Sono stati riscontrati diversi casi, anche se rari, di un’allergia al liquido seminale nota come ipersensibilità al seme umano. Più precisamente si tratta di un’allergia a una molecola contenuta nel liquido seminale, la spermidina o il PSA: questa reazione allergica si può verificare sia negli uomini che nelle donne. Per approfondire leggi questo articolo: L’allergia “al sesso”, quando il contatto con lo sperma scatena bruciore e gonfiore
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
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Si stava allenando da solo in palestra quando un bilanciere gli è caduto sul collo, lasciandolo privo di sensi: qualche minuto dopo un uomo lo ha trovato e gli ha subito prestato soccorso, ma dopo il trasporto d’urgenza in ospedale un 15enne è morto dopo tre giorni di agonia.
Il cheratocono (in inglese “keratoconus”) è una malattia progressiva non infiammatoria della cornea, che si assottiglia e si deforma progressivamente, assumendo una caratteristica forma conica. Di profilo la superficie oculare diventa, quindi, più sporgente. Nel cheratocono la cornea si indebolisce e, quindi, inizia a cedere (nei casi più gravi si arriva alla perforazione). Lo strato oculare esterno e trasparente, che si trova in corrispondenza dell’iride, si assottiglia a causa di un processo degenerativo delle fibre collagene. Semplificando si può dire che la cornea in un punto perde la capacità di resistenza meccanica e, a causa della pressione interna dell’occhio, avviene lo sfiancamento (zona centrale o paracentrale). È bene ricordare che il cheratocono non è sinonimo di astigmatismo: chi ha un astigmatismo elevato non è detto che abbia anche questa patologia. A causa di un’anormalità strutturale delle fibre di collagene che compongono lo stroma corneale, la cornea si deforma progressivamente, assottigliandosi ed allungandosi verso l’esterno (una distrofia corneale detta ectasia) per via della sua ridotta robustezza sotto pressione intraoculare. Si verifica quindi una curvatura corneale irregolare con perdita di sfericità che presenta il tipico apice di forma conica. Nei casi più gravi la cornea può mostrare inoltre alcune opacità, dovute ad un’alterata disposizione delle proteine corneali, che causano delle micro-cicatrici che distorcono le immagini e – in taluni casi – riducono il passaggio della luce, dando un fastidioso senso di abbagliamento.
Un studio pubblicato tempo fa sulla rivista Environmental Science & Technologyavverte: quando si tratta di germi, c’è da temere più la sabbia su cui ci si siede che l’acqua in cui si nuota. Lo studio, condotti con acqua e sabbia di spiagge hawaiane ha evidenziato una maggiore abbondanza di batteri che indicano contaminazione fecale (per esempio Escherichia coli) nella sabbia che nell’acqua.
Durante il periodo estivo la spiaggia è tra i luoghi più frequentati dalle famiglie. I bambini amano giocare liberamente tra la sabbia, rincorrendosi, costruendo castelli di sabbia e facendo buche da riempire con l’acqua del mare.
La glicemia è il valore della concentrazione di glucosio nel sangue. Un valore normale di glicemia a digiuno è compreso tra i 65-110 mg/dl. Un valore compreso tra i 110-125 mg/dl suggerisce il sospetto di alterata glicemia a digiuno (IFG). Valori superiori a 125 mg/dl permettono di fare diagnosi di diabete qualora tale condizione si verificasse nuovamente ad una seconda misurazione. Dopo un pasto la glicemia può elevarsi anche di molto, anche se valori superiori a 200 mg/dl, associati ad altri sintomi come polidipsia e poliuria, permettono di ipotizzare una diagnosi di diabete.
Denominazione
Il disturbo d’ansia generalizzato, detto anche DAG o GAD, secondo la formula inglese, è una forma clinica dei disturbi d’ansia. È un problema che interessa prevalentemente le donne (1,5:1), ed è stato stimata una prevalenza nel 3-5% della popolazione. Molto spesso sottovalutato, non solo dai pazienti ma anche dai medici, può – ma solo ed esclusivamente in casi del tutto estremi – anche comportare un aumento del rischio di suicidio. Come implica il nome, l’ansia che caratterizza il disturbo non è concentrata o elicitata da un particolare oggetto o situazione (ovvero, è aspecifica). Nel commentare le sue difficoltà il paziente è di solito assai preciso e appropriato nel riconoscere per primo la discrepanza tra dimensione reale delle difficoltà da affrontare e quota d’ansia che queste evocano, ma non riesce a fare a meno di preoccuparsi.