Perché gli uomini non capiscono le donne? Il problema è tutto nel…

Uomini e donne sono davvero fatti per non capirsi? Quanto c’è di vero nell’incomunicabilità tra i sessi e quanto invece è una leggenda metropolitana?
Sembra essere tutto vero: lo confermerebbe uno studio, pubblicato sulla rivista PlosOne, e condotto dai ricercatori della LWL University Hospital di Bochum in Germania. Lo studio è emblematico già a partire dal titolo: “Perché gli uomini non capiscono le donne? Reti neurali alterate nella lettura del linguaggio degli occhi di uomini e donne“. L’ipotesi dei ricercatori è che gli uomini abbiano difficoltà a capire le donne perché non riescono a riconoscere gli stati d’animo che esprimono attraverso gli occhi, che sono una delle più importanti fonti di informazione per capire lo stato d’animo altrui.

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I giovani italiani precoci e disinformati: uno su cinque ha il primo rapporto sessuale entro i 14 anni

A che età è si è maturi abbastanza per avere il primo rapporto sessuale? Domanda complessa a cui è difficile rispondere. Il dato oggettivo è che i giovani italiani arrivano sempre più precocemente al primo rapporto. Il problema è che ci arrivano anche più disinformati, con il risultato che dilagano le malattie a trasmissione sessuale. Lo ha scoperto un’indagine condotta per Paidòss, Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza, dal Leo Club, l’associazione giovanile dei Lions, ‘Valle del Conca’ di Rimini presentata il 14 settembre. Lo studio ha riguardato 1.400 ragazzi tra i 15 e i 25 anni. Per quasi un intervistato su cinque, cioè il 19%, il primo rapporto è avvenuto prima dei 14 anni, una cifra doppia rispetto a un’indagine analoga del 2012.

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Per dimagrire è meglio fare i pesi o la Zumba?

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Da quando negli anni ’70 è esplosa la “pazzia del jogging”, l’attività aerobica è il metodo preferito da quelli che cercano di “perdere peso” e consigliato dalla maggior parte dei dietologi. Le aree di allenamento con i pesi all’interno delle palestre si sono gradualmente ridotte per fare posto agli attrezzi progettati per aumentare il ritmo cardiaco con grande felicità delle aziende produttrici degli stessi. Nei centri “wellness” inoltre impazzano i corsi aerobici musicali come la zumba, il power walking, la fit boxe e lo spinning. Vista la grande popolarità che ancora oggi continua ad avere l’attività aerobica, non posso fare a meno di chiedermi e chiedervi:

Perché le persone che fanno solo ed esclusivamente attività aerobica, non riescono facilmente a dimagrire?

Una rapida occhiata a qualsiasi incontro di atletica leggera di livello nazionale spiega chiaramente gli effetti dell’allenamento aerobico confrontato con quelli dell’allenamento anaerobico. Paragonate il fisico dei corridori sui 100 m piani con quello dei corridori sulla lunga distanza, come i maratoneti. Anche se gli sprinter fanno poca o zero attività aerobica, hanno percentuali di grasso corporeo più basse di quelle delle loro controparti aerobiche ed hanno un fisico più muscoloso. Al contrario, la mancanza di massa muscolare del maratoneta gli conferisce un aspetto un po’ rachitico. Le sue escursioninella zona aerobica hanno provocato per adattamento specifico la perdita di tessuto muscolare. Dato che il muscolo pesa più del grasso, è il tessuto da cannibalizzare preferito del corpo per cercare di alleggerire il carico da trasportare.

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A volte le persone più magre non hanno tono.
L’attività anaerobica, come il sollevamento pesi, può non essere politicamente corretta ma, se il vostro obiettivo è la perdita di grasso, è fisiologicamente e biochimicamente corretta. Dato che il linguaggio influenza il nostro modo di pensare, cominciamo riconsiderando il nostro vocabolario. Vorrei incoraggiarvi a cancellare alcune parole dal vostro dizionario personale. Parole come tono, forma, scolpire, e tutte le altre vaghe descrizioni che sentite negli info commerciali serali trasmessi dalle TV locali. Questi termini sono irrilevanti per quanto riguarda gli adattamenti che ci si può attendere da qualsiasi forma di attività fisica. In realtà, i tessuti corporei che potete controllare esteticamente sono solo due: il muscolo e il grasso e questi tessuti possono essere influenzati solo in due modi: potete guadagnare o perdere tramite i due meccanismi biologici che costituiscono il nostro metabolismo: l’anaboismo ed il catabolismo. Il “tono” si riferisce semplicemente a uno stato di contrazione parziale, involontaria, dovuta al lavoro muscolare. Anche il più grassoccio di voi può avere tono muscolare, mentre a volte le persone più magre non hanno tono.

