Aumentare il ferro in modo naturale, specie in gravidanza

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Il ferro è uno degli elementi più importanti presente nel nostro corpo, ancor di più durante i nove mesi di gravidanza. E’ presente in numerose proteine ed è indispensabile per il trasporto e l’utilizzazione dell’ossigeno da parte dei tessuti e per il funzionamento di molti enzimi:

  1. permette la sintesi dell’emoglobina, il pigmento presente nei globuli rossi a cui si lega l’ossigeno per essere trasportato in circolo. È necessario per la produzione dei globuli rossi del nascituro e per mantenere quelli della madre a un giusto livello;
  2. interviene nella produzione di mioglobina, il pigmento analogo all’emoglobina che consente ai muscoli di immagazzinare ossigeno;
  3. è essenziale per l’attività di molti enzimi (es: produzione di energia, conversione del beta-carotene in Vitamina A, sintesi di DNA, RNA, collagene…).

Il deficit di ferro può condurre ad anemia sideropenica (o anemia da carenza marziale, sideropriva o ferro-carenziale). E’ importante però ricordare che, paradossalmente, un eccesso di ferro, soprattutto se in forma di radicali liberi, può condurre a patologie addirittura più pericolose di quelle dovute alla sua carenza.

Qual è il fabbisogno giornaliero di ferro?

Secondo le tabelle della LARN (Livelli di Assunzione Giornalieri Raccomandati di  Nutrienti per la popolazione italiana) il fabbisogno quotidiano di ferro per l’uomo ammonta a 10mg, mentre per la donna in età fertile sale a 18mg. Normalmente una dieta adeguata compensa l’eliminazione del ferro ed il bilancio viene mantenuto in equilibrio, grazie alle riserve ed alla regolazione di assorbimento ed eliminazione.

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Quali sono i sintomi di una carenza di ferro?

I sintomi e segni della carenza di ferro, sono:

  • debolezza e sonnolenza;
  • eccessivo affaticamento durante le comuni attività quotidiane;
  • fiato corto e irregolarità cardiaca;
  • sensibilità al freddo e alle classiche infezioni respiratorie come il comune raffreddore;
  • pallore;
  • ulcere sulla lingua;
  • mal di testa.

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Come si assorbe il ferro e cosa succede in gravidanza?

L’assorbimento del ferro avviene a livello intestinale (soprattutto nel duodeno) e l’organismo controlla attentamente il bilancio di ferr in modo da assicurare quantità sufficienti a mamma e bambino, senza un accumulo eccessivo. In gravidanza la capacità dell’organismo di assorbirlo aumenta e se la madre presenta un’adeguata riserva e assume con regolarità alimenti che ne sono ricchi, non si avranno carenze. Tuttavia molte mamme, nonostante l’assunzione di alimenti ricchi in ferro, soprattutto nel caso di gravidanze vicine, diventano anemiche e in questo caso il medico valuterà se è necessaria l’assunzione di farmaci integratori.

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Cause di mancanza di ferro

Oltre alla gravidanza/allattamento, vi sono altri fattori che influiscono negativamente sulla quantità di ferro:

  • Ridotto apporto con la dieta;
  • insufficiente assorbimento intestinale per alterazioni della mucosa gastro-intestinale o abuso di lassativi;
  • perdita di sangue anche per emorroidi o flusso mestruale abbondante.

Ferro, lattoferrina ed acido folico in gravidanza

Nonostante la donna in gravidanza ponga in genere molta attenzione nel seguire una dieta corretta, un’integrazione di ferro è pur sempre consigliata, magari associandolo a lattoferrina per favorirne l’assorbimento; la lattoferrina, infatti, lega e trasporta il ferro fino all’intestino e legandosi agli enterociti ne facilita l’ingresso nella circolazione sistemica. È noto che in gravidanza anche un’integrazione di acido folico è fondamentale per lo sviluppo del bambino: l’acido folico (vitamina B9) è un coenzima responsabile di molte reazioni cellulari e – dal momento che non viene sintetizzato dal nostro organismo (anche se una piccola quota viene prodotta dalla flora batterica intestinale) – dev’essere assunto regolarmente con la dieta. Considerando che l’acido folico può correggere l’anemia in gravidanza, sono stati condotti degli studi riguardanti la connessione ferro-acido folico, per verificare se l’assunzione di acido folico possa in qualche modo aumentare la disponibilità del minerale. A tal proposito, si è notato che l’assunzione combinata di ferro e vitamina B9 migliora i parametri del sangue, andando a correggere la carenza di ferro; da considerare, però, che l’integrazione congiunta di acido folico, lattoferrina e ferro sembra essere ancor più efficace.

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Quali sono gli alimenti più ricchi di ferro?

Dalle tabelle INRAN risulta che gli alimenti più ricchi in ferro sono: frattaglie, legumi, carni (in particolare rosse), pesce, frutta secca, cereali (soprattutto integrali), verdure a foglia verde, tuorlo.

  • Il fegato è molto ricco in ferro, ma in gravidanza va consumato con moderazione per l’elevato contenuto di vitamina A che se in eccesso potrebbe essere pericolosa per il feto.
  • Le carni devono essere ben cotte, anche se crude sono una fonte di ferro migliore, per evitare infezioni molto gravi e pericolose per mamma e bambino come la toxoplasmosi. Da evitare anche: uova crude (salmonellosi) e pesce crudo (parassitosi).

Dai dati dell’indagine INRAN-SCAI 2005-2006 è risultato che le principali fonti di assunzione nella popolazione italiana sono rappresentate per il 31% da cereali e derivati (spesso fortificati come cereali per la prima colazione o formulazione per la prima infanzia), il 17% da carni e derivati e il restante 14% da verdure.

Cibi contenenti ferro

I sette cibi con più ferro, sono:

