Distacco di corpo vitreo: precauzioni, cosa fare, integratori utili e tempi di guarigione

MEDICINA ONLINE OCCHIO EYE EYES ANATOMY RETINA FOVEA CORPO VITREO CORNEA VISTA VISION SCLERA COROIDE MACULA CRISTALLINO LIMBUS NEO MELANOMA NEVO MIOPIA DALTONISMO PRESBIOPIA STRABISMO OCL’umor vitreo è una sostanza gelatinosa dentro la camera vitrea del nostro occhio, che può staccarsi parzialmente o completamente dalla retina alla quale aderisce, il risultato è uno spostamento verso la parte centrale del bulbo oculare. Il distacco del vitreo è comune nelle persone sopra i 65 anni e può far parte del normale processo di invecchiamento dell’essere umano.

COSA È IL VITREO?

Il vitreo è contenuto nella camera vitrea, il corpo vitreo o umor vitreo è una sostanza gelatinosa che fa da supporto al cristallino nella parte anteriore del nostro bulbo oculare, e nella parte posteriore è il supporto della retina. Il vitreo costituisce circa l’80% del volume oculare. Esso è composto principalmente da:

  • acqua (99%),
  • acido ialuronico,
  • fibre di collagene.

Queste fibre hanno il compito di far aderire bene il corpo vitreo e la retina, sono infatti delle fibre di giunzione, nel copro vitreo non passa alcun vaso sanguigno.

CAUSE DEL DISTACCO DEL VITREO

Come prima citato la prima causa del distacco del Vitreo è da addebitare all’invecchiamento, la perdita in età avanzata dell’importante acido ialuronico tende a rendere più acquoso l’umor vitreo e quindi a perdere la sua consistenza gelatinosa che porta il Vitreo a ritirarsi al centro dell’occhio staccandosi dalla retina. In questo caso gli specialisti non considerano il distacco del vitreo una malattia ma un evento di invecchiamento naturale, non esistono prove di una maggiore predisposizione di alcuni soggetti rispetto ad altri. Gli altri fattori che causano questo distacco invece sono dovuti a difetti congeniti alla vista, processi infiammatori, interventi chirurgici o traumi, i più comuni sono:

  • Miopia molto forte
  • Uveite
  • Trattamento laser intraoculare
  • Microchirurgia intraoculare
  • Traumi oculari di vario tipo.

SINTOMI

Nella maggior parte dei casi il distacco del vitreo è asintomatico e quindi non determina disturbi visivi apprezzabili, è infatti difficile rendersi conto di questo stato. Quando invece il distacco è sintomatico si hanno i seguenti fastidi alla vista:

  • visione sfocata: il soggetto non riesce a mettere a fuoco gli oggetti in qualunque condizione di luce;
  • fotopsia: visione di cerchi, lampi o linee di luce improvvisa;
  • visione dei “corpi mobili” detti anche miodesopsie: dai pazienti vengono descritti come corpi mobili di varia forma, come puntini o fili di ragnatela, alcuni invece li percepiscono come delle piccole mosche. Queste anomalie della vista hanno una grandissima variabilità, alcuni le vedono piccolissime, altri grandi e di numero variabile, da poche a moltissime. Lo stesso paziente può vedere aumentare o diminuire di numero questi corpi mobili senza una ragione apparente.

Le sintomatologie descritte possono essere anche tutte presenti in un solo soggetto, non esistono regole. Il distacco del vitreo può essere a tutti e due gli occhi e quindi bilaterale, o ad un solo occhio e quindi essere monolaterale, la condizione bilaterale è tipica dell’invecchiamento.

Cosa fare se si sospetta di avere la patologia?

Se una persona vede dei lampi di luce sul campo visivo bisogna recarsi con urgenza (lo stesso giorno) in pronto soccorso. Il medico deve valutare con cura la retina centrale e periferica ed escludere eventuali lesioni retiniche o rotture che possono evolvere nel distacco della retina. In questi casi, l’oculista può consigliare un intervento urgente per evitare che il distacco peggiori.
Se il paziente rimanda l’operazione, ci sono più difficoltà di recupero.
Il 10% dei pazienti che presentano il distacco del vitreo hanno la rottura della retina (la metà di questi hanno più lesioni).

COMPLICAZIONI

Il distacco del vitreo in una percentuale del 10% dei casi può portare a lesioni della retina. Può in alcuni casi determinare una lesione come il “foro maculare”, questa condizione porta alla formazione di una apertura sulla macula che interrompe la continuità retinica. Questa rottura della retina può portarne il distacco, questo avviene secondo degli studi nel 40% dei casi.

