Carley Elle Allison ha perso la sua battaglia contro il cancro: la sua storia narrata nel film Kiss & Cry

MEDICINA ONLINE Carley Elle Allison DEATH CANCER SKATER SINGER YOU TUBE TORONTO CANADA KISS & CRY.jpgCarley Elle Allison ha perso la sua battaglia contro il cancro ed è morta oggi, 31 marzo 2015, a Continua a leggere

La bimba siriana che si arrende davanti alla macchina fotografica

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Estetico Medicina Estetica Roma BIMBA SIRIANA SI ARRENDE DAVANTI A MACHINA FOTOGRAFIACA Nadia Abu Shaban Guerra Morte Arma No Pulsata Peeling Pressoterapia Linfodrenante Tecarterapia Dietologo DermatologAlza le piccole manine unite sulla testa, stringe le labbra in un accenno di pianto senza lacrime, per farsi catturare dal nemico come se aspettasse quel momento da quando è nata. E’ una bambina siriana di quattro anni che si arrende davanti al flash della macchina fotografica pensando che sia un’arma. E mentre noi passiamo la giornata col problema di quale smartphone nuovo comprare o di quale borsa abbinare alle scarpe, lei passa la sua osservando gente armata che intima il “mani in alto” ai civili. La nostra “civiltà” è tutta completamente sbagliata.

Nadia Abu Shaban su Twitter

La foto è stata scattata dalla fotoreporter palestinese Nadia Abu Shaban durante uno dei suoi viaggi nella Siria devastata dalla guerra. La giornalista ha deciso di pubblicare la foto della bambina triste che si consegna arresa sul suo account Twitter. “Fotografia scattata a una bambina siriana – scrive Nadia Abu Shaban sulla sua bacheca Facebook – Lei crede che ho in mano un’arma e non una macchina fotografica. Per questo si è consegnata”.

Milioni di bambini coinvolti

Tra scuole e orfanotrofi bombardati, in giornate scandite dalla paura di essere uccisi o di dover fuggire, si calcola che siano 5 milioni i bambini siriani coinvolti nella guerra del regime di Bashar Al Assad contro i terroristi dello Stato islamico. Secondo recenti dati Unicef, i bambini costretti a lasciare la Siria sarebbero arrivati a un milione, 740 mila hanno meno di undici anni. Tremilacinquecento bambini siriani hanno valicato la frontiera con Libano, Giordania e Iraq, da soli, senza famiglia. I piccoli uccisi in Siria, sostiene l’Alto Commissariato per i diritti umani, sono stati finora 7 mila.

Devo essere sincero, quando ho visto questa foto, mi è venuto da piangere.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Ecografia della tiroide: a cosa serve, come si svolge e come ci si prepara all’esame

MEDICINA ONLINE TIROIDE NODULO IPOTIROIDISMO IBSA EUTIROX ORMONI TIROIDEI METABOLISMO BASALE COLLO GOZZO SINTOMI PARATIROIDI TIROIDECTOMIA TOTALE PARZIALE CHIRURGIA OBESITA INGRASSARE PESO PONDERALE CHIRURGIA ECOGRAFIAL’ecografia della tiroide è senza alcun dubbio l’esame diagnostico più importante per lo studio della morfologia della ghiandola tiroidea. Come tutte le tecniche ecografiche, si basa sulla differente capacità dei tessuti di riflettere gli ultrasuoni emessi da una sonda. L’apparecchio è in grado di registrare l’intensità delle onde riflesse, convertendole sullo schermo in segnali luminosi che ricostruiscono in tempo reale l’aspetto anatomico della tiroide.

L’ecografia tiroidea è dolorosa? Esistono effetti collaterali, rischi o controindicazioni?
L’ecografia tiroidea è un esame del tutto  indolore, inoltre tale indagine è assolutamente priva di rischi, effetti collaterali o controindicazioni. Può essere effettuato anche nelle donne in gravidanza.

L’ecografia tiroidea è dannosa per la salute?
No, è un esame sicuro e del tutto indipendente da radiazioni ionizzanti (quelle impiegate nelle radiografie) o sostanze radioattive. Gli ultrasuoni, dotati di un’altissima frequenza e non udibili all’orecchio umano, non determinano alcun danno ai tessuti umani.

Come si svolge e quanto dura una ecografia tiroidea?
L’ecografia tiroidea è un esame nella maggioranza dei casi molto rapido (dura mediamente dai 10 ai 15 minuti). Il medico vi inviterà a sdraiarvi sul lettino, a pancia in su e con lo sguardo rivolto all’indietro. Una volta in posizione sul lettino, una speciale sonda viene fatta scorrere lungo la regione anteriore del vostro collo (posizionato in iperestensione) preventivamente cosparso di una piccola quantità di gel.

