Si inserisce 15 aghi nel pene: “Non riuscivo a smettere, mi dava piacere”

MEDICINA ONLINE SI INSERISCE 15 AGHI NEL PENE NON RIUSCIVO A SMETTERE MI DAVA PIACERE.jpgSi inserisce 15 aghi nel pene per provare piacere e finisce in ospedale. Un uomo di 35 anni è stato ricoverato con urgenza dopo che si era inserito diversi aghi nel pene. Da oltre un anno, di tanto in tanto, si inseriva un ago perché sosteneva gli procurasse piacere, solo dopo aver notato sangue nelle urine e aver avuto i primi fastidi si è rivolto al suo medico che gli ha subito consigliato di andare in ospedale. Come riporta anche il Daily Mail all’uomo, recatosi all’Ospedale Generale della Regione Militare Shenyang a Shenyang, provincia di Liaoning, sono stati estratti durante un intervento ben 15 aghi di dimensioni che andavano dai 5 ai 10 centimetri di lunghezza. Gli aghi, secondo l’urologo, hanno bloccato l’uretra con il passare dei mesi anche se il paziente ha dichiarato di non aver mai sentito dolore ogni volta che ne infilava uno. Probabilmente l’uomo sarebbe stato affetto da sadomasochismo, cosa che lo avrebbe portato a provare piacere attraverso il dolore. L’intervento è durato circa un’ora, adesso il paziente sta bene ma gli è stata consigliata maggiore cautela nelle sue pratiche di piacere.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Ecco come funzionano i controlli antidoping: il caso Schwazer

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO PRELIEVO SANGUE LABORATORIO ANALISI DEL SANGUE ANEMIAShock nel mondo dell’atletica leggera italiana. In pieno fermento pre-Olimpiadi (i giochi cominceranno a Rio il 5 agosto prossimo), una bufera si è appena abbattuta, per la seconda volta, sul marciatore altoatesino Alex Schwazer. Stando a quanto ha riportato oggi La Gazzetta dello sport, infatti, lo sportivo – già squalificato per 3 anni e 9 mesi per la positività all’Epo riscontrata prima dei Giochi di Londra 2012 e da poco tornato ad allenarsi e gareggiare in vista delle Olimpiadi di Rio – sarebbe risultato nuovamente positivo a un controllo antidoping, effettuato a Vipiteno il primo gennaio scorso su disposizione della International Association of Athletic Federations (Iaaa), l’ente internazionale che si occupa di atletica leggera.

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Come si svolgono i controlli
Appena l’atleta viene informato di essere stato selezionato per un controllo, questi viene identificato e affiancato, fino al termine dei prelievi dei campioni, da un funzionario del Nado incaricato di vigilare sulla condotta corretta (per evitare che, per esempio, l’atleta possa inquinare il campione, o sostituirlo, o ritardare troppo il prelievo).

I prelievi dei campioni di sangue e urina sono strettamente regolamentati in modo tale da non compromettere la sicurezzadell’atleta e, contemporaneamente, l’affidabilità dei test. Le modalità di prelievo del sangue, in particolare, sono descritte in estremo dettaglio: “Il Bco provvede a detergere l’epidermide utilizzando un batuffolo d’ovatta imbevuto con disinfettante sterile in corrispondenza di una zona che non influisca negativamente ai fini della prestazione dell’atleta, applicando, ove necessario, un laccio emostatico. Il Bco procede al prelievo del campione ematico da una vena collocata in superficie, facendo defluire il sangue nel contenitore di raccolta definitivo. Il laccio emostatico, ove applicato, deve essere rimosso non appena l’ago è penetrato”.

Qualche numero
Ogni anno, la Sezione per la vigilanza e il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive del ministero della Salute pubblica un rapporto sui risultati dell’attività antidoping svolta nei dodici mesi precedenti. Stando all’ultimo rapporto, nel 2015 sono stati eseguiti 177 controlliprogrammati, che hanno coinvolto 860 atleti, di cui 591 maschi (68,7%) e 269 femmine (31,3%) con un’età media di 27,6 anni (28,2 per i maschi e 26,1 per le femmine). Di questi, 25 sono risultati positivi, con una sostanziale differenza di genere, pari al 3,4% per gli uomini e 1,9% per le donne. La percentuale più elevata di principi attivi rilevati dai controlli appartiene alla classe degli agenti anabolizzanti (vedi sotto), con il 34,1%, seguiti da diuretici e agenti mascheranti (14,6%) e corticosteroidi (14,6%).

