Il segreto per progredire nel tuo allenamento? La periodizzazione

MEDICINA ONLINE PALESTRA DONNA MUSCOLI IPERTROFIA ALLENAMENTO MUSCOLARI ROSSE BIANCHE POTENZIALE GENETICO PESI PESISTICA WORKOUT PRE POST INTEGRATORI PROTEINE AMINOACIDI RAMIFICATI BCAA WHEY CASEINE CREATINA CARNITINA FISIC.jpgLa periodizzazione non è che la modulazione, nel tempo, dell’intensità e del volume allenante, ovvero dei carichi e degli schemi utilizzati nell’allenamento. Non basterebbe cercare di spingere sempre un po’ più peso o cercare di fare sempre una ripetizione in più? No! Quella che si chiama periodizzazione lineare è qualcosa che funziona inizialmente, poi scema finché non vi porta alla stagnazione dei risultati, sia come carichi in allenamento che come impatto sul vostro corpo.

Qualche risultato a sostegno (che potete applicare tout-court!)

  1.  6 settimane di 3 serie da 6 ripetizioni vs 3 settimane di 5 serie da 10 ripetizioni, 1 settimana di 5×5, 1 di 3×3 e 1 di 3×2 (1). Ha vinto il gruppo periodizzazione per quanto riguarda l’incremento di massa muscolare.
  2. 24 settimane di 1×8-10 + ripetizioni forzate VS 2-4 x 12-15, 8-10, 3-5 (piramidale) + 2-4 x 8-10 (2). Ha vinto il gruppo periodizzazione per quanto riguarda l’incremento di massa muscolare
  3. 12 settimane di 5×6 sui grandi esercizi multiarticolari e 3×8 sugli esercizi ausiliari con carichi aumentati linearmente o a onda (3). Ha vinto il gruppo periodizzazione per quanto riguarda l’incremento di forza in Back Squat e Bench Press.

Ah, e non dimenticate di fare lo scarico, che non significa non allenarsi, bensì semplicemente tagliare volume e intensità (partire dal 20% di ripetizioni totali, ad allenamento o settimanali, in meno e/o dal 15-20% dei carichi utilizzati in meno, è una buona strategia). Di fatti, fare scarico rispetto a non allenarsi produce risultati di gran lunga diversi (4): lo scarico è parte integrante dell’allenamento, fa recuperare e fa vedere i frutti di quanto è stato seminato in precedenza.

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Differenza tra sangue, plasma e siero

technician placing blood tubes in the laboratory centrifuge

Il sangue è un il tessuto biologicamente attivo che ha il compito principale di trasportare le sostante in ogni angolo del nostro corpo. Il sangue  rappresenta circa l’8 percento del peso corporeo (nei maschi il volume medio è di 5-6 litri) e che perdite di sangue (emorragie) del 15-30% provocano pallore e stanchezza, mentre perdite superiori al 35% possono causare la morte in brevissimo tempo. Il sangue è comporto da due parti:

  • parte cellulare (elementi corpuscolati o figurati, anche chiamato “ematocrito”): globuli rossi, globuli bianche e piastrine, il 45% del sangue;
  • parte liquida (plasma), il 55% del sangue.

Per approfondire:

Il plasma rappresenta la componente liquida del sangue, grazie alla quale le cellule sanguigne possono circolare. Il plasma è costituito prevalentemente da acqua (oltre il 90%), nella quale sono disciolte e veicolate molte sostanze quali proteine, zuccheri, grassi, sali minerali, ormoni, vitamine, anticorpi e fattori della coagulazione.
Dal plasma donato si possono ottenere, mediante frazionamento industriale, alcune sostante importantissime ai fini trasfusionali:

