I 4 cereali integrali senza glutine che devi conoscere

MEDICINA ONLINE CEREALI GLUTINE INTOLLERANZA CELIACO CEREALE INTEGRALE DIETA CIBO MANGIARE DIMAGRIRE STIPSI INTESTINO AMARANTO GRANO SARACENO MIGLIO QUINOA.jpgAl giorno d’oggi sempre più persone attratte dalle pubblicità sentono il bisogno di ricorrere agli alimenti integrali. Ma quali sono i loro reali benefici e i corretti valori nutrizionali? Il più grande pregio dell’alimento integrale consiste nel fatto che si tratta di un prodotto che contiene micronutrienti come le vitamine del gruppo B, essenziali per rimanere in salute. Hanno inoltre un elevato apporto di minerali come il magnesio, il fosforo ed il potassio. Al giorno d’oggi nei supermercati troviamo molto più facilmente i cereali integrali che alcuna gente considera “strani”, come il Miglio, la Quinoa, l’Amaranto e il Grano Saraceno. Questi cereali danno un elevato apporto di fibre ed inoltre, cosa ancor più importante, sono privi di glutine. Moltissimi studi scientifici confermano che un consumo di cereali integrali riduce le malattie cardiovascolari, abbassa il colesterolo cattivo e aiuta molto nel controllo del peso. Ci tengo però a precisare che sostituendo la pasta con i cereali integrali non si va ad aumentare anche la grammatura che si assume, perché di fatto i cereali apportano approssimativamente la stessa quantità di calorie, però sono cibi da preferire in quanto contengono molta più fibra, molte più proteine ed elementi naturali utili per il buon funzionamento del nostro organismo. Andiamo ora a scoprire le proprietà dei singoli cereali.

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Grano Saraceno

Questo cereale dalla forma triangolare potrebbe trarre in inganno in un primo momento, infatti,viene chiamato grano ma in realtà è un seme. Consumato fin dall’antichità (4000 anni fa), il Grano Saraceno è molto conosciuto tra i celiaci ma ancora poco noto a chi non è intollerante al glutine; esso si differenzia dagli altri cereali per l’alto contenuto di flavonoidi che agiscono come antiossidanti mantenendo sano il cuore e svolgendo compiti fondamentali nell’azione antinfiammatoria. Tra i minerali contenuti in questo cereale spicca il magnesio il quale aiuta a migliorare il flusso sanguigno e ad abbassare la pressione arteriosa. A livello vitaminico nel grano saraceno troviamo un elevato apporto di vitamine B2 (riboflavina), B3 (niacina) e B5 (acido pantotenico). Il grano saraceno a differenza di altri cereali non è ancora reperibile nella maggior parte dei supermercati, ma lo si può trovare in tutti gli alimentari di prodotti biologici. Prima della cottura è consigliato sciacquare bene il grano e successivamente cucinarlo in acqua bollente per 15/20 minuti. Lo si può servire come primo piatto al posto del riso o può essere parte di hamburger vegetali e muesli.

Amaranto

L’Amaranto, come il grano saraceno, è uno pseudo-cereale, fa parte della famiglia delle piante amarantacee ed era di importanza primaria per gli Aztechi e gli Incas. Si tratta in assoluto del cereale meno diffuso in quanto la sua coltivazione è molto complessa, e questo fa si che il costo sia elevato. Il profilo nutrizionale dell’amaranto vede un elevato apporto di proteine (il 16% circa), e una percentuale di calcio superiore a quella del latte nonché una buona quantità di magnesio, ferro e fosforo. Inoltre, rispetto agli altri cereali, che ne sono carenti, nell’amaranto troviamo una gran quantità di un amminoacido essenziale: lisina. L’amaranto durante la cottura forma una sostanza gelatinosa che può non essere gradita da tutti, per questo consiglio di abbinarlo ad altri cereali.

Miglio

Il miglio è un cereale formato da piccoli granelli dorati, facilmente reperibile in tutti i supermercati ed è anche economico. In passato veniva considerato mangime per uccelli ma oggi è considerato una scelta salutare per il suo elevato apporto di fluoro e silicio. Nella dieta dello sportivo questo cereale non dovrebbe mai mancare in quanto è considerato diuretico ed energizzante, utile per contrastare spossatezza, stress e anemia. Il miglio contiene carboidrati per il 72%, una buona quantità di proteine pari al 11% ed è povero di grassi (3,5%). Nel miglio è presente l’acido glutammico, il quale è ottimo e prezioso per il recupero muscolare. In cucina possiamo utilizzare il miglio sia nella preparazione di piatti veloci in quanto la sua cottura avviene in poco più di 10 minuti oppure come addensante, al posto delle uova, per polpette e crocchette.

