Dieci o quindici anni fa sarebbe sembrata un’utopia: «sbirciare» nel proprio genoma per decidere come cambiare la dieta per dimagrire, sapere qual è il tipo di attività fisica più adatta a noi, fare semplici scelte di vita quotidiana che migliorino la salute. Complice il crollo del prezzo per l’analisi del genoma (con un migliaio di dollari oggi si può sequenziare l’intero patrimonio genetico di un individuo), su internet basta sborsare due o trecento euro per avere la «dieta genetica» che sarebbe più adatta per perdere peso, capire quale dovrebbe essere lo sport in cui potremmo eccellere, o sapere se dovremmo preoccuparci del colesterolo alto o se è il diabete il nostro tallone d’Achille. Con il dilagare di sovrappeso e obesità sono soprattutto i test genetici che promettono di svelare l’alimentazione «bruciagrasso» ideale per ciascuno di noi ad andare per la maggiore: costo non proibitivo, procedura banale (basta raccogliere un po’ di saliva con un tampone, inviare il campione via posta e dopo un paio di settimane il referto con la dieta genetica arriva a casa), il tutto corredato da un’aura di scientificità a prima vista inoppugnabile.
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Lo staff di Medicina OnLine
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Gwyneth Paltrow, Victoria Beckham, Miley Cyrus. Ma anche Rachel Weisz, Russell Crowe e Elisabetta Canalis. Sono in aumento le star attratte dalla dieta senza glutine, il regime alimentare per celiaci che rischia di diventare una moda per chi celiaco non è. Una dieta che, a sentire i vip di cui sopra, farebbe dimagrire ed essere più tonici. La Paltrow – autrice di due libri di ricette – ha escluso totalmente dalla propria alimentazione il glutine e predilige alimenti a basso apporto di carboidrati (video). Grazie alla dieta senza glutine (oltre che alla personal trainer delle star Tracy Anderson, che propone un programma aerobico che mixa danza a movimenti per tonificare i muscoli, una routine di esercizi al tappeto e – appunto – uno stretto regime dietetico), la Paltrow avrebbe perso senza alcuno sforzo i 16 chili presi durante la gravidanza del secondo figlio.

Il periodo post parto, si sa è molto delicato per la neo mamma che si trova ad affrontare nuove fatiche e ha quindi bisogno di più energia da dedicare al neonato, soprattutto se allatta. Nello stesso tempo ci si ritrova con un corpo che non è più quello di prima, ma non si ha molto tempo per occuparsi di se stesse attraverso la dieta giusta e l’attività fisica. Come fare allora per tornare in forma e allo stesso tempo mantenere livelli ottimali di energia? Non saranno certo valanghe di carboidrati raffinati e zucchero bianco che vi aiuteranno, anzi, questi andrebbero evitati, ma consumando carboidrati integrali e proteine in misura maggiore rispetto ai carboidrati. Le proteine infatti saziano molto di più rispetto ai carboidrati e, le uova in particolare, riescono ad assicurare livelli di energia ottimali grazie al ferro che contengono ed alla vitamina B12.
Mangiare regolarmente pesce azzurro dimezza il rischio di sviluppare l’artride reumatoide: lo suggerisce un recente studio condotto dai ricercatori dell’Institute of Environmental Medicine, Karolinska Institutet e pubblicato sulla rivista Annals of the Rheumatic Diseases. Mangiare una sola porzione di pesce azzurro a settimana può rivelarsi fondamentale a livello di prevenzione di questo tipo di malattia. Il pesce azzurro (alici, sardine, aringhe, sgombri tanto per citarne qualche qualità) è considerato un tipo di pesce poco prelibato, ma in realtà è ricchissimo per le sue qualità nutrizionali: è molto digeribile, ricco di calcio e soprattutto è ricco di grassi insaturi e soprattutto dei famosi omega 3. Insomma un vero toccasana per la salute e sarebbero proprio gli omega 3 a svolgere un importante ruolo antinfiammatorio protettivo nei confronti della malattia.
Chi è a dieta spesso e volentieri cerca di evitare lo zucchero e sceglie prodotti light ricchi di dolcificanti naturali e a basso contenuto calorico. Il più diffuso? Senza dubbio l’aspartame, che vanta un alto potere edulcorante (addirittura 200 volte superiore rispetto allo zucchero), ma che però nel corso degli anni è stato al centro di dibattito sui suoi presunti effetti cancerogeni. Adesso un nuovo studio revisionale tutto italiano riabilita l’aspartame: si tratta di un dolcificante sicuro che non ha alcun tipo di effetto cancerogeno.
La dieta per chi soffre di pressione alta (ipertensione) dovrà essere studiata appositamente per cercare di combattere questo disturbo. L’ipertensione arteriosa infatti può essere migliorata con una dieta sana, ipocalorica e assolutamente iposodica. Non sottovalutate mai la pressione alta, che può avere una predisposizione genetico-familiare ma che nella maggior parte dei casi viene aggravata da uno stile di vita inappropriato. Da evitare il sovrappeso e l’obesità, la sedentarietà e una dieta sbilanciata, ricca di sodio e con poco potassio, magnesio e acidi grassi omega3.