Perversioni sessuali (parafilie): dagli insetti sulle parti intime fino ai pannolini sporchi e le mestruazioni

DOTT. EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO PSICHIATRIA MEDICINA DELLE DIPENDENZE DIRETTORE MEDICINA ONLINE SESSO SESSUALI SEX ADDICTION FROTTEURISMO FROTTEURISM AUTOBUS METRO TOCCARE STRUSCIARE PENE PALPARE SEDERELe perversioni sessuali, anche dette parafilie, sono disturbi del desiderio sessuale rappresentati da ricorrenti impulsi, fantasie o comportamenti che sono considerati sessualmente eccitanti da alcuni soggetti, al contrario della maggior parte delle persone che tende a considerarle amorali o che prova disgusto e repulsione verso di esse.

Le perversioni si possono distinguere in

  • perversioni dell’atto: perversione dell’atto si tratta della sostituzione del coito con altre pratiche sessuali, ad esempio nel masochismo l’eccitazione del coito è sostituita dall’eccitazione data dalla sottomissione all’altro;
  • perversioni dell’oggetto: si assiste ad uno spostamento dell’oggetto del desiderio sessuale, che non è più il partner, ma un oggetto, un bambino o un anziano.

Le perversioni possono inoltre riguardare:

  • la fantasia: il soggetto si eccita solo nel pensare alla perversione, a ciò può far seguito o meno la messa in atto della perversione stessa;
  • il comportamento: il soggetto mette in pratica o tenta di mettere in pratica la perversione nella vita reale.

Pur non essendoci virtualmente alcun limite alle perversioni sessuali – se non quello della infinita fantasia umana – la maggior parte di esse tendono a riguardare:

  • l’attribuzione di un significato sessuale ad oggetti inanimati e ad un loro particolare uso;
  • il ricevere e/o infliggere sofferenza fisica o psicologica a se stesso o all’altro;
  • l’attuare pratiche sessuali in posti che la maggior parte delle persone troverebbero con poca privacy;
  • il compiere atti sessuali con bambini, disabili, anziani o persone non consenzienti.

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Il comportamento messo in atto nella perversione è esclusivo, cioè è l’unico che è in grado di provocare eccitazione, il concetto di esclusività è quindi fondamentale nella comprensione delle perversioni (parafilie), in quanto molti dei comportamenti (ma non tutti) che le caratterizzano possono far parte di “normali” relazioni sessuali, insieme ad un’ampia gamma di altre pratiche sessuali, mentre la persona che soffre di una parafilia può eccitarsi sessualmente quasi solo ed esclusivamente mettendo in atto il comportamento che caratterizza la sua perversione. Ecco un elenco di alcune perversioni sessuali, alcune molto diffuse, altre meno:

  • Masochismo: l’eccitazione, sia nelle fantasie che nel comportamento reale del soggetto, deriva dall’essere umiliato, picchiato o fatto soffrire in qualche modo dal partner.
  • Sadismo sessuale: l’eccitazione deriva dall’infliggere sofferenza psicologica o fisica al partner.
  • Esibizionismo: l’eccitamento sessuale deriva dall’esibire i propri genitali ad un estraneo quando non se lo aspetta e che di conseguenza non è consenziente.
  • Cuckoldismo o troilismo: il piacere sessuale è derivato dal vedere il proprio partner in attività sessuale con un’altra persona o dal sapere che il partner ha una relazione con una terza persona.
  • Cronofilia: l’eccitazione deriva dall’avere rapporti sessuali con un partner con un’età molto differente dalla propria.
  • Feticismo: l’eccitamento sessuale deriva dall’assegnare ad oggetti inanimati, frequentemente scarpe femminili o biancheria intima femminile, un significato sessuale. L’oggetto può essere usato – per raggiungere piacere – in vari modi, ad esempio leccandolo o strofinandolo su pene, seno o clitoride.
  • Abasiofilia: perversione sessuale riguardante persone con difficoltà motorie.
  • Symphorophilia: il piacere sessuale è derivato dal guardare un disastro mentre si verifica, come ad esempio assistere ad un incidente d’auto a un o incendio.