  1. Carne di cavallo. Dal punto di vista nutrizionale, la carne di cavallo è particolarmente indicata per chi ha carenze di ferro ed è anche molto magra. Per questo motivo è consigliata sia alle donne in gravidanza che ai bambini e anche a chi pratica sport. Il ferro contenuto in questa carne risulta altamente biodisponibile per cui può essere assorbito e sintetizzato in percentuale maggiore rispetto a quello contenuto nei vegetali.
  2. Legumi. Sono per eccellenza ricchi di ferro, hanno tanti benefici per la salute, per esempio contribuiscono ad abbassare i livelli di colesterolo e riducono il rischio di tumori. Sono ricchissimi di ferro e apportano all’organismo anche fibre, ecco perché sarebbe bene consumarli costantemente anche durante la gravidanza.
  3. Cioccolato fondente. Il cioccolato fondente, oltre ad essere ricco di ferro, contiene anche magnesio e potassio che possono alleviare il continuo senso di stanchezza degli ultimi mesi. Inoltre, secondo tantissime ricerche, il cioccolato – ma che sia fondente – ha un forte potere antiossidante.
  4. Vegetali. Le verdure dovrebbero in ogni caso fare parte di un’alimentazione equilibrata e soprattutto le donne in gravidanza dovrebbero farne il pieno. Rucola, spinaci, cavoletti,  radicchio verde sono alimenti particolarmente ricchi di ferro, ma in generale basterebbe mangiare verdura durante ogni pasto per mantenere costante l’apporto di ferro in gravidanza. Ricordate di lavare per bene i vegetali crudi e, se consumate fuori casa i vostri pasti, meglio prediligere verdure cotte.
  5. Cibi ricchi di vitamina C. Svolgono la loro funzione indirettamente, non perché siano “portatori” di ferro, ma piuttosto perché se abbinati a cibi che ne sono ricchi ne agevolano e ne migliorano l’assorbimento da parte dell’organismo. Motivo per cui non sarebbe una cattiva idea condire gli alimenti con una spruzzata di succo di limone o sostituire l’aceto nell’insalata con del limone o del pompelmo.
  6. Frutta secca. Mandorle, noci e pistacchi sono ottime fonti di ferro, ma in termini di calorie e grassi sono meno vantaggiosi di altri alimenti. Di sicuro si possono mangiare, ma in questo caso meglio non farne incetta. Va bene mangiarne un pugnetto a merenda oppure utilizzarli per condire le pietanze, ma che nella scelta degli alimenti ricchi di ferro a guidarvi sia anche il buonsenso.
  7. Pesce. Anche il pesce è ricco di ferro, e in particolare lo sono anche i frutti di mare e i crostacei, ma alcuni non sono propriamente indicati per la gravidanza. Sarebbe il caso di prediligere sempre del pesce fresco e magro e, se avete qualche dubbio sulla scelta del tipo di pesce, chiedete sempre al vostro medico.

Ferro eme e non eme

L’organismo umano contiene circa 3-4 g di ferro. In base al legame con l’emoglobina e allo stato di ossidazione, si distinguono due diversi tipi di ferro:

  • ferro eme (o ferro emico): è il ferro legato all’emoglobina o alla mioglobina, nelle quali si trova allo stato di ossidazione Fe2+ (ione ferroso); solo in questo stato di ossidazione il ferro può legare l’ossigeno;
  • ferro non-eme (o ferro non emico): è il ferro legato a proteine di deposito (come la ferritina), nelle quali si trova allo stato di ossidazione Fe3+ (ione ferrico).

Il ferro emico ammonta a circa il 75% del ferro totale presente nell’organismo (65% nell’emoglobina e 10% nella mioglobina). Il ferro non-emico è presente nella milza, nel fegato e nel midollo osseo, dove si trova prevalentemente legato alla ferritina e all’emosiderina, con funzione di deposito; nel complesso rappresenta il 20-25% del ferro totale presente nell’organismo. In piccole quantità (0,1-0,5% del totale) questo elemento si trova in alcuni enzimi intracellulari e nella transferrina, una glicoproteina che lo cede all’emoglobina del midollo osseo. In questo modo il ferro non-emico viene convertito in ferro emico. Il reale assorbimento delle due differenti forme di ferro è molto diverso: il ferro eme può essere assorbito anche fino al 35%, mentre l’assorbimento del ferro non-eme è molto scarso, meno del 10%, ma può essere aumentato, ad esempio assumendo vitamina C (succo di limone, agrumi, kiwi…). Importante è dunque l’abbinamento dei cibi. Inoltre, i fitati presenti in crusca e cereali integrali o i tannini contenuti in tè e caffè ostacolano l’assorbimento del ferro presente negli alimenti, quindi è meglio consumarli lontano dai pasti.

Leggi anche: Hai voglia di un cibo in particolare? E’ il tuo corpo che ti rivela le carenze nutrizionali che hai

Quali sono i fattori che facilitano l’assorbimento intestinale di ferro non EME?

  • acido ascorbico (kiwi, agrumi…);
  • acido citrico (agrumi);
  • una corretta acidità gastrica;
  • esercizio fisico.

Quali sono i fattori che ostacolano l’assorbimento intestinale di ferro non EME – fitati e fibre (crusca, cereali integrali)?

  • tannini (tè, cioccolato);
  • polifenoli (tè, caffè);
  • scarsa acidità gastrica;
  • uso di farmaci antiacidi.

A quanto corrisponde il fabbisogno giornaliero di ferro durante la gravidanza?

Il fabbisogno di ferro varia in base all’età e al sesso. Durante la gravidanza e l’allattamento il fabbisogno di ferro aumenta, per permettere l’accrescimento della placenta e una corretta ossigenazione di mamma e bambino. Nel primo trimestre quando le richieste del feto sono minime esso è di 1.2 mg/die, nel secondo semestre sale a 4.7 mg/die mentre nel terzo arriva a 5.6 mg/die, per tornare a 1.2 mg/die durante l’allattamento (IOM, 2001). Parte di questo fabbisogno può essere soddisfatto attingendo dalle riserve presenti nella madre, ma se già dall’inizio della gestazione sono scarse, si ha un maggior rischio di andare incontro a sua carenza. Per poter soddisfare questi fabbisogni l’assunzione di ferro con gli alimenti raccomandata secondo le indicazioni della LARN è di 27 mg/die in gravidanza e di 11 mg/die in allattamento (mentre lattanti: 11 mg/die; Bambini da 1-10 anni 8-13 mg/die; Adolescenti da 11-17 anni 10-13 mg/die Maschi; 10-18 mg/die Femmine; Adulti: 10 mg/die Maschi – 18 mg/die Femmine).

Che cosa si rischia con la carenza di ferro in gravidanza?

La carenza di ferro in gravidanza porta a una forma di anemia che prende il nome di sideropenica gestazionale. In generale per anemia s’intende una condizione patologica caratterizzata da una riduzione della concentrazione di emoglobina (Hb) nel sangue che porta a un calo della quantità di ossigeno disponibile per il corretto funzionamento dei tessuti. Sintomi: la scarsa ossigenazione dei tessuti porta stanchezza, pallore, tachicardia e ridotta concentrazione; in gravidanza può determinare parto prematuro e sottopeso alla nascita, ma anche problemi più gravi soprattutto se la carenza è grave e avviene nei primi mesi di vita, portando a danni neurologici e comportamentali. Diagnosi: tramite esame del sangue.

Che cosa si rischia se si assumono dosi eccessive di ferro?

In genere, l’intossicazione da ferro è rara, in quanto non esistendo meccanismi deputati alla sua eliminazione, l’organismo controlla il suo assorbimento. In genere si manifesta in chi è affetto da emocromatosi, una malattia genetica che determina un aumento dell’assorbimento intestinale di ferro. Tuttavia nel caso di assunzioni eccessive d’integratori contenenti ferro si può avere tossicità:

  • acuta caratterizzata da dolori addominali, stipsi, diarrea e vomito;
  • cronica che porta a un assorbimento scorretto dei nutrienti e di altri minerali importanti come calcio, zinco e rame, e formazione di radicali liberi dell’ossigeno (ROS) che intervengono nello sviluppo di tumori, malattie cardiovascolari e neurodegenerative.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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I 5 integratori economici che aumentano le vostre prestazioni

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO PALESTRA PESI GINNASTICA MUSCOLI FISICO MALATI DI PALESTRA ESERCIZI MUSCOLOSO ALLENAMENTO PERSONAL TRAINER (2)In questo articolo, abbiamo scelto cinque integratori economici che vi aiuteranno ad ottenere il massimo dal vostro allenamento e che sono a buon mercato. Vi rammentiamo però, che non vi è alcun sostituto per il buon, duro lavoro, vecchio stile. Questi integratori non possono magicamente fare da soli un cambiamento nel vostro corpo. Bisogna comunque lavorare diligentemente per ottenere i risultati e investire in tempo e fatica. Essi possono semplicemente dare una spinta maggiore che vi consentirà allenamenti più intensi e un miglior recuperare. Tutti questi integratori sono legali, relativamente poco costosi, e hanno poca o nessuna associazione con rischi per la salute quando usati correttamente. Riteniamo di poterli tranquillamente aggiungere alla vostra routine quotidiana se, i loro benefici, sono in linea con i vostri obiettivi.