Quinoa

Ultima, ma non per importanza nei cereali senza glutine, è la Quinoa. La quinoa è una pianta erbacea appartenente alla stessa famiglia di barbabietole e spinaci. Contiene tutti e 9 gli amminoacidi essenziali ed è un importantissima fonte di vitamine in particolare le vitamine del gruppo B, la vitamina C e la vitamina E. E’ ricca di fibre che donano a questo alimento un elevato potere saziante, è ricca di antiossidanti che contrastano i radicali liberi e rallentano l’invecchiamento del corpo. Anche questa pianta come il miglio è facilmente reperibile nei supermercati ma, al contrario di questo ultimo, ha subito un considerevole aumento del prezzo dovuto all’alta domanda di mercato e la poca disponibilità. La quinoa si presta bene nella preparazione di pietanze  dolci, come pancakes e biscotti ma può anche essere un valido supporto ad insalate estive e piatti salati.

Conclusione

I cereali integrali e pseudo-cereali fanno e faranno parte sempre di più della nostra dieta quotidiana in quanto, con essi, è possibile preparare qualsiasi tipo di pietanza apportando un elevato apporto di minerali e vitamine favorendo il benessere del nostro organismo. E’ per questo  che consiglio di introdurre nella dieta l’utilizzo di questi alimenti a discapito di un minor utilizzo di farine tipo “00” e cibi che hanno subito un processo di raffinazione.

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Sindrome di Bloom: cause, sintomi, diagnosi e terapia

SINDROME DI BLOOM CAUSE SINTOMI DIAGNOSI TERAPIA GENETICA FOTO IMMAGINI DNA MALATTIA.jpgLa sindrome di Bloom è una malattia autosomica recesssiva caratterizzata da eritema teleangiectasico del volto, fotosensibilita, nanismo ed altre anomalie.

Segni e sintomi

Le tipiche lesioni cutanee sono teleangiectasiche eritematose, appaiono in infanzia al volto, con tipico aspetto a farfalla, ma occasionalmente si riscontrano anche ai dorsi delle mani e dei piedi. Queste aree sono sensibili al sole, e peggiorano dopo l’esposizione. L’ altra caratteristica fondamentale della malattia e la bassa statura, soprattutto prenatale all’esordio, ma che persiste anche in infanzia e in eta adulta. La maggior parte degli individui rimane al di sotto dei 148 cm.
I maschi sono sterili con azospermia, mentre le femmine possono essere fertili.
Altre caratteristiche sono: macchie caffelatte, microcefalia, dolicocefalia, faccia stretta, naso e/o orecchie prominenti, la tipica tonalita alta della voce, l’ipertrigliceridemia. L’intelligenza e normale. Le infezioni sono frequenti, a causa dell’immunodeficienza, e possono essere minacciose per la vita.

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Storia naturale

La sindrome di Bloom e un disordine genetico che predispone al cancro. Infatti, quasi la meta dei pazienti sviluppano almeno una neoplasia (10% dei quali hanno piu di una neoplasia primitiva, il che e proprio tipico di questa sindrome); l’eta media di insorgenza del primo tumore e di 25 anni (range 2-49 anni).  Dopo i trent’anni si manifestano leucemie acute (ALL e ANLL) nel 15% dei casi e linfomi pure nel 15% dei casi. Carcinomi (una grande varieta di tipi) si sviluppano nel 30% dei casi, perlopiu dopo i 20 anni.
A parte le malattie neoplastiche, le complicanze maggiori dal punto di vista medico sono la malattia polmonare cronica e il diabete mellito (nel 10% dei pazienti).
L’incidenza della sindrome e di circa 2/100.000 nati tra gli Ebrei Ashkenazi e tra i Giapponesi (effetto del fondatore: le persone affette derivano da un antenato comune); per il resto e molto rara.

