Fotografare il cibo fa dimagrire: la “Istagram diet”

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO PASTA DIETA MEDITERRANEA CUCINARE CIBO DIETA DIMAGRIRE CUCINA (8)Con la diffusione degli smartphone ormai è possibile immortalare qualsiasi cosa in qualsiasi momento, per poi condividerla sui social network. E in pochi resistono alla voglia proprio di condividere alcuni piatti speciali, magari gustati in vacanza o in qualche tipico o fascinoso ristorante. Sono poi molti anche coloro che si dilettano nel mostrare le proprie doti culinarie. Gli esperti non hanno dubbi: l’effetto generato è quello di creare senso di sazietà, rendendo i cibi meno piacevoli da gustare al palato e dunque in qualche modo aiutando la linea.

Per dimostrarlo, Ryan Elder e Jeff Larson, professori di marketing alla Marriott School of Management della Brigham Young University, inseme al collega Jospeh Redden della University del Minnesota, hanno condotto una ricerca su oltre 230 persone, osservandone il comportamento con macchine fotografiche e spartphone, e analizzando poi l’atteggiamento a tavola. Quello che hanno potuto scoprire è che in coloro che scattano o guardano troppe foto di cibo su internet si genere quello che hanno chiamato “noia sensoriale”. Come spiegato nello studio, pubblicato sul Journal of Consumer Psychology, nei soggetti esaminati si presenta una mancanza di voglia di assaporare il cibo che si è visto già per troppe volte. L’effetto, dunque, è paragonabile a quello di una “speciale dieta”, in grado di diminuire il senso di fame, tanto che c’è già chi parla di “Instagram diet” .

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La dieta vegana fa bene al sesso?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO VERDURA CIBO VEGETALI DIETA DIMAGRIRE CUCINA (5)Il cetriolo non è mai stato così buono…o birichino. Inizia proprio così il messaggio che il popolo vegano ha voluto lanciare in occasione del World Vegan Day, ovvero la giornata mondiale dedicata a chi mangia vegano, cioè seguendo una dieta priva di alimenti di origine animale (e dunque niente carne nè pesce, ma neppure latte, latticini e uova). Ma non si tratta dell’unico slogan ad effetto (o doppio senso), perchè per l’occasione la Peta , la People for the Ethical Treatment of Animals, ha voluto andare oltre, puntando sul sesso, spiegando: i vegani? I migliori a letto! L’associazione senza fini di lucro, che sostiene i diritti degli animali e si oppone ad ogni forma di loro sfruttamento, ha dunque deciso di mettere a punto una vera campagna che spiega come le prestazioni sotto le lenzuola dei vegani siano superiori e migliori di quelle degli “altri”. Una campagna che ha già iniziato a far discutere, non fosse altro perché non lascia nulla all’immaginazione. Tanto per fare un esempio, in un fotogramma del video messo a punto per sostenere la dieta vegana vengono mostrati due uomini adulti, vestiti di tutto punto, con un cetriolo (appunto) tra le gambe, felici e soddisfatti. Nel filmato si vedono poi altri uomini intenti a mostrare le proprie “doti”, anche in questo caso trasformate in ortaggi come carote o melanzane.

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L’obiettivo della campagna, chiamata Stay firm and fresh, è chiaro: mostrare i benefici di uno stile alimentare e di vita improntato all’esclusione dei cibi di origine animale e centrato invece su quelli vegetali. E la motivazione più forte sarebbe (almeno nel video) proprio quella di permettere di migliorare le proprie performance a letto: il colesterolo contenuto in carne e uove – sostengono i vegani – ostruisce le arterie e rallenta il flusso sanguigno destinato a tutti gli organi del corpo umano, compresi naturalmente i genitali. La dieta vegana, al contrario, è povera di grassi e di colesterolo, permette di avere un fisico più snello e riduce la probabilità di avere malattie cardiache. Provare per credere, sembra dire la Peta, che è disponibile a mettere a punto un menù vegano per chiunque volesse avvicinarsi a questo tipo di alimentazione. Il tutto senza contare che, evitando di mangiare proteine animali, l’associazione spiega che si possono salvare mediamente oltre 100 animali all’anno ciascuno da sofferenze atroci dovute alle condizioni di allevamento e successiva mattanza. La campagna provocatoria ha già sollevato più di una critica, ma non si tratta della prima volta che il mondo vegano cerca di attirare l’attenzione in modo eclatante. In passato si cercò di sostenere che anche Gesù Cristo fosse vegano, mentre in un’altra occasione alcune città vennero tappezzate di cartelloni che mostravano dei maiali, con sotto una scritta che recitava: “È mostro per i vostri peccati”. Altre polemiche, anche molto dure, si scatenarono poi quando la dieta tradizionale venne paragonata ad un campo di sterminio di ebrei da parte nazista, dove le vittime erano naturalmente gli animali. Meno “dura” , infine, la campagna che vide come protagoniste delle modelle, vestite solo di insalata.

