I farmaci della natura

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma I FARMACI DELLA NATURA Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgLa natura ci mette a disposizione tutti i farmaci di cui abbiamo davvero bisogno: frutta e verdura: acqua, vitamine e sali minerali indispensabili per il corretto funzionamento dell’organismo. Non facciamoli mancare mai sulla nostra tavola!

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

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Quanto è alto l’uomo più basso del mondo?

MEDICINA ONLINE PHOTO: Turkey's Sultan Kosen, who stands 2.51 metres tall, met with Chandra Bahadur Dangi from Nepal, who measures up at 55 centimetres tall Il nepalese Chandra Bahadur Dangi (Kalimati, 30 novembre 1939 – Pago Pago, 3 settembre 2015) è stato l’uomo più basso nella storia della medicina. Dangi, che vedete in foto accanto all’uomo più alto del mondo Sultan Kösen, era nato a Kalimati nel Distretto di Salyan in Nepal, era alto 54,60 cm ed al momento del Guinness (2012) pesava circa 14,5 kg. Tutti i suoi parenti sono di altezza normale. Dangi soffriva di nanismo primordiale. Viveva con i suoi fratelli in un piccolo villaggio del Nepal. Per riconoscere la sua altezza l’incaricato del Guinness dei primati lo ha misurato 3 volte al giorno. Il precedente record apparteneva a Gul Mohammed che misurava 55,88 centimetri. Chandra Bahadur Dangi è morto il 3 settembre 2015 all’età di 75 anni, ricoverato da giorni per una polmonite. Il corpo è stato in seguito cremato.

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He Pingping (Ulaan Chab, 13 luglio 1988 – Roma, 13 marzo 2010) è stato invece, secondo il Guinness World Records, l’uomo più basso del mondo in grado di camminare. He Pingping era alto 74,64 cm a causa dell’osteogenesi imperfetta[4] ed era il terzo figlio di una famiglia della contea di Huade, nella città di Wulanchabu nella Mongolia Interna, regione autonoma della Cina Settentrionale. Secondo suo padre, He Yun, alla nascita il bambino era piccolo quanto il palmo di una mano. Quando fu chiaro che il bambino cresceva molto lentamente, i medici gli diagnosticarono l’osteogenesi imperfetta, una malattia che impedisce la normale crescita delle ossa e dello sviluppo del corpo. Nel gennaio del 2007, He è stato invitato a prendere parte a una trasmissione televisiva a Tokyo e da allora è diventato un’icona di Internet. È interessante il fatto che nella Mongolia Interna abitava anche Bao Xishun, che grazie alla sua altezza di 2,36 metri è stato l’uomo vivente più alto fino al settembre del 2009 e il loro incontro televisivo nel luglio del 2007 ha catturato l’attenzione globale dei media. I due si sono incontrati anche in Italia, il 3 aprile 2008 a Lo show dei record, programma televisivo condotto da Barbara D’Urso, ed insieme hanno partecipato l’anno dopo alla nuova edizione del fortunato format.

Attualmente l’uomo più basso del mondo deve ancora essere stabilito, perché Vincent Biot, l’uomo più basso della storia della medicina con 56 cm, è morto il 3 settembre 2015.

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Perché quando cambia il tempo fanno male le cicatrici e come far passare il dolore

MEDICINA ONLINE RAIN TORNADO COLD WATER OMBRELLO TEMPO AUTUNNO INVERNO CLIMA METEO METEREOPATIA WINTER AUTUMN WALLPAPER Alone-sad-girl-lonely-walk-with-umbrella-miss-you-imagesAlzi la mano chi non conosce almeno una persona che dice di soffrire il tempo.
Una di quelle che, al minimo accenno di nuvole in arrivo, comincia a lamentare doloretti alla spalla, scricchiolii alle articolazioni, mal di testa latenti, irritabilità. Stiamo parlando dei meteoropatici, una categoria di persone che troppo spesso, e a torto, tendiamo a sottovalutare. A dar retta alle statistiche, un italiano su quattro avverte (chi più, chi meno) i mutamenti climatici (soprattutto in concomitanza del cambio di stagione). Le fasce di età più colpite? I ragazzi sotto i 15 anni e gli adulti over 45.