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Guadagnare muscoli
Se riformuliamo la questione pertanto possiamo dire che l’obiettivo è guadagnare muscolo e perdere grasso. Quando ci riuscite, lasciate pure che gli altri dicano che siete scolpiti e avete tono. Ovviamente, molte persone, influenzate dai fisici eccessivamente massicci che adornano le copertine delle riviste di bodybuilding, rifuggono dalla prospettiva di guadagnare massa muscolare. È un peccato: la miofobia impedisce alle persone di raggiungere i propri obiettivi nel fitness più di qualunque altro singolo fattore. Pochi chilogrammi di muscolo in più possono produrre una grossa differenza nel fisico, per non parlare della salute e del benessere. Il muscolo (a differenza del grasso) ha bisogno di nutrimento per sopravvivere. Più massa muscolare avete, più efficiente sarà il vostro metabolismo basale: i muscoli grossi usano più energia di quelli piccoli, anche durante il sonno. Accomunate un metabolismo basale più elevato, ad una corretta alimentazione e col tempo dimagrirete come mai in vita vostra! I personal trainer considerano l’allenamento con opposizione di resistenza lo strumento più importante della loro “cassetta degli attrezzi” professionale. Dave Sinnot, allenatore di molte grandi stelle di Hollywood, compresi Sean Penn e Angela Bassett, è impressionato dalla paura che le persone manifestano per l’allenamento con i pesi: “le persone che pensano che l’allenamento aerobico sia il metodo migliore per perdere grasso, sono completamente fuori strada. Ho lavorato con persone che passano la metà delle ore di veglia a fare una qualche forma di esercizi aerobici. Si lamentano del fatto che non stanno più ottenendo risultati. Appena spostiamo l’enfasi sull’allenamento con i pesi e le modifiche della dieta, cominciano sempre a migliorare immediatamente. È come se il loro corpo lo agognasse!”. Dave mi ha detto che Angela Bassett (protagonista di “What’s Love Got To Do With It”) non era, come molte persone credono, molto dotata geneticamente, e che in realtà era “rotondetta” quando ha cominciato a lavorare con lei. Pensate a come è oggi a 50 anni suonati…

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Qual è pertanto l’approccio migliore per le persone che vogliono migliorare la loro composizione corporea? Non eliminate le sessioni di aerobica. Fare un paio di sessioni alla settimana di 20-30 minuti di camminata in salita per esempio è una buona abitudine. Allenatevi coi pesi.

1) Troppi esercizi: un esercizio per ogni gruppo muscolare per allenamento è più che sufficiente. Il trucco sta nello scegliere gli esercizi giusti, e allenarli duramente. Dimenticatevi di “allenare il muscolo da angoli diversi” e degli esercizi di “modellamento”: è solo propaganda creata nei circoli di bodybuilding.

2) Esercizi inefficaci: non evitate i cosiddetti esercizi “hard core” per paura di ottenere risultati. Scegliete gli esercizi multiarticolari, come gli squat e le loro varianti, le distensioni su panca e le loro varianti, le trazioni alla sbarra e le distensioni per le spalle. I muscoli più piccoli come bicipiti, tricipiti e polpacci ricevono uno stimolo sufficiente quando eseguite questi movimenti multiarticolari.

3) Livello di intensità insufficiente: un numero alto di ripetizioni NON “tonifica” un muscolo! Per i principianti, un numero alto di ripetizioni è importante per rafforzare i tessuti connettivi e permettere l’apprendimento tecnico. Ma per la costruzione muscolare ottimale, restate nel range delle 6-12 ripetizioni per la maggior parte degli allenamenti. Se e quando arriverete al punto in cui non volete altra massa muscolare, semplicemente riducete il volume e la frequenza dell’allenamento.