Le sostanze
La categoria più diffusa di sostanze dopanti è quella dei cosiddetti agenti anabolizzanti, tra i quali spiccano testosterone e derivati (nandrolone e stanozololo su tutti), che aumentano massa muscolare potenza mimando il comportamento naturale dell’ormone sessuale maschile.

Le prestazioni possono aumentare fino al 40%, ma gli effetti collaterali comprendono crescita anomala delle ossa lungheazoospermiaimpotenzaipervirilizzazione, danni al sistema cardiocircolatorio e tumori al fegato. Esistono poi gli ormoni proteici (di cui fa parte l’Epo, o eritropoietina),  sostanze che stimolano la produzione di globuli rossi, migliorando così la disponibilità di ossigeno nel sangue e la resistenza fisica, ma aumentando contemporaneamente il rischio ictus infarto. E ancora, gli stimolanti, i narcotici e le enmotrasfusioni, che rispettivamente agiscono sul sistema nervoso centralediminuiscono la soglia del dolore e aumentano l’emoglobina nel sangue.

Infine, una menzione particolare è da riservare alla nuova frontiera del doping genetico, la modifica del DNA degli atleti per migliorarne le prestazioni. Un settore di cui ancora si sa molto poco, ma che potrebbe rivelarsi particolarmente pericoloso nel prossimo futuro.

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Si sente male a scuola e va in coma: rischia la vita a 15 anni per colpa dell’assorbente

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma COMA RISCHIA VITA ASSORBENTE Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Pressoterapia Linfodrenaggio PeneSi sente male mentre è in classe e finisce in coma. Rylie Whitten rischia la vita a 15 anni per colpa di un assorbente. La ragazza ha accusato forti mal di testa, nausea e un forte senso di spossatezza, così i genitori hanno deciso di portarla in ospedale. Al pronto soccorso la situazione è peggiorata e la 15enne è andata in coma. I medici, come riporta il Daily Mail, hanno escluso la meningite e credono si tratti di uno choc tossico causato dal tampone. Rylie, infatti, aveva le mestruazioni e al momento del ricovero indossava un assorbente interno. E’ possibile che la ragazza abbia tenuto il tampone per un tempo troppo lungo e che ciò abbia dato il via a un’infezione degenerata in modo assai grave.
Secondo i medici, infatti, questo tipo di assorbenti non dovrebbero essere usati per più di 5 ore.

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Madre fa sesso con suo figlio: “Ci amiamo, vogliamo sposarci ed avere un bambino insieme”

Oggi vi parlo di una storia d’amore molto particolare nata tra mamma e figlio. Kim West ha 51 anni, ha partorito suo figlio Ben Ford a soli 19 anni ed è per questo che decise di darlo in adozione. Dopo 30 anni i due si sono nuovamente incontrati e ed innamorati. Lui avrebbe addirittura lasciato la moglie per potersi fidanzare con la propria madre ed avere con lei rapporti intimi.
Il loro incontro è avvenuto in un hotel, dopo qualche chiacchiera i due si sono scambiati il primo bacio per poi andare a letto insieme. La storia tra Kim e il figlio ha destato tantissimo scalpore, immancabili sono state le polemiche legate all’incesto. Nonostante le critiche, i due continuano a stare insieme e ad avere una relazione da circa 2 anni. I fidanzati avrebbero inoltre confessato i loro desideri: sposarsi e avere un bambino. Hanno affermato: “Siamo destinati a stare insieme. So che le persone si dicono disgustate e che dovremmo essere in grado di controllare i nostri impulsi, ma quando ti imbatti in un amore così intenso sei disposto ad abbandonare tutti per viverlo”.