Più ancora che i piccoli acciacchi tradizionalmente legati all’immaginario popolare, i meteoropatici si trovano a dover fronteggiare sbalzi di umore, episodi di stress, difficoltà di concentrazione, in alcuni casi attacchi di panico.
Ma anche affaticamento e insonnia, cattiva digestione, aumento incontrollato dell’appetito, calo del desiderio sessuale.
Tutti segnali che si cominciano ad avvertire di solito un paio di giorni prima di una brusca evoluzione climatica (un temporale o anche un netto rialzo della temperatura).

La spiegazione scientifica della meteoropatia

Gli specialisti si dividono in due correnti.
Da un lato ci sono quelli che definiscono la meteoropatia nient’altro che una sensibilità spiccata verso i fenomeni naturali, qualcosa che ci avvicina agli animali (capaci di avvertire in anticipo certi fenomeni) o alle popolazioni aborigene, libere da stili di vita che ne condizionano la salute.
Dall’altro lato troviamo invece coloro che collegano gli episodi di insofferenza ai mutamenti climatici, a variazioni nella produzione di alcuni ormoni nel nostro organismo (per esempio, quelli che influenzano l’umore: l’adrenalina, la serotonina, la melatonina).

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Come curare la meteoropatia
Le 6 regole d’oro per comnbattere gli sbalzi d’umore che derivano dal cambio del tempo sono spesso gratuiei e facili da seguire. Eccole, seguitene il più possibile:
STOP AI FARMACI – Dimenticate i farmaci, se possibile, come sonniferi e antidepressivi, ansiolitici e di altri psicofarmaci e assumete uno stile di vita differente, più calmo e all’aria aperta. Per prima cosa si dovrebbe imparare a tenere sotto controllo lo stress.

  1. VITA ALL’ARIA APERTA – Bisognerebbe cercare di stare il più possibile all’aria aperta, anche nella stagione invernale.
  2. RISCALDAMENTO DOMESTICO – Il riscaldamento domestico non dovrebbe raggiungere punte elevate, in modo che non ci sia in casa un’aria né troppo umida né troppo secca.
  3. IN CASA – In casa aprite le finestre e lasciate passare l’aria.
  4. YOGA ED ERBE – Aiutatevi con gli esercizi di yoga e con le erbe naturali, come la valeriana, il biancospino e il tiglio, che facilitano il sonno e il riposo notturno.La medicina non convenzionale prevedere dei trattamenti a base di fonti luminose e lampade.
  5. LUCE DEL GIORNO – L’esposizione alla luce potrebbe essere efficace, anche se non bisogna affidarsi al fai da te, ma consultarsi sempre con un medico.
  6. MASSAGGI E ATTIVITA’ FISICA -Molto importanti sono l’esercizio fisico e i massaggi, per favorire il rilassamento. Alcuni accorgimenti possono essere fondamentali: usare tende leggere, per illuminare meglio gli spazi in casa, uscire all’ora di pranzo, fare un bagno caldo.
  7. IDROTERAPIA – Utile anche il ricorso alla idroterapia. Si basa sugli effetti stimolatori dell’acqua calda e fredda, che risvegliano il sistema di termoregolazione un po’ inceppato.

Si può eseguire alle terme o a casa, su indicazione dei medici idroclimatologi». Cosa fare subito: Con il getto della doccia bagnate i piedi e le gambe, poi risalite verso la pancia e la schiena alternando due-tre minuti di getti calde e due-tre minuti di fredde per un paio di volte. In alternativa, o in più, si possono fare spugnature, passando velocemente sul corpo, sempre dal basso verso l’alto, un asciugamano bagnato in acqua fredda. Dopo un anno si vedono i risultati.

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Metereopatia: perché quando cambia il tempo hai dolori a collo e schiena

MEDICINA ONLINE RAIN TORNADO COLD WATER OMBRELLO TEMPO AUTUNNO INVERNO CLIMA METEO METEREOPATIA WINTER AUTUMN WALLPAPER Alone-sad-girl-lonely-walk-with-umbrella-miss-you-imagesUna delle frasi che più ricorre negli studi di fisioterapia come il mio è: “oggi ho particolarmente dolore, sicuramente è colpa del tempo!”. Ma davvero il clima ha questo effetto così forte sulla nostra schiena, sul nostro collo e sulle nostre articolazioni? A sentir parlare i pazienti, sembrerebbe proprio di si. In effetti, se tutti ne parlano, un motivo ci sarà: la metereopatia, cioè la comparsa di sintomi in concomitanza con le variazioni del clima, è un problema comune e molto diffuso.

