E’ possibile avere il ciclo durante la gravidanza?

MEDICINA ONLINE VAGINA DONNA BACIO SESSULITA GRAVIDANZA INCINTA SESSO COPPIA AMORE TRISTE GAY OMOSESSUAANSIA DA PRESTAZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE FRIGIDA PAURA FOBIA TRADIMENTONon accorgersi di essere incinta fino al momento del parto? Diciamo che è altamente improbabile, a meno che non si tratti di una persona fortemente obesa e alla prima gravidanza. Per i primi 3-4 mesi ci possono essere delle perdite ematiche, scambiate per un ciclo mestruale poco abbondante, che in taluni casi possono invece essere minacce d’aborto. Ma dopo il quarto mese si interrompono. Particolare è il caso del neonato morto a Torino alcuni giorni fa: la madre ha raccontato ai carabinieri che non pensava di essere incinta perché aveva il ciclo mestruale.

Non un vero ciclo

Non si tratta di un vero e proprio ciclo, ma in ogni caso le perdite con il passare dei mesi si interrompono. E poi dal quarto mese il bambino si sente muovere. L’addome si gonfia, il seno anche, insomma il corpo della donna cambia. Ecco perché è altamente improbabile arrivare al parto senza essere consapevoli della gravidanza, come potrà confermare anche un eventuale perito alla Procura che indaga sulla vicenda. E’ vero che, nel caso di una forte obesità, è capitato di donne che si sono accorte del loro stato in ospedale, dove si presentavano con forti dolori addominali. Ma in questi casi, comunque rari, si tratta di donne alla prima gravidanza. E di persone che si sono poi presentate in ospedale. Le contrazioni non possono essere ignorate o confuse con un banale mal di pancia.

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Qual è il mese più caldo dell’anno?

MEDICINA ONLINE STELLA PIANETA NANO GIOVIANO TERRESTRE SATELLITE NATURALE ARTIFICIALE METEROIDE METEORITE METEORA STELLA CADENTE SOLE LUNA TERRA FANTASCIENZA MARTE PIANETA SISTEMA SOLARE SOL SPACE WALLPAPER HD PIC PHOTO PICSebbene nell’emisfero boreale (o emisfero nord, quello in cui si trova l’Italia)  il riscaldamento solare più alto avviene alla fine di Giugno, le temperature maggiori si raggiungono in media tra fine luglio ed inizio agosto, più o meno nel periodo chiamato “Solleone”. Questo sfasamento è il tempo impiegato dalla temperatura dell’atmosfera per raggiungere l’equilibrio con la radiazione solare in arrivo. Nell’emisfero australe invece le stagioni sono “al contrario”: i mesi più caldi corrispondono a gennaio/febbraio mentre a luglio/agosto fa più freddo.

Ma perché si chiama proprio “Solleone”?

Secondo le più comuni definizioni dei vocabolari, “Solleone” è l’unione di due termini: sole e leone, poiché è il periodo dell’anno in cui il Sole si trova nella costellazione astrologica del segno del Leone.

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Differenza tra alopecia, calvizia, calvizie e telogen effluvium

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Alopecia areata

La calvizie è il processo di diminuzione della qualità (colore, spessore) e della quantità di capelli o la loro scomparsa. La parola calvizia è invece un errore della lingua italiana, spesso usato al posto del termine corretto “calvizie”. La calvizie può essere provocata da varie condizioni e patologie, tra cui l’alopecia.

Con “alopecia” si intende il processo patologico di diminuzione della qualità e della quantità di capelli. A differenza della caduta di capelli stagionale, l’alopecia è una vera e propria malattia che non dipende da fattori ambientali o stagionali. Le cause dell’alopecia possono essere:

  • genetiche;
  • immunologiche, legate ad esempio a malattie autoimmuni come la tiroidite;
  • nutrizionali, legate a carenze alimentari o malattie come l’anemia;
  • psicologiche, che possono provocare alopecia da stress.

La manifestazione della malattia può avvenire in modo diverso, a seconda del tipo di alopecia di cui si è affetti:

Alopecia Androgenetica: è una condizione di mancanza, totale o parziale, dei capelli. Spesso è legata a problemi ormonali e di natura tendenzialmente ereditaria.

