Consigli per smascherare un tradimento

MEDICINA ONLINE CHEATING TRADIMENTO AUMENTARE QUANTITA SPERMA EIACULAZIONE FORZA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA AMORE ANSIA PRESTAZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE PAURA FOBIA.jpgIl tradimento è uno dei principali motivi che possono causare la fine di una relazione sentimentale. Benché possa essere perdonato, molto spesso può creare una rottura insanabile all’interno della coppia perché rende difficile potersi fidare nuovamente del partner. Un tradimento può essere confessato, scoperto oppure rimanere segreto per anni, ma quello che è certo è che costituisce un chiaro sintomo dell’instabilità di una coppia. Se abbiamo qualche dubbio riguardo la fedeltà del nostro partner possiamo provare a seguire questi utili consigli per smascherare un tradimento.

Osservare attentamente il comportamento del partner
Nella maggior parte delle relazioni sentimentali, ma in particolare in quelle di lunga durata, non si presta abbastanza attenzione alle piccole cose, ai gesti quotidiani. Se cominciamo a nutrire dei dubbi riguardo la fedeltà del/la nostro/a compagno/a dovremmo invece imparare ad osservare ogni suo comportamento perché anche la minima variazione di un’abitudine ormai consolidata potrebbe essere sintomo di tradimento. Ad esempio, se il partner comincia inspiegabilmente a riempirci di attenzioni che prima ci riservava solo in occasioni speciali, come regali o gesti particolarmente romantici, ciò potrebbe essere un primo segnale. Così come se di punto in bianco si dimostra particolarmente affabile con i nostri amici o parenti, che prima magari sopportava a malapena. Attenzione però a non esagerare: un ritardo può essere dovuto a mille motivi diversi, non necessariamente ad un tradimento! Meglio indagare bene prima di accusare.

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Controllare le spese
Un altro consiglio per cercare conferma dei nostri dubbi o per metterli a tacere è quello di controllare le spese del nostro partner. Non è un’operazione semplicissima perché dovremmo disporre delle credenziali di accesso per il conto corrente online, da cui naturalmente potremmo vedere tutti i movimenti bancari, comprese le spese con bancomat o carta di credito. Naturalmente se il nostro partner sa che abbiamo libero accesso alle sue operazioni finanziare preferirà certamente usare i contanti, in particolare se ha qualcosa da nasconderci. Dovremmo quindi controllare anche il suo portafogli per tenere monitorato il flusso di banconote, le cui variazioni non giustificate potrebbero costituire un possibile segnale di tradimento. Cerchiamo naturalmente di non trarre conclusioni affrettate ma di tenere monitorata la situazione per un po’.

Spiare telefono e computer
Potrà sembrare una strategia meschina e poco rispettosa, ma controllare i movimenti online del nostro partner è probabilmente il primo passo da fare se pensiamo che ci stia tradendo. Essendo a tutti gli effetti una violazione della privacy andrebbe fatta solo e soltanto quando siamo realmente in dubbio sulla fedeltà del nostro partner. Potremmo approfittare di una sua momentanea assenza per controllare il registro delle chiamate, gli sms e le chat telefoniche. Oppure possiamo sbirciare sul suo pc, andando alla ricerca di e-mail, movimenti sui social network e la cronologia di internet. Non sempre però troveremo informazioni utili: un partner infedele sarà sicuramente anche molto attento a cancellare ogni suo movimento compromettente e proteggerà tutti i suoi dati con password difficili da scoprire.

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Parlare con i suoi amici
Gli amici del nostro partner possono diventare la migliore fonte di informazioni per scoprire un eventuale tradimento, soprattutto se abbiamo con loro un rapporto di confidenza. Dovremmo però stare molto attenti a non porgere loro domande dirette altrimenti capiranno che stiamo nutrendo qualche dubbio circa il nostro partner e si troveranno nella difficile situazione di dover scegliere da che parte stare. In particolare, le donne dovranno tenere a mente che gli uomini tradiranno un loro amico con maggiore difficoltà. Cerchiamo quindi di carpire eventuali incongruenze in modo indiretto, ad esempio riferendoci ad un avvenimento cui il nostro partner ci ha detto di aver partecipato insieme agli amici. Se questo fatto non è mai accaduto non sarà difficile notare un certo imbarazzo tra i presenti.