4) Mancanza di progressione e varietà: se non cercate di aumentare la forza, il corpo smetterà di rispondere. Allo stesso modo, se vi allenate sempre nello stesso modo esatto per periodi di tempo prolungati, il corpo si abituerà alla monotonia e smetterà di rispondere, indifferentemente da quanto è buono l’allenamento. È per questo motivo che non esiste il programma di allenamento perfetto. La maggior parte degli allenatori di successo usa molti programmi, che ruota quando necessario. Come consiglio finale, ricordatevi che l’intera professione del personal trainer si basa sul fatto che l’allenamento con i pesi funziona! Non fate l’errore di pensare di non aver bisogno di uno di questi professionisti. L’investimento in un personal trainer bravo si ripaga velocemente con risultati che non potreste mai nemmeno sognare di raggiungere da soli!

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Considerate infine che:

1) Secondo uno studio recente presentato sulla rivista IDEA, l’istruttrice di attività aerobiche nella media (Zumba, Fit Boxe, GAG, spining…) ha il 18% di grasso corporeo. Un valore superiore non solo a quello delle body builder natural (12%) ma anche di quello delle sollevatrici di peso agoniste nella media (16%).

2) Secondo uno studio recente pubblicato sulla rivista Muscular Development, nei polpacci dei maratoneti si osservano necrosi (morte del tessuto) ed infiammazione muscolare anche 7 giorni dopo la corsa.

3) Secondo il dott. Marc Breehl, un esperto anestesiologo che si sta specializzando in chirurgia cardiaca, il cuore allargato degli atleti aerobici è molto più debole, e non più forte, di quelli con un passato anaerobico.

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4) L’allenamento con opposizione di resistenza (con i pesi!) produce molti benefici per il cuore e il sistema cardiovascolare, compresa una maggiore frazione di espulsione del ventricolo sinistro, e una maggiore elasticità delle pareti delle arterie (Power: A Scientific Approach, del dott. Fred Hatfield).

5) Praticamente tutto quello che facciamo nella vita è anaerobico o al massimo aerobico a bassissima intensità (camminata). L’attività aerobica intensa è uno stato artificiale a cui l’organismo umano non è ben abituato. Per la maggior parte delle persone, la perdita di funzionamento associata all’invecchiamento è dovuta alla mancanza di forza e non alla mancanza di capacità aerobica.

Articolo in parte tratto da “Physically Incorrect” di Charles Staley

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Profilattico: come si usa e come scegliere quello più adatto alle tue esigenze

MEDICINA ONLINE SESSO AMORE COPPIA RAPPORTO SESSUALE ATTRAZIONECome si mette il profilattico?

  • Aprire attentamente il contenitore. Non rompere il profilattico.
  • Se non circonciso, tirare indietro il prepuzio e mettere il profilattico all’estremità del pene in erezione, lasciando un po’ di spazio sull’estremità.
  • Lasciate scorrere il profilattico fino a quando non raggiunge la base del pene, avendo l’accortezza di tenere il serbatoio del profilattico stretto (senza lacerarlo!) tra due dita.

Come si toglie il profilattico?

  • Stringete la mano sul profilattico ed estraete il pene dalla vagina prima che si fletta.
  • Fate scivolare il profilattico senza far cadere lo sperma. Buttate via il profilattico appena usato, ma non nel WC.

Come scegliere il profilattico “giusto”?
Oramai esistono un infinità di tipi diversi di profilattici e la scelta è molto personale. I sottili hanno lo scopo di rendere il rapporto quanto più naturale è possibile, ma presentano qualche rischio in più essendo più fragili. Quelli stimolanti per lei e ritardanti per lui servono per ridurre al minimo i problemi causati dall’eiaculazione precoce, hanno infatti la superficie esterna (a contatto con la vagina) creata in modo di aumentare l’attrito e quindi far raggiungere prima l’orgasmo alla donna, mentre la superficie interna (a contatto con il pene) è liscia e lubrificata proprio per ritardare il più possibile l’orgasmo nell’uomo. Esistono poi preservativi ritardanti per lui che contengono una sostanza, la benzocaina, che produce un effetto anestestizzante che ritarda appunto l’eiaculazione.
Non esiste un profilattico migliore di un altro. Il consiglio è quello di provarne più tipi finché non si trova la marca ed il modello migliore per le proprie esigenze.
Ci sono poi i profilattici aromatizzati: preservativi identici agli altri dal punto di vista delle caratteristiche tecniche (dimensione, spessore) ma colorati e profumati ai sapori di frutta, per rendere più “accattivante” il rapporto.