Integratore 1: Creatina

L’integrazione con creatina aumenta la creatina muscolare e la fosfocreatina. Questo può migliorare le prestazioni in particolare durante l’esercizio esplosivo o ad alta intensità. Le prestazioni aumentano a causa del buffer temporale e spaziale di ATP e per una maggiore capacità tampone muscolare. In parole povere, la creatina aumenta la capacità del corpo di produrre rapidamente energia. Essa è utile negli sport o attività che richiedono brevi raffiche di sforzo, come sprint o sollevamento pesi. La creatina è molto efficace in un allenamento per la forza esplosiva e recenti studi, hanno riferito che può migliorare anche le prestazioni degli atleta di resistenza. Vi è anche il potenziale aumento di peso associato con la creatina, quindi se siete in una posizione in cui non ci si può permettere di aumentare di peso (cioè, se state cercando di restare in una determinata classe di peso per uno sport), valutate voi se è il caso.

Dosaggio: Inizia con una fase di carico di creatina, prendendo 20g al giorno per 7 giorni. Poi prendere 5-7 g al giorno dopo un pasto con carboidrati.

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Integratore 2: Glutammina

La glutammina è il più abbondante aminoacido libero presente nel corpo. È prodotta dai muscoli e poi trasportata dal sangue alle zone che più ne necessitano. La glutammina aiuta a mantenere l’integrità del tratto GI. Viene usato come fonte di combustibile, può contribuire a stimolare il sistema immunitario e aiuta nel recupero. La glutammina può anche svolgere un ruolo nel prevenire il catabolismo muscolare, aumentare la massa muscolare, e mantenere i muscoli idratati. Essa è un costitutivo dei blocchi di proteine e indispensabili nei processi corporei che forniscono energia per le cellule e per la realizzazione di aminoacidi e glucosio. Se il corpo utilizza più glutammina di quella che i muscoli stanno producendo, si verifica l’atrofia muscolare. La glutammina è considerata gluconeogenica e crea glicogeno muscolare e glucosio nel sangue. Questo contribuisce ad aumentare le prestazioni. La glutamina si trova in alti livelli all’interno dei prodotti lattiero-caseari, carne e uova. Siero di latte e caseina entrambe hanno alti livelli di glutammina. Ci sono anche molti integratori isolati di glutammina.

Dosaggio: Sembra che fino a 30 g di glutammina al giorno sia una dose sicura. Potete quindi attenervi all’assunzione di 10-15g.

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Integratore 3: BCAA (aminoacidi a catena ramificata)

Gli aminoacidi a catena ramificata (BCAA) sono la valina, leucina, e l’iso-leucina. La leucina è il più ricercato e sembra avere il massimo beneficio fisiologico. I BCAA possono contribuire a promuovere la sintesi proteica muscolare, aumentare la crescita muscolare, mantenere le glicemie costanti, e aiutare a prevenire il catabolismo muscolare. Essi possono anche aiutare a prevenire la fatica e ridurre i livelli di triptofano nel cervello. I BCAA si trovano nella carne, latticini e uova. Si trovano anche nelle siero proteine e caseine. Quando si cerca un integratore di BCAA, non sempre economicissimo per la verità, bisogna assicurarsi di esaminare bene i contenuti del prodotto. Molti prodotti BCAA contengono anche altri integratori (ad esempio caffeina) e possono anche contenere numerosi aromi artificiali, coloranti ed edulcoranti.

Dosaggio: Una dose di 10/15 g di BCAA al giorno combinati con un rapporto equilibrato di leucina e isoleucina, sembra essere un buon inizio. Alcuni suggeriscono di ingerire 5 g di BCAA per ogni ora di allenamento, mentre l’integrazione di BCAA sarebbe da prendere ad intervalli di 4-5 ore durante il giorno.

Per approfondire:

Integratore 4: Preworkout

Abbiamo avuto tutti giorni in cui ci mancano energie e avremmo bisogno di una spinta. Un integratore pre allenamento o integratore a base di caffeina, in questi casi può essere la giusta spinta. La caffeina può aiutare quando si avverte la fatica e un calo di energia, calo della concentrazione e la resistenza quando si è in palestra. Sugli integratori preworkout, la cosa importante è la sicurezza. Molti di questi sono pieni di caffeina e altri stimolanti sintetici che possono lasciare una sensazione di nervosismo. Alcuni possono alterare i battiti cardiaci e nausea, altri possono causare affaticamento surrenale quando usati con abuso. Nessuno di questi integratori sostituirà il duro lavoro che dovrete fare in palestra, ma quando usati in modo diligente, possono aiutarvi ad allenarvi e recuperare meglio – due aspetti essenziali per migliorare come atleta. Quando si tratta di prendere una pre allenamento, meglio usare solo i prodotti che si basano su fonti naturali di caffeina e stimolanti al contrario di prodotti chimici effettuati in laboratorio. Si pagherà di più, ma ne vale la pena. In passato ci sono stati degli integratori pre allenamento che hanno utilizzato sostanze vietate e, in altri casi, sostanze chimiche molto simili a metanfetamine.

Per il dosaggio: Dipende dalla marca e quindi attenersi alle loro indicazioni

Integratore 5: Proteine in polvere

Molti consigliano anche 2,5 grammi per chilo di peso corporeo al giorno quando si tratta di proteine e di aumento di massa muscolare, sinceramente più di tanto potrebbe non essere necessario. La maggior parte della ricerca che ha analizzato il fabbisogno proteico, sembra rivelare che 1.2 – 1.7 grammi per chilo di peso corporeo può essere sufficiente per la maggioranza delle persone, anche per chi si allena frequentemente. Detto questo, c’è poco o nessun rischio per la salute ad ingerire proteine extra, quando il soggetto è sano ed ovviamente si usa buon senso! Nell’esaminare questi numeri, le proteine si possono benissimo ottenere dalla dieta, mentre un integratore risulta utile se non si riesce ad ottenere abbastanza proteine dalla dieta, soprattutto se queste proteine vengono da alimenti vegetali e quindi hanno un basso valore biologico, al contrario di quelle animali.