Cogliere il partner sul fatto
Questo consiglio è stato volutamente lasciato per ultimo perché si tratta del passo finale, che dovrebbe arrivare solo dopo un’attenta riflessione. Cogliere in flagrante il partner infedele è l’unico modo per smascherarlo senza dargli possibilità di negazione, ma si tratta di un’operazione difficile da attuare se non abbiamo la certezza (o quasi) della sua infedeltà. Per coglierlo sul fatto dovremmo sapere esattamente dove, come e quando organizza gli incontri con l’altro/a e per avere tutte queste informazioni sarà stato necessario del tempo. Non possiamo pensare di pedinare il nostro partner al primo dubbio perché rischieremmo di farci scoprire e passare dalla parte del torto, soprattutto se il nostro partner non è colpevole. Può capitare naturalmente che questo capiti per caso, ma si tratta di una situazione molto fortuita ed imprevedibile pertanto non possiamo sperarci troppo.

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Quali sono le misure medie della circonferenza del pene?

MEDICINA ONLINE SPERMA LIQUIDO SEMINALE PLASMA UOMO COME FUNZIONA AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA LOVE COUPLE FRINEDS LOVER SEX GIRIn base a un articolo pubblicato sul British Journal of Urology International emerge che le misure medie del pene maschile sono:

  • flaccido: 9,16 cm di lunghezza e 9,13 cm di circonferenza,
  • in erezione: 13,12 cm di lunghezza, per 11,66 cm di circonferenza.

Le misure della circonferenza sono misurate sull’asta del pene e non sul glande. Le eccezioni alla media sono piuttosto rare: solo 5 uomini su 100 hanno genitali più lunghi di 16 cm, e solo 5 su 100 hanno un pene più corto di 10 cm. La lunghezza considerata va dall’osso pubico alla punta del glande, ed esclude pieghe cutanee o centimetri di grasso.

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Iperventilazione: significato, sintomi, alcalosi e conseguenze

medicina-online-dott-emilio-alessio-loiacono-medico-chirurgo-roma-differenza-ventilazione-polmonare-alveolare-riabilitazione-nutrizionista-infrarossi-accompagno-commissioni-cavitazione-radiofrequenzaCon il termine “iperventilazione” (in inglese hyperventilation o overbreathing) in medicina si intende un aumento della frequenza degli atti respiratori in condizioni di riposo, volontario o involontario, con durata variabile. L’iperventilazione può verificarsi in condizioni:

  • fisiologiche (ad esempio: pressione dell’aria ridotta ad alta quota);
  • patologiche (trauma cranico, infezioni, acidosi metabolica, gravi disturbi respiratori e cardiovascolari).

L’iperventilazione, inoltre, si inserisce in contesti di stress emozionale, ansia, attacco di panico e disturbi dell’umore.

Leggi anche: Gabbia toracica: dove si trova, a che serve e da cosa è composta

Conseguenze dell’iperventilazione (alcalosi respiratoria)

Se il soggetto inizia a respirare affannosamente in condizioni di riposo accade che la quota di anidride carbonica eliminata col respiro supera quella prodotta dall’organismo; ciò determina:

  • un aumento massiccio dell’ossigeno nel sangue;
  • una notevole riduzione dell’anidride carbonica (ipocapnia).

L’ipocapnia si riflette sul pH del sangue, che aumenta: si verifica quindi una alcalosi respiratoria. Se l’iperventilazione è protratta a lungo, tali modificazioni provocano una contrazione e un irrigidimento dei muscoli, accentuando la sensazione di soffocamento. In alcuni casi, la dispnea è di intensità tale da essere paragonabile all’asfissia. Per approfondire leggi anche: Differenza tra acidosi ed alcalosi, metabolica e respiratoria

Cause

Le possibili cause di iperventilazione, sono:

  • Polmonite;
  • Infarto miocardico;
  • Attacco di panico;
  • Scompenso cardiaco;
  • Embolia polmonare;
  • Acidosi metabolica;
  • Insufficienza cardiaca;
  • Allergie respiratorie;
  • Ansia intensa;
  • Sepsi;
  • Asma;
  • Aspergillosi.

