Mauro Prosperi, il maratoneta che si perse nel deserto

MEDICINA ONLINE MAURO PROSPERI MARATONETA PERSO DESERTO.jpgMarathon Des Sables è un’ ultramaratona estrema di circa 250 km spalmati in 6 tappe che si svolge nel Sahara marocchino, i cui partecipanti – camminatori, corridori amatoriali e “campioni” – provvedono autonomamente ad attrezzature, logistica di base e approvvigionamento alimentare. Lungo il percorso sono infatti previsti solo check point ogni 10 km circa, dove i partecipanti timbrano un cartellino e ritirano la loro razione personale di acqua (1,5 l) da utilizzare fino al punto di controllo successivo.

Ma l’uomo che più ha segnato la MDS – e viceversa – è il romano, catanese d’adozione, Mauro Prosperi. Già da piccolo egli compete in gare di corsa con risultati interessanti che costituiranno la rampa di lancio per il suo futuro di atleta poliedrico. Sceglie ben presto un percorso agonistico difficile, pieno di sacrifici e poco “commerciale”, ma completo come pochi: il pentathlon moderno. Sarà nove volte Campione Italiano a squadre, tre volte nell’individuale, avrebbe dovuto partecipare ai Giochi Olimpici di Mosca (boicottaggio dei gruppi sportivi appartenenti alle forze armate) e fa parte della nazionale che vince la medaglia d’oro a squadre a Los Angeles ‘84.

Mauro è giunto all’apice della sua maturità psico-fisica, è preparato e sicuro di poter far bene nel Sahara, ma si imbatte in una tempesta di sabbia che devierà il suo percorso di gara. E di vita. Partono le operazioni di salvataggio dell’esercito marocchino, dopo 4 giorni di vana ricerca ed archiviata ogni speranza di ritrovarlo vivo, perché non si potrebbe sopravvivere per così tanto tempo senz’acqua in quelle condizioni climatiche, le ricerche vengono interrotte. La sua famiglia apprende dai giornali la notizia della sua morte. Anzi no, non è ancora scoccata la sua ora…

“Una tempesta di sabbia di notevoli dimensioni mi colpì mentre mi trovavo da solo in un tratto di piccole dune, le più pericolose; costretto a fermarmi per la violenza della tempesta che durò 8 ore (l’organizzazione stoppò la gara, ndr) mi accorsi, quando ripresi a correre, che non esistevano più punti di riferimento per potermi orientare e fu così che iniziò la mia Odissea. L’operazione di salvataggio ufficiale durò 4 giorni, l’esercito marocchino e la stessa organizzazione della Maratona si movimentarono, ma senza risultati. Credettero tutti che non fosse possibile sopravvivere così a lungo nel deserto senz’acqua, così le ricerche furono interrotte. Soltanto i miei familiari e la mia Amministrazione non si diedero per vinti; dopo 10 giorni e aver perso circa 18kg di peso, dopo aver oltrepassato i confini algerini allo stremo delle forze, sono riuscito a trovare un accampamento di Berberi. La mia salvezza”. Questo l’incredibile – ma verissimo – racconto di Mauro.

In quella drammatica occasione è costretto a cibarsi di radici, pipistrelli, topi del deserto e bisce, bere la propria urina e, cosa ancor peggiore, affrontare le infide sirene della disperazione, senza avere a disposizione i tappi di cera della solidarietà, dell’amicizia, della speranza, dell’affetto dei cari…Terrorizzato dall’idea di morire per disidratazione, Prosperi tentò anche il suicidio tagliandosi le vene, ma a causa della scarsità d’acqua nel proprio organismo e del calore il suo sangue era divenuto troppo denso perché potesse morire dissanguato.

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A seguito di quell’impresa (“si rivelò fondamentale la mia preparazione di vecchio pentatleta in quell’avventura, non chiamatela disavventura, per favore”, ci tiene a sottolineare), Mauro diventa il simbolo positivo di chi, attraverso la volontà, la forza di spirito ed il “matrimonio” con la natura riesce a rendere possibile l’umanamente impossibile. L’evento è subito paragonato ad un miracolo, apre lunghe e attente discussioni di esperti circa la resistenza dell’organismo umano, scatenando l’attenzione di molti media, italiani ed internazionali.

