle neo-mamme e dei neo-papà in caso di parto naturale è:

quando potremo tornare ad avere dei rapporti sessuali con penetrazione vaginale?

La risposta è ovviamente condizionata da moltissimi fattori soggettivi, come ad esempio il fatto se sia stata praticata o no l’episiotomia, cioè l’operazione chirurgica che consiste nell’incisione chirurgica del perineo lateralmente alla vagina, usata per allargare il canale del parto – cioè la vagina stessa – e che viene saltuariamente attuata per la sua presunta capacità di ridurre le lacerazioni, e la possibile incontinenza fecale e urinaria dovute al parto. Altro fattore importante è il grado di lacerazione dei tessuti e rispettiva cicatrizzazione. Da non dimenticare infine l’aspetto psicologico che può condizionare sia la donna che l’uomo, posticipando a volte più delle cause organiche, la ripresa dell’intimità.

Entro i primi giorni

Nei giorni immediatamente successivi al parto, è necessario evitare i rapporti con penetrazione vaginale. In ogni caso saranno gli stessi ormoni a non favorire il desiderio sessuale femminile perché la mamma, secondo natura, sarà occupata ad allattare il neonato ed il suo fisico sarà completamente preso per produrre sostanze nutrienti per il piccolo. Ma vediamo per quanto tempo si resterà senza far l’amore e perché.

Vedi  anche: foto di un parto naturale

Entro il primo mese

Durante il primo mese dopo il parto fare l’amore è quasi impossibile, la donna avrà partorito e il fisico dovrà riprendersi alla perfezione prima di provare un desiderio naturale di fare l’amore. Innanzitutto dal punto di vista medico ed igienico, fare l’amore non è solitamente consigliato, la donna avrà delle perdite di sangue che dureranno circa un mese, il collo dell’utero dovrà tornare alla normalità e vagina e perineo dovranno superare lo ‘stress’ dovuto al parto.

Leggi anche: Perché un neonato piange sempre? 8 sistemi per calmarlo

Allattamento

Durante l’allattamento la donna subirà un grande cambiamento ormonale e ne produrrà in particolare uno in abbondanza, la prolattina, un ormone che favorisce l’allattamento e che solitamente è nell’organismo in piccolissime dosi. La prolattina oltre a favorire la produzione di latte si dice che aiuti a mantenere la donna ‘morbida’, infatti non si dimagrirà subito dopo il parto ma piano piano durante l’allattamento, inoltre quando la prolattina è presente nel corpo della donna in grandi quantità proprio come quando si è in allattamento la donna tende alla frigidità. E’ una questione fisica e naturale che non deve essere contrastata.

Quando si può riprendere?

Salvo consigli specifici del vostro medico, potrete riprendere la vostra attività sessuale dopo il parto dopo una quarantina di giorni, ma ci possono volere anche diversi mesi, infatti come vi dicevo il desiderio sessuale è strettamente legato al periodo dell’allattamento.

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Cefalea coitale ed orgasmica: il mal di testa durante il sesso e l’orgasmo

MEDICINA ONLINE SPERMA LIQUIDO SEMINALE PENIS VARICOCELE HYDROCELE IDROCELE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA LOVE COUPLE FRINEDS LOVMal di testa e dolori acuti alla testa colpiscono 1 persona su 100 durante o appena concluso il rapporto sessuale. Il disturbo prende il nome di cefalea coitale, colpisce maggiormente il sesso maschile ed è spesso associato ad un aumento del dolore a mano che ci si avvicina all’orgasmo (cefalea orgasmica). L’incidenza è molto maggiore dell’1% in chi fa uso di cocaina e altre droghe eccitanti. Al momento dell’orgasmo solitamente il dolore tende apparentemente a sparire “coperto” dal forte piacere sessuale per poi ripresentarsi alcuni secondi dopo il termine dell’orgasmo. Il British Journal of Medical Practitioners classifica tale patologia come una forma di cefalea sessuale benigna. Si tratta di un malessere che difficilmente viene confessato al proprio medico, anche perché sono temporanei, ma che non dovrebbero essere sottovalutati.

