Il cioccolato fondente fa dimagrire? Calorie e valori nutrizionali

MEDICINA ONLINE POLLO CIOCCOLATO FONDENTE DARK CHOCOLATE Italian egg pie EGGS PASTO FRITTA OLIO SAUSAGE DIET LIGHT DINNER DIETA DIMAGRIRE CALORIE MANGIARE INGRASSARE DIMAGRIRE COLESTEROLO CUCINA RICETTA WALLPAPER PICS PHOTO.jpgBandito dalle diete per il suo alto contenuto calorico il cioccolato, soprattutto il fondente, sta lentamente guadagnando fiducia anche da parte dei consumatori più attenti alla linea e al benessere grazie a delle doti nascoste che sembrano avere effetti davvero positivi sulla salute e perfino sulla bellezza! Curiosi di scoprire i valori nutrizionali e le proprietà che rendono cosi interessante questo alimento? Prima però capiamo quando il cioccolato può definirsi fondente.

Calorie e valori nutrizionali del cioccolato fondente

Caratteristiche e definizione del prodotto.

Per poter parlare delle caratteristiche del cioccolato fondente, bisogna risalire alla normativa della direttiva comunitaria 2000/36/CE recepita con D.leg.vo 12/6/2003 n. 178, che decorre dal 3 agosto 2003: in questa normativa, si definisce cioccolato un prodotto costituito da granelli di cacao, cacao magro e cacao in polvere, saccarosio e burro di cacao e vengono indicate precisamente le percentuali e gli ingredienti di base dei vari tipi di cioccolato.

La percentuale di cacao contenuta va specificata in etichetta e, se nella lista degli ingredienti vi è la parola “puro”, il cioccolato che state acquistando è realizzato senza aggiunta di ulteriori grassi vegetali, che comunque non possono essere addizionati in misura maggiore al 5% del peso del prodotto finale.

  • Il cioccolato fondente ed extra-fondente contiene una quota minima di cacao pari al 43% e 28% di burro di cacao. Percentuali di sostanza secca (pasta di cacao e cacao) che vanno dal 55% al 70% risultano ottimali nel rapporto gusto/proprietà benefiche. La tipologia extra-fondente può anche contenere percentuali di cacao superiori al 70%.
  • Il cioccolato amaro ed extra-amaro ha una percentuale di cacao che varia dall’85 al 99% ed è un prodotto che non piace a tutti, a causa del sapore molto intenso ed amaro.

Stabilito di cosa stiamo parlando ed a cosa prestare attenzione quando compriamo una tavoletta per essere certi che sia cioccolato fondente, vediamo ora i macro e micronutrienti che lo compongono. Il cioccolato fondente è una buona fonte di fibra: circa 3,2g. ogni 40g. di cioccolato rispetto all’1,4g. di quello al latte.

Inoltre 40g di cioccolato fondente contengono: carboidrati (19,88g), zuccheri (19,88g) e proteine (2,64g). Il totale delle calorie è di 206 Kcal per il cioccolato fondente contro le 218 Kcal di quello al latte.

I grassi del cacao amaro e gli effetti sul colesterolo.

Nonostante il suo contenuto di grassi saturi, studi dimostrano che mangiare il cioccolato fondente non ha alcun effetto sui livelli di colesterolo potenzialmente dannosi nel sangue; questo perché non tutti i grassi saturi sono uguali. Il grasso nel cioccolato viene dal burro di cacao, il grasso vegetale che si trova nei semi (il cioccolato al latte ha grassi in più dovuti all’aggiunta di latte). Circa il 36% del grasso nel chicco di cacao è “grasso buono” – sia mono che polinsaturi, tra cui, l’acido oleico (l’acido grasso che si trova in abbondanza anche nell’olio d’oliva) che costituisce la percentuale più elevata.

Del contenuto di grassi saturi nel cioccolato fondente, oltre la metà è costituita dall’acido stearico, che è stato dimostrato in numerosi studi non avere impatto sul colesterolo nel sangue. La ragione principale sta nel fatto che quando quest’acido viene metabolizzato esso si converte in grasso insaturo per azione del nostro organismo.

Quali sono, quindi, i grassi che costituiscono il cioccolato fondete? La metà dei grassi saturi del cioccolato fondente puro è costituita dall’acido stearico, che è neutro sul colesterolo, e un altro terzo del totale è rappresentato da mono e polinsaturi, che hanno effetto riducente sui livelli di colesterolo.

Diverso è il discorso per gli altri tipi di cioccolato, il contenuto di colesterolo in questi casi dipende dall’eventuale presenza di latte.

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Proprietà benefiche ed antiossidanti

Tra i componenti del cioccolato fondente che hanno riscosso maggiore interesse per le loro proprietà benefiche ci sono, primi fra tutti, gli antiossidanti. Vediamo nel dettaglio il loro ruolo e quello degli altri componenti di questo tipo di cacao.

Gli antiossidanti: il cacao in polvere e il cioccolato fondente contengono concentrazioni relativamente elevate di composti polifenolici, in particolare alcuni flavanoli, soprattutto in forma monomerica, come l’epicatechina, ed in forma di oligomeri e polimeri chiamati proantocianine. Questi composti agiscono come forti antiossidanti alimentari. Il cioccolato fondente contiene più antiossidanti e meno zucchero del cioccolato al latte. Gli antiossidanti proteggono e riparano le cellule dall’ossidazione causata dai radicali liberi, molecole inquinanti a livello ambientale e pericolose per l’organismo stesso, poiché danneggiano le cellule e possono essere causa di malattie croniche come il cancro. Gli antiossidanti sono agenti protettivi del frutto, particolarmente presenti nella buccia, infatti il processo produttivo può ridurne la concentrazione in base al tempo di fermentazione e al tempo di essiccazione: una concentrazione troppo elevata di antiossidanti conferisce una forte astringenza al prodotto, rendendolo meno palatabile, e una concentrazione troppo bassa fa perdere molti degli effetti benefici al cioccolato.

I minerali: il cioccolato è naturalmente ricco di minerali, e più è puro, più minerali sono contenuti in esso. Una barretta da 40g di cioccolato al latte contiene il 5,2% della dose giornaliera raccomandata di ferro, mentre una tavoletta di cioccolato fondente ne contiene il 6,9% (cioccolato con il 50-60% di cacao). Inoltre, contiene anche altri minerali importanti come Rame, Magnesio e Potassio. Una barretta media (40g) di cioccolato fondente copre quasi il 12% del fabbisogno giornaliero di Magnesio, importante per la prevenzione di diverse malattie croniche come il diabete di tipo 2, l’ipertensione e malattie cardiovascolari; ha un contenuto di rame pari al 14% del fabbisogno giornaliero; 4,2% di Potassio; 5,3% di Fosforo; 4,3% di Zinco e solo l’1,3% di Calcio rispetto al 7,6% del cioccolato al latte, ovviamente conferito dall’aggiunta di latte alla miscela di preparazione.

Caffeina e teobromina: eccitanti che fanno dimagrire?

Il cioccolato fondente contiene quantità relativamente basse di caffeina, più o meno quanto una tazza di caffè decaffeinato. Tuttavia, il cioccolato contiene anche teobromina, un parente della caffeina, ma molto meno potente: la teobromina è un alcaloide noto per ridurre la pressione sanguigna ed ha anche azione lipolitica.