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  • Fornifilia: l’eccitazione sessuale deriva dal chiudere se stessi o un’altra persona in un mobile.
  • Acrotomofilia: perversione sessuale che riguarda persone amputate.
  • Vorarephilia o antropofagolagnia o antropofagia: l’eccitazione sessuale deriva dal pensiero di cannibalismo, cioè mangiare letteralmente un’altra persona (viva o deceduta) o dall’essere mangiati da qualcun altro.
  • Agalmatofilia: perversione sessuale che riguarda statue, manichini, oggetti con figure antropomorfe.
  • Apotemnofilia: l’eccitazione sessuale deriva dalla fantasia di essere amputati.
  • Algolagnia: perversione sessuale che riguarda il dolore nelle zone erogene, è diverso dal masochismo.
  • Frotteurismo: l’eccitamento sessuale deriva dallo strofinarsi con il corpo – specie con i genitali – contro un’altra persona che non è consenziente, il “frotteur” è colui che si strofina. La pratica viene messa in atto in posti affollati, dove il comportamento può essere facilmente occultato dal frotteur, ad esempio in un autobus affollato o ad un concerto in piedi.
  • Pedofilia: l’eccitamento sessuale deriva da immaginare o mettere in pratica attività sessuali con bambini di non più di tredici anni, la persona che mette in atto questo comportamento deve aver raggiunto la maturità genitale, avere almeno sedici anni ed essere maggiore del bambino di almeno cinque anni. L’attrazione per gli adolescenti è definita invece con i termini poco usati pederastia, efebofilia e ninfofilia.
  • Travestimento o omovestitismo: l’eccitamento sessuale deriva dall’indossare abiti dell’altro sesso da parte di un eterosessuale.
  • Mysofilia: è l’attrazione sessuale verso persone o oggetti sporchi.
  • Voyeurismo: l’eccitamento sessuale deriva dall’osservare, non essendo visti, persone nude, che si spogliano o che sono impegnate in attività sessuali.
  • Coprofilia: l’eccitamento sessuale deriva dall’osservare o maneggiare le feci.
  • Coprofagia: l’eccitamento sessuale deriva dal mangiare le feci.
  • Urofilia: l’eccitamento sessuale deriva dall’urinare o dal farsi urinare addosso, oppure dal bere urina.
  • Scatologia telefonica: l’eccitamento sessuale deriva dal fare telefonate oscene a sconosciuti.

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  • Spermatofagia: l’eccitamento sessuale deriva dall’ingerire, o far ingerire ad altri, lo sperma.
  • Dorafilia: feticismo a causa del quale si prova attrazione e piacere sessuale nel contatto con indumenti in pelle animale e pellicce.
  • Infantilismo: è il desiderio sessuale nato dalla perversione di indossare pannolini e di essere trattato come un neonato o un bambino.
  • Branding: l’eccitamento sessuale derivante dall’introdurre nel proprio corpo oggetti che bruciano.
  • Asfissiofilia o asfiziofilia: l’eccitamento sessuale derivante dallo strangolamento di se stessi o degli altri e dalle pratiche che portano ad esso.
  • Autagonistofilia: l’eccitazione sessuale deriva dall’idea di poter esser visto durante l’atto sessuale da altre persone grazie ad una ripresa video.
  • Onirofilia o sonnofilia: l’eccitamento sessuale derivante dal praticare attività sessuali con persone che dormono.
  • Autassassinofilia: l’eccitazione che deriva dal vivere situazioni pericolose o dall’idea di compiere atti sessuali durante situazioni pericolosi o che mettono a rischio l’incolumità del soggetto.
  • Autandrofilia: l’eccitazione sessuale viene procurata in una donna quando si immagina di essere un maschio.
  • Autoginefilia: l’eccitazione sessuale viene procurata in un uomo quando si immagina di essere una femmina.
  • Braquioproctosigmoidismo: l’eccitamento sessuale derivante dall’introdurre armi nell’ano.
  • Biastofilia: l’eccitamento sessuale derivante dal mettere in atto assalti imprevisti e violenti ai danni di vittime non consenzienti.
  • Hiphenophilia: l’eccitamento sessuale derivante dal contatto con peli e capelli.
  • Necrofila, cioè l’eccitamento sessuale derivante dall’avere contatti sessuali o veri e propri rapporti con cadaveri o parti di cadaveri.
  • Altocalcifilia: il feticismo di chi trae piacere dall’osservare o indossare scarpe dai tacchi alti.
  • Zoofilia: l’eccitamento sessuale derivante da atti sessuali o rapporti sessuali con animali.
  • Prostitutofilia: l’eccitamento sessuale derivante dai rapporti sessuali con le prostitute.
  • Bondage: l’eccitamento sessuale deriva dalla legatura e costrizione fisica di se stesso e/o del partner, in modo consensuale. È possibile sia legare con corde, sia con corsetti, cappucci, bavagli, o catene.
  • Capnolagnia: feticismo del fumo basato sull’osservazione di una persona che fuma.
  • Transessuofilia: l’eccitamento sessuale derivante dai rapporti sessuali con transessuali.
  • Gynandromorfofilia: attrazione verso i transessuali o i transgender donna.
  • Gynemimetofilia: attrazione verso i transessuali o i transgender donna.
  • Amartofilia: eccitazione sessuale che deriva dalla convinzione che le azioni che si stanno compiendo o i propri pensieri siano fonte di peccato e di perdizione.
  • Agorafilia: attrazione verso l’atto sessuale consumato in spazi aperti (non nel farlo davanti ad altre persone).
  • Maieusofilia: l’attrazione sessuale è rivolta alle donne incinte.
  • Spectrofilia: è il desiderio sessuale scaturito dall’idea di fare sesso con un fantasma.
  • Formicofilia: è il desiderio sessuale nato dalla perversione di essere ricoperto di insetti sul corpo, specie nelle parti intime.
  • Chelidolagnia: provare piacere sessuale nell’idea di disprezzare il partner
  • Clismofilia: l’eccitamento sessuale derivante dall’utilizzo di clisteri.
  • Sitofilia: l’eccitamento sessuale derivante dalle attività sessuali con le bambole.
  • Autoematofilia: eccitarsi all’idea di far sanguinare se stessi.
  • Autonepiofilia: l’eccitazione deriva dall’immaginare se stessi come un infante.

