Al giorno d’oggi sempre più persone attratte dalle pubblicità sentono il bisogno di ricorrere agli alimenti integrali. Ma quali sono i loro reali benefici e i corretti valori nutrizionali? Il più grande pregio dell’alimento integrale consiste nel fatto che si tratta di un prodotto che contiene micronutrienti come le vitamine del gruppo B, essenziali per rimanere in salute. Hanno inoltre un elevato apporto di minerali come il magnesio, il fosforo ed il potassio. Al giorno d’oggi nei supermercati troviamo molto più facilmente i cereali integrali che alcuna gente considera “strani”, come il Miglio, la Quinoa, l’Amaranto e il Grano Saraceno. Questi cereali danno un elevato apporto di fibre ed inoltre, cosa ancor più importante, sono privi di glutine. Moltissimi studi scientifici confermano che un consumo di cereali integrali riduce le malattie cardiovascolari, abbassa il colesterolo cattivo e aiuta molto nel controllo del peso. Ci tengo però a precisare che sostituendo la pasta con i cereali integrali non si va ad aumentare anche la grammatura che si assume, perché di fatto i cereali apportano approssimativamente la stessa quantità di calorie, però sono cibi da preferire in quanto contengono molta più fibra, molte più proteine ed elementi naturali utili per il buon funzionamento del nostro organismo. Andiamo ora a scoprire le proprietà dei singoli cereali.
Leggi anche:
- Warrior Diet: a che serve e come è organizzata?
- Dieta senza glutine: cos’è e quali sono i suoi benefici
Grano Saraceno
Questo cereale dalla forma triangolare potrebbe trarre in inganno in un primo momento, infatti,viene chiamato grano ma in realtà è un seme. Consumato fin dall’antichità (4000 anni fa), il Grano Saraceno è molto conosciuto tra i celiaci ma ancora poco noto a chi non è intollerante al glutine; esso si differenzia dagli altri cereali per l’alto contenuto di flavonoidi che agiscono come antiossidanti mantenendo sano il cuore e svolgendo compiti fondamentali nell’azione antinfiammatoria. Tra i minerali contenuti in questo cereale spicca il magnesio il quale aiuta a migliorare il flusso sanguigno e ad abbassare la pressione arteriosa. A livello vitaminico nel grano saraceno troviamo un elevato apporto di vitamine B2 (riboflavina), B3 (niacina) e B5 (acido pantotenico). Il grano saraceno a differenza di altri cereali non è ancora reperibile nella maggior parte dei supermercati, ma lo si può trovare in tutti gli alimentari di prodotti biologici. Prima della cottura è consigliato sciacquare bene il grano e successivamente cucinarlo in acqua bollente per 15/20 minuti. Lo si può servire come primo piatto al posto del riso o può essere parte di hamburger vegetali e muesli.
Amaranto
L’Amaranto, come il grano saraceno, è uno pseudo-cereale, fa parte della famiglia delle piante amarantacee ed era di importanza primaria per gli Aztechi e gli Incas. Si tratta in assoluto del cereale meno diffuso in quanto la sua coltivazione è molto complessa, e questo fa si che il costo sia elevato. Il profilo nutrizionale dell’amaranto vede un elevato apporto di proteine (il 16% circa), e una percentuale di calcio superiore a quella del latte nonché una buona quantità di magnesio, ferro e fosforo. Inoltre, rispetto agli altri cereali, che ne sono carenti, nell’amaranto troviamo una gran quantità di un amminoacido essenziale: lisina. L’amaranto durante la cottura forma una sostanza gelatinosa che può non essere gradita da tutti, per questo consiglio di abbinarlo ad altri cereali.
Miglio
Il miglio è un cereale formato da piccoli granelli dorati, facilmente reperibile in tutti i supermercati ed è anche economico. In passato veniva considerato mangime per uccelli ma oggi è considerato una scelta salutare per il suo elevato apporto di fluoro e silicio. Nella dieta dello sportivo questo cereale non dovrebbe mai mancare in quanto è considerato diuretico ed energizzante, utile per contrastare spossatezza, stress e anemia. Il miglio contiene carboidrati per il 72%, una buona quantità di proteine pari al 11% ed è povero di grassi (3,5%). Nel miglio è presente l’acido glutammico, il quale è ottimo e prezioso per il recupero muscolare. In cucina possiamo utilizzare il miglio sia nella preparazione di piatti veloci in quanto la sua cottura avviene in poco più di 10 minuti oppure come addensante, al posto delle uova, per polpette e crocchette.
Quinoa
Ultima, ma non per importanza nei cereali senza glutine, è la Quinoa. La quinoa è una pianta erbacea appartenente alla stessa famiglia di barbabietole e spinaci. Contiene tutti e 9 gli amminoacidi essenziali ed è un importantissima fonte di vitamine in particolare le vitamine del gruppo B, la vitamina C e la vitamina E. E’ ricca di fibre che donano a questo alimento un elevato potere saziante, è ricca di antiossidanti che contrastano i radicali liberi e rallentano l’invecchiamento del corpo. Anche questa pianta come il miglio è facilmente reperibile nei supermercati ma, al contrario di questo ultimo, ha subito un considerevole aumento del prezzo dovuto all’alta domanda di mercato e la poca disponibilità. La quinoa si presta bene nella preparazione di pietanze dolci, come pancakes e biscotti ma può anche essere un valido supporto ad insalate estive e piatti salati.