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Il naturopata sbaglia terapia: bimbo rischia di morire

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma NATUROPATA TERAPIA BIMBO MORIRE Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina Ano.jpgUn bambino inglese di appena quattro anni negli ultimi tempi aveva perso l’appetito, mangiava pochissimo ed era dimagrito molto, tutto ciò a causa colpa di una cura a base di una dose eccessiva integratori. Una situazione a rischio per la vita di questo bambino che soffre di autismo (un disturbo del neurosviluppo caratterizzato dalla compromissione dell’interazione sociale e da deficit della comunicazione verbale e non verbale), che ha spinto i genitori a chiedere aiuto ai medici. Dopo una serie di test, i dottori hanno capito che il piccolo soffriva di ipercalcemia. Aveva livelli troppo alti di calcio nel sangue, ma anche di vitamina D. Una diagnosi che ha spinto la coppia a confessare di aver sottoposto il bimbo a una cura a base di ‘prodotti naturali’. Un cocktail di sostanze che ha danneggiato l’organismo del ragazzino e ha spinto gli esperti inglesi a lanciare un appello contro ‘le terapie fai-da-te’ sul British medical journal.

Integratori fai da te: rischio per la salute

Nella cura scelta dal naturopata inglese c’erano dosi eccessive di calcio, vitamina D, olio di fegato di merluzzo, latte di cammello, argento, zinco. La terapia era arricchita da solfato di magnesio, un ingrediente scelto per ‘depurare l’organismo’. “I genitori del bimbo ora sono devastati per quello che hanno fatto al figlio e per averlo fatto stare così male – spiega il report del Bmj – e la polizia ha aperto un’indagine nei confronti del naturopata che ha sbagliato la sua cura”. Ci sono volute ben due settimane per far guarire il bambino. Quando è stato ricoverato era iperidratato e aveva livelli di calcio altissimi, ora per fortuna è fuori pericolo. “Molte famiglie scelgono ‘cure naturali’ come queste – spiegano i medici del Bmj – ma questo caso dimostra che possono esserci gravi effetti collaterali che sono difficili da individuare anche per la mancanza di conoscenza di queste terapie”. E a volte anche la vita dei pazienti può essere a rischio aggiungono i medici inglesi. “Ci sono molti casi di complicanze, anche fatali, e probabilmente molti altri che non sono segnalati ai medici o che, a volte, non sono stati riconosciuti”.

Primum non nocere

“Il caso dimostra che purtroppo esistono persone che speculano sulla disperazione delle famiglie, a volte  per ignoranza altre volte con dolo – spiega Raffaele Falsperla, Presidente Società Italiana di Neurologia Pediatrica – . In Italia per fortuna esiste un “filtro” ed è il pediatria di famiglia che segue il bambino sin dalla nascita e rappresenta il vero “ambasciatore” nella tutela del minore.  A tutti va ricordato che il principio che dovrebbe guidare chiunque si occupa di salute del bambino è “ Primum non nocere”, cioè non fare nulla che potrebbe nuocere alla salute del bambino”. In questo caso la cura a base di integratori non sarebbe mai riuscita neppure a guarire il piccolo. “Gli integratori hanno delle indicazioni cliniche e non sono indicati nel caso di  disabilità intellettive non rientra fra queste. Dunque questo tipo di cura non era indicata per guarire il bambino autistico”.
Le “cure alternative”, spiegano ancora gli esperti del Bmj – sono molto diffuse tra i bambini con malattie croniche, tra cui l’autismo, per una serie di motivi. Questi possono includere l’insoddisfazione con le terapie tradizionali.

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Creatinina alta o bassa: cos’è, cosa indica e come si corregge

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma CREATININA ALTA BASSA Valori Normali Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Pressoterapia LinfodrenaggioCos’è la creatinina e cos’è la creatina?
La creatinina è una sostanza che deriva dalla degradazione della creatina (1-Methylhydantoin-2-Imide). La creatina è una proteina che si trova nei muscoli scheletrici ed è fondamentale per i processi che portano al movimento e alla contrazione muscolare dal momento che ha la funzione principale di immagazzinare energia nel muscolo. Nel corso delle reazioni energetiche che avvengono durante la contrazione muscolare una parte della creatina stessa viene trasformata in creatinina che passa nel sangue e viene poi eliminata tramite i reni. Nell’organismo la creatina svolge anche alcune funzioni biologiche correlate con la crescita e lo sviluppo cellulare. La creatina è frequentemente utilizzata come integratore alimentare per sportivi, sotto forma di polvere bianca cristallina, solubile in acqua, utile specialmente nella sua versione micronizzata, più facilmente assorbita dall’organismo. La creatina è in grado di inibire l’attività dell’enzima tirosinasi nei melanociti, bloccando il processo di melanogenesi e contribuendo in tal modo a contrastare i disturbi da iperpigmentazione.

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Cos’è la creatininemia?
Abbiamo visto che la creatina, durante il lavoro muscolare, viene degradata a creatinina. La creatininemia è un valore che va ad indicare quanta creatinina è presente nel sangue (per essere più corretti: la concentrazione di creatinina nel sangue). La creatininemia può essere dosata e viene espressa in mg di creatinina per dL di sangue.

Leggi anche: Glicemia alta o bassa: valori normali, che patologie indica e come si controlla nei diabetici

Quali sono i valori normali di creatinina nel sangue nell’uomo, nella donna e nei bambini?
Valori standard di creatinina si attestano tra 0 e 1,5 mg/dl, tuttavia questi valori possono variare in base al sesso, all’età, alla struttura muscolare (motivo per cui nell’uomo è mediamente più alta, specie se muscoloso) ed allo sforzo muscolare.
1) Sesso maschile
Adulti: 0.8-1.3 mg/dl
14-15 anni: 0.5-0.9 mg/dl
12-13 anni: 0.4-0.8 mg/dl
10-11 anni: 0.3-0.7 mg/dl
5-9 anni: 0.2-0.6 mg/dl
3-4 anni: 0.1-0.5 mg/dl
1-2 anni: 0.1-0.4 mg/dl
2) Sesso femminile
Adulti: 0.6-1.1 mg/dl
9-15 anni: 0.4-0.7 mg/dl
6-8 anni: 0.3-0.6 mg/dl
4-5 anni: 0.2-0.5 mg/dl
1-3 anni: 0.1-0.4 mg/dl

Quali sono i valori normali della clearance della creatinina?
Il valore normale della clearance di creatinina è compreso tra  95 e 140 ml/minuto nell’uomo e tra 85 e 130 ml/minuto nella donna.

Come si misura la creatinina?
Comunemente la creatinina viene misurata tramite una analisi del sangue e completato con una analisi delle urine delle 24 ore. L’esame ematico deve avvenire con il paziente a digiuno da almeno otto ore.  Tramite la raccolta di urine si analizza la creatinina clearance (dosaggio della clearance della creatinina nelle 24 ore, cioè la velocità di eliminazione della creatinina ad opera dei reni).

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In base a quali fattori varia la creatinina nel sangue?
La concentrazione di creatinina nel sangue varia principalmente in base a tre fattori:
1) lavoro muscolare: aumenta fisiologicamente all’aumentare dello sforzo muscolare;
2) massa muscolare: aumenta fisiologicamente all’aumentare della massa muscolare;
3) funzionalità renale: aumenta patologicamente al diminuire della funzionalità dei reni.