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Arriva anche in Italia il “tubo” per dimagrire

Si chiama Aspire Assist  e rappresenta la nuova frontiera per perdere peso nei casi nei quali le diete non funzionano. Inventato negli Stati Uniti e testato anche in Svezia, ora potrà essere sperimentato anche in Italia e precisamente all’ospedale San Raffaele di Milano. Si tratta di un dispositivo che permette di perdere circa il 20% di peso corporeo in un anno, con punte fino al 54%. Funziona grazie allo svuotamento parziale del contenuto gastrico, dopo i pasti principali. E’ costituito infatti da un tubo di dimensioni contenute, con un diametro di 3,5 centimetri, che viene collegato ad una placca cutanea ed è dotato di una valvola. Al momento di azionarlo è sufficiente applicare alla placca un dispositivo manuale, una sorta di “scatola” rigida grande come un libro, che permette al paziente stesso di “aspirare” il contenuto gastrointestinale.

Con questa operazione di svuotamento, è possibile ridurre del 30% la quantità di cibo ingerita, prima che questo venga digerito e si trasformi in calorie in eccesso. Naturalmente l’operazione va eseguita in un lasso di tempo ben preciso e in particolare circa 20 minuti dopo aver mangiato. In pochi minuti (5-10) Aspire Assist permette di eliminare un terzo del contenuto nello stomaco, riducendo di fatto l’apporto calorico.

Il nuovo sistema, che può essere paragonato ad un “rubinetto”, viene indicato soprattutto nei casi nei quali i pazienti soffrano di obesità e non riescano a perdere peso in modo tradizionale, cioè seguendo un regime alimentare equilibrato e corretto e uno stile di vita attivo. Si tratta, insomma, di una alternativa molto meno invasiva rispetto ad un intervento chirurgico (come l’asportazione di parte dell’intestino): si può applicare ambulatorialmente, senza ricorso a ricovero o anestesia, e può essere rimosso in ospedale in modo rapido.

Aspire Assist è stato messo a punto negli Stati Uniti da Samuel Klein, direttore del Centro per la nutrizione umana della Washington University School of Medicine di St. Louis, nel Missouri, in collaborazione con Mosche Sloan del Kettering Cancer Center di New York e Steve Solomon, radiologo internista del Memorial Sloan Kettering. E’ stato sperimentato su alcuni pazienti obesi, ai quali è stato applicato, monitorandone il funzionamento. Lo studio di fattibilità controllato dalle autorità americane ha dato esiti positivi, tanto che anche in Svezia è stato seguito un test analogo sul dispositivo. Ora arriva anche in Italia, dove nel reparto di Gastroenterologia dell’ospedale San Raffaele sono già pronti ad applicarlo. Secondo i medici, la vera novità sta nel fatto che il paziente può gestire il dispositivo in modo autonomo (e consapevole). Va comunque detto che gli esperti sottolineano come il ricorso ad Aspire Assist va associato ad un percorso di rieducazione alimentare, che passa attraverso l’insegnamento di una corretta masticazione (lenta e lunga), un apporto calorico adeguato, oltre ad attività fisica regolare.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Se perdere peso fa male alla coppia

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO OBESITA GRASSO SOVRAPPESO DIETA DIMAGRIRE METRO ADDOME PANCIA GRASSODue americani adulti su tre sono sovrappeso o obesi, un’epidemia che le proiezioni vedono destinata a crescere. Questa è la considerazione da cui parte l’articolo che presenta i risultati di una ricerca condotta da un team della North Carolina State University e dell’Università del Texas e pubblicata sulla rivista Health Communication. Bisogna correre ai ripari e per farlo, per mettersi a dieta, fare esercizio fisico, ricominciare a prendersi cura del proprio corpo per tornare a un peso salutare, può aiutare essere in due. Ma che succede nelle coppie quando uno dei due partner intraprende questo percorso da solo?

Quello che gli autori hanno voluto verificare è proprio l’impatto che la perdita di peso di uno dei due partner ha sulla relazione amorosa. Per farlo hanno selezionato 21 coppie di adulti, in tutti gli Stati Uniti, in cui uno dei partner aveva peso almeno 13 chili in meno di due anni, con una perdita di peso media molto elevata, intorno ai 27 chilogrammi. Il risultato era stato ottenuto grazie a un cambiamento nella dieta e nello stile di vita, o in seguito a una procedura medica, come per esempio un intervento di chirurgia bariatrica, quel che contava erano le risposte di entrambi i membri della coppia a un questionario sull’impatto che il dimagrimento di uno dei due aveva avuto sulla loro relazione.