Per questo motivo, al cioccolato vengono associate proprietà eccitanti, che però dall’altro lato contribuirebbero a stimolare il metabolismo e quindi favorire il dimagrimento. Attenzione però questo significa che per dimagrire bisogna mangiare chili di cioccolato anzi, superate certi dosi si perderebbero tutti gli effetti positivi, 20 – 30 gr al giorno sono più che sufficienti! Va detto inoltre che qualsiasi effetto benefico è totalmente vano se non inserito in una dieta equilibrata ed abbinato ad uno stile di vita sano. Ricordate sempre che non esistono alimenti che fanno dimagrire o bruciano i grassi, ma solo nutrienti che ci possono aiutare in questo senso, ma serve un minino di impegno anche da parte nostra!

N.B.Le donne in gravidanza, che non devono eccedere con il consumo di caffeina, devono prestare attenzione anche a quella poca quantità contenuta nel cioccolato fondente, per non eccedere nel consumo quotidiano.

Effetti benefici del fondente sul sistema cardio-circolatorio e sul diabete

Sono stati riscontrati effetti positivi legati all’assunzione di cioccolato scuro per alcuni problemi dell’apparato cardio-circolatorio e su persone affette da diabete.

Pressione arteriosa e cuore: il cacao è un regolatore chiave dell’omeostasi vascolare, agisce come trasduttore di segnale di fattori metabolici e infiammatori che modificano la funzione e la morfologia della parete del vaso. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (2009), la pressione alta è responsabile del 13% dei decessi a livello globale e il sovrappeso e l’obesità sono responsabili del 5%. L’ipertensione e l’obesità sono spesso associati, e l’associazione causale tra obesità e pressione arteriosa elevata è stata dimostrata da tempo.

Interventi sullo stile di vita, tra cui la dieta, agiscono sullo stato di salute del sistema circolatorio. Recentemente, il cacao e i suoi prodotti derivati, come il cioccolato fondente al 70% o più di cacao, hanno guadagnato l’attenzione a causa di evidenze che dimostrano che sono in grado di abbassare la pressione sanguigna e migliorare la funzione endoteliale. Questi effetti positivi sono stati spesso attribuiti ai flavonoidi, un sottogruppo della famiglia polifenolica di sostanze chimiche antiossidanti, presenti in abbondanza in frutta, verdura, vino rosso, tè e cacao. La catechina e il suo isomero, l’epicatechina, sono tipi di flavonoidi con proprietà antiossidanti. Il cioccolato fondente contiene alte concentrazioni di epicatechina ed ha un contenuto antiossidante due volte superiore a quello del vino rosso e quasi tre volte superiore a quello del tè verde.

Ai flavanoidi del cioccolato fondente sono stati associati numerosi benefici tra cui la stimolazione della ossido nitrico sintasi, il miglioramento del flusso sanguigno e dell’elasticità arteriosa, la diminuzione della pressione sanguigna e l’aggregazione piastrinica, oltre che proprietà antinfiammatorie.

Ci sono diversi meccanismi plausibili attraverso cui i polifenoli possono migliorare la funzione endoteliale e abbassare la pressione sanguigna. In aggiunta ai loro effetti antiossidanti, che aumentano la biodisponibilità di ossido nitrico (NO), i polifenoli sono anche in grado di migliorare la produzione del fattore iperpolarizzante di derivazione endoteliale (EDHF) e la prostaciclina, e di inibire la sintesi di vasocostrittori come endotelina-1 e l’enzima di conversione dell’angiotensina.

Gli effetti del cioccolato fondente e del cacao in soggetti ipertesi è stato correttamente dimostrato: tuttavia, vi è una mancanza di studi che valutino il suo effetto su soggetti ipertesi e sovrappeso o obesi. Alcuni studi dimostrano che nei soggetti con ipertensione di tipo 1 ed elevato peso corporeo, il consumo di cioccolato fondente è associato comunque ad un miglioramento della funzione endoteliale, ma occorrono ulteriori studi.

A luglio del 2008, è stato pubblicato un articolo sull’ “American Journal of Clinical Nutrition” che dimostra come il livello di zucchero nel cioccolato influisca sul suo effetto benefico finale: un contenuto di zucchero più elevato potrebbe attenuare gli effetti benefici sul cuore, mentre una bassa concentrazione di zucchero potrebbe anche amplificarli. Ne consegue che maggiore è la concentrazione di cacao nel cioccolato e migliori sono gli effetti sulla salute.

Diabete: recenti studi hanno inoltre dimostrato gli effetti benefici del cioccolato fondente e del cacao sulla resistenza all’insulina, il profilo lipidico, e sullo stato infiammatorio.

Gli effetti antiossidanti del cacao possono influenzare direttamente l’insulino-resistenza e, di conseguenza, ridurre il rischio di diabete, attraverso un effetto protettivo della lipossidazione delle lipoproteine plasmatiche. Dal 1966 al 2010 sono stati condotti 10 studi clinici comprendenti 320 partecipanti. La durata del trattamento variava da 2 a 12 settimane. L’intervento consisteva nel somministrare cioccolato fondente quotidianamente ai soggetti esaminati, e in tutti si è riscontrata una riduzione significativa delle lipoproteine sieriche a bassa densità (LDL) e dei livelli di colesterolo totale, senza effetti statisticamente significativi sulle lipoproteine ad alta densità (HDL) e sui trigliceridi. Inoltre, il consumo di cioccolato fondente può stimolare cambiamenti redox-dipendenti attraverso le vie di segnalazione coinvolte nell’espressione genica e la risposta immunitaria.

Tuttavia, il numero di studi a lungo termine che valutano l’effetto del cioccolato fondente su questi fattori di rischio è relativamente basso, e alcuni autori sono in disaccordo, quindi occorrono ulteriori indagini a riguardo.

Per la bassa percentuale di zucchero contenuta, il cioccolato fondente e, ancora meglio, quello extra-fondente, sono tra i pochi dolci non “banditi” dalle diete per diabetici: il cioccolato fondente al 70% o più di cacao ha un indice glicemico che non supera il 30, il cioccolato fondente con una percentuale di cacao inferiore ha un indice glicemico medio e quello al latte o il cacao zuccherato arrivano ad un indice glicemico di 70, pari a quello delle fette biscottate e del cocomero.

Perchè il cioccolato migliora l’umore.

Tra i tanti minerali e nutrienti, il cioccolato fondente è ricco anche di triptofano, un aminoacido precursore della sintesi di serotonina. La serotonina è un neurotrasmettitore che ha un ruolo importante sull’umore, il sonno, la sessualità e l’appetito; è coinvolta in numerosi disturbi neuropsichiatrici, come l’emicrania, la depressione, il disturbo bipolare e l’ansia, e non è un caso che sia un target di molti psicofarmaci. Inoltre l’ingestione di carboidrati stimola il rilascio di insulina, che, insieme ai suoi effetti anabolici, promuove l’ingresso degli aminoacidi del sangue nelle cellule muscolari, tranne che del triptofano. Questo causa un aumento relativo di triptofano che passa la barriera emato-encefalica, entra nel cervello, e genera un aumento della sintesi di serotonina, che va a spiegare, in parte, “gli effetti sull’umore” associati al consumo di cioccolato.