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  • Macrofilia: è il desiderio sessuale scatenato dall’idea di avere un rapporto sessuale con un gigante.
  • Sacofricosis: l’eccitazione sessuale è derivata dal masturbarsi in pubblico senza che nessuno se ne renda conto grazie ad un buco nella tasca dei pantaloni.
  • Meccanophilia: l’eccitazione sessuale è conseguente alla visione, l’utilizzo diretto o indiretto di macchine o attrezzature, come biciclette, veicoli, elicotteri, aeroplani.
  • Furniphilia: l’eccitazione sessuale deriva nel sottoporsi o sottoporre altri a varie forme di travestimento del corpo, tali da rendersi o renderli simili, nell’aspetto o nella funzione, a un oggetto di arredamento.
  • Dacrifilia: perversione sessuale legata al pianto o alle lacrime.
  • Feticismo del pannolino usato: essere attratti dai pannolini usati.
  • Emetofilia: essere attratti sessualmente dal vomito, perversione sessuale.
  • Erotofonofilia: perversione sessuale riguardante gli omicidi.
  • Agonofilia: eccitazione sessuale che deriva dalla lotta o dall’osservazione di persone che combattono come nella lotta, nel wrestling, nella boxe e nelle arti marziali, avendo uno stretto contatto intimo, specie tra testa e genitali.
  • Coprolalia: il soggetto si eccita nell’utilizzare continuamente, in modo compulsivo e incontrollabile, un linguaggio osceno e volgare.
  • Omorashi: il piacere sessuale è derivato sia dall’avere la vescica piena sia dal guardare qualcun altro con la vescica piena.
  • Morfofilia: attrazione verso alcune forme particolari del corpo.
  • Mucofilia: attrazione sessuale verso il muco.
  • Narratofilia: attrazione sessuale verso l’ascolto di parole volgari.
  • Nasofilia: attrazione sessuale verso il naso.
  • Oggettofilia: attrazione sessuale verso oggetti specifici inanimati.
  • Oculolincuts: eccitazione causata dall’idea di leccare gli occhi.
  • Oculofilia: eccitazione legata ad attività sessuali che riguardano gli occhi.
  • Olfattofilia: perversione sessuale che riguarda l’eccitarsi con un odore specifico.
  • Infantilismo parafilico: l’eccitazione deriva dall’idea di essere trattati da altri come se fossimo un bambino.
  • Autovampirismo: perversione che riguarda l’immaginazione di se stessi come un vampiro che a volte implica l’ingestione del proprio sangue.
  • Autozoofilia: l’eccitazione deriva dall’immaginare, durante l’atto sessuale, di essere un animale.
  • Biastofilia: perversione sessuale che riguarda la violenza sessuale su una persona non consenziente.
  • Cremastistofilia: l’eccitazione deriva dall’idea di essere derubati.
  • Acusticofilia: eccitazione sessuale che deriva dall’ascolto di determinati suoni come mugolii, gemiti, sospiri oppure canzoni, frasi specifiche o ancora una certa lingua.
  • Ematolagnia: perversione sessuale che riguarda la visione del sangue.
  • Oplofilia: perversione sessuale riguardante le pistole o le armi da fuoco.
  • Ibristofilia: eccitazione dall’idea di avere un rapporto sessuale con un criminale particolarmente violento.
  • Infantofilia: si tratta di un tipo di pedofilia riguardante i bambini più piccoli di 5 anni.
  • Cleptofilia: perversione sessuale quando si ruba.
  • Lattofilia: perversione sessuale legata al latte materno.
  • Liquidofilia: perversione sessuale legata all’immersione di genitale nei liquidi.
  • Mascalagnia: perversione sessuale che riguarda le ascelle, attrazione sessuale verso le ascelle.
  • Melolagnia: perversione sessuale che riguarda la musica.
  • Menofilia: l’eccitazione sessuale che deriva dal maneggiare, odorare ed assaggiare il frutto delle mestruazioni di una donna.
  • Metrofilia: perversione sessuale che riguarda l’eccitazione procurata dall’ascoltare una poesia.
  • Microfilia: attrazione sessuale verso persone molto piccole ed esili.
  • Parzialismo: attrazione sessuale specifica verso parti del corpo che non siano i genitali.
  • Poediktoilia: eccitazione all’idea di mostrare il pene di qualcun altro.
  • Podofilia: attrazione sessuale verso i piedi.
  • Pictofilia: eccitazione sessuale derivata dall’idea di usare pornografia.
  • Piquerismo: l’eccitazione sessuale deriva dall’idea di tagliare il corpo del partner.
  • Plushofilia: attrazione sessuale verso i peluche.
  • Pygofilia: attrazione sessuale esclusiva verso le natiche.
  • Pyrofilia: l’eccitazione deriva dall’idea e dalla pratica di usare il fuoco od oggetti infuocati nell’atto sessuale
  • Raptofilia: l’eccitazione deriva dall’idea di violentare qualcuno.
  • Sadismo: eccitazione all’idea di fare del male al partner durante l’atto sessuale.
  • Salirofilia: eccitazione all’idea di sporcare qualcuno durante l’atto sessuale.
  • Stenolagnia: attrazione sessuale verso i muscoli.
  • Stigmatofili: perversione sessuale che riguarda i tatuaggi e i piercing.
  • Teratofilia: eccitazione sessuale verso persone deformate.
  • Toucherismo: l’eccitazione deriva dall’idea di palpare inaspettatamente una persona.
  • Toxofilia: attrazione sessuale verso gli archi.
  • Zoosadismo: eccitazione dall’infliggere danno agli animali o vedere animali che sanguinano.
  • Dendrofilia: attrazione sessuale per gli alberi tanto da volersi congiungere carnalmente con loro.
  • Dismorfofilia: cioè l’eccitamento sessuale derivante da rapporti sessuali con i nani o con persone con handicap fisico.
  • Botulinonia: è l’attrazione sessuale verso salami, salsicce e wurstel, spesso usati come dildo ed introdotti in ano e vagina.
  • Sitofilia: è il desiderio sessuale scaturito dall’unione del cibo al sesso.
  • Tripsolagnia: piacere che deriva da un semplice massaggio alla testa anche durante uno shampoo.
  • Anisonogamia: attrazione sessuale verso partner con grande differenza d’età, molto più anziani o molto più giovani.
  • Gerontofilia o gerontogilia: l’attrazione verso partner maschili vecchi abbastanza per appartenere almeno ad una generazione precedente.
  • Autofilia: l’attrazione sessuale verso se stessi.
  • Efebofilia: l’attrazione sessuale verso gli adolescenti.
  • Bundling: l’eccitamento sessuale derivante dal fare sesso con i vestiti.