Cosa hanno scoperto gli studiosi? In generale la comunicazione interna alla coppia migliorava dopo la perdita di peso di uno dei due. Aumentavano le possibilità che chi aveva seguito la dieta cercasse di ispirare il partner a fare altrettanto o comunque lo incoraggiasse ad adottare stili di vita più sani. Le coppie in cui entrambi i partner erano ricettivi rispetto a questo tipo di cambiamenti hanno visto migliorare la propria relazione, e aumentare l’intimità e l’intesa sia fisiche sia emotive.

C’è però anche un altro lato della medaglia e riguarda quelle coppie nelle quali l’effetto del dimagrimento di uno dei due è stato invece negativo. I due scenari emersi erano questi: il partner dimagrito tormenta l’amata/o sfidandolo/a a seguire il suo esempio, oppure il partner rimasto cicciottello si sente minacciato dalla riconquistata forma dell’altro/a. In entrambi i casi è la resistenza al cambiamento che porta la relazione allo sbando: critiche reciproche, minore desiderio sessuale e in qualche caso addirittura si sono registrati veri tentativi di sabotaggio della dieta da parte del partner geloso della linea ritrovata dell’amato/a.

La conclusione che gli autori traggono è che quando entrambi i partner si dimostrano aperti al dialogo, al cambiamento e anche a lavorare su se stessi e sulla coppia per migliorare, il fatto che uno dei due si impegni a riconquistare la forma fisica può essere un volano per il benessere di entrambi e della relazione. Se però il dimagrimento si verifica con un percorso solitario, può innescare meccanismi di competizione, gelosia, allontanamento che conducono facilmente a una crisi. Il consiglio? Se siete in sovrappeso non è mai sconsigliato dimagrire, occorre però, nelle parole degli autori dello studio, “essere consapevoli dei potenziali pro e contro della perdita di peso sulla propria relazione sentimentale”. Anzi, meglio ancora: volendo intraprendere questa strada, perché non farlo in due?

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L’hamburger di McDonald’s contiene solo il 15% di manzo, il resto sono scarti ed ammoniaca

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO HAMBURGER PATATINE FRITTE PATATE PANINO FAST FOOD JUNK FOOD FRITTI DIETA DIMAGRIRE GRASSIScandalo McDonald’s – La catena di fast food più famosa al mondo è stata recentemente coinvolta in un gigantesco scandalo alimentare. Dalle analisi eseguite sulle carni degli hamburger, è emerso che quest’ultimi sono formati da manzo per solo il 15%, con la restante parte costituta da ammoniaca e scarti di altre carni.

Continua la lettura su https://dionidream.com/lhamburger-mcdonalds-contiene-solo-il-15-di-manzo-il-resto-sono-scarti-ed-ammoniaca/

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Come mangiare al McDonald’s senza ingrassare

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO HAMBURGER PATATINE FRITTE PATATE PANINO FAST FOOD JUNK FOOD FRITTI DIETA DIMAGRIRE GRASSI (6)Mangiare continuamente al McDonald’s fa ingrassare, ma ecco alcuni consigli per non rinunciare ad un pasto al McDonald’s diminuendo il rischio di mettere su chili di grasso!

Bevande
Se poteste evitare quelle gasate sarebbe meglio, ma se proprio vi piacciono cercate di bere quelle a zero calorie da ordinare in un bicchiere di dimensioni ridotte.

Glucomannano
Mezz’ora prima di mangiare il vostro Big Mac, assumete questo integratore con molta acqua. Nel vostro stomaco aumenterà in dimensione dandovi un senso di sazietà, inoltre questo integratore è famoso anche perché limita l’assorbimento dei grassi a livello dell’intestino. Se volete sapere qualcosa di più sul Glucomannano cliccate qui.

Patatine fritte
Evitatele accuratamente: contengono sempre troppo sale, troppo olio e troppe calorie. Un ottimo sistema per farvi passare la voglia di mangiarle è vedere questo video: Di cosa sono fatte le patatine di McDonald’s? Esperimento shock

Carne
Se ordinate questo tipo di pietanza, è meglio che sia di pollo. A tale proposito vi consiglio di leggere anche: Meglio le carni bianche o le rosse? E’ sempre meglio preferire i petti grigliati ad altri tipi di carne più grassa e calorica.

Condimenti
Niente maionese, niente ketchup e niente salse grasse di altro genere. Meglio un filo d’olio.