Perché ho la creatinina alta?
1) Insufficienza renale. Qualsiasi  patologia o agente che è in condizione di compromettere la funzionalità renale può essere la causa di un’anomala creatinina alta. In questo caso una creatinina alta è un campanello d’allarme che spinge noi medici a indagare su quali siano i motivi di questa disfunzione renale. Un elemento importante è accertare se questa insufficienza renale permane da molto tempo o se è recente. Spesso una pressione alta o il diabete mellito cronico possono provocare disfunzioni renali tali da far innalzare il valore di concentrazione ematica della creatinina.
2) Farmaci. Tra i farmaci la cui assunzione può provocare questo innalzamento ricordiamo: farmaci chemioterapici, alcuni antibiotici (Amfotericina B, Gentamicina, ecc.), i farmaci inibitori dell’Enzima di conversione dell’Angiotensina (ACE), alcuni diuretici (come il Lasix) ed alcuni analgesici (come l’Ibuprofene, l’Aspirina, etc.).
3) Grande consumo di carne o comunque di proteine con la dieta.
4) Uso smodato di integratori usati nel campo del fitness e del body building. La maggior parte degli studi concordano che l’uso corretto, anche se ad alte dosi, di integratori alimentari tipici delle palestre (creatina, aminoacidi, proteine…) non determinano un reale danno renale, tuttavia, l’uso in maniera smodata e del tutto impropria di alcuni integratori possono cronicamente alterare la funzionalità renale e determinare quindi indirettamente un aumento della creatininemia.
5) Esagerato allenamento muscolare o sforzo eccessivo eseguito prima del prelievo ematico.
6) Molte patologie: oltre a insufficienza renale, ipertensione arteriosa e diabete, la creatinina alta può essere spia di artrite reumatoide, disidratazione, endocardite, glomerulonefrite, gotta, insufficienza cardiaca congestizia, ipertiroidismo, lupus eritematoso sistemico, mieloma multiplo, nefriti, ostruzione delle vie urinarie, pielonefrite, shock, uremia.

Quali sono i sintomi che spesso si legano a creatinina alta?
Possono essere molti ed estremamente vari: disidratazione, affaticamento, stanchezza frequente e cronica, gonfiore ai piedi o alle caviglie, scarso appetito, gonfiore intorno agli occhi, prurito e pelle secca, crampi muscolari, minzione frequente e/o dolorosa, dispnea, confusione mentale.

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Creatinina bassa in gravidanza
La creatinina bassa nel sangue può verificarsi in diverse situazioni, anche se spesso è un valore che desta meno preoccupazioni di una creatinina alta. Comunemente si registra creatinina bassa in gravidanza. La gravidanza è una delle cause più comuni della creatinina bassa: una volta che il feto inizia a svilupparsi nel grembo materno, i nutrienti vengono trasportati dalla madre al bambino tramite il cordone ombelicale. Le donne incinte possono quindi avere meno creatina a disposizione e di conseguenza meno creatinina nel sangue.

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Il paradosso negli anziani
Come abbiamo visto, in caso di riduzione della funzionalità renale la creatinina, e quindi la creatininemia, aumenta e nella pratica clinica il suo dosaggio viene utilizzato come indice di funzionalità renale. Tuttavia nei soggetti in cui, parallelamente alla riduzione della funzione renale, si ha anche una riduzione della massa muscolare (come accade per esempio negli anziani), la creatininemia può rimanere paradossalmente nella norma. Questo deve ancor di più farci capire che valori alterati di creatinina non sono necessariamente indice di patologia e valori normali di creatinina non ci mettono al sicuro da una patologia.

Cosa fare se ho la creatinina alta o bassa?
Per rispondere a questa domanda, leggi questo articolo: Creatinina alta o bassa: cure e terapie per correggere i valori

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Vitamina K: perché è importante per i neonati

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO BAMBINI NEONATO FRATELLI FAMIGLIA GENITORI FAMIGLIA (2)Assumere le giuste quantità di vitamina K è molto importante per la nostra salute,  specie per i neonati, che devono riceverne un quantitativo adeguato alle loro esigenze. Si tratta in ogni caso di una vitamina liposolubile, solitamente sintetizzata dall’organismo attraverso l’Ileo e il colon.
Sono tre le tipologie di vitamina K conosciute, due d’origine vegetale e una sintetizzata a uso farmacologico: K1 o fillochinone, la cui origine è vegetale, viene sintetizzata dall’Ileo; K2 o menachinone, rilasciata dal colon che la sintetizza a partire dai batteri intestinali; K3 o menadione idrosolubile, sviluppata attraverso procedimenti chimici e utilizzata in ambito medico.

Leggi anche: A che serve la vitamina B12? L’importanza in gravidanza e allattamento

A che serve la vitamina K?

L’utilizzo da parte dell’organismo di vitamina K fa riferimento in prevalenza a due aspetti, particolarmente significativi per il buono stato di salute dell’individuo: lastruttura delle ossa e la coagulazione. Nel primo caso interviene la K2 stimolando con la sua azione l’osteocalcina.
La vitamina K1 interviene invece durante il processo di coagulazione, attivando le proteine plasmatiche C (che regola il livello di viscosità del sangue evitando il rischio trombosi), M, S, Z e la protrombina (fattore II, si occupa della trasformazione del fibrogeno in fibrino). Tale intervento produce l’attivazione anche dei fattori della coagulazione VII, IX e X.
Un recente studio della Rush University Medical Center ha inoltre collegato l’assunzione di vitamina K si riveli efficace nel contrastare l’insorgenza di declino cognitivo. Sorprendenti fonti di questa sostanza sono basilico essiccato, prezzemolo, bietola e broccoli.

Leggi anche: Acido folico (vitamina B9): a cosa serve, in quali alimenti trovarlo e perché è importante prima e durante la gravidanza

Perché la vitamina K si somministra ai neonati?

La somministrazione di vitamina K alla nascita è inserita nella profilassi abituale post parto. Questo per evitare al neonato il possibile manifestarsi della Malattia Emorragica del Neonato (MEN), una patologia legata a stati carenziali di vitamina K che può portare a emorragie a carattere modesto o di particolare gravità.
Il manifestarsi della MEN può essere precoce, classico o tardivo. Se anticipato può avvenire già nelle prime 24 ore di vita del neonato, a seguito di un ridotto assorbimento di vitamina K per via placentare o in caso di terapie farmacologiche seguite dalle gestanti basate su farmaci inibitori di questo complesso vitaminico.
La forma classica si manifesta di solito dopo il primo giorno di vita e viene ricondotto a un apporto insufficiente di vitamina K attraverso il latte materno. Se ditipo tardivo i primi sintomi possono manifestarsi anche dopo il primo mese di allattamento al seno, seguendo di solito fasi di diarrea prolungata (può essere inoltre indotto da celiachia o fibrosi cistica).
La profilassi in Italia prevede che al neonato venga somministrata una dose da 1 mg intramuscolo di Konakion, nei momenti successivi alla nascita, per poi somministrare ulteriori 2 mg una volta a settimana per 6-8 settimane. Differente è invece l’approccio seguito negli USA, dove alla dose iniziale non è fatta seguire alcuna ulteriore somministrazione.
Le indicazioni previste in Italia prevedono inoltre una dose ulteriore di Konakion da 1 mg per escludere, in caso di diarrea continua per un periodo di una settimana, il possibile manifestarsi di Malattia Emorragica del Neonato di tipo tardivo.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Integratori alimentari nello sport: guida facile per principianti