Infiammazioni, alterazioni del sistema nervoso o anemia? Aiutiamoci con il cioccolato amaro

Il consumo di cioccolato fondente è positivamente correlato anche a situazioni particolari del sistema nervoso o a stati infiammatori.

Sistema nervoso ed infiammazioni: gli studi sostengono che il cioccolato scuro concorra alla protezione dei nervi da danno meccanico e infiammazione. I grassi buoni entrano a far parte della struttura mielinica protettiva dei nervi e gli antiossidanti li proteggono dal danno ossidativo. La ricerca epidemiologica suggerisce che un’elevata assunzione di flavonoidi è correlata ad una minore incidenza dei disturbi cerebrali, tra cui il morbo di Alzheimer e il morbo di Parkinson. La teoria è che il cioccolato fondente contenga composti ferro-chelanti. Molte delle proteine amiloidi (responsabili della formazione della placca amiloide, una manifestazione fisiologica nella malattia di Alzheimer) sono geneticamente regolate da proteine ferro-dipendenti, responsabili di una delle forme più diffuse di anemia tra donne, bambini e anziani. Da qui nasce l’ipotesi dell’effetto benefico del cioccolato fondente, ma sono necessarie ulteriori ricerche a riguardo.

Anemia: mangiare una piccola quantità di cioccolato fondente insieme ad altri alimenti ricchi di Ferro può essere d’aiuto nei casi lievi di anemia sideropenica, che non necessitano di trattamento farmacologico.

L’anemia si verifica quando il corpo ha un numero eccessivamente basso di globuli rossi. L’anemia sideropenica, o anemia da carenza di Ferro, si ha quando c’è una insufficiente quantità di Ferro presente nel corpo a causa di forti emorragie o malnutrizione ed è una delle forme più diffuse di anemia tra donne, bambini e anziani. Il Ferro è responsabile della produzione di emoglobina e il trasporto di ossigeno in tutto il corpo. In questi casi occorre aumentare l’assunzione di vitamina C e Ferro nella dieta (La vitamina C è necessaria per aumentare l’assorbimento di Ferro). Per incrementare l’assunzione quotidiana di Ferro alimentare si può contare anche su qualche pezzetto di cioccolato fondente. E’ importante sottolineare che il cioccolato non contiene abbastanza Ferro e vitamine del gruppo B per il trattamento dell’anemia da carenza di folati o anemia megaloblastica, ed occorre quindi consultare un medico o uno specialista, poiché il consumo di cioccolato fondente può solo funzionare da supporto.

Tipologie e produzione del fondente: dai semi al cioccolato.

Le fave di cacao sono i semi del frutto della pianta Theobroma Cacao. Il frutto ha la forma di baccello, ogni baccello produce circa 35-50 semi circondati da una polpa dolce. Il baccello e la polpa che circonda il seme di cacao costituiscono il frutto del cacao. Dopo la raccolta, i semi vengono posti in contenitori e fermentati sotto l’azione di microrganismi presenti in natura che si nutrono dello zucchero dalla polpa, loro fonte di energia. I semi vengono poi essiccati al sole o in forni a legna e successivamente ripuliti, tostati e macinati per ottenere tre prodotti: la pasta di cacao, da cui si ricava il burro di cacao, e la polvere di cacao.

Esistono tre varietà di cacao da cui si produce il cioccolato:

  • Tipologia Criollo: molto pregiato, è aromatico e ha un sapore delicato, non amaro; è originario del Messico, poco prodotto e, per tutte queste caratteristiche, anche il più caro sul mercato.
  • Tipologia Forestiero: dell’Amazonia, più acido e amaro al gusto per la sua ricchezza di antiossidanti è comunque più coltivato e meno pregiato del Criollo, quindi più economico.
  • Tipologia Trinitario: un ibrido ottenuto dalle prime due, ha caratteristiche organolettiche intermedie tra quelle parentali. Spesso in commercio troviamo cioccolato ottenuto miscelando le diverse tipologie di cacao, proprio come succede per il caffè.

Effetti sui denti, attenzione alle carie

La permanenza dello zucchero a contatto con i denti è la vera causa delle carie, più che la quantità di zucchero consumata. Il cioccolato non resta “attaccato” ai denti quanto i cracker, i biscotti o la frutta secca. Studi suggeriscono che il cioccolato fondente e il cacao possono addirittura avere affetti benefici sulla salute dentale, perché i flavanoli antiossidanti e altri composti presenti nel cioccolato fondente rallentano l’accumulo di placca.

Bisogna comunque ricordare l’importanza di lavare i denti dopo un pasto, a prescindere dalla natura dello stesso, per prevenire la comparsa di carie.

Un buon alleato per la fame nervosa da stress

Lo stress produce, generalmente, effetti differenziali sull’alimentazione a seconda del tipo di soggetto ed è spesso associato ad un aumento del consumo di grassi e cibi particolarmente gradevoli al palato. Vari studi hanno dimostrato che gli individui in uno stato d’animo negativo mangiano come forma di distrazione o di compenso. Il cioccolato è uno dei prodotti più consumati o riconosciuti come appetibile in queste circostanze umorali, e per l’alto contenuto lipidico e quindi calorico è considerato “un peccato di gola”; in realtà, come abbiamo visto il consumo di fondente può anche avere effetti benefici sul metabolismo, basta solo cercare di non esagerare. In circostanze di particolare stress ci si può anche concedere qualche pezzetto di cioccolato fondente con nocciole, mandorle o arachidi, essendo anche questi frutti ricchi di proprietà benefiche, ma proprio come il cioccolato sono molto calorici, quindi non bisogna lasciarsi andare con le quantità assunte.

Controindicazioni del cioccolato fondente: quando non abusarne

Tra le principali controindicazioni legate al consumo eccessivo di cioccolato fondente c’è il rischio di ingrassare:abbiamo detto che la teobromina ha azione lipolitica, ma ricordiamo che questo è molto diverso dal dire che mangiare cioccolato “brucia i grassi”, perché parliamo comunque di un alimento molto calorico, che deve essere consumato a piccole dosi in un regime alimentare equilibrato. Inoltre abbiamo visto come contenga caffeina e treobromina, sostanze eccitanti che vanno consumate entro certi limiti (soprattutto in caso di gravidanza, allattamento o nel caso si soffra di tachicardia).

Il cioccolato fondente può contenere Nichel o altri allergeni come tracce di frutta secca o latte,

quindi occorre leggere bene le etichette e non abusarne.

L’Università del Maryland Medical Center ipotizza che il cioccolato possa essere causa di emicrania, poiché contiene naturalmente la tiramina, responsabile dell’insorgenza del disturbo. Un altro fattore che scatena l’emicrania è l’elevato livello di zucchero nel sangue, quindi se si soffre di questo disturbo è bene scegliere cioccolato con basso tenore di saccarosio.

Il cioccolato contiene ossalati, il cui incremento è correlato al rischio di calcoli renali: coloro che sono predisposti a calcoli o hanno sofferto di questo problema devono fare attenzione al consumo di cioccolato.

La ricerca, ad oggi, suggerisce che i benefici di un moderato consumo di cioccolato fondente (anche tutti i giorni, non più di 40g e preferendo il fondente con maggiore percentuale di cacao) probabilmente superano i rischi relativi al suo consumo regolare.