DIAGNOSI

Il distacco del vitreo viene diagnosticato tramite l’esame del fondo oculare da parte dell’Oftalmologo. Viene utilizzata un particolare strumento detto “lampada a fessura” che permette di visionare accuratamente retina ed umor vitreo, è infatti una sorta di microscopio che emana una forte luce del tutto innocua. Prima del controllo viene applicato nell’occhio un collirio a base di atropina che provoca la dilatazione involontaria della pupilla per un ottimale esame dell’occhio, i suoi effetti si hanno in circa 30 minuti e possono persistere fino ad oltre sei ore, non è consigliabile guidare in questo frangente di tempo.

TERAPIA DEL DISTACCO DI VITREO

Nella maggior parte dei casi la migliore terapia è attendere la spontanea scomparsa dei sintomi, che di solito avviene entro i sei mesi dal distacco del vitreo. Si raccomanda una dieta bilanciata, ricca di vitamine, sali minerali ed acqua. I pazienti possono giovarsi anche di alcuni integratori alimentari, come questi:

Il distacco del corpo vitreo posteriore è pericoloso?

La maggior parte delle persone che sviluppano un distacco del vitreo posteriore non è in pericolo di ulteriori complicazioni all’occhio.
Il solo sintomo residuo può essere la persistenza di alcune mosche volanti nel campo visivo. Il 7-15% di coloro che hanno un distacco vitreo posteriore con corpi mobili, fulmini, lampi di luce (detti anche fosfeni) o calo della vista, può avere anche la rottura della retina. La rottura della retina può portare ad un distacco della retina.
Purtroppo, i sintomi di un distacco del vitreo senza una rottura retinica sono gli stessi di quelli con una lesione. La presenza di una lesione è riconosciuta solo da un oculista durante una visita con dilatazione della pupilla. I corpi volanti possono essere fastidiosi, ma sono innocui. Di solito persistono ma sono meno evidenti con il tempo perché affondano all’interno dell’occhio a causa della gravità e quindi si spostano dalla retina. I flash di solito regrediscono tra 4 e 12 settimane, ma in alcuni pazienti questo periodo può essere più lungo.

Precauzioni in caso di distacco del corpo vitreo

La maggior parte delle persone con un distacco del vitreo non deve stare a riposo. Non ci sono prove che se il paziente interrompe alcune attività impedisce al distacco del vitreo di causare una rottura della retina. Non esiste una prova che le seguenti attività possano causare problemi con il distacco del vitreo:

  • sollevamento di carichi molto pesanti o attività fisica intensa;
  • praticare sport di contatto come il rugby, arti marziali o boxe;
  • sport estremi, come il bungee jumping;
  • posizioni difficili assunte durante le attività come lo yoga o il pilates.

È possibile che alcune di queste attività rendono più evidenti i corpi mobili. Questo fenomeno è dovuto al movimento durante le attività fisiche, ma non ad un alterazione anatomica all’interno dell’occhio, quindi si consiglia di attendere che i corpi mobili e i flash tornino come prima. È possibile continuare con le attività quotidiane come:

  • camminare;
  • fare esercizi di ginnastica dolce;
  • nuotare in maniera non agonistica;
  • leggere;
  • guardare la TV;
  • utilizzare smartphone, tablet e computer.

Attualmente non ci sono prove scientifiche del fatto che volare con un aereo possa danneggiare il corpo vitreo o peggiorare la situazione.

Quali sono i tempi di guarigione? Prognosi del paziente con distacco del corpo vitreo

La maggior parte dei pazienti recupera completamente e risolve i sintomi. Il distacco non si ripara, ma i sintomi associati tendono a diminuire progressivamente e generalmente non ci sono complicazioni. La maggior parte dei pazienti si abitua gradualmente alle miodesopsie e le notano solo se guardano uno sfondo molto luminoso e tentano di concentrarsi. Per risolvere il disturbo serve un tempo estremamente variabile in base alle condizioni del paziente, generalmente servono alcuni mesi od anche più tempo.
I lampi o fotopsie si risolvono gradualmente quando il vitreo si scioglie completamente e smette di tirare sulla retina. Raramente i lampi sono così fastidiosi da considerare l’intervento chirurgico (vitrectomia).