MEDICINA ONLINE INTEGRATORE ALIMENTARE DIETA DIETARY SUPPLEMENT COMPLEMENT ALIMENTAIRE SUPLEMENTO DIETETICO NahrungsergänzungsmittelEsistono in commercio moltissimi integratori alimentari studiati per il bodybuilding tra cui scegliere, spesso e volentieri un principiante può NON avere le idee chiare su un ipotetico acquisto e non sa quali siano i migliori e più affidabili per lui. In primo luogo, vi vorremmo ricordare cosa significa la parola integratore o supplemento.

Il termine supplemento è da considerarsi come “al posto di” e non “oltre a“. Un integratore alimentari, come dice la parola stessa, “integra” una determinata sostanza che può scarseggiare nell’organismo con la normale dieta. Non esiste nessun integratore miracoloso capace di sostituire una dieta non equilibrata: considerate sempre gli integratori come la ciliegina sulla torta e non come la base del vostro successo muscolare. Fatta questa doverosa premessa, qui di seguito vi daremo una recensione sui quattro migliori integratori per sportivi principianti.

1. PROTEINE DEL SIERO DEL LATTE

Le proteine del siero del latte (proteine “WHEY”) sono la base di un’integrazione per aumentare la massa muscolare e sono importantissime per tutti gli sportivi: hanno molti di aminoacidi, con una particolare abbondanza di aminoacidi a catena ramificata (BCAA) leucina, isoleucina e valina. I BCAA sono di vitale importanza nel processo di sintesi delle proteine necessarie per costruire nuovo tessuto muscolare, in particolare la leucina. Le proteine del siero del latte sono utilissime quando la dieta scarseggia di questo macro-nutriente e soprattutto dopo l’allenamento quando i muscoli hanno sete di carboidrati ad alto indice glicemico e di proteine ad alta assimilazione come appunto quelle del siero del latte.

Quando e quante?

Come abbiamo accennato consigliamo di assumere le proteine del siero del latte prima e dopo l’allenamento e in quei pasti dove possono scarseggiare come ad esempio la colazione.

La dose standard è di 30 grammi. Se le assumete sia prima, sia dopo l’allenamento consigliamo di diminuire le dosi in 15 grammi prima e 15 grammi dopo. Non esagerate con il consumo giornaliero di proteine, date sempre priorità al cibo solido.

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2. CREATINA

L’efficacia della creatina è visibile non solo nel caso di attività che richiedono una grande forza fisica, ma anche per attività intense e brevi. Molte persone che fanno uso di supplementi di creatina osservano un aumento di peso corporeo. Un effetto di questo genere non dovrebbe tuttavia preoccupare. La creatina causa un accumulo di acqua nei muscoli, fattore che per altro è causa dell’aumento del volume della massa muscolare. L’aumento di peso non è dovuto pertanto ad un accumulo di grasso, bensì di liquidi nel tessuto muscolare. Gli effetti strutturali della Creatina sul muscolo potrebbero ricondursi all’effetto antiossidante e mioprotettivo, in grado di risparmiare le fibrocellule dall’azione lesiva delle specie reattive dell’ossigeno. Ulteriori meccanismi, ancora al vaglio degli esperti, potrebbero tuttavia completare il contesto d’azione della Creatina sulla struttura muscolare. L’interpretazione corretta dei risultati è chiaramente ostacolata dalla necessità di distinguere l’effetto dell’allenamento sull’incremento della massa muscolare, dal contributo della creatina nel sostenere tale effetto. Pensare di accrescere la propria massa muscolare assumendo semplicemente creatina, senza allenarsi, è alquanto utopistico. L’accoppiata bodybuilding e creatina sembra azzeccato da anni e quindi la creatina non può che essere l’integratore numero 2 per un principiante. Un’ottima creatina in polvere micronized, consigliata dal nostro Staff, è questa: https://amzn.to/3InaMKJ

3. OMEGA 3

L‘olio di pesce offre una vasta gamma di benefici per la salute. È, quindi, incredibilmente utile per la popolazione in generale e può aiutare tutti, dagli atleti a chi ha una vita sedentaria. I culturisti e gli atleti sono affascinati dall’olio di pesce per via dei potenziali benefici che apporta alla composizione corporea, ma praticamente chiunque sia alla ricerca di un sostegno alla propria salute generale può essere interessato ai grassi pregiati presenti nell’olio di pesce. Gli omega-3 in emulsione con il latte vengono assorbiti meglio grazie alle micelle che si formano, facilmente riconosciute e trasportate a livello intestinale. E’ meglio assumerli con il cibo, insieme ad un pasto che contenga anche grassi, in modo da attivare le lipasi pancreatiche, responsabili del metabolismo dei lipidi. Il miglior integratore in capsule di omega 3, consigliato dal nostro Staff, è questo: https://amzn.to/3mE24hT

4. MULTIVITAMINICO / MINERALE

L’allenamento con i pesi tipico del culturista porta il corpo ad un forte stato di stress. Non sempre la normale dieta garantisce la “fornitura” ottimale di tutte le vitamine indispensabili per l’aumento della massa muscolare tra cui:

  • Vitamina A. Fondamentale per la sintesi proteica, alla base dei processi di ricostruzione e accrescimento muscolare, nonché per la produzione di glicogeno, la riserva di energia a breve termine per i muscoli sotto sforzo.
  • Vitamina C. Poco considerata in palestra, eppure utilissima. È un potente antiossidante che protegge le cellule muscolari dall’attacco dei radicali liberi, favorendo i processi di recupero e crescita. È anche coinvolta nella sintesi del collagene, principale costituente del tessuto connettivo che salda insieme ossa e muscoli del nostro corpo. Favorisce anche l’assorbimento del ferro, coinvolto nella sintesi dell’emoglobina, proteina deputata al trasporto dell’ossigeno ai vari tessuti dell’organismo.
  • Vitamina D. Svolge un ruolo cruciale nell’assorbimento del calcio, necessario sia per la contrazione muscolare, sia per mantenere adeguati livelli di densità ossea. Uno scheletro solido consente di sostenere al meglio la crescita dei tessuti muscolari e garantisce maggiore robustezza dei tendini.
  • Vitamina E. Protegge le membrane cellulari dai danni ossidativi causati dai radicali liberi, la cui produzione aumenta durante l’attività fisica.
  • Vitamina B1. Partecipa al metabolismo dei carboidrati e alla trasformazione degli stessi in energia. È anche coinvolta nella produzione dell’emoglobina.
  • Vitamina B2. Partecipa a molteplici reazioni metaboliche finalizzate alla produzione di energia tra cui il metabolismo del glucosio, l’ossigenazione degli acidi grassi e il trasporto degli elettroni dell’idrogeno nel ciclo di Krebs (ciclo metabolico da cui derivano molecole ad alto livello energetico come l’ATP).
  • Vitamina B3. Partecipa al metabolismo energetico cellulare in quanto parte attiva di due coenzimi (NAD e NADP) implicati in molte reazioni che liberano energia (glicolisi, lipolisi, ciclo di Krebs).
  • Vitamina B6. È coinvolta nella trasformazione e nell’utilizzazione di carboidrati, grassi e proteine. Fondamentale per l’attività fisica perché interviene nella conversione in energia del glicogeno immagazzinato nel fegato e nei muscoli.
  • Vitamina B12. È coinvolta nel metabolismo dei carboidrati e nella protezione dei tessuti del sistema nervoso

