Pandoro e dieta: calorie, carboidrati e valori nutrizionali

MEDICINA ONLINE NATALE DOLCI NATALIZI PANDORO PANETTONE TORRONE NOCCIOLE CIOCCOLATO BIANCO SFOGLIATA LIEVITAZIONE OFFELLA INGREDIENTI ZUCCHERO VENEZIANA A VELO CALORIE RICETTE DIFFERENZE DIETA CIBO DOLCE COLOMBA PASQUAIn generale possiamo dire che il pandoro è un dolce molto calorico, uno per questo andrebbe consumato in maniera limitata e non alla fine dei pasti come spesso si è soliti fare. In questo modo non si fa altro che appesantire il nostro intestino e mettere a rischio il peso forma. Per chi proprio non può rinunciare al pandoro sarebbe meglio mangiarne soltanto una piccola fetta dopo i pasti e preferirlo in altri momenti della giornata, come per esempio a colazione. Per conoscere il pandoro in termini di calorie, possiamo dire che il pandoro classico ha circa 410 calorie, quello al cioccolato 450 e quello farcito alla gianduia 420/450 per 100 grammi. Per quanto riguarda i carboidrati tutte tre le versioni del dolce si aggirano intorno ai 45-50 grammi, mentre i grassi corrispondono a circa 19-20 grammi.

Per rimanere in linea è meglio preferire le versioni classiche del pandoro, in modo da evitare le farcitura alla crema e cioccolato.

Pandoro classico

Calorie 100 gr Carboidrati Grassi Proteine Zuccheri
410 kcal 45,20 g 19,70 g 8,40 g 22,90 g

Visto che il pandoro tende non saziare velocemente, sarebbe meglio unire il consumo di una fetta di pandoro a una macedonia di frutta oppure usare come farciture del dolce dello yogurt magro. Al limite si possono mangiare le varianti leggere del pandoro, che contengono una quantità minore di grassi e zuccheri, ma questo non vuol dire che sia concesso esagerare.

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Glutammato monosodico: cos’è ed in quali cibi trovarlo

MEDICINA ONLINE ACETO BALSAMICO DIETA CIBO FORMAGGIO FRUTTA VERDURA USO CARNE PESCE VINO CALORIE DIMAGRIRE CUCINA CUCINARE RICETTA LIGHTIl glutammato monosodico o, più semplicmente “gluttamato”, è il sale di sodio dell’acido glutammico, uno dei 23 amminoacidi naturali che costituiscono le proteine. E’ il responsabile di uno dei cinque gusti principali delle papille gustative della lingua, il gusto “umami”, che corrisponde grossolanamente a “saporito”.

In quali alimenti si trova il glutammato?

Il glutammato è uno degli amminoacidi più abbondanti in natura ed è possibile trovarlo in molti alimenti come latte, pomodori e funghi, oltre che in alcune alghe usate nella cucina giapponese. Il glutammato si trova inoltre in moltissimi cibi della nostra cucina naturalmente saporiti, in particolare è presente in cibi come la carne, il formaggio ed altri alimenti ricchi di proteine. Il parmigiano è il cibo che ne contiene di più: 1,2 grammi ogni 100. A temperatura ambiente si presenta come una polvere bianca cristallina, solubile in acqua. Il glutammato monosodico trova uso nell’industria alimentare come additivo ed è identificato dalla sigla E621. È l’ingrediente principale dei dadi da brodo e dei preparati granulari per brodo.

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Torrone bianco morbido: ricetta facile e deliziosa

MEDICINA ONLINE NATALE DOLCI NATALIZI PANDORO PANETTONE TORRONE NOCCIOLE CIOCCOLATO BIANCO SFOGLIATA LIEVITAZIONE OFFELLA INGREDIENTI ZUCCHERO VENEZIANA A VELO CALORIE RICETTE DIFFERENZE DIETA CIBO DOLCE COLOMBA PASQUA.jpgIl torrone è un dolce classico di Natale, esiste quello al cioccolato e poi quello bianco nella versione dura e morbida. Oggi vi proponiamo la ricetta del torrone bianco morbido preparato con la frutta secca, il miele e lo zucchero. Dolcissimo e profumato renderà la tavola delle feste più ricca e genuina. Vediamo come si prepara.