“Quell’esperienza ha portato la mia persona, mio malgrado, ad una notorietà inconsueta, a partecipare ancora oggi a trasmissioni televisive in Italia e all’estero, a scrivere un libro assieme alla mia ex moglie, ad essere considerato un esperto di sopravvivenza, ad essere interpellato e ospitato in trasmissioni specifiche del settore.

Mauro Prosperi “il sopravvissuto” ha deciso comunque di continuare a spingersi oltre i limiti dell’uomo e di offrirsi come modello universale per tutti coloro che vogliono scoprire sé stessi, trasformare una normale esistenza in vita profonda, basata sulla relazione costruttiva, simbiotica con Madre Natura. Nonostante la terribile esperienza Prosperi ripeté la gara altre 6 volte.

Le drammatiche vicende di quel lontano 1994 sono state raccontate dal documentario del National Geographic Channel “Expeditions To The Edge: Sahara Nightmare”, dal programma “Escape From Hell” di Bear Grylls andato in onda su Discovery Channel e in tante altre sedi, libri inclusi. Infine, in occasione dell’uscita cinematografica dell’acclamata e pluripremiata pellicola “The Revenant”, la 20th Century Fox ha mandato in onda un breve documentario sulla straordinaria storia di Mauro Prosperi, per celebrarlo ancora una volta, a sottolineare ulteriormente l’ammirazione mondiale che quest’uomo si è meritato.

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Mimmo Beneventano: il medico antimafia che stava sempre dalla parte degli ultimi

MEDICINA ONLINE Domenico Beneventano, detto Mimmo (Petina, 11 luglio 1948 – Ottaviano, 7 novembre 1980), è stato un politico italiano, vittima della CamorraSiamo abituati a pensare agli eroi come a uomini straordinari, dotati di poteri speciali e di capacità sovrumane. Ma gli eroi sono altri, sono le persone normali che fanno ogni giorno il proprio dovere.
Questa è la storia di uno di loro, di un eroe normale, che si chiamava Mimmo Beneventano.

Domenico Beneventano nasce a Petina, in provincia di Salerno, ma si trasferisce fin dal 1968 a Ottaviano. Mimmo, così lo chiamano gli amici, è un ragazzo dal cuore d’oro, sta sempre dalla parte degli ultimi. L’amore per gli altri lo porta a iscriversi alla facoltà di medicina e a diventare dottore, una professione che dovrebbe essere sempre animata da quello spirito altruistico di cui Mimmo era ricolmo.

Lo stesso amore che lo conduce nel Belice ad aiutare i terremotati, a Firenze durante l’alluvione, tra i poveri al fianco delle organizzazioni caritatevoli. Ma Mimmo non è soltanto una persona buona, è anche intelligente, colto, lucido, scrive poesie e tiene gli occhi aperti. Così, per uno come lui, per un eroe normale, è facile vedere che nella sua terra c’è un cancro che distrugge tutto. Un cancro che si chiama camorra.

Quel cancro lo vede tra i suoi pazienti che si ammalano di tumore con percentuali molto superiori al resto d’Italia. Lo vede nelle discariche abusive. Lo vede nei laghi di percolato che appestano la sua regione. Lo vede nella cementificazione selvaggia, nell’abusivismo, nell’inquinamento dei prodotti della terra.

Mimmo lo vede e lo combatte. Perché è un eroe normale e gli eroi normali questo fanno. Vedono un cancro e cercano di estirparlo.
Si candida alle elezioni comunali di Ottaviano nelle liste del Partito Comunista. Viene eletto nel 1975 e riconfermato nel 1980.

Mimmo diventa una spina nel fianco per quelle che oggi vengono chiamate ecomafie e che allora erano ancora una realtà pressoché sconosciuta. Una spina che la camorra decide di togliersi nell’unico modo infame che conosce.

I sicari lo freddano il 7 novembre 1980 appena uscito di casa. Si stava recando al lavoro, dai suoi pazienti, dai malati, dagli ultimi. Stava andando dalla sua gente.