Eziologia

La sindrome di Bloom e trasmessa con modalita autosomica recessiva. Il gene e stato mappato: location 15q26.

Diagnosi

Fa diagnosi il riscontro (patognomonico) di un alto numero di scambi spontanei di cromatidi fratelli (90 per cellula, piu di 10 volte maggiore che nel normale); in alcuni pazienti, il riscontro di una sottopopolazione con basso numero di scambi suggerisce una ricombinazione tra alleli materni e paterni (con mutazioni differenti), che da origine ad un gene selvaggio funzionante. Gli eterozigoti, invece, non si possono investigare con studi citogenetici.

Terapia

Non esistono cure definitive. L’ormone della crescita è controindicato nelle sindromi in cui vi e un aumentato rischio di rotture cromosomiche, come appunto la sindrome di Bloom. Controlli frequenti assicurano la diagnosi precoce dei tumori associati alla sindrome di Bloom. Gli individui affetti da questa patologia devono evitare i raggi X, gli agenti chemioterapici ed altre esposizioni ambientali che possono provocare danni ai loro cromosomi particolarmente fragili.

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Il diabetico può mangiare la polenta?

MEDICINA ONLINE POLENTA CIBO MANGIARE GLICEMIA DIABETE MELLITO DIABETICO PRANZO RICETTA CARBOIDRATI.jpgLa polenta non è vietata in modo assoluta ai diabetici, tuttavia è un alimento ad alto contenuto di carboidrati, quindi – come avviene con tanti altri cibi – il paziente diabetico deve stare attento alle quantità di assunzione e a non consumare nello stesso pasto altri cibi a contenuto di carboidrati.

Importante: in caso di dubbio, il paziente diabetico può – sotto controllo medico – monitorare la propria risposta glicemica all’assunzione di certi alimenti, annotando i valori su un taccuino e raffrontando le relative glicemie.

I migliori prodotti per diabetici
Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche, estremamente utili per aiutare il diabetico ed il pre-diabetico a mantenere i giusti livelli di glicemia, perdere peso e migliorare la propria salute. Noi NON sponsorizziamo né siamo legati ad alcuna azienda produttrice: per ogni tipologia di prodotto, il nostro Staff seleziona solo il prodotto migliore, a prescindere dalla marca. Ogni prodotto viene inoltre periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

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Il cervello degli uomini è diverso da quello delle donne?

medicina-online-dott-emilio-alessio-loiacono-medico-chirurgo-roma-difetti-femminili-uomini-odiano-riabilitazione-nutrizionista-medicina-estetica-cavitazione-radiofrequenza-ecografia-pulsata-macchie-cIn base ad uno studio dell’università israeliana di Tel Aviv si afferma che tra il cervello di un uomo e quello di una donna non c’è differenza di elevata importanza. Pertanto il cervello umano non conosce distinzione di sesso.

La prima fase dello studio è stata sottoporre a risonanza magnetica un numero selezionato di persone. Di seguito sono stati messi a confronto i risultati distinguendo quelli maschili dai femminili. In questo modo gli analisti hanno notato che il cervello non presenta diversità in base al genere, femminile o maschile che sia. Nonostante ciò però è stato scoperto che ogni cervello evidenzia delle caratteristiche che lo rendono unico rispetto ad un altro.

Attraverso tale studio si è potuto constatare che l’intelletto umano evidenzia delle particolarità, le quali possono essere presenti in entrambi i sessi. Ma al tempo stesso ci sono delle caratteristiche più frequenti nei maschi che nelle femmine e viceversa. Ulteriore esito è che all’interno del cervello di un uomo è plausibile che ci siano aree in cui si sviluppano neuroni di tipo femminile oltre alle zone di neuroni di tipo maschile.

Ripetendo le analisi più volte è emerso che, se pur con una percentuale molto bassa degli individui esaminati, alcuni cervelli possano essere totalmente maschili oppure totalmente femminili. A conclusione dello studio comunque il cervello maschile non è distinguibile da quello femminile.