Come ci si prepara all’ecografia della tiroide?
Prima dell’esame non è richiesta alcuna preparazione particolare; sarà semplicemente necessario rimuovere oggetti metallici come ad esempio gioielli portati al collo.

A che serve l’ecografia della tiroide ed a che serve il doppler?
L’ecografia tiroidea tiroide si rivela particolarmente utile nel definire il volume della ghiandola (gozzo), la presenza di processi infiammatori (tiroiditi), l’eventuale presenza di noduli e le loro particolari caratteristiche. In assenza di un nodulo rilevabile alla palpazione, l’ecografia tiroidea va eseguita nei soggetti in cui vi sia un sospetto di tireopatia, cioè di una patologia legata alla tiroide, o se esistano fattori di rischio genetico o ambientale per lo sviluppo di una patologia di tale natura. Associando la tecnica doppler all’ecografia è anche possibile studiare la vascolarizzazione della tiroide o di un singolo nodulo, traendone importanti informazioni circa la funzionalità e l’attività metabolica.

Quali sono i limiti dell’ecografia tiroidea?
L’ecografia della tiroide fornisce informazioni sulla morfologia e sulla struttura della tiroide, ma non sulla sua funzione. In parole povere l’ecografia ci può dire se una tiroide è piccola o grande, se contiene noduli o meno, se è infiammata od omogenea ma non può dire se la tiroide ha un deficit/eccesso funzionale (ipotirodismo o ipertiroidismo) o se ha una normale funzionalità (eutiroidismo). Pertanto la decisione se intraprendere o modificare una terapia tiroidea in atto NON può esser presa solo dopo una valutazione ecografica.

Quali altre tecniche diagnostiche della tiroide sono disponibili?
L’ecografia della tiroide è un indagine importantissima per quel che riguarda le patologie della tiroide, ma non è l’unica dal momento che – come abbiamo visto nel capitolo precedente – è una indagine che ha dei limiti. Gli aspetti funzionali della ghiandola, ad esempio, possono essere indagati attraverso un ulteriore esame diagnostico, chiamato scintigrafia tiroidea, mentre per cercare conferme al sospetto di malignità è necessario valutare il campione cellulare aspirato sotto guida ecografica (biopsia). Per approfondire:

L’ecografia della tiroide è una tecnica accurata?
L’accuratezza diagnostica dell’ecografia tiroidea è estremamente variabile, dipende essenzialmente dall’apparecchio utilizzato e da limiti tecnici paziente-correlati. La variabile più importante, essendo una tecnica diagnostica operatore-dipendente, è rappresentata dall’abilità e dall’esperienza del medico che la esegue.

Cosa succede alla fine dell’ecografia?
Terminata l’ecografia della tiroide, il gel viene rimosso ed il paziente può riprendere tranquillamente le proprie attività.

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Ti guardavo da lontano ma non potevo toccarti…

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Estetico Medicina Estetica Roma GUARDAVO LONTANO NON POTEVO TOCCARTI Stella Cielo Amore Radiofrequenza Cavitazione Cellulite Pulsata Peeling Pressoterapia Linfodrenante Tecarterapia Dietologo DermatologTi guardavo da lontano ma non potevo toccarti, un po’ come accade per le stelle. E tu lo eri davvero, la mia stella

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Primo trapianto di cuore da donatore cadavere in Europa

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO OSPEDALE CHIRURGIA SALA OPERATORIA OPERAZIONE CHIRURGICAE’ avvenuto alcuni giorni fa il primo trapianto di cuore “fermo” (non più battente) in Europa: l’intervento, di cui danno notizia i principali quotidiani inglesi, è stato portato a termine al Papworth Hospital nel Cambridgeshire su un uomo di 60 anni che ha ricevuto un cuore fermo, ed è perfettamente riuscito. Fino ad ora era stato possibile trapiantare cuori ancora in funzione da pazienti in stato di morte cerebrale. Ma i chirurghi britannici hanno dimostrato che anche un cuore fermo può essere riattivato. Il primo intervento è stato portato a termine un mese fa, ed il paziente che ha ricevuto il nuovo cuore si sta riprendendo bene. Huluseyin Uca, il ricevente, ha dichiarato: “Sto bene. Prima del trapianto riuscivo a malapena a camminare, la mia vita era difficilissima. Ora mi sento ogni giorno più forte ed oggi sono andato a piedi in ospedale per un controllo senza nessun problema”.