Per approfondire:

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Differenza tra funghi, muffe e lieviti

MEDICINA ONLINE LABORATORIO BLOOD TEST EXAM ESAME DEL SANGUE FECI URINE GLICEMIA ANALISI GLOBULI ROSSI BIANCHI PIATRINE VALORI ERITROCITI ANEMIA TUMORE CANCRO LEUCEMIA FERRO FALCIFORME MFunghi, muffe e lieviti sono tipi di microrganismo. Insieme a virus e batteri rappresentano un gruppo di esseri viventi dalle dimensioni estremamente ridotte (nell’ordine del milionesimo di metro) unicellulari o pluricellulari, cioè formati da una sola cellula o da più cellule.

  • Funghi e muffe: più grandi e complessi dei batteri, si sviluppano su materiali organici formando colonie dall’aspetto simile ad un fiocco di cotone o ad una sostanza viscida dai colori molto variabili. Questi microrganismi si riproducono per mezzo di spore che possono propagarsi nell’ambiente trasportate dall’aria o da animali.
  • Lieviti: una via di mezzo tra funghi e batteri; a differenza delle muffe, che sono pluricellulari (per questo, non rappresentano propriamente dei microrganismi), i lieviti sono organismi unicellulari.

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Acne tardiva (senile): cause, sintomi e cure dell’acne negli adulti

MEDICINA ONLINE ACNE SENILE TARDIVA ADULTO ANZIANO DONNA UOMO VISO FURUNCOLO COMEDONE PUNTO NERO BRUFOLO CAUSE FARMACI CREMA POMATA RIMEDI PELLE CUTE ROSSORE DOLORE PUS.jpgL’acne tardiva è un problema cutaneo di natura ormonale che colpisce le donne, in prevalenza, e che consiste nella comparsa di foruncoli e comedoni arrossati in diverse aree del viso, ma anche del décolleté e della schiena, che si irritano e infiammano proprio come la tipica acne adolescenziale. Non c’è nulla di più fastidioso che ritrovarsi a soffrire improvvisamente di acne a 40 anni, magari senza aver mai avuto un solo brufolo in precedenza. Nonostante non si tratti di un problema diffuso (e tutto sommato anche considerato “normale”) come l’omologa giovanile, l’acne tardiva colpisce donne in età comprese tra i 30-35 e i 40-45 anni, e le cause possono essere svariate, anche se in linea generale c’entra sempre l’azione degli ormoni androgeni, come il testosterone, che provocano una stimolazione eccessiva delle ghiandole sebacee. Vediamo, intanto, come si manifesta l’acne tardiva.

Sintomi
Foruncoli arrossati, pustole e microcisti sono le sgradevoli e antiestetiche manifestazioni dell’acne tardiva, che compaiono soprattutto su mento e guance ma anche sul tronco o sulla schiena. Una forma di acne tardiva particolare è detta “a collare”, per via della disposizione dei brufoli e delle pustole. Esse compaiono intorno alle orecchie, sulla mandibola, sul mento e sulla gola, soprattutto in concomitanza con la fase premestruale. Esattamente come per l’acne dei teenagers, anche in questo caso l’ansia peggiora in modo notevole il sintomo, e non a caso si parla di acne tardiva da stress. Tuttavia, questo problema cutaneo non è solo di natura psicosomatica.

Cause
Spesso l’acne tardiva è dovuta ad una ipersensibilità delle ghiandole sebacee all’azione degli ormoni androgeni (che ne regolano la funzionalità), nel 50% dei casi è di origine ereditaria, e le cause sono sconosciute. Poiché, però, parliamo di un problema dermatologico, lo stress negativo, il nervosismo, uno stile di vita poco salutare e un sonno di cattiva qualità possono incidere in modo determinante nell’aggravarsi del fenomeno. Anche un ovaio policistico può naturalmente esserne la causa, ma più facilmente un’acne tardiva riguarderà donne che per anni abbiano seguito cure di tipo ormonale, come l’assunzione di pillole anticoncezionali ad alto dosaggio, poi interrotte. Quale terapia è la migliore per l’acne tardiva? Vediamo come curarla.

Cure farmacologiche
Per eliminare o attenuare l’acne tardiva non servono cure a base di dosaggi ormonali, neppure nel caso di un ovaio policistico. Una volta che il dermatologo, dopo una visita accurata, abbia stabilito che l’antiestetico fiorire di pustole e brufoletti sul viso sia proprio un’acne tardiva, potrà prescrivere prodotti adeguati, soprattutto ad uso topico. Pomate e gel farmacologici a base di retinoidi e microbici (per combattere l’infiammazione batterica) sono utili nei casi più lievi, mentre antibiotici da assumersi per via orale sono consigliati nei casi più seri. In particolare, quando la formazione di microcisti infiammate appare alquanto difficile da trattare, il dermatologo può prescrivere isotretinoina, un farmaco sintetizzato dalla vitamina A, da assumersi sotto stretto controllo e per brevi periodi, e mai in gravidanza.