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Differenza tra satellite artificiale scientifico ed applicativo

MEDICINA ONLINE STELLA PIANETA NANO GIOVIANO TERRESTRE SATELLITE NATURALE ARTIFICIALE METEROIDE METEORITE METEORA STELLA CADENTE SOLE LUNA TERRA FANTASCIENZA MARTE PIANETA SISTEMA SOLARE SOL SPACE WALLPAPER HD PIC PHOTO PIC.jpgUn “satellite artificiale” è un oggetto costruito dall’uomo, orbitante intorno ad un corpo celeste che sono stati posti volutamente nell’orbita desiderata con mezzi tecnologici (ad esempio razzi vettori) e con varie finalità a supporto di necessità umane (servizi o indagini/monitoraggio scientifico-ambientali).

I satelliti artificiali possono essere principalmente di due tipi:

  • satelliti scientifici, destinati alla ricerca pura nel campo dell’astronomia o della geofisica, es. Telescopio Spaziale Hubble o Lageos;
  • satelliti applicativi, destinati a scopi militari o ad usi commerciali civili.

I satelliti applicativi si possono ulteriormente suddividere in:

  • satelliti per telecomunicazioni, apparecchiature costruite dall’uomo per le telecomunicazioni, es. i Satelliti COSPAS-SARSAT; spesso sono posizionati in un’orbita geostazionaria intorno alla Terra e in numero tale da formare una rete satellitare;
  • satelliti meteorologici, posizionati sia in orbita geostazionaria (es. METEOSAT) sia in orbita polare (es. satelliti NOAA);
  • satelliti per telerilevamento, costruiti per il telerilevamento, la cartografia e l’osservazione sistematica della superficie terrestre (es. satelliti Landsat, QuickBird, Envisat, IKONOS o RapidEye);
  • satelliti per la navigazione, come quelli della rete GPS (Global positioning system);
  • satelliti militari sia a scopo offensivo che difensivo, es. la rete di satelliti di monitoraggio nucleare Vela o lo statunitense Geosat;
  • stazioni orbitanti, es. Stazione Spaziale Internazionale, Skylab, Mir;
    sonde spaziali in modo improprio, perché in genere le sonde non orbitano attorno ad un altro corpo.

Inoltre i satelliti artificiali sono caratterizzati in base all’orbita che percorrono. Le orbite principali sono: orbita polare, orbita equatoriale, orbita geostazionaria, orbita terrestre bassa, orbita terrestre media.

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Alan Turing, il padre dell’informatica e dell’intelligenza artificiale

MEDICINA ONLINE ALAN TURING SCIENZIATO LOGICO ANALISTA CRITTOGRAFO QUANTISTICA FISICA INFORMATICA ROBOTICA INTELLIGENZA ARTIFICIALE THE IMITATION GAME.jpgIl mio mito è Alan Turing. Alan Mathison Turing nacque a Londra 23 giugno 1912. Da studente era decisamente poco appassionato a materie come la letteratura, il latino e la religione: ad esse preferiva letture riguardanti la Teoria della Relatività, i calcoli astronomici, la chimica o il gioco degli scacchi. Nel 1931 fu ammesso al King’s College dell’Università di Cambridge dove fu allievo di Ludwig Wittgenstein e dove approfondì i suoi studi sulla meccanica quantistica, la logica e la teoria della probabilità (dimostrò autonomamente il teorema centrale del limite, già dimostrato nel 1922 dal matematico Lindeberg).

Nel 1934 si laureò con il massimo dei voti e nel 1936 vinse il premio Smith (assegnato ai due migliori studenti ricercatori in Fisica e Matematica presso l’Università di Cambridge). Nello stesso anno si trasferì alla prestigiosa Princeton University dove studiò per due anni, ottenendo infine un Ph.D. In quegli anni pubblicò l’articolo “On computable Numbers, with an application to the Entscheidungsproblem” nel quale descriveva, per la prima volta, quella che sarebbe poi stata definita la “macchina di Turing”. Nel 1940, a 28 anni, era già a capo del gruppo di ricercatori impegnati nella decrittazione delle macchine usate dalla marina tedesca durante la Seconda Guerra Mondiale, fra le quali Enigma.

