Metodi assurdi per perdere peso: donna ingerisce un verme solitario comprato su internet

Il "simpaticissimo" musetto di una tenia

Il “simpaticissimo” musetto di una tenia

Se ne sentono davvero di tutti i colori. Negli Stati Uniti, pur di dimagrire, una donna ha ingerito un verme solitario, noto anche come tenia (il nome scientifico è Taenia solium), acquistata su Internet. La vicenda, è accaduta precisamente nell’Iowa, dove la donna ha confessato al suo medico quanto accaduto. Il dottore, ha così chiesto aiuto al Dipartimento di stato di salute pubblica, che ha consigliato al medico l’iter standard, ovvero la somministrazione di un farmaco idoneo alla sverminazione. Il Dipartimento, una volta appresa la vicenda, ha generato una circolare interna rivolta agli addetti del settore, nella quale la dott.ssa Patricia Quinlisk, direttore medico del Dipartimento dell’Iowa di salute pubblica, ha rammentato che “l’ingestione delle tenie è estremamente rischiosa e può causare un ampio ventaglio di possibili effetti indesiderati, inclusi casi rari di morte”. La Direttrice, ha inoltre invitato coloro che vogliano perdere peso, a “mangiare di meno e fare più attività fisica”.

Tenia, com’è fatta e che sintomi provoca?

Ricordiamo che il verme solitario è un parassita appartenenti al phylum Platelminti, classe Cestoda. E’ un verme piatto e di aspetto simile ad un nastro. Può arrivare ad una lunghezza di 10 metri ed è privo di apparato digerente, dato che assorbe direttamente le sostanze nutritive presenti nell’intestino dell’ospite. Il soggetto colpito dalla tenia, è spesso affamato e nonostante le considerevoli quantità di cibo ingerite, si sente debole e stanco. Tra i sintomi, possono comparire anche diarrea alternata a stitichezza, nausea, vomito, oltre che comportare una riduzione del peso, anemia e, ovviamente, malnutrizione. La diagnosi si basa sull’analisi microscopica delle feci per la ricerca di uova.

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10 mila passi al giorno per rimanere in salute: come riuscire a farli?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA CHE CORRE SPORT ALLENAMENTO RUNNER MARATONETA CORREREL’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda di fare almeno 10 mila passi al giorno, che tradotti in Km sono circa 7, un obiettivo, per molti, davvero irraggiungibile. In realtà, non è proprio così, e basterebbero piccoli accorgimenti per riuscire a camminare tutti un po’ di più. Infatti, anche semplicemente compiendo le normali attività quotidiane, guardando le vetrine, facendo le pulizie di casa, portando fuori il cane, andando a buttare la spazzatura, riusciamo a fare anche fino a 5mila passi al giorno.

Ed ecco, allora, che lasciando la macchina un po’ più lontana dal luogo di lavoro, scendendo una fermata prima dall’autobus, accompagnando i figli a piedi a scuola, facendo un giro un pò più lungo mentre portiamo fuori il cane, facendo le scale, invece di prendere l’ascensore, riusciamo, anche se non proprio ad arrivare ai 10mila passi, almeno ad avvicinarvisi. D’altronde la sedentarietà è associata a tutta una serie di conseguenze negative per l’organismo: predispone all’obesità, allo sviluppo di diabete, cardiopatie.

Un po’ di sano movimento, invece, migliora tutta una serie di parametri, che giovano alla nostra salute: tiene sotto controllo il peso, riduce il colesterolo LDL (quello “cattivo” per intendersi), riduce la pressione arteriosa, favorisce il controllo glicemico ed inoltre influisce sul buonumore e sulla riduzione dello stress. Ovviamente, non stiamo parlando di fare chissà che tipo di attività fisica intensa, stiamo parlando semplicemente di camminare, di muoversi un po’ di più rispetto a ciò cui siamo abituati , di fare magari, se ci va, una passeggiata in bicicletta o una bella nuotata.

Anche ballare, ad esempio, è un tipo di attività non troppo intensa, che ci permette, divertendosi, di consumare calorie in più. L’importante è riuscire a fare tutto ciò con regolarità, deve diventare parte, anche questo, del nostro stile di vita, a cui dedicarsi giornalmente, o almeno tre-quattro volte alla settimana. Muniamoci, allora, di un podometro, cioè di un piccolo contapassi, uno strumento che, posizionato in vita, conta (seguendo i nostri movimenti) i passi che facciamo durante tutto il giorno e cerchiamo di porci via via sempre degli obiettivi maggiori. Saremo incentivati a muoverci di più! E allora… buone passeggiate!

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Vuoi dimagrire? Non ti sedere: rimani in piedi!

MEDICINA ONLINE DIETA DONNA PANCIA GRASSO DIMAGRANTE GRASSI CALORIE ATTIVITA FISICA SPORT DIMAGRIRE PERDERE PESOChe la vita sedentaria faccia lievitare fianchi e crescere la pancetta è ben noto, almeno quanto la convenienza di dieci mila passi al giorno che mantengono in forma il fisico.