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Come faccio se sono allergico al lattice?
Esistono profilattici senza lattice, prodotti in poliuretano. Il poliuretano è uno speciale materiale sintetico che consente di ottenere uno spessore minimo abbinato ad una resistenza massima. I preservativi a base di poliuretano sono particolarmente indicati per le persone che sono allergiche al lattice.

Dove lo compro?
I profilattici si acquistano in farmacia.

A volte il lubrificante può aiutare
I lubrificanti riproducono con i loro componenti i liquidi naturali del corpo, intervenendo in tutte le situazioni sessuali in cui è necessario procurare una maggiore lubrificazione alle zone interessate. Il loro uso è consigliato in tutte le situazioni in cui è necessario proteggere le parti intime da irritazioni o bruciori con una lubrificazione in grado di favorire la penetrazione, oppure in quei casi in cui la lubrificazione fisiologica sia insufficiente (secchezza vaginale, ne parlo dopo).
I diversi prodotti in circolazione sul mercato sono a base acquosa, si presentano sotto forma di gel, non ungono, sono inodore. I lubrificanti a base acquosa, sono compatibili con l’uso dei preservativi, mentre invece è sconsigliato usare lubrificanti oleosi perché danneggiano i profilattici.
I lubrificanti vanno applicati sulla parte interessata con un leggero massaggio, e consentono una penetrazione senza problemi prevenendo fastidi, bruciori ed irritazioni tipiche delle zone intime.
Il loro uso diminuisce la possibilità che il preservativo si rompa a causa di un eccessivo attrito durante i rapporti più “focosi”, quindi si può dire che, se usati correttamente, i lubrificanti aumentano senz’altro la sicurezza del rapporto.
Molte donne soffrono di secchezza vaginale, un problema che spesso diventa importante nell’ambito della coppia. Anche in questo caso vengono in aiuto i lubrificanti. La secchezza vaginale è un problema più diffuso di quanto non si creda. Ci sono momenti in cui il fisico è più soggetto a cambiamenti nel livello di idratazione vaginale, in seguito a modificazioni ormonali legate a: gravidanza, stanchezza o stress, utilizzo di contraccettivi quali la pillola o alcuni tipi di medicazione.

E se oggi voglio “farlo” in acqua?
Non esiste un profilattico specifico per l’utilizzo in acqua, tuttavia il profilattico in lattice di caucciù naturale può essere utilizzato senza problemi in acqua, perché è compatibile con tale elemento.

Inserisco il profilattico e perdo l’erezione, come faccio?
L’applicazione del profilattico, specie se gestita non come un momento dell’incontro sessuale, ma come una parentesi dell’incontro stesso, può interferire sia psicologicamente che “fisicamente” (interruzione della stimolazione sessuale) sull’erezione (potrebbe chiedere alla/al partner di apllicarle il profilattico, se questa non è già pratica comune).
Sulla base delle informazioni disponibili, escluderei una componente circolatoria alla base della perdita di rigidità in quel frangente. Per quanto riguarda, invece, l’ipotesi che l’applicazione del profilattico porti alla perdita di rigidità perché ” mi perdo per troppo tempo in giochi erotici”, stimoli prolungati possono far conservare l’erezione, ma, oltre una soglia soggettiva e dipendente da fattori psichici e fisici possono anche creare una sorta di saturazione agli stimoli stessi, per cui solo uno stimolo più intenso può aiutare a conservare l’erezione; e l’autoapplicazione di un profilattico può non rappresentare un intenso stimolo sessuale.