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Tutti gli individui cosiddetti normali hanno delle fantasie e mettono in atto delle pratiche sessuali che potrebbero apparentemente sembrare “perverse” ovvero ognuno di noi conserva un nucleo che possiamo anche definire “perverso” che si integra in un processo di personalità e di comportamento che risulta comunque normale.
La linea tra normalità e patologia nella sessualità è sempre legata ad aspetti quali la non esclusività, la non compulsione del comportamento e, ricordiamo, soprattutto al consenso reale dei partner sessuali.
Parliamo infatti di “normalità” delle condotte sessuali quando tale comportamento si svolge innanzitutto tra soggetti realmente consenzienti e non reca disagio, sofferenza o problemi legali (nella cultura di riferimento) a nessuno dei partecipanti all’attività e non rappresenta una condotta esclusiva svolta come una compulsione e non interferisce con lo svolgimento delle attività lavorativa e/o sociale.

Allo stesso modo definiamo il comportamento sessuale “patologico” quando causa anche ad uno soltanto dei partecipanti all’attività, disagio, sofferenza, interferenze con le attività lavorative e/o sociali, quando si compie come una compulsione, quando reca danni, quando causa problemi legali.

Le perversioni (parafilie) sono da distinguere dalle trasgressioni. Mentre le trasgressioni consistono nell’infrangere consapevolmente delle regole personali o sociali ed il soggetto riesce a raggiungere l’eccitazione anche senza di esse, invece la perversione è una fissazione irrazionale di cui la persona ha bisogno per l’eccitazione.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

La ragazza con due vagine [VIDEO]

In questo articolo: La ragazza con due vagine che ha dovuto perdere la verginità due volte, avevamo parlato di Hazel Jones, una 27enne inglese che ha la particolarità di possedere due organi genitali femminili. Oggi vi proponiamo una breve intervista in inglese dove la ragazza racconta la propria “malformazione” e di come la vive.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

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Com’è fatto il pene al suo interno?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma COME FATTO PENE INTERNO UOMO SESSO Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgIl pene, anche chiamato verga o asta virile, è un organo maschile che appartiene sia all’apparato riproduttivo che a quello urinario. Apparentemente semplice, è in realtà un organo complesso e delicato.

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Anatomia del pene
La struttura del pene può essere distinta in tre parti:

  • radice del pene
  • asta del pene (o corpo del pene o asta peniena)
  • glande

1) Radice del pene
La radice (o crura) è la parte interna, nascosta e fissa del pene; è costituita dalle porzioni iniziali del corpo spongioso dell’uretra (bulbo) e dei due corpi cavernosi (radici), che si fissano nel perineo fornendo stabilità e ancoraggio all’asta del pene.

2) Asta del pene
L’asta del pene (o corpo del pene) è la parte esterna e mobile del pene, sormontata dal glande. Presenta una forma cilindrica e le sue dimensioni variano a seconda che si trovi in condizioni di riposo (flaccidità) o in erezione. Allo stato di flaccidità, l’asta del pene pende verticalmente verso il basso tra le due cosce, appoggiandosi allo scroto. Allo stato di erezione, invece, l’asta del pene modifica dimensioni e consistenza, allungandosi fino a 12-15 centimetri e inturgidendosi; inoltre, si solleva dallo scroto avvicinandosi all’addome. Un sottile strato di pelle avvolge e ricopre l’asta del pene lungo la sua interezza; in questa sede la cute è sottile e leggermente pigmentata, quindi più scura rispetto al colore della pelle delle rimanenti zone del corpo. La faccia superiore dell’asta (faccia dorsale) è costituita da due corpi cavernosi, mentre la faccia inferiore (ventrale) è costituita dal corpo spongioso (o corpo cavernoso dell’uretra). Il corpo spongioso e i corpi cavernosi sono le strutture erettili del pene: riempiendosi di sangue ne permettono l’erezione. Lungo la faccia inferiore dell’asta è possibile apprezzare una sporgenza longitudinale tubulare, determinata dall’uretra contenuta nel corpo spongioso. Nella parte nascosta del pene i due corpi cavernosi si continuano nelle due radici (o crura) destra e sinistra.