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Come fare il gelato al caffè in casa ricetta semplice

MEDICINA ONLINE CUCINA RICETTA GELATO AL CAFFE FATTO IN CASA CUCINARE DOLCE FACILE VELOCE.jpgIngredienti per 8 persone

  • 150 grammi zucchero
  • 500 millilitri panna per dolci
  • 40 grammi caffè solubile tipo Nescafé
  • 100 millilitri latte
  • 4 uova fresche
  • 50 grammi chicchi di caffè

Preparazione (necessarie circa 4 ore e mezza)

  1. Le prime operazioni da fare per preparare il nostro cremoso gelato al caffè, riguardano le uova. Separate innanzitutto gli albumi dai tuorli riponendoli in contenitori diversi. Con l’ausilio delle fruste, montate i tuorli con lo zucchero.
  2. Portata a termine questa prima operazione, sciogliete il caffè solubile con mezzo bicchiere di latte (circa 100 millilitri) e aggiungetelo ai tuorli montati. Mescolate in modo che il caffè venga completamente assorbito dal composto.
  3. Fatto questo, procedete con il montare la panna. Quando apparirà soffice, aggiungete anche questa ai tuorli già “corretti” al caffè.
  4. Infine montate gli albumi a neve e aggiungeteli al preparato. Ancora con l’ausilio delle fruste, mescolate il tutto accuratamente. Quando l’amalgama vi sembrerà compatta, versate il tutto in un contenitore apposito che riporrete nel congelatore, dove dovrà restare per almeno 4 ore.
  5. Trascorso il tempo necessario affinché il gelato si rapprenda, servitelo in coppette da gelato. Come decorazione utilizzate qualche chicco di caffè che, oltre a dare maggiore intensità al gusto, sono anche molto coreografici.

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La mappa del cervello quando sei nel mondo dei sogni

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo DORMIRE POCO CONSUMA CERVELLO CORRERE RICOSTRUISCE Dieta Chirurgia Estetica Roma Cavitazione Pressoterapia Grasso Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Peso Sessuologia Pene Laser Filler Rughe BotulinoItalia, Stati Uniti d’America e Svizzera stanno effettuando una ricerca scientifica sul mondo dei sogni. I primi risultati di questa collaborazione sono stati pubblicati su Nature Neuroscience. I ricercatori hanno osservato le onde cerebrali emesse durante il sonno per capire quale zone fossero interessate al fenomeno. In questa maniera riuscivano a capire entro quando un soggetto fosse in procinto di sognare. La ricerca ha coinvolto 46 persone. Queste dovevano semplicemente dormire indossando un EEG, ossia un casco per l’elettroencefalogramma. Sono stati posti 256 elettrodi sullo scalpo dei partecipanti. In questo modo sono state calcolate le grandezze delle onde e il loro numero. Ogni volta che il monitor segnava un’attività interessante gli scienziati svegliavano le cavie. In totale ciò è successo almeno mille volte. Al risveglio chiedevano alle persone di sapere se stessero sognando e cosa.

I risultati

Il sogno coincideva con l’abbassarsi della quantità di onde a bassa frequenza nella zona calda posteriore corticale. Nel 91% dei casi gli studiosi riuscivano ad indovinare che il soggetto sottoposto ad esperimento stesse sognando, semplicemente osservando la quantità di queste frequenze. La scoperta è stata sensazionale. Ricordiamo veramente poco dei nostri sogni. Questi infatti si sviluppano per il 91% della zona REM e per il 71% della non – REM. I sogni svaniscono al nostro risveglio. Non riusciamo a ricordarli a causa del fatto che la zona interessata alla loro produzione e quella relativa alla memoria siano differenti. Ha commentato in questa maniera, i risultati dell’esperimento, Francesca Siclari, fautrice della ricerca.

La corteccia prefrontale

I soggetti che riuscivano a ricordare i sogni con più facilità avevano una corteccia prefrontale più attiva. Inoltre, l’attività cerebrale della veglia è la medesima del sonno. Nel senso che se si attraversa un labirinto o si sogna di farlo per il nostro cervello è precisamente la stessa cosa. Il sognare è, per certi versi, un’attività reale e non immaginata. O almeno questo è vero per il nostro cervello. In questa maniera si conclude la ricerca, come ha spiegato Francesca Siclari dell’Università del Wisconsin Madison. Questa scoperta apre dunque degli incredibili spiragli nel mondo accademico. Vedremo cosa accadrà negli ambienti delle neuroscienze da questo punto in poi.