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Profilattico: i consigli per evitare che si deteriori e come comportarsi quando si rompe durante il rapporto

MEDICINA ONLINE SESSO AMORE COPPIA RAPPORTO SESSUALE ATTRAZIONEPrima di cominciare chiariamo subito ai meno esperti a che serve il profilattico (o preservativo, o condom) e ricordiamo qualche consiglio utile per usarlo al meglio. Il preservativo è un mezzo di prevenzione dalle Malattie a Trasmissione Sessuale (Aids, Condilomi, Vaginiti, Clamidia, Herpes genitale, Tricomoniasi, Gonorrea, Sifilide, Epatite B), queste malattie infatti si possono trasmettere nei contatti intimi attraverso i fluidi corporei, quindi sperma e secrezioni vaginali, o per lesioni. Dunque il preservativo, che è un metodo contraccettivo di barriera, impedisce che il pene entri in contatto con le secrezioni vaginali e che lo sperma entri nella vagina. Ovviamente il profilattico va indossato prima dell’introduzione del pene nella vagina. L’uso del preservativo è dunque sintomo di maturità e di rispetto, per la propria persona e per quella del partner, fisso o occasionale che sia. Alcuni consigli pratici:

  • Evitare il contatto con il profilattico se si hanno ferite sulla mano
  • Il profilattico si usa sempre. Non solo in caso di penetrazione ma anche per il sesso orale.
  • Il preservativo va SEMPRE messo prima di cominciare il rapporto.
  • Gettare il profilattico in condizioni igieniche e in pattumiera ma non nel WC.
  • E’ necessario uscire dalla vagina subito dopo aver eiaculato afferrando il profilattico per il bordo.

Buttate via il profilattico e prendetene un altro se

  • il contenitore è rotto;
  • il profilattico è asciutto;
  • il colore è cambiato;
  • il profilattico è appiccicaticcio.

Consigli per evitare il deterioramento del profilattico

  • conservare il profilattico sigillato dentro l’astuccio lontano da fonti di luce e di calore;
  • non conservare il profilattico nel portafoglio ;
  • nel caso si utilizzino lubrificanti, non scegliere MAI prodotti a base oleosa;
  • usare il profilattico immediatamente dopo l’apertura della confezione sigillata;
  • non aprire la confezione dei profilattici con forza;
  • iniziare il rapporto quando la vagina è già ben lubrificata;
  • utilizzare un profilattico nuovo ad ogni atto sessuale.

Cosa fare se si rompe durante il rapporto?

  • Se il profilattico dovesse rompersi e l’eiaculazione avviene nella vagina, rivolgersi in consultorio.
  • La pillola del giorno dopo è un metodo contraccettivo d’emergenza che si somministra entro le prime 72 ore dopo un rapporto sessuale completo, in cui non si è utilizzato un metodo anticoncezionale o quando questo non ha funzionato.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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La malattia che ti contagia attraverso Facebook

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SMARTPHONE SOCIAL TECNOLOGIA TABLET CELLULARE TELEFONINO TELEFONORagazzine che improvvisamente cominciano ad avere un inspiegabile singhiozzo. Studentesse, tutte della stessa scuola, che comunicano a manifestare strani tic vocali. Tutte insieme. Tutte senza un perché. È successo a Danvers, cittadina del Massachusetts nota per essere stata, alla fine del Seeicento, teatro del famoso processo alle «streghe di Salem», che portò all’impiccagione di venti donne, accusate di stregoneria e di possessione diabolica. Un precedente piuttosto infelice cui, quando i ragazzini della città hanno cominciato a comportarsi in modo «strano» , non è stato possibile non pensare almeno una volta.

ISTERIA DI MASSA  

I primi «sintomi» sono comparsi lo scorso gennaio ma, stando a quanto riferito al The Alantic dal sociologo neozelandese Robert Bartholomew, diversi genitori sarebbero preoccupati per la persistenza di queste «stranezze» nei propri figli. Ma cosa è successo esattamente? Secondo Bartholomew, a Danvers si sarebbe in presenza di un nuovo caso di «isteria di massa», che avrebbe colpito gli adolescenti della città. Più precisamente, gli studenti della Essex Agricultural and Technical School, che hanno cominciato a mostrare tutti gli stessi sintomi di una malattia inesistente ma che, attraverso la «psicosi» generatasi sui social network, tutti hanno pensato di aver contratto, sviluppando sintomi reali.

