Nell’opinione comune le donne parlano tanto: effettivamente il gentil sesso è maggiormente portato, se vogliamo fare una generalizzazione, nel comunicare i propri pensieri ed i propri sentimenti rispetto al genere maschile.
Allora si rende necessario capire come mai in molti film buona fetta dei dialoghi venga affidata ai personaggi maschili. La tendenza risulta davvero diffusa: sorprenderà sapere come, anche in film dotati di protagonisti femminili, le attrici siano spesso quasi mute.
Su questo sito è possibile esplorare tale fenomeno. Il metodo usato per giungere a questo risultato ha richiesto impegno e lavoro: gli autori hanno analizzato circa 2.000 sceneggiature. Si sono prestati a quantificare le battute di ogni personaggio di rilievo: per essere conteggiato, l’attore doveva pronunciare almeno 100 parole. In questo modo è stato possibile attribuire i dialoghi a due categorie distinte secondo il genere.
La verità è che nei film le donne non parlano tanto: quasi tutti i dialoghi nelle pellicole analizzate è destinato ai maschi. Non bisogna pensare che siano stati presi in considerazione solo produzioni come Rambo o The Fight Club: lo studio si è articolato anche verso pellicole più “rosa”.
Analizziamo per esempio i cartoni animati Disney: non sorprende che in film come Toy Story o Il libro della giungla quasi il 100% delle battute sia pronunciato con voce maschile. Inizia ad essere preoccupante il fatto che sia così anche in film dedicati alle principesse Disney.
Nonostante ben due protagoniste donne, Frozen presenta soltanto il 57% di dialoghi destinati al gentil sesso. La situazione è ancora peggiore in altri casi: La Sirenetta, Mulan e Pocahontas si caratterizzano per un quasi totale predominio maschile.
Per consentire a tutti di trovare film in cui anche le donne parlino tanto, nel sito è possibile usare un motore di ricerca interno. Basta digitare il titolo di una pellicola precisa (in lingua inglese) e sarà possibile vedere se le quote rosa siano state rispettate.
Qualche esempio? Titanic vede una predominanza maschile del 63%, Alien (nonostante possa vantare una protagonista femminile) offre agli attori maschi il 79% di battute, mentre Matrix è “rosa” solo al 19%, nonostante la presenza di Trinity.
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La presenza di sangue nelle feci conferisce loro un colore molto scuro, tendente al nero. È sangue che arriva dalla zona alta dell’apparato gastrointestinale, ovvero dall’esofago, dallo stomaco e dall’intestino tenue: se il sangue derivasse da una zona bassa dell’intestino (più vicino all’ano), il sangue sarebbe di colore rosso vivo e non marrone scuro tendente al nero. Le feci nere dovute a sanguinamento prendono il nome di “melena“. Non tutte le feci nere sono necessariamente dovute a sanguinamento: “false melene” sono quelle feci che risultano scure o nere, ma in realtà non contengono sangue.
Alcune attività, più delle altre, possono aiutarci a sviluppare al meglio il nostro cervello. Si tratta di hobby molto comuni, ma che sono i migliori per avere una mente attiva e accrescere l’intelligenza. Fra le attività indicate dai ricercatori troviamo prima di tutto la lettura. Leggere infatti rafforza le competenze intellettive, consente di ridurre lo stress, aiuta ad apprendere in modo strutturato e complesso dei contenuti e sviluppa l’immaginazione. Per gli studiosi leggere permette di sviluppare tutte e tre le intelligenze del nostro cervello: fluida (problem solving), sociale (ossia la capacità di relazionarsi) e cristallizzata (ossia la capacità di usare conoscenze già presenti nella memoria). Molte ricerche hanno messo in evidenza anche l’importanza di imparare a suonare uno strumento. Questa attività infatti stimola la corteccia cerebrale, creando nuovi collegamenti fra i neuroni.
Il partner abusatore, che sia maschio o femmina, ha un obiettivo fondamentale: vuole controllare e dominare il proprio compagno o la propria compagna. L’abuso verbale è il mezzo attraverso il quale raggiunge questo scopo. È egocentrico, impaziente, distaccato, poco empatico, estremamente geloso e sospettoso. Per mantenere il controllo sul partner e sulla situazione, l’abusatore cerca di isolare il partner dagli amici e dalla famiglia. Il suo umore tipicamente slitta dal romanticismo alla rabbia. La paura della rabbia (verbale) ti costringe alla sottomissione.

Secondo numerosi studi scientifici, il modo in cui conduciamo la nostra vita può danneggiare a breve o lungo termine le cellule cerebrali e, pertanto, anche le funzioni che svolgono, portando allo sviluppo di malattie degenerative e molti altri problemi.
I primi a parlare del “punto G” come zona erogena sono stati centinaia di anni fa gli orientali nei loro testi filosofici e religiosi, a cui si riferivano come “punto del sole”. Il punto G è stato poi individuato anatomicamente dal dottor Grafenbergh, a cui si deve il suo nome, e da allora in moltissimi hanno tentato di spiegare le tecniche giuste per far raggiungere il culmine del piacere ad una donna tramite la stimolazione di questa zona.
L’ovaio “multifollicolare” va distinto dall’ovaio “policistico”(PCOS). Per ovaio multifollicolare si intende semplicemente un ovaio contenente molti follicoli e questo di per sé non è indice di patologia. Per ovaio policistico, invece, si intende una situazione più complessa, in cui la morfologia ecografica delle ovaie (che contengono tanti piccoli follicoli) non è che uno degli aspetti di un corteo anatomico-funzionale (che prende il nome di sindrome dell’ovaio policistico). Nell’ovaio policistico è anche aumentata la componente non follicolare dell’ovaio (stroma) ed il loro volume. Ciò comporta una alterata produzione ormonale da parte delle ovaie che si esprime in sintomi quali modificazioni del ciclo mestruale, assenza dell’ovulazione, crescita di peli in aree del corpo che normalmente ne sono prive (irsutismo). Pertanto, se si tratta di ovaia in atteggiamento multifollicolare, non ha problemi per una eventuale gravidanza.