Leggi anche: Dispnea ansiosa, notturna e cardiaca: sintomi, diagnosi e cura

Differenza tra iperventilazione ed ipernea

L’iperventilazione non va confusa con l’ipernea, condizione simile ma legata ad un’accelerazione del metabolismo (es. aumento del ritmo e della profondità degli atti respiratori durante un’attività fisica). In quest’ultimo caso, infatti, l’aumento della ventilazione è appropriato poiché compensa l’aumentata produzione di anidride carbonica che si verifica durante l’attività fisica, cosa che non si verifica a riposo.

Sintomi e segni

L’iperventilazione, oltre all’aumento della tachipnea, può manifestarsi anche con vari sintomi e segni, tra cui:

  • agitazione;
  • palpitazioni;
  • dolore toracico;
  • vertigini;
  • visione offuscata;
  • parestesie (formicolio agli arti);
  • sensazione di stordimento;
  • sincope.

Altri sintomi e segni possono verificarsi in base alla causa a monte che ha deterrminato l’iperventilazione.

Leggi anche: Apnea ostruttiva del sonno: cause, rischi, trattamenti e prevenzione

Terapia

La cura dell’iperventilazione è relativa alla causa che la scatena a monte: se ad esempio è causata da polmonite, si dovrà curare l’infiammazione; se causata da fattori emozionali, si dovrà intervenire con psicoterapia. Quando si presenta, un modo pratico per evitare l’alcalosi respiratoria è quello di far respirare per un breve periodo il soggetto dentro un sacchetto di carta (per aumentare così il livello di anidride carbonica) fino alla risoluzione della crisi.

Iperventilazione: quando diventa pericolosa?

Se il soggetto ha varie crisi senza apparente motivo, oppure diventa cianotico (la sua cute diventa bluastra) o perde conoscenza durante l’episodio, è necessario il trasferimento presso il pronto soccorso più vicino.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Rinforza i capelli deboli con la dieta e l’impacco di olio di semi di lino

MEDICINA ONLINE CAPELLI DEBOLI BIANCHI WHITE HAIR STYLE STYLIST STILER GRAY COLOR CABELLO CANOSO COLORE TINTA COPRIRE COLOR BROWN COLORARE ACCONCIATURA TESTA DONNA RADICE PELO CAPELLO WALLPAPER SFONDO PICTURE PHOTO PICS.jpgPuò capitare a tutti di notare un indebolimento dei propri capelli, durante i cambi di stagione oppure nei periodi di stress. Prima di rivolgerci ad uno specialista, possiamo recuperare il benessere dei nostri capelli con dei rimedi naturali. Le proprietà ricostituenti e protettive di alcuni prodotti vegetali consentono di rafforzare la fibra capillare rispettando la natura.

COME RINFORZARE I CAPELLI

Le cattive abitudini alimentari sono la causa principale dell’indebolimento della fibra capillare. Cambiare dieta può essere il primo passo per prenderci cura dei nostri capelli in modo naturale. A colazione, possiamo mangiare dei cereali integrali, ricchi di vitamine B7 ed H che sono indispensabili per la salute del capello. A pranzo ed a cena, invece, possiamo concludere i pasti mangiando della frutta secca, ricca di vitamina E che dona vigore e lucentezza alla fibra capillare.

COME RINFORZARE I CAPELLI CON I RIMEDI NATURALI

Per avere una chioma forte e splendente possiamo realizzare delle soluzioni fai da te, utilizzando degli ingredienti che già abbiamo in casa. In questo modo, evitiamo di applicare degli agenti aggressivi e non inquiniamo l’ambiente. Ecco alcune soluzioni per avere dei capelli forti e splendenti:

  • Massaggio della cute con l’olio d’oliva

Per rafforzare la nostra chioma è indispensabile migliorare la circolazione sanguigna del cuoio capelluto. Dopo lo shampoo, massaggiamo i capelli con dell’olio extravergine di oliva. Le sue proprietà idratanti ci consentiranno di vedere gli effetti già dopo poche applicazioni.