Il miglior integratore multivitaminico e multiminerale, consigliato dal nostro Staff, è questo: https://amzn.to/3mC8GNF

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Come aumentare il testosterone per migliorare muscoli e rapporti sessuali

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO PESI PALESTRA SPORT GINNASTICA MUSCOLI FISICO PESISTICA (14)Cos’è il testosterone ed a cosa serve?

Il testosterone è prodotto dall’organismo ed è uno degli ormoni essenziali per la crescita della massa muscolare; attraverso una serie di reazioni biochimiche è capace di stimolare l’aumento della forza, della sintesi proteica, delle prestazioni, diminuire i livelli del colesterolo cattivo e migliorare l’umore.

Quanto testosterone possiede un uomo e quanto una donna?

L’organismo maschile è capace di produrre circa 10 mg di testosterone al giorno, mentre l’organismo femminile produce, in media, 0,25 – 1,0 mg al giorno. Intorno ai 18 anni si ha il picco di testosterone; con l’avanzare dell’età è normale che il rilascio di questo ormone diminuisca: fisiologicamente si ha un calo dei livelli di testosterone a partire dai 30 anni.

Consigli per aumentare i livelli di testosterone

1. Evita l’allenamento aerobico in eccesso. Dai preferenza agli allenamenti aerobici di breve durata e alta intensità, questi, oltre a garantire migliori benefici aiutano ad aumentare la produzione di testosterone.

2. Allenati con intensità. Se vuoi vedere risultati significativi, devi essere disposto a sfidare i tuoi limiti. Quanto maggiore sarà lo sforzo più testosterone il tuo organismo sarà capace di produrre.

3. Aggiungi carico. Un buon metodo di stimolare la produzione di testosterone è utilizzare carichi pesanti e fare poche ripetizioni. Ci sono studi che dimostrano i migliori effetti utilizzando l’85% della ripetizione massimale (RM).

Leggi anche: Come varia il testosterone in caso di astinenza dall’eiaculazione

4. Concentrati negli esercizi composti. Esegui degli esercizi composti come base dei tuoi allenamenti: squat, sollevamenti bilanciere su panca, vogatore, trazioni alla sbarra, parallele, flessioni sulle gambe.

5. Non allenarti in eccesso. Dormi sufficientemente per riuscire a recuperare ed evitare di entrare in overtraining. L’ overtraining può contribuire a diminuire fino al 40% il livello del testosterone. Se ne senti la necessità fai una pausa dagli allenamenti durante una o due settimane. La privazione del sonno può favorire il rilascio del cortisolo, ormone catabolico che induce all’abbassamento dei livelli di testosterone.

6. Ingerisci grassi salutari, monoinsaturi e polinsaturi (Omega-3 e Omega-6). Sono presenti in alimenti come: arachidi, noci, mandorle, avocado, pesce e determinati oli come quello dei semi di lino, olio d’oliva e canola.

7. Ingerisci Vitamina C. Questa vitamina è capace di controllare i livelli di cortisolo. È presente in alimenti come: limone, arancia, maracuja, acerola, fragola, pomodori ecc.

8. Assicurati di ingerire la quantità sufficiente di Zinco. La carenza di questo minerale rende difficile il rilascio del testosterone. Non essendo libero nel flusso sanguigno l’ormone non riesce a svolgere le sue funzioni, essendo l’anabolismo muscolare una di queste. Puoi incontrare lo Zinco in questi alimenti: Noci, castagne, carni, salmone, fegato ecc.

9. Aumenta il consumo di verdure crucifere: broccoli, cavoli, rapa, cavolini di Bruxelles ecc. Questi vegetali stimolano la riduzione dei livelli di estrogeno aumentando così il testosterone.

Leggi anche: Orgasmi multipli maschili: come avere due eiaculazioni di seguito

10. Per aumentare i livelli di testosterone e costruire muscolo devi consumare proteine. Devi cercare di ingerire la quantità di proteine adeguata al tuo peso corporeo e, preferenzialmente, che le stesse siano di alta qualità. Impara a scegliere le migliori proteine del siero del latte per aumentare la massa muscolare.

11. Evita il consumo di alcool. L’alcool influenza negativamente i livelli di testosterone, per questo bevi con moderazione.

12. Riduci lo stress. Troppo stress stimola il rilascio del cortisolo. Ricorri ad attività alternative di rilassamento fisico ed emozionale (massaggi corporali, agopuntura, yoga ecc.).

13. Evita la masturbazione compulsiva. A tale proposito leggi: Dipendenza dal porno online: ecco perché è così facile cadere nel vortice della masturbazione compulsiva che porta all’impotenza. I pensieri del masturbatore cronico

14. Prendi il sole. A tale proposito leggi: I lati positivi del caldo: il sole estivo aumenta il testosterone

Attenzione alla melatonina!

La melatonina, usata per trattare l’insonnia, influenza molto negativamente la sfera sessuale dell’uomo. La melatonina diminuisce – da parte dell’ipotalamo – il rilascio di GnRH (ormone di rilascio delle gonadotropine) che induce il rilascio di gonadotropine (FSH e LH) dall’ipofisi anteriore, per questo motivo diminuisce la sintesi di testosterone e quindi la libido. Più precisamente, inibisce la secrezione dell’LH (ormone luteinizzante) che stimola nel maschio l’attività endocrina delle cellule interstiziali del testicolo con produzione di testosterone e di sperma. Smettete di assumere la melatonina, o almeno limitate l’assunzione alla dose di 1mg/die.

Integratori alimentari

Qui di seguito trovate una lista completa di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto:

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Acido folico (vitamina B9): a cosa serve, in quali alimenti trovarlo e perché è importante prima e durante la gravidanza

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO GRAVIDANZA MATERNITA FIGLIO MAMMA MADRE GENITORI CONCEPIMENTO PARTO FETO EMBRIONE (5)L’acido folico, anche detto vitamina b9, o folato, o acido pteroil-glutamico, è un fondamentale costituente degli acidi nucleici (il DNA, l’RNA presenti nel nucleo della cellula), viene assunto attraverso il cibo e sintetizzato dai batteri intestinali. E’ una vitamina termolabile (si distrugge col calore) ed idrosolubile, (tende a perdersi con l’acqua). L’acido folico è così importante per il nostro corpo che dal 1998 la Food and Drug Administration (organismo statunitense per la sorveglianza sui farmaci e sugli alimenti), ha disposto un’ aggiunta di 0,14 mg di folato per ogni 100 g di prodotto, per tutti i cereali (pasta, pane, riso) ed i suoi derivati.