Rimedi naturali
Per curare l’acne tardiva l’omeopatia è una alternativa ai farmaci tradizionali da prendere in considerazione, soprattutto perché del tutto priva di effetti collaterali. Per le pustole da acne sono indicati Calcarea Sulphurica 7 CH, 5 granuli due volte al dì, mentre per combattere le microcisti è più adatto il Selenium 9CH 5 granuli due volte al dì. Anche i gel a base di aloe vera sono un toccasana per la pelle impura e infiammata. Per quanto riguarda la fitoterapia, ecco un ottimo impacco consigliatissimo per alleviare l’acne tardiva.

Impacco di borragine:

  • 80 g di foglie di borragine (la trovate in erboristeria):
  • 1 litro di acqua.

Bollite per 12 minuti le foglie di borragine nell’acqua, lasciate intiepidire e filtrate accuratamente.

Usate il decotto come tonico disinfettante per applicazioni esterne, imbevendo delle garze da applicare sulle zone colpite. L’azione antisettica della borragine aiuterà a depurare la cute e soprattutto a spegnere l’infiammazione della pustole.

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Distacco di retina: sintomi, cure, intervento, guarigione, esiti

MEDICINA ONLINE OCCHIO ANATOMIA FOVEA RETINA NERVO OTTICO SCLERA COROIDE PUPILLA UMOR ACQUEO VITREO CRISTALLINO CORNEA CILIARE CATARATTA ATROFIA GLAUCOMA DISTACCO TRAUMA CECITA PUNTO CIECO PAPILLA IRIDE ESAME.jpgIn condizioni normali la retina è aderente alla superficie interna dell’occhio. Se presenta una rottura o un foro può distaccarsi e accartocciarsi, in Continua a leggere

Gravidanza in estate: come ci si difende dal caldo e dall’afa?

MEDICINA ONLINE GRAVIDANZA ATTESA MATERNITA ESTATE SOLE CALDO MARE PISCINA ABBRONZATURA PELLE MAMMA FIGLIO INCINTA FETO BIMBO BAMBINO SOLE AMNIOTICO MALE DOLORE UMIDITA FASTIDIO GINECOLOGIAIl caldo è uno dei nemici principali della gravidanza ed è bene che la futura mamma cerchi sin da subito tutti i mezzi per contrastarlo per evitare svenimenti, fastidiosi problemi alle gambe e alle dita (gonfiore, ritenzione idrica, vene varicose, problemi circolatori…). Ecco alcuni pratici consigli per affrontare il caldo e l’umidità in estate, se sei in dolce attesa:

  • Bere molta acqua nell’arco della giornata, sorseggiandola a piccoli sorsi e, possibilmente, a temperatura ambiente evitando alcolici e bibite gassate e/o ghiacciate.
  • Indossare abiti comodi di colore chiaro ed in tessuti naturali (cotone, lino…) per evitare di sudare eccessivamente disperdendo troppi liquidi.
  • Usare cappelli di colore chiaro.
  • Bagnarsi frequentemente polsi e caviglie con acqua fresca.
  • Seguire una dieta equilibrata a base di frutta, verdura e alimenti privi di grassi.
  • Evitate zone eccessivamente climatizzate ed evitate di transitare spesso da zone climatizzate a zone non climatizzate.
  • Evitare di uscire nelle ore più calde della giornata.
  • Evitare sforzi eccessivi, specie nelle ore più calde della giornata.
  • Per chi è al mare, concedersi lunghi bagni in acqua e passeggiate sul bagnasciuga per abbassare la temperatura corporea, senza ovviamente sforzarsi troppo ed evitando la spiaggia nelle ore più calde della giornata.

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Salbutamolo Sandoz 100mcg aerosol, foglietto illustrativo

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACIA AEROSOL ASMA PHARMACIST PHOTO PIC IMAGE PHOTO PICTURE HI COMPRESSE INIEZIONE SUPPOSTA PER OS INTRAMUSCOLO PRESSIONE DIABETE CURA TERAPIA FARMACOLOGICA EFFETTI COLLATERALI CONTROINDICAZIONIDenominazione

SALBUTAMOLO SANDOZ

Categoria Farmacoterapeutica

Agonisti selettivi dei recettori beta2-adrenergici.