Prevenire rughe acne e cellulite con trattamenti al cioccolato amaro

Trattamenti per la pelle a base di cioccolato fondente, che ha la maggiore percentuale di cacao e che conserva maggiormente intatti gli antiossidanti (il processo produttivo del cioccolato bianco causa la perdita della maggior parte dei composti antiossidanti), possono aiutare la pelle a mantenersi giovane e sana, quindi mangiare piccole dosi di cioccolato fondente, anche tutti i giorni, o utilizzare trattamenti esterni a base di cioccolato fondente può avere benefici per la pelle.

I chicchi freschi di cacao contengono 10.000 mg di antiossidanti per 100 g. Il burro di cacao estratto dal chicco è stato usato per secoli come crema idratante intensiva.

Rughe e invecchiamento della pelle: le proprietà antiossidanti del cioccolato fondente possono aiutare a prevenire i danni causati dai radicali liberi sull’elastina e il collagene della pelle, contribuendo così a prevenire le rughe e le macchie.

Il cioccolato è apparso come un ingrediente dei prodotti di bellezza per il corpo a partire dalla metà del 1800, quando è stato scoperto l’effetto emolliente del burro di cacao sulla pelle. Il burro di cacao fonde alla temperatura corporea quindi è facilmente assorbito dalla pelle, e per questo in passato veniva raccomandato dai dermatologi per una varietà di problemi, come l’eczema, le dermatiti e per la prevenzione di smagliature in gravidanza.

Esistono diversi trattamenti per corpo al cioccolato fondente: scrub corpo al cacao e zucchero per eliminare le cellule morte ed ottenere una pelle luminosa; impacchi e bagni di cioccolato fondente per idratare la pelle e aumentare la circolazione; altri trattamenti per il corpo, come pedicure, manicure, massaggi e cere che sfruttano il cioccolato per stimolare i sensi e rendere il trattamento più piacevole.

Per ottenere i massimi benefici da questi trattamenti al cioccolato è importante scegliere prodotti che contengono cioccolato fondente, cacao o burro di cacao come ingrediente principale. Janice Cox, autrice americana del libro “La bellezza naturale a casa” dice che più scuro è il cioccolato, migliori sono i suoi benefici per la pelle, quindi quando è possibile bisogna scegliere i trattamenti che utilizzano il cioccolato contenente almeno il 35% di cacao.

Cellulite: La teobromina – di cui abbiamo parlato prima – appartiene alla famiglia delle metilxantine, come la teofillina del tè e la caffeina del caffè, ed è una sostanza lipolitica, quindi contenuta in molte creme o fanghi adatte per il trattamento della cellulite. Pensare che il cioccolato fondente sia un nemico perché favorisca la comparsa della cellulite proprio per il suo contenuto di teobromina ci induce in errore, infatti è sufficiente non abusarne, anche perché ad alte dosi le metilxantine hanno effetti collaterali come tachicardia e insonnia.

Acne: la vecchia credenza che lega il consumo di cioccolato alla comparsa di acne è, in realtà, errata. L’acne degli adolescenti è dovuta a fattori ormonali, non al consumo di cioccolato, soprattutto di cioccolato fondente.

Esiste una relazione tra alimentazione e comparsa di acne, ma questa è legata al consumo di alimenti dall’alto indice glicemico che aumentano il rilascio di insulina, e alimenti dall’alto contenuto di steroidi anabolici come il latte vaccino. Allo stesso modo si associa la comparsa di un brufoletto nel periodo pre-mestruo delle donne al maggiore consumo di cibi grassi o cioccolato, in realtà, si tratta di cambiamenti ormonali che accompagnano questo periodo a determinare un aumento del desiderio di cioccolata o cibi grassi in molte donne.

Ricetta scrub al cacao fondente:

Sciogliere 30g di cioccolato fondente a bagnomaria e aggiungere un cucchiaino di olio di semi e un cucchiaino di miele. Togliere dal fuoco e aspettare che intiepidisca, poi aggiungere un cucchiaio di bagnoschiuma, possibilmente privo di profumazione. Prima che si raffreddi del tutto aggiungere un cucchiaio di sale grosso. Terminata la parte liquida aggiungere farine con diversa grana (quella di mais lo rende più aggressivo ed è poco adatta alle pelli delicate, quella di riso è molto più sottile e soffice), 2 cucchiaini di farina di cocco e un fondo di caffè. Le quantità e gli ingredienti sono a discrezione personale, fino ad ottenere la densità desiderata. Non preparatene una grande quantità, in quanto non aggiungendo conservanti lo scrub non può essere conservato a lungo né bisogna esagerare con questo trattamento, dato che rimuove le cellule morte ma anche il sebo della pelle. Preparato con farine più sottili e delicate può essere usato più spesso e, lasciato agire sulla pelle per una decina di minuti, ha azione anticellulite grazie al contenuto di caffè, sale e cioccolato fondente che lo rende anche idratante e nutriente con laggiunta di olio e miele. L’azione esfoliante delle farine completa il tutto e il risultato sarà una pelle morbida e compatta.

Bagno idratante e rilassante al cioccolato amaro:

Riempire una vasca da bagno di acqua, sciogliere a bagnomaria 100g. di cioccolato fondente, aggiungere 2 bicchieri di latte, 1 cucchiaio di miele e togliere dal fuoco, aggiungere 2 cucchiai di bagnoschiuma delicato e versare il tutto nella vasca da bagno. Questo trattamento è paragonabile a quelli da spa, ma più economico! è rilassante e idratante, una vera ricetta di bellezza per la pelle.Aggiungendo del sale grosso si potenzia anche l’ effetto anticellulite…

Dai Maya al XX secolo, curiosità e aneddoti sui chicchi di cacao.

Risale agli Aztechi il primo utilizzo del cioccolato a scopi medici, riservato principalmente ai sacerdoti e alle classi più agiate, ma anche ai soldati per conferire loro forza ed energia.

Per secoli è stato consumato come bevanda dai Maya, dagli Aztechi e dai primi europei: questo infuso schiumoso a base di chicci di cacao era un fenomeno della natura, a causa del suo valore stimolante delicato che li faceva sentire svegli, vigili e forti. Così, il cioccolato ha rapidamente guadagnato una reputazione come alimento essenziale per la salute.

Il Codice Badianus, pubblicato nel 1590, dice che i fiori di cacao venivano utilizzati in bagni profumati per curare la fatica dei funzionari del governo e narra di una miscela di fave di cacao, mais ed erbe in grado di alleviare la febbre, lenire le ansie e trattare i deboli di cuore.

In Europa la bevanda al cioccolato venne considerata una panacea, utilizzata per il trattamento di disturbi diversi, dall’anemia ai problemi di digestione. Sono più di 100 gli usi medicinali relativi al cioccolato dei quali si è rinvenuto nei manoscritti europei dal XVI al XX secolo.

All’inizio del 1800, in Inghilterra, il Dottor Hughes disse che era un alimento particolarmente indicato per le donne in gravidanza: “Il cioccolato è la bevanda più eccellente che sia mai stata trovata. Ottima anche da sola per la colazione, è benefica per il corpo e può essere bevuta da persone di tutte le età, in particolare dalle donne in gravidanza, dal momento che nutre l’embrione, e impedisce gli svenimenti “.