Già in questo articolo “La sedia: la sigaretta del terzo millennio” parlavo di come lo stare seduti determina una minore salute. Ma adesso arriva un ennesimo consiglio per dimagrire e tenersi snelli, quello di restare in piedi il più a lungo possibile, monito che proviene da uno studio secondo cui il 67% delle persone trascorre 20 ore al giorno, seduta o sdraiata.

Il dottor Stuart Biddle, professore alla Physical Activity & Health at Loughborough University, suggerisce, allora, delle piccole accortezze che possono aiutare a ritrovare la prestanza fisica e a vincere l’indolenza, sull’assunto che restare in piedi è meglio.

Continua la lettura su https://www.today.it/donna/restare-in-piedi-dimagrire.html

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Quello che metti nel carrello finisce sui tuoi fianchi: la lista della spesa sana e dimagrante

MEDICINA ONLINE DIETA UOMO PANCIA GRASSO DIMAGRANTE GRASSI CALORIE ATTIVITA FISICA SPORT DIMAGRIRE PERDERE PESOC’è crisi. I soldi sono pochi e per alcuni fare la spesa è diventata una operazione molto complessa visto che per risparmiare qualche soldo si passa da un  supermercato all’altro alla ricerca di sconti ed offerte. Però ricordiamoci sempre che la nostra salute è il risultato (anche) di ciò che mangiamo, e ciò che mangiamo è il risultato (anche) di quello che compriamo quando facciamo la spesa. Quindi sempre attenzione a quello che mettete nel carrello perché qualche giorno dopo starà nel vostro stomaco e successivamente si potrebbe accumulare su pancia, glutei e fianchi sotto forma di grasso. Ecco quindi qualche consiglio su cosa comprare per eliminare tale grasso ancora prima che si accumuli!

Continua la lettura su https://www.minformo.it/5425/salute/alimentazione/la-lista-della-spesa-per-una-dieta-dimagrante-sana.html

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Dimagrire dopo le vacanze estive con la dieta del rientro

MEDICINA ONLINE DIETA DONNA PANCIA GRASSO DIMAGRANTE GRASSI CALORIE ATTIVITA FISICA SPORT DIMAGRIRE PERDERE PESODimagrire dopo le vacanze estive è facile se sai come farlo, direbbe Allen Carr. Già, ma come smaltire i chili accumulati in estate, tra grigliate all’aperto e gelati di mezzanotte, quando siamo già stressati dal rientro al lavoro? La gestione dello stress eccessivo è fondamentale ma spesso trascurata nelle diete dimagranti. La fame nervosa è uno dei nemici numero uno della linea. Piuttosto che fissarsi con i chili di troppo dopo le vacanze estive è bene riorganizzare la propria vita in modo da – lavoro permettendo – lasciare spazio alle attività che ci divertono e ci stimolano nel tempo libero, per smaltire la tensione senza ricorrere ad abbuffate da malinconia per la fine delle vacanze. L’autunno, con l’aria più fresca e i boschi che si colorano di arancione, è un periodo bellissimo per fare lunghe passeggiate a piedi o in bici, amiche numero uno della linea e del benessere mentale. Scegliete un’attività fisica che coniughi la rilassatezza ai benefici per la linea: camminare, ballare, andare in bici, giocare a tennis, andare a nuotare in piscina dopo il lavoro.

Continua la lettura su https://www.minformo.it/11825/salute/alimentazione/dimagrire-dopo-le-vacanze-estive-con-la-dieta-del-rientro.html

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Le lacrime femminili riducono l’eccitazione sessuale maschile

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA TRISTE DEPRESSIONE PIANTO PIANGERE TRISTEZZA BIANCO E NERALe lacrime femminili contengono sostanze che riducono l’eccitazione sessuale maschile e la produzione di testosterone, responsabile del desiderio e dell’aggressività. E’ il risultato di un esperimento del Weizman Institute di Rehovot (Israele). Dal punto di vista evolutivo, le donne ricorrerebbero al pianto per tenere sotto controllo il desiderio maschile e per respingere le aggressioni sessuali.

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Vuoi vivere fino a 140 anni? Fai come il popolo degli Hunza

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Benessere Dietologo Nutrizionista Roma Cellulite Sessuologia Ecografie DermatologiaSmettere fumare Dimagrire vivere 140 anni popolazione Hunza

Vivono ai piedi della catena dell’Himalaya, in una valle al nord del Pakistan, al confine con la Cina, e sono famosi in tutto il mondo per la loro longevità e il loro perfetto, quanto singolare, stato di salute: sembra non si ammalino mai. Vivono in media ben oltre i 100 anni, secondo alcune fonti arrivando perfino a 140 anni, gli uomini lavorano nei campi anche quando sono ultracentenari, hanno figli oltre i 70 anni, godono di un’ottima salute che li rende praticamente immuni da malattie, dalle semplici febbri fino ad arrivare a quelle degenerative, neurologiche o al cancro.