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3) Glande del pene
Detto anche “balano”, il glande è l’estremità distale del pene e rappresenta la terminazione del corpo spongioso. Si presenta di colore roseo-violaceo e ha forma di tronco di cono, utile a favorire la penetrazione in vagina. Il glande appare ingrossato alla base rispetto all’asta, dalla quale si separa per un breve restringimento detto solco balanoprepuziale, che delimita inferiormente il collo del pene. Alla base, dunque, il glande si espande formando un bordo arrotondando sporgente, detto corona del pene. In questa sede possono ritrovarsi delle piccole escrescenze bianco rosate, denominate papule perlacee peniene. La loro eventuale presenza è una caratteristica costituzionale dell’individuo priva di significato patologico. Nel pene normale allo stato di flaccidità, il glande è ricoperto da una strato di pelle scorrevole chiamato prepuzio.
Lo strato cutaneo interno del prepuzio, di colore più chiaro (rosato) si fonde con la corona del glande e si fissa posteriormente ad essa tramite una piega cutanea mediana chiamata frenulo (volgarmente “filetto”). Il frenulo, quindi, rappresenta il sottile lembo di pelle che unisce il glande al prepuzio. Nel pene normale in stato eretto il prepuzio scivola indietro lasciando il glande scoperto. Esistono però variabilità nella lunghezza del prepuzio, che ad esempio può non coprire completamente il glande durante lo stato flaccido o essere troppo lungo e adeso ad esso per scivolare all’indietro durante l’erezione. In quest’ultimo caso si parla di fimosi, mentre se il prepuzio si retrae solo fino al margine coronale del glande si parla di parafimosi.
La pratica della circoncisione consiste nella resezione del prepuzio; oltre al significato religioso, questa pratica ha una certa utilità nella prevenzione delle infezioni del pene e dell’accumulo di smegma (sporcizia).
A livello della corona e della superficie interna del prepuzio si registra un importante secrezione di materiale sebaceo, prodotto dalle ghiandole prepuziali (o ghiandole di Tyson); tale materiale, insieme alle cellule desquamate, è il principale costituente dello smegma, responsabile dell’odore del pene. Non tutti gli autori, però, concordano sull’effettiva esistenza di tali ghiandole.
All’apice del glande è presente l’orifizio uretrale esterno, cioè l’apertura con la quale l’uretra comunica all’esterno permettendo la fuoriuscita dell’urina, nella minzione, e dello sperma, nell’eiaculazione. Il glande è una zona erogena primaria; è infatti ricchissimo di terminazioni nervose preposte alla voluttà (piacere sessuale), che sono molto ben rappresentate anche sulla superficie interna del prepuzio e sul frenulo.

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Dimensioni e lunghezza del pene
Sebbene i valori medi pubblicati in letteratura differiscano leggermente tra loro, nei libri di testo e nelle varie fonti consultate si considera normale una lunghezza del pene allo stato eretto compresa tra 12 e 15 centimetri. Allo stato flaccido, invece, la lunghezza del pene scende a 9-10 centimetri. Per quanto riguarda la circonferenza del pene allo stato eretto, questa si aggira mediamente attorno ai 12 centimetri.
Una revisione sistematica pubblicata nel 2015 ha concluso che la lunghezza media di un pene umano eretto è approssimativamente pari a 13,12 mm ± 1,66 cm; la stessa ricerca ha concluso che la lunghezza del pene flaccido ha una scarsa correlazione con la lunghezza del pene eretto (significa che un pene corto allo stato flaccido può allungarsi sensibilmente durante lo stato eretto, e viceversa). Pare invece più significativa la correlazione con la lunghezza del pene flaccido stirato manualmente e con l’altezza dell’individuo (significa che in genere – ma non sempre – all’aumentare di questi valori tende ad aumentare anche la lunghezza del pene eretto, e viceversa).

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Disturbi e malattie del Pene
Di seguito una lista delle patologie, dei disturbi e delle condizioni che più comunemente interessano il pene:

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Perché l’uomo può avere figli per tutta la vita e la donna no?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PERCHE UOMO FIGLI TUTTA LA VITA DONNA NO Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgIn questo articolo: Che possibilità ho di rimanere incinta?, abbiamo visto come la donna ha possibilità limitate di avere dei figli, mentre in un altro articolo: Fino a che età un uomo può avere figli?, abbiamo visto come l’uomo possa avere figli virtualmente per tutta la vita. Ma perché c’è questa differenza nei due sessi?

La risposta è semplice: mentre gli uomini producono continuamente nuovi spermatozoi (ininterrottamente e per tutta la vita), le donne nascono avendo già nelle ovaie tutti gli ovociti che useranno nella loro vita fertile.