  • Albumina, trasporta diverse componenti del sangue e sostanze nutritive. È una proteina utilizzata nel trattamento di alcune malattie del fegato e dei reni (cirrosi, nefrosi, ecc.), per la cura di stati patologici gravi come lo shock da ustioni, da tra uma, ecc.
  • Immunoglobuline, sostanze protettive o anticorpi che si sviluppano normalmente a contatto con diversi agenti estranei all’organismo, o dopo vaccinazioni. Vengono utilizzate in vari tipi di difetti immunologici o per patologie autoimmunitarie.
  • Fattori della coagulazione (VIII e IX), fondamentali per i pazienti affetti da emofilia A e B che hanno una carenza nel sangue di fattore VIII o IX. Negli ultimi anni l’uso di questi preparati altamente purificati e assai efficaci ha permesso una vita normale a chi soffre di emofilia.
  • Fibrinogeno, è una glicoproteina del plasma sanguigno sintetizzata dal fegato e dal tessuto endoteliale. Il fibrinogeno è il precursore della fibrina, presente nel plasma sanguigno sotto forma di molecole proteiche ed è essenziale nella coagulazione del sangue poiché esso è trasformato dalla trombina tramite un processo di polimerizzazione in fibrina necessaria alla formazione del trombo emostatico.

A tal proposito leggi anche:

La differenza tra sangue e plasma dovrebbe quindi essere chiara: il plasma è la parte liquida del sangue, in cui sono immerse le cellule (parte cellulare) del sangue.

Siero sanguigno
Il siero sanguigno – o più semplicemente “siero” – è semplicemente plasma privo di fibrinogeno, fattore VIII, fattore V e protrombina. Il fibrinogeno è una proteina solubile che nel processo di coagulazione del sangue viene convertita in fibrina, proteina non globulare ma filamentosa. Per ottenere un plasma senza fibrinogeno (quindi per ottenere il siero), in seguito al prelievo del sangue, si attende la coagulazione. In seguito, per centrifugazione del campione biologico, si separa la fase liquida del sangue dalla parte corpuscolare e si ottiene dunque il siero.

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Di cosa sono fatte le feci?

MEDICINA ONLINE LABORATORIO BLOOD TEST EXAM ESAME DEL SANGUE FECI URINE GLICEMIA ANALISI GLOBULI ROSSI BIANCHI PIATRINE VALORI ERITROCITI ANEMIA TUMORE CANCRO LEUCEMIA FERRO FALCIFORME MLe feci umane hanno una composizione estremamente varia, ciò a causa della variabilità individuale, del tipo di alimentazione, della quantità dei liquidi assunti, dell’età e delle condizioni di salute del paziente. Svariate patologie possono variare di molto la composizione e la consistenza delle feci.

Le feci di un individuo sano e con alimentazione bilanciata sono costituite dal 75% di acqua e il 25% di sostanze solide. Sono composte in buona parte da:

  • residui alimentari non digeribili (cellulosa e cheratina),
  • residui di acidi gastrici,
  • bile che agisce principalmente sul colore,
  • muco,
  • cellule morte,
  • batteri,
  • acqua.

Le sostanze solide sono costituite prevalentemente da fibre che determinano la struttura e la consistenza delle feci, infatti se esse sono poco presenti la quantità di acqua presente nelle feci si riduce determinando una consistenza delle stesse di tipo caprino. La presenza di fibre determina in modo prevalente la consistenza delle stesse. Inoltre il 30% del peso delle feci è costituito da batteri, normalmente saprofiti. Il 15% è rappresentato da sostanze organiche, in particolare fosfati e calcio che sono normalmente assunti in eccesso e quindi in parte eliminate con le feci. Il 5% è rappresentato da sostanze lipidiche e derivati, il resto è rappresentato da muco, cellule di desquamazione ed enzimi digestivi.

A seconda della patologia o dello stato patologico le feci possono avere una composizione e aspetto differente: un esempio classico è la diarrea che porta ad avere feci liquide e semiliquide, mentre nelle enteriti le feci sono gelatinose (ricche di muco), nelle insufficienze pancreatiche hanno una consistenza simile alla polenta (poltacee), mentre nelle insufficienze biliari oltre ad essere poltacee sono anche a mastice.

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Cosa contiene lo sperma?

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica Roma EMATOSPERMIA SANGUE SPERMA CAUSE TERAPIE Radiofrequenza Rughe Cavitazione Cellulite Luce Pulsata Peeling Pressoterapia Linfodrenante Mappatura Dietologo DermatologiaLo sperma maschile, anche denominato “liquido seminale“, è costituito da:

  • 5% di spermatozoi (la parte solida dello sperma);
  • 95% di plasma seminale (la parte liquida dello sperma).