  • Impacchi di olio di semi di lino

Un altro rimedio naturale sono gli impacchi a base di olio di semi di lino. Per preparare la soluzione, dobbiamo versare 250 ml di acqua e due cucchiai di olio in un pentolino. Facciamo bollire il tutto a fiamma bassa e, dopo averlo filtrato, lasciamo riposare la soluzione per una notte.

COMPOSTO NATURALE PER NUTRIRE E RINFORZARE I CAPELLI

Possiamo rinforzare i capelli anche con un composto fai da te nutritivo e rinforzante. La preparazione è semplice e richiede degli ingredienti che già abbiamo in casa.

OCCORRENTE

  • 38 ml di acqua
  • 40 ml di birra
  • Aceto di sidro
  • 10 ml di succo di limone
  • 5 gocce di olio essenziale di rosmarino
  • 5 gocce di olio essenziale di limone
  • Caraffa in pyrex

PREPARAZIONE

Versate l’acqua, la birra, l’aceto di sidro e il succo di limone all’interno di una caraffa in pyrex, che poi riponete a bagnomaria. Riscaldate il tutto a 80°C per 30 minuti e successivamente lasciate raffreddare fino a 40°C. Infine, aggiungete le 5 gocce di olio essenziale di rosmarino e di olio essenziale di limone. Una volta ottenuto il composto, utilizzatelo per massaggiare i capelli, dopo lo shampoo, senza doverli risciacquare.

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Tenuta in casa come una schiava e costretta a subire violenze per 8 anni

MEDICINA ONLINE MAROCCHINO DONNA VIOLENZA SCHIAVATenuta come una schiava in casa, costretta a subire violenze fisiche e psicologiche da circa 8 anni. Questo lo scenario ricostruito dai carabinieri di Cassibile che hanno arrestato un marocchino di 35 anni per maltrattamenti in famiglia, lesioni e minacce. La vittima, 28 anni, è riuscita a denunciare il marito dopo l’ennesimo episodio accaduto alla presenza del figlio minore.

Drammatico il racconto della donna: costretta a restare in casa in condizioni di schiavitù e autorizzata solo ad uscire per la spesa, con continue minacce di morte e violenze. Ha raccontato di essere stata costretta a interrompere tre gravidanze. «Le vittime di violenza devono trovare il coraggio di ribellarsi – ha dichiarato il comandante provinciale carabinieri, colonnello Luigi Grasso -. Per contrastare questo gravissimo fenomeno è necessario un corale impegno ed un’opera di sensibilizzazione quotidiana».

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Prontinal (beclometasone) 0,8mg/2ml aerosol, foglietto illustrativo

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACIA AEROSOL ASMA PHARMACIST PHOTO PIC IMAGE PHOTO PICTURE HI COMPRESSE INIEZIONE SUPPOSTA PER OS INTRAMUSCOLO PRESSIONE DIABETE CURA TERAPIA FARMACOLOGICA EFFETTI COLLATERALI CONTROINDICAZIONIDenominazione

PRONTINAL 0,8 MG/2 ML SOSPENSIONE PER NEBULIZZATORE

Categoria Farmacoterapeutica

Glicocorticoidi.

Principi Attivi

100 ml di sospensione per nebulizzatore contengono: beclometasone dipropionato 0,040 g.

Eccipienti

Sodio cloruro, polisorbato 20, sorbitan monolaurato, acqua per preparazioni iniettabili.

Indicazioni

Controllo dell’evoluzione della malattia asmatica e delle condizioni di broncostenosi. Riniti allergiche e vasomotorie, affezioni infiammatorie ed allergiche delle cavita’ nasali e del tratto rino-faringeo.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Infezioni virali e tubercolari attive o quiescenti locali. Generalmente controindicato in gravidanza e allattamento.