Il maggior numero di ovociti una donna lo possiede quando si trova ancora nell’utero di sua madre: quando il feto femminile si trova alla ventesima settimana di sviluppo, le sue ovaie contengono fino a 6-7 milioni di ovociti! Al momento della nascita questo numero si riduce a 1-2 milioni e continuerà a diminuire. Al momento della pubertà una ragazza ha 200-500 mila ovociti nelle ovaie, e di questi ne userà solo una piccolissima parte (400-500 in tutto) nel corso della sua vita fertile. Infatti la maggior parte degli ovociti è destinata a degenerare per un processo di “morte spontanea” chiamato atresia: ogni mese iniziano a maturare molti follicoli, ma di questi solo uno o due si svilupperanno completamente mentre gli altri andranno incontro a una degenerazione spontanea.

Con il passare degli anni il processo di atresia può assumere un ritmo più serrato, oppure possono intervenire patologie che provocano una distruzione parziale o totale del patrimonio follicolare.

Ma soprattutto con il passare del tempo diminuisce la qualità degli ovociti, oltre alla loro quantità. La riserva di ovociti della donna invecchia insieme a lei, e questo invecchiamento del patrimonio ovocitario è il principale responsabile della diminuzione, col tempo, della fertilità femminile, perché tanto più un ovocita invecchia tanto più è probabile che sviluppi un’anomalia cromosomica che potrà renderlo inadatto a essere fecondato oppure causare un aborto spontaneo.

La più comune causa di aborto spontaneo è infatti la presenza di un’anomalia cromosomica nell’ovocita fecondato (si calcola che almeno la metà di tutti gli aborti spontanei sia dovuta ad anomalie genetiche dell’embrione). Un donna di 20 anni ha il 12-15% di probabilità di incorrere in un aborto se resta incinta, mentre la percentuale sale al 40% per una donna di 40 anni.

Anche i risultati della procreazione assistita confermano che c’è un forte legame tra l’età della donna e la sua probabilità di restare incinta: sia nelle IUI sia nelle FIVET le percentuali di successo sono maggiori se la donna ha meno di 35 anni, e i dati relativi alle ovodonazioni dimostrano che la probabilità di riuscita dipende molto più dall’età della donatrice (e dunque dell’ovocita) che dall’età della ricevente: le FIVET con ovociti donati da una donna giovane possono raggiungere percentuali di successo del 60% anche se le donne riceventi hanno più di 40 anni.

Quando, per qualunque motivo, il patrimonio ovarico si esaurisce prima del previsto, si parla di esaurimento ovarico prematuro o menopausa precoce: in questo caso la menopausa può arrivare a 35-40 anni, o anche prima (se il patrimonio ovarico si esaurisce nell’arco dei primi 10-12 anni di vita della donna non ci sarà neanche la prima mestruazione!). Quando invece si ha una riduzione (ma non l’esaurimento totale) della capacità di produrre ovociti, si parla di diminuzione della riserva ovarica.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Fino a che età un uomo può avere figli?

MEDICINA ONLINE AMORE ANZIANI VECCHI NONNI COPPIA MATRIMONIO DIVORZIO SEPARAZIONE SENESCENZACome abbiamo visto in questo articolo: Che possibilità ho di rimanere incinta?, la donna ha possibilità limitate di avere dei figli, perché la sua fertilità diminuisce di molto superati i 35 anni ed è nulla con la “menopausa” momento che – intorno ai 50 anni – segna l’interruzione definitiva delle mestruazioni e, pertanto, della possibilità di avere una prole. E l’uomo? Negli uomini l’età ha un impatto decisamente minore sulla fertilità perché gli spermatozoi vengono continuamente rinnovati e, a differenza degli ovociti della donna, non invecchiano insieme al loro “possessore”.

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Mentre la donna ha un numero finito di gameti femminili (gli ovociti), al contrario nell’uomo la produzione di gameti maschili (gli spermatozoi) è un processo continuo e virtualmente infinito: la spermatogenesi (il processo di formazione di nuovi spermatozoi) si svolge ininterrottamente all’interno dei testicoli per tutta la vita. L’intero “ciclo di produzione” dura circa 70 giorni, dunque ogni 3 mesi un uomo rinnova interamente il suo patrimonio di spermatozoi. Ciò avviene dalla pubertà fino alla vecchiaia, anzi, letteralmente fino alla morte, e questo spiega perché un uomo di 80 o 90 anni ed oltre, salvo patologie che lo hanno reso sterile, può essere ancora fertile e generare dei figli.