Il liquido seminale contiene in particolare moltissime molecole che entrano nel metabolismo umano, tra cui:

  • acido ascorbico,
  • antigeni del sangue,
  • calcio,
  • cloro,
  • colesterolo,
  • acido citrico,
  • creatina,
  • aboutonia,
  • fruttosio,
  • acido lattico,
  • magnesio,
  • azoto,
  • fosforo,
  • potassio,
  • pirimidina,
  • sodio,
  • sorbitolo,
  • spermidina,
  • urea,
  • acido urico,
  • vitamina B12,
  • zinco.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Ibernazione post-mortem: 14enne inglese ibernata negli USA

MEDICINA ONLINE RIGOR MORTIS RIGIDITA CADAVERE MORTE TEMPOIbernazione post-mortem. Da qualche giorno in Gran Bretagna non si parla d’altro. Questo perchè è stato reso pubblico un caso di una 14enne che aveva chiesto che il suo corpo fosse conservato tramite la “criogenesi”. La giovane ragazza aveva il cancro ed è per questo motivo che aveva chiesto di farsi ibernare piuttosto che accettare che la malattia la distruggesse fino ad ucciderla. Stando a quanto riportato dalla Bbc, il verdetto, emesso poco prima del decesso della giovane ad Ottobre scorso, è stato reso pubblico solo ora dopo che il corpo, trasferito negli USA, è stato congelato tramite “criogenesi”.

La speranza di un futuro migliore

L’ibernazione post-mortem della ragazza è stata autorizzata definitivamente da un giudice dell’Alta Corte di Londra con il consenso dei due genitori. La giovane inglese aveva scritto lei stessa al giudice prima di morire, una lettera nella quale sperava di poter “vivere più a lungo” in futuro e supplicava di “non essere sotterrata”. La 14enne spiegava che si era informata molto prima di prendere questa decisione, navigando online e documentandosi come poteva, perchè grazie a questa tecnica, tra circa 100 anni, potrebbe essere guarita e risvegliata. Il giudice aveva riferito di aver visitato la ragazza negli ultimi momenti della sua vita, ed è rimasto sorpreso dal coraggio che possedeva la giovane e la sua voglia di vivere nonostante la malattia l’avesse consumata quasi del tutto. Successivamente ha aggiunto che era stato chiamato a giudicare chi avesse ragione tra i due genitori e su come disporre del corpo della figlia dopo la morte.

La criogenesi

La criogenesi nasce dall’idea di poter conservare a lungo una persona a temperature molto basse, rallentandone così le funzioni vitali in modo lento e graduale. Tuttavia, il vero obbiettivo è quello di lasciare il corpo in condizioni perfette in modo da poterlo poi riportare in vita in un futuro dove la medicina sarà prodgredita a tal punto da poter curare la malattia delle persona ibernata.

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Estate e gravidanza: quale cibi devi preferire se sei in dolce attesa

MEDICINA ONLINE GRAVIDANZA ATTESA MATERNITA ESTATE SOLE CALDO MARE PISCINA ABBRONZATURA PELLE MAMMA FIGLIO INCINTA FETO BIMBO BAMBINO SOLE AMNIOTICO MALE DOLORE UMIDITA FASTIDIO GINECOLOGIA.jpgUna corretta alimentazione è fondamentale, durante la gravidanza, per combattere il caldo e le temperature elevate. Sì a frutta e verdura ricche di vitamine e sali minerali importantissimi per la salute dell’organismo (preferire prodotti di stagione consumati crudi per mantenere invariate le loro proprietà nutritive).

Sì a frullati, succhi e centrifughe al posto dei soliti spuntini. Sì a piccoli pasti leggeri suddivisi nell’arco di tutta la giornata evitando le grandi abbuffati di pranzo e cena. Sì all’acqua, la bevanda più indicata per placare i morsi della sete, mantenere il corretto livello di idratazione dell’organismo, prevenire ritenzione idrica e gonfiori. No a cibi fritti e grassi, alcolici e pasti troppo abbondanti.

