Si chiama Aspire Assist e rappresenta la nuova frontiera per perdere peso nei casi nei quali le diete non funzionano. Inventato negli Stati Uniti e testato anche in Svezia, ora potrà essere sperimentato anche in Italia e precisamente all’ospedale San Raffaele di Milano. Si tratta di un dispositivo che permette di perdere circa il 20% di peso corporeo in un anno, con punte fino al 54%. Funziona grazie allo svuotamento parziale del contenuto gastrico, dopo i pasti principali. E’ costituito infatti da un tubo di dimensioni contenute, con un diametro di 3,5 centimetri, che viene collegato ad una placca cutanea ed è dotato di una valvola. Al momento di azionarlo è sufficiente applicare alla placca un dispositivo manuale, una sorta di “scatola” rigida grande come un libro, che permette al paziente stesso di “aspirare” il contenuto gastrointestinale.
Con questa operazione di svuotamento, è possibile ridurre del 30% la quantità di cibo ingerita, prima che questo venga digerito e si trasformi in calorie in eccesso. Naturalmente l’operazione va eseguita in un lasso di tempo ben preciso e in particolare circa 20 minuti dopo aver mangiato. In pochi minuti (5-10) Aspire Assist permette di eliminare un terzo del contenuto nello stomaco, riducendo di fatto l’apporto calorico.
Il nuovo sistema, che può essere paragonato ad un “rubinetto”, viene indicato soprattutto nei casi nei quali i pazienti soffrano di obesità e non riescano a perdere peso in modo tradizionale, cioè seguendo un regime alimentare equilibrato e corretto e uno stile di vita attivo. Si tratta, insomma, di una alternativa molto meno invasiva rispetto ad un intervento chirurgico (come l’asportazione di parte dell’intestino): si può applicare ambulatorialmente, senza ricorso a ricovero o anestesia, e può essere rimosso in ospedale in modo rapido.
Aspire Assist è stato messo a punto negli Stati Uniti da Samuel Klein, direttore del Centro per la nutrizione umana della Washington University School of Medicine di St. Louis, nel Missouri, in collaborazione con Mosche Sloan del Kettering Cancer Center di New York e Steve Solomon, radiologo internista del Memorial Sloan Kettering. E’ stato sperimentato su alcuni pazienti obesi, ai quali è stato applicato, monitorandone il funzionamento. Lo studio di fattibilità controllato dalle autorità americane ha dato esiti positivi, tanto che anche in Svezia è stato seguito un test analogo sul dispositivo. Ora arriva anche in Italia, dove nel reparto di Gastroenterologia dell’ospedale San Raffaele sono già pronti ad applicarlo. Secondo i medici, la vera novità sta nel fatto che il paziente può gestire il dispositivo in modo autonomo (e consapevole). Va comunque detto che gli esperti sottolineano come il ricorso ad Aspire Assist va associato ad un percorso di rieducazione alimentare, che passa attraverso l’insegnamento di una corretta masticazione (lenta e lunga), un apporto calorico adeguato, oltre ad attività fisica regolare.
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
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Due americani adulti su tre sono sovrappeso o obesi, un’epidemia che le proiezioni vedono destinata a crescere. Questa è la considerazione da cui parte l’articolo che presenta i risultati di una ricerca condotta da un team della North Carolina State University e dell’Università del Texas e pubblicata sulla rivista Health Communication. Bisogna correre ai ripari e per farlo, per mettersi a dieta, fare esercizio fisico, ricominciare a prendersi cura del proprio corpo per tornare a un peso salutare, può aiutare essere in due. Ma che succede nelle coppie quando uno dei due partner intraprende questo percorso da solo?