Posologia

Adulti: un contenitore monodose per seduta 1-2 volte al giorno. Bambini: meta’ contenuto di un contenitore monodose per seduta 1-2 volte algiorno. Il contenitore reca una graduazione corrispondente a meta’ dose. Agitare energicamente prima dell’uso. Per l’utilizzo eseguire le seguenti operazioni: flettere il contenitore monodose nelle due direzioni; staccare il contenitore monodose dalla striscia prima sopra e poi al centro; agitare energicamente scuotendo e rovesciando il contenitoreper rendere omogenea la sospensione. Ripetere questa operazione, finche’ l’intero contenuto non sia completamente ridisperso e mescolato; aprire il contenitore monodose ruotando l’aletta nel senso indicato dalla freccia; esercitando una moderata pressione sulle pareti del contenitore monodose far uscire il medicamento nella quantita’ prescritta edimmetterlo nell’ampolla del nebulizzatore; in caso di utilizzo di meta’ dose, il contenitore puo’ essere richiuso capovolgendo e premendo il tappo. Il contenitore richiuso deve essere conservato a temperaturacompresa fra 2 gradi C e 8 gradi C (in frigorifero) e la quantita’ rimasta deve essere utilizzata entro 12 ore dalla prima apertura.

Conservazione

Conservare il prodotto in posizione verticale, come riportato sulla confezione. I contenitori monodose fuori dalla busta di protezione si conservano fino a 3 mesi. In caso di utilizzo di meta’ dose, il contenitore richiuso va conservato a temperatura compresa fra 2 gradi C e 8 gradi C (in frigorifero) ed utilizzato entro 12 ore.

Avvertenze

Si possono presentare effetti sistemici con i corticosteroidi inalatori. Tali effetti si verificano con meno probabilita’ rispetto al trattamento con corticosteroidi orali. I possibili effetti sistemici includono la sindrome di Cushing, aspetto Cushingoide, soppressione surrenalica, ritardo della crescita in bambini e adolescenti, riduzione della densita’ minerale ossea, cataratta, glaucoma e, piu’ raramente una serie di effetti psicologici o comportamentali che includono iperattivita’psicomotoria, disturbi del sonno, ansieta’, depressione o aggressivita’. e’ importante, quindi che la dose del corticosteroide sia la piu’bassa dose possibile con cui viene mantenuto il controllo effettivo dell’asma. Le infezioni delle cavita’ nasali o dei seni paranasali devono essere trattate con terapia appropriata, ma non costituiscono controindicazioni specifiche all’uso del farmaco. Benche’ il medicinale siain grado di controllare nella maggior parte dei casi la rinite allergica stagionale, uno stimolo abnormemente elevato di allergeni puo’ richiedere appropriata terapia supplementare. Il trasferimento di pazientiin trattamento continuativo con steroidi per via generale alla terapia con il farmaco richiede precauzioni se vi e’ motivo di supporre chela funzionalita’ surrenalica sia alterata. Comunque inizialmente il prodotto va somministrato continuando il trattamento sistemico; successivamente questo va progressivamente ridotto controllando il paziente adintervalli regolari e modificando la posologia del farmaco a secondadei risultati ottenuti. Durante i periodi di stress o di grave attaccoasmatico i pazienti, sottoposti a tale passaggio, dovranno avere un trattamento supplementare di steroidi sistemici. La terapia non ha finora dato luogo al riscontro di una riduzione dei livelli di cortisolo plasmatico. Tale riduzione e’ stata osservata solo in pazienti che ricevevano il doppio della dose massima consigliata di beclometasone dipropionato somministrato mediante aerosol pressurizzato.

Interazioni

Non note.

Effetti Indesiderati

A seguito della somministrazione di beclometasone dipropionato per viaaerosolica, in alcuni pazienti puo’ comparire candidosi della bocca odella gola. Pazienti con dati anamnestici o di laboratorio indicantiuna precedente infezione possono sviluppare piu’ facilmente tale complicazione. L’incidenza della candidosi sembra essere in relazione con la dose somministrata. L’affezione risponde generalmente ad appropriataterapia antifungina topica senza interruzione del trattamento con beclometasone dipropionato. L’insorgenza di tali infezioni fungine puo’ essere minimizzata sciacquandosi regolarmente la bocca dopo ogni applicazione. In pazienti con vie aeree molto sensibili l’uso del prodotto potrebbe dar luogo a tosse e raucedine. Possono verificarsi effetti sistemici con i corticosteroidi per inalazione in particolare quando somministrati ad alte dosi per periodi prolungati. Tali eventi possono includere soppressione surrenalica, ritardo della crescita nei bambini enegli adolescenti, riduzione della densita’ minerale ossea, catarattae glaucoma. Sono state anche riportate con questa classe di farmaci reazioni di ipersensibilita’ che includono rash, orticaria, prurito, eritema ed edema degli occhi, viso, labbra e gola. Disturbi psichiatriciche possono insorgere, con frequenza non nota, sono iperattivita’ psicomotoria, disturbi del sonno, ansieta’, depressione, aggressivita’, disturbi di comportamento.