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Lo sposa per l’eredità, ma alla sua morte scopre l’amara verità

MEDICINA ONLINE SOLDI FARE QUANTITA GRANDE BIG MONEY MAKE MAKING SOLDI VERI TRUE MONEY BANK BANCA GUADAGNARE STIPENDIO RICCO RICH RICCHEZZA DEBITI VITALIZIO MENSILE AFFITTO.jpgLo aveva sposato per i suoi soldi, ma alla sua morte non ha ereditato niente. È la storia di Sandrine Devillard, un agente immobiliare con la passione per il canto che aveva sposato il ricco milionario Marcel Amphoux, di ben 25 anni più vecchio di lei. La donna aveva conosciuto l’anziano milionario mentre cercava di acquisire alcuni dei suoi terreni. Lui, solo e senza figli, si è invaghito subito di lei e i due si sono sposati nel giro di poco. Tuttavia, nel 2012 il sig. Amphoux morì in un terribile incidente stradale mentre viaggiava su un automobile guidata da un amico della moglie.

Nessuna voce nel testamento

Dopo la morte del marito la sig.ra Devillard era pronta a riscuotere l’eredità del sig. Amphoux, ma le venne riferito che non poteva beneficiare nemmeno di un centesimo del patrimonio del suo defunto marito. Questo perchè Marcel Amphoux poco prima di morire aveva cancellato il nome della moglie dal testamento e in quest’ultimo c’era scritto che tutti i suoi beni sarebbero stati consegnati ad una sua cugina e ad alcuni suoi vicini. Nonostante le numerose battaglie legali portate avanti dalla donna in questi 4 anni, è stato confermato che il suo nome non compare nel testamento e che quindi lei non potrà ereditare alcun bene del patrimonio di Marcel Amphoux.

Un finale amaro che la donna non si sarebbe mai potuta immaginare di vivere e che non rispecchia minimamente i piani che si era prefissata il giorno delle nozze.

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Prima volta e sesso: consigli su come introdurre il pene in vagina

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Nelle scene di molti film questa fase abbastanza delicata viene mostrata come se si trattasse di un’azione automatica che consente un incastro facilissimo da realizzare ma, in realtà, non è sempre così. Infatti spesso nei film accade che gli attori, in qualsiasi luogo si trovino, mediante qualsiasi posizione assunta e con ogni tipologia di abito addosso, riescano soltanto attraverso l’avvicinamento dei corpi, ad iniziare il rapporto con estrema naturalezza.

Da dove cominciare?

Conoscere la corretta anatomia degli organi genitali è il primo punto di partenza per non avere difficoltà nell’atto penetrativo. La vagina infatti non è perpendicolare al corpo ed è quindi fondamentale conoscerne la direzione per orientare correttamente il pene al momento della penetrazione; anche il pene in erezione non è mai tangenziale al corpo. Al fine di non provare e non far sentire dolore al partner ma, al contrario, godere appieno del rapporto sessuale, è quindi importante agevolare le conformazioni corporee e pensare alla penetrazione del pene in vagina come se si dovesse infilare un guanto partendo dall’alto verso il basso con la massima inclinazione del corpo femminile per iniziare e poi modificando l’angolo di questa fino alla posizione desiderata. La vagina bisogna considerarla come se fosse un sacchetto vuoto per tipologia di forma, capace di modificarsi straordinariamente grazie alla sua naturale capacità elastica.

Preliminari

Per fare l’amore la prima volta come si deve, prima di tutto non saltate i preliminari. Queste carezze permettono di scoprire il corpo dell’altro e instaurano una complicità tra i partner. Lasciati andare a queste sensazioni ancora sconosciute, per capire quello che provoca piacere a te e al tuo compagno. Carezze intime, baci languidi e massaggi erotici favoriscono l’eccitazione di cui avrete bisogno per passare all’atto sessuale. Toccate, massaggiate e baciate il vostro partner dappertutto, fino alle parti intime. Non esitare a dire al tuo partner di rallentare, se provi fastidio.

