Il dolore è un sintomo, cioè una sensazione oggettiva riferita dal paziente, quasi sempre il risultato di un danno organico o di un trauma. Tuttavia, poiché si tratta di una sensazione riferita (ed a volte addirittura “inventata” consapevolmente o inconsapevolmente dal paziente!) il dolore non può essere visto né “reso visibile” dal medico in modo diretto con le apparecchiature usate per le comuni indagini cliniche. Certamente però, gli strumenti in possesso del medico, sono in grado di “visualizzare” il dolore in modo indiretto. Attraverso i controlli – specie quelli appartenenti alla diagnostica per immagini – si può spesso facilmente capire dove sia l’origine del sintomo dolorifico e quali strutture nervose siano interessate.
Per chiarire la cause del dolore sono quindi utili tutte le indagini cliniche eseguite per la malattia di base come quelle radiologiche (per esempio radiografie, scintigrafie, ecografie, TAC, Risonanza Magnetica Nucleare) e gli esami di laboratorio. Inoltre, in alcuni casi, sono utili anche indagini di tipo neurofisiologico, che studiano sia la funzionalità dei nervi che dei muscoli, per esempio l’elettromiografia.
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L’ipoparatiroidismo è una malattia in cui le paratiroidi non producono quantità sufficienti di ormone paratiroideo (PTH) comportando principalmente l’insorgenza di ipocalcemia; tale deficit di produzione è legato soprattutto a cause iatrogene (lesioni durante interventi chirurgici al collo, ad esempio durante una tiroidectomia totale o parziale) o a cause autoimmunitarie. Una diagnosi precoce permette di limitare gli effetti collaterali dell’ipoparatiroidismo, come problemi ai denti, cataratta e calcificazioni cerebrali. L’ipoparatiroidismo si caratterizza:
Se il dolore è lieve o è “conosciuto” (cioè è un tipo di dolore che si è presentato più volte nella vita ed il paziente ne conosce chiaramente le cause), si può ricorrere ai farmaci analgesici o antinfiammatori; a tale proposito leggi anche:
Il dolore è il più diffuso tra i sintomi, eppure non esistono strumenti capaci di misurare il dolore. Ognuno di noi ha un metro di giudizio e percezione del dolore. La sua valutazione, quindi, viene fatta ponendo attenzione alla descrizione che il paziente fornisce al medico del proprio dolore. L’intensità viene valutata lieve, moderata, forte, atroce, fino a dire: “il più forte dolore mai provato!” Può inoltre essere pulsante, bruciante, lancinante, fastidioso. Esiste comunque un sistema “analogico” (visivo e numerico), molto utile, dove il dolore viene rappresentato da una linea retta di 10 cm che unisce due punti numerati – 0 all’inizio e 10 alla fine – che simboleggiano rispettivamente l’assenza di dolore e il massimo dolore immaginabile. Ma vediamoli nel dettaglio:
Dolore somatico
L’ovaio policistico (o policistosi ovarica-PCOS), l’ovaio micropolicistico o multifollicolare e infine le cisti ovariche sono tre condizioni completamente diverse. Facciamo chiarezza.
Qual è la differenza tra il doc e il dop? Entrambi questi marchi testimoniano prodotti alimentari di alta qualità, rispettando le caratteristiche e i metodi di lavorazione tipici di un determinato territorio. La certificazione doc è però ben distinta rispetto a quella dop, sebbene i due termini siano spesso confusi e vengano sovente usati indifferentemente. Le diversità tra doc e dop riguardano tanto la provenienza di questi marchi quanto quella dei prodotti che essi vanno a tutelare. Ancora differente è poi la certificazione igp, anch’essa attribuita a cibi e bevande di qualità.
Vincere l’ansia per evitare di “spizzicare” è fondamentale per la riuscita della dieta. Non resistere al fuori pasto è una delle cause più comuni di abbandono di una dieta, ma questo non deve per forza accadere, poiché controllare il peso non significa mangiare poco, ma mangiare bene. Per controllare i chili di troppo l’alimentazione non deve essere povera di calorie, ma bisogna anche eliminare ciò che si mangia fuori pasto. Infatti spesso, nonostante si faccia attenzione ai pasti, l’ansia da cibo e la voglia di spizzicare qualcosa è ciò che porta ad assumere più calorie di quelle necessarie e così si vanifica la possibilità di dimagrire. Quando si segue una dieta per perdere peso, mangiucchiare non è consentito. Perciò, conoscere i segreti per controllare questo impulso è fondamentale.