Porzioni
Limitatevi a misure piccole o medie e tenetevi alla larga dalle confezioni da 10 pezzi ed oltre.

Panini
E’ preferibile mangiare un panino piuttosto che due. Per farvi passare un po’ la voglia del panino da Mc Donald’s vi ricordo che il loro famoso hamburger è formato solamente per il 15% da manzo. Il resto sono scarti di altre carni ed ammoniaca. Buon appetito!

Mangiate lentamente e masticate bene
Vi sentirete più sazi ed eviterete di fare il bis, inoltre il vostro apparato digerente vi ringrazierà. Questo vale non solo al fast food, ma sempre.

Dolce
Sostituite il dolce con un frullato di frutta o, meglio ancora, con una porzione di frutta (ormai la vendono anche al McDonald’s).

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La classifica dei dieci migliori cibi antirughe

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO VERDURA CIBO VEGETALI DIETA DIMAGRIRE CUCINA (4)I radicali liberi – responsabili dell’invecchiamento cutaneo – sono favoriti da vari fattori come inquinamento, attività fisica, fumo di sigaretta. Uno dei fattori più importanti è sicuramente il cibo che assumiamo ed appare chiaro quindi l’importanza di una sana alimentazione nel contrastare l’invecchiamento della pelle. Proprio per queste ragioni la Coldiretti ha tempo fa stilato la top ten dei cibi più ricchi di antiossidanti. E’ stato calcolato il valore di ogni prodotto in base alla cosiddetta “ORAC” (Oxigen Radical Absorbance Capacity), ossia la capacità di assorbimento dei radicali dell’ossigeno per proteggere le cellule della pelle dal danno ossidativo.

Importante ricordare che, da diverse ricerche, è emerso che per combattere l’invecchiamento si devono assumere giornalmente almeno 2000 unità ORAC. La classifica degli alimenti antirughe è quindi la seguente:

  • carciofi (un carciofo vale 9.828 unità ORAC);
  • succo d’uva nera (un bicchiere vale 5.216 unità ORAC);
  • mirtilli (una tazza vale 3.480 unità ORAC);
  • pere (un frutto vale 3000 unità ORAC);
  • melanzane (una bacca vale 2.463 unità ORAC),
  • peperoni rossi (uno vale 2.463 unità ORAC);
  • spinaci cotti (una porzione per 2.042 unità ORAC);
  • cipolle rosse (una porzione per 1.900 unità ORAC);
  • prezzemolo fresco (2 grammi per 1.473 unità ORAC);
  • kiwi (un frutto per 1.220 unità ORAC);
  • riso integrale biologico.

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L’alimentazione ideale per sopravvivere al freddo inverno

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO NEVE FREDDO MONTAGNA COPPIA SESSO AMORE (2)Ormai ci siamo, tra pochissimi giorni finisce l’autunno ed entriamo ufficialmente in inverno, ed il calo delle temperature negli ultimi giorni sembra ribadirlo. Il freddo invernale aumenta il fabbisogno calorico del nostro corpo che deve bruciare un po’ di più per resistere alle temperature basse. Questo non significa che dobbiamo eccedere ed ingurgitare tutto ciò che vogliamo. Anche perché non viviano al Circolo Polare Artico e le temperature delle nostre case o dei nostri luoghi di lavoro, in generale, non sono poi tanto rigide. Durante l’inverno, dunque, si possono seguire delle indicazioni per poter scegliere gli alimenti più giusti sia per perdere qualche chilo, in vista delle abbuffate natalizie, sia per mantenersi in forma pur non potendo muoversi come d’estate.
Prima di tutto è necessario assumere alimenti che contengano molta vitamina C: agrumi, pomodori, ananas, broccoli, frutti di bosco, cavolfiori e kiwi. Prodotti in grado anche di proteggere dalle malattie da raffreddamento. Importante assumere anche antiossidanti utilissimi per gli anticorpi. Ottimi carote, zucca, patate, pomodori, spinaci, carciofi, cavolfiori, barbabietole rosse, broccoli e cime di rapa. Senza dimenticare la fondamentale vitamina E, quella che si trova nel germe di grano, nella mandorle, nelle nocciole, nelle patate, nei semi di girasole secchi, nell’olio extravergine di oliva e nell’olio di semi.
Inoltre non possono mancare dei suggerimenti utili anche durante l’inverno:

  • variate la scelta degli alimenti;
  • evitate cibi troppo grassi;
  •  mangiate pesce due volte a settimana;
  • date preferenza a cotture semplici e leggere;
  • evitate alimenti di difficile digestione come carni e formaggi grassi, frattaglie, salumi e salse – non saltate i pasti;
  • limitate l’uso di alcol, caffè, fritti e dolciumi.

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