Alopecia Areata – AA – (dal latino area Celsi, perché descritta da Celso): è una forma di alopecia che consiste in una chiazza rotondeggiante causata da una repentina caduta dei capelli, o di altri peli del corpo.

Telogen Effluvium– TE – consiste nella caduta di capelli molto intensa, come per esempio dopo una gravidanza.

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L’erezione deve essere rigida dall’inizio alla fine del rapporto sessuale?

MEDICINA ONLINE SPERMA LIQUIDO SEMINALE PENIS VARICOCELE HYDROCELE IDROCELE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA LOVE COUPLE FRINEDS LOVL’erezione deve avere le stesse caratteristiche di rigidità dall’inizio alla fine del rapporto sessuale per un rapporto soddisfacente per entrambi i partner? Ovviamente non è così. Un rapporto sessuale è soddisfacente anche se il pene non è al massimo della sua erezione, anche perché è impossibile che essa si mantenga al 100% della rigidità massima per tutta la durata del rapporto, specie quando quest’ultimo si prolunga.

Minima rigidità penetrante

Per cominciare, la minima rigidità che consente la penetrazione è quella pari almeno al’70% della rigidità massima possibile, a patto che la vagina sia adeguatamente lubrificata. Inoltre la rigidità massimale, cioè quella del 100% (la massima possibile), non è costante per tutta la durata di un rapporto, specie se è prolungato e comprende vari cambi di posizione, ma oscilla. Nella gran parte dei soggetti la rigidità massima è presente solo nelle fasi iniziali ed in quelle immediatamente precedenti l’orgasmo. Durante il rapporto, però, l’erezione non dovrebbe mai scendere al di sotto della soglia dell’80% della capacità erettiva massima. Una erezione al di sotto di tale soglia potrebbe in effetti rendere il rapporto meno soddisfacente, visto che non permette una adeguata pressione e frizione sulle pareti vaginali, fatto che diminuisce la sensazione di piacere. In caso di difficile erezione, con l’aiuto del medico bisognerà comprendere il motivo che la rende difficoltosa o impossibile, che potrebbe risiedere in cause organiche e/o psicologiche.

Integratori alimentari consigliati

Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto:

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Non trova una donna disposta a stare con lui, costruisce un robot e la sposa: “invecchieremo insieme”

MEDICINA ONLINE Zheng Jiajia SEX ROBOT FEMALE Non trova una donna disposta a stare con lui, costruisce un robot e la sposa invecchieremo insieme.jpgIl trentunenne ingegnere cinese Zheng Jiajia, attivo nel campo dell’intelligenza artificiale, stanco di non trovare una donna disposta a stare con lui e fidanzarsi, ha Continua a leggere

Linea ombelicale trasversa: dove si trova e cosa delimita?

MEDICINA ONLINE DOLORE 4 QUADRANTI SETTORI 9 REGIONI ADDOMINALI SEMEIOTICA ANATOMIA TOPOGRAFICA ORGANI CONTENUTI IPOCONTRIO FIANCO DESTRO SINISTRO IMMAGINI FOSSA ILIACA LINEA SOTTOCOSTALE BISILIACA OMBELICALE.jpgL’addome può essere suddiviso in semeiotica ed in anatomia topografica in quattro quadranti: quadrante superiore destro e sinistro; quadrante inferiore destro e sinistro.

La linea ombelicale trasversa è una linea immaginaria parallela al suolo passante per l’ombelico, usata in semeiotica ed anatomia topografica per delimitare i quattro quadranti addominali. Per descrivere tali quadranti, insieme alla linea ombelicale trasversa, si usa una seconda linea, perpendicolare a quella ombelicale, chiamata linea xifopubica che va dalla parte inferiore dello sterno sino al pube (si sovrappone alla linea mediana del corpo).