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Sindrome del tunnel carpale: cos’è, cause, sintomi, rimedi, intervento e prevenzione

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO SINDROME DEL TUNNEL CARPALE MANO NERVO MEDIANOCon “sindrome del tunnel carpale” (in inglese “carpal tunnel syndrome”) si intende una neuropatia (cioè una patologia che colpisce il SNP, Sistema Nervoso Periferico) dovuta Continua a leggere

Stai attento a quello che pianti oggi, perché…

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO PIANTA PIANTINA NATURA SEME GIARDINAGGIO TERRENO TERRA (2)Caro mio giovane amico, stai estremamente attento a quello che pianti oggi, perché diventerà ciò che raccoglierai domani

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Micropene: intervista a due uomini che hanno il pene piccolo

MEDICINA ONLINE UOMO TRISTE DOLORE MAL DI TESTA PENSIERI DEPRESSIONE STANCHEZZA STANCO BRUTTOQuanti anni hai?

Ragazzo A: Venticinque.

Ragazzo B: Trentatré.

Vai a letto con le donne, gli uomini o entrambi?

Ragazzo A: Con le donne.

Ragazzo B: Con le donne, anche se ho avuto qualche esperienza omo quando ero all’università.

Pensi di avere un pene piccolo. Quanto è grosso?

Ragazzo A: 10 centimetri, in erezione. Quattro quando è moscio.

Ragazzo B: Otto centimetri quando è in erezione.

[Nota: la dimensione media del pene è di 9,02 cm a riposo e di 12,9 cm in erezione]

Quando hai capito di avere un pene più piccolo della norma?

Ragazzo A: Quando ero un ragazzino. Avevo 13 anni, e quando mi cambiavo, prima di fare nuoto, vedevo che il pene dei miei compagni era parecchio più grande del mio. Il mio a confronto era minuscolo. Così ho iniziato a farci attenzione quando mi capitava di vedere un ragazzo nudo, e ho capito che il mio era piccolo.

Ragazzo B: Avevo più o meno 13 anni, e vedevo gli altri in palestra. Vedevo che loro avevano un pene più grande del mio e anche già i peli pubici, e io mi sentivo uno sfigato. Cercavo di nascondere i genitali per evitare che gli altri se ne accorgessero e mi prendessero in giro. Pensavo che fossi solo un po’ in ritardo con lo sviluppo, ma quando mi sono spuntati i peli pubici a 15 anni, ho capito che il mio pene non cresceva.

Mentre stavi diventando grande, come ti sentivi pensando al tuo pene?

Ragazzo A: Ero imbarazzato. Quando dovevo cambiarmi, nello spogliatoio, mi nascondevo in un angolino, avevo paura che gli altri me lo vedessero e ridessero di me.

Ragazzo B: Mi sentivo a disagio, volevo che fosse più grande. Con le ragazze non riuscivo ad andare oltre al bacio, perché avevo paura che a scuola (e poi anche un ufficio) tutti mi avrebbero preso in giro per le dimensioni del pene.

E ora come ti senti?

Ragazzo A: Con il tempo ho accettato il fatto che non posso farci niente, devo accettare il fatto che ho il pene piccolo e basta. Non mi sento a mio agio se devo cambiarmi di fronte ad altri uomini e faccio fatica a parlarle. Però non me ne vergogno più come quando ero piccolo.

Ragazzo B: Ora sono felice così, perché ho il feticcio dell’umiliazione. Ho aperto un profilo su Twitter dove ne parlo, è un sito fetish in cui gli uomini con il pene piccolo si fanno ridicolizzare e punire da donne superiori e dominanti. Le donne rimangono vestite mentre gli uomini si denudano o si vestono con della lingerie femminile o si truccano, e devono masturbarsi o fare qualcosa di umiliante, tipo una specie di strip tease.

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In base alla tua esperienza, le dimensioni contano davvero?

Ragazzo A: Credo che sia una cosa che mette a disagio più me che le ragazze. Però non sono mai riuscito a far venire una donna con la penetrazione. Quando ho perso la verginità, avevo paura che la mia ragazza scoppiasse a ridere o che se ne andasse, e quindi ritardavo il momento in cui l’avremmo fatto. Ma quando poi alla fine l’abbiamo fatto, lei non ha detto niente, e non abbiamo mai affrontato l’argomento. Poco dopo che ci siamo lasciati, però, ho visto che su MySpace scherzava con due sue amiche sul fatto che io avessi il pene “minuscolo.” Sono stato da cani per settimane. Da allora ho preferito affrontare la questione con le altre ragazze che ho avuto, al posto di ignorare il problema.

