Al di là di anoressia nervosa e bulimia nervosa esistono vari disturbi del comportamento alimentare poco conosciuti. Oggi vi parlo di alcuni di essi.
Ortoressia
L’ortoressia è un’attenzione morbosa al cibo, che deve essere selezionato accuratamente prima di essere mangiato. L’ortoressico tipicamente elimina in modo ossessivo-compulsivo alcune tipologie alimentari considerati non salutari e sceglie esclusivamente cibi organici o comunque qualitativamente “puri” e salutari, pesando ogni porzione e seguendo diete con precisione maniacale. Se costretto suo malgrado a mangiare cibo che lui considera non sano, l’ortoressico si rifiuta con forza o, se proprio costretto, ha una forte sensazione di ansia quando ingurgita il cibo poco sano. Mentre chi è affetto da anoressia nervosa mangia il meno possibile per puntare alla magrezza, l’ortoressico al contrario mangia una adeguata quantità di calorie ma le assume da cibi “ultra-sani” per evitare ossessivamente qualsiasi possibilità di ammalarsi a causa degli alimenti.
Drunkorexia
La drunkorexia porta chi ne è affetto a limitare l’apporto calorico dei cibi così da poter bere il più possibile senza ingrassare. In pratica il drunkoressico segue una dieta preventiva, per lasciarsi andare a bevute quasi illimitate. In questo modo, però, il fegato ne soffre e contemporaneamente vengono a mancare vitamine e sali minerali forniti dal cibo “vero”. Per approfondire: Rinunci al cibo per poter bere più alcolici? forse soffri di drunkoressia
Pregorexia
La pregorexia è un disturbo che interessa le donne incinte che non vogliono guadagnare il peso, compreso tra 11 e 15 chili, raccomandato dai medici durante la gravidanza. La donna incinta pregorexica segue tipicamente diete rigidissime per ingrassare il meno possibile. Questo, però, potrebbe portare a gravissime complicanze sia per la madre (depressione, anemia, malnutrizione per difetto…) e per il feto (malformazioni, ritardo di crescita, parto pretermine…).
Binge eating
Il binge eating (anche chiamato “disturbo da alimentazione incontrollata”) corrisponde al mangiare compulsivo, atto che serve per allontanare da sé stress, pensieri negativi e problemi irrisolti. Un problema psicologico diviene quindi il motore di varie abbuffate, che servono per placare l’ansia. Il binge eating è simile alla bulimia nervosa, ma in quest’ultima – dopo l’abbuffata – si praticano condotte di compensazione per eliminare il cibo (ad esempio vomito autoindotto) o per dimagrire (eccessivo esercizio fisico). Nel binge eating non vengono praticate condotte di compensazione. Per approfondire: Abbuffarsi senza alcun controllo: è il disturbo da alimentazione incontrollata
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Lo Staff di Medicina OnLine
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Invecchiare per poi morire è una strada obbligata, ma rallentarla o tentare una ‘retromarcia’ si può. Scienziati americani dell’università della California di San Francisco hanno dimostrato per la prima volta che, convertendosi a stili di vita più sani, è possibile ‘invertire’ i meccanismi alla base dell’invecchiamento cellulare. In un piccolo studio pilota pubblicato su ‘Lancet Oncology‘, Dean Ornish e colleghi sono riusciti ad aumentare di una media del 10% in 5 anni la lunghezza dei telomeri, i cappucci protettivi dei cromosomi che funzionano come una sorta di ‘clessidre della vita’: ogni volta che la cellula si divide per riprodursi queste sequenze genetiche si accorciano di un pezzetto, e quando si sono consumati del tutto significa che la cellula è arrivata al capolinea e ha esaurito il suo ciclo vitale. Ma secondo il team Usa la ricetta per interferire con questo destino esiste. Eccola: dieta verde, sport, yoga e meditazione anti-stress.
La dieta mediterranea riduce di oltre il 10% il rischio di ammalarsi di diabete. E se chi la segue limita anche il consumo di carboidrati, la riduzione del rischio può arrivare al 20%. Lo dimostra uno studio degli epidemiologi dell’Irccs Mario Negri di Milano, guidati dal dott. Carlo La Vecchia. La ricerca è pubblicata su ‘Diabetologia’, rivista scientifica dell’Easd, l’European Association for The Study of Diabetes.
Come abbiamo visto precedentemente,
La lecitina di soia è una miscela di fosfolipidi derivante dalla lavorazione della soia ed è molto usata nell’industria dell’alimentazione per “legare” ingredienti contenuti in molti cibi come la margarina, il burro d’arachidi ed il gelato. La lecitina viene ricavata anche dal tuorlo d’uovo. Nel nostro corpo la lecitina fa parte della struttura delle membrane cellulari, di cui rappresenta il principale costituente. Viene anche usata a livello epatico per la sintesi di un enzima chiamato Lecitina Colesterolo Acil Transferasi capace di esterificare il colesterolo e di “ripulire” i nostri vasi sanguigni dal colesterolo “cattivo”.
Sono da sempre un assiduo lettore della sezione “Salute” di
C’è crisi. I soldi sono pochi e per alcuni fare la spesa è diventata una operazione molto complessa visto che per risparmiare qualche soldo si passa da un supermercato all’altro alla ricerca di sconti ed offerte. Però ricordiamoci sempre che la nostra salute è il risultato (anche) di ciò che mangiamo, e ciò che mangiamo è il risultato (anche) di quello che compriamo quando facciamo la spesa. Quindi sempre attenzione a quello che mettete nel carrello perché qualche giorno dopo starà nel vostro stomaco e successivamente si potrebbe accumulare su pancia, glutei e fianchi sotto forma di grasso. Ecco quindi qualche consiglio su cosa comprare per eliminare tale grasso ancora prima che si accumuli!
Dimagrire dopo le vacanze estive è facile se sai come farlo, direbbe Allen Carr. Già, ma come smaltire i chili accumulati in estate, tra grigliate all’aperto e gelati di mezzanotte, quando siamo già stressati dal rientro al lavoro? La gestione dello stress eccessivo è fondamentale ma spesso trascurata nelle diete dimagranti.