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Mal di pancia e di stomaco: da cosa può dipendere e quali sono le cure

MEDICINA ONLINE NAUSEA MAL DI PANCIA REFLUSSO GE ESOFAGO STOMACO DUODENO INTESTINO TENUE DIGIUNO ILEO APPARATO DIGERENTE CIBO TUMORE CANCRO POLIPO ULCERA DIVERTICOLO CRASSO FECI VOMITO SANGUE OCCULTO MILZA VARICI CIRROSI FEGATOIl mal di pancia è un disturbo “democratico”, poiché colpisce tutti una volta almeno una volta nella vita, senza distinzioni di età, sesso, estrazione sociale. Purtroppo il mal di pancia può venire facilmente e per tutta una serie di fattori, per colpa o per sfortuna della persona colpita. Per mal di pancia si intende un dolore allo stomaco che può essere localizzato nella parte alta o più in basso rispetto all’ombelico, in modo continuo o intermittente. Se nella parte alta il problema coinvolge il fegato o il pancreas, mentre sotto dipende da disturbi intestinali o dal ciclo mestruale. Ma non bisogna allarmarsi, nel senso che il mal di pancia non è sempre indice di una patologia, ma anche solo di un momento di stress, di un colpo di freddo o di una congestione.

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Cause del mal di pancia

Quali sono le possibili cause di mal di pancia? Eccone alcune:

  • Mal di pancia occasionale. Nella maggior parte dei casi è di tipo alimentare e si presenta con un dolore diffuso (sensazione di pienezza/pesantezza). Può dipendere dal tipo o dalla quantità del cibo ingerito e in genere avviene in seguito a un pasto pesante, soprattutto se consumato di sera. O magari quando si mangia parecchio e si va subito a dormire: il classico sonnellino pomeridiano è spesso deleterio per la salute del nostro stomaco. In questi casi i sintomi possono comprendere anche nausea e/o vomito.
  • Mal di pancia con fitte (sopra l’ombelico). Quando si avvertono delle fitte con dolore forte poco dopo aver mangiato, il mal di pancia nasconde nel migliore dei casi una gastrite, e nei peggiori una colica o un’ulcera duodenale. Questo tipo di mal di pancia non è occasionale, si presenta con frequenza ed è abbastanza doloroso da inibire lo svolgimento delle normali attività quotidiane.
  • Mal di pancia con fitte (sotto l’ombelico). Per molte donne le fitte nella parte bassa dell’addome si presentano ogni mese con le mestruazioni, ma possono dipendere anche da virus batterici. In entrambi i casi il mal di pancia è passeggero anche se molto doloroso.
  • Mal pancia ‘con gonfiore’. Ci sono persone che hanno sempre la pancia gonfia, a causa dell’assunzione di cibi sbagliati o dell’intolleranza a qualche alimento. In entrambi i casi è fondamentale scoprire cos’è che provoca gonfiore o intolleranza, in modo da eliminarlo dal regime alimentare sostituendolo con cibo più adatto alla persona.

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Controllarsi a tavola…

Il mal di pancia si combatte prima di tutto a tavola. Non si tratta di dieta, ma di scelta dei cibi che non ci diano fastidio; se poi il mal di pancia proprio arriva si può ricorrere ai rimedi naturali per sistemare la situazione. In generale, se si cena con supplì, pizza e birra, può darsi che la mattina dopo ci si alzi con un po’ di mal di pancia: in questo caso si rimane leggeri a colazione e magari si beve una bella camomilla per riportare la calma. Poi va detto che le persone non sono tutte uguali e ognuna ha una risposta individuale agli alimenti, come nel caso del latte e dei lieviti. C’è chi ne mangia a volontà senza problemi e chi invece impiega due giorni per digerire una pizza margherita. In generale si può dire che chi ha lo stomaco delicato ed è spesso soggetto a mal di pancia, soprattutto dopo pasti abbondanti, può aiutarsi inserendo la verdura ad ogni pasto (anche prima di iniziare se possibile) ed evitando di esagerare. Gli eccessi possono essere nocivi e a lungo andare si rischia di deviare dal semplice mal di pancia a disturbi più seri, come la gastrite e altre patologie.

Inoltre è importante bere molto, in particolare lontano dai pasti; due litri d’acqua al giorno, da integrare eventualmente con una tisana, sono l’ideale per evitare gonfiori e ristagni nei tessuti, pancia compresa.