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The Neon Demon (2016) : trama, recensione e spiegazione

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma THE NEON DEMON 2016 TRAMA RECENSIONE  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgThe Neon Demon: un film di Nicolas Winding Refn. Con Elle Fanning, Karl Glusman, Jena Malone, Bella Heathcote, Abbey Lee. Titolo originale The Neon Demon. Drammatico, horror, Ratings: Kids+13, durata 110 min. – USA, Francia, Danimarca 2016

Torna al cinema Nicolas Winding Refn l’acclamato regista di Drive che, dopo essere passato a Cannes 2016, porta un suo horror molto particolare incentrato sul “demone della Bellezza”. Jesse (Elle Fanning) è un’adolescente di una piccola cittadina che, come tante, insegue il sogno delle passerelle di Moda. Arriva a Los Angeles per coronarlo e nel frattempo soggiorna in un motel di quart’ordine con losco gestore (Keanu Reeves). Nel fare la trafila di rito, tra agenzie di moda e colleghe, a Jesse capita qualcosa di strano. Nonostante sia un’emerita sconosciuta, non ha nessuna difficoltà ad avere successo. Tutte rimangono ipnotizzate dalla sua bellezza angelica, dalla luce diafana che emana, dal magnetismo della sua giovinezza candida. È un’attrazione che strega agenti esperte (Christina Hendricks), colleghe invidiose che si sentono vecchie (Abbey Lee e Bella Heatcote), grandi firme (Alessandro Nivola) e una truccatrice ( Jena Malone) apparentemente dolce ma con qualcosa da nascondere. Che cosa accade a Jesse, chi è veramente? In cosa la sta tramutando questa sorta di demone della Bellezza e come potrà sfruttare il suo potere che brucia in lei?

Nicolas Winding Refn torna al cinema dopo Solo Dio Perdona non troppo amato dalla Critica, al contrario del suo predecessore, il capolavoro Drive,  con Ryan Gosling, che valse al regista il Prix de la mise en scène a Cannes, anno 2011. Refn, che si firma come un marchio nei titoli di coda, NWR, è uno non proprio a digiuno di Moda. Difatti in passato ha girato spot per maison di pregio, tra queste Gucci e Yves Sain Laurent. In Neon Demon la Moda è il contesto, vivente, che fagocita Elle e la risputa poi fuori come un Neon demon, un “demone del neon”, delle luci delle passerelle, delle luci, artificiali, simbolo cromatico di un mondo del quale Refn vuole esplorare più le ombre che le parti chiare. Il film è un horror assolutamente “s-codificato” dal genere a cui fa riferimento che solitamente, al contrario, è molto rigoroso nelle sue diverse espressioni: la regia, il suono, i temi, le storie. Refn possiede quella qualità che sembra quasi geolocalizzata sui registi danesi: da Vinterberg a von Trier, cioè l’arte della provocazione. In questo però non assomiglia ai suoi colleghi citati portando il viaggio estetico in porti poco noti al cinema di oggi. Sì, perché questo horror ironico, rarefatto, un po’ moralista, ultrasaturo di colore, non è tanto per chi si aspetta un’esperienza di intrattenimento, ma per chi vuole un’esperienza. E basta. Dove poi ognuno può trovare qualcosa, compresa la disaprovvazione per film del genere. È il classico caso della altrettanto classica dicotomia: o si odia, o si ama. Ma l’indifferenza non è contemplata.

La pellicola scritta da NWR, insieme a Steven Canfield Crowley e Mary Laws, parte come un film e poi ne diventa un’esperienza un po’ come accade, ad esempio, nei territori di Lynch al quale, in questo caso, sono aggiunti i colori di Mario Bava e le fattezze femminili delle donne demoni di Dario Argento. È certamente un’ esperienza estetica The Neon Demon che comincia da un film ma non è necessariamente solo un film. Anche negativamente: nel senso che se guardiamo al racconto con i canoni tecnici, razionali, allora noteremmo, purtroppo, dei dialoghi banalissimi e una vicenda poco coesa, mal collegata nei suoi sviluppi. Serve però dire che in questo tipo di film è necessario anche farsi “trasportare” per entrare più in contatto con quello che questo regista, ironico e che si compiace molto del suo girare, ci vuole dire. A questo punto The Neon Demon ci appare come una fiaba nera, nerissima, sul Potere della Bellezza e su quanto questa possa essere pericolosa. Come dei simboli della vita quali, appunto, la bellezza, la giovinezza e il candore dell’adolescenza possano essere trasformati, fagocitati (diverse le parti splatter/gore ), in Morte, distruzione del corpo e del pensiero, quello ad esempio delle coprotagoniste che soffrono sentendosi “vecchie” a 21 anni. Come dicevamo: da un punto di vista di valori in gioco, ci si scontra più volte con il “già sentito”, la banalità e la superficialità frutto di poco approfondimento tematico. Non ci si scontra mai invece con il “già visto”. The Neon Demon è un viaggio astratto, uno sguardo rarefatto ma incisivo al contempo, una sinfonia elettronica stupefacente grazie, ancora una volta, al binomio tra Refn e il newyorkese Cliff Martinez al quale il regista, come lui stesso ha raccontato a Roma pochi giorni fa, affida completamente il girato e lascia che sia il musicista ad accoppiare immagini e suoni.