Ingredienti:

  • 300 gr di nocciole intere sgusciate senza pellicina
  • 60 gr di mandorle sgusciate senza pellicina
  • 100 gr di pistacchi sgusciati senza pellicina
  • 200 gr di zucchero semolato
  • 50 ml di acqua
  • 100 gr di miele (meglio acacio o millefiori)
  • 2 albumi d’uovo
  • La scorza di un’arancia
  • La scorza di un limone
  • 2 fogli di ostia (si acquistano nei negozi di cake design)

Procedimento:

  1. Montare a neve gli albumi a neve ferma
  2. In un pentolino fate scaldare il miele e in un altro l’acqua con lo zucchero. Se avete un termometro alimentare la temperatura deve raggiungere i 140° per il miele e 130° per lo zucchero, se non lo avete, per capire quando è pronto deve fare delle bollicine sui bordi
  3. Mettete nel forno la frutta secca a 100° per 10 minuti in modo da farla tostare
  4. Unite ora lo zucchero bollente e il miele bollente al composto di albumi montando ancora con le fruste elettriche o nel robot da cucina
  5. Ora aggiungete la frutta secca (sempre bollente) e mescolate con un cucchiaio di legno
  6. In ultimo incorporate la buccia grattugiata dell’arancia e del limone
  7. Foderate uno stampo da forno con carta fono, mettete sopra l’ostia e poi versate il composto cercando di livellarlo
  8. Adagiate il secondo foglio di ostia e mettete in frigorifero per 15 minuti
  9. Ora potete sformare il torrone e tagliarlo in piccoli pezzi

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Anguria: i modi per servirla a tavola

MEDICINA ONLINE RICETTA GRANITA ANGURIA LIGHT DOLCIFICANTE FACILE RAPIDA VELOCE BUONA FRESCA MACEDONIA DESSERT FRUTTA ESTATE CALDOL’anguria è la frutta dell’estate, da qualunque parte prospettiva la si guardi. Colorata, fresca, dal sapore non troppo invadente, arriva sulle tavole senza tante indecisioni. E ancora, è alimento semplice che richiama la voglia di leggerezza dal gusto alla facilità di degustazione. Parliamo dell’anguria, quel frutto ideale 365 giorni l’anno ma che con la stagione calda diventa davvero protagonista. E siccome è così presente nel menu dell’estate, forse vale la pena variare la messa in tavola giocando con tagli e formati diversi.

Fette o cubetti?

Partendo da alcuni dilemmi: l’anguria, è meglio servirla con o senza buccia? E ancora, è più opportuno scegliere la forma a fette o quella a cubetti? Proviamo a rispondere così. Per prima cosa, il modo più classico per servire un’anguria è appunto quello di dividerla in fette. Tagliando l’anguria al centro in due parti uguali, per poi continuare a tagliare in questa direzione. La misura delle fette oppure dei cubetti dipende dalla vostra idea di porzione, e dalla voglia che avete di facilitare il consumo per i vostri ospiti. Il cubetto è più facile da afferrare e da mangiare. Per la fetta forse è meglio accompagnare il piatto con forchetta e coltello. E con il tovagliolo, visto che l’anguria è molto succosa. Dal formato solido poi si passa a quello liquido. Qui l’alternativa è pensare alla modalità frullata. Per prepararla prelevate la polpa rimuovendo i semi, frullate il tutto, aggiungete una spruzzata di succo di limone filtrato e servite in un bicchiere possibilmente raffreddato in frigo.

Il cestino di anguria

Altra ipotesi è creare un cestino di anguria nel quale servire la frutta stessa. Per questo procedimento, tagliate il frutto nella parte superiore, lasciando un segmento di buccia di circa cinque centimetri. Poi rimuovete la polpa utilizzando un particolare strumento simile al dosatore utilizzato dai gelatai, in modo da formare tante piccole sfere, che una volta svuotato il cestino andranno inserite nuovamente all’interno.

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Differenza tra polpo e polipo in cucina ed in medicina

MEDICINA ONLINE ESOFAGO STOMACO DUODENO INTESTINO TENUE DIGIUNO ILEO SCOPIA APPARATO DIGERENTE CIBO DIGESTIONE TUMORE CANCRO POLIPO ULCERA DIVERTICOLO CRASSO FECI SANGUE OCCULTO MILZA VARICI CIRROSI EPATICA FEGATO VOMITOSapete che differenza c’è tra polpo e polipo? Molte volte vi sarà capitato di sentire questi due termini usati indifferentemente, sebbene ciò costituisca un errore. In effetti il polpo è il cefalopode comunemente mangiato sulle tavole di mezzo mondo, mentre il polipo racchiude nella sua definizione animali come le anemoni e i coralli. La distinzione è dunque ben presente e non deve trarre in inganno i più inesperti. Quando andate in un ristorante conosciuto per le sue specialità di mare dovete dunque ordinare un polpo, noto anche come piovra e molto apprezzato per la qualità della carne.