Come segno della reputazione del cioccolato, quando nel 1753 il naturalista svedese Linneo assegnò ufficialmente una nomenclatura a tutte le piante del mondo, chiamò l’albero del cacao Theobroma cacao, che appunto significa “cibo degli Dei”.

Come preparare la crema di nocciole e cioccolato fondente fatta in casa

Ingredienti:

  • 80g. di cioccolato fondente
  • 50g. di nocciole sgusciate
  • 90g. di zucchero
  • 90mL di latte
  • 50g. di burro o margarina

Sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria, tritare zucchero e nocciole a parte. Aggiungere il burro e il latte nel contenitore a bagnomaria (il cioccolato deve essere quasi del tutto sciolto) e fare attenzione che il cioccolato non arrivi a temperature elevate, affinché mantenga intatte le sue properietà. Spezzettate il cioccolato e il burro, in modo che si scioglieranno prima, e poi versare la polvere di zucchero e nocciole e mischiare bene tenendo il contenitore ancora a bagnomaria per far addensare la crema. Spegnere il fuoco una volta raggiunta la consistenza desiderata.

Il risultato sarà una crema spalmabile buonissima ma calorica, quindi non esagerate!

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Per quali motivi si ingrassa dopo aver smesso di fumare? (seconda parte)

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma ITALIANI FUMARE E CIG ITA Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina Glutei TestaQuella che state per leggere è la seconda parte di questo articolo (che vi consiglio di leggere prima): Per quali motivi si ingrassa dopo aver smesso di fumare?

7) SI SENTONO MEGLIO GLI ODORI
Gli odori che entrano nella cavità nasale attraverso le narici, raggiungono l’epitelio olfattivo, un sottile strato di cellule collocato in un’area ristretta della cavità nasale e vengono interpretati dai recettori olfattivi. Essi vengono danneggiati dal fumo di sigaretta quindi quando si cessa di inalare il fumo le cellule tornano ad essere pienamente efficienti quindi gli odori si sentono meglio: chi riesce a resistere al buon odore di un buon cibo?

8) LA NICOTINA AUMENTA LA SECREZIONE DEGLI ACIDI GASTRICI
La nicotina esplica anche un curioso effetto a livello gastrico in sinergia con altri componenti del fumo di tabacco. A pochi minuti dall’assunzione di fumo di tabacco si verifica un incremento del 15% della secrezione di HCl (acido cloridrico) da parte della mucosa gastrica. Questa potrebbe essere la ragione per cui il desiderio di sigaretta aumenta dopo i pasti, specie se abbondanti. Quindi la nicotina favorisce la digestione a livello gastrico e ciò si traduce in una migliore gestione del peso corporeo.

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9) LA NICOTINA VELOCIZZA IL TRANSITO INTESTINALE
La nicotina nel tabacco tende ad alterare la motilità intestinale nei fumatori di sigarette. In determinate dosi può anche avere un effetto lassativo e ciò può avere effetti benefici sul peso corporeo. Venendo a mancare tale effetto lassativo, può comparire stipsi che influisce negativamente sul nostro peso. Si parla di effetto “lassativo” ma ricordate: l’abuso cronico di sigarette, però, può fare aumentare le contrazioni spastiche dell’intestino e aggravare nel tempo la situazione di stitichezza.

Esiste una correlazione tra il numero di sigarette fumate ed i chili presi
Sembra che i chili presi in più siano proporzionali al numero di sigarette fumate: secondo uno studio americano eseguito su ex fumatrici, quelle forti (25 o più sigarette al giorno) crescevano di peso almeno del doppio delle fumatrici “leggere”. La mia esperienza personale ha confermato in pieno questo dato. Nell’ultimo periodo della mia dipendenza da nicotina, fumavo circa 25 sigarette al giorno e, come già prima accennato, sono ingrassato circa 10 kg. In ogni caso, dalle ricerche è stato rilevato che la gran parte dell’ingrassamento è dovuto principalmente all’aumento di cibo ingerito: nelle donne una media giornaliera di circa 230 calorie in più.
Giorno dopo giorno, si arriva così a un aumento medio calcolato di tre-cinque chili in pochi mesi, anche se molto dipende dalla variabilità individuale e dallo stile di vita in generale. Normalmente gli effetti complessivi sul peso si fanno vedere dopo il primo anno, massimo due, da quando si è smesso di fumare. Nella mia esperienza io ho raggiunto il “picco” di peso intorno al sesto mese dopo aver smesso di fumare, per poi tornale al peso precedente (che avevo nel momento in cui ho smesso) dopo poco più di un anno.

I migliori prodotti per il fumatore che vuole smettere di fumare
Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche, pensati per il fumatore che vuole smettere di fumare o che ha smesso da poco e vuole perdere peso. Noi NON sponsorizziamo né siamo legati ad alcuna azienda produttrice: per ogni tipologia di prodotto, il nostro Staff seleziona solo il prodotto migliore, a prescindere dalla marca. Ogni prodotto viene inoltre periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

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Il pollo e la carne bianca fanno ingrassare o dimagrire?

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Ma cosa intendiamo per carne bianca?

Nell’opinione comune si identifica con quella del pollame da cortile. In realtà è “bianca” la carne degli animali giovani e quindi in questa denominazione generica rientrano vitello, capretto, agnello, maiale, pesci, coniglio, oltre al pollame. Vediamo come orientarci.

Cosa preferire? Per la nostra dieta sceglieremo i vari tipi di pollo, il coniglio, il tacchino, da alternare con il pesce.

Cosa escludere? Escluderemo l’anatra e l’oca, che pur essendo pollame, per loro caratteristiche rientrano tra la carne rossa. Da evitare il cappone, anche se le sue carni sono definite bianche. Trattandosi di un giovane gallo castrato e ingrassato ha una caratteristica pericolosa: il grasso si accumula all’interno della massa muscolare e non è possibile “separarlo”, cosa che invece possiamo fare con l’altro pollame.

Cosa mangiare saltuariamente? Teniamo per un uso saltuario capretto, agnello, maiale giovane e vitello: anche se sono carne bianca, hanno più grasso di quella del pollo.

I vantaggi della carne bianca:

  • Sazia senza ingrassare: il rapporto tra le calorie che apporta (poche) e il senso di sazietà che fornisce è uno dei più alti.
  • Fornisce le proteine meglio assimilabili: la carne bianca ha una sequenza di amminoacidi che consente il miglior assorbimento intestinale.
  • Contiene il triptofano, precursore dei neurotrasmettitori del benessere.
  • Mantiene i tessuti sodi anche quando si dimagrisce. Ricca di proteine nobili, la carne è preziosa per il ricambio proteico dei muscoli, serve a costruirli e a conservarli sodi durante i dimagrimenti.
  • Rinnova i tessuti e contribuisce alla formazione di enzimi e anticorpi.
  • È ben digeribile, grazie al basso contenuto di tessuto connettivo, di grassi e al ridotto diametro delle fibre muscolari. Ciò consente una rapida azione dei succhi gastrici. È più facile dimagrire se si digerisce meglio.
  • Altro vantaggio della carne bianca è che tutti i grassi che contiene sono concentrati nella pelle e nel sottopelle, dove sono separati dal resto. Prima di cuocerla è opportuno levare dunque questo grasso visibile togliendo la pelle.