Gravidanza E Allattamento

Non somministrare nel primo trimestre di gravidanza. Nell’ulteriore periodo, durante l’allattamento e nella prima infanzia deve essere somministrato soltanto in caso di effettiva necessita’ e sotto controllo.

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Levocetirizina 5mg compresse rivestite, foglietto illustrativo

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACIA PHARMACIST PHOTO PIC IMAGE PHOTO PICTURE HI RES COMPRESSE INIEZIONE SUPPOSTA PER OS SANGUE INTRAMUSCOLO CUORE PRESSIONE DIABETE CURA TERAPIA FARMACOLOGICA EFFETTI COLLATERALI CONTRODenominazione

LEVOCETIRIZINA TEVA

Categoria Farmacoterapeutica

Antistaminici per uso sistemico.

Principi Attivi

Levocetirizina dicloridrato.

Eccipienti

Nucleo: cellulosa microcristallina, lattosio monoidrato, silice colloidale anidra, magnesio stearato. Rivestimento: opadry^(R) Y-1-7000 composto da ipromellosa, titanio diossido, macrogol 400.

Indicazioni

Trattamento sintomatico della rinite allergica perenne, della rinite allergica stagionale e dell’orticaria cronica idiopatica.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita’ alla levocetirizina, ad altri derivati della piperazina o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Pazienti con insufficienza renale grave con clearance della creatinina inferiore a 10 ml/min.

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Posologia

La compressa rivestita con film deve essere assunta per via orale, ingerita intera con acqua, e puo’ essere assunta con o senza cibo. Adultie adolescenti: 5 mg una volta al giorno. Bambini di eta’ compresa trai 6 e i 12 anni: 5 mg una volta al giorno. Non e’ raccomandato nei bambini di eta’ inferiore ai 6 anni per carenza di dati sulla sicurezzae sull’efficacia del prodotto. Anziani: al momento non esistono dati che suggeriscono la necessita’ di ridurre la dose a condizione che la loro funzione renale sia normale. Pazienti con insufficienza renale: gli intervalli tra le dosi devono essere stabiliti individualmente a seconda della funzione renale. Compromissione normale 1 compressa una volta al giorno; lieve 1 compressa una volta al giorno; moderata 1 compressa ogni 2 giorni; grave 1 compressa ogni 3 giorni. Nefropatia all’ultimo stadio, pazienti sottoposti a dialisi: controindicato. Pazienti con insufficienza epatica: non e’ necessario alcun aggiustamento della dose se non in pazienti affetti da insufficienza sia epatica sia renale. Durata del trattamento: dipende dal tipo, dalla durata e dal decorsodella sintomatologia. Per la febbre da fieno sono generalmente sufficienti 3-6 settimane, nel caso di una breve esposizione al polline puo’bastare anche una sola settimana. Sono attualmente disponibili esperienze cliniche con 5 mg di levocetirizina in forma di compressa rivestita con film per un periodo di trattamento di 6 mesi.

Conservazione

Non richiede alcuna condizione particolare di conservazione

Avvertenze

Non e’ raccomandato nei bambini di eta’ inferiore ai 6 anni in quantole compresse rivestite con film attualmente disponibili non permettonoaggiustamenti della dose. Si raccomanda cautela con l’assunzione di alcool. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp-lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.

Interazioni

Non sono stati condotti studi di interazione con la levocetirizina (ne’ studi con induttori del CYP3A4); studi con il composto racemato cetirizina hanno dimostrato che non esistono interazioni avverse, clinicamente significative (con pseudoefedrina, cimetidina, ketoconazolo, eritromicina, azitromicina, glipizide e diazepam). E’ stata rilevata una lieve diminuzione della clearance della cetirizina (16%) in uno studioa dosi multiple con teofillina (400 mg una volta al giorno); mentre ladisponibilita’ della teofillina non veniva alterata dalla somministrazione concomitante di cetirizina. Il cibo rallenta ma non diminuisce il grado di assorbimento della levocetirizina. Nei pazienti sensibili,la somministrazione concomitante di cetirizina o levocetirizina con alcool o altri agenti deprimenti il SNC puo’ influire sul sistema nervoso centrale, benche’ sia stato dimostrato che il racemato cetirizina non potenzia l’effetto dell’alcool.