Questo cefalopode popola i fondali dei mari e può raggiungere i 30 cm di lunghezza, escludendo i lunghi tentacoli. Organismo dotato di grande intelligenza e caratterizzato da ben tre cuori, il polpo riesce a sfuggire ai suoi predatori grazie a un’eccellente capacità di mimetizzazione, che gli permette di assumere il colore del luogo in cui si trova. Conosciuto pure per l’emissione dell’inchiostro nero, strumento di difesa contro i possibili aggressori, questomollusco si distingue dal moscardino per la doppia fila di ventose sui propri tentacoli, rispetto all’unica fila di quest’ultimo.

La differenza maggiore che c’è tra il polpo e il polipo riguarda la taglia e la classificazione zoologica dei due organismi. Il secondo appartiene infatti al phylum dei Cnidaria, differentemente dal polpo, che è inserito nel phylum dei Molluschi. I polipi non hanno grande capacità di movimento in acqua, dunque essi rimangono attaccati alle rocce o ad altri elementi dei fondali. Fanno parte di questo gruppo organismi come le anemoni di mare o le madrepore, i coralli diffusi soprattutto nelle isole tropicali, come le Mauritius o le Hawaii, e che costituiscono alcuni degli elementi che formano le barriere coralline.

I polipi hanno i tentacoli intorno alla bocca e un corpo diverso rispetto a quello del polpo, cilindrico e contente l’apparato digerente.

Il polipo è utilizzato pure per indicare un tipo di tumore, ulteriore elemento di differenza rispetto al suo termine quasi omonimo. In medicina infatti esso designa una piccola escrescenza che si sviluppa lungo le mucose, sporgendo in una cavità del corpo. Il polipo può essere classificato in base alla forma o al suo carattere patologico, dal momento che esso può essere benigno o maligno.

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Differenza tra cubbaita e torrone

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La cubbaita, detta anche giuggiulena, è un delizioso torrone siciliano a base di sesamo e mandorle. In Sicilia, a Caltanissetta, la tradizionale cubbaita si produce unendo il verde del pistacchio, il giallo del miele e il bianco delle mandorle, offerti naturalmente dalle campagne nissene. Una ricetta antichissima che ha poi dato vita alle numerose varianti che oggi conosciamo, con l’inserimento di sapori tipici dell’isola come il limone, le arance, le noci e le nocciole, fino al sesamo e al cioccolato. Solo molti secoli dopo, negli anni ’70, a Belpasso, Francesco Condorelli inventerà i celebri torroncini che oggi conosciamo.

Ognuno degli ingredienti della cobaita ha qualcosa da raccontare della storia e delle tradizioni culturali della Sicilia più tipica, più vera: c’è il sesamo, innanzitutto, che in Sicilia si coltiva proprio dai tempi della dominazione araba nel ragusano, nella zona di Ispica ma anche ad Agrigento e nel trapanese, dove la pianta ha un terreno ed un clima ideali per la sua crescita. Tuttavia oggi è abbastanza difficile reperire sesamo siciliano poiché la coltivazione è stata via via abbandonata.

Il miele: quello perfetto per la preparazione della cobaita è tradizionalmente il miele di timo dei Monti Iblei, ma oggi vista la qualità e la disponibilità di molti mieli aromatici con caratteristiche particolari, come il miele d’agrumi o di mandorlo, si può lasciare spazio alla sperimentazione e alla fantasia dei maestri dolciari e dei pasticceri.

La difficoltà di questa ricetta sta nel procedimento della cottura: nel momento in cui si vanno a cuocere gli ingredienti insieme, la temperatura e il tempo di cottura devono essere tali da consentire al miele di caramellarsi ma anche all’olio dei semi di sesamo di non bruciarsi. Tanto più equilibrata sarà la mano del pasticcere, tanto più equilibrato sarà il contrasto fra le note dolci e amare, migliore sarà il sapore del croccante.

Questo dolce per tradizione si prepara in occasione del Natale, ma non solo. A Palermo era tradizione prepararlo nelle bancarelle delle fiere che venivano allestite in occasione delle feste di Pasqua e per la festa in onore di Santa Rosalia patrona di Palermo, che si tiene nei giorni di Luglio.