Il 31 marzo 1952 Alan Turing fu arrestato per omosessualità, che all’epoca era considerata reato, e portato in tribunale, dove a sua difesa disse semplicemente che «non scorgeva niente di male nelle sue azioni». Condannato per omosessualità, fu costretto a scegliere tra una pena detentiva a due anni di carcere o la castrazione chimica mediante assunzione di estrogeni. Per non finire in prigione, lo scienziato optò per la seconda alternativa. Per oltre un anno si sottopose a trattamenti che provocarono in lui un calo della libido e lo sviluppo del seno (ginecomastia). La depressione legata al trattamento e all’umiliazione subita fu il motivo determinante che lo condusse, il 7 giugno 1954, al suicidio.

Quel giorno moriva uno dei più brillanti scienziati, matematici e crittoanalisti della storia dell’umanità. E’ considerato il padre della moderna informatica e dell’intelligenza artificiale, dal momento che il suo lavoro negli anni ’30 e ’40 ebbero vasta influenza sullo sviluppo di queste branche della scienza, grazie alla sua formalizzazione dei concetti di algoritmo e calcolo mediante la macchina di Turing: senza tale macchina probabilmente oggi non esisterebbero né i computer né gli smartphone che avete ora davanti agli occhi. Gli studi di Turing furono vitali anche per decifrare i messaggi scambiati da diplomatici e militari delle Potenze dell’Asse, tali studi hanno accorciato di vari anni la fine della Seconda Guerra Mondiale e di conseguenza salvato milioni di vite umane.

Il 24 dicembre 2013 la regina Elisabetta II elargì la grazia postuma per Alan Turing. Quasi 60 anni dopo la sua morte. Alla vita di Turing è dedicato il bel film del 2014 “The Imitation Game” di Morten Tyldum, con protagonista Benedict Cumberbatch nei panni del matematico.

Il mio mito è Alan Turing, il padre della moderna informatica e l’uomo che ha contribuito a salvare milioni di vite nella Seconda Guerra Mondiale.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Gemelli siamesi: italiani, i più longevi al mondo, quelli divisi

MEDICINA ONLINE GEMELLI SIAMESI OMOZIGOTI DIZIGOTI ETEROZIGOTI BIZIGOTI DIFFERENZE SIAMESES PHOTO IMMAGINI PICTURES HI RES WALLPAPER.jpgI gemelli siamesi sono gemelli monozigoti (derivanti cioè da una singola cellula uovo), che alla nascita presentano organi o tegumenti in comune. L’evento dipende dalla divisione tardiva dell’embrione, dopo il tredicesimo giorno dalla fecondazione. Le cause del ritardo nella scissione, al momento, non sono scientificamente accertate, ma si ipotizza che esso sia influenzato da alcuni fattori ambientali e dall’attivazione di determinati programmi genici; tuttavia esso non sembra essere un carattere ereditario. La nascita di gemelli siamesi è comunque un’eventualità molto rara, dall’incidenza statistica di circa 1:120.000. Spesso, ma non sempre, porta a morti premature, a causa delle malformazioni degli organi interni. Le tipologie cambiano a seconda delle parti in cui i gemelli sono uniti e degli organi che essi hanno in comune: solitamente vengono distinti quelli che non coinvolgono il cuore e l’ombelico. A parte sono classificate quelle “anomale”, in cui uno dei due embrioni è malformato o interno all’altro. Anche in epoca moderna, non sempre è possibile separare i due corpi, come dimostra il caso di Ladan e Laleh Bijani, morte durante l’intervento per separarle. Un caso di separazione riuscita è quella dei gemelli Anias and Jadon McDonald (di 13 mesi).

I gemelli siamesi più longevi del mondo

Si chiamano Ronnie e Donnie (li vedete nella foto in alto) e sono i due gemelli siamesi più longevi del mondo. Nati nell’Ottobre del 1951 in Ohio, sono uniti a livello del bacino, condividendo solamente la vescica e un unico organo genitale. Tutti gli altri organi sono infatti separati e distinti. Ronnie e Donnie furono affidati a un circo come attrazione per sostenere la famiglia e si esibirono in spettacoli per tutta l’infanzia, diventando ben presto delle celebrità. Solo nel 1991, i gemelli decisero di andare in pensione e vivere insieme in una casa propria. Attualmente vivono nella loro città natale e solo ogni tanto appaiono in televisione.