Attenzione però, questo non significa che l’età non abbia alcuna influenza sulla fertilità maschile. Col passare del tempo si può avere progressivamente ad esempio:

Nonostante ciò l’uomo – al contrario della donna – ha la possibilità di fecondare virtualmente per tutta la sua vita e generare figli sani perfino in punto di morte. E la cosiddetta “menopausa maschile“, cioè l’andropausa? Mentre la menopausa impedisce alla donna di avere figli perché da quel momento in poi non ha più ovociti fecondabili, al contrario l’andropausa è caratterizzata principalmente dalla diminuzione del testosterone, ma, come abbiamo visto, ciò rallenta ma non impedisce la spermatogenesi e quindi la possibilità di avere spermatozoi fecondanti. Per approfondire, leggi:

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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La ragazza con due vagine che ha dovuto perdere la verginità due volte

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma DONNA DUE VAGINE VERGINITA PER DUE VOLTE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgHazel Jones, la ragazza che vedete in foto, sembrerebbe una normalissima ragazza come tante altre, eppure ha una particolarità che la rende unica: possiede due organi genitali femminili. La 27enne inglese ha raccontato la sua storia a This Morning, una seguitissima trasmissione del canale ITV1 del Regno Unito. La sua peculiare conformazione fisica è conosciuta come uterus didelphys, una malformazione molto rara: le tube del suo sistema riproduttivo non convergono in un utero solo ma si sono sviluppate in modo indipendente con il risultato che lei ora ha due uteri, due vagine e due cervici.

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Nessuno si è accorto di nulla

Per molti anni nessuno si è reso conto di questa situazione molto particolare, né lei né i genitori né i suoi medici. Solo a 18 anni i due organi genitali sono stati riconosciuti come tali, grazie al suo fidanzato che aveva notato delle stranezze nei genitali della ragazza. Fin dalla pubertà lei aveva pensato che qualcosa non andasse per il verso giusto, perché i primi cicli mestruali si erano rivelati ben più dolorosi di quelli delle sue coetanee. Solo grazie all’acuta osservazione del fidanzato, però, la strana conformazione è venuta alla luce in maniera definitiva.

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Due volte vergine

Cosa ha provato la ragazza alla scoperta della sua particolare malformazione? “Appena l’ho scoperto, l’ho detto a tutti! Ho pensato subito che fosse una cosa straordinaria. Argomento ideale per rompere il ghiaccio alle feste. E se una ragazza vuole dare un’occhiata, non ho problemi a mostrarle le mie parti intime: non è una cosa che mi imbarazza”.
Un’altra cosa particolare legata alla presenza di una doppia vagina è che Hazel Jones ha dovuto perdere due volte la verginità perché provvista di due imeni. Nessun imbarazzo per lei, dunque, né voglia di cambiare con l’ausilio della chirurgia, anche se dal punto di vista medico questa situazione potrebbe diventare molto pericolosa in caso di gravidanza.

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Zone erogene femminili: scopri i punti insospettabili che le danno piacere

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma MAPPA DELLE ZONE EROGENE FEMMINILI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano PeneIn un precedente articolo (che potete trovare a questo link e che vi consiglio di leggere) abbiamo visto il significato di “zona erogena” e scoperto quali sono le zone erogene più comuni nella donna. Vediamo invece oggi alcune zone meno comuni ma che possono davvero regalare emozioni alla donna, proprio perché sono state “messe in disparte” da voi e dai suoi partner precedenti.

  • Il cuoio capelluto. Massaggiare il cuoio capelluto di una donna coi polpastrelli, determina il rilascio immediato di endorfine: non sottovalutate mai questa zona, come non sottovalutate qualche carezza ai capelli!
  • L’ombelico. È una parte del corpo che va riconsiderata, assolutamente. Soprattutto tra le lenzuola. I massaggi alla pancia e i baci al l’ombelico possono essere un’esperienza veramente piacevole per una donna. Perché non provare?
  • Le ginocchia. La pelle delle ginocchia è estremamente sensibile, specie la parte posteriore. Massaggiate e baciate tutta la zona per regalarle emozioni uniche, che nessun altro o altra le ha mai regalato!
  • L’interno delle braccia e l’interno del gomito: zone da accarezzare con la punta delle dita o della lingua, per farla letteralmente impazzire! Non dimenticatevi poi delle ascelle.
  • Le mani. Nella donna le mani sono importanti: prendete le sue dita in bocca e succhiatele guardandola negli occhi: brividi assicurati!
  • La nuca della donna è una zona sensibile in quanto a quasi tutte piace essere toccate alla base del capelli ed essere massaggiate.

La mente
Sembrerò banale ma la zona erogena per eccellenza di una donna è il cervello; da qui dipendono la nascita del desiderio e dell’eccitazione e la possibilità di raggiungere l’orgasmo. Solo quando la mente è libera da pensieri e preoccupazioni, può lasciarsi andare. Se il cervello rifiuta di abbandonarsi, è possibile che il corpo non risponda in alcun modo alle varie sollecitazioni effettuate anche nelle parti del corpo notoriamente considerate più erogene.

Stuzzica la sua immaginazione per tutto il giorno
Relativamente alla sfera sessuale, l’uomo e la donna funzionano in maniera diversa: mentre l’uomo entra in “modalità sesso” solo quando inizia il rapporto, la donna comincia a fare l’amore già dal momento in cui la mattina le dirai “Amore questa sera molla tutto che ti porto in un bel posto nuovo: sarà una serata bellissima!”. Rimani volutamente misterioso, stimola la sua curiosità per tutto il giorno. Mandale messaggi sul cellulare con indizi su dove andrete. La sessualità della donna, al contrario di quella maschile, è più cerebrale che fisica. La donna fa l’amore già mentre sceglie il vestito da indossare e si trucca per uscire, se sarete stati in grado di stimolarla a dovere. La donna fa l’amore al tavolo del ristorante se sarete una persona sensuale. Mentre cenate fate un malizioso gioco di sguardi, oppure mentre stai parlando, interrompi improvvisamente il discorso, guardala fisso negli occhi per qualche secondo, scostale i capelli dalla fronte e dille: “Non esiste al mondo una donna più bella di te”. La serata deve essere un crescendo di feeling e di “sesso cerebrale” che culmina con il “sesso fisico” e non una noiosa sequenza di eventi in attesa di fare l’amore. Se farete così, il suo corpo sarà realmente tutto una unica zona erogena, come diceva Freud!