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Rimedi naturali per il mal di pancia

Camomilla, finocchio, salvia e alloro. I classici rimedi naturali della nonna, per preparare una tisana calda che aiuti il corpo e lo spirito. Ognuno a suo modo è utile quando il mal di pancia si è già presentato e la digestione ha bisogno di un aiutino, e possono essere usati sia da soli che mescolati in vario modo tra loro. La camomilla fa eccezione, perché il suo sapore dolciastro non lega con quello più amaro degli altri tre e inoltre è l’unica ad essere efficace anche in via preventiva: chi è spesso soggetto al mal di pancia, soprattutto dopo mangiato, dopo un pasto abbondante può prendere l’abitudine di sorbire una tazza di camomilla che agisce come calmante e rilassante.
L’accoppiato salvia e alloro è poi utile quando alla sensazione di un peso sullo stomaco si unisce la nausea, e la tisana va a favorire il processo digestivo (l’alloro aiuta anche a liberarsi).

Il ‘canarino’. E’ il nome d’arte dell’infuso di limone, che si prepara tenendo le scorze in infusione nell’acqua bollente. L’infuso che ne deriva ha un forte carattere astringente e disinfettante, ma attenzione a prepararlo nel modo giusto: dalle scorze va eliminata tutta la pellicina bianca, altrimenti la tisana assume un gusto molto amaro. Si può bere anche due volte al giorno se il mal di pancia non passa, e volendo si può completare con qualche foglia di alloro. L’unica controindicazione del canarino è l’acidità di stomaco, perché essendo un agrume aspro potrebbe peggiorare la situazione.

Anice. I semi dell’anice, come quelli di finocchio, agiscono direttamente contro il gonfiore addominale. Ideali da masticare durante la giornata, si prestano anche per infuso. La tisana all’anice è anche utile contro i crampi, in veste di calmante che attenua il dolore in breve tempo.

Zenzero. Lo zenzero è particolarmente adatto per i mal di pancia da ciclo mestruale e per il gonfiore addominale. Inoltre contrasta la nausea, tanto da essere consigliato come antidoto contro le nausee gravidiche. Se il sapore è gradito, la radice di zenzero è masticabile, oppure si ricorre alla ‘solita’ tisana da completare anche con qualche goccia di limone. L’utilizzo dello zenzero è però sconsigliato a chi assume dei farmaci anticoagulanti, perché ha la proprietà naturale di fluidificare il sangue.

Melissa. La melissa è la migliore alternativa alla camomilla, con cui condivide la capacità di rilassare i nervi e, nel caso specifico, di calmare gli spasmi. Perfetta quando il mal di pancia è accompagnato dai crampi, agisce come calmante su tutto il sistema nervoso, riportando la calma a ogni livello. L’infuso di melissa va assunto la sera, subito dopo la cena, e in presenza di dolori molto forti si può mischiare alla camomilla.

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Rimedi fai da te

Una mela dopo mangiato toglie il mal di pancia di torno. Si potrebbe modificare così il classico detto popolare, perché la mela elimina l’acidità ed evita così il mal di pancia e i dolori di stomaco. Ha inoltre la capacità di assorbire i succhi gastrici, agevolando così la ripresa del percorso digestivo. Per combattere il mal di pancia la mela va bene sia cruda che cotta, anche se in quest’ultimo caso è indicata soprattutto contro la nausea.

La borsa dell’acqua calda. Altro rimedio classico di comprovata efficacia. Distesi sul letto, applicare la borsa dell’acqua calda sulla pancia e rimanere lì tranquilli, lasciando che il calore compia la sua magia. Volendo si può aggiungere all’acqua qualche goccia di olio essenziale, alla camomilla o alla lavanda, per beneficiare della loro azione e dell’aroma distensivo. Se proprio il mal di pancia non passa neanche così, sempre rimanendo distesi praticare un massaggio sulla zona addominale, con movimenti lenti e circolari, senza esercitare pressione ma solo per distendere la muscolatura. Anche per il massaggio, due o tre gocce di olio essenziale di camomilla (diluite in olio di mandorle dolci o di riso) favoriscono il recupero.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Perché agli uomini piace così tanto il seno delle donne? Seconda parte

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO SENO MAMMELLE DONNA TORACE CAPEZZOLI AREOLA PALPAZIONE REGGISENO FERRETTO GANCI COSTUME MARE INTEGRALE SESSO RAPPORTO VAGINA PERCHE UOMINI PIACE TETTE DONNEPrima di iniziare la lettura, leggi la prima parte dell’articolo seguendo questo link: Perché agli uomini piace così tanto il seno delle donne?