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Gemelli siamesi italiani

Domenica 11 ottobre 1992: in un ospedale di Bisaccia (Avellino) nascono due gemelli siamesi: sono uniti dal tronco in giù, presentando una rarissima malformazione ad Y. Mario e Beniamino Di Conza, messi dalla vita dinanzi a un bivio: vivere assieme in simbiosi, quattro braccia e due gambe, o sottoporsi, cosa che avverrà, ad una rischiosa operazione di separazione. Dopo un anno vissuto l’uno attaccato all’altro, la speranza di una vita diversa fu offerta dall’equipe britannica del professor Edward Kiley, disposto a fare quell’operazione che per la medicina italiana era impossibile. L’intervento, effettuato a Londra nel settembre del ’93, andò bene e i due siamesi per un anno vissero in buone condizioni, ma poi Mario, il più debole dei due, morì nel dicembre del 1994, a due anni, in seguito a un rigurgito che lo soffocò. Oggi Beniamino è un giovaneo vivace e intelligente che non ha smarrito l’allegria nonostante debba recarsi più volte all’anno a Londra per sottoporsi a visite di controllo e interventi chirurgici.

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Gemelli siamesi vissuti tra il 1600 e il 1800

Agli inizi del 1600, in Italia nacquero Lazzaro e Giovan Battista Colloredo, gemelli siamesi uniti all’altezza dell’ombelico. Lazzaro era autonomo, mentre Giovanbattista non parlava e teneva gli occhi sempre chiusi. Questi sporgeva, privo della gamba destra, dall’addome di suo fratello e aveva sempre la schiena reclinata all’indietro. Lazzaro girò l’Europa per guadagnarsi da vivere esibendosi nelle corti europee, si sposò ed ebbe figli senza malformazioni.

Edward Mordake, invece, nacque nell’Inghilterra vittoriana da una famiglia benestante. Sembrava una persona normalissima (ed era anche molto talentuoso nella musica), se non fosse stato per il gemello siamese, un secondo volto che gli sporgeva da dietro la nuca e si esibiva in smorfie che mettevano a disagio Edward. Nonostante il secondo volto non potesse parlare, causava comunque ansie e frustrazioni al fratello, che – vistosi rifiutare dai medici un intervento di rimozione del volto – si suicidò all’età di 23 anni. Prima di compiere il tragico gesto, richiese in una lettera che la sua seconda faccia fosse rimossa prima della sepoltura, per evitare che gli desse il tormento anche nella tomba. Probabilmente Edward aveva un difetto genetico chiamato craniopagusparasiticus, cioè era legato ad un fratello gemello parassita che però non aveva sviluppato il resto del corpo, oppure una forma di Diprosopia (una duplicazione biforcata cranio-facciale).

Nel 1800 invece nacquero Chang ed Eng Bunker, gemelli attaccati per lo sterno da una cartilagine. Siccome all’epoca era difficile affrontare con sicurezza un’operazione chirurgica di separazione, decisero di restare uniti, ma facendo in modo che ognuno avesse un minimo di iniziativa personale. All’età di 18 anni circa si esibirono in un tour mondiale nei circhi al seguito di un mercante inglese, Robert Hunter.Si trasferirono poi in Carolina del Nord, dove sposarono, nel 1843,le due sorelle Adelaide e Sarah Anne Yates. Ebbero una decina di figli ciascuno e vissero in case separate: i gemelli vi riuscivano vivendo tre giorni in una casa e tre nell’altra. Nel 1874, però, Chang si ammalò gravemente e morì. Poche ore dopo volò in cielo anche il fratello. Sabato 7 marzo 2009, il programma “Ulisse, il piacere della scoperta”, parlando di questa storia, ha raccontato che i gemelli thailandesi furono soprannominati Ottava meraviglia del mondo.

Alla fine dell’Ottocento nacquero, invece, a Sassari, Rita e Cristina Parodi, che avevano i corpi uniti all’altezza del torace. Avevano una propria testa e delle proprie braccia, ma poco sotto lo sterno si univano in un unico tronco e in un unico paio di gambe. La famiglia, molto povera, si trasferì a Parigi, dove i genitori, per poterle curare, le esposero in vari circhi come “fenomeni da baraccone”. Le gemelle però morirono dopo appena sette mesi di vita e l’autopsia svelò che avevano due cuori e due sistemi digerenti indipendenti.