Leggi anche: Un uomo può avere un orgasmo senza eiaculare sperma?

Preparare la vagina con le dita alla prima penetrazione

L’erezione del pene e la lubrificazione vaginale indicano la presenza di uno stato eccitatorio da parte dei due partner; tali condizioni sono importantissime per iniziare la penetrazione nel modo giusto. Bisogna “preparare” la vagina (e l’imene se presente) con un dito (e poi due) in precedenza durante le “prime volte” senza la penetrazione con il pene. Inoltre i ragazzi/adulti devono sapere che non solo con la masturbazione si possono procurare facilmente orgasmi in tutte le donne e a tutte le età, ma anche con le dita in vagina (e anche con un dito nell’ano, che facilita l’orgasmo, come scriveva Grafenberg già nel 1950) che si muovono circolarmente o avanti e indietro, specialmente se contemporaneamente si stimola anche il clitoride. Insomma si deve spiegare ai ragazzi a distendere gradualmente l’imene con le dita, delicatamente, senza dolore prima della deflorazione. La delicata stimolazione del punto G (vedi immagine in basso: il punto G è indicato in giallo) è molto eccitante per la maggioranza delle donne.

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Lubrificante per facilitare la penetrazione?

Una penetrazione vaginale difficoltosa, può essere di molto facilitata da un lubrificante di buona qualità, fatto che rende il rapporto più piacevole ed appagante per entrambi i partner. Il miglior lubrificate attualmente sul mercato, selezionato, testato e consigliato dal nostro Staff, è il seguente: http://amzn.to/2BUNEAO. Questo prodotto facilita e rende più piacevole sia il sesso vaginale che anale e può essere usato da solo, cospargendolo su dito/sex toy e superficie esterna dell’ano, o inserendolo all’interno dell’ano tramite un clistere di alta qualità come questo: http://amzn.to/2kmuIU4

Vibratori e sex toy

Esistono una serie di vibratori e sex toy, che possono essere usati per ottenere più piacere e rendere più appagante il rapporto per entrambi i partner, noi vi consigliamo questi:

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In che posizione farlo la prima volta?

Se è la tua prima volta, rimanda le posizioni acrobatiche a quando sarete entrambi più esperti. Importante: non correre. Per la prima volta, la posizione del missionario (donna stesa a pancia in alto e lui sopra di lei) è la migliore. In questa posizione, la penetrazione è più naturale, dato che il pene si trova abbastanza allineato con la vagina. In seconda opzione, la donna può scegliere di stare a cavalcioni su di lui. Questa posizione permette alla donna di guidare il pene all’interno della sua vagina e di poter controllare i suoi movimenti. Tuttavia, al primo dolore, la donna potrebbe totalmente fermarsi, mentre invece – nella posizione del missionario – è l’uomo che spinge, anche se la donna prova un po’ di dolore e questo potrebbe aiutare la deflorazione. A penetrazione avvenuta, poi, se vi sentite pronti, potete già sperimentare qualche posizione diversa: usate la fantasia! Alla fine del rapporto, ed anche nelle prime ore successive, è normale essere un po’ indolenziti nelle zone dei genitali.

Fare l’amore la prima volta: la rottura dell’imene fa male?

Fare l’amore la prima volta implica quasi sempre la rottura dell’imene, una membrana che ricopre parzialmente l’orifizio vulvare della vagina. L’imene non ricopre del tutto la vagina, bensì ha una o più piccole aperture fisiologiche, necessarie per far defluire il sangue mestruale anche nel caso in cui la donna sia vergine nel menarca (cioè la prima mestruazione). Durante la penetrazione l’imene si rompe parzialmente o totalmente, il che – in alcune – può provocare un leggero sanguinamento e/o un lieve dolore. Queste perdite possono ricomparire anche nel secondo o terzo rapporto e ciò è del tutto normale. L’imene può anche non rompersi del tutto nel primo rapporto, tuttavia – dopo alcune penetrazioni – tenderà a logorarsi fino a praticamente sparire. La pratica regolare di uno sport, come ad esempio la danza o l’equitazione, distende molto l’imene: in questi casi la penetrazione sarà meno dolorosa. Dolore e sanguinamento sono comunque molto limitati: solo in caso di grande emorragia che non si blocca da sola, sarebbe il caso di contattare il medico.