Il seno come segnale dell’età fertile e di ormoni ottimali

Il seno inizia a crescere nella donna proprio nel momento della pubertà, cioè il momento in cui il suo apparato riproduttivo è “operativo” e possibilitato a dare una prole. Avere un seno abbondante è un modo per mostrare inequivocabilmente al maschio che i caratteri sessuali secondari si sono sviluppati, i livelli ormonali sono ottimali e quindi si è in grado di generare dei figli: essere in età fertile rappresenta fin dalla preistoria una forte attrazione per l’uomo, senza che neanche ne sia conscio.

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Il seno grande è una ottima “spia” dell’età della donna

Un seno prosperoso tende a “cadere” con l’avanzare dell’età a causa dell’aumento della sua componente adiposa a discapito della sua componente ghiandolare. Invece un seno poco pronunciato ha più possibilità di rimanere indifferente alla forza di gravità anche in una donna più in là con gli anni. Quindi per il maschio è più facile distinguere una ragazza giovane da una signora nel caso in cui entrambe sfoggino un seno prosperoso, mentre risulta più difficile al maschio distinguere l’età della donna se questa ha un seno piccolo. Questo sembra essere il motivo per cui la selezione naturale ha programmato l’uomo per fargli piaccere i seni grandi, giovani e non cadenti: indicano al maschioo la femmina più fertile e potenzialmente più sana ed in grado di allattare e partorire figli sani.

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Il ruolo dell’ossitocina

C’è anche una spiegazione neurologica, un po’ più “noiosa” per i non addetti ai lavori ma più affascinante per i medici. Ha a che fare con i meccanismi del cervello che promuovono, fin dagli istanti immediatamente successivi alla nascita, il forte legame tra neonato e madre. Quando una donna partorisce, il bimbo entra subito in forte contatto con il seno di sua madre, basti pensare che il primo abbraccio lo riceve di solito stando appoggiato proprio sul seno della neo mamma. Questa stimolazione invia segnali lungo i nervi e nel cervello. In quest’ultimo, i segnali innescano il rilascio di un trasmettitore neurochimico chiamato ossitocina dall’ipotalamo del cervello. Il rilascio di ossitocina nei muscoli lisci nel seno di una donna consente poi di espellere il latte, rendendolo disponibile per il suo bambino.
Ma il rilascio di ossitocina ha anche altri effetti. Quando viene rilasciato per sollecitazione del bambino, l’attenzione della madre si concentra sul suo bambino. Il bambino diventa la cosa più importante del mondo. L’ossitocina, agendo di concerto con la dopamina, aiuta dunque a forgiare il legame madre-bambino. Questo legame non è solo il più bello di tutti i legami sociali, ma può anche essere il più duraturo, non spezzandosi per tutta la vita, innescando nel bambino un rinforzo positivo legato alle mammelle. Un’altra stranezza umana è che siamo tra gli animali più rari ad avere rapporti sessuali faccia a faccia, guardandosi l’uno negli occhi dell’altro. Si ritiene che questa stranezza della sessualità umana si è evoluta per sfruttare l’antico legame cerebrale madre-bambino come un modo per aiutare la formazione di legami tra gli amanti. Quando un uomo tocca la propria partner, la massaggia o le stuzzica il seno si suscitano in lei tutta una serie di eventi cerebrali di impronta infermieristica e che ricordano l’amore per il suo bambino.
L’ossitocina concentra l’attenzione del cervello al viso del partner, al suo odore e alla voce. La combinazione di rilascio di ossitocina dalla stimolazione del seno, e l’aumento di dopamina data dall’emozione dei preliminari e dal sesso faccia a faccia, contribuiscono a creare una associazione tra il volto e gli occhi dell’amante e le sensazioni piacevoli, la costruzione di un legame nel cervello delle donne. Quindi la passione maschile per il seno delle donne, lungi dall’essere inquietante, è un disco evolutivo inconscio che spinge ad attivare circuiti di legame potenti che aiutano a creare un legame di amore e nutrizione.

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