Quello di The Neon Demon è un mondo, al contrario di Dostoevskij, dove la Bellezza non salverà niente, al massimo distruggerà. Nel viaggio in questa ossessione famelica non si può che rimanere atterriti dalla forza estetica seppur non corroborata da altrettanto vigore narrativo. Un film per chi dal cinema cerca un percorso più che una meta.

Articolo di Virgo su www.cinemaedintorni.com

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Semi di lino e olio di lino: benefici reali e teorici

MEDICINA ONLINE OLIO COSMETICOI semi di lino (nome latino: Linum usitatissimum), sono i semi della pianta di lino, che si pensa abbia avuto origine in Egitto. Cresce in tutto il Canada e Stati Uniti nordoccidentali. L’olio di semi di lino viene tratto dai semi di lino. L’uso tradizionale dei semi di lino è quello di lassativo, ma viene utilizzato anche per vampate di calore, dolore al seno e artrite. Sia i semi di lino che l’olio di semi di lino sono stati utilizzati per abbassare i livelli elevati di colesterolo e, nel tentativo di prevenire il cancro. Interi o schiacciati, i semi di lino possono essere mescolati con acqua o succo di frutta e assunti per via orale. I semi di lino sono disponibili anche sotto forma di polvere. L’olio di semi di lino è disponibile in forma liquida e in capsula. I semi di lino contengono lignani (fitoestrogeni o estrogeni vegetali), mentre nelle preparazioni di olio di semi di lino mancano i lignani. I semi di lino contengono fibra solubile, come quello presente nella crusca di avena, e possono avere un effetto lassativo. Studi su preparati di semi di lino per livelli di colesterolo più bassi riportano risultati contrastanti. Una revisione del 2009 di una ricerca clinica ha trovato che gli effetti per abbassare il colesterolo erano più evidenti nelle donne in postmenopausa e nelle persone con concentrazioni iniziali di colesterolo elevati. Alcuni studi suggeriscono che l’acido alfa-linolenico (una sostanza che si trova in olio di semi di lino e semi di lino) possono beneficiare le persone con malattie cardiache. Ma dati affidabili non sono disponibili e sufficienti per determinare se i semi di lino sono efficaci per le condizioni del cuore. I risultati di alcuni studi sono contrastanti sul fatto che i semi di lino riducono le vampate di calore. Anche se alcuni studi su popolazioni indicano che semi di lino potrebbero ridurre il rischio di alcuni tumori, non c’è abbastanza ricerca per sostenere una raccomandazione per questo utilizzo. Recenti studi stanno guardando il loro potenziale ruolo nel prevenire o trattare l’aterosclerosi (indurimento delle arterie), cancro al seno e cisti ovariche.

Effetti collaterali e precauzioni

Gli integratori di olio di semi di lino e semi di lino sembrano essere ben tollerati. Sono stati riportati pochi effetti collaterali.
I semi di lino, come ogni fonte di fibra supplementare, dovrebbe essere presa con molta acqua, altrimenti potrebbe peggiorare la stipsi o, in rari casi, persino causare blocco intestinale. Sia l’olio di semi di lino e semi di lino possono causare diarrea.
La fibra di lino può ridurre la capacità del corpo di assorbire farmaci che vengono assunti per via orale.

