Aspirina ed Ibuprofene sono entrambi farmaci analgesici ed antipiretici, servono principalmente in caso di febbre e dolore, tuttavia sono due farmaci diversi.
Aspirina è il nome commerciale di un famoso farmaco che contiene acido acetilsalicilico, un antinfiammatorio non steroideo (FANS) che appartiene al gruppo dei salicilati. Ha una potente azione antinfiammatoria ma anche numerosi effetti collaterali tra cui la gastrolesività.
L’Ibuprofene (contenuto in molti farmaci come il Moment ed il Brufen) è sempre un FANS, agisce contro il dolore e la febbre inibendo le ciclossigenasi (COX-1 e COX-2) nei tessuti periferici e nel Sistema Nervoso Centrale (SNC). L’ibuprofene appartiene al gruppo degli acidi proprionici, lo stesso gruppo che contiene il Ketoprofene (contenuto nell’OKI). Questo gruppo, dopo quello dei salicilati (a cui appartiene l’Aspirina), è quello più importante tra gli antinfiammatori non steroidei. I due gruppi hanno simile potere analgesico, tuttavia gli acidi proprionici sono in genere meglio tollerati dei salicilici a livello gastrointestinale.
Quando si tratta di farmaci, c’è da dire che non ha molto senso asserire quale dei due sia “migliore” dell’altro: si devono valutare molti fattori soggettivi come la variabilità individuale, il tipo di dolore, l’eventuale presenza di allergie… Comunque tra i due, con i miei pazienti, io tendo a preferire l’Ibuprofene all’Aspirina. Se possibile, ai due, preferisco ancor di più il paracetamolo (contenuto nella Tachipirina o nell’Efferalgan) che ha un effetto minore ma anche molti meno effetti collaterali, soprattutto in fatto di lesività gastrica e di aumentato rischio emorragico.
La mia preferenza verso l’Ibuprofene risiede principalmente nel fatto che, rispetto all’Aspirina, l’Ibuprofene è lievemente meno gastrolesivo, cioè crea meno danni allo stomaco. A tal proposito, leggi il mio articolo: Esiste un antinfiammatorio non steroideo (FANS) meno lesivo degli altri?
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
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Il sangue è un tessuto biologicamente attivo, composto da cellule (globuli rossi, globuli bianche e piastrine) sospese nel plasma, un liquido nel quale sono presenti proteine, zuccheri, grassi e sali minerali. Per capire quanto sia importante, basta pensare al fatto che rappresenta circa l’8 percento del peso corporeo (nei maschi il volume medio è di 5-6 litri) e che perdite di sangue (emorragie) del 15-30% provocano pallore e stanchezza, mentre perdite superiori al 35% possono causare la morte in brevissimo tempo.
No, non è la solita tesi complottista. Da più di un anno DARPA (agenzia governativa degli Stati Uniti di sviluppo di nuove tecnologie in ambito militare) è per davvero impegnata in un progetto chiamato TNT: un programma che ha come obiettivo quello di esplorare vari metodi di neuro-stimolazione sicuri per attivare la plasticità sinaptica, cioè la capacità del cervello di cambiare e modificare i punti di connessione tra i neuroni. In altre parole, attraverso la stimolazione del sistema nervoso, DARPA spera di accelerare la capacità di apprendimento del cervello stesso. L’enorme vantaggio deriva dalla possibilità di “scaricare” le conoscenze dopo aver messo le nostre menti in uno stato ricettivo e neuro-plastico. Per fare un esempio pratico, si potrebbe imparare un nuovo mestiere, senza la necessità di dover studiare o di fare pratica.
Appartenente alla famiglia dei Filoviridae, l’Ebola è un virus molto aggressivo per l’uomo, scoperto per la prima volta attorno al 1976 nell’ex Zaire, attuale Repubblica Democratica del Congo, e Sud Sudan, e la cui epidemia peggiore si è verificata a partire dal mese di aprile 2014.
I testicoli sono due strutture anatomiche che rappresentano le gonadi maschili ed hanno due funzioni: la produzione degli spermatozoi dal momento della pubertà sino alla morte, e la produzione degli ormoni sessuali maschili chiamati androgeni, tra i quali il testosterone è il più importante.

La terapia con Eutirox (o equivalenti) è nei pazienti tiroidectomizzati una terapia a vita e quindi cronica. Come tutte le terapie croniche ha degli effetti collaterali attesi. Per quanto attiene alla tiroxina questi sono principalmente riferiti all’apparato scheletrico (osteoporosi, specie tra le donne) ed a quello cardiovascolare.
Fin dai tempi lontanissimi, l’arrivo dell’oscurità era il momento in cui le paure si impossessavano del cuore dell’uomo. La paura del buio è una delle paure primordiali dell’uomo. Per gli uomini primitivi, che vivevano immersi nella natura, il buio era portatore di pericoli e predatori, quindi di grandi paure. Nel tempo poi, i predatori dell’oscurità si sono trasformati in demoni. Perché è proprio il non poter vedere cosa abbiamo davanti che ci inquieta. Da qui nasce la paura dell’ignoto. Oggi viviamo in una società piena di confort. Le nostre case sono ben illuminate e abbastanza solide. Il tutto ci dona un certo senso di sicurezza. E allora questa paura dell’ignoto e dell’oscurità da dove proviene? La possiamo esclusivamente ricondurre ad un retaggio di sensazioni arcaiche? Probabilmente no.