Effetti Indesiderati

Esami diagnostici. Molto raro (<1/10.000): aumento di peso, anomalie della funzionalita’ epatica. Patologie cardiache. Molto raro: palpitazioni. Patologie del sistema nervoso. Comune (>=1/100, <1/10): sonnolenza, cefalea. Patologie dell’occhio. Molto raro: disturbi visivi. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Molto raro: dispnea. Patologie gastrointestinali. Comune: secchezza delle fauci. Non comune (>=1/1.000, <1/100): dolori addominali. Molto raro: nausea. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Molto raro: edema angioneurotico,prurito, rash, orticaria. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: spossatezza. Non comune: astenia. Disturbi del sistema immunitario. Molto raro: ipersensibilita’, compresa anafilassi. Patologie epatobiliari. Molto raro: epatite.

Gravidanza E Allattamento

I dati disponibili su un numero limitato di gravidanze esposte al farmaco indicano l’assenza di effetti indesiderati della cetirizina sulla gravidanza o sulla salute del feto/neonato. Finora non sono disponibili altri dati epidemiologici significativi. Non sono disponibili dati clinici sulle gravidanze esposte alla levocetirizina. Studi animali nonindicano effetti nocivi diretti o indiretti sulla gravidanza, sullo sviluppo embrionale/fetale, sul parto o sullo sviluppo post-natale. Occorre prestare attenzione nel prescrivere il medicinale alle donne in stato di gravidanza. E’ atteso che la levocetirizina venga escreta nellatte materno. Pertanto, durante l’allattamento l’uso non e’ raccomandato e il suo utilizzo deve essere preso in considerazione solo se il beneficio atteso per la madre e’ maggiore del rischio a cui e’ esposto il lattante.

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Dove si trovano le corde vocali: anatomia e funzioni in sintesi

MEDICINA ONLINE CORDE VOCALI POLIPI NODULI GRANULOMI VOCE LESIONE PARLARE FONAZIONE LOGOPEDIA NERVI RICORRENTI LARINGE FARINGE GOLA DOVE SONO ANATOMIA A CHE SERVONO.jpgLe corde vocali (tecnicamente chiamate pliche vocali) sono lembi tendinei che, con il passaggio dell’aria, vibrano generando la voce ed è grazie a loro che parliamo e produciamo suoni. L’organo è costituito da uno scheletro cartilagineo e da un certo numero di muscoli oltre che da legamenti, fasce connettive, mucose ecc.

Nella laringe esiste un restringimento che conduce alla glottide rima glottidea: qui la mucosa si solleva d’ambo i lati in due spesse pliche trasversali che vanno, da avanti in dietro, dalla base dell’epiglottide ai processi vocali delle aritenoidi. Le due superiori si dicono corde vocali false, le due inferiori corde vocali vere labbra vocali. Fra le prime (meno sporgenti verso la linea mediana della glottide) e le seconde, si trovano i seni ventricoli di Morgagni: essi lasciano spazio sufficiente alle corde per vibrare e producono un secreto che inumidisce la mucosa laringea.

Nelle corde vere le fibre elastiche del derma, molto sviluppate, formano fasce compatte, cuneiformi in sezione trasversale, ricoperte da epitelio piatto. Nelle false, tale tessuto è meno abbondante e la mucosa è ricca di tessuto adenoide, più copioso alla superficie dei ventricoli e nella faccia postero-inferiore dell’epiglottide. Le corde vere sono estensibili e retrattili senza lasciar pieghe e conservano regolari i margini liberi destinati a vibrare per la corrente espiratoria.