Possibili capacità terapeutiche dell’olio di semi di lino e dei semi di lino

I semi di lino possono aiutarci a curare alcune malattie:

  • Stitichezza i semi di lino (non olio di semi di lino) producono effetti lassativi. Aumenti delle feci sono stati osservati in persone che assumono semi di lino. Sono necessarie ulteriori ricerche per stabilire l’efficacia e il dosaggio. I semi di lino in grandi dosi, o quando presi senza acqua a sufficienza, possono causare ostruzione intestinale.
  • Disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) i primi dati disponibili indicano che livelli bassi o squilibri di alcuni acidi grassi insaturi possono contribuire ADHD. Integratori nutrizionali ricchi di ALA, sotto forma di olio di lino possono migliorare i sintomi di ADHD. Sono necessarie ulteriori ricerche per confermare questi risultati.
  • Disturbo bipolare è stato esaminato l’effetto dell’olio di semi di lino nei bambini con disturbo bipolare. Tuttavia, un effetto significativo non è stato segnalato. Sono necessarie ulteriori ricerche.
  • Cancro al seno è stato proposto che i componenti dei semi di lino, i lignani, possono proteggere contro i tumori ormone-sensibili. I primi dati disponibili indicano che la supplementazione di semi di lino possono beneficiare la prevenzione o il trattamento del carcinoma mammario. Ulteriori ricerche sono necessarie in questo settore.
  • Dolore al seno i semi di lino (non l’olio di semi di lino) contiene lignani che possono alterare l’attività degli estrogeni. Gli effetti ormonali dei semi di lino possono migliorare i sintomi di dolore al seno. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche prima che una conclusione possa essere designata.
  • Arterie ostruite i semi di lino possono migliorare le arterie intasate o gli esiti cardiovascolari, basate sulle proprietà antiossidanti e ipolipemizzanti. Gli acidi grassi polinsaturi e ALA possono beneficiare le persone con malattie cardiache. Diete ricche di ALA, come la dieta mediterranea, hanno migliorato i risultati in persone con un precedente attacco di cuore. Ulteriori ricerche sono necessarie in questo settore.
  • Diabete il lino è stato studiato per i suoi effetti sulla glicemia, ma i rapporti sono inconcludenti. Sono necessarie ulteriori ricerche in questo campo.
  • Sindrome dell’occhio secco una ricerca limitata suggerisce che alcune capsule di olio di semi di lino al giorno possono essere utili nel trattamento della sindrome dell’occhio secco. Ulteriori ricerche sono necessarie in questo settore.
  • Ingrossamento della prostata un estratto di semi di lino è stato segnalato per migliorare i sintomi del tratto urinario nelle persone con iperplasia prostatica benigna (ingrossamento della prostata). Sono necessari ulteriori studi clinici ben disegnati prima che una conclusione può essere disegnata.
  • Malattia cardiaca i semi di lino possono migliorare le arterie intasate o gli esiti cardiovascolari, basate sulle proprietà antiossidanti e ipolipemizzanti. Negli esseri umani, l’aumento del consumo di ALA possono proteggere contro l’ictus. Tuttavia, l’evidenza è mista. Ulteriori ricerche sono necessarie in questo settore.
  • Ipertensione livelli elevati di ALA nei tessuti grassi possono essere associati ad abbassamento della pressione sanguigna. Le diete integrate con semi di lino hanno abbassato la pressione sanguigna negli studi umani. Tuttavia, la ricerca futura è necessaria in questo settore.
  • Colesterolo alto l’olio di semi di lino ed i semi di lino sono stati segnalati per avere proprietà ipolipemizzanti. Molteplici studi umani su lino hanno avuto risultati contrastanti sul colesterolo. Ulteriori ricerche sono necessarie in questo settore.
  • Intestino irritabile è stato suggerito che i semi di lino (non olio di semi di lino) produce effetti lassativi. Maggiori perdite di feci sono state osservate nei pazienti trattati con semi di lino. Sono necessarie ulteriori ricerche per stabilire l’efficacia e il dosaggio. In dosi elevate, o quando prese senza acqua a sufficienza, semi di lino può causare ostruzione intestinale.
  • Obesità esiste una ricerca limitata sugli effetti dei semi di lino in pazienti obesi. Le prime ricerche evidenziano un mancato beneficio della perdita di peso. I Semi di lino hanno causato una riduzione della fame e un aumento della pienezza. Sono necessarie ulteriori ricerche.
  • La sindrome dell’ovaio policistico i semi di lino sono stati studiati per diversi aspetti della sindrome dell’ovaio policistico, tra cui la resistenza all’insulina, obesità e cambiamenti ormonali, con risultati alterni. Sono necessarie ulteriori ricerche in questo campo.