Tipo di dolore
La cefalea sessuale (coitale ed orgasmica) è descritta come un sintomo doloroso pulsante che colpisce la testa, con partenza dalla base del cranio, che passa dalla nuca fino alla parte anteriore del capo, alle tempie ed alla zona situata dietro gli occhi.

Cause della cefalea sessuale
Le cause scatenanti della cefalea sessuale non sono ancora state chiarite completamente, ma si ipotizza che il dolore possa essere scatenato da un aumento della pressione arteriosa che si verifica durante il rapporto sessuale e che tende ad aumentare, al pari della frequenza cardiaca, in prossimità dell’orgasmo.

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Da non sottovalutare
Questo disturbo non dovrebbe essere sottovalutato, in quanto il dolore ad esso legato può nascondere e mascherare – in rari casi – i sintomi di patologie più gravi, come tumore al cervello, aneurisma, ictus o malattie della colonna vertebrale.

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Cure e rimedi
Non esistono vere cure definitive per il problema. Dopo aver appurato che il dolore alla testa avvertito nel corso del rapporto sessuale non è altro che cefalea coitale, un modo per diminuirlo potrebbe essere quello di dedicarsi alle attività sessuale in una stanza ben areata e di ricordare di seguire una alimentazione priva di cibi quali formaggi e crostacei, alcol e cioccolato, in quanto potrebbero acuire i sintomi. Importante è astenersi dall’assunzione di bevande eccitanti, cocaina ed altre droghe. Anche importante è limitare al massimo i fattori di stress e dormire una quantità adeguata di ore. Altri rimedi – come l’assunzione di farmaci analgesici prima del rapporto, devono essere prescritti dal medico, specie se il soggetto soffre di malattie cardiovascolari o assume farmaci. E’ bene rivolgersi immediatamente al medico in caso si sospetti di soffrire di cefalea sessuale, specie se si ripete puntualmente ad ogni rapporto sessuale o durante la masturbazione, in modo da escludere problemi più gravi.

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Quello che gli altri pensano di te riflette ciò che sono loro, non chi sei tu

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma QUELLO CHE GLI ALTRI PENSANO DI TE LORO  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgGiudicare gli altri è molto facile, capire gli altri è un po’ più difficile, essere empatici è molto più complicato. Questo si ottiene generalmente solo se si sono vissute nella propria vita esperienze simili. Tuttavia, spesso affermiamo che gli altri ci capiscono, comprendono le nostre decisioni e le condividono, o almeno ci appoggiano. Quando non lo fanno, ci sentiamo male, ci sentiamo incompresi e anche respinti. Naturalmente, non è colpa nostra, tutti abbiamo bisogno che in alcune situazioni qualcuno convalidi le nostre emozioni e decisioni, è perfettamente comprensibile. Ma subordinare la nostra felicità all’accettazione degli altri o prendere decisioni basandoci sulla paura che gli altri non ci capiscano è un grosso errore. Perché ciò che gli altri pensano di te, in realtà dice molto di più di loro che della tua persona, riflette chi sono loro, non chi sei tu.
Quando qualcuno critica una persona senza essere in grado di mettersi nei suoi panni, senza mostrare un briciolo di empatia e senza cercare di capire il suo punto di vista, in realtà sta semplicemente esponendo il suo modo di essere. Con le sue parole potrebbe gridare al mondo che pensa che sei una persona cattiva, ma con il suo atteggiamento sta rivelando solo che lui è una persona insicura, con una mentalità rigida e piena di stereotipi.