Integratori alimentari efficaci nel migliorare quantità di sperma, erezione e libido maschile e femminile
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Mappa delle zone erogene femminili: scopri i punti che la fanno impazzire

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma MAPPA DELLE ZONE EROGENE FEMMINILI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano PeneFreud lo aveva già capito quasi cento anni fa: tutto il nostro corpo è una zona erogena. Ovviamente ci sono zone più sensibili di altre, tuttavia qualsiasi parte del corpo è effettivamente sensibile alla stimolazione erotica, specie se la mente è predisposta! Ma se siete qui è perché volete scoprire le zone che più possono “stuzzicare” il vostro corpo o quello della vostra lei. Per cominciare bisogna farsi la domanda:

Cosa significa “zona erogena”?
Per zona erogena si intende ogni parte con un rivestimento mucoso e che proprio per questo può ricevere un’eccitazione di tipo sessuale. Sono state riconosciute zone del piacere la zona orale, quella anale, quella uro-genitale e i capezzoli. Per poter capire il perché non basta la spiegazione anatomo-fisiologica, ma bisogna capire che si tratta di zone che fin dalla nascita ricevono stimoli positivi. Comunque, solamente conoscendo se stesse ed il proprio corpo è possibile fare una mappa delle proprie zone erogene: ci sono parti del corpo che, se stimolate, ad alcuni regalano piacere, ma ad altri possono invece dare un senso di fastidio, quindi il concetto di “zona erogena” è altamente soggettivo.

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Le zone erogene femminili
In generale comunque, la maggior parte delle donne, riferisce di provare piacere quando vengono stimolate le seguenti parti del corpo:

  • I capezzoli: baciarli, mordicchiarli e stuzzicarli durante l’amplesso aiuta la donna ad eccitarsi e a lasciarsi andare.
  • Il clitoride: è la zona erogena principale per una donna perché ricca di terminazioni nervose. Tuttavia deve essere stimolato in modo adeguato, e la pressione non deve mai essere troppo diretta, perché una stimolazione eccessiva può procurare addirittura fastidio. Noi uomini pensiamo che quello che va bene per il nostro pene, vada bene anche per il clitoride, ma non è così! Massaggiate con estrema dolcezza il clitoride, magari con le dita lievemente umide, la lingua o le labbra, e aumentate la pressione in maniera graduale e solo se vedete che la donna gradisce. Ovviamente non va tralasciata la zona tutta intorno al clitoride: i due corpi bulbo-cavernosi, le piccole labbra, la zona periuretrale (intorno all’uretra), il vestibolo, l’intero pube.
  • Il punto G. A tale proposito ti consiglio di leggere: Punto G femminile: trovarlo e stimolarlo [VIDEO] Attenzione: immagini sessualmente esplicite.
  • L’ano. Una delle zone più erogene per molte donne: da massaggiare, toccare, premere, baciare e leccare.
  • Le orecchie: l’interno dell’orecchio è ricco di terminazioni nervose, sensibili al tatto e alla temperatura. Respirare, soffiare, mordicchiare i lobi, leccare l’interno e sussurrare nell’orecchio regala sensazioni molto piacevoli ed è estremamente eccitante.
  • I glutei: le carezze in questa zona sono eccitanti; la parte del solco, che divide i glutei, se stimolata con la lingua porta forti emozioni.
  • L’interno coscia: è una parte molto sensibile, che se stimolata in maniera giusta può determinare la lubrificazione della donna.
  • I piedi: accarezzare, massaggiare e leccare i piedi dà un piacere che si diffonde a tutto il corpo.
  • Il perineo, cioè la zona tra i genitali e l’ano, è ricco di terminazioni nervose e va stuzzicato dolcemente con le dita o con la lingua per regalare sensazioni piacevoli.
  • La schiena. Un massaggio lento e prolungato, con le vostre mani o… con i piedi, la lingua, o il vostro petto, può far eccitare moltissimo una donna.
  • La punta della lingua è una zona molto ricettiva, per cui toccare la sua lingua con la vostra in piccole danze e tocchi lenti e sinuosi scatena la libido della donna. Non dimenticatevi di mordicchiare anche le sue labbra!

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Le zone erogene che non avreste mai immaginato
Fin qui abbiamo elencato zone erogene piuttosto famose, ma quali sono le zone meno comuni che possono davvero regalare emozioni alla donna, proprio perché sono state “messe in disparte” da voi e dai suoi precedenti partner? Scoprilo leggendo questo articolo: Zone erogene femminili: scopri i punti insospettabili che le danno piacere.

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