Principi Attivi

Salbutamolo solfato 120 mcg (equivalenti a 100 mcg di salbutamolo).

Eccipienti

Norflurano (HFA 134a), etanolo anidro, acido oleico.

Indicazioni

Trattamento sintomatico della broncocostrizione reversibile dovuta adasma bronchiale e alla broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), compresa bronchite cronica ed enfisema. Profilassi dell’asma indotta daesercizio fisico e da allergene. E’ particolarmente efficace per il sollievo dai sintomi asmatici, posto che non ritardi l’adozione e il mantenimento regolare di una terapia a base di inalazione di corticosteroidi.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita’ a salbutamolo o a uno qualsiasi degli eccipienti.

Posologia

Somministrare esclusivamente per via inalatoria. Il dosaggio deve essere stabilito su base individuale.

Adulti e bambini a partire dai 12anni di eta’. Sollievo dagli attacchi: 1-2 inalazioni, a seconda della necessita’. Dosaggio massimo: 8 inalazioni al giorno. Per prevenire i sintomi asmatici da esercizio fisico e da allergene, praticare 2 inalazioni 10-15 minuti prima dell’insorgenza prevista.

>>Bambini sotto i 12 anni di eta’. Sollievo dagli attacchi: un’inalazione, a seconda della necessita’. Dosaggio massimo: circa 8 dosi al giorno. Per prevenire i sintomi asmatici da esercizio fisico e da allergene, praticare un’inalazione o due se necessario, 10-15 minuti prima dell’insorgenza prevista.

>Manipolazione. L’adozione di un’errata tecnica di utilizzo degli inalatori pressurizzati e’ piuttosto comune; per questa ragione e’importante che al paziente venga insegnata la tecnica inalatoria corretta. Nel caso di bambini e di pazienti che hanno difficolta’ a sincronizzare l’attivazione dell’aerosol e la fase di inspirazione, il prodotto puo’ essere usato con un dispositivo distanziatore Vortex^(R) o AeroChamber^(R) Plus. Per le istruzioni sull’uso dei dispositivi distanziatori Vortex^(R) o AeroChamber^(R) Plus.

>>Istruzioni per l’uso. Rimuovere il cappuccio protettivo e controllare sia l’interno sia l’esterno del dispositivo, per accertarsi che il boccaglio sia pulito. Agitare energicamente l’inalatore per un paio di secondi prima dell’uso. L’inalatore deve essere impugnato in posizione verticale, con il fondo della bomboletta rivolto verso l’alto e il pollice appoggiato alla base del dispositivo, sotto il boccaglio. Espirare il piu’ possibile, senza pero’ soffiare nel boccaglio. Collocare il boccaglio tra i denti, chiudendovi le labbra intorno ma evitando di morderlo. Un istante dopo aver iniziato l’inspirazione attraverso la bocca, premere con l’indice sulfondo della bomboletta per rilasciare lo spray, continuando a inspirare in modo profondo e regolare. Trattenere il respiro, allontanare l’inalatore dalla bocca e togliere il dito dal fondo della bomboletta. Trattenere il respiro per qualche secondo, e comunque il piu’ a lungo possibile. Se e’ necessario effettuare una seconda inalazione, mantenere il dispositivo in posizione verticale per circa mezzo minuto prima di ripetere le operazioni da 2 a 6. Dopo l’uso l’inalatore deve essere sempre richiuso per proteggerlo da polvere e peluria. Rimettere il cappuccio protettivo sul boccaglio, premendolo fino a udire lo scatto. >>Pulizia. Togliere la bomboletta metallica dal contenitore in plastica e rimuovere il cappuccio protettivo dal boccaglio. Sciacquare il contenitore in plastica e il cappuccio del boccaglio in acqua tiepida. Se si nota qualche residuo di medicinale intorno al boccaglio, non cercare di rimuoverlo con un oggetto appuntito, come uno spillo. Si puo’ aggiungere un detergente delicato all’acqua, risciacquando poi accuratamente il boccaglio sotto acqua corrente prima di lasciarlo asciugare. La bomboletta in metallo non deve essere immersa in acqua. Lasciare asciugare il contenitore in plastica e il cappuccio del boccaglio in un luogo caldo, evitando pero’ un eccesso di calore. Inserire nuovamente la bomboletta nell’inalatore e rimettere il cappuccio sul boccaglio. Non deve essere utilizzato se non si avverte la presenza di liquido quandosi agita l’inalatore. Se e’ stato conservato a temperature inferiori a0 gradi C, riscaldare l’inalatore tenendolo tra le mani per due minuti, poi agitarlo e spruzzare due volte in aria prima dell’uso.

Conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 30 gradi C. Salbutamolo deveessere conservato in posizione orizzontale o capovolta, con il boccaglio rivolto verso il basso. La bomboletta contiene liquido pressurizzato: non esporre a temperatura superiore a 50 gradi C, neppure per un breve periodo. Proteggere dal calore, dalla luce solare diretta e dal gelo! Non perforare il contenitore, neppure quando e’ vuoto.

Avvertenze

Di norma il trattamento dell’asma segue un programma di titolazione graduale: la risposta del paziente alla terapia deve essere monitorata clinicamente e mediante test della funzionalita’ polmonare. Un aumentodell’uso di beta2-agonisti indica il deterioramento della condizione asmatica e la necessita’ di una rivalutazione del trattamento. Nei pazienti affetti da asma persistente i medicinali broncodilatatori non devono rappresentare l’unica o la principale forma di trattamento. Usarecon cautela e solo se assolutamente indicato: gravi disturbi cardiaci,in particolare un infarto miocardico recente; disturbi coronarici, cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva e tachiaritmia; ipertensione gravee non trattata; aneurisma; diabete in forma difficile da controllare;feocromocitoma; ipertiroidismo non controllato; ipokaliemia non trattata. I dati post-marketing e la letteratura pubblicata descrivono raricasi di ischemia miocardica associata all’uso di salbutamolo. I pazienti affetti da gravi disturbi cardiaci latenti (es. malattia cardiacaischemica, tachiaritmia o grave insufficienza cardiaca) che ricevono salbutamolo per un disturbo respiratorio devono essere avvertiti affinche’ si rivolgano al medico se avvertono dolore toracico o altri sintomi che indicano il peggioramento di un disturbo cardiaco. Il trattamento concomitante con derivati della xantina, steroidi o diuretici e l’ipossia possono provocare un potenziamento dell’ipokaliemia. In questi casi i pazienti a rischio devono essere monitorati per quanto riguardai livelli di potassio nel sangue, specialmente in corso di trattamentodi asma grave e acuta con dosaggi elevati. All’inizio del trattamentonei diabetici si raccomanda di effettuare controlli supplementari deilivelli di glucosio nel sangue, poiche’ i beta2-agonisti aumentano ilrischio di iperglicemia. I bloccanti non selettivi dei beta-recettoripossono inibire completamente gli effetti di salbutamolo. Nei pazienti affetti da asma la somministrazione di bloccanti dei beta-recettorie’ associata al rischio di broncopatia ostruttiva grave; in genere salbutamolo e i bloccanti dei recettori beta-adrenergici non devono pertanto essere prescritti insieme. La perdita improvvisa e progressiva delcontrollo sull’asma e’ potenzialmente fatale. Se si nota una riduzione dell’efficacia e’ necessario avvertire il paziente perche’ questi richieda assistenza medica, allo scopo di evitare che l’assunzione ripetuta di inalazioni ritardi l’inizio di eventuali altre terapie importanti. E’ altresi’ necessario considerare l’adozione di un trattamento con dosi sostenute di corticosteroidi. Potrebbe manifestarsi broncospasmo paradosso, con un aumento della dispnea subito dopo l’inalazione. Inquesto caso il trattamento va interrotto immediatamente e sostituitocon una terapia alternativa.

Interazioni

Il trattamento concomitante con derivati della xantina, steroidi o diuretici puo’ provocare un potenziamento dell’ipokaliemia. Salbutamolo ebeta-bloccanti non selettivi non devono in genere essere prescritti insieme. Nei pazienti affetti da asma la somministrazione di beta-bloccanti e’ associata al rischio di broncopatia ostruttiva grave. Qualorasi somministrino anestetici alogenati (es. alotano, metossiflurano o enflurano) a pazienti trattati con salbutamolo e’ lecito aspettarsi unaumento del rischio di disritmia e ipotensione in forma grave. Se e’ prevista un’anestesia con anestetici alogenati, e’ necessario prestareparticolare cautela affinche’ salbutamolo non venga utilizzato come minimo nelle 6 ore immediatamente precedenti l’anestesia. Gli inibitoridelle monoammino-ossidasi e gli antidepressivi triciclici potrebbero aumentare il rischio di effetti indesiderati di tipo cardiovascolare. L’ipokaliemia indotta da salbutamolo potrebbe determinare un aumento della sensibilita’ alle aritmie indotte da digossina.