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Amatriciana light, ricetta dietetica, facile, gustosa e veloce

MEDICINA ONLINE AMATRICIANA LIGHT RICETTA DIETETICA FACILE GUSTOSA VELOCE SUGO PASTA DIETA DIMAGRIRE SAPORE.jpgIngredienti per 4 porzioni

240 g pasta (0,35 €)
100 g di pancetta tesa magra (1,48 €)
400 g pomodori freschi (o pelati) (0,70 €)
sale
pepe

Costo totale: circa 60 centesimi a porzione

Procedimento

  1. Mettere abbondante acqua a bollire:
  2. tagliare a striscine la pancetta e metterla in padella antiaderente con due cucchiai d’acqua:
  3. accendere la fiamma tenendola bassa per i primi 3/5 minuti in questo modo i grassi della pancetta inizieranno a sciogliersi senza che questa bruci:
  4. quando le parti grasse della pancetta iniziano a diventare trasparenti aumentare la fiamma e rosolare  la pancetta, aggiungere i pomodori a pezzetti e far andare per almeno 5 minuti a fiamma alta;
  5. Quando l’acqua bolle salarla e buttare la pasta, abbassare la fiamma del condimento e lasciarlo sobbollire coperto, aggiustare di sale e pepe;
  6. Scolare la pasta e saltarla nel sugo.

Questa versione della pasta all’amatriciana è davvero veloce e gustosa e pur non essendo canonica ci consente di mangiare bene con meno grassi; come tipo di pasta è preferibile usare bucatini, spaghetti o altri tipi di pasta lunga.

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Yogurt fatto in casa: ricetta gustosa, sana e senza yogurtiera

MEDICINA ONLINE POLLO YOGURT FA BENE INGRASSARE CARNE BIANCA FRITTATA Italian egg pie EGGS PASTO FRITTA OLIO SAUSAGE DIET LIGHT DINNER DIETA DIMAGRIRE CALORIE MANGIARE INGRASSARE DIMAGRIYogurt fatto in casa, ricetta semplice, sana e economica per preparare uno yogurt dolce e cremoso senza bisogno della yogurtiera.

Per la realizzazione di questa ricetta vi consigliamo di utilizzare un termometro da cucina, anche se non strettamente necessario, renderà la preparazione più facile e la riuscita più sicura.

Oltre allo yogurt naturale, intero o magro, potrete sbizzarrirvi nel creare di volta in volta yogurt aromatizzati con frutta fresca, caffè, vaniglia, miele…

Ingredienti per realizzare un kg circa di yogurt:

  • 1 litro di latte (fresco o crudo);
  • 2 cucchiai di yogurt.

Come yogurt potrete poi utilizzare quello da voi realizzato la volta precedente.

Preparazione dello yogurt fatto in casa senza yogurtiera:

  1. In una pentola capiente versare il latte e mescolando di tanto in tanto portarlo a circa 82 °C.
  2. Una volta che il latte sarà pronto toglierlo dal fuoco e farlo raffreddare fino a 35/40 °C (toccandolo con un dito risulterà appena tiepido). Per accelerare questo processo, potete immergere la pentola in un lavandino riempito con acqua fredda.
  3. A questo punto, se lo gradite, potrete insaporire il vostro yogurt fatto in casa con un eventuale aroma (caffè, vaniglia, miele, …) o con della frutta fresca (fragole, mirtilli, pesca, albicocca, …).
  4. Nel frattempo lavate bene i vasetti e versatevi dentro due cucchiai di yogurt.
  5. Quando il latte sarà pronto versarlo nei vasetti e mescolare bene per amalgamarlo allo yogurt.
  6. Chiudere i vasetti e riporli in un luogo caldo (l’ideale sarebbe tenerlo a 40/50 °C) per circa 6/8 ore. Noi mettiamo i vasetti di yogurt in una sacca termica assieme a una borsa dell’acqua calda (bouillotte) in modo da tenere il caldo.
  7. In alternativa, si può avvolgere i vasetti dello yogurt con delle coperte e metterli all’interno del forno precedentemente riscaldato per circa un minuto. Per non rischiare di bruciare le coperte potete inserire la placca del forno nel primo ripiano in alto in modo da non toccare la serpentina incandescente.
  8. Una volta trascorse le 6/8 ore potete riporre i vasetti di yogurt in frigorifero a raffreddare.

Conservazione

Lo yogurt fatto in casa senza yogurtiera si conserva tranquillamente per circa due settimane in frigorifero.

Note

Una della caratteristiche più desiderate è la cremosità, uno yogurt denso e cremoso è molto più appetibile e saziante di uno liquido. Per ottenerlo bisogna utilizzare latte intero di buona qualità ricco di proteine e grassi.

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