E’ quasi un luogo comune: si inizia una dieta il lunedì. Un buon proposito che, a quanto pare, non è affatto errato. Secondo alcuni specialisti inglesi, infatti, è possibile stabilire quali siano i giorni e le ore peggiori per iniziare a mettersi a dieta. A quanto pare il giorno meno indicato per darsi regole alimentari più rigide e controllate è il martedì. La partenza più giusta, secondo il sondaggio realizzato dagli esperti, è quella della domenica o del lunedì. Sembra addirittura che chi inizi la domenica riesca a dimagrire in media 3,2 chili in tre settimane e che l’88% riesca anche a mantenere il peso raggiunto per tempi più lunghi. Oltre alla scelta dei giorni più indicati, è stato possibile indicare persino le ore del giorno meno favorevoli per mettersi a dieta: dalle 15 alle 15.30, in particolare alle 15.23. In questo preciso orario infatti, le persone hanno maggiore probabilità di cadere in tentazione perché le 15.23 è l’esatto momento in cui si presentano più prepotentemente i languori dovuti alla fame. Quindi, se avete deciso di perdere qualche chilo, vi suggeriamo di tenere a mente queste consigli, la vostra linea potrebbe trarne giovamento!
Ho già scritto decine di articoli riguardo gli errori che si fanno a tavola, ma visto che la richiesta di consigli è altissima faccio qui una rapida summa dei motivi per cui, nonostante innumerevoli volenterosi tentativi e un numero esorbitante di diete di tutti i tipi, i chili di troppo restano dove sono. Anzi forse qualcuno, nel frattempo, si aggiunge a quelli storici. Probabilmente non si riesce a dimagrire perché il sistema adottato non è immune da piccoli ma fatali errori. Vediamo quali possono essere gli sbagli più frequenti che ci impediscono di dimagrire.
Durante le feste le nostre tavole si riempiono di cibi molto buoni, ma anche molto calorici, non è raro infatti che mesi di sacrifici per dimagrire siano spesso vanificati da pochi giorni di festa. Da oggi sappiamo che uno dei segreti per non abbuffarsi durante le feste, potrebbe essere un colore: proprio il colore natalizio, cioè il rosso. Uno studio italiano condotto da psicologi dell’Università di Parma, infatti, dimostra che servendo le pietanze in piatti rossi si mangia di meno. Pubblicato sulla rivista Appetite, lo studio è stato condotto da Nicola Bruno e coordinato da Claudio Oleari dell’ateneo parmense. Gli esperti hanno coinvolto 240 individui ed hanno messo in piatti di colore rosso, blu e bianco dei pop corn, una crema per le mani e del cioccolato. Non hanno svelato ai partecipanti lo scopo della ricerca ma hanno chiesto loro di valutare la bontà di quei prodotti. E’ emerso che i partecipanti consumavano nettamente meno prodotto, crema per le mani compresa, se questo veniva servito su piatti rossi piuttosto che quando veniva servito su piatti di altri colori. Il motivo di ciò è ancora, però, sconosciuto.
Mentre si guarda in tv una gara sportiva i muscoli si mettono in allerta, aumentano il battito del cuore, il respiro, la sudorazione ed il flusso del sangue cutaneo. Le reazioni dell’organismo durante l’attività fisica altrui osservata attraverso un video sono state misurate dai ricercatori della University of Western di Sydney, Australia. Lo studio è stato pubblicato su Frontiers in autonomic neuroscience. “Con l’impiego di microelettrodi inseriti nel nervo personale comune abbiamo registrato le reazioni dell’attività nervosa simpatica dei muscoli – spiega Vaughan Macefield, autore dello studio, in una nota stampa dei giorni scorsi – “Dopo 22 minuti di gare di corsa o di sport vigorosi, guardati in tv stando comodamente seduti in poltrona, i nervi reagiscono e inducono ad un aumento del battito cardiaco, della la respirazione, del flusso sanguigno cutaneo e della sudorazione”.
Ogni dieta consiglia di bere almeno due litri di acqua al giorno, per depurarsi dalle impurità: è questa una delle leggi basilari per seguire un buon regime alimentare, ma è sempre necessario accompagnare il consumo di acqua ad una dieta equilibrata e sana. Bere acqua fa bene ma ovviamente, come in tutti i campi, bisogna usare un po’ di buon senso. Buon senso che purtroppo è tragicamente mancato a Jacqueline Henson, la donna che vedete in foto con suo figlio. Jacqueline era una donna inglese di 40 anni,