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Ecco perché amo la medicina e la scienza

MEDICINA ONLINE SIAMESE TWINS 18 novembre 2016 i gemelli Anias and Jadon McDonald (di 13 mesi) vengono separati al Montefiore Medical Center nel Bronx.18 novembre 2016: i gemelli Anias e Jadon McDonald (di 13 mesi) vengono separati al Montefiore Medical Center nel Bronx. L’operazione è iniziata nella mattina di giovedì 17 novembre ed è terminata il giorno dopo nel pomeriggio. La separazione ha richiesto circa 16 ore, a cui si sono sommate altre ore per ricostruire le parti mancanti della testa perse nella separazione. A distanza di quattro mesi i bimbi stanno bene e godono di perfetta salute.

Ecco perché amo la medicina e la scienza: sono in grado di ridare una vita normale a due sfortunati piccoli bimbi.

Per approfondire: Anias e Jadon McDonald: gli ex gemelli siamesi ora stanno bene

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Sindrome post-colecistectomia: conseguenze dell’asportazione della cistifellea

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Cavitazione Dietologo Roma Sessuologia Psicologia Eiaculazione precoce Erezione Smettere difumare Studio Polispecialistico Endocrinologia DiarreaPrima di iniziare la lettura, per meglio comprendere l’argomento trattato, ti consiglio di leggere: Cistifellea: cos’è, a cosa serve e dove si trova

La sindrome post colecistectomia si verifica circa nel 14% dei pazienti operati per asportazione della colecisti, per cui è buona norma che il chirurgo ottenga il consenso informato del paziente prima di procedere alla colecistectomia, spiegando quali siano le indicazioni all’intervento e quali le conseguenze che derivano dallo stesso.

Prima iniziare a parlare di tale sindrome, dobbiamo ricordare che la colecisti:

  1. raccoglie la bile durante i periodi tra i pasti;
  2. dismette la bile al termine del pasto, consentendo un’ottimale digestione dei grassi.

Pertanto, la sua rimozione, non è certo scevra da complicanze, tanto più se non si è prima proceduto in alla bonifica della via biliare principale previa sfinterotomia endoscopica del caso. Infatti in questo caso potrebbe contemplarsi l’ipotesi che residui una calcolosi della via biliare principale con conseguente dolore epigastrico, nonostante sia stata operata la colecisti che rappresenta il serbatoio principali di fanghiglia biliare e di calcoli. Ancora si segnala nel paziente colecistectomizzato una sindrome caratterizzata da sensazione di pancia gonfia, digestione lenta e laboriosa, eruttazione acida e nausea, specie se il pasto è stato grasso. Classico esempio ne sia se il paziente ha consumato dei dolci con la panna o le uova: in questo caso un senso di nausea lo pervaderà intensamente.
Il termine “sindrome post-colecistectomia” (SPC) descrive la presenza di sintomi dispeptici dopo la colecistectomia. Questi sintomi possono rappresentare sia la continuazione dei sintomi che si pensava fossero causati dalla colecisti, per esempio dei calcoli o fanghiglia biliare che transita nelle vie biliari, nei soggetti predisposti alla calcolosi, sia lo sviluppo di nuovi sintomi, alcuni dei quali causati proprio dalla rimozione della colecisti. SPC è causata da alterazioni nel flusso biliare dovuto alla perdita della funzione di “serbatoio” della colecisti.

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Conseguenze della sindrome post-colecistectomia

Il primo problema che può insorgere è il continuo flusso di bile dalle vie biliari del fegato nel tratto digerente alto, che può contribuire alla esofagite alcalina da reflusso o alla gastrite cronica alcalina, per azione irritante dei Sali biliari. Il paziente ha un discomfort gastrointestinale e si sveglia con la classica “bocca amara.
La seconda conseguenza è legata al tratto basso dell intestino, dove la presenza di un flusso continuo di sali biliari, ha una funzione catartica, causando una sindrome diarroica specie nel paziente affetto da sindrome del colon irritabile

Cura della sindrome post-colecistectomia

La cura di succitata sindrome deve essere affidata a mani di specialisti esperti; sono indicati dei farmaci per la motilità gastrointestinale, quali il domperidone e la metoclopramide (il vecchio plasil ed il peridon o il motilex), oppure degli antispastici per controllare la diarrea e/o il questran bustine per chelare i sali biliari.

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