Dimagrire con la formula vincente della carne bianca
Ecco il piano dietetico per ottenere il massimo effetto dimagrante. Segui i consigli sulle dosi e cucinala in modo light ma saporito. Otterrai una veloce perdita di peso, ben un chilo a settimana, conservando una perdita di peso.

100g di carne bianca 4 o 5 volte a settimana

  • Accompagnala possibilmente con almeno 250 g di verdure crude o cotte.
  • Uniscila a 80 g di riso pilaf oppure di polenta, orzo, farro, cous cous due volte a settimana, meglio se a mezzogiorno. Usala come piatto unico, dietetico e saziante.
  • Consumala insieme a 100 g di legumi una volta a settimana, per esempio spezzatino di pollo o coniglio con piselli.
  • Nei giorni in cui non mangi carne, la tua quota di proteine sarà data dal pesce (che è ancora “carne bianca”).

Il resto del tuo programma alimentare è libero, ricordati però di non mangiare dolci e fritti e di non condire troppo gli alimenti.

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Le uova fanno ingrassare o dimagrire? Quante calorie hanno?

MEDICINA ONLINE MANGIARE YOGURT UOVA LEGUMI MAGRA DIABETE CALORIE SEMI GLICEMIA GASSATA OLIGOMINARALE RICETTA INGRASSARE DIMAGRIRE INSULINA GLICATA COCA COLA ARANCIATA THE BERE ALCOL DIEPer anni le uova sono state ritenute erroneamente un cibo non adatto a chi è a dieta, se non nella versione soda e comunque consumate molto di rado. Sembrava essere uno dei capi saldi sui quali venivano organizzate le diete: le uova sono ricche di colesterolo e sono comunque caloriche, quindi meglio accantonarle. Ma è proprio vero quello che dicono? È vero che le uova fanno ingrassare? Oppure si possono consumare senza problemi?

Le calorie

Non si capisce come le uova siano state considerate per anni un cibo grasso e calorico. In un uovo di medie dimensioni troviamo circa 90 calorie, con il grosso di queste che proviene dalle proteine. Si tratta in aggiunta di proteine di ottima qualità e decisamente importanti per chi sta seguendo un regime alimentare restrittivo.

Attenzione a come si preparano

Ovviamente dipende da come si preparano: l’uovo sodo non ha calorie aggiunte, ma nel caso in cui optassimo per una frittata o comunque per delle uova fritte, dovremo per forza di cose andare ad aggiungere grassi di cottura e dunque andare ad aumentare la quantità di calorie contenute in questo alimento. Un uovo però semplicemente lessato, oppure cotto alla coque, è sicuramente un alimento dietetico che non fa ingrassare.

Non esagerare

C’è una buona quantità di grassi e colesterolo nel tuorlo delle uova ed è per questo motivo che la loro assunzione andrebbe comunque tenuta sotto controllo. Forse meglio non superare le 4 uova a settimana, optando per altri prodotti di tipo proteico durante la settimana, come pesce e tagli di carne magra. Questo non perché siano nocive, ma piuttosto perché la varietà, quando si parla di diete, è sicuramente un valore che deve interessarci ed è dunque sempre meglio cercare di ruotare gli alimenti, soprattutto quelli di base per l’apporto proteico. Le uova rimangono comunque, alla luce dei fatti, un prodotto di qualità assoluta, che può e anzi deve essere aggiunto alla nostra dieta, per i suoi straordinari valori nutrizionali e per il suo straordinario potere saziante. Se amate le uova, non dovete preoccuparvi: non è vero che fanno ingrassare, a patto che le consumiate con criterio.

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Risotto alla zucca vegano, ricetta facile e veloce

MEDICINA ONLINE ZUCCA CALORIE PROPRIETA USI BENEFICI SALUTE FRUTTA VERDURA CUCINA RICETTE RICETTA LIGHT DIETAIl risotto alla zucca è una classica ricetta autunnale molto semplice da preparare, ma gustosa e salutare. Un piatto che, tipica della cucina settentrionale, si è ormai diffuso in tutta Italia e preparato un po’ da tutti in diverse varianti.

Difficoltà: facile – Tempo: di cottura del riso (20′)

Ingredienti (4 Porzioni):

  • 500 gr di zucca arancione (ma potete anche abbondare)
  • prezzemolo
  • 1 cipolla
  • 1 cucchiaio d’olio extravergine
  • un pochino di noce moscata
  • 100 ml di vino bianco secco facoltativo
  • riso (1 tazzina colma da caffè a persona, se ne avanza è buono anche riscaldato)
  • sale quanto basta
  • un pochino di peperoncino
  • acqua bollente e salata a parte, oppure brodo vegetale, un pentolino
  • formaggio grattugiato, pecorino o grana da spolverizzare sopra (facoltativo)

Preparazione:

Tritare la cipolla, il pezzetto di peperoncino e il prezzemolo e far rosolare un po’. Dopo pochi minuti aggiungere la zucca tagliata a pezzi piccoli e successivamente il riso da far tostare, il tutto rimestando con un cucchiaio di legno per pochi istanti, in una padella antiaderente, meglio se di ceramica.

Aggiungere il vino bianco e far sfumare. Aggiungere a mano a mano che asciuga l’acqua bollente o il brodo e una spolverata di noce moscata mescolando. La cottura deve avvenire a fiamma un po’ allegra e rimestando spesso.

Se non siete vegani, mettete del formaggio e far riposare alcuni minuti prima di servire a tavola.

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Eutirox può essere usato anche per dimagrire? Quali sono i rischi?

MEDICINA ONLINE PESO BILANCIA MASSA BIOIMPEDENZIOMETRIA INDICE CORPOREA COCALORIE BASMATI BIANCO INGRASSARE DIETA COTTO CRUDO PIATTO CUCINA LIGHT MANGIARE DIMAGRIRE GRASSO DIABETE CARBOIIn caso di ipotiroidismo, ossia quando la ghiandola tiroidea funziona in modo lento, si assume generalmente un farmaco specifico, denominato Eutirox. A base di levotiroxina sodica, svolge la funzione di sopperire alla mancanza dell’ormone tiroxina causata dalla limitata attività della tiroide. L’ingresso nel mercato farmaceutico di questo farmaco ha sgombrato il campo in maniera graduale dalla polvere di tiroide essiccata.

Lo scopo dell’Eutirox è quello di una normalizzazione dei valori di TSH, l’ormone ipofisario che induce la tiroide a produrre gli ormoni T3 e T4: nel caso in cui la ghiandola funziona troppo, l’organismo cerca di attuare una sorta di compensazione, diminuendo la secrezione di TSH. Un’elevata assunzione del farmaco oggetto di trattazione, provoca, al contrario, una discesa del TSH al di sotto dei valori fisiologici, dunque è fondamentale rivolgersi sempre ad uno specialista, il quale prescriverà il giusto dosaggio.