Si critica ciò che non si comprende o non si vuole accettare

La verità è che dietro ad una critica distruttiva quasi sempre si nasconde l’ignoranza o la negazione. In realtà, molte persone ti criticano perché non capiscono le tue decisioni, non si sono messe nei tuoi panni, non conoscono la tua storia e non capiscono cosa ti ha spinto a prendere una determinata strada. Molte persone criticano dall’ignoranza più profonda e, soprattutto, da una postura arrogante che fa loro pensare che possiedono la verità assoluta.
In altri casi le persone criticano perché vedono riflesse in te determinate caratteristiche o desideri propri che non vogliono riconoscere. A questo proposito, lo scrittore francese Jules Renard ha dichiarato: “la nostra critica consiste nel rimproverare agli altri di non avere le qualità che crediamo di avere noi”. Ad esempio, una donna che subisce abusi da parte del suo compagno può criticare aspramente il divorzio, ribadendo così la sua posizione: ripetere a se stessa che deve continuare a sopportare questa situazione. E il lato curioso è che quanto più dura è la critica tanto più forte è la negazione alla sua base.
In pratica, a volte la critica distruttiva non è altro che un meccanismo di difesa conosciuto come “proiezione”. In questo caso, la persona proietta sugli altri tali sentimenti, desideri o impulsi che sono troppo dolorosi o che non è in grado di accettare, in modo tale che li percepisce come qualcosa di estraneo e punibile.

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Come sopravvivere alle critiche?

A nessuno piace essere criticato, soprattutto se le critiche si trasformano in veri e propri attacchi verbali. Purtroppo, non sempre possiamo evitare queste situazioni, dobbiamo imparare a convivere con esse senza che ci danneggino eccessivamente.
Come fare? Ecco alcune strategie poco comuni ma molto efficaci:

  1. Mettiti al posto di quelli che ti criticano. L’empatia è un potente antidoto alla rabbia e all’ira. Non possiamo arrabbiarci con qualcuno quando comprendiamo come si sente. Così la prossima volta che critichi qualcuno cerca di metterti al suo posto, anche se quella persona non è in grado di mettersi nei tuoi panni. Così vedrai che probabilmente si tratta di una persona miope, che non ha vissuto le tue stesse esperienze di vita o che accumula molta amarezza e risentimento. Noterai così che non vale la pena preoccuparsi per le sue parole.
  2. Accetta che il suo è solo un parere. Ciò che gli altri pensano di te è la loro realtà, non la tua. Quelle persone ti giudicano in base alle loro proprie esperienze, valori e criteri, non secondo i tuoi. Se si fossero messe nei tuoi panni e avessero percorso il tuo stesso cammino nella vita, probabilmente penserebbero in modo molto diverso. Pertanto, assumi che queste critiche sono in realtà solo opinioni, né più né meno. È possibile prenderle in considerazione, per vedere se puoi trarne vantaggio, o puoi semplicemente respingerle.
  3. Restituisci la critica con grazia. Quando si tratta di una critica distruttiva, la cosa più conveniente è di solito fingere di non sentire, perché quella persona di solito non è aperta al dialogo, se lo fosse, invece di giudicare e di attaccare avrebbe mostrato un atteggiamento più rispettoso. Ma vi sono casi in cui è necessario porre un limite alla situazione. Dopo tutto, quando si tratta di mali estremi, si deve ricorrere a soluzioni estreme. In tali casi, rispondi senza alterarti e con frasi concise che non danno luogo a repliche. Ad esempio: “non accetto che esprimi un’opinione in merito a qualcosa che non conosci” oppure “credo che non mi hai capito, e che non lo vuoi fare, quindi non accetto che mi critichi”.

Non criticare senza prima pensare
“In generale, le persone giudicano più con gli occhi che con l’intelligenza, come tutti possono vedere, ma pochi capiscono quello che vedono”, diceva Niccolò Machiavelli alcuni secoli fa. Possiamo fare nostra la frase facendo in modo che quando critichiamo la critica contenga i semi del cambiamento e sia costruttiva. Criticare solo per il piacere di farlo significa semplicemente che la nostra lingua è scollegata dal cervello.

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Lo Staff di Medicina OnLine

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