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Com’è fare l’amore la prima volta?

È davvero difficile arrivare “al settimo cielo” durante la prima volta, questo a causa di molti fattori, come ad esempio la paura di sentire dolore e lo stress. Solitamente c’è bisogno di pratica prima di arrivare a provare sensazioni veramente piacevoli, quindi non preoccupatevi se la prima volta è stata un “disastro”: spesso la prima volta viene idealizzata e quasi sempre, subito dopo, si ha come la sensazione che non sia stato un granché, specie tra le donne. Ripeto: non preoccupatevi: i vostri rapporti saranno sempre migliori e presto vi renderete conto che la penetrazione non è l’unica fonte di piacere.

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Quanto conta la lunghezza del pene?

Il piacere fisico provato durante il rapporto non è necessariamente correlato alle dimensioni del pene. Certamente un micropene potrebbe rendere impossibile fornire un piacere sessuale completo ed appagante alla partner. In genere qualsiasi pene di dimensioni normali, che almeno superi i 10 cm di lunghezza in erezione, è capace di fornire buone “prestazioni”, tuttavia la sensazione di pienezza – in base all’opinione di molte donne – si raggiunge con un pene di oltre i 16 cm di lunghezza e 13 di circonferenza.

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E se il pene è troppo grande?

Alcuni ragazzi potrebbero giustamente avere dubbi e timori riguardo la penetrazione, facendo i calcoli sulla lunghezza della vagina e su quella del pene: “se la vagina è lunga circa 7 cm mentre il pene in erezione raggiunge misure maggiori, in media circa 15 cm, come fa un pene ad entrare in vagina senza che si percepisca dolore?”.
La vagina nella parte anteriore misura circa dai 6 ai 7,5 cm mentre nella parte posteriore raggiunge i 9 cm ma la sua grande capacità è quella di potersi dilatare, come se fosse un elastico, sia in lunghezza che in larghezza e quindi di potere accogliere senza alcun problema un pene che in erezione risulta essere più lungo e grosso delle sue dimensioni.
È anche vero che se in media un pene eretto raggiunge la lunghezza di circa 15 cm, ci sono alcuni casi in cui il pene dell’uomo si spinge oltre i 20 cm: in tale circostanza può essere necessario fare entrare il pene in vagina con una certa attenzione, ovvero più lentamente e meno in profondità, per evitare fastidiosi traumi alla vagina ed all’utero. Può anche accadere che una piccola parte del pene resti fuori dalla vagina durante la penetrazione ma senza che questo rappresenti un impedimento al piacere del rapporto ed al raggiungimento dell’orgasmo per entrambi i partner.

Le precauzioni da prendere

Il fatto che si tratti della tua prima volta non vi esime dal prendere precauzioni: usate il preservativo per evitare qualsiasi malattia sessualmente trasmissibile e gravidanze indesiderate. Inoltre prima e dopo ogni rapporto lavate in modo adeguato i vostri genitali e le zone limitrofe, soprattutto l’ano. Per approfondire:

Dolore durante la penetrazione

Secondo alcune statistiche, addirittura 1 donna su 7 prova dolore durante l’atto penetrativo. È ovvio che questa condizione, spesso tenuta nascosta da molte donne, crea un intenso disagio sia per la donna che all’interno del rapporto di coppia. Se c’è dolore durante la penetrazione, è chiaro che continuare ad  insistere senza prima affrontare efficacemente il problema, non farà altro che intensificare il dolore. Sia fattori psicologici che fisici possono determinare tale situazione. Il vaginismo ad esempio è un tipo di disturbo caratterizzato dalla contrazione involontaria dei muscoli perivaginali che può rendere difficile e dolorosa il tentativo di penetrazione. Tale contrazione per la donna è involontaria, nel senso che non è lei che decide consapevolmente di irrigidirsi ma accade per motivi fisiologici ma più spesso per cause di natura psichica.

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