Ragazzo B: Sì. Sono stato con delle ragazze che erano visibilmente deluse, e l’hanno raccontato alle loro amiche. Una sera in discoteca ho conosciuto una ragazza e siamo andato a casa mia, ma ha quando ha visto il mio pene si è rifiutata di fare sesso con me. E la settimana dopo, tutti in discoteca sapevano che avevo il pene così. Ci sono rimasto malissimo, ma poi l’idea che le ragazze ridessero un po’ mi eccitava. Mi eccita pensare che ci sono donne bellissime che sanno che ho il pene piccolo e credono che non potrebbe soddisfarle, soprattutto visto che nella nostra cultura si pensa che alle ragazze piaccia il pene grosso. E poi, se ho una ragazza fissa, fantastico sulla mia possibilità che lei mi tradisca con un altro che ha il pene enorme, mentre io li guardo fare sesso.

E con gli altri ragazzi?

Ragazzo A: Se sono in uno spogliatoio, l’impulso è sempre quello di nascondermi dagli altri. E se vado in un bagno pubblico non uso mai il vespasiano. Il problema è che se ho il pene piccolo quando ho un’erezione, quando è a riposo è proprio minuscolo. E nella nostra cultura, avere il pene piccolo non è una cosa accettabile. Avere il pene enorme è una cosa da macho, averlo piccolo no. Tra ragazzi si scherza su chi ce l’ha più grosso, e se mi trovo in una situazione del genere sto al gioco, anche se ce l’ho piccolo.

Ragazzo B: Non credo sia più una cosa importante. Era un problema quando andavo a scuola, ma eccetto qualche messaggio spiacevole su Twitter (di cui me ne frego), direi che non è una cosa su cui ci si prende in giro tra maschi.

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Le dimensioni del tuo pene influenzano il modo in cui fai sesso?

Ragazzo A: Il mio pene è piccolo anche di circonferenza, quindi preferisco le posizioni in cui la vagina della mia partner è più stretta. La mia posizione preferita è una doggy rivisitata, in cui io entro dentro di lei, lei chiude le gambe e io tengo le mie divaricate. Così la sensazione è più stretta, e ci dà più piacere. Non sono mai riuscito a far venire una donna solo con la penetrazione, e quindi mi concentro molto sui preliminari, soprattutto sul sesso orale. E alla mia ragazza fa impazzire il fatto che usi la bocca così tanto tra le sue gambe! Quando invece sta sopra, tende a inclinarsi il più possibile all’indietro. Così è come se spingesse il mio pene in avanti, e lei dice che così entra più in profondità e spinge contro la sua vagina. E poi i cock ring che vibrano sono davvero ottimi alleati.

Ragazzo B: Non sono proprio un esperto, ma la posizione del missionario funziona. La doggy va bene ma lei deve spingersi un po’ più all’indietro. Mi piace anche quando lei sta sopra, ma di solito per lei non è il massimo. A lisca di pesce invece non funziona. Mi è capitato che mi abbia chiesto “ma è già dentro?” Una volta, con una delle mie ex, ho messo una cintura fallica. È stato eccitantissimo vedere la sua reazione con qualcosa che in confronto al mio era enorme.

Vorresti avere il pene più grosso?

Ragazzo A: Sì. Penso che il fatto di avere il pene piccolo sia il motivo della mia scarsa autostima, ma cerco di non essere troppo in imbarazzo e me ne faccio una ragione. Averne parlato con la mia ragazza, e aver capito che per lei non è un problema mi ha aiutato a stare bene. Abbiamo una vita sessuale appagante, e la nostra cultura, che ci dice che dobbiamo averlo grosso, è sbagliata. Ho il pene piccolo, ma sto imparando che va bene così, e lo sto accettando. Forse un giorno potrei addirittura andarne fiero.

Ragazzo B: Una volta sì, ma adesso non più. Dopo le prime umiliazioni ho imparato a sentirmi a mio agio, ho capito che c’è una nicchia a cui piace e a me piace così. Può sembrare strano, ma vorrei quasi averlo più piccolo. Ho pensato anche a seguire delle diete o degli esercizi apposta per ridurlo. Ma a parte gli interventi chirurgici (che non prenderei in considerazione) non c’è modo di ridurlo.

C’è qualcosa che le donne dovrebbero sapere riguardo al pene piccolo?

Ragazzo A: Non bisogna rimandare la discussione, meglio essere sinceri al riguardo. Se un ragazzo ha il pene piccolo, probabilmente si vergogna. Fallo sentire a suo agio, e il sesso sarà più bello per entrambi. Ah, meglio evitare i nomignoli. Una volta una mia ex mi ha detto che avevo un “cetriolino,” e non è andata a finire molto bene.

Ragazzo B: Se stai con un ragazzo che ha il pene piccolo, impara a conoscerlo, e fai in modo che lui conosca come sei tu. Dovete scoprire cos’è che fa stare bene entrambi. Non avere timore di fargli delle domande, o di dirgli quello che non va. E nonostante io abbia il pene piccolo e il feticcio dell’umiliazione, sono una persona felice e socievole.

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