Leggi anche: A che serve la vitamina B12? L’importanza in gravidanza e allattamento

Quali sono gli alimenti ricchi di acido folico?

La vitamina b9 può essere trovata in molti alimenti, tra cui il latte (ed i suoi derivati), la carne (in modo particolare nel fegato, nel brasato, nel pollo), i legumi (nei fagioli, nelle fave), la frutta (nell’avocado, nelle arance), le uova, il pesce (specie merluzzo), le verdure verdi (nei cavoli, nei broccoli, nella lattuga, negli asparagi) e gli arachidi (come le noccioline).

Integratori alimentari

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A cosa serve l’acido folico e quali malattie previene?

Escludiamo temporaneamente il discorso legato alla gravidanza, argomento importantissimo che tratterò a parte più avanti nell’articolo. L’acido folico ha diverse funzioni: stimola le funzioni del fegato e serve per il corretto funzionamento del nostro cervello. Insieme alla vitamina B12 (detta cianocobalamina), previene le anemie, i disturbi fetali, e alleggerisce i dolori dell’artrite. Il suddetto acido conserva il colore ai nostri capelli, insieme al calcio pantotenato (vitamina B5) ed al PABA (acido para-aminobenzoico).
L’acido folico è importantissimo per prevenire l’anemia megaloblastica, detta anche anemia perniciosa. Tale anemia si sviluppa in quanto il midollo osseo non riesce più a produrre dei globuli rossi maturi, solitamente a causa di insufficienze vitaminiche (della B12 e/o B9), o dall’assunzione di farmaci antiulcera, chemioterapici.

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Quando cominciare ad assumerlo sotto forma di integratore?

  1. quando siamo sottoposti a forte stress;
  2. in caso di dieta sbilanciata che non ne contiene abbastanza;
  3. prima/durante la gravidanza e l’allattamento (vedi in fondo all’articolo);
  4. in caso di assunzione di contraccettivi orali;
  5. in caso di dialisi;
  6. quando assumiamo dei farmaci anticonvulsivanti (ad esempio come il primidone), la sulfasalazina (tratta la colite ulcerosa), il triamterene (favorisce la diuresi);
  7. in caso di intolleranza al folato;
  8. in caso di abuso cronico di alcol (alcolismo).

Quali sono i sintomi e le patologie legati ad un deficit cronico di acido folico?

  1. nelle donne incinte un’elevata possibilità che partoriscano un figlio prematuramente, o con un peso scarso, o con delle anomalie al tubo neurale o altre anomalie (vedi in fondo all’articolo);
  2. nei bambini un rallentamento della loro crescita (anche psicologica, emotiva);
  3. negli adulti può causare disturbi vari come una frequente diarrea, una perdita dell’appetito, di peso, debolezza, palpitazioni, cefalea, irritabilità, cambiamenti di umore;
  4. l’insorgenza di alcune malattie cardiovascolari.

Qual è il dosaggio giornaliero di acido folico?

Una persona adulta e sana deve assumere 0,2 mg di acido folico al giorno. Il dosaggio passa a 0,4 mg per le donne incinta, o che stanno tentando di rimanere gravide.

Leggi anche: Diabete gestazionale: cos’è e quali sono i rischi per il feto e la madre

Controindicazioni all’uso di acido folico e dosaggio da non superare

Le controindicazioni all’assunzione di acido folico sono virtualmente inesistenti. Chiedete comunque al vostro medico prima di iniziare una integrazione giornaliera. Seguendo una dieta sana ed equilibrata, l’uso di un integratore di acido folico è inutile. In caso di deficit di assunzione o aumento del fabbisogno (gravidanza) si raccomanda una assunzione supplementare di acido folico che non superi 1 milligrammo giornaliero, anche per evitare che si mascheri un’anemia perniciosa legata alla carenza della vitamina B12.

Perché l’acido folico è importante in gravidanza?

Molte donne hanno un deficit di acido folico senza saperlo, ciò – durante la gravidanza  -espone il bambino ad un maggior rischio di sviluppare alcune patologie tra cui i difetti del tubo neurale.
E’ estremamente importante ridurre il rischio soprattutto dei difetti del tubo neurale, un gruppo di malformazioni congenite causate da anomalie dello sviluppo embrionale che si verificano entro quattro settimane dal concepimento. Il danno colpisce appunto il tubo neurale, che è una struttura che percorre tutta la lunghezza dell’embrione e che origina il cervello, il midollo spinale e le meningi. I difetti del tubo neurale possono portare il nascituro a soffrire di paralisi degli arti inferiori, incontinenza vescicale, ritardi psicomotori e alcune deformità scheletriche.

Leggi anche: Spina bifida e difetti di chiusura del tubo neurale nel feto: trasmissione, prevenzione, diagnosi e cura

Per essere precisi, l’acido folico è importante PRIMA dell’inizio della gravidanza. L’assunzione deve iniziare almeno due settimane prima dell’inizio della gravidanza e deve essere continuata soprattutto nel primo trimestre. L’integrazione di acido folico è utile anche durante l’allattamento.
Uno studio ha dimostrato che se le donne assumono 0.4 milligrammi (4 millesimi di grammo) di acido folico ogni giorno, almeno due settimane prima della gravidanza e nel primo trimestre di gestazione, vi è una riduzione di quasi il 60% di bambini affetti da difetti del tubo neurale.

Leggi anche: I consigli alla coppia per aumentare le possibilità di gravidanza

Quali patologie e malformazioni del feto previene l’acido folico prima/durante la gravidanza?

  1. i già prima citati difetti del tubo neurale;
  2. i parti prematuri e quelli in cui il neonato abbia peso eccessivamente basso;
  3. i difetti settali cardiaci. Un giusto apporto della vitamina B9 diminuisce il rischio delle anomalie del setto interatriale, cioè della parete del cuore che separa l’atrio sinistro da quello destro;
  4. la labiopalatoschisi (quello che viene comunemente chiamato “labbro leporino”). La labiopalatoschisi comporta una una errata chiusura del labbro e/o del palato;
  5. l’ipoagenesia degli arti. Dal greco hypó (sotto un valore normale), a (privo) gènesis (nascita), il termine ipoagenesia significa un mancato sviluppo normale degli arti;
  6. l’onfalocele. L’onfalocele è un malformazione congenita grave nella quale i visceri addominali protrudono attraverso un difetto della parete addominale;
  7. le uropatie ostruttive. Tali patologie comportano una ostruzione nelle vie escretrici che impedisce all’urina di defluire normalmente verso l’esterno.

Concludo con un dato sorprendente: si è stimato che se l’acido folico venisse assunto da tutte le donne incinte si potrebbero evitare (oltre ai difetti del tubo neurale) altri circa 1000 casi di malformazione ogni anno.

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