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Gemelli siamesi vissuti nel Novecento

Ai primi del Novecentonacquero in Inghilterra Daisy e Violet Hilton, unite ai fianchi e ai glutei. Non condividevano organi, ma la circolazione sanguigna, che le rendeva indivisibili. Recitarono nel film del 1932, Freaks, diretto da Tod Browning e ambientato in un circo in cui si esibiscono persone affette realmente da malformazioni, come Johnny Eck, privo degli arti inferiori sin dalla nascita. Morirono nel 1969 a causa di un’influenza cinese, nell’appartamento in cui vivevano da sole.

Proprio mentre usciva il film di Browning, nel 1932, in Georgia, nacque Betty Lou Williams. Aveva una gemella parassita, che aveva la testa e un braccio nel suo addome, da cui sporgeva il resto del corpo, due gambe e un braccio.I genitori, poveri contadini, iniziarono a esporla a New York grazie a un uomo di spettacolo chiamato Dick Best. All’età di due annifu scoperta da Robert Ripley, ex giocatore professionista di baseball che dopo aver subito un infortunio smise di giocare e si dedicò ai viaggi, dai quali portava con sé stranezze che esponeva nel suo Odditorium. Lì fu esposta anche Betty. In seguito, con le sue esibizioni, la ragazza raccolse i soldi necessari per acquistare un grande ranch e far studiare tutti i suoi 11 fratelli e sorelle all’università. Morì, però,alla tenera età di 23 anni per un attacco d’asma causato dalla crescita della testa di sua sorella all’interno del ventre.

Nel 1974, a Firuzabad, in Iran, nacquero Ladan e Laleh Bijani, gemelle siamesi iraniane che condividevano la calotta cranica ma avevano due cervelli e due corpi distinti. Desiderando cose diverse dalla vita, sperarono che, dopo aver raggiunto la maggiore età, avrebbero potuto separarsi, ma i medici tedeschi a cui si erano rivolte negarono loro l’intervento chirurgico ritenendolo troppo pericoloso. Nel 2003, allora, si recarono a Singapore e insistettero per farsi operare, nonostante fossero state avvisate dei rischi dell’intervento. Dopo un’operazione di due giorni, le gemelle morirono sul tavolo operatorio a causa di una copiosa emorragia insorta dalla rottura di una vena comune ad entrambi i cervelli.

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Da oggi puoi usare la foto del tuo pene come password

MEDICINA ONLINE PENE TESTICOLO ASIMMETRICO PENIS SCROTO DAVID MICHELANGELO FIRENZE ASIMMETRIA VENA VARICOCELESe la password più diffusa è ancora 123456, quelli di CamSoda, la piattaforma di video hot (in webcam), avranno pensato: “Perché non offrire una soluzione che svicola il problema in modo inequivocabile?“ Impronta digitale? Già fatta. Caratteri speciali? In un certo senso. La risposta definitiva è stata “pene”.

Il sistema si chiama Dick-ometrics, ed è esattamente quello che sembra, cioè un modo per far diventare il proprio membro la chiave di sicurezza per aprire le porte virtuali del servizio. Con tanto di “Penis Recognition Tech” a disposizione per verificare che il fallo inquadrato risulti esattamente combaciante con la foto di partenza fornita dall’utente. Pene che, si raccomandano, sarebbe meglio se in fase di erezione, perché più riconoscibile. A quel punto, la tecnologia sarà in grado di dare l’ok (“Penis Verified”) o negare l’accesso (“Penis denied”).

Chi pensa male, sbaglia. Così come un’impronta digitale o un bulbo oculare, che sono due delle parti del corpo più comunemente utilizzate nelle tecnologie biometriche, il pene ha molti fattori che lo caratterizzano, come la dimensione, il colore e la sporgenza delle vene – spiega Darren Press, Vice Presidente di CamSoda, a Mashable – Tuttavia, a differenza delle impronte digitali e degli occhi, i peni non vengono esposti al pubblico nella maggior parte dei casi e sono comunemente coperti, al massimo condivisi con persone amate e di cui, presumibilmente, ci si fida”. Capito? Tutta questione di sicurezza.

Se è vero che non sempre la password più “lunga” è la più sicura, questo metodo va ben oltre i tanti già ideati per evitare di tenere a memoria sfilze di numeri e caratteri. Sì, ma le donne? La piattaforma fa sapere di essere al lavoro per una tecnologia equivalente, rivolta al pubblico femminile.