Dalla loro inserzione anteriore nella tiroide, fino ai processi vocali delle aritenoidi, le corde limitano la rima vocale legamentosa della glottide, che nell’uomo adulto è lunga 17-18 mm., nella donna 12-13. Il segmento posteriore della glottide, lungo 7-8 mm., limitato dai margini mediali delle basi delle aritenoidi, si dice rima respiratoria intercartilaginea.

Sulle corde vere la mucosa s’assottiglia e aderisce saldamente e sul margine libero si fa bianca, semi-trasparente; al di sotto ritorna ordinaria e si perde in quella tracheale. Sotto la membrana limitante, coperta dall’epitelio, sono disposte numerose ghiandole, varie per grandezza.

Elemento importantissimo delle corde vocali vere sono alcuni fasci muscolari, che fanno parte della muscolatura intrinseca della laringe, il compito dei quali è d’allargare e restringere la glottide, tendere o rilasciare le corde.

La dilatazione della glottide ha per ordegni precipui i due crico-aritenoidei (postici), i quali determinano la rotazione delle basi delle aritenoidi intorno al loro asse verticale e quindi l’abduzione delle corde, la dilatazione della glottide (funzione respiratoria della laringe). La loro paralisi produrrà dispnea inspiratoria per strettura abnorme della rima glottica, ma non notevole disturbo di fonazione.

Il restringimento della glottide (adduzione delle corde) è determinato: a) dall’aritenoideo trasverso, che fa scivolare verso la linea mediana le basi delle aritenoidi; b) dai tiro-ariepiglottici e dai tiro-aritenoidei esterni, che, con l’aritenoideo trasverso, costituiscono una specie di sfintere della laringe: i due primi, dal punto d’attacco alla faccia interna della tiroide, dirigono le fibre in dietro, attraversano obliquamente le facce posteriori delle aritenoidi decussandosi sulla linea mediana, decorrono lungo la plica ari-epiglottica e si fissano alla base dell’epiglottide; i secondi dalla parte inferiore dell’angolo interno dello scudo tiroideo si dirigono in dietro e in alto verso i processi muscolari aritenoidei; c) dal crico-aritenoideo laterale, che decorre obliquamente da dietro in avanti e dall’alto in basso, in direzione antagonistica a quella del crico-aritenoideo posteriore.

La tensione delle corde è effettuata: a) dai crico-tiroidei retti e obliqui, che nel contrarsi diminuiscono la fessura esistente in avanti fra tiroide e cricoide, elevando la parte anteriore della cricoide (la più mobile) verso il margine antero-inferiore della tiroide spostabile meno facilmente e abbassando il castone cricoideo e perciò le aritenoidi, che vi sono sovrapposte; b) dalla sinergia dei genio-ioidei e tiroidei, i quali sollevando la tiroide rendono più efficace l’azione rotatoria dei crico-tiroidei intorno all’asse trasverso delle articolazioni crico-tiroidee.

Il rilasciamento delle corde è passivo, quando cessano d’agire i tensori: fatto coordinato in modo automatico alla fase inspiratoria del torace; attivo per i tiro-aritenoidei interni, che accompagnano le corde dall’angolo interno tiroideo ai processi vocali: nel contrarsi in toto avvicinano i processi vocali alla tiroide, rilasciano quindi le corde. In essi W. F. Ludwig distingue due porzioni: una ari-tiroidea già nota, l’altra ari-vocale (muscolo di Ludwig). Il tratto ari-vocale, dall’estremo inferiore della faccia anteriore dell’aritenoide decorre in fasci paralleli verso la membrana vocale, in cui termina da dietro in avanti: le fibre più brevi immediatamente davanti al processo vocale, le più lunghe presso la tiroide.

Ci sono differenze tra le corde vocali nell’uomo e nella donna? La lunghezza delle corde vocali è anatomicamente prestabilita, circa 2-3 cm, tuttavia nell’uomo esse sono generalmente più lunghe del 30% rispetto a quelle della donna e ne risulta una maggiore profondità della voce maschile, mentre le corde vocali femminili sono più sottili e ne consegue una voce più acuta. Per quel che riguarda la formazione di suoni articolati, partecipano attivamente sia le corde vocali come strumenti di produzione di suoni, sia le vie aeree superiori e i seni paranasali come cassa di risonanza, sia la cavità orale come strumento di modulazione dei suoni.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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