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Trapianto di cellule pancreatiche e pancreas artificiale per dire addio al diabete

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PANCREAS ANATOMIA FUNZIONI SINTESI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano PenePresso l’Ospedale Niguarda di Milano è stato effettuato il primo trapianto in Europa di cellule pancreatiche che ha permesso ad un paziente di 41 anni di guarire dal diabete di tipo 1 e dire finalmente addio all’insulina. La tecnica utilizzata è stata messa a punto da Camillo Ricordi che dirige il centro Diabetes Research Institute (DRI) dell’Università di Miami dove già in passato sono stati seguiti i primi due casi mondiali. L’intervento ha coinvolto l’équipe della Chirurgia Generale e dei Trapianti, quella dell’Anestesia e Rianimazione 2, la Diabetologia, la Nefrologia e la Terapia Tissutale.

L’operazione

L’operazione consiste nel trapianto delle isole pancreatiche sulla membrana che circonda gli organi addominali. In pratica si va ad inserire chirurgicamente quelle cellule senza le quali si soffre di diabete di tipo 1. Quando le isole pancreatiche non fanno il loro dovere, l’insulina scarseggia e i livelli di glucosio che dovrebbe regolare aumentano al punto da provocare iperglicemia e, nei casi peggiori, il coma. Per questo, per mantenere sotto controllo il Diabete di tipo 1, i pazienti devono costantemente controllare i livelli di insulina nel sangue così da assumerne la dose necessaria in caso di bisogno. Permettendo dunque alle isole pancreatiche di funzionare, non si rischia più di subire un calo dell’insulina e si guarisce dal Diabete di tipo 1, come è avvenuto appunto a Milano per il paziente di 41 anni che, secondo il comunicato ufficiale dell’ospedale, adesso “sta bene e ora non ha più bisogno di somministrarsi insulina per mantenere sotto controllo i valori di glicemia”.

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Rischio rigetto

L’altra buona notizia è anche che il paziente non è a rischio rigetto. Le isole pancreatiche, donate da un soggetto sano, vengono inglobate in una “impalcatura biologica” che si unisce il plasma del paziente con la trombina in una sostanza gelatinosa che aderisce all’omento (tessuto altamente vascolarizzato che ricopre gli organi addominali). “L’organismo – spiegano – assorbe gradualmente il gel lasciando le isole intatte, mentre si formano nuovi vasi sanguigni che forniscono l’ossigenazione e gli altri nutrienti necessari per la sopravvivenza delle cellule”.

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Pancreas artificiale

Entro il 2018 potrebbe inoltre essere disponibile un “pancreas artificiale” capace di replicare le funzioni di quello naturale. Il dispositivo sarebbe in grado, nello stesso tempo, di misurare la glicemia nel sangue dei pazienti con diabete di tipo 1 e di regolare automaticamente la quantità d’insulina da iniettare nell’organismo. Lo sostengono, in uno studio pubblicato sulla rivista Diabetologia, Hood Thabit e Roman Hovorka, due ricercatori dell’Università Cambridge (Regno Unito). Durante la ricerca, gli autori hanno analizzato i progressi scientifici finora compiuti nello sviluppo di tecnologie capaci di supportare i pazienti diabetici nella gestione della malattia. Sulla base dei dati raccolti, hanno concluso che per il momento sono disponibili da una parte, strumenti di rilevazione del livello di glucosio nel sangue e, dall’altra, microinfusori (o “pompe per l’insulina”) che iniettano nell’organismo piccole dosi d’insulina. Ma, osservano, non è ancora stato messo in commercio un dispositivo capace di svolgere entrambe queste funzioni. Tuttavia, secondo Thabit e Hovorka, entro un paio d’anni potrebbe essere reperibile un “pancreas artificiale” che sia in grado di misurare i livelli di glucosio presenti nell’organismo e di rilasciare l’insulina solo quando ce n’è bisogno.

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Recupero breve tra le serie per aumentare la definizione muscolare

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO PESI PALESTRA SPORT GINNASTICA MUSCOLI FISICO PESISTICA (7)Siamo giunti nel periodo in cui gli atleti in palestra, di qualsiasi livello ed età, cominciano ad allenarsi ed alimentarsi con l’obiettivo della definizione muscolare. L’allenamento è composto da diverse variabili:

  • Carico utilizzato nei vari esercizi;
  • Tempo sotto tensione durante l’esercizio;
  • Numero di esercizi da effettuare nella scheda;
  • Ripetizioni da effettuare negli esercizi;
  • Tempo di recupero tra le serie;
  • Tempo di allenamento globale;
  • Numero di sedute settimanali con relativa frequenza;
  • Densità di allenamento, ovvero la mole di lavoro in un determinato lasso di tempo.