L’Eutirox non può essere adoperato nei seguenti casi: allergia al principio attivo o ad uno degli altri componenti del medicinale, insufficienza surrenalica non trattata (malattia delle ghiandole surrenali), insufficienza ipofisaria non trattata (malattia dell’ipofisi), e tireotossicosi non trattata. Il trattamento non può altresì essere iniziato in presenza di infarto miocardico acuto, miocardite acute e pancardite.

Eutirox: effetti sull’organismo

L’assunzione dell’Eutirox accelera il metabolismo dell’organismo, incrementando il dispendio di energie, e quindi in genere si verifica un’elevata sudorazione, una scarsa resistenza alle alte temperature, nonché un rapido e palese dimagrimento. Alla luce di ciò, molte persone, in particolar modo quelle tendenti ad accumulare chili rapidamente, sono portate a pensare che questo farmaco sia utile per diminuire di peso. Ma ciò non è assolutamente consigliato: si tratta, come precedentemente sottolineato, di un medicinale prescritto solo ed esclusivamente per coloro i quali hanno problemi di tiroide, e solo il medico è la persona indicata a fornire la dose giornaliera che ciascun paziente, a seconda del proprio bisogno specifico, deve assumere.

Eutirox: non è un farmaco per dimagrire

Adoperare l’Eutirox per diminuire di peso non è esente da rischi: una dose eccessiva può infatti causare tremori, tachicardia, crampi della muscolatura scheletrica, diarrea, nausea, aritmie, insonnia, vampate di calore. Ed un suo uso prolungato può alterare irrimediabilmente la funzionalità della tiroide, trasformando un individuo sano in un individuo malato. Qualsiasi farmaco va adoperato secondo coscienza e secondo prescrizione medica, per il solo scopo al quale è destinato. Non bisogna pertanto assolutamente commettere azzardi, quando c’è la salute di mezzo: gli effetti collaterali sono un prezzo troppo alto da pagare.

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Diabete: le sostituzioni di alcuni alimenti di uso comune

MEDICINA ONLINE DIABETE CIBO MANGIARE DIETA QUANTO SI PUO VIVERE SOLA ARIA CIBO ACQUA TAVOLA DIGESTIONE UVA FRUTTA DIETA CALORIE DIMAGRIRE CONSIGLI NUTRIZIONE VITAMINE SALI MINERALI DONNA VERDURAMigliorare la qualità della propria alimentazione si può. A tutte le età e in qualsiasi condizione fisio-patologica. Aumentare il consumo di fibre, ridurre l’apporto di zucchero e sale, aumentare l’assunzione di vitamine e mineraliè possibile sostituendo alcuni alimenti di uso comune con alimenti più salutari. Modificando alcune scelte a tavola e non commettendo sempre gli stessi errori sarà più facile controllare il peso, la glicemia, i livelli ormonali, fornendo all’organismo tutti i nutrienti di cui ha bisogno. Introducendo nuovi e diversi alimenti nella dieta quotidiana, inoltre, si rispetta una regola fondamentale: variare spesso le scelte a tavola. Questa risulta la migliore strategia per rifornire il corpo di tutte le sostanze di cui ha bisogno per il mantenimento della salute e dello stato di benessere.

COLAZIONE

Esempi di colazione comune in Italia sono:

  • cappuccino (spesso zuccherato) + brioche;
  • latte (spesso zuccherato) o yogurt e biscotti o cereali;
  • tè (spesso zuccherato) + fette biscottate con marmellata o creme spalmabili;
  • caffè.

Chi salta la colazione e/o beve solo un caffè commette un errore lampante in quanto è accertato quanto sia importante la colazione per le esigenze metaboliche dell’organismo. Chi inizia la giornata con una colazione come quella descritta sopra, non sta soddisfacendo pienamente le linee guida alimentari che raccomandano una colazione nutriente pari a un pasto equilibrato che permetta di raggiungere il 20% -25% dell’energia giornaliera. In questi esempi di colazione, l’apporto di carboidrati e zuccheri ad alto indice glicemico è elevato insieme con l’apporto di grassi provenienti da fonte animale o dai grassi vegetali (olio di palma e olio di cocco) usati dall’industria alimentare mentre risulta basso l’apporto di proteine, sali minerali, vitamine e fibre. Anche il potere saziante, dipendente anche dalla quantità totale di cibo, è inferiore a quello di colazioni più bilanciate.
Esempi di colazione alternativa possono essere:

  • Yogurt greco 0% grassi o yogurt di soia + macedonia di frutta + mandorle
  • Latte + muesli + frutti di bosco
  • Tè o infuso + bresaola + mela
  • Pane integrale di segale + ricotta o uovo + frutto
  • Frullato preparato con
    • Latte di soia
    • Crusca d’avena o riso
    • Fiocchi d’avena
    • Frutta a piacere

PRANZO E CENA

Gli alimenti maggiormente utilizzati durante i pasti sono i cereali e le fonti proteiche animali.
I cereali sono solitamente consumati nella versione raffinata (pasta bianca, pane bianco, riso) dotate di un indice glicemico più alto rispetto alle versioni integrali (pasta integrale, pane integrale, riso integrale) le quali sarebbero da preferire sempre, anche per il loro maggiore apporto di fibra alimentare e di sali minerali.
E’ importante variare i cereali che si consumano durante la settimana. Il corpo umano riceve i giusti apporti dei nutrienti variando spesso le scelte a tavola. Non si deve mangiare solo pasta di semola di grano e/o riso ma anche farro, amaranto, orzo, grano saraceno, segale, riso basmati, riso nero, riso rosso, etc.
Le fonti proteiche animali andrebbero sostituite con prodotti vegetali contenenti proteine per seguire maggiormente iLivelli di Assunzione Raccomandati di Energia e Nutrienti (LARN) che consigliano di apportare 2/3 delle proteine giornaliere da fonte vegetale e solo 1/3 da fonte animale. Perciò carne, formaggi, affettati e uova dovrebbero lasciare il posto con maggior frequenza a legumi e loro derivati, tofu, seitan, frutta secca a guscio.
Per un corretto controllo glicemico fare attenzione ai legumi e al loro contenuto di carboidrati. Occorre utilizzarne sempre una giusta quantità, proporzionata alla propria condizione e al proprio dispendio energetico, per non incorrere in un eccesso glicemico post-prandiale quando nel pasto siano presenti anche i cereali e/o i loro derivati.
Discorso a parte può essere fatto per il pesce in quanto, anche se apporta proteine animali, porta con sé anche una serie di nutrienti “buoni”, come i grassi omega-3, perciò se ne consiglia il consumo di 2-3 porzioni a settimana.

SPUNTINI

Un po’ per abitudine, un po’ per la facilità con cui è possibile reperire certi cibi, gli spuntini sono fatti con alimenti farinacei, salati o dolci che siano, come biscotti, merendine, barrette di cereali, focacce, crackers o altri prodotti da forno. In qualche caso vengono usati dei dolci come gelato, cioccolato, pasticcini o derivati animali come latte, yogurt. Questi alimenti vengono spesso associati anche a una bevanda tipo caffè, tè, succo di frutta. In questo modo i nutrienti che si assumono in maggiori quantità sono i carboidrati/zuccheri insieme con un apporto variabile di grassi saturi e sale.