In termini pratici, “metereopatia” significa avvertire disturbi in concomitanza con i cambiamenti del clima. Qualcuno soffre quando da clima secco si passa a clima umido (frequente), qualcun’altro ha una specie di “barometro interno” per quando sta per arrivare la pioggia. Ad alcuni, eventi atmosferici come il vento o la neve provocano disturbi molto forti.

Una cosa importante, sulla quale forse non hai riflettuto: perchè quando cambia il meteo ti fa male solo in una determinata zona? In fondo, il meteo cambia per tutto il corpo!

Nella maggior parte dei casi, chi ha disturbi con il cambiamento del tempo, li ha in zone già “deboli”: l’arto fratturato tempo prima, la zona di un vecchio intervento chirurgico, oppure il tratto cervicale o la bassa schiena, statisticamente problematici un po’ per tutti.

Una possibile spiegazione per questo fenomeno è la seguente: la pressione atmosferica ed altri eventi legati al clima influenzano notevolmente gli equilibri dei nostri liquidi corporei, sopratutto dell’acqua.

Nelle zone dove non c’è nessun problema, la variazione di pressione atmosferica non provoca cambiamenti o disturbi: i tessuti sani sono caratterizzati da un buon equilibrio tra liquidi intra e liquidi extra cellulari, e non soffrono per piccole variazioni.

Le zone già colpite da qualche evento avverso sono invece caratterizzate da un aumento dei liquidi extracellulari: ecco che qui le variazioni di pressione sono poco tollerate, e di conseguenza si genera uno stato infiammatorio quando cambia il clima.

Chi ha dolori diffusi quando cambia il tempo ha probabilmente una situazione di abbondanti liquidi extracellulari in tutto il corpo: questa situazione indica uno stress metabolico generalizzato, ed è rilevabile con grande precisione da un esame tissutale come la bioimpedenziometria.

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#1 ESERCIZI SPECIFICI PER LA ZONA PIÙ INTERESSATA

Fare esercizio, sia di mobilità (stretching) che di rinforzo, riduce i liquidi extracellulari.

Di conseguenza, fare esercizi di rinforzo e stretching dell’area più sensibile alle variazioni meteo può rivelarsi un’ottima idea.

# 2 ESERCIZI POSTURALI GENERALI

Sopratutto se rientri in quella categoria di persone che con il cambiamento del tempo “hanno male dappertutto”, trarrai molto beneficio dal lavorare sui muscoli posturali in toto.

Muscoli posturali più distesi si tradurranno in maggiore flessibilità ma sopratutto in minore “problematicità” della tua massa muscolare, che sarà meno in balia delle variazioni meteo.

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Differenza tra acquavite e grappa: produzione, sapore e carattere

MEDICINA ONLINE ALCOL ALCOOL ALCOLICI BIRRA VINO VODKA ETILICO METABOLISMO ETANOLO DROGA DIPENDENZA ALCOLISTA BERE TOSSICODIPENDENZA AIUTO ANONIMI SUPERALCOLICI RUM COCKTAIL CONSIGLI MARITO FEGATO CIRROSI EPATICAQuali sono le differenze fondamentali che distinguono grappa ed acquavite?

La grappa è una bevanda prodotta distillando la vinaccia, la parte solida dell’uva (buccia e vinaccioli), mentre l’acquavite d’uva (anche chiamato distillato d’uva) è ottenuto distillando l’uva intera fermentata, quindi il mosto fermentato e la sua vinaccia insieme.
L’acquavite d’uva si colloca quindi a metà strada fra una grappa (ottenuta distillando una materia prima solida quale la vinaccia) e un brandy (ottenuto distillando una materia prima liquida come il vino), essendo ottenuto distillando sia la parte solida che la parte liquida dell’uva.
Un distillato d’uva è normalmente più elegante e fruttato di una grappa, che viceversa è tendenzialmente più intensa e strutturata del distillato.