Ci sono altre piccole variabili che caratterizzano un allenamento di body building, abbiamo elencato le principali, le quali vengono prese in considerazione dall’istruttore in palestra, per redigere un buon programma di allenamento. Il parametro, secondo noi più importante, in una fase di definizione muscolare e quindi di miglioramento della qualità muscolare, è il recupero tra le serie. Se nei periodi di forza e massa, adottavamo dei recuperi completi e lunghi, per poter spingere carichi enormi, a nostro avviso in definizione muscolare è da preferire recuperare meno per dare ritmo all’allenamento.

Con i recuperi brevi l’allenamento diventa di tipo lattacido. Il lavoro orientato sul latticido ha un senso ma se fatto coi giusti metodi, sappiamo che l’acidificazione di una zona allenata porta ad una crescita muscolare per cui l’acido lattico è uno stimolo alla crescita. L’acido lattico è una sostanza tossica per le cellule che a seguito dell’esercizio (ma non solo) si accumula nel torrente ematico ed è correlato alla fatica muscolare fino ad arrivare alla impossibilità della contrazione.

L’acido lattico rappresenta un forte stimolo per la secrezione di ormoni anabolici come il GH ed il testosterone. Per questo motivo esercizi con i pesi ad elevata intensità, intervallati da pause non troppo lunghe, massimizzano il guadagno di massa muscolare. Bisogna però essere in grado di allenarsi in questa maniera, perché il rischio è quello di non riuscire a terminare la seduta di allenamento, cadendo poi nel sovrallenamento. Qui entra in gioco il recupero tra le serie perché se il recupero è troppo breve, con un certo carico, il rischio è quello di cedere troppo presto e non riuscire a portare a termine il numero di serie e ripetizioni prescritte dal protocollo di allenamento.

Per allenarsi in maniera corretta bisogna sempre conoscere i propri massimali nei vari esercizi, o perlomeno conoscere il carico con il quale arriviamo al cedimento dopo 8 ripetizioni. Dopo le 8 ripetizioni, entrano in gioco altri meccanismi e quindi il massimale non sarà esatto. Diciamo questo perché quando si andranno ad effettuare protocolli di allenamento dove i recuperi tra le serie sono brevi, bisognerà sapere e modulare correttamente il carico di allenamento, in modo tale che non sia troppo elevato, ma neanche troppo basso.

Metodi di allenamento con recuperi brevi

Fatta questa premessa quali sono i metodi di allenamento che prevedono recuperi brevi? I più famosi protocolli di allenamento che prevedono recuperi brevi, o anche prossimi allo zero sono i seguenti:

  • SUPER SERIE TRA MUSCOLI ANTAGONISTI
  • SUPER SERIE SULLO STESSO MUSCOLO (AFTERSHOCK)
  • TRISET SULLO STESSO MUSCOLO (CON PROTOCOLLO P.O.F.)
  • TRISET SU MUSCOLI ANTAGONISTI
  • SUPER SERIE DOPPIE SU MUSCOLI ANTAGONISTI
  • SUPER SERIE DOPPIE SULLO STESSO MUSCOLO
  • SUPER SERIE DOPPIE IN PHA TRAINING
  • SERIE GIGANTI CON MUSCOLI ANTAGONISTI
  • SERIE GIGANTI SUGLI STESSI MUSCOLI
  • TRISET DOPPI SU MUSCOLI ANTAGONISTI
  • TRISET DOPPI SULLA STESSA AREA MUSCOLARE
  • 8X8 VINCE GIRONDA
  • 6×6 CON RECUPERO VARIABILE

Questi sono alcuni protocolli di allenamento che hanno nella variabile recupero il parametro più importante da rispettare. Per allenarsi con questi protocolli, bisogna essere seguiti da persone che abbiano una certa esperienza con tali metodiche, che sappiano fornire il giusto carico negli esercizi giusti, inseriti in una sequenza logica ed intelligente. Una serie gigante non può essere redatta a casaccio come una scheda di allenamento in super-serie deve utilizzare determinati esercizi.

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