Effetti Indesiderati

Disturbi del sistema immunitario. Molto raro (<1/10.000): reazioni diipersensibilita’, compresi angioedema, orticaria, broncospasmo, ipotensione, collasso. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Raro (>=1/10.000 <1/1000): ipokaliemia. Patologie del sistema nervoso. Comune (>=1/100 <1/10): tremore, cefalea. Molto raro: iperattivita’, disturbi del sonno, ipereccitabilita’, allucinazioni. Patologie cardiache. Comune: tachicardia. Non comune: palpitazioni. Molto raro: aritmia cardiaca (es. fibrillazione atriale, tachicardia sopraventricolare ed extrasistoli), ischemia miocardica. Patologie vascolari. Raro: vasodilatazione periferica. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche.Molto raro: broncospasmo paradosso. Patologie gastrointestinali. Noncomune (>=1/1000 <1/100): irritazione della bocca e della gola. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Comune: crampi muscolari. Specialmente all’inizio del trattamento possono verificarsi effetti indesiderati tipici dei beta 2-agonisti, quali tremoredei muscoli scheletrici e palpitazioni: questi effetti sono spesso dose-dipendenti. Potrebbe manifestarsi broncospasmo paradosso, con un aumento della dispnea subito dopo l’inalazione. Questa condizione deve essere immediatamente trattata con un preparato alternativo o con un diverso agente broncodilatatore ad azione rapida: e’ necessario interrompere subito la terapia, accertare le condizioni del paziente e, se necessario, instaurare una terapia alternativa.

Gravidanza E Allattamento

Gli studi sugli animali hanno dimostrato tossicita’ riproduttiva. La sicurezza dell’uso di salbutamolo nelle donne in gravidanza non e’ stata stabilita, pertanto salbutamolo non deve essere utilizzato durante la gravidanza a meno che non sia assolutamente necessario. Poiche’ salbutamolo probabilmente passa nel latte materno, il suo utilizzo nelle madri che allattano al seno richiede un’attenta valutazione. Non e’ noto se salbutamolo abbia effetti nocivi sul neonato: il suo uso deve pertanto essere limitato alle situazioni nelle quali il beneficio previsto per la madre e’ chiaramente superiore al potenziale rischio per il neonato.

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Le caratteristiche di una persona che NON fa per te

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Flebologo Ecografia Vascolare Articolare Medicina Estetica Mappatura Nei Posturale Dietologo Roma  Radiofrequenza Rughe Cavitazione Cellulite Pressoterapia DIECI MOTIVI LITIGARE IN VACANZA COPPIASiete sicuri che la vostra compagna o il vostro compagno attuale sia davvero la persona giusta? Probabilmente qualche dubbio, in cuor vostro, lo covate anche perché, probabilmente, chi vi circonda e vi vuole bene non fa altro che sottolineare che lei/lui non fa per voi. Ma come capire se ci si è imbarcati in una storia priva di futuro e se la persona che siamo sicuri di amare è veramente quella che desideriamo avere accanto? Ci sono dei comportamenti o dei segnali che occorre tenere d’occhio per vivere con tranquillità il proprio rapporto oppure se mettervi fine senza troppi rimpianti. Vediamo quali:

  • Vi sminuisce e vi contraddice: prendere in giro la propria metà può essere divertente e serve a mantenere una certa ironia e leggerezza, ma arrivare a deridere o a sminuire pesantemente l’altro, soprattutto davanti ad altri, è inaccettabile. Evidentemente non vi rispetta e non vi stima. Siete certi di voler sopportare?
  • Fruga tra le vostre cose: mettere il naso nelle cose altrui, che sia la borsa o la casella di posta elettronica, non è un gesto rassicurante. Non si fida e senza fiducia è improbabile che una relazione possa proseguire.
  • Somiglia molto all’ex: se in passato avete già avuto a che fare con persone poco trasparenti e, magari, siete già stati traditi, avrete di certo imparato la lezione. Ebbene se la/il vostro partner è molto simile a chi avete già mollato, allora potrebbe essere destinato a fare la stessa fine.
  • Gli amici non si fidano: essere presi da una persona, spesso, rende poco obiettivi. Se i vostri migliori amici vi fanno notare certi comportamenti e certe pessime abitudini del vostro partner, probabilmente hanno ragione.
  • Non vuole conoscere la vostra famiglia: per alcuni, soprattutto uomini, conoscere i genitori della propria donna equivale ad impegnarsi a vita. Ovviamente è un discorso sbagliato ma ci sono persone troppo vili per cambiare approccio.
  • Fa troppi regali: chi si sente in colpa, solitamente, riempie di regali e sorprese l’altra persona. Forse sotto si nasconde qualcosa di poco chiaro che sarebbe molto meglio affrontare e portare alla luce, ma potrebbe non piacervi granché.