Gli alimenti sopra elencati possono essere sostituiti con frutta, spremuta, frullato, centrifugato di frutta e verdura, frutta secca a guscio non salata e non tostata, semi vari (girasole, lino, canapa, sesamo, zucca, chia, bacche di goji). In questo caso si opta per uno spuntino più leggero e saziante, ricco di vitamine e sali minerali con un po’ di zuccheri semplici ma dal basso indice glicemico.

Se si desidera un prodotto farinaceo si può preferire un alimento preparato con una farina alternativa alla classica farina di frumento (tipo 0 e 00) come la farina di frumento integrale o una farina integrale di altri cereali (segale, riso, mais, orzo, avena, miglio, grano saraceno). Se si desidera ridurre ulteriormente l’apporto di carboidrati allora è possibile sostituire le farine di cereali con le farine di legumi (ceci, soia, fave, piselli, fagioli) o farina di mandorle. In questi casi lo spuntino sarà comunque a prevalenza di carboidrati ma si sarà abbassato il carico glicemico e aumentato l’apporto di fibra, proteine, vitamine e minerali rispetto ad un analogo prodotto con farine raffinate.

N.B. E’ bene ricordare che la quantità degli alimenti da mangiare deve essere proporzionata alla condizione fisio-patologica, allo stile di vita, ai livelli di attività fisica (che deve essere regolare) e agli eventuali obiettivi da raggiungere (per es. dimagrimento, controllo glicemico, abbassamento del colesterolo, etc.).

ALIMENTI POSSIBILI SOSTITUZIONI
LATTE
  • Bevanda a base di soia
  • Bevanda a base di cereali (riso, avena, kamut, orzo)
  • Bevanda a base di avena
  • Bevanda a base di frutta secca (noci, nocciole, mandorle)
  • Bevanda a base di semi di canapa
YOGURT CLASSICO
  • Yogurt vegetale a base di soia o riso
  • Crema di mandorle o di nocciole
  • Burro d’arachidi
  • Crema di semi di sesamo
FARINA TIPO 0 E TIPO 00
  • Farina di frumento integrale
  • Farina integrale di altri cereali (riso, kamut, mais, avena, orzo, grano saraceno, quinoa, miglio, amaranto, etc.)
  • Farina di legumi (ceci, piselli, fave, soia, fagioli, lenticchie)
  • Farina di mandorle
  • Farina di nocciole
  • Farina di polpa di carrube
LATTICINI E FORMAGGI
  • Tofu
  • Formaggio di riso
  • Formaggi vegetali (ricotta di soia, crescenza di soia, etc.)
PASTA DI SEMOLA DI GRANO DURO
  • Pasta integrale di avena, farro, riso, grano saraceno, etc.
  • Spaghetti di soia
  • Pasta di semola integrale
RISO (VARIETÀ ARBORIO, CARNAROLI, RIBE, PARBOILED)
  • Riso integrale
  • Riso Venere
  • Analoghi alimenti preparati con farine di legumi
  • Riso Basmati
  • Riso Thai
PANE, PIZZA, FOCACCIA, CRACKERS, BISCOTTI E ALTRI PRODOTTI DA FORNO
  • Analoghi alimenti preparati con farina integrale
  • Analoghi alimenti preparati con farine integrali alternative di cereali
  • Farinata di ceci
  • Cecina toscana
CEREALI PER LA PRIMA COLAZIONE
  • Cereali integrali
  • Bastoncini di crusca
  • Frutta secca a guscio
UOVA
  • Legumi
  • Fritttata di farina di ceci
  • Falafel
  • Farina di ceci come addensante invece delle uova
CARNE
  • Legumi
  • Alimenti derivati dalla soia ed altri legumi
  • Seitan
  • Muscolo di grano
BURRO, PANNA, MARGARINE
  • Olio extravergine d’oliva
  • Olio di semi di lino
  • Olio di semi vari
  • Oli vegetali in genere eccetto olio di palma e olio di cocco
  • Panna di soia
  • Yogurt magro
  • Yogurt di soia
  • Burro di soia
  • Polpa di avocado
  • Crema di mandorle o di nocciole
  • Burro d’arachidi
  • Crema di semi di sesamo

I migliori prodotti per diabetici
Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche, estremamente utili per aiutare il diabetico ed il pre-diabetico a mantenere i giusti livelli di glicemia, perdere peso e migliorare la propria salute. Noi NON sponsorizziamo né siamo legati ad alcuna azienda produttrice: per ogni tipologia di prodotto, il nostro Staff seleziona solo il prodotto migliore, a prescindere dalla marca. Ogni prodotto viene inoltre periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

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Le fragole fanno ingrassare o dimagrire? Quante calorie hanno?

MEDICINA ONLINE BERE GELATO FRAGOLE DIABETE BEVANDA CALORIE SODIO GLICEMIA GASSATA OLIGOMINARALE DISTILLATA INGRASSARE DIMAGRIRE INSULINA MARE GLICATA COCA COLA ARANCIATA THE BERE ALCOLLe fragole hanno davvero tantissimi ammiratori: dolci, buone e potenzialmente salutari, sono in pochissimi coloro i quali riescono a resistere a questa bontà tipicamente primaverile ed estiva. Ma si possono consumare anche durante la dieta? Sono cibi “dimagranti” oppure fanno ingrassare?

Calorie nella norma
La prima buona notizia è sul fronte delle calorie. Nelle fragole infatti ci sono circa 35 calorie per 100 grammi di prodotto, ammesso di consumarle assolute e senza l’aggiunta di zucchero. Si tratta di un monte calorico relativamente basso, anche per chi voglia paragonarle agli altri tipi di frutta. Quindi, almeno per quanto riguarda il problema delle calorie, questo è assolutamente inesistente. Inoltre, le fragole sono formate dal 90% di acqua, quasi quanto l’anguria.

Nutrienti e vitamine
In aggiunta al loro incredibilmente basso monte calorico, le fragole devono essere aggiunte alla nostra dieta anche per altri tipi di considerazioni. Sono infatti ricchissime di vitamine e di antiossidanti, sostanze che aiutano a combattere l’invecchiamento e dunque a farci rimanere giovani e in forma. Si tratta di un grandissimo vantaggio per chi consuma questo tipo specifico di alimenti, un vantaggio che finisce per ripercuotersi su tutti coloro i quali consumano di frequente questo specifico tipo di alimenti, al quale appartengono anche le fragole.

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No all’aggiunta di zucchero
Ovviamente un cibo salutare può essere comunque decisamente compromesso, soprattutto per chi segue una dieta ferrea, dal ricorso allo zucchero o al miele. Si tratta di aggiunte non solo molto caloriche, ma anche particolarmente inutili, che rendono un cibo salutare da evitare a tutti i costi. Le fragole sono buonissime al naturale e non c’è nessun bisogno di andare a rovinarle con il pericolosissimo (per chi è a dieta e per chi non lo è) zucchero.

No, le fragole non fanno ingrassare
Le fragole, dunque, a patto che si consumino al naturale, non fanno assolutamente ingrassare e possono essere inserite in ogni tipo di dieta, sia a colazione con i cereali, sia come spuntino light eppure delizioso e in grado di farci passare anche la voglia di dolce. Quando sono in stagione le fragole dovrebbero essere considerate un alimento must per chi è a dieta, senza nessuna paura di mettere su chili. Le fragole, per concludere, sono grandi amiche di chi voglia vivere in salute.

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