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Cardiomiopatia: cos’è, differenti tipologie, sintomi e diagnosi

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Ecografia Vascolare Articolare Medicina Estetica Mappatura Nei Posturale Dietologo Roma COME FUNZIONA IL CUORE ECG ONDE2 Radiofrequenza Rughe Cavitazione Cellulite Pressoterapia Linfodrenante DermatologiaCon “cardiomiopatia” è un termine che raggruppa qualsiasi condizione in cui il muscolo cardiaco è anatomicamente e fisiologicamente patologico. Uno studio realizzato da alcuni ricercatori presso il Dipartimento di Medicina cardiovascolare dell’Università Cattolica–Policlinico Gemelli di Roma ne ha svelato il meccanismo d’azione prendendo in considerazione quindici donne con un’età media di 68 anni, evidenziando come in circa il 20-25% delle pazienti era presente un ostacolo allo svuotamento del cuore, più precisamente della cavità sinistra (ventricolo sinistro).

Tipologie

Ci sono quattro tipi principali di cardiomiopatia: ipertrofica, ipocinetica dilatativa, restrittiva, e ventricolare destra aritmogena, ai quali si aggiunge la cardiopatia diabetica.

  • La cardiomiopatia dilatativa (detta anche miocardiopatia dilatativa e in passato miocardiopatia congestizia) è una condizione patologica del cuore che si manifesta con la dilatazione ventricolare e la compromissione della funzione sistolica. La cardiomiopatia dilatativa può essere secondaria a numerose condizioni, la più comune delle quali è la coronaropatia diffusa con conseguente danno ischemico del miocardio. In altri casi il danno miocardico può derivare da deficit alimentari (beriberi, kwashiorkor), malattie endocrine (diabete mellito, malattie della tiroide, feocromocitoma), agenti infettivi (batteri, rickettsie, virus, protozoi, elminti): un esempio è la miocardiopatia di Chagas.
  • La cardiomiopatia ipertrofica è una malattia del miocardio caratterizzata da un ispessimento delle pareti cardiache, senza alcuna causa evidente. È una malattia familiare trasmessa dai parenti di primo grado, determinata da mutazioni su geni che codificano per le proteine del sarcomero, l’unità contrattile del miocardio. È la malattia familiare cardiaca più frequente, con un prevalenza di circa 1:500 nella popolazione adulta generale.
  • La cardiomiopatia restrittiva è una patologia che interessa il muscolo cardiaco e si manifesta e caratterizza la disfunzione diastolica del miocardio. Tale alterazione comporta una aumento della rigidità della camera ventricolare colpita, che si esplica a sua volta in una riduzione del rilasciamento cardiaco e del riempimento diastolico. Le cardiomiopatie restrittive sono caratterizzate da ridotto riempimento ventricolare, riempimento restrittivo appunto, di uno o entrambi i ventricoli con funzione sistolica normale o lievemente depressa. Vengono princincipalmente distinte in primitive e secondarie, queste ultime sono causate principalmente da amiloidosi, sarcoidosi, emocromatosi e da radiazioni (in caso di trattamento radioterapico).
  • La cardiomiopatia ventricolare destra aritmogena è una malattia genetica del cuore, a patogenesi non-ischemica, che coinvolge principalmente il ventricolo destro. È caratterizzata da aree ipocinetiche a livello della parete libera del ventricolo destro o di entrambi i ventricoli, in cui il miocardio è sostituito da tessuto fibroso o fibro-adiposo.
  • La cardiopatia diabetica è una delle le complicanze più frequenti e più temibili del diabete. Le alterazioni del miocardio che hanno luogo in presenza della cardiomiopatia diabetica consistono in una dilatazione della cavità ventricolare sinistra e in un assottigliamento della parete di quest’ultima. Purtroppo questa cardiopatia è una patologia particolarmente subdola, in quanto è per lungo tempo asintomatica.

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Sintomi e segni

I sintomi sono quelli caratteristici dell’infarto e fino a poco tempo fa i medici la scambiavano proprio con un comune infarto del miocardio, invece si tratta di una patologia differente. Si tratta, infatti, di cardiomiopatia dastress o sindrome da crepacuore, come più comunemente viene chiamata, dal momento che si verifica in genere in condizioni in cui lo stress raggiunge livelli molto elevati, come nel caso di lutti o di vicinanza ad un capo oppressivo. Nella maggior parte dei pazienti si riscontrano difficoltà respiratorie, gonfiore a livello di piedi e gambe, carenza di energia e spossatezza, scompenso, aritmia e talvolta perdita di memoria.