Conclusione
I cereali integrali e pseudo-cereali fanno e faranno parte sempre di più della nostra dieta quotidiana in quanto, con essi, è possibile preparare qualsiasi tipo di pietanza apportando un elevato apporto di minerali e vitamine favorendo il benessere del nostro organismo. E’ per questo che consiglio di introdurre nella dieta l’utilizzo di questi alimenti a discapito di un minor utilizzo di farine tipo “00” e cibi che hanno subito un processo di raffinazione.
Leggi anche:
- Differenza tra dieta ipocalorica, normocalorica ed ipercalorica
- Dieta ipoglucidica: cos’è e cosa mangiare?
- Digiuno intermittente e terapeutico: fa dimagrire? Fa bene o fa male alla salute?
- Dieta zero grano senza pane né pasta: cosa mangiare?
- Dieta mima digiuno: cosa mangiare, esempio e menu
- Dieta chetogenica: cosa mangiare, controindicazioni e rischi
- Alga bruna o fucus per dimagrire: proprietà e controindicazioni
- Indice glicemico: cos’è, a che serve, perché è così importante?
- Differenza tra indice glicemico e carico glicemico
- Differenza tra indice glicemico e insulinico
- Differenza tra calorie e indice glicemico
- Differenza tra glicemia e indice glicemico
- Differenza tra glicemia e insulina
- Differenza calorie, kilocalorie e Joule: 1 Kcal quante calorie sono?
- Fabbisogno calorico: quante calorie “mangiare” ogni giorno?
- Emoglobina glicata alta, valori normali, IFCC e diabete
- Quante calorie ha il pane? Bianco o integrale: per dimagrire quale scegliere?
- Insulina alta: cause, diabete, prediabete, valori normali e cure
- Glicemia alta o bassa: valori normali, che patologie indica e come si controlla nei diabetici
- Differenze tra diabete mellito ed insipido: glicemia, vasopressina, poliuria e polidipsia
- Diabete gestazionale: cos’è e quali sono i rischi per il feto e la madre
- Fa più ingrassare la pasta o il riso? Quale scegliere per dimagrire?
Lo staff di Medicina OnLine
Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!
Qualche tempo fa il sito
Digiunare significa astenersi dal consumo di alcuni o di tutti gli alimenti, delle bevande o di entrambi, per un periodo di tempo più o meno lungo che può essere determinato o indeterminato. Il digiuno assoluto è definito come la mancata assunzione di qualunque cibo solido o liquido per un certo periodo, di solito compreso tra le 24 ore ed alcuni giorni. Fin dalla preistoria, poiché il cibo non è sempre stato disponibile, il digiuno intermittente è sempre esistito e qualsiasi organismo animale è in grado di sopportarlo grazie alle scorte di grasso ed alla straordinaria capacità del nostro sistema endocrino. Per l’uomo moderno industrializzato, la carenza di cibo non è più un problema, anzi è un problema l’eccesso di cibo! A tal proposito molti individui si auto-impongono il digiuno per dimagrire. Ma serve davvero? E soprattutto: fa bene o fa male alla salute?
Il metabolismo è l’insieme dei processi anabolici (costruttivi) e catabolici (degradativi) svolti all’interno di un organismo. Questi processi sono caratterizzati da numerose reazioni chimiche catalizzate da enzimi e consentono agli organismi di crescere e riprodursi, mantenere le proprie strutture e rispondere alle sollecitazioni dell’ambiente circostante. Nel linguaggio comune per metabolismo si intende la capacità dell’organismo di bruciare calorie. Un “metabolismo veloce” permette dunque di bruciare nell’unità di tempo una quantità maggiore di calorie rispetto ad un metabolismo lento.
Quante calorie hanno il pane bianco e quello integrale? Quale dei due è meno calorico?

Quante calorie contiene mediamente un panino con prosciutto crudo e un filo di manionese? Circa 350! Oggi cerchiamo di capire come fare a mangiare un panino che sia altrettanto buono ma che abbia la metà delle calorie. Continuate la lettura! Spesso non è una scelta, ma l’unico modo possibile per risolvere la pausa pranzo quando si è a lavoro o si va di corsa: il panino. Prima di tutto, lo si trova con facilità e ovunque, è veloce da consumare e si può anche preparare a casa da portare in ufficio. Insomma, il panino è un vero jolly per chi lavora, a patto di “comporlo” nel modo corretto. Vediamo allora come evitare ogni rischio, per avere un panino che sia il meno possibile calorico ma il più possibile gustoso! La prima cosa da fare è scegliere il pane giusto: ovviamente, quelli che hanno meno calorie non contengono grassi, e sono il cosiddetto pane comune, le michette (o rosette), la baguette, il francesino e la ciabatta, che apportano tra le 260 e 290 calorie l’etto. Meglio ancora sarebbe optare per il pane integrale: è più ricco di fibre e meno calorico. È anche più saporito, e questo aiuta a non esagerare con gli ingredienti e i grassi del ripieno. Alcune persone però hanno una spiccata preferenza per i panini più morbidi: quelli all’olio, ad esempio, apportano circa 300 calorie per etto, e lo stesso vale per il pane al latte. E quello in cassetta? Due fette di questo pane, per nulla saziante, ammontano a circa 250-260 calorie, a fronte di un ridotto indice di sazietà.