I microrganismi eterotrofi possono essere invece classificati in:
- prototrofi: sono quei microrganismi eterotrofi che sono in grado di sintetizzare tutti i composti organici di cui necessitano;
- auxotrofi: sono quei microrganismi eterotrofi che, in aggiunta ai nutrienti energetici forniti dall’alimentazione, devono necessariamente nutrirsi di uno o più particolari composti organici necessari per la propria crescita in quanto incapaci di sintetizzarli.
I microrganismi eterotrofi possono nutrirsi per:
- ingestione: essi fanne penetrare il cibo all’interno del loro corpo per poi procedere alla sua demolizione enzimatica e al successivo assorbimento delle sostanze ottenute dal processo di demolizione.
- assorbimento: essi demoliscono il cibo al loro esterno per poi assumere le sostanze ottenute dal processo di demolizione facendole passare attraverso la membrana cellulare.
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Il termine xerostomia (anche nota come secchezza delle fauci) indica bocca secca a causa della mancanza di saliva. La xerostomia può causare difficoltà nel parlare e mangiare. In molti casi può comportare anche alitosi e un importante aumento di carie dentali dal momento che uno degli effetti protettivi della saliva, cioè la rimineralizzazione dello smalto, non è più presente. In molti casi la xerostomia può rendere la mucosa del tessuto parodontale e della bocca più vulnerabile alle infezioni.
Cos’è il DNA
Si chiama GENOTIPO l’insieme dei geni che compongono il corredo cromosomico di un organismo. Tenendo in considerazione un solo genotipo, ad esempio quello che determina il colore di un fiore, la proteina che darà il colore del fiore deriva dalla combinazione di due geni, uno sul cromosoma paterno e uno materno. I tipi di alleli di quel gene corrispondono al fenotipo per quel carattere (e per carattere in questo caso indichiamo il colore del fiore).
Nella cavità toracica sono contenute strutture appartenenti a diversi apparati e sistemi:
La dispepsia è un’alterazione delle funzioni digestive dello stomaco, comunemente descritta come ‘cattiva digestione’, tuttavia è ancora oggi una sindrome di difficile inquadramento e definizione. Attualmente si definisce dispepsia un insieme di sintomi, episodici o persistenti, avvertiti prevalentemente a livello della porzione superiore dell’addome e riferibili a disordini del tratto prossimale del tubo digerente, in assenza di una malattia organica, metabolica o psichiatrica che li giustifichi. Poiché i disturbi spesso sono vaghi e aspecifici, si ritiene vi siano molte cause, ad esempio, alterazioni della secrezione acida gastrica, stress, fattori psicologici, alterata percezione viscerale, alterazioni della motilità gastrointestinale. Vi sono dubbi tuttora su quale sia l’effettivo ruolo dell’Helicobacter pylori. Poiché il 70% dei pazienti con questa malattia presenta l’infezione da Helicobacter pylori, è stato ipotizzato che il germe possa avere un ruolo determinante, ma i numerosi studi condotti fino a oggi non sono risultati concordi nel dimostrare la regressione o la scomparsa dei sintomi dopo l’eradicazione del germe.