Diagnosi e linee guida

La disfunzione riguarda essenzialmente la regione apicale del cuore, il quale, quando si verifica la sindrome, assume una caratteristica forma a palloncino. Il tutto sarebbe determinato da uno spasmo che interessa i vasi coronarici reversibile dopo la manifestazione della fase più acuta della sindrome. I medici sono concordi nel sostenere, infatti, che l’apporto di sangue al cuore pur essendo ridotto, non è determinante da fare in modo che le cellule possano arrivare alla morte (condizione che invece si verifica in presenza di un infarto). Tramite opportuni esami – come radiografie, elettrocardiogramma, TAC, risonanza magnetica e test sotto sforzo – il medico può verificare la presenza della cardiomiopatia e prescrivere una terapia adeguata. Le recenti linee guida internazionali sulla cardiomiopatia ipertrofica, invece, consigliano l’intervento chirurgico di miectomia come la terapia di prima scelta nei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva e sintomi che non rispondono alla terapia farmacologica.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Differenza tra cancro e carcinoma con esempi

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Con il termine “cancro” si identifica un genericamente un tumore (sinonimo di neoplasia) maligno, capace quindi di dare metastasi e potenzialmente mortale. Esempi di cancro sono:

  • cancro al polmone;
  • cancro alla prostata;
  • cancro al testicolo;
  • cancro alla mammella;
  • cancro all’esofago.

E’ importante ricordare che “cancro” e “tumore” non sono sinonimi: i tumori possono essere “benigni” e “maligni” e “cancro” è sinonimo di “tumore maligno” e NON di “tumore benigno”, a tale proposito leggi: Differenza tra tumore benigno, maligno, neoplasia, cancro e metastasi

Con “carcinoma” in campo medico si intende invece un tipo specifico di tumore maligno che prende origine dalle cellule che compongono il tessuto epiteliale di un organo. Un carcinoma può colpire diversi organi: polmoni, prostata, esofago, utero, ovaie, vescica, intestino e apparato urinario sono tra questi. Esempi tipici di carcinoma sono:

  • carcinoma polmonare;
  • carcinoma della prostata;
  • carcinoma dell’esofago;
  • carcinoma del colon-retto;
  • carcinoma dell’ovaio;
  • carcinoma dell’utero;
  • carcinoma mammario;
  • carcinoma vescicale.

Da quanto detto appare chiaro che “cancro” e “carcinoma” non sono sinonimi: il carcinoma è un tipo istologico di tumore maligno; tutti i carcinomi sono forme di cancro, ma non tutti i tipi di cancro sono necessariamente carcinomi, né tanto meno “adenocarcinomi” ( un tipo di carcinoma che prende origine dalle cellule che compongono un tipo di tessuto epiteliale specifico, quello ghiandolare.

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Strappo muscolare a braccio, coscia, schiena: cosa fare?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma MAL DI SCHIENA LOMBALGIA RIMEDI NATURALI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari An PeneLo strappo muscolare, conosciuto anche come “distrazione muscolare” o “rottura muscolare”,  è una lesione piuttosto grave che causa la rottura delle fibre del muscolo. Solitamente si manifesta a seguito di violente contrazioni o scatti improvvisi ed è molto frequente soprattutto fra coloro che praticano degli sport dove è richiesto un movimento muscolare di tipo esplosivo ad esempio nel calcio, nel body building, nelle gare di salto, ect. A volte invece colpisce le persone non allenate oppure coloro che non si sono sufficientemente riscaldati prima di affrontare un allenamento. Gli strappi muscolari interessano soprattutto i muscoli della coscia (flessori, adduttori, quadricipite) e della gamba (tricipite surale), mentre è più raro che colpiscano i muscoli addominali o dorsali. In generale però lo strappo muscolare può colpire qualsiasi muscolo del corpo.
Solitamente lo strappo muscolare si manifesta con un dolore (che varia molto in base al livello di gravità), rigonfiamento muscolare, ematomi e difficoltà nei movimenti. La patologia va curata in base alla gravità del singolo caso: si parte dalla semplice assunzione di antinfiammatori fino  ad arrivare, nei casi più importanti in cui si lesionano tutte le fibre, all’intervento chirurgico.