IL «CONTAGIO» CORRE VIA FACEBOOK  

Un caso simile è avvenuto nel 2011 anche a Le Roy, cittadina nello stato di New York, diventato uno dei primi esempi di come l’isteria di massa trovi terreno fertile proprio sui social media, un territorio, quello virtuale, che almeno in linea teorica non dovrebbe favorire contagi reali. Il caso di LeRoy, finito nei manuali di sociologia e attentamente studiato da Bartholomew che da più di 20 anni si occupa di simili fenomeni, comincia con la «malattia» di Marge Fitzsimmons, un’infermiera di 36 anni che comincia a presentare strani sintomi: tic vocali, spasmi incontrollati, qualcosa di molto simile ai sintomi tipici della sindrome di Tourette. Marge lavora in una scuola e, in capo a poco tempo, decine di studentesse cominciano a presentare gli stessi sintomi. I genitori sono preoccupati: un vaccino contaminato? Una nuova terribile droga? Qualcosa nell’acqua? Oppure il ritorno di quella sostanza tossica nell’aria, che negli anni Settanta aveva terrorizzato gli abitanti della città? Niente di tutto questo. Marge soffriva di quello che gli esperti chiamano «disturbo di conversione», ovvero il risultato di un conflitto psichico del paziente, che somatizza un disagio o una situazione di grande stress sviluppando sintomi fisici. Si tratta di un disturbo piuttosto raro, che colpisce prevalentemente le donne. La notizia della misteriosa malattia della donna, comunque, si era diffusa in tutta la scuola e ne aveva varcato i confini, diffondendosi via social network e allargando il «contagio».

DANVERS COME LE ROY? 

Contrarre una malattia via Facebook può suonare piuttosto strano. Ma non lo è poi così tanto se su pensa che l’isteria, tra le altre cose, si sviluppa anche sulla nostra (inconsapevole) interpretazione dei fatti che ci vengono riportati. Marge non ha nemmeno avuto bisogno di stabilire un contatto fisico con le ragazze per trasmettere loro la «malattia» e il suo caso, secondo Bartholomew, rappresenta «una svolta epocale nella storia dell’isteria di massa». È probabile che a Danvers stia succedendo esattamente la stessa cosa. E ora si sa che con social media ci si può perfino ammalare.

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Perché il cervello umano è così attratto dai complotti e dagli annunci della fine del mondo?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CERVELLO INTELLIGENZAVentuno dicembre 2012. Questa data vi ricorda qualcosa? Il 21 dicembre del 2012, secondo una (cattiva) interpretazione del calendario Maya, sarebbe arrivata la fine del mondo. Non è certo il primo annuncio di questo genere e sicuramente non sarà nemmeno l’ultimo: e la ragione è perché, in fondo in fondo, nell’idea dell’apocalisse c’è qualcosa che affascina il nostro cervello. Shmuel Lissek, neuroscienziato dell’Università del Minnesota, che studia da anni il meccanismo cerebrale della paura, ritiene che, fondamentalmente, il concetto di apocalisse evochi una reazione innata e atavica nella maggior parte di noi mammiferi .
“La prima risposta a qualunque accenno di pericolo è la paura: è scritto nell’architettura stessa del nostro cervello”, spiega. Nel corso dell’evoluzione, sopravvivono gli organismi che affrontano la realtà seguendo il principio della prudenza. Questo meccanismo ha avuto conseguenze sia per il corpo sia per il cervello, dove la amigdala può attivare una risposta di paura prima che le aree corticali superiori abbiano la possibilità di valutare la situazione e reagire in modo più razionale.

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Le 5 erezioni che ha l’uomo di notte: la tumescenza peniena notturna

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO UOMO CHE DORME SESSO SESSUALITA MASTURBAZIONE LETTO FACCIA VISODurante il sonno noi uomini neanche ci accorgiamo di loro. Ma succedono eccome. Fino a quattro o cinque volte per notte. Non che ci sia nulla Continua a leggere