Sono gli Hunza, popolo misterioso, già oggetto di studi fin dal periodo della colonizzazione inglese di questa porzione di Asia. Un medico scozzese, Mec Carrison, accettò il posto di medico nelle Indie britanniche proprio per conoscere questa popolazione e il suo segreto di lunga vita, rimanendo sbalordito di fronte alla capacità degli Hunza di lavorare senza stancarsi, coltivando la terra o arrampicando in montagna, con carichi di pesi sulle spalle, o ancora di percorrere fino a 200 km in un solo giorno senza apparentemente affaticarsi. Tutte doti che li hanno resi famosi e particolarmente ricercati come portatori di carichi pesanti durante le spedizioni sull’Himalaya.

Il loro segreto? Nel suo libro “Gli Hunza” Ralph Bircher cerca di spiegare i motivi di tale longevità, da attribuirsi soprattutto allo stile di vita, basato su un’alimentazione vegetariana, frutto solo delle proprie coltivazioni. Questo popolo himalayano sembra infatti aver rifiutato il progresso tecnologico: si cibano (a volte molto poco, specie nel periodo invernale, quando il cibo scarseggia e arrivano a fare anche digiuni di una settimana) prevalentemente di miglio, orzo, grano saraceno, frutta, germogli di piselli, noci, legumi lessati, verdure come spinaci, rape e pomodori. Nella loro dieta rientrano anche formaggi (ma solo freschi o fermentati), pochissima carne e praticamente nessun condimento.

Tra i segreti della longevità degli Hunza ci sarebbe anche la particolare acqua alcalina che bevono: diversi studi hanno appurato che l’acqua bevuta da questa popolazione ha un elevato pH, con notevole potere antiossidante e un elevato contenuto di minerali colloidali, che renderebbero più sopportabile anche il digiuno.

Anche ai piedi dell’Himalaya, però, sta arrivando il progresso e, nonostante il rifiuto da parte del popolo Hunza, qualcuno ha iniziato ad introdurre anche tipici prodotti industriali, dalla farina 0 impoverita, allo zucchero bianco raffinato, al sale sbiancato chimicamente. Secondo alcuni esperti, i primi segni di questa “globalizzazione” si starebbero già vedendo, dalla comparsa della carie alle prime patologie cardiovascolari. Colpa di quello che qualcuno chiama “inquinamento evolutivo”?

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Gli uomini vivono meno delle donne, ma sono sani più a lungo

Le donne vivono ancora più degli uomini (se volete sapere il perché cliccate qui), ma quest’ultimi si ammalano di meno. Lo sostiene il rapporto Healthy Life Years coordinato da Eurostat e dall’Institut National de la Santè et la Recherche. Secondo lo studio, infatti, in Europa una donna vive 82,6 anni contro i 76,6 dell’uomo: 5.9 anni di differenza.
Se però si vanno a conteggiare gli anni senza malattie, la differenza si assottiglia sensibilmente. L’aspettativa per le donne è 62 anni, per gli uomini 61,3. Insomma solo 0,7 anni di differenza. L’uomo vive l’80% della propria vita in buona salute, la donna il 75.
In Italia addirittura la situazione è inversa: i maschi vivono in buona salute 63,4 anni, contro i 62,5 delle donne.

Una questione di cromosomi

“Gli uomini in media hanno una salute migliore delle donne, soffrono meno delle malattie, fanno ricorso più raramente al medico e alle medicine. Però muoiono prima. Le ragioni biologiche di questo fenomeno non sono note”, spiega Claudio Franceschi, professore specializzato nei centenari dell’Università di Bologna.
La questione potrebbe essere legata ai cromosomi e agli stili di vita ipotizza Franceschi: “Le donne hanno più attenzione per il loro corpo. E il fatto di avere due cromosomi X anziché uno come l’uomo potrebbe rappresentare un vantaggio. Il cromosoma X è infatti più grande e importante dell’Y. Avendone due copie, le donne hanno maggiore scelta genetica”.

Stili di vita

E il riavvicinamento degli uomini alle donne per ciò che riguarda la longevità, per l’Office of National Statistics inglese sarebbe dovuto proprio alla scelta di stili di vita poco sani da parte delle donne – fumo e alcol – e alla maggior attenzione maschile alla salute degli ultimi anni: in molti fanno sport e hanno abbandonato le sigarette.

La ricerca è “maschilista”?

Per Giovannella Baggio, direttrice della medicina interna all’azienda ospedaliera di Padova e del Centro di studi nazionale per la salute e la medicina di genere, alla base di questo fenomeno ci sono anche dei motivi sociali: “Le donne si ammalano di più perché sono meno studiate rispetto agli uomini. Tutta la ricerca in medicina dal Dopoguerra si è concentrata sull’universo maschile. Ma le malattie cardiovascolari o articolari, che sono fra le principali cause di disabilità tra le persone anziane, seguono percorsi diversi fra i due sessi”. Sarà forse anche per questo che le aspettative di vita tra i sessi nel 2030 dovrebbero essere pari.

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