Livelli di gravità di strappo muscolare
Il disturbo può coinvolgere un diverso numero di fibre muscolari e, sulla base al numero di fibre interessate,  sono stati individuati 3 gradi:

  • strappo muscolare di primo grado: si manifesta quando si lesionano poche fibre muscolari;
  • strappo muscolare di secondo grado: si manifesta quando si lesionano parecchie fibre a seguito di una contrazione muscolare;
  • strappo muscolare di terzo grado: si manifesta quando si lesionano quasi tutte le fibre e si verifica anche una lacerazione muscolare.

Patologie simili che possono colpire i muscoli del corpo sono:

  • contrattura muscolare: è una lesione muscolare che si caratterizza per un aumento del tono muscolare improvviso ed involontario. E’ di per sé un atto difensivo che si manifesta quando il tessuto muscolare viene sollecitato oltre il suo limite di sopportazione fisiologico;
  • stiramento muscolare: è una lesione muscolare dolorosa che altera il normale tono muscolare. E’ una patologia molto frequente fra gli sportivi a causa dell’elevato allungamento subito dalle fibre muscolari che non si rompono ma si lesionano in qualche punto, provocando dolore e anche dei versamenti di sangue;
  • rottura o lesione delle fibre muscolari.

Le cause di strappo muscolare
Lo strappo muscolare solitamente si manifesta a seguito di un’eccessiva sollecitazione del muscolo ed è molto frequente fra gli sportivi che praticano discipline che richiedono un movimento muscolare di tipo esplosivo. Quindi tra le cause principali vanno menzionate:

  • svolgimento di sport come il calcio, il body building e le gare di salto;
  • sforzi eccessivi a “muscolo freddo”;
  • sforzi eccessivi a “muscolo stanco”;
  • contrazioni e scatti violenti;
  • riscaldamento non adeguato prima di un allenamento o di una gara;
  • movimenti bruschi;
  • preparazione atletica non idonea;
  • traumi di vario genere.

I sintomi di strappo muscolare
In generale lo strappo muscolare si manifesta attraverso i seguenti sintomi:

  • dolore;
  • limitazione nei movimenti;
  • ematomi;
  • rigonfiamenti muscolari;
  • fibre muscolari danneggiate o rotte.

Lo strappo muscolare può interessare poche fibre muscolari o parecchie fibre muscolari: per comodità sono stati classificati 3 diversi stadi in base alla gravità della lesione. I precedenti sintomi quindi tendono a variare in base al livello di gravità dello strappo muscolare, quindi:

  • Strappo muscolare di primo grado: fastidio che aumenta effettuando movimenti muscolari.
  • Strappo muscolare di secondo grado: dolore acuto che non permette di contrarre il muscolo e continuare un eventuale allenamento in corso; ematoma e gonfiore.
  • Strappo muscolare di terzo grado: dolore intenso e rottura delle fibre; anche ad occhio nudo si può vedere l’avvallamento creato dalla lacerazione interna del muscolo.

I rimedi per lo strappo muscolare
Lo strappo muscolare va curato in base al livello di gravità. Nel primo e nel secondo stadio è necessario procedere con:

  • riposo assoluto;
  • sospensione dell’attività sportiva;
  • assunzione di antinfiammatori e miorilassanti;
  • massaggi;
  • esercizi di stretching per velocizzare il recupero;
  • fisioterapia;
  • tecarterapia.

Nel terzo stadio, ovvero quando si verifica una rottura delle fibre muscolari è necessario intervenire chirurgicamente.
Per guarire dagli strappi muscolari di primo grado occorrono circa 1-2 settimane, per gli strappi di secondo grado circa un mese mentre per le lesioni di terzo grado la tempistica di recupero è più lunga.

Per prevenire gli strappi muscolari è opportuno seguire i seguenti consigli:

  • effettuare un riscaldamento appropriato prima di effettuare un allenamento o una gara;
  • utilizzare delle pomate specifiche durante la fase di riscaldamento;
  • indossare indumenti sportivi adatti ad ogni stagione;
  • indossare calzature idonee;
  • eseguire sempre lo stretching.

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