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Differenze tra orecchio destro e sinistro

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma ORECCHIE TAPPATE PIENEZZA AURICOLARE CUR Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano PeneOrecchio destro e sinistro sembrano apparentemente identici, ma è davvero così? Sembra invece che l’orecchio umano reagisca differentemente ai vari suoni a seconda che ad ascoltarli sia l’orecchio destro o quello sinistro: l’orecchio destro capterebbe meglio la parola, quello sinistro, invece, il canto.
È quanto ha stabilito un gruppo di ricercatori guidati da Yvonne Sininger, dell’University of California, a Los Angeles.
Le conclusioni cui è giunto lo studio, durante il quale gli scienziati hanno seguito più di 3.000 neonati, fanno pensare che le differenze di percezione dei suoni, che fino ad oggi si attribuivano a differenze tra le aree sinistra e destra del cervello, provengono in realtà dall’orecchio stesso. Finora, infatti, si credeva che l’orecchio destro e sinistro funzionassero esattamente allo stesso modo. Secondo gli autori dello studio, pubblicato sulla rivista Science, è possibile che questa scoperta studio possa avere implicazioni profonde sulle nostre conoscenze sullo sviluppo della parola e del linguaggio umano.
La scoperta è stata possibile grazie a captatori microscopici collocati sulle cellule dell’orecchio interno. I ricercatori hanno inviato vari tipi di suono nell’orecchio dei bambini per misurare le variazioni delle vibrazioni prodotte. I suoni che somigliavano a quelli emessi dalla parola causavano variazioni più evidenti nell’orecchio destro, mentre quelli che più si avvicinavano al canto portavano reazioni più intense nell’orecchio sinistro.
Gli scienziati sottolineano che il processo uditivo comincia nell’orecchio prima di essere captato dal cervello. Fin dalla nascita, l’orecchio è strutturato in modo tale da poter distinguere tra vari tipi di suoni che vengono poi inviati correttamente all’area del cervello deputata ad elaborarli.

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Neve: cos’è, come si forma, come si verifica la neve sopra i 2 °C

MEDICINA ONLINE TUONO LAMPO FULMINE SAETTA DIFFERENZA NEVE GRANDINE PIOGGIA NEVISCHIO GHIACCIO TEMPORALE ROVESCIO TEMPESTA NEVE ARTIFICIALE TECNICA NATURALE TORNADO TROMBA D'ARIA URAGANO CICLONE TIFONELa neve è un tipo di precipitazione atmosferica che avviene nella forma di acqua ghiacciata cristallina, formata da una moltitudine di minuscoli cristalli di ghiaccio, tutti aventi di base una simmetria esagonale e spesso anche una geometria frattale, ma ognuno di tipo diverso e spesso aggregati tra loro in maniera casuale a formare fiocchi di neve.

Come e in che condizioni si forma la neve?

La neve si forma nell’alta atmosfera quando il vapore acqueo, a temperatura inferiore a 5 °C, brina attorno ai cosiddetti germi cristallini passando dallo stato gassoso a quello solido formando cristalli di ghiaccio i quali cominciano a cadere verso il suolo quando il loro peso supera la spinta contraria di galleggiamento nell’aria e raggiungono il terreno senza fondersi. Questo accade quando la temperatura al suolo è in genere minore di 2 °C (in condizioni di umidità bassa è possibile avere fiocchi al suolo anche a temperature lievemente superiori) e negli strati intermedi non esistono temperature superiori a 0 °C dove la neve possa fondere e diventare acquaneve o pioggia.

Neve sopra i 2 gradi

La neve, in presenza di uno o più dei seguenti fattori:

  • violente precipitazioni,
  • violenti moti verticali,
  • bassa umidità,
  • aria estremamente gelida in quota,

può cadere, anche se per brevi periodi, con temperature positive superiori ai 2 °C (se l’aria nei bassi strati è abbastanza secca la neve può giungere al suolo anche con temperature lievemente superiori).

Potete trovare prodotti con cloruro di calcio (più efficace del sale da cucina per sciogliere la neve) qui: http://amzn.to/2FwrZlc e qui: http://amzn.to/2ClAAbE

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