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Pandoro: ricetta con lievito madre, facile e gustosa

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Ingredienti per il primo impasto

Zucchero 70 g
Tuorli 100 g
Lievito madre 80 g
Farina Manitoba 160 g
Acqua 45 g
Burro (a temperatura ambiente) 80 g
Lievito di birra secco 3 g

PER IL SECONDO IMPASTO

Farina Manitoba 80 g

PER L’EMULSIONE

Zucchero 15 g
Tuorli 20 g
Miele 15 g
Sale fino 1 pizzico
Burro 70 g

PER COSPARGERE

Zucchero a velo q.b.

Come preparare il Pandoro con lievito madre

Pandoro con lievito madre

Per preparare il pandoro con lievito madre nella ciotola di una planetaria munita di gancio versate l’acqua (1), il lievito madre tagliato a pezzetti, lo zucchero (2) e il lievito (3).

Pandoro con lievito madre

Separate 4 tuorli del peso di 80 g dagli albumi (con questi ultimi potete preparare delle meringhe o delle lingue di gatto), aggiungete al composto poco alla volta i tuorli (4) e azionate la planetaria. Dopo 2-3 minuti versate la farina (5) e continuate fino a quando l’impasto non si sarà incordato al gancio (6).

Pandoro con lievito madre

A questo punto aggiungete il restante tuorlo del peso di 20 g (7) e proseguite col gancio fino a quando si sarà incordato nuovamente. Aggiungete poco alla volta il burro a temperatura ambiente tagliato a cubetti, aspettando che venga ben assorbito prima di aggiungere la parte successiva (8). Una volta che l’impasto si sarà incordato (9), spegnete la planetaria e

Pandoro con lievito madre

con l’aiuto di un tarocco trasferitelo in un contenitore capiente (10); coprite con un canovaccio asciutto e mettete a lievitare per 12-13 ore in un luogo alla temperatura di 25-29° (11). Trascorso il tempo necessario, l’impasto avrà triplicato il suo volume (12);

Pandoro con lievito madre

ponete l’impasto che avete ottenuto nella planetaria e versate poco alla volta la seconda dose di farina di 80 g (13), aspettando che si incorpori al composto prima di versare la dose successiva. Nel frattempo, preparate l’emulsione: fate fondere il burro (in microonde o a bagnomaria) poi in una ciotola a parte versate un tuorlo e lo zucchero (14), mescolando bene con una spatola (15).

Pandoro con lievito madre

Aggiungete il sale (16), il miele (17) e il burro fuso (18), amalgamando bene tutti gli ingredienti.

Pandoro con lievito madre

Quando la farina si sarà ben incorporata (19), aggiungete all’impasto l’emulsione a base di uova che avete preparato (20), continuando fino a quando il composto si incorderà al gancio (21).

Pandoro con lievito madre

Lavorate l’impasto leggermente in modo da piegarlo all’interno e chiudere la base, conferendo una forma tondeggiante (22); imburrate uno stampo da pandoro del diametro di 25 cm e del peso di 750 g (23) e adagiatevi l’impasto lasciando la superficie più tonda e liscia rivolta verso l’alto (24).

Pandoro con lievito madre

Coprite nuovamente con un canovaccio asciutto e lasciate lievitare per almeno 12 ore sempre in un luogo a temperatura ambiente (25): trascorso questo tempo, l’impasto dovrà raggiungere quasi il bordo dello stampo (26); fate cuocere in forno statico preriscaldato a 180° per circa 55 minuti (a 160° per 45 minuti se in forno ventilato). Quando il pandoro sarà ben dorato, sfornatelo (27) e

Pandoro con lievito madre

capovolgetelo su un piatto da portata (28), facendolo raffreddare completamente prima di estrarlo dallo stampo (29). Infine potete servire il vostro pandoro con lievito madre, terminando con una spolverizzata di zucchero a velo a piacere (30).

Conservazione

Si consiglia di conservare il pandoro con lievito madre per al massimo 3-4 giorni sotto una campana di vetro. E’ possibile congelare l’impasto direttamente nello stampo prima dell’ultima lievitazione, e poi scongelarlo a temperatura ambiente.

Consiglio

Se vedete che il pandoro verso metà cottura risulterà troppo colorato, copritelo con un foglio di alluminio e portate a fine cottura.

Fonte originale: Giallo Zafferano

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